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Meyer “Accelerare transizione energetica, Italia sia protagonista”

ROMA (ITALPRESS) – “In questo momento più che mai, in Italia, dobbiamo accelerare sulla transizione energetica. Si deve cominciare rendendo le case e i quartieri più sostenibili”, per arrivare anche a tutte le “aziende, anche quelle piccole e medie”. Lo ha detto Frank Meyer, amministratore delegato di E.ON, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy. “Vogliamo rendere gli italiani protagonisti della transizione energetica. Abbiamo realizzato un sondaggio, secondo cui l’86% è veramente preoccupato per il futuro e l’83% è disposto a fare qualcosa: c’è la volontà di dare un contributo”, quindi “il nostro scopo è creare un movimento positivo per rendere Italia più verde, senza la partecipazione di tutti non è possibile raggiungere l’obiettivo”. Fortunatamente tra le aziende “c’è una mentalità totalmente diversa” rispetto al passato: “abbiamo tantissimi clienti che ci chiedono come possono elettrificare i propri processi o come possono massimizzare l’energia sostenibile prodotta localmente”. Il prossimo passo è la realizzazione delle comunità energetiche, che dimostrano che “ognuno può dare un contributo, può fare qualcosa. Finora abbiamo raggiunto le persone che hanno una casa o un’azienda, ma il 50% degli italiani vive in condominio, dove non riesce a mettere facilmente un impianto fotovoltaico. Con le comunità energetiche si può fare, tutti possono esserne parte: alcuni possono produrre localmente l’energia verde e condividerla con i vicini” che magari “non hanno un tetto” su cui installare un impianto. Quello del condominio è un esempio classico, “un altro esempio sono le scuole: lo scorso anno, nella scuola germanica di Milano, abbiamo installato un impianto fotovoltaico e poi vogliamo creare con loro una comunità energetica. La scuola produce il massimo dell’energia ad agosto, quando è chiusa, ma può condividere con i vicini, con i professori o con i genitori degli studenti l’energia prodotta”: in questo modo, “il sistema è più efficiente”. Questo esempio dimostra che le comunità energetiche sono “veramente possibili. Finora gli edifici pubblici hanno approfittato poco” di questa opportunità, ma “vogliamo allargarci a tantissime scuole in Italia. Vogliamo essere parte della soluzione e dare un contributo positivo”, oltre a “lavorare e imparare insieme alla politica”, con la quale abbiamo “un dialogo costante e costruttivo”. Le comunità energetiche sono previste da una direttiva europea e “si devono realizzare tutti i Paesi europei”: anche se in Italia “manca ancora una legge finale, siamo un passo avanti perchè insieme a Spagna e Austria, abbiamo cominciato” a realizzarle.

– Foto Italpress –

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Nasce Agic, nuova associazione del settore del gioco in concessione

ROMA (ITALPRESS) – Si è costituita Agic (Associazione gioco e intrattenimento in concessione), una nuova realtà associativa che rappresenta le principali aziende concessionarie del settore del gioco pubblico e regolamentato in Italia. Ne fanno parte International Game Technology (IGT), Lottomatica, Sisal Italia e Snaitech, che rappresentano circa il 70% del mercato italiano del gioco legale e sono presenti nel nostro Paese con oltre 6.600 dipendenti e una rete complessiva di circa 70.000 punti vendita. L’associazione aderisce a Confindustria nazionale e ha l’obiettivo di garantire una concreta e professionale rappresentanza del settore, valorizzando azioni e investimenti su legalità, sicurezza e responsabilità verso consumatori e comunità, valori da sempre al centro delle attività delle aziende aderenti e principi indispensabili per costruire una solida e moderna industria italiana del gioco.

