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In migliaia a Padova per l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin

PADOVA (ITALPRESS) – Commozione e cordoglio a Padova per l’ultimo saluto a Giulia Cecchettin, la studentessa di Vigonovo assassinata lo scorso 11 novembre dall’ex fidanzato Filippo Turetta. Davanti agli oltre 1.200 presenti all’interno della basilica di Santa Giustina e con oltre 7.000 persone raccolte in preghiera sul sagrato e in piazza, sono stati celebrati questa mattina i funerali della giovane vittima di femminicidio, la cui storia ha commosso tutto il Paese. Il feretro, arrivato all’interno del duomo in una bara bianca ricoperta di rose bianche, è stato accolto con un applauso prolungato da parte delle persone presenti per l’ultimo saluto alla ragazza. Dopo l’iter giudiziario, dal ritrovamento del corpo senza vita del 18 novembre all’autopsia, papà Gino e i fratelli Elena e Davide, abbracciati per tutta la cerimonia, la nonna e gli altri parenti di Giulia hanno salutato Giulia per l’ultima volta, raccolti nel loro dolore al quale si stringe l’Italia intera.
Al rito delle esequie, officiato dal vescovo Claudio Cipolla, presenti, tra le altre autorità, il ministro della giustizia, Carlo Nordio, in rappresentanza del governo, i parlamentari Laura Boldrini, Alessandro Zan, Antonio De Poli, il presidente del Veneto, Luca Zaia, che ha disposto il lutto regionale e le bandiere a mezz’asta, il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, il sindaco di Padova Sergio Giordani, la rettrice dell’università patavina, Daniela Mapelli, che ha disposto fino alle ore 14 la sospensione delle lezioni in quello che era l’ateneo di Giulia, prossima alla laurea in ingegneria biomedica. I funerali sono iniziati come da programma alle ore 11 e sono stati trasmessi in diretta televisiva. “Non avremmo voluto vedere quello che i nostri occhi hanno visto, nè ascoltare quanto appreso nella tarda mattinata di sabato 18 novembre – ha esordito il vescovo di Padova, Monsignor Claudio Cipolla, nel corso dell’omelia – Per sette lunghi giorni abbiamo sperato di vedere e sentire cose diverse, invece ora siamo qui con gli occhi, anche quelli del cuore, pieni di lacrime. Abbiamo bisogno di parole e gesti di sapienza, che ci aiutino a non restare intrappolati nell’immane tragedia che si è consumata. In noi ci sono amarezza e rabbia, ma quanto abbiamo vissuto ha ha reso evidente il desiderio di trasformare il dolore in impegno, per una società migliore che abbia rispetto della persona, donna o uomo che sia – ha aggiunto – Il suo sorriso mancherà a tutta la famiglia, agli amici, a tutti noi, perchè il suo viso ci è diventato caro. Il vescovo, che ha sottolineato i concetti di attesa, speranza e amore, ricordando come il volto di Giulia resterà impresso nella memoria di chi l’ha conosciuto, si è rivolto in conclusione anche all’omicida reo confesso, che si trova nel carcere Montorio di Verona, dal quale ha avuto la possibilità di seguire i funerali in tv come tutti gli altri reclusi: “Chiediamo la pace del cuore anche per Filippo e la sua famiglia. Il nostro cuore cerca tenerezza, comprensione, affetto, amore. La pace del cuore è pace con se stessi, con il proprio corpo, con la propria psiche, con i propri sentimenti”. Intervenuto nel corso della cerimonia delle