LISBONA (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Pareggio a due facce tra Benfica e Inter, con i nerazzurri che, dopo essere andati in svantaggio di tre gol (tutti dell’ex Joao Mario) nel primo tempo, ne trovano altrettanti nella ripresa grazie ad Arnautovic, Frattesi e Sanchez.
Dopo soli cinque minuti infatti è il Benfica che trova il gol del vantaggio, con Tengstedt bravo a muoversi tra i difensori nerazzurri e spizzare di testa il pallone che Joao Mario scarica di prima alle spalle di Audero. Inizio dunque in salita per l’Inter, con la partita che si complica col passare dei minuti, riuscendo il Benfica a concretizzare addirittura il 2-0, al 13′, con il pallone sanguinoso perso da Asllani al limite della sua area e recuperato ancora da Tengstedt che, grazie al rimpallo tra Bisseck e Rafa Silva, riesce a servire nuovamente Joao Mario, lucido a insaccare. Al 26′ arriva la prima reazione della formazione di Inzaghi, con Frattesi che sprinta sulla trequarti dei portoghesi e favorisce tra le linee il tocco sotto di Arnautovic, respinto però bene da Trubin.
L’Inter appare però troppo disunita e pagherà questo con il terzo gol in appena 34 minuti: sempre l’ex della gara, Joao Mario, si inserisce al momento giusto e sigla la sua tripletta sfruttando da sotto misura la disattenzione generale da parte di tutta la retroguardia nerazzurra. Ma è nel secondo tempo che l’Inter riesce a trovare la scossa giusta e lo fa al 51′ grazie ad Arnautovic che sugli sviluppi di corner si muove sulla linea del fuorigioco e mette in porta il pallone deviato di testa da Bisseck, accorciando le distanze per i suoi. Gol che risveglia la manovra interista e consente di trovare dopo appena sette minuti anche il secondo gol: stavolta è Frattesi a inserirsi in area e a girare al volo il cross vincente di Acerbi: 3-2 e inerzia del match invertita, con i cambi di Inzaghi che fanno la differenza perchè Thuram, a pochi minuti dal suo ingresso, salta secco Otamendi e si guadagna il calcio di rigore che Alexis Sanchez trasforma con freddezza. Ultimo quarto di gara ad alta intensità, in cui l’Inter prova a completare la rimonta colpendo il palo con Barella e non riuscendo quindi a beffare un Benfica che chiude anche in dieci uomini per l’espulsione diretta di Antonio Silva.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).
Rimonta Inter a Lisbona, da 0-3 a 3-3 con il Benfica
Governo, Meloni “In Europa ho smentito i pronostici”
ROMA (ITALPRESS) – “Ho smentito i pronostici perchè, quando io sono arrivata in Europa, non mi sfuggiva che mi si guardava come se fossi una specie di marziano impresentabile. Siccome penso che si debbano esprimere i propri giudizi e non prendere in giro la gente, dopo un anno tutti hanno imparato a conoscermi così. Sono una persona pragmatica, quando dico si è sì e quando dico no è no, e le persone ti rispettano. Ho smentito i pronostici nella politica italiana, ricordo quando si diceva che l’Italia sarebbe stata isolata, che l’economia sarebbe crollata. Ho smentito i pronostici lavorando e dimostrando che puoi essere credibile e rispettato se dici quello che pensi”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso di “Mafie – Le vittime” lo speciale di Porta a porta dedicato alle vittime di mafia in onda su Rai1, commentando la del Politico di indicarla al primo posto tra i leader più influenti d’Europa. “Si figuri come siamo messi”, scherza Meloni.
(ITALPRESS).
