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Ok a ordine del giorno su attuazione Pnrr, Aurigemma “Pagina importante”

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio regionale del Lazio presieduto da Antonello Aurigemma ha votato all’unanimità un ordine del giorno che impegna lo stesso Consiglio regionale a istituire una commissione speciale sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e la Giunta “a garantire, in ogni circostanza, relazioni con il Consiglio regionale improntate alla massima trasparenza, alla massima condivisione e alla chiarezza su spesa, iter di attuazione e proposte di revisione del Piano”, informando tempestivamente su motivazioni ed effetti di eventuali cambiamenti; inoltre, impegna il Presidente della Giunta regionale a riferire ogni sei mesi in Consiglio regionale circa lo stato di attuazione del Piano nel Lazio e rafforzare la relazione con tutti i comuni del Lazio e tutti i soggetti attuatori nell’espletamento del dispositivo del Piano e delle sue revisioni.
Tale atto rappresenta la sintesi del dibattito che si è svolto oggi alla Pisana, in sede di Consiglio straordinario sul tema “Stato di attuazione e prospettive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nella Regione Lazio”. Richiesto dalle opposizioni (con primo firmatario Mario Ciarla del Partito democratico), che nel dibattito si sono dette preoccupate per lo stato di attuazione del Piano, specie nel campo della sanità, in cui è stato denunciato come problema cruciale quello della carenza di personale, il Consiglio si è concluso con l’intervento del presidente della Regione Francesco Rocca, che si è detto “piacevolmente sorpreso dai toni del dibattito”, che favorisce un ritorno della centralità dell’Aula consiliare e che ha aggiunto, sul tema principale, che “ci sono delle difficoltà ma la Regione è in linea, ad oggi, con gli obiettivi di attuazione del Piano”.
La rimodulazione della parte riguardante la sanità, ha detto ancora Rocca, è stata fatta in accordo con i direttori; Rocca ha aggiunto che bisognerà necessariamente affrontare anche il tema cruciale del personale. Il presidente si è impegnato comunque a condividere con il Consiglio tutti i passaggi dell’attuazione del Piano. Ultime battute del presidente sull’interlocuzione in corso con il Bambino Gesù, a proposito del Forlanini, e sulla eventuale costituzione di una commissione ad hoc per l’attuazione del PNRR, su cui la Giunta, ha detto il presidente, si atterrà alle decisioni del Consiglio. Intanto nei prossimi giorni sarà istituita una Cabina di regia, ha annunciato Rocca in conclusione del suo intervento.
Il Piano prevede 220 mila progetti, per un importo complessivo di 120 miliardi di euro circa, che rappresentano più della metà dei 191 miliardi assegnati complessivamente dal Piano all’Italia; Italia che è il principale beneficiario di fondi, tal che un insuccesso eventuale del Piano nel nostro paese condizionerebbe anche la sua riuscita complessiva, si legge nelle premesse del documento votato oggi. Un progetto di revisione è stato inviato dal Governo italiano alla Commissione europea, ma esso è ancora in attesa di esito. 85 miliardi è il totale dei fondi già corrisposti al nostro paese. Per quanto riguarda il Lazio, solo per la città di Roma la dotazione ammonta a 4,9 miliardi.
“Grazie al senso di responsabilità e al giusto rispetto istituzionale, i gruppi di opposizione e di maggioranza hanno saputo scrivere oggi un’importante pagina per il futuro del Lazio – afferma il Presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma – In occasione del dibattito sullo stato di attuazione e sulle prospettive del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nella Regione Lazio, svoltosi oggi, i colleghi, la Giunta e il Presidente Rocca hanno saputo valorizzare lo sforzo di concentrarsi più sulle idee che uniscono nell’interesse della collettività, valorizzando il ruolo del Consiglio Regionale, piuttosto che su quelle che dividono. Plaudo, e auspico che possa riproporsi in futuro, un metodo di lavoro basato sul clima di fattiva collaborazione, che si è concretizzato in Aula”.