Stelle al merito del lavoro al Quirinale, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ribadito – mentre a Padova erano in corso le esequie – come “il valore e il rispetto della vita” debbano essere “riaffermati con determinazione in ogni ambito, circostanza e dimensione”. Durante il momento dello scambio del segno di pace, le autorità presenti, tra cui il ministro Nordio, e alcuni parenti hanno abbracciato i familiari di Giulia in un momento molto toccante, che ha fatto da preludio al discorso conclusivo da parte di papà Gino: “Abbiamo vissuto un momento di profonda angoscia, siamo stati travolti da una tempesta terribile, da una pioggia di dolore che sembra non finire mai – ha esordito ringraziando tutti i presenti – Giulia era una giovane donna, straordinaria, allegra, vivace, mai sazia di imparare. Nonostante la sua giovane età, era diventata una combattente, come diceva lei una oplita. Il suo spirito indomito ci ha ispirato tutti – ha aggiunto, affrontando poi il tema del femminicidio – Il femminicidio è il risultato di una cultura che svaluta la figura delle donne, vittime di chi avrebbe dovuto amarle. Come può accadere tutto questo, come può essere accaduto a Giulia? La responsabilità educativa ci coinvolge tutti, famiglie, informazione, scuola, società civile. Mi rivolgo agli uomini, noi per primi dovremmo essere agenti di cambiamento, parliamo agli altri maschi che conosciamo. Dovremmo essere attivamente coinvolti, ascoltando le donne e non girando la testa dinnanzi ai segnali di violenza, anche lievi. La nostra azione è cruciale. Da questa violenza si esce fuori sentendosi tutti coinvolti, anche quando ci si sente tutti assolti”. Quindi un messaggio diretto alle istituzioni: “La politica metta da parte le divergenze e faccia leggi per prevenire la violenza e proteggere le vittime, garantendo che i colpevoli siano destinati a rispondere delle loro azioni – ha ribadito – Occorre trasformare questa tragedia in cambiamento: la vita della mia Giulia è stata sottratta in modo crudele, ma la sua morte deve essere la spinta per fermare la violenza sulle donne”. Dopo aver letto una poesia di Kahlil Gibran, si è rivolto per l’ultima volta alla figlia: “Cara Giulia, è giunto il momento di lasciarti andare. Salutaci la mamma, ti penso abbracciata a lei e penso che il vostro amore sia così forte da aiutare me, Elena e Davide a imparare a danzare sotto la pioggia. Noi tre rimasti vi promettiamo che impareremo a muovere i passi di danza sotto la pioggia. Cara Giulia, grazie per questi ventidue anni. Non so pregare, ma so sperare, voglio farlo insieme a tutti voi qui presenti, che tutta questa pioggia di dolore fecondi il terreno delle nostre vite e un giorno possa germogliare – ha concluso – Addio Giulia, amore mio”.
Al termine delle sue parole un lungo applauso da parte dei presenti e uno straziante abbraccio tra papà Gino e i due figli Elena e Davide. All’uscita del feretro, che verrà condotto a Saonara, il comune in cui è nata e riposa la madre Monica, per una cerimonia più raccolta e per la tumulazione della salma, tanta commozione e i campanelli e le chiavi sbattute dalla folla che ha accolto l’invito a fare rumore in memoria di Giulia.
-foto Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Sara Doris “Mio padre Ennio un “mago” che ha aperto nuovi sentieri”