– Foto: Palazzo Chigi –
Mourinho “Vogliamo il 1° posto del girone, dobbiamo vincere”
GINEVRA (SVIZZERA) (ITALPRESS) – “La cosa migliore per il Servette sarebbe mettere la seconda squadra e concentrarsi sulla partita di domenica. Noi vogliamo il primo posto nel gruppo, pensiamo a vincere. Il Servette in casa parte sempre forte e speriamo che abbia la testa al campionato perchè il terzo posto dovrebbe averlo anche se in casa è una squadra da prendere in considerazione. La partita di Praga è stata inaccettabile, ma ormai è passata e domani è un’altra partita”. Così Josè Mourinho, tecnico della Roma, dice la sua in conferenza stampa sul prossimo impegno contro gli svizzeri in Europa League. Poi il portoghese ha svelato che Dybala, Pellegrini e Renato Sanches “non giocheranno tutti e tre dall’inizio perchè devo fare un pò di gestione. Farò dei cambi e mi aspetto che quelli che non sono abituati a stare in panchina saranno motivati entrando e facendo bene. Domani dobbiamo vincere perchè il pareggio non ci serve a niente, dobbiamo rischiare tutto per vincere la partita”, conclude Mourinho.
Dal tecnico portoghese al difensore Diego Llorente: “Sappiamo che dobbiamo migliorare fuori casa, dobbiamo migliorare perchè a volte è un problema di mentalità. Se miglioriamo in questo penso che diventeremo una squadra molto competitiva. Cosa è successo a Praga? Ormai è il passato, la partita è stata la peggiore ma domani è una partita completamente diversa. Sarà difficile ma dobbiamo vincerla perchè è la più importante per noi”.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).
Giorgia, Mannino, Cuccarini e Fiorello co-conduttori a Sanremo
ROMA (ITALPRESS) – Cast al completo per la conduzione delle cinque serate del Festival. Il direttore artistico, Amadeus, ha svelato al Tg1, in collegamento con il Glass Box di Viva Rai2!, le co-conduzioni mancanti: mercoledì 7 febbraio sarà la volta di Giorgia, veterana del Festival oltre che vincitrice nel 1995; giovedì 8 Teresa Mannino, artista strepitosa della tv, del teatro e del cinema; venerdì 9 Lorella Cuccarini, l’eclettica conduttrice televisiva, cantante, attrice e ballerina.
Per la finale il suo grande amico Fiorello con il quale ha esordito nella sua prima edizione di Sanremo e chiude la sua quinta. Per la prima serata, nella veste di super ospite e co-conduttore, Amadeus aveva già annunciato il vincitore della scorsa edizione Marco Mengoni.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –
Zangrillo “La Pa motore dello Stato con digitalizzazione e merito”
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo modernizzare la pubblica amministrazione perchè è il motore dello Stato”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. “Modernizzazione – ha continuato – significa digitalizzazione: dobbiamo essere digitali perchè questo significa essere efficaci e trasparenti ed essere in grado di avere un dialogo con utenti, cittadini e imprese che risponde molto di più alle loro attese”. Poi c’è la formazione che per Zangrillo è “una leva strategica fondamentale per ogni organizzazione”. Secondo il ministro, inoltre, occorre aggiungere anche il “merito” che “oggi è l’unico vero ascensore sociale. Il significato del merito – ha detto – è quello di accompagnare le persone alla loro crescita. Se continuiamo a descrivere la pubblica amministrazione come luogo del posto fisso – ha affermato – la condanniamo a essere un’organizzazione di serie B. Abbiamo un bisogno estremo di essere attrattivi verso le giovani generazioni. La vera sfida della pubblica amministrazione è la sua modernizzazione e la digitalizzazione. Abbiamo bisogno di acquisire risorse e i giovani di oggi non si accontentano del posto fisso” perchè “vogliono un posto di lavoro che dia loro formazione, opportunità di crescere, di acquisire responsabilità, che misuri il merito e che sappia distinguere chi performa”. Secondo il ministro c’è, quindi, “la necessità di dare motivazione alle persone della Pa e questo passa anche dalla retribuzione. Su una legge di bilancio di 24 miliardi, 7,3 miliardi sono dedicati ai rinnovi contrattuali della tornata 22-24. Sono soddisfatto – ha aggiunto – perchè non era per nulla scontato che in una fase emergenziale come quella che stiamo vivendo ci fossero così tante risorse dedicate al rinnovo dei contratti pubblici. Il mio impegno – ha continuato – è utilizzare in modo corretto queste risorse. Vorrei utilizzarle non solo per declinare con i sindacati i contratti discutendo sui minimi ma vorrei pure inserire meccanismi che consentano anche alla Pa di lavorare in una logica di merito e cominciare a premiare le persone migliori e che performano”.