– foto: ads/Italpress

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Ue, via libera definitivo del Parlamento al bilancio 2024 da 189.4 mld

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – I deputati del Parlamento europeo hanno approvato in via definitiva il bilancio per il 2024 con 519 voti favorevoli, 79 contrari e 30 astensioni. Il bilancio totale per il 2024 è pari a 189,4 miliardi di euro in impegni, i pagamenti sono fissati a 142,6 miliardi di euro. Il Consiglio aveva già approvato l’accordo il 20 novembre. In un accordo con gli Stati membri raggiunto sabato 11 novembre, il Parlamento ha ottenuto ulteriori 666,5 milioni di euro per le sue priorità, oltre a quanto inizialmente proposto dalla Commissione nel suo progetto di bilancio. I deputati hanno aumentato i finanziamenti per i programmi e le politiche che sono fondamentali per affrontare le conseguenze della guerra in Ucraina, le diverse sfide globali e sostenere i giovani, fra cui la categoria dei giovani agricoltori. Inoltre, i deputati hanno aumentato i finanziamenti per i programmi che contribuiscono alla ripresa post-pandemica, contrastano il fenomeno antisemitismo e intensificano gli sforzi verso la transizione giusta, in linea con le priorità del Parlamento.
I finanziamenti aggiuntivi ottenuti dai deputati includono 250 milioni di euro per gli aiuti umanitari; 150 milioni per lo Strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (il programma europeo globale); 85 milioni per Orizzonte Europa; 30 milioni per Meccanismo per collegare l’Europa, il fondo dedicato alle infrastrutture di trasporto; 60 milioni per Erasmus+; 20 milioni per il programma LIFE; 20 milioni per i giovani agricoltori; 10 milioni per il meccanismo di protezione civile dell’UE e infine 10 milioni per la mobilità militare. Dopo aver aggiunto un accordo sul bilancio 2024, i deputati hanno anticipato che ci dovrebbe essere entro la fine dell’anno un accordo sulla revisione intermedia del bilancio a lungo termine dell’UE (QFP, quadro finanziario pluriennale) in seno al Consiglio. Ciò dovrebbe portare a sostanziali finanziamenti supplementari all’inizio del 2024, attraverso un bilancio rettificativo che dovrebbe essere proposto dalla Commissione. L’accordo finale sul QFP dovrebbe avere l’obiettivo, secondo i deputati, di fornire sostegno a medio termine all’Ucraina, e rafforzare la flessibilità e la capacità di risposta alle crisi, l’autonomia strategica dell’UE, e la sua politica di e politica esterna.

– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Dazn casa del calcio femminile, Brown “Aiutiamo a farlo crescere”

ROMA (ITALPRESS) – Aumentare la visibilità del calcio femminile, renderlo accessibile in tutto il mondo e diminuire il “coverage gap” rispetto alle competizioni maschili. Questi sono alcuni degli obiettivi fissati da Dazn, sempre più piattaforma di riferimento del calcio femminile. L’impegno è quello di supportare la crescita di un movimento che, beneficiando dell’aumento del numero dei tifosi, può ambire ad accrescere gli investimenti in brand e sponsor. Alla vigilia di Roma-Ajax, match di seconda giornata della Uefa Women’s Champions League, ha parlato proprio di questo Hannah Brown, co-CEO Women’s football di Dazn: “Noi di Dazn siamo felicissimi dei numeri della prima giornata della Uefa Women’s Champions League. Rispetto all’anno scorso l’audience sul canale YouTube di Dazn è quasi raddoppiata da 1,8 milioni del 2022 a 3,5 milioni di quest’anno, a cui si aggiungono altri 2 milioni di audience generata in app. La sfida culturale che ci aspetta in Italia è entusiasmante. Dazn ha trasmesso Bayern Monaco-Roma, partita che si è conclusa 2-2, gran risultato per la Roma, ricevendo ottimi feedback”. La dirigente di Dazn ha partecipato al panel “The rise of women’s role in Football by YouTube”, organizzato allo Stadio Olimpico di Roma in occasione del Social Football Summit 2023.
Presenti tra le relatrici anche il Presidente della Divisione Calcio Femminile Figc, Federica Cappelletti, la Head of Women’s Football della Roma, Betty Bavagnoli, e la creator Lisa Offside. Nella mission di Dazn c’è anche la volontà di creare contenuti di approfondimento per raccontare storie e dietro le quinte. In quest’ottica vengono messi a disposizione dell’utente contenuti fruibili direttamente dall’app e attraverso il canale YouTube Dazn Women’s Football. In termini di diritti tv, l’investimento della piattaforma è senza precedenti con l’acquisizione delle licenze per competizioni femminili come la Uefa Women’s Champions League, Serie A Femminile, Liga F, Frauen Bundesliga, Super League inglese e i massimi campionati di Usa, Giappone e Arabia Saudita. “Stiamo investendo in tutti i settori, dalla trasmissione e produzione di alta qualità, alla distribuzione capillare e al marketing multicanale e questo è fondamentale per la crescita del calcio femminile per creare un ambiente economicamente interessante per i brand che vorranno avvicinarsi a un pubblico eterogeneo e internazionale – rimarca Hannah Brown – Vediamo una grande opportunità di crescita ed è il motivo per cui noi di Dazn stiamo facendo la nostra parte nel sostenere il calcio femminile, creando una fan base ampia e fidelizzata”.
– foto spf/Italpress –
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Epatite C, lo screening rileva 10.000 infezioni. Proseguire su anziani

