LECCE (ITALPRESS) – L’Inter si impone per 4-0 sul Lecce al “Via del Mare” e rimanda a -9 la Juve grazie alla doppietta di Lautaro e alle reti di Frattesi e De Vrij. Dopo un primo tempo equilibrato, nella ripresa non c’è praticamente mai storia: il Lecce cala di intensità e convinzione, a differenza di un’Inter dominante e bella da vedere. La squadra salentina approccia la gara con grande personalità, pressando alta l’Inter e senza alcun timore di attaccare con tanti uomini. Dall’altra parte, causa turnover, è evidente come l’Inter abbia qualche automatismo in meno nel giro palla. Nonostante ciò, i nerazzurri riescono a chiudere in vantaggio la prima frazione, grazie alla rete di Lautaro. Al 15′ infatti, dopo una palla persa dal Lecce, Asllani verticalizza per l’argentino, bravo in caduta a battere Falcone e segnare il suo centesimo gol in Serie A. Al 22′ Mkhitaryan sfiora il raddoppio da dentro l’area, calciando, però, di poco a lato. L’inizio di ripresa è stato ritardato di qualche minuto, a causa dell’infortunio dell’arbitro Doveri, sostituito da Baroni, il quarto uomo. Al 47′ il Lecce va a centimetri dal pareggio, grazie al tuffo di testa di Blin, alto sopra la traversa. L’Inter non si scompone e con grande cinismo chiude la partita in maniera perentoria. Al 54′ Frattesi sotto porta raddoppia, sfruttando l’assist geniale dal fondo di Sanchez; due minuti più tardi Lautaro cala il tris in ripartenza. Il Lecce non è più pervenuto in campo e la punizione per i ragazzi di D’Aversa diventa ancora più pesante quando De Vrij, al 67′, segna il 4-0, su corner di Dimarco. Grazie a questo successo, l’Inter sale a 66 punti, mentre il Lecce rimane a quota 24, al quattordicesimo posto.
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Troppa Inter per il Lecce, poker nerazzurro al “Via del Mare”
Il Sassuolo esonera Dionisi, panchina a Bigica
SASSUOLO (MODENA) (ITALPRESS) – La notizia era nell’aria già dalla scorsa serata, adesso è arrivata l’ufficialità: Alessio Dionisi non è più l’allenatore del Sassuolo. Il club ha annunciato di averlo sollevato “dall’incarico di responsabile tecnico della Prima squadra”. La società ringrazia il tecnico e il suo staff per l’impegno profuso e la serietà dimostrata alla guida dei neroverdi e augura a lui e ai suoi collaboratori le migliori fortune per il futuro”, si legge nella nota odierna.
Fatale a Dionisi, 43 anni, la sconfitta di ieri contro l’Empoli, al Mapei Stadium, maturata nel recupero: la squadra neroverde ha raccolto soltanto 5 punti nelle ultime 12 partite, precipitando al penultimo posto – a pari merito con Cagliari e Verona – a quota 20 dopo 26 giornate. La guida della prima squadra “viene affidata momentaneamente al tecnico della Primavera, Emiliano Bigica”, fa sapere ancora il Sassuolo. Sarà dunque l’ex centrocampista, classe 1973, ad andare in panchina già dal recupero di mercoledì contro il Napoli.
Dionisi era arrivato al Sassuolo nell’estate 2021, reduce dall’esperienza a Empoli, chiudendo la prima stagione all’undicesimo posto e quella successiva al tredicesimo.
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L’Italrugby pareggia 13-13 in Francia nel Sei Nazioni
LILLA (FRANCIA) (ITALPRESS) – In un match valido per la terza giornata del Sei Nazioni 2024, l’Italrugby del ct Quesada, dopo i ko con Inghilterra e Irlanda, pareggia per 13-13 con la Francia allo Stadium Nord Lille Metropole. Il primo tempo si chiude sul 10-3 per i padroni di casa, che firmano una meta (trasformata da Ramos) con Ollivon e un piazzato con Ramos; per gli azzurri, invece, una punizione di Page-Relo scaturita dal fallo di Danty, punito con il rosso in avvio di ripresa, che dunque gli azzurri disputano con l’uomo in più. Ramos (45′) e Garbisi (61′) centrano l’acca su piazzato, al 71′ la Nazionale trova il pari (13-13) con la meta di Capuozzo trasformata da Garbisi. Nel recupero l’Italia ha la possibilità del sorpasso ma la punizione dello stesso Garbisi si stampa sul palo. Sabato 9 marzo Lamaro e compagni saranno impegnati nel penultimo match del Torneo contro la Scozia, reduce dall’impresa contro l’Inghilterra, sul manto dello Stadio Olimpico di Roma (ore 15.15).