Quanto ai fondi del Pnrr, “la vera sfida ora è spenderli bene”, ha evidenziato. “Siamo abituati a una velocità nella realizzazione delle opere diversa da quella che chiede il Pnrr”. Per Zangrillo serve, quindi, “uno sforzo straordinario di cambio di passo. Ho grande fiducia, perchè vedo che le cose stanno procedendo e che tutti i presupposti per acquisire velocità si stanno realizzando. Nel mio comparto – ha aggiunto -, su 1,7 miliardi che l’Europa ha dedicato alla modernizzazione della pubblica amministrazione europea, 1,2 sono stati riconosciuti all’Italia, più del 70%. Sono quelli che servono per procedure concorsuali, competenze e digitalizzazione”.
Proprio il lavoro di digitalizzazione ha permesso, secondo il ministro, di “ridurre a 160 giorni la durata media delle procedure concorsuali” che prima della pandemia “era di 780 giorni”. “Inseriremo quasi 180 mila persone quest’anno – ha detto – e più o meno lo stesso sarà per l’anno prossimo”.
Intanto una particolare attenzione è riservata alla comunità Caivano. “Quando si affronta un’emergenza come quella della comunità di Caivano – ha sottolineato Zangrillo – si deve partire dalla casa dei cittadini, il Comune. Abbiamo costituito una task force di 30 persone già operativa da un mese e che sta cercando di capire quali sono le competenze disponibili su quel territorio e intervenire per implementarle. Abbiamo lanciato due bandi di concorso che si concluderanno a febbraio e che prevedono l’inserimento di 31 persone. La settimana prossima sarò di nuovo a Caivano – ha aggiunto – per fare il punto della situazione a un mese dall’avvio di questo percorso. L’obiettivo è fare tornare il Comune operativo e capace di camminare con le proprie gambe. Se funziona – ha concluso -, l’obiettivo ancora più ambizioso è replicare il modello Caivano in tante altre realtà del Paese”.
(ITALPRESS).
– Foto: Italpress –
Al via scuola green transition per amministratori lombardi under 40
MILANO (ITALPRESS) – Al via la Sustainability Winter School, la prima scuola di alta formazione per la green transition interamente dedicata ai giovani amministratori pubblici under 40 della Lombardia. Infatti, sono tante le sfide alle quali la pubblica amministrazione deve dare risposte tanto urgenti quanto efficaci: Green New Deal, PNRR, transizione ecologica ed energetica, gestione delle acque, investimenti in infrastrutture, innovazione sostenibile. La Sustainability Winter School, completamente gratuita, è un’iniziativa di Gruppo CAP, green utility che gestisce il servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, realizzata con il patrocinio di Regione Lombardia, Città metropolitana di Milano, ANCI Lombardia, ATO Città metropolitana di Milano, Utilitalia, Accademia dei Servizi Pubblici, Confservizi Lombardia, ASVIS – Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile e Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. Il progetto vede anche la collaborazione di From, WWF e CMCC Centro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici. “L’amministrazione pubblica oggi è chiamata a dare ai cittadini risposte su tematiche complesse, come la crisi climatica, ma anche molto concreti, come per esempio la gestione delle reti pubbliche – spiega Yuri Santagostino, presidente di Gruppo CAP -. Sono necessarie nuove competenze gestionali, progettuali e strategiche, e con la Sustainability Winter School, che riunisce partner prestigiosi e le istituzioni del territorio lombardo, intendiamo contribuire a costruire il mondo di domani, affiancando i giovani amministratori nel percorso verso l’innovazione ambientale e sociale”.
