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Barbier “Australia un banco di prova per pneumatici”

PHILLIP ISLAND (AUSTRALIA) (ITALPRESS) – “L’Australia si è confermata anche quest’anno un banco di prova per i pneumatici, reso ancora più impegnativo e imprevedibile rispetto al passato dalla presenza del nuovo asfalto che ha accentuato il degrado termico e, conseguentemente, l’usura dei pneumatici. Questo non ha riguardato solo Pirelli, come si è visto nelle gare dell’Australian Superbike in cui comunque i piloti gommati Pirelli hanno dominato su quelli che hanno utilizzato pneumatici della concorrenza”. Così Giorgio Barbier, direttore Racing Moto Pirelli, dopo il primo round del Mondiale di Superbike, ospitato dalla pista di Phillip Island. “Da un punto di vista dello spettacolo, il pit-stop ha dato vita ad un weekend con cinque gare sprint molto combattute e dal ritmo elevato, come dimostrano i tanti giri record – ha proseguito Barbier – E’ chiaro che il nostro obiettivo è quello di garantire sempre il regolare svolgimento delle gare ma in questo caso è stata presa la scelta giusta”. “Da questo primo round ci portiamo a casa molte informazioni utili sul nuovo asfalto che prima non avevamo e di cui faremo tesoro per migliorare ulteriormente il nostro prodotto. I protagonisti di questo primo round fanno prevedere una lotta serrata per tutta la stagione con molti più piloti in grado di lottare per il podio – ha concluso Barbier – quindi confidiamo in una bella stagione di gare”.
– Foto Ufficio Stampa Pirelli –
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De Rossi “Colpa mia se con il Toro avremo testa sbagliata”

ROMA (ITALPRESS) – “Contro il Torino sarà una partita tosta. E lo sarà di più se entreremo con la testa sbagliata. Se sbaglieremo l’approccio non sarà colpa dell’impegno europeo ma, evidentemente, avrò sbagliato qualcosa io”. Sono queste le parole di Daniele De Rossi, tecnico della Roma, in conferenza stampa prima della partita casalinga di domani pomeriggio (ore 18) con il Torino, che i capitolini affronteranno dopo la sfida di Europea League di giovedì sera all’Olimpico vinta ai rigori contro il Feyenoord. “Dobbiamo correre e vincere: ogni partita, da adesso in poi, è la partita della vita, soprattutto per me che sono qui da poco. Se avessimo vinto la Coppa sarebbe stato normale avere un pò di appagamento, ma manca ancora tanto e dobbiamo restare concentrati”, ha proseguito il mister giallorosso. Su Juric, tecnico granata, ha sottolineato come sia stato “uno dei primi che sono andato a spiare, ovviamente con il suo permesso, quando era a Verona. Il Torino è forse la peggior squadra da affrontare dopo 120 minuti di partita, ma ci faremo trovare pronti. Loro hanno un gran rendimento in questa stagione e giocatori di qualità”. Sul periodo poco prolifico del bomber belga Lukaku, che giovedì sera ha fallito anche un rigore: “Romelu sta vivendo un momento buono, è felice. Arriveranno i momenti che ha sempre vissuto, toccherà la palla, la butterà dentro e ci porterà in trionfo. Smalling? sta bene, lo vedo più sciolto. Sappiamo che non può fare 90 minuti e stiamo cercando di capire se è meglio inserirlo o se farlo iniziare subito essendo costretti a un cambio”. De Rossi, infine, commenta il sorteggio di Europa League, che ha riservato per la Roma negli ottavi gli inglesi del Brighton di De Zerbi: “Non volevo il Brighton perchè è una partita aperta, difficile da preparare. Una squadra forte che fa male a tante big nel campionato più difficile del mondo. De Zerbi è un genio, può piacere o meno ma è uno dei pochissimi allenatori che hanno portato qualcosa. Un allenatore che stimo, a cui voglio bene e che per me è un libro aperto, mi ha messo a disposizione tutti i suoi dati. In più le nostre figlie sono grandi amiche e si vedono nei Roma club, questa cosa ci ha unito ancora di più”, conclude l’ex centrocampista e capitano giallorosso.
– Foto Ipa Agency –
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Ponte Stretto, Ciucci “Avvieremo attività entro l’estate”