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Luvumbo salva il Cagliari al 96°, Napoli fermato sull’1-1
CAGLIARI (ITALPRESS) – Ennesimo risultato conquistato nel finale per il Cagliari di Claudio Ranieri, che ferma sull’1-1 il Napoli di Francesco Calzona e resta in lotta nelle zone basse della classifica. Al gol di Osimhen, arrivato nella prima metà del secondo tempo, risponde quello di Luvumbo, giunto al 96′.
Partita molto fisica nei primi quindici minuti di gioco, con diversi duelli in mezzo al campo ed entrambe le squadre che trovano difficoltà nel costruire le loro trame offensive. Alle iniziative del Cagliari, specialmente da sinistra, prova a rispondere il Napoli, che alla mezz’ora si accende con la soluzione tentata da Raspadori, rapido a convergere sulla trequarti e calciare dalla distanza trovando la parata di Scuffet. Risale il campo la formazione rossoblù e sulla punizione battuta da Gaetano troverebbe il gol del vantaggio grazie all’autorete di Rrhamani: tutto fermo però dopo il controllo del Var, che ravvisa la posizione di fuorigioco di Lapadula e la giudica “impattante” ai fini della giocata del difensore azzurro, annullando dunque il gol al Cagliari. Si resta sullo 0-0 fino all’intervallo, con l’indirizzo del match che sembra non cambiare nemmeno in avvio dei secondi quarantacinque minuti. Al 65′ cambia però la storia della partita, con Raspadori che sfila il pallone ad Augello e crossa bene per Osimhen che di testa deve solo spingere in porta il pallone che vale l’1-0 per i partenopei. Passano solo due minuti e l’attaccante nigeriano avrebbe anche l’opportunità del 2-0, attaccando la profondità e colpendo per ben due volte il palo, prima con il pallonetto su Scuffet, poi sulla successiva ribattuta a porta sguarnita, ma il tutto partendo da precedente posizione irregolare. Napoli che si chiude e prova a ripartire, come al 90′, quando Politano tutto solo in area calcia con la punta non trovando la porta. Errore che si rivelerà fatale per il Napoli, assieme a quello in pieno recupero di Juan Jesus, che sulla sventagliata di Dossena fa sfilare il pallone e si lascia prendere il tempo da Luvumbo, che in allungo batte Meret, regalando ai suoi compagni il pareggio all’ultimo respiro.
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Arriva il Milleproroghe, decreto scaccia problemi
di Giuliano Zoppis
ROMA (ITALPRESS) – In settimana, entro il 28 febbraio, arriva l’approvazione definitiva del decreto milleproroghe, un mostro legislativo entrato ormai stabilmente nel panorama parlamentare italiano. Così stabilmente che qualcuno con ironia si chiede se non sia il caso di modificare il testo dell’art.81 della Costituzione (quello che regola la legge di bilancio) per ricomprenderlo in esso. Introdotto per la prima volta nella prassi parlamentare nel 2001, questo decreto è diventato ormai una tradizione di inizio anno: si rinviano scadenze, entrano in vigore provvedimenti urgenti, si introducono nuove misure. Nel complesso si rifissano termini e si adottano soluzioni che altrimenti dovrebbero essere affrontati e risolte in tempistiche e modalità differenti. Dall’anno della sua introduzione quasi tutti i Governi vi hanno fatto ricorso, in alcuni casi anche due volte. Nato come provvedimento snello (il primo contava solo nove articoli) è esploso nel tempo, nel 2020 sviluppò 90 articoli. Un atto omnibus che in alcuni casi ha portato ad abusi arrivando anche all’esame della Consulta. Pur storcendo il naso, la Corte Costituzionale ne ha riconosciuto la legittimità ma con dei paletti legati al rispetto dell’urgenza delle scadenze e dei provvedimenti che vengono contemplati nel provvedimento. Oltre a queste problematiche di tipo tecnico, ve ne sono alcune di tipo politico che fanno di questo provvedimento una scappatoia da extrema ratio. Misure che tengono conto della pressione delle lobby, proteste dell’opinione pubblica, ripensamenti e correzioni che la maggioranza di Governo opera su suoi provvedimenti precedenti, “contentini” alle opposizioni. Ripercorrendo i contenuti di questi decreti che si sono succeduti in questi quasi venticinque anni tutte queste motivazioni emergono con chiarezza e anche il testo del milleproroghe 2024 non sfugge da questa impostazione. Sono molte le problematiche che l’articolato affronta, ne abbiamo enucleate alcune che più di tutte interessano la cittadinanza e le imprese, coinvolgendo larghe fasce del Paese. Viene varata la riveduta disciplina fiscale per gli agricoltori, soluzione della pax che ha messo fine o quasi alla rivolta di trattori. Esenzione Irpef per i redditi fino a 10 mila euro, del 50% per quelli fino a 15 mila euro. E i trattori potranno circolare su strada fino al 30 giugno. Viene ancora rinviato, al 31 dicembre (per ora…), il pagamento delle multe di 100 euro per chi non ha fatto il vaccino Covid. Una misura che riguarda 1,7 milioni di italiani, fra over 50, personale sanitario e scolastico, forze dell’ordine.
