Senza categoria

Italia in semifinale di Davis, Olanda battuta 2-1

MALAGA (SPAGNA) (ITALPRESS) – Per il secondo anno di fila, l’Italtennis del ct Filippo Volandri è in semifinale di Coppa Davis. Sul veloce del Palacio de Deportes Josè Maria Martin Carpena di Malaga, dove si stanno svolgendo le Finals della manifestazione più importante per nazioni, gli azzurri hanno sconfitto l’Olanda nei quarti per 2-1 con il punto decisivo del doppio composto da Jannik Sinner e Lorenzo Sonego, vincente su Tallon Griekspoor e Wesley Koolhof per 6-3 6-4. Il match, dopo i due singolari, era in perfetta parità: Botic Van de Zandschulp aveva sconfitto per 6-7(3) 6-3 7-6(9) Matteo Arnaldi, che aveva mancato ben tre match point, mentre Sinner, nella sfida tra i numeri uno, si era imposto su Griekspoor per 7-6(3) 6-1. Gli azzurri troveranno ora di fronte la Serbia o la Gran Bretagna.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Ue, Meloni “Sul patto di stabilità fatti passi in avanti”

ROMA (ITALPRESS) – “Sul patto di stabilità si fanno dei passi in avanti giorno dopo giorno in una trattativa che facile non è, la posizione italiana richiede non una politica di bilancio allegra che non stiamo facendo e non abbiamo fatto, noi abbiamo un problema di protezione degli investimenti”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa con il cancelliere federale della Germania, Olaf Scholz al termine della riunione virtuale dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi G20. “Per noi è importante che le nuove regole della governance tengano conto degli sforzi che le nazioni stanno facendo per favorire le scelte strategiche – ha sottolineato – stiamo lavorando su una soluzione possibile da rispettare nei prossimi anni”. E ancora: “Con il piano di azione firmato oggi ci poniamo molti ambiziosi obiettivi: promuovere la crescita e la competitività delle nostre economie e gli investimenti bilaterali, promuovere una transizione ecologica, garantire gli approvvigionamenti energetici, rafforzare il dialogo sulla sicurezza, intensificare la cooperazione nel settore della difesa, lavorare insieme per progredire nell’agenda europea”. “Sarà una sfida importante, significativa – ha concluso la premier – con un impegno ad ampio raggio a partire dai nostri sistemi produttivi”.

– Foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

Meloni “Abbiamo già cambiato l’Italia, è sotto gli occhi di tutti”

ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo già cambiato la situazione di questa nazione rispetto alla condizione nella quale l’abbiamo trovata e penso che sia sotto gli occhi di tutti come in questi mesi sia cresciuta la fiducia degli investitori e dei mercati sull’economia italiana”, come mostra anche “la promozione di quattro agenzie di rating”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, durante il question time in Aula al Senato. Sul Pnrr “non c’è alcun ritardo, abbiamo cercato di fare in modo che le risorse non andassero perse. La speranza di una certa opposizione che ha tifato contro l’Italia sperando che le rate non fossero pagate è stata tradita”.
La premier ha ribadito che “sostenere il reddito delle famiglie e ridurre la pressione fiscale per famiglie e imprese sono stati dall’inizio una priorità di questo governo. E’ un lavoro che chiaramente racconta una visione, che va fatto immaginando una legislatura, che è quella che abbiamo a disposizione, per cercare di fare sempre dei passi avanti”, ha sottolineato. “Il prossimo passo immediato è terminare l’attuazione della delega fiscale: dopo un’attesa durata decenni, consentirà finalmente di riformare profondamente il fisco italiano rendendolo più giusto, più efficiente e capace di fare la sua parte nel ricostruire il rapporto tra lo Stato e gli italiani, che noi non consideriamo sudditi, ma vogliamo considerare cittadini”.
“Sul tema delle pensioni, sappiamo che questa nazione ha bisogno un intervento strutturale e non di misure estemporanee: infatti tra i nostri obiettivi c’è anche quello di procedere, nell’arco della legislatura, a una riforma adeguata e strutturale, per dare ai cittadini le certezze dovute sul diritto d’accesso alla pensione, secondo il principio di equità tra i lavoratori e tra le generazioni”. “A differenza di quanto fatto finora, noi non intendiamo proseguire nella prassi un pò cinica di aggravare oltre ogni limite di decenza la futura pensione di chi oggi è giovane: crediamo che un cittadino sia un cittadino, indipendentemente dall’età che ha, e che le tutele debbano essere più alte possibile, ma che debbano essere uguali per tutti”, ha concluso.