ROMA (ITALPRESS) – “Come tutti i programmi si fissano degli obiettivi che puntano al massimo risultato possibile. Stiamo già trasmettendo la documentazione appena approvata il quindici febbraio ai ministeri competenti, oltre alle valutazioni sull’impatto ambientali. Queste attività dovrebbero concludersi entro la fine di giugno, in modo tale da poter avviare le attività sul territorio in estate. Come tutti i progetti complessi ci vuole tempo, non si tratta di una struttura che si costruisce in un attimo. Il nostro ottimismo deriva da fatti concreti finora accaduti. Abbiamo un Parlamento e un Governo che hanno deciso di avviare un’attività che, a detta loro, ha un’assoluta priorità, dando piena misura all’investimento. Questi non sono fattori marginali”. Così Pietro Ciucci, Ad della società Stretto di Messina, a margine della scuola politica della Lega.

foto: Agenzia Fotogramma –

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Investimento strategico per il Gruppo Di Martino in Svezia

PALERMO (ITALPRESS) – Di Martino, leader nel settore della logistica e del trasporto, annuncia l’apertura della Di Martino Sweden società di diritto svedese, in località NorrKoping (Svezia). La società, spiega Mario Di Martino (presidente del cda) è una partnership tra la società siciliana ed il management “tutto locale”, e si pone l’obiettivo di presidiare meglio il mercato Scandinavo e sviluppare tutta la gamma dei servizi del gruppo con un focus particolare sulla logistica domestica. La decisione di investire direttamente, riflette la visione di lungo termine del gruppo, presente oggi in Grecia, Spagna, Tunisia, Finlandia, Danimarca e la sua determinazione a cogliere le opportunità di sviluppo assecondando i bisogni di importanti clienti multinazionali. Di Martino Sweden, continua Mario Di Martino, vuole fortemente focalizzarsi sul cliente, cercando di offrire un servizio tailor-made, mettendo a fattore comune capacità organizzative, conoscenza del mercato, esperienza nell’utilizzo dell’intermodalità (treno-nave) nei collegamenti con il resto dell’Europa e del Mediterraneo, grande capacità di trasporto, attenzione massima al tema della sostenibilità ambientale, particolarmente apprezzato a queste latitudini.

Foto: ufficio stampa Gruppo Di Martino

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Piantedosi “Non abbiamo cambiato le regole, valuteremo gli eccessi”