– Foto: ufficio stampa Agic –

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Intesa Sanpaolo, Porro-Ruggieri telecronisti inconsueti Nitto Atp Finals

TORINO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo ha ospitato il 17 novembre nella sua lounge alle Nitto ATP Finals il giornalista e grande appassionato di tennis Nicola Porro per commentare insieme ad Andrea Ruggieri, direttore del Riformista, le partite della giornata. I due hanno dato vita a una telecronaca speciale raccontando i momenti salienti e la comune passione per il tennis, affiancati dal commento tecnico del giornalista e telecronista sportivo Ubaldo Scanagatta.
L’idea del “telecronista inconsueto” è nata l’anno scorso quando Intesa Sanpaolo ha invitato il campione paralimpico cieco Daniele Cassioli a commentare la partita dalla sua particolare prospettiva. Quest’anno si replica con due giornalisti di grande calibro, verve ed energia entrambi appassionati di questo sport. L’obiettivo dell’iniziativa è esporre il tennis all’analisi irrituale di qualcuno che tra il serio e il faceto lo commenta da profano a partire dal suo vissuto.
Le Nitto Atp Finals, ospitate a Torino fino al 2025, sono uno dei più importanti eventi tennistici internazionali. Con il titolo di Host Partner, partner ospitante, Intesa Sanpaolo contribuisce a questa vetrina per la città e per il Paese nell’ambito del suo impegno per lo sport e per i valori che esso esprime, soprattutto a favore dei giovani, come dimostrano ogni giorno i campioni italiani e testimonial di Intesa Sanpaolo Jannik Sinner e Lorenzo Musetti.
Anche in questa edizione Intesa Sanpaolo con il progetto “Un Ace per la Ricerca” ha confermato la scelta di sostenere la Fondazione Piemontese per la ricerca sul cancro Onlus di Candiolo, aumentando l’impegno a 100 mila euro, con 100 euro per ogni ACE segnato durante i match fino al 18 novembre, e per le finali di domenica 19 novembre la donazione raddoppierà a 200 euro. Sarà inoltre attiva su Forfunding.it, la piattaforma di crowdfunding della Banca, una campagna di raccolta fondi per contribuire al progetto che permetterà di dotare l’Istituto di Candiolo-IRCCS di uno speciale Microscopio Blu, uno strumento a scansione laser in grado di rivoluzionare la diagnosi oncologica, i processi chirurgici e le attività di ricerca per tutte le patologie tumorali, in particolare quelle urologiche.

– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

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Intesa Sanpaolo-AICCON, soddisfacente relazione imprese sociali-banche

MILANO (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo e AICCON Research Center hanno pubblicato la XII edizione dell’Osservatorio su Finanza e Terzo Settore.
L’Osservatorio, giunto alla sua dodicesima edizione, monitora lo stato e l’evoluzione dell’offerta e della domanda di finanza per il Terzo settore. L’indagine si è focalizzata su tre temi cruciali dell’imprenditorialità sociale: rapporto con le banche, finanza ad impatto sociale e fabbisogni finanziari e prospettive future.
L’analisi rileva come la collaborazione tra le imprese sociali e le banche sia altamente soddisfacente, con oltre l’86% del campione che si dichiara soddisfatto della relazione. I fattori chiave di tale soddisfazione includono la presenza di personale dedicato e formato (34%) e di un’area strategica di servizio dedicata (circa il 21%).
Secondo i dati raccolti le cooperative e le imprese sociali percepiscono la banca non solo come erogatore di un’offerta di servizi di credito a loro destinata (40%), ma anche quale soggetto che svolge consulenza e accompagnamento (34%). In particolare, oltre il 41% delle organizzazioni chiede supporto e accompagnamento alle banche anche in ambito formativo su temi di strutturazione di nuovi modelli organizzativi (44,1%, + 4,2% rispetto all’anno precedente) e valutazione d’impatto (20,7%).