– foto: Agenzia Fotogramma –
(ITALPRESS).

La rinascita delle aree rurali al centro del Forum Leader 2023 a Venezia

VENEZIA (ITALPRESS) – Non la conservazione contemplativa di un piccolo mondo antico, ma il rilancio di un territorio vivo, con gli ingredienti dell’innovazione, della crescita economica e del miglioramento dei servizi. Il tutto grazie alla capacità di dare valore a quello che si vede, ma che non tutti conoscono attraverso inclusività e capacità di fare sistema. Questo il fil rouge che lega tra loro i progetti di sviluppo rurale realizzati – o in fase di ideazione e realizzazione – dai 200 GAL italiani, presenti a Venezia in occasione dell’edizione 2023 di “Forum Leader” (Leader è acronimo di Liaison Entre Actions de Dèveloppement de l’Economie Rurale), il congresso annuale dei Gruppi di azione locale, che si terrà fino al 25 novembre all’Università di Architettura di Venezia (IUAV). Di scena una progettualità che viene dal basso, da chi vive il territorio rurale e a beneficio della collettività, capace di realizzare grandi idee.
Nel corso dell’evento organizzato quest’anno da VeGAL, Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale, più di cento iscritti tra tecnici e giovani da tutta Italia hanno ragionato sul presente e sul futuro dei territori rurali. E’ stata l’occasione per guardare indietro, ai progetti già realizzati, per trarne spunto e fare tesoro delle buone pratiche. Questa edizione, infatti, segna un momento di passaggio tra le programmazioni comunitarie 2014/2022 e 2023/2027 nella quale emerge la necessità di ragionare su una “architettura” del paesaggio rurale che si è snodi su quattro grandi direttrici di lavoro: valorizzazione del patrimonio naturale, paesaggistico, storico-culturale e delle risorse ambientali; diversificazione, integrazione e innovazione dell’economia locale; sistemi locali del cibo, distretti, filiere agricole e agroalimentari; innovazione ed inclusione sociale, miglioramento dei servizi per la popolazione e degli spazi di vivibilità collettivi.
Aree di intervento che interessano non solo le zone rurali oggetto dei progetti di sviluppo, ma anche un’esigenza crescente della società. Dopo la pandemia da Covid-19, infatti, il mondo rurale sta conoscendo una nuova vita, generata dalla richiesta della popolazione di “uscire” dalle città, vivendo con rinnovato stupore la bellezza delle aree non metropolitane. I GAL lavorano con questo spirito già dagli anni Ottanta, ma raccolgono dai cambiamenti della società, gli elementi per continuare ad innovare nel campo della valorizzazione del patrimonio naturale, innovazione dell’economia locale, miglioramento dei servizi e gli spazi di vivibilità, la filiera e il turismo enogastronomico.
Ma Forum Leader 2023 ha lasciato ampio spazio anche alla progettualità delle nuove generazioni, a cui spetta il compito di proseguire il cammino con nuove idee, impulso ed energia. Tutto ciò si è tradotto nella seconda edizione del Forum Leader Giovani 2023, evento nell’evento di Forum Leader. Con la guida di esperti e la visita di esperienze esemplari nei territori di alcuni GAL italiani, i partecipanti (32 giovani tra i 19 e i 29 anni) hanno approfondito la loro conoscenza sulle politiche e sugli strumenti UE per promuovere lo sviluppo rurale e toccato con mano esperienze concrete realizzate a livello locale. Divisi in gruppi di lavoro, hanno sviluppato proposte per la realizzazione di progetti in stile “smart village”, presentati poi al Forum Leader di Venezia. Premiato come miglior progetto della “next gen” lo studio dal titolo “Idee giovani: progettare uno spazio generativo” ideato dai giovani presso il GAL Escartons e Valli Valdesi (Torino).