MILANO (ITALPRESS) – “Ho parlato con il presidente. Condivido le sue parole come le condividono tutti i poliziotti. Tutti noi auspichiamo sempre che le manifestazioni pubbliche si svolgano pacificamente e senza incidenti. Fondamentale in tale senso è anche la collaborazione degli stessi manifestanti”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in una intervista a “Il Corriere della Sera” parla di quanto avvenuto a Pisa con le cariche della polizia agli studenti che manifestavano per la Palestina e il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha ben spiegato che “l’uso dei manganelli”, in particolare con i ragazzi, “rappresenta sempre un fallimento”. Piantedosi, poi, smentisce che ormai ogni manifestazione è segnata dalle manganellate. “Io guardo i dati e dico che non è così. Da più di un anno le manifestazioni pubbliche gestite dalle forze dell’ordine sono state oltre 13 mila, e di queste solo una minima parte ha fatto registrare incidenti, peraltro con una prevalenza di feriti tra le forze dell’ordine rispetto ai manifestanti. Dal riacutizzarsi del conflitto israeliano-palestinese l’impegno è notevolmente accresciuto. Dal 7 ottobre scorso sono state più di mille le manifestazioni e soltanto nel 3% dei casi si sono registrati incidenti”. Il ministro, quindi alla domanda se non crede sia necessario intervenire, risponde: “Io posso dire che siamo aperti a ogni analisi, anche autocritica, allorquando anche una sola manifestazione tra le migliaia ci ponesse il problema di verificare se tutto è andato per il verso giusto”. A Pisa e Firenze gli agenti hanno rincorso ragazzini di 15 anni… “Vedere quelle immagini ha contrariato e amareggiato anche me. Quando si giunge al contatto fisico con ragazzi minorenni è in ogni caso doveroso svolgere ogni esame obiettivo su come siano andati i fatti. Ho chiesto di avere una dettagliata relazione sullo svolgimento degli eventi e su quale possibile attività di mediazione sia stata sviluppata per prevenire quegli incidenti che non fanno bene nè ai manifestanti nè agli operatori che erano sul campo. E nemmeno a tutti noi”. Alla domanda se l’Italia è un un Paese autoritario, dice: “Il riferimento ai numeri che ho dato – riguardo all’impegno che viene messo nella gestione delle manifestazioni di ordine pubblico e al fatto che la quasi totalità si svolga senza incidenti – testimonia quanto le nostre forze dell’ordine siano attrezzate per svolgere il proprio compito in linea con le nostre caratteristiche di Paese maturo e democratico. E’ molto importante tenerlo presente ed evitare che singoli incidenti, pur gravi, vengano mai utilizzati da qualcuno per volgari strumentalizzazioni e distorte rappresentazioni della realtà”.

– foto: Agenzia Fotogramma –
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Il Genoa sorride con Retegui e Bani, 2-0 sull’Udinese

GENOVA (ITALPRESS) – Una vittoria che dà una spallata alla lotta retrocessione. Il Genoa vince 2-0 contro l’Udinese, le reti di Retegui e Bani regalano tre punti fondamentali ai rossoblù, ora a quota 33 punti e a +13 dalla zona rossa. Nono ko stagionale per i friulani, che non sfruttano le sconfitte di Sassuolo e Verona: la squadra di Cioffi resta a +3 dalla terzultima posizione.
Moduli speculari e un atteggiamento simile: i primi 25 minuti del Ferraris sono trascorsi sul filo dell’equilibrio, il primo pericolo è arrivato dal colpo di testa di Lucca, con l’attaccante friulano fermato soltanto dalla traversa. La risposta da parte del Grifone è stata immediata, un intervento miracoloso da parte di Okoye sul tiro ravvicinato di Vasquez ha evitato il gol da parte dei padroni di casa. Il difensore messicano ci ha riprovato al 32′ quando sugli sviluppi di un corner ha colpito il palo, sempre su colpo di testa. Per invertire la rotta serviva soltanto una giocata da fuoriclasse, ci ha pensato Retegui al 36′ del primo tempo: l’italo-argentino si è inventato una rovesciata sul secondo palo dopo la carambola innescata da Giannetti nella propria area. Nel giro di quattro minuti la squadra di Gilardino trova anche la rete del raddoppio con la zuccata di Bani, servito dal traversone vellutato di Gudmundsson. Nella ripresa gli uomini di Cioffi non sono riusciti a cambiare l’inerzia di una serata da dimenticare, anzi, dopo 4 minuti gli ospiti sono rimasti in dieci a causa del doppio giallo di Kristensen. Il Genoa in superiorità numerica ha cercato a più riprese il gol del 3-0, l’Udinese invece al 28′ ha accorciato le distanze con Lucca, ma la rete dell’attaccante bianconero è stato annullato per un precedente fallo su De Winter. Ottava vittoria per i liguri che nel prossimo turno affronteranno l’Inter capolista, impegnata domani a Lecce e mercoledì nel recupero contro l’Atalanta. I bianconeri invece sfideranno la Salernitana: per evitare spiacevoli sorprese i tre punti diventano praticamente un obbligo.
– foto Ipa Agency –
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Sicurezza sul lavoro, serve la riorganizzazione degli appalti