Chi non ha pagato le cartelle esattoriali “rottamate” avrà tempo fino al 31 marzo per farlo e vengono confermate le agevolazioni per i mutui sottoscritti dagli under 36 per l’acquisto della prima casa, con un ISEE fino a 40 mila euro. Importante anche dal punto di vista sociale l’estensione del bonus psicologo, con un budget aumentato da 8 a 10 milioni di euro, con un contributo di 50 euro a seduta. Bisognerà avere un ISEE sotto i 50 mila euro, con tre fasce di rimborso da 500 a 1500 euro che variano con il variare del reddito. Potrà essere richiesto fra il 18 marzo e il 31 maggio. Rispondendo alle accresciute esigenze legate ormai ad una emergenza consolidata, il decreto consente ai medici di ritardare l’andata in pensione fino a 72 anni. Potranno tornare in servizio anche quei medici che sono pensionati dal primo gennaio 2023. La domanda di permanenza andrà fatta entro il 31 dicembre 2025. Fra le tante misure anche una che agevola le imprese per favorire l’occupazione. Potranno infatti prorogare al 31 dicembre di quest’anno la vigenza dei contratti a termine senza la solitamente richiesta causale. Come si nota si tratta nel complesso di misure importanti, non banali codicilli, ma provvedimenti di largo interesse. Ogni anno la domanda è la solita… ma non ci si poteva pensare prima?
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Juve all’ultimo respiro, Frosinone piegato per 3-2
TORINO (ITALPRESS) – La Juventus ha battuto 3-2 il Frosinone all’ultimo respiro nella gara della 26esima giornata di Serie A giocata all’Allianz Stadium di Torino. La squadra di Allegri ha ritrovato la vittoria dopo quattro turni mentre quella di Di Francesco, nonostante un’ottima prova, ha incassato la quarta sconfitta di fila. Fuochi d’artificio nel primo tempo con sorpassi e contro sorpassi fino al pari prima del riposo. E’ stata la Juventus a passare in vantaggio dopo due minuti e mezzo con Vlahovic: McKennie è stato bravo a stoppare con maestria un lancio di Gatti e dalla destra ha messo in mezzo per il serbo che con l’interno destro deviato da Lirola ha trafitto Cerofolini. Ottima reazione di un Frosinone ordinato che ha colpito due volte, con Cheddira al 14′ e con Brescianini al 27′: il primo ha sfruttato un cross dalla destra di Zortea, è sfuggito alla marcatura di Cambiaso e a difesa schierata in area ma immobile ha trafitto di testa Szczesny mentre il secondo, trovato in profondità da Valeri, ha sorpreso la retroguardia juventina in velocità e ha concluso con un gran destro che è andato ad infilarsi sotto la traversa. A riportare in parità la Juventus è stata ancora la “premiata ditta” McKennie-Vlahovic: al 32′ lo statunitense ha controllato un pallone dentro l’area e ha servito il serbo che si è sistemato il pallone e stavolta ha messo in rete con il sinistro. Seconda frazione altrettanto vivace con la Juventus più vicina al gol in un paio di occasioni nella fase iniziale: una conclusione di Rugani stampatasi involontariamente sulla fronte del compagno Alcaraz franato a terra e una battuta, unico acuto della sua gara, di Chiesa messa in corner da una deviazione avversaria. Bianconeri maggiormente in pressione che spesso hanno costretto il Frosinone a chiudersi interamente nella propria metà campo ma che in pieno recupero è capitolato per la terza volta: da un corner di Iling-Junior, Vlahovic ha spizzato la palla di testa prolungando sul secondo palo dove è spuntato Rugani che da posizione quasi impossibile ha fatto passare il pallone sotto le gambe di Cerofolini siglando la rete del definitivo 3-2.
