LAS VEGAS (USA) (ITALPRESS) – E’ ancora Max Verstappen a trionfare, anche nella notte di Las Vegas. Il campione del mondo della Red Bull conquista il diciottesimo successo della sua stagione al termine di una gara in cui l’iridato olandese, capace di egugliare i 53 successi di Sebastian Vettel in Formula 1, ha anche dovuto scontare una penalità di cinque secondi. Niente da fare, nuovamente, per il poleman Charles Leclerc, che non riesce a contenere fino alla fine la velocità del numero uno, chiudendo con la sua Ferrari in seconda posizione dopo il sorpasso avvenuto sul finire dell’ultimo giro nei confronti dell’altra Red Bull di Sergio Perez. A punti, ma solo sesta, invece, la Rossa di Carlos Sainz, che dopo l’incidente avvenuto alla prima curva riesce a recuperare terreno. Quarto un ottimo Ocon su Alpine, quinto un altrettanto prestante Stroll su Aston Martin, con la Mercedes di George Russell che chiude invece ottava in seguito alla penalità di cinque secondi per un contatto a metà gara con Verstappen. Gara in penombra per Lewis Hamilton, che partendo dalla decima posizione conclude settimo, seguito, oltre che da Russell, da Alonso su Aston Martin e da Piastri su McLaren in chiusura di top ten.
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Leclerc secondo in volata a Las Vegas, trionfa Verstappen
Martin vince la sprint in Qatar, è a -7 da Bagnaia
DOHA (QATAR) (ITALPRESS) – Jorge Martin, in sella alla Ducati griffata Prima Pramac, risale dalla quinta posizione in griglia e vince la gara sprint del Gran Premio del Qatar di MotoGp. A completare il podio due piloti italiani: un super Fabio Di Giannantonio, secondo con la Ducati del team Gresini, e Luca Marini (Mooney V46 Racing Team) che partiva dalla pole position e ha chiuso terzo. Martin riduce così a 7 i punti di divario in classifica da Pecco Bagnaia (Ducati), quinto alle spalle dell’altra Ducati del team Gresini di Alex Marquez. Sesto Maverick Vinales (Aprilia), settimo Brad Binder (Ktm), ottavo Fabio Quartararo (Monster Energy Yamaha), nono Augusto Fernandez (Ktm) e decimo Johann Zarco (Ducati Pramac). “E’ stato importantissimo vincere perchè abbiamo recuperato punti – esulta Martin – Domani speriamo di fare lo stesso. Sentivo di poter vincere, ma quando parte una gara non lo sai mai. Mi sono sentito bene in questo weekend e in questa gara ancora meglio. Ero dietro Marquez e Pecco e non è stato facile farmi strada perchè sono dei piloti eccezionali. Ma quando sono riuscito a superarli mi sono sentito fortissimo”.
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Continua il sogno alle Atp Finals, Sinner vola in finale
TORINO (ITALPRESS) – E adesso non svegliateci. Il grande sogno di Jannik Sinner e dell’Italia continua: al Pala Alpitour di Torino il 22enne altoatesino batte anche Daniil Medvedev e domani giocherà l’ultimo atto delle Atp Finals. Dopo Tsitsipas, Djokovic e Rune, anche l’Orso moscovita si arrende alla legge della Volpe Rossa: 6-3 6-7(4) 6-1 dopo due ore e mezza di gioco. Un match che ha visto Sinner sfoderare ancora una volta un tennis magistrale, reggendo gli scambi da fondocampo e disegnando una varietà di colpi, soprattutto al servizio, che alla lunga sono diventati insostenibili per il rivale. L’azzurro non ci mette molto a prendere le misure, cancellando una palla break al terzo game e strappando la battuta a Medvedev in quello successivo, rimontando da 40-0. Da lì il set si mette in discesa fino al 6-3 finale. Più solido il 27enne moscovita in avvio di secondo parziale, soprattutto alla battuta, ma anche Jannik concede davvero poco al servizio. Nessuno molla, si va al tie-break dove Medvedev ne ha di più e al secondo set point pareggia i conti (7-4). Ma nel terzo parziale inizia un’altra partita ancora, al secondo gioco un doppio fallo del russo regala il 2-0 a Sinner. L’Orso moscovita si innervosisce, perde le staffe, se la prende col pubblico e rimedia un warning: è il segnale che il match ha preso ormai una direzione color azzurro, fino al 6-1 conclusivo. “E’ stata una partita molto, molto difficile, lui ha iniziato molto bene, ha giocato meglio di me ma in qualche modo sono riuscito a fare break e da lì mi sono sentito molto meglio – confessa Jannik – Da quando sono qui ho sentito un calore e un’energia incredibili, l’energia che i tifosi mi stanno dando è una cosa pazzesca, grazie mille a tutti”. Il tie-break non ha smorzato le sue certezze. “Ho cercato nel terzo set di partire più aggressivo, lui tirava più forte e qui è abbastanza veloce, era molto difficile giocare contro Daniil. Ma ho trovato la soluzione giusta, ho servito meglio e sono contento di questa prestazione. Vediamo domani come va: sto dedicando la mia vita al tennis, ho sempre detto che posso raggiungere traguardi importanti”. Sinner attende ora il vincente dell’altra semifinale che metterà di fronte Carlos Alcaraz e Novak Djokovic – ‘salvatò dal successo dell’altoatesino su Rune nel round robin – ma visto il suo stato di grazia, nulla è precluso. Del resto la crescita dell’allievo di Simone Vagnozzi è sotto gli occhi di tutti: basti pensare che contro Medvedev aveva perso sei volte su sei fino allo scorso 4 ottobre, quando ha sfatato il tabù nella finale di Pechino per poi ripetersi qualche settimana dopo, sempre in finale ma a Vienna. Con quella di oggi sono 61 vittorie nel 2023 (solo Medvedev con 66 e Alcaraz con 64 hanno fatto meglio), stagione corredata dal best ranking (quarta posizione raggiunta a inizio ottobre), sei finali giocate di cui 4 vinte (Montpellier, il Masters 1000 di Toronto, oltre alle già citate Pechino e Vienna, le due sconfitte sono arrivate invece a Rotterdam e Miami), due successi sul numero 1 del mondo (Alcaraz a Miami e poi Djokovic a Torino), diventando anche l’italiano con più partite vinte alle Atp Finals, meglio di Adriano Panatta (1975), Corrado Barazzutti (1978) e Matteo Berrettini (2019, 2021). Ora manca solo il lieto fine, come ogni buona favola che si rispetti.