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ROMA (ITALPRESS) – Non è la prima volta che accadono nel lavoro italiano situazioni drammatiche come quelle di Firenze, e dunque si dovrà agire in modo che si capisca che e’ finita l’ambiguità. Bisogna andare alle cause per debellare i rischi per lavoratori, individuando ciò che li provoca Quando la politica decide di affrontare i rischi che minacciano i cittadini, per dare un segno della loro prontezza inaspriscono le pene. Ma ha ragione da vendere il Ministro Nordio. Questa logica tende solo a placare i cittadini per non cambiare la realtà. Se andiamo ad analizzare i casi vari,notiamo che i reati di lavoro nero, di evasioni contributive, di trasgressioni salariali, di non rispetto delle norme della sicurezza, di corruzione per ottenere appalti e subappalti sono sempre manovrati dagli stessi soggetti, ed accadono in prevalenza in alcuni territori. Si comprende che in questi contesti il fenomeno è spinto da volontà criminali: guadagnare in dispregio delle leggi dello Stato e dell’etica; delle regole di concorrenza; del ricorso alla corruzione quale mezzo per ottenere appalti ed impunità.
Questi soggetti per guadagnare irregolarmente nel mercato degli appalti pubblici e privati, al contrario delle imprese regolari, sono disposti ad ogni rischio pur di potersi muovere nel business degli appalti. Ed allora il tema da porsi è quello di colpirli nel loro vero interesse: la perdita della licenza, la perdita di denaro. Chi persegue fini illeciti con gli appalti facili dannosi per lavoratori ed imprese rispettose delle leggi e contratti, deve perdere i’acquitrino paludoso del malaffare che dominano. Occorre colpire i loro interesse economico e la loro presenza nel mercato. Le imprese non possono ottenere appalti solo perché iscritti all’albo: devono avere attrezzature, operai e tecnici. Non possono distribuire ai subappalti l’intero processo di realizzazione delle opere tipiche delle costruzioni che li fa ritenere idonei dall’albo. I capitolati di appalto questo devono gia a monte precisare. I sub appaltatori dovranno essere coinvolti solo per lavori specialistici al di fuori delle opere centrali in esecuzione. Essi dovranno avere un loro albo che li riconosce capaci di svolgere tali lavorazioni speciali. Le gare al massimo ribasso non dovranno essere più utilizzate.
Negli appalti privati la mancanza delle garanzie dovrà condizionare il rilascio della licenza di costruzione a monte e i certificati di abitabilità a valle da parte dei Comuni. Ecco, se si dovessero rioganizzare in tal modo gli appalti, sarà più difficile usare i lavori pubblici per il malaffare, in dispregio del necessario regime di concorrenza. Cambiata l’aria si potranno ricostruire grandi imprese competitive italiane nei mercati europei e mondiali, distrutte proprio dal demenziale sistema mordi e fuggi. Le imprese delle costruzioni italiane fino a 30 anni fa erano le più forti del mondo, e hanno costruito le opere più imponenti nelle Americhe, in Medio Oriente in africa, poi sono state rovinate dalla ragnatela locale di piccolo cabotaggio e di complicità. Il Paese ha perso civiltà ed economia, i lavoratori ci hanno perso anche la vita.
-foto Agenzia Fotogramma-
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Europei giovanili, ancora un oro e un argento per l’Italia