MILANO (ITALPRESS) – Ennio Doris “ha aperto nuovi sentieri, non per percorrerli da solo, ma per aprirli agli altri: la cifra della sua vita è sempre stata la condivisione, tant’è vero che la famiglia si mischiava con l’ambito lavorativo e l’ambito lavorativo si mischiava con la famiglia. Non c’è mai stata distinzione”. E’ il ritratto che fa di suo padre Sara Doris, vicepresidente di Banca Mediolanum e presidente di Fondazione Mediolanum Onlus e di Fondazione Ennio Doris, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, in occasione dell’uscita del suo libro “Ennio, mio padre”, nel quale racconta la storia dell’imprenditore e parla del loro rapporto, i cui diritti “saranno devoluti proprio alla Fondazione Ennio Doris, che si occupa principalmente di sostenere ragazzi con le borse di studio per poter accedere all’università”.
“Da bambina invidiavo i miei compagni di scuola che avevano dei papà con un mestiere ‘semplicè da descrivere, ad esempio il papà della mia compagna di banco faceva il macellaio. Quando toccò a me parlarne, dissi che il mio papà faceva diventare di più i soldi che uno risparmia. Allora un compagno di classe disse: ‘fa il mago!’…grazie al cielo non mi chiesero come faceva a farli diventare di più, perchè sarei stata incapace di spiegarlo”, ha raccontato.
“Ho voluto scrivere questo libro perchè mi sono resa conto che quegli insegnamenti che Ennio Doris ha lasciato nella nostra famiglia e nella famiglia Mediolanum continuavano a essere generativi: come figlia, ho assorbito i modi di interpretare la vita e di affrontare ciò che accade. In questi due anni dopo la sua scomparsa, quando avevo qualcosa da risolvere, mi chiedevo ‘come farebbe Ennio Doris?’ e la risposta mi arrivava. Siccome questo succedeva anche in azienda, mi sono detta che la grande eredità valoriale che ci ha lasciato non poteva rimanere confinata tra le mura domestiche di casa nostra o di casa Mediolanum”.
Il libro, infatti, “è un romanzo familiare: l’amore è il nucleo centrale”. Non racconta solo di business, ma ripercorre “la sua vita e i valori della famiglia che ti indicano la rotta e ti fanno mantenere la nave nella direzione della meta che hai stabilito”, ha spiegato Doris.
L’idea dell’uomo ‘al centrò è qualcosa che Ennio Doris ha capito nel tempo. “Non voleva avere successo perchè era bravo a vendere, non si è chiesto ‘cosa posso fare per guadagnare di più’ ma ‘cosa posso fare per essere utilè. Da lì è nata un’avventura molto più grande di quello che lui si era prospettato”, che ha dato vita a Banca Mediolanum, la banca “costruita intorno a te”. Un modo di pensare che Ennio Doris mise in pratica nel crack del 2008 di Lehman Brothers, rimborsando i correntisti. “Papà decise di dimostrare che eravamo veramente diversi, perchè quando le cose non vanno bene, tu puoi fare la differenza”. Oggi questo progetto è affidato ai figli, oltre alla ‘testimonial’, mamma Lina.
“A maggio c’è stata la prima convention senza papà: nel 2019 c’era stata l’ultima, a causa della pandemia, e avevamo un grande desiderio di stare tutti insieme. La convention è stata aperta da mia mamma, perchè ci siamo resi conto che questa è proprio una famiglia: papà chiamava le persone che lavoravano in Mediolanum ‘i miei ragazzì e noi abbiamo sempre sentito Mediolanum come il terzo fratello. Io e Massimo avevamo 12 e 15 anni quando nel 1982 è nata Programma Italia, la società di intermediazione mobiliare: da quella prima convention, abbiamo partecipato sempre a tutte. All’ultima convention, la sua eredità si è sentita molto: mamma è salita sul palco tra gli applausi, sembrava una rockstar. In lei vedevano un pezzo di mio padre, perchè è sempre stata molto coinvolta in Mediolanum. Io e Massimo percepiamo molto questo passaggio del testimone: mi piace l’immagine della staffetta dove c’è qualcuno che ha corso prima di te e che ti sta consegnando una cosa, facendo il massimo dello sforzo. Tu prendi il testimone, questa persona si ferma però ti incita ad andare avanti e tu devi fare il tuo pezzo di strada e poi consegnarlo a qualcun altro. Non ti devi voltare indietro: ti volti solo quando lo prendi, poi devi correre con tutta la forza che l’altro ti ha lasciato, sapendo che la strada che devi fare è diversa e che ognuno corre secondo le proprie abilità”, ha spiegato. “Concepisco questa eredità che è stata lasciata a tutti noi – da 150 persone nel 1982, ora siamo più di 10.000 in Europa – come una grande occasione, incontro tante persone che hanno conosciuto papà e in tutte ha lasciato un segno positivo”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