ROMA (ITALPRESS) – Ancora oggi, in Italia, troppi pazienti sommersi e affetti da Epatite C. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nel mondo sono circa 80 milioni le persone colpite dal virus dell’epatite C (HCV), pari al 1.1% della popolazione globale, con un’ampia variabilità di distribuzione geografica. Nel nostro Paese si stima che circa 200.000 cittadini non siano consapevoli di essere portatori del virus. Il mancato riconoscimento, e di conseguenza anche il mancato trattamento tempestivo, possono portare ad un’evoluzione degenerativa e fatale della patologia.
Nonostante i progressi compiuti in questi ultimi anni in Italia, l’eliminazione dell’Epatite C rimane una delle principali sfide per il nostro sistema salute. Dopo oltre dieci anni di attività, ACE – Alleanza Contro le Epatiti, la sigla che riunisce le due Società Scientifiche AISF (Associazione Italiana per lo Studio del Fegato) e SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) e l’Associazione pazienti EpaC ETS, torna a porre al centro del dibattito istituzionale il contrasto al virus dell’HCV, al fine di raggiungere l’obiettivo OMS di eliminazione dell’Epatite C, nel nostro Paese, entro il 2030. Ace, in un evento organizzato da PharmaLex – formerly MAPCOM e con il contributo non condizionato di Gilead, ha riunito gli esperti di questa patologia in un confronto con la politica.
“Grazie allo screening, sinora sono state scoperte oltre 10.000 infezioni attive, nonostante alcune Regioni non abbiano ancora attivato lo screening sulla popolazione generale. Al fine di continuare l’attività di case finding e raggiungere l’obiettivo finale, sono fondamentali due azioni: da una parte l’ampliamento della fascia per lo screening, che permetterà la scoperta di ulteriori pazienti infetti ma inconsapevoli, e dell’altra la proroga di qualche anno al fine di permettere alle Regioni di continuare la campagna – ha detto Ivan Gardini, presidente dell’Associazione EpAC Onlus – Il nostro impegno è garantire che sempre più persone possano ricevere il trattamento definitivo per l’Epatite C e guarire dalla malattia”.
“Trattare la popolazione infetta e eliminare l’HCV entro il 2030 è l’obiettivo di ACE – ha spiegato Massimo Andreoni, direttore scientifico SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali). “Il nostro Paese ha messo a disposizione un fondo per lo screening gratuito che garantisce l’individuazione e il trattamento dei pazienti. Tutte le Istituzioni della salute dovrebbero sostenere questo percorso e supportare l’Alleanza nella sua battaglia. Eliminare il sommerso e bloccare l’evoluzione della malattia deve rientrare nelle agende politiche del Governo e della politica”.
Nelle infezioni da HCV è fondamentale una diagnosi precoce, per avviare i pazienti al trattamento ed evitare così le complicanze di una malattia epatica avanzata, in modo tale da ridurre anche i costi sanitari complessivi, migliorare la quality of life del paziente e interrompere la circolazione del virus, impedendo “a monte” nuove infezioni.