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Sciopero, l’Italia vittima di un incantesimo che fa litigare tutti
ROMA (ITALPRESS) – In molti si sono chiesti se valeva la pena organizzare uno sciopero generale con punte massime del 6,5% tra gli insegnanti, ferrovieri e pubblico impiego dopo una querelle infinita. Il risultato negativo è nelle cose: la percezione di un sindacato indebolito e velleitario; di uno strisciante appoggio alla opposizione politica; di un solco vistoso con la Cisl, con manifesta incapacità di rappresentare il pluralismo sindacale. Eppure i problemi dei lavoratori italiani sono assai evidenti, somma della irresponsabile incustodia dei fattori dello sviluppo che dura da anni ed anni. I salari sono i più bassi tra le economie nostre pari, il welfare diventa sempre più precario ed insufficiente, le prospettive per la stabilità dei posti di lavoro assai problematiche. Tuttavia, in luogo di ingaggiare una battaglia sociale di merito su ogni fattore mal messo che ci procura guai, si va a dar man forte alla sciagurata e persistente tendenza di buona parte della politica di raccontare ciò che non va, senza però indicare il modo di uscirne.
Nella sostanza il paese è vittima dell’oscuro incantesimo che tende a far litigare tutti contro tutti per dividersi i resti delle passate stagioni delle formiche italiane, anzichè rinnovare i modi migliori per inaugurare nuove vie di sviluppo in un epoca di rivolgimenti e di occasioni. Il sindacalismo italiano, pur storicamente attento alle culture politiche che l’hanno fatto nascere, attraverso il suo pluralismo ha svolto un ruolo di positiva influenza alla composizione degli intenti collaborativi tra maggioranze e minoranze politiche sui temi economici e sociali. La sua storia annovera tantissimi meriti in momenti di grande difficoltà della vita del paese.
Insomma storicamente il riformismo era più presente nelle formazioni sociali che in quelle partitiche. Nella seconda Repubblica le cose sono cambiate e si sono capovolte. Una parte del sindacato è scivolato progressivamente nel piano inclinato di appoggiare ed incitare alcuni partiti al populismo.
Viene così a mancare la realtà sociale che compensa con il proprio realismo la tendenza alla rincorsa della facile opposizione che ultimamente ha alimentato populismo e scarsa attitudine ad occuparsi delle partite economiche. Ma in questi frangenti chi porta avanti la croce del lavoro?
Giocoforza, con parte del sindacato incapace di svolgere un ruolo costruttivo di proposta con gli altri sindacati e con le associazioni imprenditoriali, provoca l’indebolimento della rappresentanza del lavoro ed affida tout court ogni decisione alla politica. Viene dunque a mancare la preziosa mediazione tra le parti sociali che, quando funziona, fa funzionare su tali temi i governi e i partiti.
Ecco, prima di addebitare errori ai vari Landini e soffermarsi sulle modalità sbagliate tecnicamente e sindacalmente usate per lo sciopero generale, farebbe bene a rendersi conto che le responsabilità vere sono quelle di aver deliberatamente cessato a svolgere quel ruolo positivo unendosi ai pifferai di turno, anzichè favorire la presa di coscienza in Italia che senza mettere mano ad ogni fattore di sviluppo, alle tasse, all’istruzione ed a tant’altro, difficilmente i lavoratori andranno incontro al loro benessere.