Sara Doris “Mio padre Ennio un “mago” che ha aperto nuovi sentieri”

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ROMA (ITALPRESS) – Ennio Doris “ha aperto nuovi sentieri, non per percorrerli da solo, ma per aprirli agli altri: la cifra della sua vita è sempre stata la condivisione, tant’è vero che la famiglia si mischiava con l’ambito lavorativo e l’ambito lavorativo si mischiava con la famiglia. Non c’è mai stata distinzione”. È il ritratto che fa di suo padre Sara Doris, vicepresidente di Banca Mediolanum e presidente di Fondazione Mediolanum Onlus e di Fondazione Ennio Doris, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, in occasione dell’uscita del suo libro “Ennio, mio padre”, nel quale racconta la storia dell’imprenditore e parla del loro rapporto, i cui diritti “saranno devoluti proprio alla Fondazione Ennio Doris, che si occupa principalmente di sostenere ragazzi con le borse di studio per poter accedere all’università”.
“Da bambina invidiavo i miei compagni di scuola che avevano dei papà con un mestiere ‘semplice’ da descrivere, ad esempio il papà della mia compagna di banco faceva il macellaio. Quando toccò a me parlarne, dissi che il mio papà faceva diventare di più i soldi che uno risparmia. Allora un compagno di classe disse: ‘fa il mago!’…grazie al cielo non mi chiesero come faceva a farli diventare di più, perché sarei stata incapace di spiegarlo”, ha raccontato.
“Ho voluto scrivere questo libro perché mi sono resa conto che quegli insegnamenti che Ennio Doris ha lasciato nella nostra famiglia e nella famiglia Mediolanum continuavano a essere generativi: come figlia, ho assorbito i modi di interpretare la vita e di affrontare ciò che accade. In questi due anni dopo la sua scomparsa, quando avevo qualcosa da risolvere, mi chiedevo ‘come farebbe Ennio Doris?’ e la risposta mi arrivava. Siccome questo succedeva anche in azienda, mi sono detta che la grande eredità valoriale che ci ha lasciato non poteva rimanere confinata tra le mura domestiche di casa nostra o di casa Mediolanum”.
Il libro, infatti, “è un romanzo familiare: l’amore è il nucleo centrale”. Non racconta solo di business, ma ripercorre “la sua vita e i valori della famiglia che ti indicano la rotta e ti fanno mantenere la nave nella direzione della meta che hai stabilito”, ha spiegato Doris.
L’idea dell’uomo ‘al centro’ è qualcosa che Ennio Doris ha capito nel tempo. “Non voleva avere successo perché era bravo a vendere, non si è chiesto ‘cosa posso fare per guadagnare di più’ ma ‘cosa posso fare per essere utile’. Da lì è nata un’avventura molto più grande di quello che lui si era prospettato”, che ha dato vita a Banca Mediolanum, la banca “costruita intorno a te”. Un modo di pensare che Ennio Doris mise in pratica nel crack del 2008 di Lehman Brothers, rimborsando i correntisti. “Papà decise di dimostrare che eravamo veramente diversi, perché quando le cose non vanno bene, tu puoi fare la differenza”. Oggi questo progetto è affidato ai figli, oltre alla ‘testimonial’, mamma Lina.
“A maggio c’è stata la prima convention senza papà: nel 2019 c’era stata l’ultima, a causa della pandemia, e avevamo un grande desiderio di stare tutti insieme. La convention è stata aperta da mia mamma, perché ci siamo resi conto che questa è proprio una famiglia: papà chiamava le persone che lavoravano in Mediolanum ‘i miei ragazzi’ e noi abbiamo sempre sentito Mediolanum come il terzo fratello. Io e Massimo avevamo 12 e 15 anni quando nel 1982 è nata Programma Italia, la società di intermediazione mobiliare: da quella prima convention, abbiamo partecipato sempre a tutte. All’ultima convention, la sua eredità si è sentita molto: mamma è salita sul palco tra gli applausi, sembrava una rockstar. In lei vedevano un pezzo di mio padre, perché è sempre stata molto coinvolta in Mediolanum. Io e Massimo percepiamo molto questo passaggio del testimone: mi piace l’immagine della staffetta dove c’è qualcuno che ha corso prima di te e che ti sta consegnando una cosa, facendo il massimo dello sforzo. Tu prendi il testimone, questa persona si ferma però ti incita ad andare avanti e tu devi fare il tuo pezzo di strada e poi consegnarlo a qualcun altro. Non ti devi voltare indietro: ti volti solo quando lo prendi, poi devi correre con tutta la forza che l’altro ti ha lasciato, sapendo che la strada che devi fare è diversa e che ognuno corre secondo le proprie abilità”, ha spiegato. “Concepisco questa eredità che è stata lasciata a tutti noi – da 150 persone nel 1982, ora siamo più di 10.000 in Europa – come una grande occasione, incontro tante persone che hanno conosciuto papà e in tutte ha lasciato un segno positivo”.