? Finanza e Impatto Sociale Dall’analisi emerge un miglioramento in termini di conoscenza dei singoli strumenti finanziari, anche se con un minor ricorso: 2 organizzazioni su 5 conoscono gli strumenti di finanza ad impatto sociale, mentre 1 su 3 li utilizza o è interessata a farlo. Tra gli strumenti di finanza ad impatto sociale conosciuti, i più noti sono i finanziamenti agevolati (82,5%), le obbligazioni solidali/social bond (51,5%), Venture Capital (41,7%), strumenti ibridi (33%) e pay for success (25,2%, es. i social impact bond). Nel triennio 2020-2022, il 67,2% delle organizzazioni ha dichiarato di aver effettuato investimenti, anche se in calo rispetto alla rilevazione precedende (-2,8 punti). Nonostante le principali fonti di finanziamento rimangano credito bancario e autofinanziamento, entrambe fanno registrare un calo rispetto all’ultima rilevazione, a fronte di un trend in crescita nell’utilizzo di risorse da investitori privati (+3,3 punti sul 2020) e istituzioni pubbliche. Meno della metà delle organizzazioni del campione dichiara di prevedere nuovi investimenti per il prossimo anno. Infine, la propensione all’indebitamento varia in base all’anzianità operativa delle organizzazioni: poco più di 1 realtà su 5 fra quelle più giovani ha fatto richiesta di finanziamento alle banche nell’ultimo triennio (21,1%), contro quasi 1 su 3 delle più longeve (33,5%). Nonostante i principali ambiti di investimento per il futuro si confermino essere il potenziamento del capitale umano (29,8%) e l’accesso alla tecnologia (17,9%), in entrambi i casi il trend decresce (rispettivamente -4,5 e -7,8 punti percentuali sul 2020) a fronte di aumento di allocazione di risorse in ambito di ripensamento dei modelli organizzativi (+1,9 punti sul 2020) e ridisegno dei servizi offerti (+2,7 punti sul 2020).
Il reperimento di figure professionali specializzate (22%) e i crescenti costi di produzione e lavoro (22%) sono le principali sfide per le imprese e cooperative sociali. Stabilità occupazionale (68%), allineamento tra valori personali e mission d’impresa (55%) e attenzione al work-life balance (52%) risultano essere i principali fattori su cui agire per trattenere risorse umane all’interno delle organizzazioni del settore.
Cresce l’incidenza di coloro che hanno reso la strategia di digitalizzazione condivisa e formalizzata all’interno delle proprie organizzazioni (+44 punti sull’ultima rilevazione). Gli investimenti sinora effettuati sembrano concentrarsi più sull’acquisto di software (74%), strumentazione (43%) e percorsi formativi (46%) e meno sullo sviluppo di prodotti e servizi in chiave digitale (14%) e partnership strategiche con soggetti detentori di competenze specifiche in materia (14%).
Più della metà delle organizzazioni (52,8%) ha già avviato percorsi di misurazione dell’impatto sociale delle proprie attività, il 39,2% del totale in maniera continuativa e non saltuaria. Il 40,9% svolge valutazione principalmente per riorientare le proprie attività ed aumentare la propria capacità trasformativa e il 42% delle imprese intervistate percepisce positivamente l’utilizzo della valutazione a fini della formulazione del merito creditizio, a cui concorrono sempre di più gli aspetti qualitativi. Per il terzo anno consecutivo l’Osservatorio si arricchisce con l’Outlook Intesa Sanpaolo dell’Impresa Sociale, un’analisi curata da Ipsos Italia e AICCON, in collaborazione e con il patrocinio di Confcooperative-Federsolidarietà e Legacoopsociali e CGM, volta a rilevare il sentiment e le prospettive future di sviluppo delle imprese sociali.