Il progetto formativo – che partirà a gennaio e proseguirà fino a marzo nel corso di 5 incontri, alternando momenti in presenza lezioni online, arrivando alla conclusione in occasione della Giornata mondiale dell’Acqua – verterà sui temi dell’acqua, del clima e dell’ambiente. L’obiettivo che si pone è quello di fornire ai giovani amministratori pubblici gli strumenti teorici e pratici per gestire in modo efficiente la transizione green, per migliorare la sostenibilità delle città e dei comuni lombardi, e di sensibilizzarli rispetto ai temi della tutela delle risorse naturali e la valorizzazione degli asset territoriali. Saranno quattro i macro-temi trattati nel percorso formativo, ognuno dei quali sarà oggetto di un modulo di approfondimento. Il primo è quello dei Cambiamenti climatici e ambiente, in particolare come il climate change e la crisi climatica in atto impattano sull’ambiente e quali sono gli strumenti di adattamento e mitigazione e quali le risorse a disposizione dei territori per farvi fronte. Il secondo sarà Economia circolare e risorse idriche, per approfondire come applicare i principi dell’economia circolare alla gestione delle acque garantendo la massima tutela del territorio, delle falde e dei corsi d’acqua. Il terzo modulo è dedicato agli Strumenti per città a emissioni zero: tecnologia e finanza, nel corso del quale si affronteranno le strategie per supportare la transizione energetica ed ecologica utilizzando al meglio l’innovazione tecnologica e gli strumenti finanziari già disponibili. Infine, si tratterà il tema dello Sviluppo territoriale e partecipazione, approfondendo le modalità per generare valore ambientale e sociale attraverso la rigenerazione di risorse e il dialogo con le comunità. La Sustainability Winter School è stata presentata oggi presso la sede milanese del Gruppo Cap dal presidente Santagostino, da Francesco Vassallo, vicesindaco di Città metropolitana di Milano, Gianpiera Vismara, coordinatrice della Consulta dei Giovani amministratori lombardi di Anci Lombardia, Italia Pepe, direttore generale ATO Città metropolitana di Milano, Gloria Marcotullio, responsabile Accademia dei Servizi Pubblici, Giuseppe Viola, direttore generale Confservizi Cispel Lombardia e Filippo Nani, presidente Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana. I temi della scuola e le sfide che i giovani amministratori dovranno affrontare sono stati approfonditi in una tavola rotonda moderata da Matteo Brambilla di From, agenzia specializzata in trasformazioni urbane, che ha visto contributi di Paola Brambilla, coordinatrice del Comitato Giuridico di WWF Italia, Paola Mercogliano, responsabile ricerche CMCCCentro euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, Luciano Guglielmi, direttore Comitato di Indirizzo Fondazione per la Sostenibilità Digitale, Armando Stella, vicedirettore Il Giorno e Linda Colombo, sindaca di Bareggio.
– Foto xm4/Italpress –
(ITALPRESS).
Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo celebrano 200 anni Cassa Risparmio
MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e Fondazione Cariplo hanno riunito banchieri, studiosi ed economisti presso il Centro Congressi di Fondazione Cariplo a Milano per celebrare i duecento anni dalla costituzione della Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde (12 giugno 1823), la più antica banca lombarda che, operando nella regione economicamente più avanzata d’Italia, diventò un motore fondamentale del suo sviluppo economico e per la diffusione della cultura del risparmio.
Nata in un contesto sociale difficile accentuato da pesanti condizioni di povertà, la Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde ebbe origine dall’impegno di notabili milanesi a organizzare un’attività filantropica a sostegno delle fasce più disagiate della popolazione, nonchè di finanziamento alle attività economiche.
Nel corso degli anni la Cariplo cresce in patrimonio e solidità diventando un punto di riferimento per le aziende e per il Paese. Con la Grande Guerra si consolida la sensibilità sociale derivante dalle sue origini e nel secondo dopoguerra, Cariplo è tra le protagoniste della ricostruzione e del boom economico che ne segue, assecondando il suo portato di entusiasmo e di ottimismo. A partire dagli anni Sessanta, l’istituto è ormai di fatto una banca commerciale e nel ventennio successivo si assiste alla grande espansione territoriale di Cariplo in ambito nazionale ed internazionale.