– foto Italpress –
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Weekend di impegni in tre continenti, 72 azzurri in pedana

ROMA (ITALPRESS) – Sei specialità che da giovedì 7 a domenica 10 dicembre si dipanerà in quattro sedi e tre Continenti. C’è di tutto e di più nel fine settimana internazionale della scherma che vedrà la sciabola maschile e femminile affrontare il Grand Prix Fie di Orleans (Francia), dove sono in programma soltanto competizioni Individuali a punteggio raddoppiato, la spada maschile e femminile di scena a Vancouver (Canada) per gare sia Individuali che a Squadre, mentre il fioretto si “sdoppierà” tra Tokoname (Giappone) per gli uomini e Novi Sad (Serbia) per le donne, in entrambi i casi tanto con prove Individuali quanto a Squadre.
Un calendario fittissimo di assalti, a cui la scherma italiana, guidata dai commissari tecnici Nicola Zanotti per la sciabola, Dario Chiadò per la spada e Stefano Cerioni per il fioretto, arriva con grandi motivazioni e aspettative, decisa a imprimere un’ulteriore accelerazione sulla strada della Qualifica Olimpica ai Giochi di Parigi 2024.
La storica tappa di Orleans, dove gli azzurri del CT Nicola Zanotti stanno svolgendo in questi giorni un allenamento di rifinitura, rappresenterà il primo Grand Prix – solo gara Individuale – della stagione per la sciabola, al via giovedì 7 con le fasi preliminari della competizione maschile. Questi i 12 sciabolatori italiani in gara: Enrico Berrè, Francesco Bonsanto, Dario Cavaliere, Luca Curatoli, Michele Gallo, Marco Mastrullo, Giacomo Mignuzzi, Riccardo Nuccio, Mattia Rea, Giovanni Repetti, Luigi Samele e Pietro Torre.
Altrettante le azzurre iscritte alla prova femminile che prenderà il via da venerdì 8 con i gironi di qualificazione: Giulia Arpino, Michela Battiston, Martina Criscio, Rosella Gregorio, Carlotta Fusetti, Rebecca Gargano, Chiara Mormile, Eloisa Passaro, Claudia Rotili, Manuela Spica, Irene Vecchi e Mariella Viale.
A guidare l’Italia della sciabola in Francia ci saranno il CT Nicola Zanotti e i maestri Andrea Aquili, Leonardo Caserta, Tommaso Dentico e Cristiano Imparato; con loro anche i fisioterapisti Benedetto Coraci e Marco Sciunnacche.
Ad Orleans la giornata clou del primo GP FIE stagionale sarà sabato 9 dicembre, nella sempre suggestiva location dello Zenith, con inizio delle fasi finali alle ore 18.30.
Dalla serata italiana di giovedì 7 partirà la tappa di Coppa del Mondo di spada a Vancouver. In Canada per il gruppo del CT Dario Chiadò sono in programma sia le gare Individuali che quelle a Squadre. Saranno le donne ad aprire il lungo weekend nord-americano con le fasi preliminari. La spedizione azzurra femminile è composta da Alessandra Bozza, Gaia Caforio, Rossella Fiamingo, Nicol Foietta, Federica Isola, Sara Maria Kowalczyk, Carola Maccagno, Roberta Marzani, Mara Navarria, Giulia Rizzi, Alberta Santuccio e Gaia Traditi. Nella notte tra venerdì e sabato, poi, l’inizio delle qualificazioni per gli uomini. Anche in questo caso 12 spadisti italiani presenti: Filippo Armaleo, Gianpaolo Buzzacchino, Valerio Cuomo, Daniel De Mola, Fabrizio Di Marco, Davide Di Veroli, Giulio Gaetani, Marco Paganelli, Giacomo Paolini, Enrico Piatti, Andrea Santarelli e Federico Vismara. Indisponibile e a riposo Gabriele Cimini, uno dei componenti del team di spada maschile laureatosi Campione del Mondo a Milano 2023. Dalla sera di domenica spazio alle due competizioni a Squadre. Il quartetto azzurro femminile sarà formato da Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Alberta Santuccio e Giulia Rizzi. Al maschile, invece, l’Italia si schiererà con Valerio Cuomo, Davide Di Veroli, Andrea Santarelli e Federico Vismara.