Durante l’incontro, la Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo ha presentato un’anticipazione dell’indagine condotta sui colleghi della Direzione Impact. In un contesto caratterizzato da un’inflazione elevata e da un aumento della povertà, salita al 9,7% nel 2022 (dal 9,1% dell’anno prima), con punte del 20,7% tra le famiglie con almeno 3 figli, è stato confermato il ruolo attivo dell’Economia Sociale in Italia. Nel biennio 2022-’23 le cooperative e le imprese sociali, oltre a offrire sostegno socio-sanitario, sono state soprattutto attive nell’aiutare famiglie, infanzia e anziani, nel ridurre le ineguaglianze sociali, nel contrastare la povertà, nel favorire l’occupazione. I gestori della Direzione Impact indicano, inoltre, un mix articolato di interventi strategici su cui le organizzazioni dovranno puntare nei prossimi anni. Su tutti lo sviluppo di piani finanziari adeguati, networking/partnership strategiche e aggregazioni, formazione, misurazione dell’impatto sociale, investimenti nel digitale e in ottica green, revisione dei modelli organizzativi.
Andrea Lecce, Responsabile della Direzione Impact di Intesa Sanpaolo, commenta: “Gli ultimi anni sono stati caratterizzati da cambiamenti importanti e le organizzazioni del Terzo Settore hanno dovuto ripensare le proprie strategie per continuare a supportare i bisogni sociali e sanitari, per il bene delle collettività. Dalla ricerca emergono alcune evidenze quali l’affermazione di nuove forme organizzative ibride, l’aumento della domanda di personale qualificato, la necessità di diversificare le risorse disponibili utilizzando forme più evolute per il finanziamento delle attività. Intesa Sanpaolo, la banca guidata da Carlo Messina, attraverso la Direzione Impact, è fortemente impegnata e strutturata con rete e soluzioni dedicate per affiancare e sostenere il Terzo Settore su progetti, business plan, valutazioni economico-finanziarie, piani di comunicazione. Grazie alle nostre 600 persone specializzate e vocate al mondo del sociale operiamo in modo innovativo sul territorio, favorendo l’accesso al credito correlandolo all’impatto generato e creiamo collaborazioni con le amministrazioni pubbliche, con il mondo della filantropia e con imprese profit con l’obiettivo comune di portare beneficio alle comunità e all’ambiente”.
Paolo Venturi, direttore AICCON, sottolinea: “I dati dell’Osservatorio ci segnalano l’inizio una nuova fase guidata da un orientamento sempre più consapevole circa l’urgenza di investire su economie d’interesse generale radicalmente diverse dal passato. Questa innovazione rappresenta una sfida su cui il ruolo della banca non è neutro poichè ad essa l’Economia Sociale non chiede solo prodotti specializzati di nuova generazione ed un riconoscimento della propria biodiversità, ma anche un ruolo attivo nel disegnare strategie territoriali e nel condividere rischi. L’orizzonte dell’impatto sociale diventa pertanto l’occasione per alimentare alleanze che non separino l’equità dallo sviluppo”.
Enzo Risso, direttore scientifico di Ipsos Italia, afferma: ‘Oggi le cooperative non vanno cercando nelle banche dei meri sostenitori economici, bensì sia dei partner progettuali per la realizzazione di investimenti, sia degli accompagnatori nella gestione dell’impatto innovativo. Muta pertanto il profilo della relazione tra gli istituti di credito e le cooperative sociali. Le cooperative dovrebbero essere sempre più giudicate dagli istituti di credito in base a indicatori più complessi, capaci di tenere insieme gli indici economici e gli indicatori di ricaduta sul territorio e sulla società dell’operato nelle cooperativè.