“Come Società Scientifica sosteniamo e sviluppiamo strategie efficaci per indirizzare i pazienti verso cure adeguate – ha ricordato Vincenza Calvaruso, Segretario Nazionale AISF, Associazione Italiana per lo Studio del Fegato -. La nostra comunità scientifica sta lavorando incessantemente per la promozione delle ricerche applicate al fegato, sottoponendo alle autorità studi e documenti volti al miglioramento dell’assistenza epatologica. Per l’Epatite C ci sono cure risolutive, dobbiamo intercettare pazienti da trattare e lo screening è la sola arma efficace”.
Lo screening non può arrestarsi, è necessario identificare e trattare i casi di epatite C, prevenendo così le complicazioni a lungo termine e contribuendo in modo definitivo alla sua eliminazione.
In questa fase, fondamentale resta il ruolo del legislatore: “In qualità di Ambassador ACE e come promotore dell’Intergruppo Parlamentare Epatiti Virali e Malattie del Fegato, costituito lo scorso luglio, reputo quanto mai necessario che la politica si impegni a raggiungere l’obiettivo OMS di eliminare l’Epatite C, nel nostro Paese, entro il 2030”, le parole del senatore Giovanni Berrino, 10° Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato, Previdenza Sociale, Senato della Repubblica e Componente Intergruppo Parlamentare Epatiti Virali e Malattie del Fegato. “Il problema delle infezioni da HCV in Italia è quanto mai attuale. Per questo motivo, insieme ai Senatori Ignazio Zullo (FdI), Raoul Russo (FdI), Salvatore Sallemi (FdI) ed altri, abbiamo depositato un disegno di legge finalizzato all’eradicazione del virus HCV. Uno degli aspetti fondamentali di questa iniziativa è il consolidamento di uno screening nazionale gratuito fino al 31 dicembre 2030”.
Nonostante i progressi compiuti in questi ultimi anni in Italia, l’eliminazione dell’Epatite C rimane una delle principali sfide per il nostro sistema salute. Va percorso l’ultimo miglio verso l’identificazione dei pazienti inconsapevoli della patologia che, una volta intercettati, possono essere presi in carico e trattati con le terapie di ultima generazione, per assicurarne la completa guarigione.
“Nel complesso lo screening nazionale gratuito per l’infezione da HCV ha finora permesso di testare quasi 1 milione di persone e di identificare quasi 10.000 casi di infezione attiva. Casi di malattia che uscendo dal “sommerso” possono accedere alle terapie ed eliminare il virus, prima che si manifestino le gravi conseguenze dell’infezione”, ha concluso Sabrina Valle, Dirigente Sanitario Medico, Ufficio 5 Prevenzione delle Malattie Trasmissibili e Profilassi Internazionale, Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del ministero della Salute. “Si tratta di una iniziativa di sanità pubblica che indirizza l’Italia verso il raggiungimento dell’obiettivo OMS di eliminazione dell’epatite C, come minaccia per la salute mondiale entro il 2030”.