– foto ufficio stampa Studio BElive –
(ITALPRESS).

Insediato il tavolo della nautica voluto dalla Regione Marche

ANCONA (ITALPRESS) – Avviare un dialogo costruttivo per sostenere le imprese del settore nautico marchigiano: un comparto che, secondo un recente studio dell’Università Politecnica delle Marche, presentato a Cannes lo scorso mese di settembre, fattura oltre un miliardo di euro, con più di 200 siti produttivi (soprattutto nelle province di Pesaro Urbino e Ancona) e un numero di addetti pari a 3.309 unità, l’11,3% del totale nazionale. Un comparto del lusso regionale, trainato dall’export che copre il 90% delle vendite, da sostenere e valorizzare. Con queste finalità la Regione Marche ha insediato un tavolo di confronto per avviare, evidenzia l’assessore alle Attività produttive Andrea Maria Antonini, “un dialogo costruttivo sulle prospettive di crescita. La Giunta regionale crede nelle potenzialità del comparto della nautica e ritiene che solo nella sinergia tra pubblico e privato questo settore strategico potrà ulteriormente crescere, valorizzarsi e trainare la nostra regione verso la ripresa e il rilancio, aprendo nuove possibilità di internazionalizzazione per l’economia marchigiana”.
L’incontro si è svolto a Palazzo Leopardi della Regione e ha registrato la partecipazione delle principali aziende marchigiane del settore. Presente anche il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Centrale, Vincenzo Garofalo. Il tavolo ha subito condiviso alcune strategie di sviluppo utili per il settore. “Il distretto nautico genera ricadute enormi a livello economico, ma ha anche problemi di crescita – ha sottolineato Garofalo – Oggi c’è maggiore consapevolezza di quanto valga il comparto, ben oltre il proprio valore industriale. Ma è una crescita limitata dalla capacità di garantire un’adeguata ospitalità nautica. Poichè le Marche hanno una serie di porti gestiti da enti diversi e da privati, è utile ragionare, sempre più, in termini di rete, evitando inutili gerarchie, perchè più la rete è forte, più si è forti individualmente”. Sollecitazione ripresa da Maurizio Minossi, presidente dell’Associazione Marche Yachting and Cruising, che ha sottolineato la necessità di “fare sistema per puntare a obiettivi concreti”. Tre le direttrici tracciate dall’associazione. A partire dal “sostegno alla transizione ecologica sia a livello di prodotto che di cantiere”.
Oltre a segnalare “esigenze, in tutti i cantieri, di rimodernare le proprie strutture energetiche, c’è la necessità di sostenere la ricerca di sviluppo del prodotto sull’idrogeno, a cui i cantieri navali stanno già lavorando”. Il secondo tema è quello di “incrementare iniziative di sistema per migliorare l’ospitalità degli yacht che approdano nelle Marche”, condividendo quanto segnalato dal presidente Garofalo. La terza richiesta dell’associazione riguarda l’attività di incoming: “Le nostre aziende sono brave a fare internazionalizzazione, e per questo occorre investire su un’attività ad alto valore aggiunto rappresentata dall’accoglienza – ha concluso Minossi – Occorre promuovere iniziative con cui far venire i nostri clienti, creando un mix di sistema, basato su territorio, cultura, bellezze locali che aiuti a caratterizzarci e a garantirci un valore aggiunto rispetto ad altri distretti produttivi”.
L’assessore Antonini ha condiviso le indicazioni del Tavolo, assicurando che “la Regione Marche vuole accompagnare il distretto della nautica verso un modello di crescita sempre più sostenibile, innovativo, rispettoso dell’occupazione locale e del valore aggiunto rappresentato dal territorio”. L’assessore ha ricordato poi come l’impegno della Regione sia orientato anche sul fronte della logistica e delle infrastrutture: “E’ stato aperto un dialogo con l’Autorità Portuale e con il Comune di Ancona per condividere strategie utili allo sviluppo ulteriore di questo comparto. Analogo impegno verrà profuso con le altre realtà portuali regionali”.