-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
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Bonetti “Dal Governo su donne e famiglie misure non strutturali”

ROMA (ITALPRESS) – Sulle politiche per le donne e per le famiglie, “il governo Meloni ha portato avanti le misure che avevamo iniziato noi, quindi non posso dare un giudizio negativo in sè. Quello che reputo invece negativo è che queste misure sono frammentarie e non strutturali: il governo Meloni fa un passo indietro molto grande rispetto all’impianto che avevamo dato”, ovvero “l’inizio di un processo irreversibile di miglioramento delle condizioni lavorative delle donne”. Lo ha detto Elena Bonetti, deputata di Azione – Popolari Europeisti Riformatori, intervistata da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Se non si dà attuazione all’intero impianto – cioè alla strategia nazionale per la parità di genere, che ha degli obiettivi precisi da raggiungere entro il 2026, e all’intera riforma del Family Act – si fanno delle sciocchezze, come ha fatto il governo quando l’anno scorso decise di abbassare l’IVA per gli assorbenti e quest’anno si è accorto di aver sbagliato e l’ha rialzata, oppure quando fa misure come la decontribuzione per le madri che hanno un secondo figlio”, senza rendersi conto che “sta restringendo la platea le sole madri che hanno un lavoro a tempo indeterminato”. Ovvero “le donne che non lasciano il lavoro per il secondo figlio”, e “non aiutano quelle donne che hanno bisogno di essere aiutate, come le libere professioniste, le partite IVA e quelle che hanno dei contratti santuari: bastava fare quello che prevede il Family Act, cioè aumentare ulteriormente la quota maggiorativa”, spiega. “Con il tasso di natalità che abbiamo adesso, l’Italia è un Paese destinato al fallimento dal punto di vista economico: abbiamo una popolazione che invecchia – ed è una buona cosa cosa che si viva a lungo – ma c’è bisogno di garantire i servizi alla popolazione più anziana e alla forza lavoro attiva. Proprio per questo abbiamo fatto la prima riforma integrata delle politiche familiari, per incentivare la natalità insieme al lavoro delle donne e al lavoro dei giovani: l’empowerment delle donne è un elemento necessario per aumentare anche la natalità. Quello che manca nella legge di bilancio è questo impulso, un maggiore incentivo alle imprese per l’assunzione delle donne, incentivi per l’imprenditoria femminile e per il lavoro dei giovani, una fiscalità agevolata per le famiglie”. Riguardo all’esperienza del Terzo Polo “abbiamo mancato l’obiettivo di dare corpo a un’alternativa di un soggetto politico insieme a Italia Viva, come invece avevamo promesso di fare alle elezioni”. Insieme ad altri colleghi però abbiamo ritenuto che valesse la pena” continuare a perseguire quell’impegno: “per questo con Carlo Calenda, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna e Matteo Richetti abbiamo deciso di andare avanti, provando a costruire un soggetto politico che sia sintesi delle anime più liberali e riformiste, ma anche di farlo con una modalità nuova, quindi inserendo accanto ad Azione un’associazione che permetta il contributo politico di persone che oggi magari non si sentono rappresentate dai partiti. Credo che la politica debba tornare a incontrare i territori e mettersi al tavolo insieme alle donne e agli uomini che sono i protagonisti reali della vita politica”, riconoscendone “il valore del contributo che possono portare e provando a dare delle risposte”. L’obiettivo è coinvolgere coloro che “hanno voglia di contribuire a rianimare la passione politica in modo concreto, credo sia anche un modo per far rinascere quella passione politica che un pò si è spenta nel dibattito conflittuale che noi stessi come politici abbiamo alimentato per troppo tempo”. Matteo Renzi, invece, “ha deciso di fare un suo percorso, adesso con Mastella continua a costruire quel soggetto de ‘Il Centrò ma penso che quella non sia la risposta al populismo e al bipolarismo, perchè si rischia di estremizzare anche il linguaggio del centro: dobbiamo creare un luogo che sia sintesi di pluralità, non qualcosa di esclusivo e di isolato, quindi anche il linguaggio che si deve usare è dell’inclusione, della moderazione e del dialogo”, continua. “Il centro ha avuto tante facce nella storia della politica italiana, purtroppo negli ultimi anni è diventato quello spazio di geografico di collocazione tra la destra e la sinistra, ma oggi questa categoria non ha senso di essere rappresentata e non è efficace: non vedo il centro come un luogo. C’è la necessità di affrontare insieme una visione di Paese, di dire che Europa vogliamo diventare e di creare le condizioni perchè in questo progetto le persone si trovino insieme”. A proposito di un’alleanza tra Pd e 5Stelle, “la scelta di unirsi in una proposta politica unitaria è lecita, ma non è la scelta che possiamo condividere e che faremo, proprio perchè ci condanna a decidere da che parte degli estremi stare. Noi vogliamo stare nel centro del campo da gioco, perchè penso che la partita sia da giocare tutti insieme”.