Nel 1991 l’attività bancaria fu conferita a una nuova società, la Cariplo SpA. Nel 1998 il Banco Ambrosiano Veneto ha aggregato l’Istituto dando vita al gruppo Banca Intesa e, nel dicembre 2000, Cariplo è stata incorporata in Banca Intesa. Intanto nel 1990 nell’ambito di un ampio processo di ristrutturazione del sistema creditizio, la Legge Amato/Carli avvia la privatizzazione delle Banche pubbliche con la trasformazione degli istituti di Diritto Pubblico e delle Casse di Risparmio in Società per Azioni aventi come principale azionista le Fondazioni di origine bancaria. La legge-delega del 1990 configura le fondazioni bancarie come holding pubbliche che gestiscono il pacchetto di controllo della banca partecipata senza poter esercitare attività bancaria: i dividendi sono intesi come reddito strumentale agli obiettivi statutari che sono da perseguire con “fini di interesse pubblico e di utilità sociale”. Le Fondazioni nate da questo processo hanno come missione istituzionale quella di proseguire nell’attività filantropica di beneficenza svolta fino ad allora dalle Casse.
Dal gennaio 1998, la Fondazione Cariplo ha completato definitivamente il processo di separazione da Cariplo Spa, avviando l’importante progetto industriale di sviluppo che ha portato alla costituzione di Banca Intesa, divenuto il primo gruppo creditizio nazionale, e che ha permesso alla Fondazione, grazie ai proventi derivanti dall’operazione, di entrare a far parte delle prime dieci fondazioni al mondo per patrimonio. In seguito alla fusione tra Banca Intesa e il Sanpaolo IMI, la Fondazione Cariplo è ora tra i principali azionisti di Intesa Sanpaolo, uno dei gruppi bancari più importanti in Europa.
Attraverso gli utili della Cariplo, che venivano in larga parte ‘restituitì in beneficenza al territorio di riferimento, il circuito virtuoso risparmio/beneficenza trovò un formidabile slancio: le erogazioni, elargite ininterrottamente per un lunghissimo lasso di tempo, hanno infatti contribuito in modo rilevante alla creazione di un complesso sistema assistenziale che ha inciso in modo profondo e duraturo su alcune infrastrutture portanti della società lombarda (ospedali, asili, strutture assistenziali per i poveri in primis).
Per il presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Azzone “le date segnano un momento importante perchè rappresentano una riflessione sulla storia. In questo caso è la storia di una istituzione che nasce 200 anni fa per consentire alla nostra società una ripresa dopo un periodo di carestia. Una società che ha trovato la forza e la capacità di reagire creando una rete di sostegno che nasce proprio nella storia di Cariplo. Da questa rete di sostegno abbiamo avuto un accompagnamento continuo allo sviluppo di questa società creando una grande banca, una fondazione di origine bancaria e credo continui a fare il bene e gli interessi di questa comunità”.
“Fondazione Cariplo da sola mette sul territorio oltre 150 milioni di attività filantropica ogni anno. E’ uno sforzo che agisce su due livelli, da un lato sulle emergenze immediate e dall’altro cercando di sviluppare risorse in modo da evitare che si creino emergenze per il futuro. Quindi lavoriamo sull’oggi ma anche per il futuro – ha proseguito -. Il nostro compito è quello di fare in modo che in presenza di un quadro negativo noi possiamo intervenire con le nostre risorse in situazioni di crisi, anche con le riserve che abbiamo a disposizione. E se l’economia riprende a crescere sarà nostro compito sostenere questo volano con i nostri investimenti”.
Il presidente emerito di Intesa Sanpaolo Giovanni Bazoli ha voluto ricordare “il ruolo fondamentale che nella storia dell’attuale Intesa Sanpaolo hanno avuto le unioni, prima con la Cariplo e poi con la Banca commerciale italiana”. E ha aggiunto: “L’accordo con la Cariplo ha avuto un’importanza decisiva nella storia di Intesa Sanpaolo, non solo per la crescita dell’azienda bancaria dell’Ambrosiano grazie all’unione dell’Ambrosiano Veneto con la Cariplo, ma anche per il peso che da allora ha avuto la presenza della Fondazione Cariplo nella compagine azionaria alla guida della banca, sempre in perfetto accordo in tutte le decisioni strategiche assunte dal 1997 in poi.” “In Intesa Sanpaolo riteniamo di avere raccolto l’eredità non solo di ordine aziendale, economico, ma anche di ordine ideale che entrambi questi istituti di credito hanno avuto nella storia del credito italiano, in particolare operando qui nel mondo milanese ma diventando banche al vertice del sistema – ha sottolineato Bazoli – Ci riteniamo non solo eredi, ma impegnati a mantenere questa eredità, che non è soltanto di ordine economico, ma anche di ordine civile e spirituale”.