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Ucraina, Papa “Trovare soluzione diplomatica per pace lunga e duratura”
ROMA (ITALPRESS) – “Ieri abbiamo ricordato con dolore il secondo anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina, con tantissime vittime, feriti, carestie, in un periodo terribilmente lungo e del quale non si vede la fine”. Così Papa Francesco nel corso del suo messaggio dell’Angelus domenicale a piazza San Pietro. “Una guerra che non sta devastando solo quei territori ma che ha creato un’ondata globale di paura. Prego per tutte le numerosissime vittime innocenti e perchè si trovi un pò di umanità che permetta di trovare una soluzione diplomatica per una pace lunga e duratura” ha aggiunto il Pontefice che poi ha ricordato anche la guerra che coinvolge Palestina e Israele: “Pensiamo ai bambini, vittime innocenti”, quindi le situazioni di violenza nella zona orientale della Repubblica del Congo: “Mi unisco ai vescovi nel pregare per la pace, auspicando la cessazione degli scontri e per trovare un dialogo sincero”. Il Santo Padre ha chiesto di pregare anche perchè cessi il dilagare dei rapimenti in Nigeria. Infine ha ricordato la popolazione della Mongolia, colpita da un freddo che sta creando gravi problemi umanitari: “E’ il segno del cambiamento climatico e dei suo effetti che incide in profondità, soprattuto sui più vulnerabili. Servono scelte sagge e coraggiose per contribuire alla cura del creato” ha concluso Francesco.
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Sangiuliano “Treno del Ricordo per tenere viva nostra memoria nazionale”
ROMA (ITALPRESS) – “Il viaggio di questo treno è un bellissimo progetto che sta unendo l’Italia nel nome del ricordo. Il Ministero della Cultura ha collaborato a un’iniziativa che ci rende molto orgogliosi e di cui ringraziamo la Struttura di missione Anniversari nazionali guidata dal Ministro Andrea Abodi, le Ferrovie dello Stato, la Fondazione FS e tutte le realtà istituzionali che hanno permesso la realizzazione, che restituisce finalmente la dovuta visibilità alla tragedia delle foibe che, per decenni, è stata una pagina di storia strappata, un buco nero nella memoria, circondato da ambiguità e omissioni, che solo negli ultimi tempi è stato faticosamente colmato. Anche la manifestazione di oggi a Napoli testimonia come finalmente venga restituita la giusta dignità e memoria alla tragedia e all’esodo giuliano-dalmata”. Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano oggi alla Stazione Centrale di Napoli nella penultima tappa del Treno del Ricordo, partito lo scorso 10 febbraio da Trieste in occasione del ventennale dell’istituzione del Giorno del Ricordo in memoria delle vittime delle foibe. Il Ministro Sangiuliano è a Napoli, dopo aver partecipato insieme al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla partenza del Treno a Trieste.
“La cultura – ha continuato Sangiuliano – come questo treno dimostra, però può fare molto per dare ricordo e giustizia. Il 10 febbraio abbiamo deciso di dare un messaggio di unità nazionale, illuminando con il tricolore tre luoghi simbolo: la pinacoteca di Brera a Milano, il Colosseo a Roma e Capodimonte qui a Napoli. Non una scelta casuale. A Napoli ci fu un’esperienza di accoglienza diversa da quelle pagine vergognose che ci umiliano. Mentre a Bologna, ad esempio, contestatori ideologizzati del partito comunista impedirono, addirittura versando sulle rotaie il latte destinato ai bambini, agli esuli di rifocillarsi, a Napoli, proprio nei giardini del Parco di Capodimonte, i nostri fratelli provenienti da Istria, Fiume e Dalmazia furono accolti con umanità”. “Accogliamo quindi oggi di nuovo a Napoli un treno che porta con sè la memoria delle sofferenze e delle umiliazioni patite dagli italiani giuliano-dalmati a causa della violenza comunista titina. Napoli seppe accogliere e oggi, come ieri, sa ricordare i nostri fratelli d’Istria, Fiume e Dalmazia. Italiani due volte: una per Nascita e una per scelta. A cui dobbiamo la nostra gratitudine e il nostro, condiviso, ricordo”.
“La riconciliazione avrà presto un luogo a Roma che racconterà questa tragedia nazionale, fatta di storie, personaggi, vicende collettive e individuali. Il Disegno di Legge per l’istituzione di un grande Museo Nazionale del Ricordo, vicino piazza del Popolo, che vede come primo firmatario il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, infatti è già stato approvato e contiamo di aprirlo al pubblico in pochi anni. E’ un atto di giustizia troppo a lungo atteso”, ha concluso il Ministro. Il progetto del Treno del Ricordo nasce da una risoluzione della Commissione Cultura della Camera dei deputati votata all’unanimità ed è realizzato dalla Struttura di missione per gli anniversari nazionali ed eventi sportivi nazionali e internazionali della Presidenza del Consiglio, da Ferrovie dello Stato e Fondazione FS Italiane, in collaborazione con il Ministero della Cultura, il Ministero dell’Istruzione e del Merito, il Ministero della Difesa, Rai Teche, Rai Cultura, Rai Storia, Archivio LUCE e Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata. Il Treno del Ricordo è un treno storico, messo a disposizione da Fondazione FS Italiane e appositamente allestito con una mostra multimediale e l’esposizione degli oggetti originali degli esuli. Il Treno del Ricordo concluderà il suo viaggio il 27 febbraio nella stazione di Taranto.
foto: ufficio stampa Ministero della Cultura
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