“Non ho nessun interesse a fare un’opposizione che sia un ‘nò a prescindere a Meloni: ho il dovere, invece, di fare un’opposizione che porti Meloni sulle posizioni che ritengo più utili al Paese, voglio lavorare sui dossier per portare a casa i risultati che siano i migliori possibili sul salario minimo, sulla sanità, sulle politiche per le famiglie e per le donne e sulla riforma costituzionale”. La riforma sul premierato “si presenta ai cittadini come la possibilità di restituire loro un potere decisionale: la premessa è che l’instabilità dei governi è stato uno degli elementi che ha reso il nostro Paese un sistema fragile, di questo siamo tutti consapevoli. La necessità di rafforzare la stabilità istituzionale è riconosciuta in modo trasversale” e “io la condivido”, ma “la risposta che dà il governo non ottiene questo obiettivo” e “indebolisce ulteriormente il Paese. Siamo disposti a lavorare con la maggioranza, è nostro dovere farlo e penso che sia il dovere di tutte le opposizioni di fronte alle riforme costituzionali”, ma “la maggioranza deve creare le condizioni perchè questo dialogo sia davvero autentico”.
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– Foto: Italpress –

“Stoccate sociali”, impegno della scherma per l’inclusione

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto questa mattina, nella prestigiosa location dell’Aula dei Gruppi Parlamentari presso la Camera dei Deputati, il Convegno “Stoccate sociali – L’impegno della scherma italiana per la medaglia dell’inclusione”, promosso dalla Federazione Italiana Scherma. Tra i presenti, il Capo Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri Flavio Siniscalchi, la Componente del CdA di Sport e Salute Maria Spena, il Presidente federale Paolo Azzi e il Vicepresidente della FIS – referente dei progetti in Consiglio – Vincenzo De Bartolomeo. Testimonial d’eccezione per l’evento, come lucenti anelli di congiunzione tra la scherma d’alto livello e il suo valore sociale, sono stati Tommaso Marini, Campione del Mondo di fioretto maschile, e Alberta Santuccio, Vicecampionessa mondiale di spada femminile. Il workshop è stato dedicato ai Progetti messi in campo dalla FIS con il sostegno di Sport e Salute per la promozione della disciplina nella scuola, tra i giovani e le categorie fragili. Nell’anno – il 2023 – in cui la scherma azzurra ha ottenuto il risultato storico di 26 medaglie tra Campionati Europei e Mondiali, con doppia vittoria nel Medagliere per Nazioni sia continentale che iridato, e 12 medaglie al Campionato del Mondo Paralimpico, la FIS rilancia così anche il suo impegno nel sociale. Un grande lavoro portato avanti in tutta Italia, attraverso i progetti di Sport e Salute, e sviluppato nel solco di una declinazione nuova e ancora “più ricca” della scherma italiana: non solo la Federazione più medagliata dello sport nel nostro Paese ai Giochi Olimpici, ma anche e soprattutto una scuola di Valori che vuole più di tutti affermarne uno, l’inclusione, mettendo la disciplina delle tre armi al servizio del sociale. Nell’ambito della categoria “Ceti fragili” la scherma ha promosso tre diversi progetti: “Over 65”, perchè la pedana “non ha età”, sviluppato da 9 società affiliate; “Scherma nelle Unità Spinali”, sotto il coordinamento del Comitato Italiano Paralimpico e con il coinvolgimento di 8 Comitati Regionali; infine il fiore all’occhiello “Nastro Rosa”, che ha messo la scherma a disposizione della comunità scientifica rendendola una disciplina terapeutica per le donne operate di tumore al seno, un impegno scattato in 14 città d’Italia attraverso la collaborazione d’altrettanti club della FIS. Per i “Ceti fragili” sono stati 176 i