La spedizione italiana in Canada sarà condotta dal CT Dario Chiadò, insieme ai maestri Roberto Cirillo, Enrico Di Ciolo e Daniele Pantoni, supportati dal medico Riccardo Foti, dal fisioterapista Maurizio Isaschi e dal tecnico delle armi Gianluca Farinelli.
Nelle giornate clou di sabato 9 (gare Individuali) e domenica 10 dicembre (prove a Squadre), sulle pedane del Vancouver Convention Centre, gli assalti inizieranno nella mattinata canadese (le ore 18 nel nostro Paese), le fasi finali si svolgeranno dunque quando in Italia saranno le 2 di notte.
Nella notte tra giovedì e venerdì lo start anche della gara di Tokoname, sede della seconda tappa stagionale della Coppa del Mondo di fioretto maschile. Tra i 12 gli azzurri presenti, spicca il ritorno del Campione del Mondo in carica Tommaso Marini. “Quattro mesi dopo l’intervento alla spalla non vedo l’ora di tornare in gara. Sono felicissimo di tornare a tirare e lo farò divertendomi come sempre”, ha detto la medaglia d’oro di Milano 2023. Con lui nella prova Individuale, che vivrà poi la sua giornata clou tra l’alba e la mattinata italiana di sabato 9, in pedana Giorgio Avola, Guillaume Bianchi, Damiano Di Veroli, Davide Filippi, Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Francesco Ingargiola, Giulio Lombardi, Edoardo Luperi, Filippo Macchi e Tommaso Martini.
Nella notte tra sabato e domenica la gara a Squadre a cui l’Italia si presenterà con il quartetto composto da Alessio Foconi, Daniele Garozzo, Filippo Macchi e Tommaso Marini.
In Giappone con gli azzurri ci saranno il CT Stefano Cerioni e i maestri Fabio Galli e Filippo Romagnoli. Lo staff è completato dal medico Alessandro Buttà e dalla fisioterapista Sara Primavera.
Il fuso orario pone il Giappone otto ore “in avanti”: dunque le due giornate più importanti a Tokoname, quelle di sabato 9 (tabellone principale della competizione Individuale) e domenica 10 dicembre (prova a Squadre), inizieranno quando nel nostro Paese sarà l’1.30 di notte, mentre le finali sono previste dalle ore 9 italiane.
Infine il fioretto femminile, che disputa la sua prima prova di Coppa del Mondo per la stagione 2023/2024 a Novi Sad, dove venerdì 8 dicembre si aprirà il sipario con le fasi preliminari della competizione Individuale, che vivrà sabato 9 la sua giornata decisiva. Queste le 12 azzurre impegnate nella trasferta in Serbia: Giulia Amore, Martina Batini, Erica Cipressa, Anna Cristino, Arianna Errigo, Martina Favaretto, Camilla Mancini, Francesca Palumbo, Serena Rossini, Martina Sinigalia, Elena Tangherlini e la campionessa mondiale Alice Volpi.
Domenica la prova a Squadre, nella quale l’Italia sarà in pedana con il quartetto Campione del mondo in carica, formato da Arianna Errigo, Martina Favaretto, Francesca Palumbo e Alice Volpi.
Al seguito delle fiorettiste, a Novi Sad, i maestri Eugenio Migliore, Alessandro Piccini e Giovanna Trillini dello staff tecnico del CT Stefano Cerioni, insieme al fisioterapista Alessandro Moccia.
Orari classici da “gara europea” per il fioretto femminile, con le giornate clou di sabato 9 (tabellone principale della gara Individuale) e domenica 10 dicembre (competizioni a Squadre) che vivranno le fasi finali nel pomeriggio.
– Foto ufficio stampa Federscherma –
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17 furti in appartamento, sgominata banda a Milano