– foto: ufficio stampa Regione Marche –

(ITALPRESS).

Contributo d’accesso a Venezia, presentato il calendario

0

disincentivare il turismo giornaliero a Venezia in alcuni periodi, in linea con la delicatezza e unicità della Città.
“Non è una rivoluzione, ma il primo passo di un percorso che regolamenta l’accesso dei visitatori giornalieri – ha detto il sindaco Brugnaro – Una sperimentazione che ha l’obiettivo di migliorare la vivibilità della città, di chi ci abita e di chi ci lavora. La porteremo avanti con grande umiltà e con la consapevolezza che ci potranno essere dei problemi. I margini di errore sono ampi, ma siamo pronti, con umiltà e coraggio, ad apportare tutte le modifiche che serviranno per migliorare la procedura. Venezia è la prima città al mondo ad attuare questo percorso, che potrà essere d’esempio per altre città fragili e delicate che vanno salvaguardate. Il monitoraggio del flusso dei visitatori sarà costante, grazie al prezioso supporto della Smart Control Room dove riceviamo le informazioni dalle telecamere, dai sensori contapersone, dalle celle telefoniche, dall’emissione dei biglietti dei musei e dalle timbrature presso pontili ed imbarcaderi. Grazie a queste informazioni già oggi possiamo avere un quadro previsionale che ci ha consentito di individuare le giornate da ‘bollino nero’ che consentiranno di frenare il fenomeno del sovraffollamento”.
“Dagli anni Cinquanta si continua a dire che Venezia è una città che sta morendo – ha quindi aggiunto il sindaco -noi oggi ribadiamo che Venezia è una città viva, che continuerà ad essere aperta ai turisti che arrivano da tutto il mondo per visitarla, con rispetto. Ci approcciamo a iniziare un percorso reso possibile grazie all’azione amministrativa che da otto anni, grazie anche all’efficientamento del Bilancio, ci ha consentito di investire importanti risorse per risolvere un problema, quello dei flussi turistici, di cui tutti hanno sempre parlato, ma mai fatto nulla. Già dal prossimo mese di gennaio partirà una campagna di comunicazione a livello internazionale e ai cittadini per far conoscere i contenuti della sperimentazione”.
“Si tratta di una svolta rilevante nella gestione dei flussi turistici di Venezia – è il commento dell’assessore al Bilancio, Michele Zuin – Un provvedimento sperimentale che porterà ad un confronto continuo e diretto con tutte le categorie economiche e sociali per monitorare assieme gli effetti a breve e medio termine. Le esenzioni rispondono a norme di buon senso per garantire l’accesso a Venezia a chi lavora, studia, ha i propri affetti, ha esigenze sanitarie o deve recarsi per necessità nel capoluogo della Regione, che ospita tantissime funzioni amministrative. Venezia è una città accessibile, aperta, ma i visitatori, sia nazionali che internazionali, devono comprendere che serve una giusta programmazione per gestire al meglio il delicato equilibrio tra residenzialità e turismo”.
“Dopo l’approvazione del Regolamento del Contributo d’Accesso da parte del Consiglio comunale, l’Amministrazione ha lavorato per calibrare caratteristiche e tempistiche della sua sperimentazione – ha quindi spiegato l’assessore al Turismo, Simone Venturini – Il nostro obiettivo, infatti, non è di fare cassa ma di mettere a punto, primi al mondo, uno strumento in grado di individuare un nuovo equilibrio tra le esigenze di chi a Venezia ci abita, ci lavora o ci studia e chi Venezia la intende visitare e conoscere. Ci saranno aggiustamenti in corso d’opera e, una volta che la sperimentazione sarà attiva, lavoreremo con spirito inclusivo per individuare le migliori soluzioni alle problematiche che dovessero emergere. Il nostro è un approccio umile e propositivo per disincentivare il turismo giornaliero, perché il “mordi e fuggi” complica in determinate giornate la gestione dei flussi, a favore di tutti i visitatori che intendono conoscere in modo più approfondito la nostra città prendendosi il giusto tempo (almeno una notte) per entrarci in sintonia e per scoprire il suo patrimonio artistico, le sue tradizioni, il suo artigianato”.