partecipanti, superando le 3mila presenze. Estremamente rilevanti sono i numeri del progetto “SchermaFutura”, che ha visto la partecipazione di 509 ragazzi con circa 3mila presenze registrate in 27 appuntamenti. Nello specifico, in questo programma mirato a combattere il fenomeno “dell’abbandono” dello sport da parte di giovani in età adolescenziale, sono stati organizzati 12 Centri Periodici di Formazione per la sciabola (suddivisi tra area Nord, Centro e Sud), 6 per il fioretto (in due concentramenti geografici zonali) e 3 per la spada su scala nazionale. Svolti, inoltre, 3 Campus, uno per arma, a livello nazionale. Il clou, per il coinvolgimento che ha riscosso, è rappresentato dal progetto “La mia scuola promuove la scherma” che ha visto la partecipazione di 3.072 studenti (principalmente delle Primarie), per un totale di quasi 19mila presenze alle lezioni di avviamento alla pratica schermistica curate da 24 società italiane. I dati sono d’inizio novembre, appunto. Sul fronte scolastico, attività portata avanti con il fondamentale sostegno di Kinder Joy of Moving che sposa la causa della scherma (dal 2010) con il suo progetto di responsabilità sociale, da rilevare anche l’impegno della Federscherma nei progetti direttamente promossi da Sport e Salute denominati “Scuola Attiva Kids e Junior”, nell’ambito dei quali, nell’anno scolastico – e sportivo – 2022/2023 la FIS ha partecipato portando la scherma il 230 scuole per il progetto Kids e coinvolgendo 111 tecnici federali nel progetto Junior. Un incremento notevole rispetto allo scorso anno. Durante i lavori, presso la Camera dei Deputati, sono intervenuti anche la testimonial del progetto “Nastro Rosa” Francesca Facioni, ex fiorettista azzurra che a seguito di un tumore ha trovato – per suo racconto diretto – nella scherma la forza di reagire (standing ovation per la sua toccante testimonianza), la maestra Cinzia Sacchetti che ne è stata pioniera in Italia, e i professori Massimiliano Berretta, Docente dell’Università di Messina, e Oreste Claudio Buonomo, Direttore della Breast Unit del Policlinico Universitario Tor Vergata, realtà scientifica che ha sviluppato il “Nastro Rosa” della scherma italiana con il contributo, tra gli altri, dell’olimpionico Daniele Garozzo, quest’ultimo in prima linea stavolta senza fioretto nè divisa da gara ma con il camice bianco di medico. Così il Presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi: “Ringrazio tutti i presenti a questo importante convegno. La scherma oggi mostra come non ci siano solo i grandi risultati ma anche un’attività di base efficace e instancabile. Noi partiamo dai bambini, dalla pre-agonistica, per coinvolgerli nella scherma e nella collettività. Per questo ai progetti sociali lanciati da Sport e Salute abbiamo aderito con grande entusiasmo, grazie al lavoro dei nostri uffici guidati dal Segretario generale Marco Cannella. Il progetto Nastro Rosa è un valido esempio che ha conosciuto uno sviluppo grazie al bando di Sport e Salute e ha messo in comune anche altre esperienze in tutto il territorio. Questi progetti ci hanno permesso di passare dai ceti fragili, agli over 65 e fino ai bambini. Abbiamo dedicato, con il progetto Schermafutura, delle iniziative per favorire la crescita e incentivare la prosecuzione dell’attività per gli Under17. Vorrei ricordare che siamo una Federazione integrata Olimpica e Paralimpica e grazie al CIP abbiamo continuato l’attività anche nelle unità spinali in un altro dei tanti progetti che la FIS ha intrapreso sui territori”. Flavio Siniscalchi, Capo Dipartimento per lo Sport, ha sottolineato: “Ringrazio il Presidente federale Azzi per l’invito. Porto i saluti del