– foto xl3/Italpress –
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Distribuzione Moderna in Sicilia, confronto istituzioni-imprese

PALERMO (ITALPRESS) – Si è tenuto a Palazzo dei Normanni, a Palermo, l’evento “Il ruolo della Distribuzione Moderna in Sicilia”, organizzato da Regione Siciliana e Federdistribuzione, l’associazione che da oltre sessant’anni riunisce e rappresenta le imprese della Distribuzione Moderna, alimentare e non alimentare, operanti in Italia. Un confronto incentrato sul ruolo fondamentale che svolge il settore distributivo sullo sviluppo del territorio siciliano e, in particolare, sulla rigenerazione urbana, che produce numerosi effetti positivi per le comunità locali sul piano sociale, economico e ambientale.
All’incontro, aperto dai saluti istituzionali del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e da Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione, sono intervenuti: Edmondo Tamajo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana, il professore Luca Pellegrini, Presidente di TradeLab, Giovanni Arena, Amministratore Delegato del Gruppo Arena e Delegato Federdistribuzione per la Sicilia, e Marco Pagani, Direttore Normativa e Rapporti Istituzionali di Federdistribuzione.
“Le aziende della Distribuzione Moderna svolgono un ruolo fondamentale nel sistema socio-economico regionale, rappresentando la frontiera più avanzata del commercio. Il settore ha potenzialità importanti per lo sviluppo dell’economia dei territori, tanto più nell’attuale momento storico, caratterizzato da mutamenti di stili di vita e modelli di consumo, da nuove opportunità tecnologiche, dalla necessità di valorizzare gli interventi economici e le normative che arrivano anche dall’Europa. E’ quindi costante lo sforzo delle imprese del settore nel far coesistere l’indispensabile equilibrio economico d’impresa con i rilevanti investimenti sul territorio, anche in ottica di sostenibilità, con la creazione di valore sociale per le tante comunità collegate, generando occupazione e opportunità per le filiere produttive locali. Sarà fondamentale per continuare in questa direzione il confronto e la continua collaborazione con le istituzioni regionali”, ha dichiarato Carlo Alberto Buttarelli, Presidente di Federdistribuzione.
“Ringraziamo Federdistribuzione per questo evento, che ha consentito un momento di riflessione sul ruolo della Distribuzione Moderna nella Regione Siciliana, sul potenziale che può esprimere per i nostri territori e le nostre filiere produttive. Sono in corso processi di trasformazione industriale che produrranno nei prossimi anni possibili criticità di carattere economico-sociale, occupazionale, urbanistico-ambientale, commerciale e culturale. Intendiamo guidare questi processi, come istituzioni del territorio, più vicine all’esigenze della gente, delle imprese che vi operano e delle situazioni specifiche di mercato. Cercheremo quindi di mettere a diposizione gli strumenti normativi per accompagnare questa evoluzione, per promuovere l’innovazione del commercio”, ha affermato Edmondo Tamajo, Assessore alle Attività Produttive della Regione Siciliana.
“Ringrazio Federdistribuzione per aver organizzato questo tavolo di confronto significativo sulla distribuzione moderna in Sicilia. La collaborazione con le istituzioni regionali è cruciale per semplificare la burocrazia e per promuovere l’avanzamento verso un contesto commerciale moderno. Sottolineo l’importanza di norme che favoriscano la modernizzazione del commercio, soprattutto ora che la normativa attuale appare obsoleta. Ritengo altresì urgente e indispensabile effettuare investimenti mirati nelle infrastrutture di trasporto, come strade, porti e aeroporti, per facilitare il trasporto delle merci. Il supporto istituzionale è decisivo per stimolare l’innovazione nel settore, contribuendo così a rafforzare la competitività delle imprese locali rispetto alle grandi multinazionali, con benefici ampi per l’economia regionale”, ha commentato Giovanni Arena, AD Gruppo Arena, Presidente Gruppo VèGè e Delegato Federdistribuzione per la Sicilia.
L’intervento del Professore Luca Pellegrini ha evidenziato come in un contesto nazionale socio-demografico in continuo mutamento, la riqualificazione dello spazio urbano diventi sempre più fondamentale e la Distribuzione Moderna riveste un ruolo importante, spesso poco riconosciuto, nel valorizzare le aree cittadine in disuso. Gli investimenti delle imprese distributive nella rigenerazione urbana comportano effetti positivi, concreti e misurabili, stimolando la produzione delle filiere alimentari locali, che hanno così la possibilità di crescere e farsi conoscere anche al di fuori del contesto di origine. Le aziende della Distribuzione Moderna svolgono quindi in Sicilia un ruolo fondamentale anche per quanto riguarda la lotta al consumo di suolo. Secondo il rapporto nazionale realizzato dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), la Sicilia ha un livello di consumo di suolo pari al 6,52% della superficie totale regionale, un dato al di sotto della media nazionale del 7,13%.

– Foto Italpress –

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Intesa Sanpaolo e Mastercard con Tapster, arriva il nuovo payment ring