– foto: ufficio stampa Comune di Venezia –

(ITALPRESS).

Bagetta (ConTe.It) “Il mondo assicurativo è in continua trasformazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Noi di ConTe.it siamo un marchio italiano di Admiral, uno dei principali gruppi assicurativi inglesi, con un portafoglio già ben diversificato in altre linee oltre a quella dei veicoli, come casa, travel e animali. Di recente abbiamo lanciato iniziative al di fuori del business assicurativo, in Inghilterra è nata Admiral Money, società di prestiti al consumo, è nata anche in Italia con ConTe prestiti. Il mondo assicurativo sta cambiando, negli ultimi anni ci sono trasformazioni molto forti. A seguito del Covid, i fenomeni creati sono di diversa natura, da una parte i clienti sempre più vicini alle tematiche digitali, al contempo si è creata una certa tensione, una crisi, sia a causa dell’inflazione crescente, sia perchè i sinistri sono sempre più costosi”. Lo ha detto in un’intervista all’Italpress Antonio Bagetta, CEO di ConTe.it, gruppo assicurativo italiano del marchio Admiral, nato a Roma nel 2008: “Le polizze online sono identiche a quelle stipulate nel settore tradizionale – ha assicurato – Un prodotto nel mercato ‘motors’ è paragonabile a qualsiasi altro prodotto del business tradizionale. Garantiamo una facilità d’uso e una reattività ai servizi tendenzialmente migliore rispetto a quella degli altri canali”.
“Siamo in grado di erogare polizze in real time, il cliente con pochissimi clic può ricevere la sua polizza direttamente nella sua mail – ha aggiunto – Anche l’apertura dei sinistri viene gestita in tempi notevolmente più rapidi grazie a tecnologie facilitanti”. E sui sinistri provocati dal cambiamento climatico: “Probabilmente è una delle cose che spaventa di più gli assicuratori. Se guardiamo quanti sinistri di grandi dimensioni ci sono e anche la loro severity, ovvero la complessità e il costo, sono tanti di più e più costosi – ha spiegato Bagetta – L’incertezza viene anche dal fatto che non sappiamo nei prossimi anni esattamente cosa accadrà. Dal mio punto di vista, i cambiamenti climatici sono già un fatto che pesa in modo importante sui conti economici delle compagnie assicurative. Nel futuro visti i trend non può che andar peggio. Il compito degli assicuratori è di riuscire a bilanciare gli aspetti finanziari con l’assistenza alla clientela, la promessa che facciamo è aiutarli nel momento più complicato”.
E per quanto riguarda il possibile e imminente inserimento dell’obbligatorietà di assicurazioni anche per biciclette, monopattini e in generale per la micro mobilità sostenibile: “E’ un tema estremamente caldo. In molti paesi sono già obbligatorie le coperture, dal mio punto di vista sarebbe opportuno introdurle anche in Italia, con il principale obiettivo di tutelare i nostri clienti, tutelare i cittadini italiani e a tal fine l’introduzione queste misure sarebbe un fortissimo segnale di tutela nei loro confronti – ha commentato – Non so cosa accadrà nel breve periodo, non sono convinto che verranno realmente inserite, ma con il principio di salvaguardare i cittadini dal mio punto di vista è opportuno farlo”.
Infine, uno sguardo alle tematiche di welfare aziendale, visto che ConTe e Admiral sono nelle prime posizioni delle classifiche legate al benessere dei dipendenti: “Il gruppo Admiral è da sempre estremamente attento alle esigenze del proprio personale. E’ recentissima la notizia per la quale siamo il tredicesimo miglior posto al mondo in cui lavorare – ha ricordato con orgoglio – Se è stato possibile è perchè siamo sempre stati convinti, a cominciare dal nostro fondatore, che chi ama quel che fa, lo fa meglio”.
“Le iniziative sono tantissime, a partire da ‘genitori contentì, con l’obiettivo di supportare la natalità all’interno della nostra organizzazione, con cui dotiamo i genitori di orari di lavoro più flessibili perchè sappiamo che per un neo genitore è complicato gestire i carichi lavorativi – ha concluso – Infine, mettiamo diversi corsi, come yoga, pilates e quant’altro per i nostri dipendenti, in modo tale che anche nelle pause di lavoro ci sia la possibilità di fare questo tipo di attività”.