NAPOLI (ITALPRESS) – Italia d’oro e d’argento nella terza giornata degli Europei giovanili di Napoli 2024: nelle prime gare a squadre Under 17 arriva il trionfo della sciabola femminile e il secondo posto delle fiorettiste fanno volare la delegazione azzurrina a quota 9 medaglie, consolidandosi sempre in testa al Medagliere per Nazioni. Podio sfiorato invece dalla formazione di spada maschile che ha chiuso sesta.
Nella sciabola Italia sul tetto d’Europa con Vittoria Mocci, Francesca Romana Lentini, Benedetta Stangoni e Diletta Fusetti, protagoniste di una prestazione strepitosa. Le azzurrine hanno debuttato nel tabellone degli ottavi superando con una prova d’autorità la Polonia, con il punteggio di 45-37. Nei quarti la sfida con la Romania, combattutissima dal principio all’epilogo, in cui le sciabolatrici guidate a fondo pedana dai maestri Ilaria Bianco e Fabio Di Lauro, dello staff tecnico del ct Nicola Zanotti, sono riuscite a condurre sempre l’assalto e a esultare per il risultato di 45-41. Senza storia, per merito di una interpretazione eccellente delle ragazze italiane, la semifinale contro l’Ucraina, vinta 45-29 e che ha consegnato il pass per l’ultimo atto, avversaria l’Ungheria. Il punto esclamativo sul loro percorso, le azzurrine lo hanno messo comandando fin dall’inizio la finale contro le magiare, vinta 45-40, punteggio che ha sancito il meritatissimo trionfo di Mocci (due ori in altrettante gare in questo Europeo), Lentini (già bronzo individuale), Fusetti e Stangoni. A Vittoria Mocci è andata anche la vittoria del Circuito Europeo Under 17 di sciabola femminile, a coronamento della sua prima – magica – stagione da cadetta.
Argento italiano, invece, nel fioretto femminile. Da applausi il quartetto delle azzurrine, composto da Mariavittoria Elvira Berretta, Ludovica Franzoni, Vittoria Riva e Maria Elisa Fattori. L’Italia ha esordito negli ottavi di finale con un netto 45-31 inflitto alla Moldavia. Nei quarti, le ragazze guidate dai maestri Fabrizio Villa, Stefano Barrera e Francesca Bortolozzi, dello staff tecnico del ct Stefano Cerioni, hanno reso praticamente senza storia l’assalto contro la Germania, travolta con un impietoso 45-13, successo che è valso il pass per la semifinale contro l’Ucraina. Anche nel penultimo atto le azzurrine hanno dettato legge, imponendosi 44-28 e staccando così il biglietto per la finale, avversaria la Polonia. E’ stato un match vibrante, in cui l’Italia ha recuperato anche 7 stoccate di svantaggio, cedendo solo sui titoli di coda con il punteggio di 45-43. Ma quella di Berretta (due argenti in due gare), Franzoni, Fattori e Riva resta una gara di assoluto spessore, da vera squadra. Stop nei quarti di finale per il team degli spadisti italiani, formato dal campione europeo individuale Michele Queiroli, Ettore Leporati, Federico Varone e Nicolò Sonnessa. Nel primo match, quello degli ottavi, gli azzurrini hanno superato con sicurezza la Macedonia del Nord con il punteggio di 41-32. Per i ragazzi condotti dai maestri Paolo Zanobini e Dago Tassinari, dello staff tecnico del ct Dario Chiadò, il pass per le semifinali è stato negato dalla Turchia, che l’ha spuntata alla priorità con il risultato di 32-31. Nel tabellone dei piazzamenti gli azzurrini hanno poi superato l’Ungheria 41-40, perdendo infine contro la Polonia per 45-39 e chiudendo così al sesto posto.
Domani agli Europei giovanili di Napoli 2024 quarta giornata di gare, l’ultima per i Cadetti prima dell’entrata in scena della categoria Giovani: nella domenica del PalaVesuvio spazio alle competizioni a squadre Under 17 di fioretto maschile, sciabola maschile e spada femminile. Per l’Italia, in vetta al medagliere con quattro ori, tre argenti e due bronzi, tanta voglia di vincere ancora.
– foto ufficio stampa Federscherma –
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