MILANO (ITALPRESS) – Arriva in Italia il nuovo payment ring. Ad annunciarlo Intesa Sanpaolo e Mastercard, in collaborazione con Tapster, azienda svedese che opera nel settore dei pagamenti contactless all’avanguardia. La banca guidata da Carlo Messina sarà la prima in Italia a renderlo disponibile per la propria clientela: il nuovo wearable, innovativo e tecnologico, è un vero e proprio anello indossabile al quale si potrà collegare la propria carta Intesa Sanpaolo del circuito Mastercard per effettuare pagamenti contactless in tutta semplicità e sicurezza. Il payment ring è realizzato in legno e in ceramica, materiali molto resistenti che lo rendono impermeabile e a prova d’urto. Non richiede, inoltre, alcuna ricarica della batteria o connessione internet per entrare in funzione, sfrutta infatti un chip NFC integrato per azioni semplici, come pagare con una carta di credito.
La registrazione della carta è possibile direttamente in fase di acquisto dell’anello sul sito https://gotapster.com/ : il wearable viene spedito in stato non attivo insieme a un QR code che ne consente l’attivazione solo da parte del titolare della carta, con autenticazione tramite l’app Intesa Sanpaolo Mobile; in alternativa – ad esempio nel caso si voglia acquistare l’anello come regalo – è possibile effettuare la registrazione in un fase successiva all’acquisto, partendo dall’app Tapster e creando il proprio account.
Per pagare i propri acquisti in modalità contactless basterà semplicemente avvicinare l’anello al POS, esattamente come per i pagamenti tramite carte fisiche o smartphone.
Il mercato dei wearable è in forte crescita e rappresenta uno dei punti cardine per il futuro dell’elettronica di consumo. Dalla ricerca “Smart Wearables study 2023” di Mastercard, emerge infatti come i consumatori europei che hanno già adottato il payment ring lo preferiscano agli altri metodi di pagamento contactless. Il payment ring è infatti di gran lunga il metodo preferito (89%), seguito da smartphone (49%) e carte di pagamento (44%).
Tra le principali ragioni che spingono i consumatori a utilizzare questo servizio di pagamento ci sono la volontà di effettuare pagamenti velocemente (82%), di essere all’avanguardia (69%) e di sentirsi alla moda (31%). Se, da un lato, per i più giovani è proprio il sentirsi alla moda (38%) che li spinge ad utilizzare questo tipo di servizio dall’altro, i consumatori più senior lo preferiscono principalmente per questioni di sicurezza (32%).
“Ancora una volta Intesa Sanpaolo è first mover in Italia nell’offerta di soluzioni all’avanguardia nei pagamenti digitali, settore in cui consolidiamo il nostro ruolo di leader per ampiezza di strumenti e vicinanza alle esigenze della clientela – dice Claudia Vassena, Executive Director Sales and Marketing Digital Retail di Intesa Sanpaolo -. L’innovativo anello sviluppato da Tapster e proposto ai nostri clienti, grazie alla collaborazione con Mastercard, rappresenta un’innovazione straordinaria: offre un’esperienza di utilizzo semplice e distintiva, e combina sicurezza e comodità in un unico accessorio che, siamo certi, farà subito tendenza. E’ un ulteriore tassello nell’ecosistema dei pagamenti digitali, che ci vede costantemente impegnati sia per permettere ai clienti di disporre sempre di dispositivi “ready-to-pay” sia per diffondere in modo capillare le soluzioni di incasso. Vogliamo rendere il pagamento digitale sempre più un gesto quotidiano”
Luca Fiumarella, Head of Marketing Italia di Mastercard, dichiara che “da sempre Mastercard è impegnata a introdurre soluzioni innovative e digitali al passo con uno stile di vita dei consumatori sempre più smart e digitale. I payment ring rappresentano un ulteriore passo verso la diffusione di internet of thing, dove anche accessori che indossiamo e che fanno parte del nostro stile personale diventano strumenti che, attraverso un solo gesto, semplificano la nostra quotidianità. Siamo lieti di questa nuova collaborazione con Intesa Sanpaolo e Tapster che punta sulla diffusione di soluzioni di pagamento sempre più sicure, semplici e veloci, al passo con i tempi”.
“Riscontriamo grandi opportunità nel nostro mercato di riferimento e siamo davvero grati ai nostri partner, Mastercard e Intesa Sanpaolo, che hanno dimostrato la loro leadership nell’ambito dell’innovazione dei pagamenti. Questa collaborazione rappresenta un passo significativo per il futuro della user experience dei pagamenti digitali, rendendola più veloce, sicura e fluida per il consumatore finale”, sottolinea Ludvig Scheja, co-fondatore di Tapster.
Il payment ring è già in commercio e dalla metà di dicembre sarà possibile abbinare all’anello la propria carta Intesa Sanpaolo del circuito Mastercard.
I pagamenti effettuati con i wearable Intesa Sanpaolo utilizzano la tecnologia di tokenizzazione MDES fornita da Mastercard, che garantisce il massimo livello di sicurezza. Quando si inizia la configurazione di un wearable, MDES genera un token digitale, un numero unico diverso dal numero della carta, assegnato a ciascun dispositivo registrato. Ciò significa che non può essere utilizzato per le transazioni attraverso un altro dispositivo.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
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“Noi, il Mediterraneo”, un’unica Spa per gestire la portualità italiana