– foto Italpress –
(ITALPRESS).

“E basta con ‘sto fascismo”, Capezzone “Preoccupa la dolce censura”

MILANO (ITALPRESS) – “Il libro si muove su due piani. Da un certo verso c’è vera preoccupazione per un’aria di dolce censura che attraversa il nostro occidente. Apparentemente siamo tutti liberissimi di parlare o esprimerci, ma in una forma o nell’altra un pò di aria manca. Sono grande sostenitore di Gran Bretagna e Stati Uniti, ma quello che vedo da cinque-sei anni nelle università americane va in una direzione opposta. Noi in Italia ci aggiungiamo una dose di veleno in più, ma purtroppo questa cosa viene dal mondo anglosassone e questa è forse la prima volta che ci arriva un’aria brutta. L’altro lato del libro è sul versante italiano. Non è tanto il fascismo, ma il processo di fascistizzazione dell’avversario politico. Diamo una notizia: Mussolini è morto 78 anni fa. Vogliamo continuare a scagliare il busto di Mussolini contro qualcuno che ci pare sgradito? Mi sembra un’operazione bambinesca”. Intervistato da Claudio Brachino, per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, il direttore editoriale di Libero e opinionista televisivo, Daniele Capezzone, ha presentato il suo nuovo libro “E basta con ‘sto fascismo. Cari compagni, ci avete rotto”, edito da Piemme: “Fino a 7-8 mesi prima delle elezioni, quando la sinistra aveva la percezione che il soggetto più forte a destra fosse Salvini, il fascista era lui. Quando si sciolgono le camere e si scopre che la frontwoman era Meloni, la fascista diventa lei, anzi fascistissima – ha esordito – Tutta la campagna è su di lei e non funziona. Un tema del libro è: se non funziona politicamente e nemmeno editorialmente, perchè lo fanno allora? Io non ho la risposta, ma ho due ipotesi: la prima è che si punti a un avvelenamento del clima, “hai vinto ma io non voglio riconoscere la tua vittoria”, oppure che con il jolly del fascismo non si debba più entrare nel merito delle questioni, ‘non discuto delle tue proposte da capo del governo, sei fascistà e tutto si ferma lì”. Non mancano spunti legati alla stretta attualità, come la polemica sulla società patriarcale che si è innescata a partire dal brutale omicidio di Giulia Cecchettin: “Per quanto riguarda la vicenda della povera Giulia, sono passati giorni e c’è una sensazione spiacevole: la povera Giulia è sempre più sfocata, e gira e rigira c’è un’operazione per cercare di caricare tutto addosso al Governo. Il clima della destra, del patriarcato – ha spiegato Capezzone – Ripercorriamo i governi dal 2013: c’era Letta, poi fino al 2016 Renzi, quindi nel 2017 Gentiloni, tutti del PD, poi Conte 1 e 2, quindi Draghi, e non sono mai state fatte riforme sulla violenza. Arriva la fascistissima e cattivissima Meloni e viene fatta. Può piacere o non piacere, ma Meloni ha rotto le ossa agli uomini nella sua carriera politica. Vuoi polemizzare con la Meloni? Hai cinquantamila argomenti, ma non questo – ha ribadito il direttore editoriale di Libero – C’è persino chi dice che la cultura patriarcale può esserci pure se sei una donna, citando la formula ‘il presidentè e non ‘la presidentè. Mi pare