MILANO (ITALPRESS) – Operazione della Polizia di Milano che, al termine di indagini coordinate dalla locale Procura, ha sgominato una banda specializzata in furti d’appartamento. Sono quattro i fermi eseguiti nei confronti di 4 cittadini albanesi di età compresa tra i 30 e i 41 anni. Sono stati rintracciati e arrestati all’interno di varie abitazioni a Paderno Dugnano, Varedo e Limbiate: sono ritenuti responsabili di 17 furti consumati e tentati in diverse province lombarde nel giro di due settimane. L’indagine ha preso il via dall’individuazione di un’auto di grossa cilindrata, rubata, utilizzata dalla banda per portarsi sui luoghi dei furti e poi darsi alla fuga: su questo veicolo i malviventi erano soliti applicare targhe clonate da altre autovetture e applicate per rendere difficoltosa la tracciabilità del mezzo attraverso i varchi cittadini.
I servizi di osservazione e pedinamento, la visione di telecamere dei sistemi di videosorveglianza, l’attività tecnica di intercettazione telefonica e ambientale, hanno permesso agli investigatori della Squadra Mobile di individuare altre auto utilizzate dalla banda e di raccogliere elementi di riscontro circa la responsabilità dei cittadini albanesi in ordine a 17 furti in abitazione, consumati tra il 14 e il 28 ottobre scorso, commessi con” la tecnica dell’arrampicata”, ovvero calandosi dai tetti per raggiungere gli appartamenti da svaligiare.
Le perquisizioni domiciliari effettuate dagli agenti della Squadra Mobile hanno permesso di rinvenire, in un box a Rozzano (Milano) nella disponibilità degli indagati, una delle auto di grossa cilindrata rubate e utilizzata per commettere i furti. Sono stati rinvenuti indumenti indossati in occasione dei furti per cui si procede, attrezzi atti allo scasso, una sega circolare, apparecchi ricetrasmittenti, torce, chiavi di autovetture, soldi contanti, monili ed orologi di provenienza furtiva.
Nel corso dell’operazione, inoltre, è stato sottoposto a controllo un altro cittadino albanese, anch’esso gravato da precedenti di polizia, che è stato accompagnato in Questura per ulteriori accertamenti.

– foto tratta da video Polizia di Stato –
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Riscatto Torino, Atalanta battuta 3-0