PALERMO (ITALPRESS) – Un’unica azienda centrale, probabilmente una Spa, che debba rendere conto a un consiglio di amministrazione e non alla burocrazia, che selezioni ed effettui gli investimenti, e che operi sulla base di un Piano industriale.
Questo, in sintesi, il fulcro di una riforma portuale che non casualmente nasce da Palermo e dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, che oggi, in occasione della quinta edizione del convegno “Noi, il Mediterraneo”, ha lanciato una formula del tutto innovativa di approccio alle necessità, ormai cogenti, di cambiamento del sistema portuale.
La formula, sulla quale – come evidenziato dall’intervento del viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi – sembra convergere il consenso del governo, prevede che le singole Autorità di Sistema portuale restino enti pubblici “economici” sotto pieno controllo pubblico, ma che in grande parte diventino esecutori di indicazioni precise di priorità negli investimenti e nel marketing internazionale che diventeranno compito primario dell’Azienda centrale dei porti.
Nel corso del convegno di Palermo si è parlato, quindi, una società per azioni, a controllo pubblico, in grado di attrarre investitori privati su un piano industriale, ma anche capace di sfruttare le occasioni di investimento e consulenza nel mondo.
In quest’ ottica – come emerso oggi a Palermo – la Sicilia ha svolto in questi cinque anni, il ruolo di “avamposto” in un Paese che – ha sottolineato Monti – “non ha un problema di carenza di finanza”, ma ha un enorme problema, specie nei porti e nelle infrastrutture di trasporti, di “carenze della burocrazia “. Carenze che rendono impossibile lo sfruttamento del più grande asset del sistema Paese, ovvero il demanio marittimo “di cui – ha detto Monti – paradossalmente non si conosce il valore” e che garantiscono, invece, la dispersione di risorse su “porti che sono già chiusi”.
“L’Italia può contare su grandi imprenditori dello shipping che tutti ci invidiano, autentici campioni mondiali del settore. Il nostro dovere è quello di coadiuvarli nella direzione degli interessi del Paese”. E’ quanto ha detto a Palermo il viceministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Edoardo Rixi condividendo con Monti la proposta “di un soggetto centrale che gestisca i cambiamenti e sia in condizione di selezionare gli investimenti, di dare risposte rapide al mercato e di gestire i processi. Un sistema che passi attraverso interventi concreti sulle storture determinate da una deresponsabilizzazione della burocrazia e dall’incapacità di assumere scelte. Inoltre – ha concluso Rixi – bisogna tornare a retribuite i manager preposti a questi processi secondo una logica di mercato”.
-foto ufficio stampa AdSP del Mare di Sicilia occidentale-
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Candiani Groove, il 24 novembre in scena Markus Stockhausen Group

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VENEZIA (ITALPRESS) – Prosegue la musica al Centro Candiani del Settore Cultura del Comune di Venezia, con Candiani Groove, sempre con la direzione artistica di Veneto Jazz, che proseguirà come sempre all’insegna della musica internazionale portando nell’auditorium artisti e concerti inediti con imperdibili appuntamenti nel segno del jazz, della world music e della contaminazione dei linguaggi. Venerdì 24 novembre alle 20.30 protagonista è Markus Stockhausen Group: la loro musica è chiaramente plasmata dalle radici della musica colta europea. Le composizioni di Stockhausen formano una sintesi armoniosa con l’arte dell’improvvisazione con leggerezza, una sorta di giocosità, forti espressioni emotive e talvolta anche divertenti. I passaggi aperti consentono creazioni spontanee.

Markus Stockhausen (nato nel 1957) è uno dei pochi trombettisti solisti in grado di muoversi senza sforzo tra la musica contemporanea, la musica classica e il jazz moderno. Per circa 25 anni ha collaborato strettamente con suo padre, il compositore Karlheinz Stockhausen, che ha composto per lui molte belle opere. Già nel 1976 ha eseguito l’opera Sirius di Karlheinz Stockhausen all’Einstein Spacearium di Washington D.C. in occasione delle celebrazioni del Bicentenario. Nel 1981 e nel 1984 è apparso come solista nel ciclo operistico di suo padre Licht alla Scala di Milano, nel 1985 alla Royal Covent Garden Opera di Londra, nel 1991 all’Opera di Lipsia. Numerosi concerti lo hanno portato nei festival di tutto il mondo.

foto: ufficio stampa comune di Venezia

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