che i compagni in questi anni non ci hanno capito molto”. “Quello che mi angoscia è che ormai la formula fascista-patriarca è un jolly che può essere calato in tutte le direzioni. Esempio: un mito della nostra giovinezza era la tennista Navratilova, un baluardo dei diritti, era omossessuale e quant’altro – ha ricordato – Poi lei, da omosessuale dichiarata, ha osato dire che non va bene che le persone trans gareggino nello sport femminile. E’ stata massacrata e trattata come fascista pure lei. Se si arriva a questo livello non ne usciamo”. E sullo scontro ideologico che spesso non porta a un sano dibattito ma al tentativo di censura: “La cassetta degli attrezzi censoria ha tanti tool dentro. C’è la cosa più rozza, che è l’irruzione fisica per impedire un evento. E poi c’è la morale. impedisco l’invito, “lui non lo vogliamo perchè ha sostenuto questa tesi”. Oppure, resti invitato, ma scatenano nei giorni precedenti una campagna intimidatoria tale per cui o l’ospite stesso annulla la partecipazione o chi l’ha invitato cancella l’invito – ha sottolineato – La cosa più imbarazzante sono le associazioni universitarie che ottengono spazi sicuri, come le assemblee, in cui un certo autore o un certo giornale non può entrare. Sei sicuro da cosa se stai censurando? Bella roba”. Due esempi in tal senso: “Negli Stati Uniti è adorata la bandiera, ma in nome del free speech si consente di bruciarla. Quando si parla del free speech bisogna essere più generosi nei confronti della tesi opposta – ha ribadito – In Italia ha dato fastidio persino lo spot di un supermercato in cui la bimba sperava che il papà e la mamma facessero pace. Sono ovviamente favorevole al divorzio, ma questa cosa per cui qualsiasi vicenda la devi leggere attraverso lenti politiche io la trovo allucinante”. Uno sguardo anche al recente conflitto in Medioriente: “Io sono molto preoccupato, sento un’arietta antisemitica che io trovo orribile – ha ammonito Capezzone – Per anni ci avevano detto se la bestia antisemita si fosse ripresentata lo avrebbe fatto da destra, invece lo sta facendo da sinistra. Vedo mancanza di robustezza mentale, se sei convinto di una tesi, perchè ti dà fastidio confrontarti con una tesi opposta? Sali sul ring, dai qualche colpo e qualcuno lo ricevi”.
La chiosa è dedicata al futuro che ci aspetta, secondo Capezzone a livello internazionale fatto di anni di tensione, mentre in Italia il focus principale sarà quello legato alla crescita economica: “Sul piano internazionale prepariamoci ad anni di tensione, non c’è da farsi illusioni. Guardi il Medioriente e vedi tensione, guardi l’Asia e vedi paesi che non ci faranno dormire tranquilli, guardi l’Est Europa e il discorso non cambia. Prepariamoci, occorre che l’occidente sia forte e saldo. Sul fronte italiano non vedo difficoltà di navigazione per la Meloni, non vedo un’opposizione in grado di impensierirla, ma vedo il rischio di avere un 2024 con crescita da “zero virgola”, rattrappita – ha concluso Capezzone – Bisogna fare di più sul piano del taglio delle tasse, altrimenti rischi di essere forte, di governare, ma con una crescita debole”.
(ITALPRESS).