TORINO (ITALPRESS) – Torna alla vittoria il Torino di Ivan Juric, che davanti ai suoi tifosi batte per 3-0 l’Atalanta di Gian Piero Gasperini, balzando così nella parte sinistra della classifica e accorciando proprio sui nerazzurri, all’ottavo posto e ad una distanza di vantaggio. A decidere la partita la doppietta dell’ex di giornata, Duvan Zapata, intervallata dalla rete su rigore di Sanabria. Avvio di primo tempo in cui prevale lo studio tattico tra due avversari molto simili e ben messi in campo. Senza praticamente nessuna occasione buona, da una parte e dall’altra, è il Torino a trovare il lampo che sblocca il risultato, proprio con l’ex della gara Zapata, che servito da Vlasic inseritosi sulla sinistra riesce, da vero rapace d’area, a girare il pallone alle spalle di Musso. La squadra di Juric prende così fiducia, lasciando pochi spazi ad un’Atalanta insolitamente imprecisa in fase di impostazione della manovra. Torino ordinato e che mantiene bene il vantaggio acquisito, siglando addirittura il raddoppio all’undicesimo della ripresa, grazie alla trattenuta in area di Scalvini ai danni di Buongiorno che vale il rigore in favore dei granata: a presentarsi dal dischetto è Sanabria, lucidissimo nello spiazzare Musso e portare sul 2-0 il punteggio.
Atalanta colpita ancor di più nel morale nel mezzo di una serata non semplice fin dall’inizio, in cui sono mancate geometrie e intensità caratteristiche dell’undici di Gasperini. All’81’ è il neo entrato Pasalic a suonare la carica per i suoi e, al termine di una bella azione che lo libera all’interno dell’area granata, il croato scarica una conclusione velenosa di interno sinistro sulla quale deve impegnarsi Milinkovic-Savic per deviare in tuffo. Quella del trequartista atalantino resta la più importante delle opportunità in favore dei bergamaschi, che nel finale subiranno addirittura il gol del 3-0: è ancora Zapata, in stato di grazia, a ricevere nuovamente il pallone buono da Vlasic e a trafiggere Musso, siglando la doppietta che chiude la pratica in favore degli uomini di Juric.
– foto Image –
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Mar a Palazzo Labia per “Together toward 2030”

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VENEZIA (ITALPRESS) – Si è tenuto questo pomeriggio a Palazzo Labia l’evento: “Together Toward 2030” volto a divulgare e promuovere gli obiettivi dell’Agenda 2030, il programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.
A portare i saluti dell’Amministrazione comunale è stata l’assessore alla Toponomastica e Promozione del territorio, Paola Mar che è così intervenuta: “Questo convegno ci dà la possibilità di analizzare i passi avanti che sono stati fatti in termini di sostenibilità da parte delle aziende venete. Grazie alla sinergia e la collaborazione fra accademia, governance, impresa e cittadino, si possono ottenere grandi risultati nel raggiungimento di questi obiettivi. Sicuramente Venezia con la sua ricca storia culturale e lo sguardo rivolto al futuro come capitale mondiale della sostenibilità, può essere da esempio per molte altre realtà”.
Durante l’incontro è stato ribadito che “le grandi sfide lanciate dall’Agenda 2030 non riguardano solamente la conservazione dell’ambiente ma ricomprendono il capitale umano e relazionale, quello economico, culturale e sociale. Lo sviluppo, e quindi benessere, sono tali se sono sostenibili, ossia se hanno uno sguardo attento verso le future generazioni”.

– foto: ufficio stampa Comune Venezia

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Gas, bolletta -1,3% per i consumi di novembre

ROMA (ITALPRESS) – In diminuzione la bolletta gas per la famiglia tipo in tutela per i consumi di novembre 2023, che scende del 1,3% rispetto a ottobre. La famiglia tipo ha consumi medi di gas di 1.400 metri cubi annui.
La componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento (CMEM,m), applicata ai clienti ancora in tutela, viene aggiornata da ARERA come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead) e pubblicata entro i primi 2 giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento. Per il mese di novembre, che ha visto le quotazioni all’ingrosso scendere rispetto a quelle registrate a ottobre, il prezzo della sola materia prima gas (CMEM,m), per i clienti con contratti in condizioni di tutela, è pari a 42,53 euro/MWh.
La variazione complessiva pari a -1,3% per la famiglia tipo per il mese di novembre è determinata interamente dalla diminuzione della spesa per la materia gas naturale. Rimangono invece invariati gli oneri generali e la tariffa legata alla spesa per il trasporto e la misura.
In termini di effetti finali, la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (dicembre 2022 – novembre 2023) è di 1.431 euro circa, al lordo delle imposte, e risulta in calo del 17,7% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (dicembre 2021 – novembre 2022).
Confermati per novembre e per tutto il 2023 l’azzeramento degli oneri generali e la riduzione Iva al 5%, come anche per la gestione calore e teleriscaldamento.

– Foto: Agenzia Fotogramma –

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