Un richiamo forte alla storia delle due istituzioni è venuto da Paolo Maria Grandi, Chief Governance Officer della banca guidata da Carlo Messina, “duecento anni sono tanti e gli ultimi 50 vedono la Fondazione Cariplo centrale nella storia del Paese. Carlo Messina ha usato una parola importante nel discorso a Brescia, definendo Intesa Sanpaolo un’ ‘istituzionè. Cariplo e la Fondazione sono stati lievito dell’economia, Intesa Sanpaolo ha raccolto questa eredità essendo al servizio dell’economia reale. Siamo una banca che potrebbe essere tentata da finanziarizzazioni acute ma che invece non dimentica le proprie radici”, ha affermato. E ha aggiunto ” sono state “625 le istituzioni confluite in Intesa Sanpaolo: ho avuto la fortuna e il piacere di avere la responsabilità delle ultime acquisizioni e sottolineo che sono tutte avvenute non con intento coloniale, ma con il massimo rispetto della cultura aziendale, che man mano è confluita in quella di Intesa Sanpaolo”. Fondazione Cariplo è un azionista importante e possiamo testimoniare che anche azionista attivo. Non è soltanto un ‘custodè, ma è attento a quello che la banca produce ed è in condizione di produrre per tutti gli stakeholder”. Al termine della giornata di lavori, Grandi ha ribadito che “nessuno può negare che la forza dell’Italia risiede nella composizione del suo tessuto economico e sociale. Le piccole e medie imprese sono l’asse portante dell’economia e Intesa Sanpaolo non se ne è mai dimenticata. La partecipazione a tutti i più importanti circuiti finanziari internazionali fanno sì che comunque nessuno di noi si dimentichi che il conto economico è alimentato prima di tutto dalle risorse di questo Paese, dai depositi e gli impieghi che indirizziamo all’economia reale dell’Italia”.
– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).
Marche, approvata in Consiglio la nuova legge urbanistica
ANCONA (ITALPRESS) – La Regione Marche ha una nuova legge urbanistica. Dopo trentuno anni, martedì sera l’Assemblea legislativa regionale ha approvato a maggioranza il testo che contiene i 36 articoli della pianificazione per il governo del territorio.
“Non era più possibile attendere – ha ribadito anche questa mattina, nel corso della conferenza stampa, convocata dopo l’approvazione della legge, il presidente Francesco Acquaroli – Era tempo che la Regione di dotasse di un nuovo strumento normativo al passo con i tempi”.
Il cammino non è stato facile, dal momento che sono state necessarie cinque sedute, all’interno delle quali ha trovato spazio la discussione di 400 emendamenti, di cui una quarantina approvati, e un dibattito animato.
“Mi aspettavo un confronto vivace e tempi lunghi – ha detto l’assessore all’Urbanistica, Stefano Aguzzi – dal momento che una legge come questa merita l’approfondimento dovuto ed è quello che abbiamo fatto. Sicuramente questa è una legge all’avanguardia inedita e innovativa, aperta alle esigenze dei territori e dei Comuni”.
Accanto al presidente Acquaroli e all’assessore Aguzzi, sono intervenuti il consigliere Andrea Assenti, relatore di maggioranza della legge, il consigliere Luca Serfilippi, presidente della Commissione consiliare Governo del territorio, l’architetto Nardo Goffi, direttore del Dipartimento Infrastrutture, Territorio e Protezione civile, e l’architetto Maria Cristina Borocci, dirigente Settore Urbanistica.