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Mattarella “La ricerca è uno strumento di pace”
ROMA (ITALPRESS) – “La ricerca è uno strumento di pace, va oltre i confini”: a dirlo il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di celebrazione del centenario del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) e Giornata mondiale della biodiversità. “Il futuro arriva tra di noi, entra in noi attraverso la ricerca, e questa è una frontiera fondamentale ovunque, particolarmente nel nostro Paese, e va sorretta e sviluppata – ha aggiunto -. E’ il futuro del nostro Paese, e questo richiede un ringraziamento molto forte che intendo esprimere ai nostri ricercatori, a quel che viene fatto, recano veramente il futuro dentro di noi e tra di noi”. Secondo Mattarella, dunque, “la ricerca è uno strumento di pace”, “questo reticolo di collaborazioni che sempre di più si realizza, si intreccia e sviluppa al di sopra dei confini, è un elemento che consolida il mondo e la sua convivenza, ed è un messaggio alternativo, concreto, praticato, alle tensioni internazionali che nella loro frequente insensatezza creano drammatici problemi e sofferenze”.
E’ “indispensabile” dunque, secondo il capo dello Stato, che “le collaborazioni scientifiche internazionali non vengano condizionate, interrotte dalle tensioni internazionali”. Per questo “il ringraziamento è duplice, anche per questo contributo alla vita del mondo che la ricerca fornisce. La ricerca di conoscenze è quello che unisce il genere umano nelle sue migliori espressioni. La riconoscenza della Repubblica italiana ai ricercatori: grazie per quanto fate”.
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Dottoressa di una guardia medica uccisa nel reggino
REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) Uccisa nel reggino una dottoressa di una guardia medica. La donna è stata uccisa in un agguato a colpi di arma da fuoco lungo la strada tra Santa Cristina in Aspromonte e Taurianova, mentre si trovava in auto con il marito, medico di 66 anni, rimasto ferito.
La vittima, 67 anni, in servizio alla guardia medica di Santa Cristina in Aspromonte, era originaria di Seminara e stava rientrando dopo la fine del proprio turno. Sul posto è intervenuta la polizia che ha eseguito i rilievi e avviato le indagini.
“Gli inquirenti e le forze dell’ordine dovranno capire i motivi di questo feroce attentato, e auspicabilmente assicurare alla giustizia i malviventi che lo hanno compiuto – commenta Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria – La Calabria è una terra straordinaria, abitata da persone perbene, e si ribella contro i criminali e contro chi utilizza la violenza per diffondere terrore e morte. La Giunta regionale esprime sincero cordoglio alla famiglia della vittima, all’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria e all’Ordine dei medici”.
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Isola “Sorprese e conferme, qualifica spettacolare”
LAS VEGAS (USA) (ITALPRESS) – “Una serata sicuramente spettacolare, con sorprese e conferme”. Così Mario Isola, direttore motorsport Pirelli, commenta le qualifiche del Gp di Las Vegas, culminate con la pole di Leclerc e il secondo posto di Sainz, poi retrocesso in 12esima piazza. “Dal punto di vista strettamente tecnico, abbiamo assistito ad una qualifica affrontata dalle squadre con approcci differenti – ha sottolineato Isola – C’è stato chi ha fatto un giro di preparazione dopo quello di uscita dai box e chi ha scelto invece di spingere già subito, chi ha privilegiato un run lungo in Q1, intervallando un giro veloce con uno o due di recupero, e chi ha invece cercato di sfruttare il più possibile il maggior grip offerto dalla gomma nuova. Difficile dire quale sia stato quello più efficace perchè l’evoluzione della pista è stata molto rilevante, predominando su qualsiasi altro fattore. Era assolutamente prevedibile, anche perchè si è visto come la pista oggi fosse tornata quasi nelle condizioni di partenza di ieri, soprattutto a causa della riapertura al traffico normale”. “Guardando alla gara di domani sera, è chiaro che la Hard e la Medium sono le mescole più idonee per affrontare i 50 giri in programma – ha proseguito Isola – Le opzioni sul tavolo sono varie, sia in funzione di quali set le squadre sceglieranno di restituire a fine giornata, sia in base a quanto peserà l’effetto del graining, presente in maniera significativa anche oggi proprio in virtù di quanto menzionato in precedenza sulle condizioni della pista. Se domani questo fenomeno dovesse rivelarsi meno penalizzante man mano che l’asfalto si gommerà, allora la sosta unica dovrebbe essere la più veloce. Altrimenti il doppio pit-stop potrebbe risultare competitivo: a quel punto la scelta di quali mescole usare di più sarà anche in funzione delle scelte fatte oggi e, magari, potrebbe anche aprirsi una finestra per usare la Soft nella parte finale della corsa”.
– Foto Ufficio Stampa Pirelli –
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Medio Oriente, 26 morti dopo bombardamento a Sud di Gaza
ROMA (ITALPRESS) – Sono almeno 26 i morti dopo un bombardamento aereo israeliano nel sud della Striscia di Gaza. E’ quanto rende noto la stampa locale. La città colpita è Khan Younis. Tra le vittime ci sarebbero anche diversi bambini. Colpita anche l’area intorno all’ospedale di Beit Lahiya, nel nord di Gaza. ventitre le persone rimaste ferite. Intanto lòesercito israeliano ha reso noto di avere attaccato postazioni e obiettivi di Hezbollah nel sud del Libano, dopo il lancio di razzi dal territorio libanese verso Israele nelle ultime 24 ore.
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