Il presidente Acquaroli ha voluto innanzitutto ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla stesura della legge. “Si apre una nuova fase – ha dichiarato – che saprà dare le giuste risposte e soprattutto saprà valorizzare un percorso comune. Questo è il succo di questo nuovo articolato. Ciò comporterà un periodo transitorio previsto dalla legge. Un termine che non è ampio se consideriamo la pressione lavorativa a cui sono sottoposti gli uffici tecnici degli enti territoriali” “Certo – ha continuato Acquaroli – non si può pensare di scrivere sin da subito la legge perfetta, soprattutto su una materia così complessa come quella urbanistica ma, come ho già affermato anche in aula, siamo assolutamente a disposizione, qualora potrà essere necessario, ad applicare delle modifiche all’articolato. Credo che questo sia sinonimo di intelligenza e di volontà di sapersi mettere umilmente a disposizione di quelle che sono le sfide complicatissime come il governo del territorio”.
“Ritengo – ha poi aggiunto – che sia giusto dare alle Marche dopo oltre trenta anni un nuovo strumento che possa essere in grado di portare la nostra regione a vivere le sfide future con certezza, coerenza e rispetto per la vocazione dei nostri territori, che sono il più grande patrimonio di cui noi disponiamo e vorremmo lasciarlo nella migliore condizione possibile a chi verrà dopo di noi, evitando ulteriori danneggiamenti e errori di cui ancora oggi vediamo gli effetti”.
Molto soddisfatto è l’assessore Aguzzi per quanto realizzato: “Sono due anni che stiamo lavorando per portare a compimento questa normativa. E’ stato un percorso lungo, approfondito e di grande confronto ma era una legge assolutamente necessaria perchè quella precedente è ormai datata. All’epoca la programmazione era completamente diversa come pure le esigenze dei territori. Questa legge porterà tutti gli enti locali della regione a rivisitare la programmazione dei propri territori, a uniformarli tra loro. Un territorio che era come imbalsamato dalle vecchie norme ormai superate, complicate, viene ripensato con nuovi criteri che tendono in generale a prevedere un consumo di suolo minimo, la rigenerazione urbana, il riutilizzo di territorio già edificato, la copianificazione e la semplificazione delle procedure. E’ chiaro che l’adeguamento richiede tempo e per questo abbiamo scaglionato i passaggi da compiere in quattro anni, lasciando per i primi due anni alle amministrazioni margini di libertà”.
“Sono molto orgoglioso come presidente di Commissione – ha affermato il consigliere Serfilippi – di essere riuscito a portare a compimento questa legge. E’ stato un lavoro impegnativo ed è una legge davvero condivisa con tutti e partecipata. Sono convinto che andremo a semplificare la vita di cittadini e imprese”.
“La maggioranza ha dato prova di compattezza granitica nel votare una legge così importante – ha commentato il consigliere Assenti – Inoltre vorrei evidenziare due aspetti rilevanti che la legge porta con sè: il primo è l’importanza della Cevi, la conferenza di valutazione, che consente di ridurre i tempi dei procedimenti per le eventuali varianti, e il secondo riguarda la salvaguardia del piano casa”.
La dirigente Maria Cristina Borocci ha ricordato che il lavoro compiuto è stato continuativo a partire dalla prima bozza di legge e condiviso con tutti i soggetti. “Questo – ha detto – non ha impedito a questo testo di essere snello, fatto di 36 articoli, ma allo stesso tempo pragmatico, operativo, chiaro, non generico, e questo perchè abbiamo avuto un prezioso contributo di coordinamento scientifico da parte del professor Carlo Alberto Barbieri e anche un coordinamento tra settori”.
“Vorrei evidenziare – ha sottolineato in conclusione il direttore Goffi – l’ulteriore aspetto positivo della conferenza interistituzionale, vale a dire il fatto di progettare assieme. Mentre oggi è il Comune che progetta e gli altri enti oppongono dei vincoli, in questo caso fin dall’inizio Regione, Provincia, Comune e Soprintendenza partecipano al progetto e questo anche a tutela della qualità del progetto stesso”.
-foto ufficio stampa Regione Marche –
(ITALPRESS).