Ministro per lo Spot e i Giovani, Andrea Abodi, che non può essere presente ma che ancora una volta vuole confermare la sinergia tra il Ministero per lo Sport e la Federazione Italiana Scherma. I grandi risultati di questa stagione mostrano ancora la bontà del lavoro degli atleti e dei tecnici della FIS. Lo Sport è stato inserito come diritto nella nostra Carta Costituzionale e la scherma in questo è stata una Federazione che ha aperto questa strada per favorire l’attività anche per i più fragili. Sì, facendo riferimento al titolo dell’evento, la meritate davvero la medaglia dell’inclusione”. Entusiasmo per l’iniziativa anche nelle parole di Maria Spena, Componente del CdA di Sport e Salute: “La presenza di Sport e Salute, e rivolgo a voi anche i saluti del Presidente, Marco Mezzaroma, è frutto di un lavoro comune che riguarda i progetti in ambito sociale. Sport e Sociale è un binomio sul quale puntiamo con forza. Vogliamo diffondere la cultura dello sport ed è bello vedere la presenza di campioni come Tommaso Marini e Alberta Santuccio che sono portatori di quel patrimonio di grandi valori e condivisione da trasmettere a tutti. Sport e Salute ha finanziato con più di un milione i progetti per la Federazione Italiana Scherma e, con l’aiuto del Ministero, vogliamo continuare su questa strada”. Vincenzo De Bartolomeo, Vicepresidente della Federazione Italiana Scherma, ha relazionato sui risultati dei progetti, evidenziando: “Il Consiglio Federale ha sempre considerato la Scuola come un fulcro. Centrale, cruciale. Con la Commissione Scuola abbiamo lavorato alacremente al progetto La mia Scuola promuove la scherma e ci è venuta incontro Sport e Salute che ci ha permesso di entrare negli istituti in modo ancor più istituzionale. Dopo poco tempo ci è stato presentato anche il bando per la Schermafutura, preziosissimo per Under 17 e tecnici. Il progetto Over 65 è un altro successo, apprezzato dalle società e che mostra la verticalità della scherma per tutte le età: è stata un’emozione vedere in pedana una nonna e sua nipote, insieme. Poi c’è il fiore all’occhiello Nastro Rosa che mette la scherma a disposizione delle donne che dopo un tumore al seno possono trovare convivialità post operazione grazie a maestri che hanno portato la loro esperienza creando una rete che ci sta regalando risultati ed emozioni”. Il Deputato Luciano Ciocchetti, Vicepresidente della Commissione Sanità alla Camera, ha inoltre sottolineato: “La Federazione Italiana Scherma è un vanto per i risultati che ha avuto e che speriamo avrà anche l’anno prossimo ai Giochi Olimpici di Parigi. Lo sport è un grande veicolo di inclusione come si vede anche grazie ai progetti qui esposti e portati avanti con l’aiuto di Sport e Salute. L’attività sportiva è fondamentale anche per la prevenzione. Le Stoccate Sociali sono un’emblematica espressione di un fantastico movimento”. Particolarmente apprezzati gli interventi dei campioni azzurri. “Da donna, ma anche avendo vissuto in famiglia l’esperienza di un tumore contro cui ha combattuto mia madre, sono straordinariamente felice di vedere la scherma, il mio sport, al servizio della comunità scientifica. I progetti portati avanti dal nostro mondo sono l’esempio di quanto la scherma possa dare, non soltanto dal punto di vista dei risultati sportivi, per quali diamo e daremo sempre il massimo, ma anche nella vita di tutti i giorni. Sono andata anch’io nelle scuole a promuovere il nostro sport tra gli studenti, ho visto la gioia nei loro occhi, ed è stata un’esperienza fantastica”, ha detto la spadista Alberta Santuccio, argento mondiale a Milano 2023. Così il fiorettista campione del mondo Tommaso Marini: “Sono davvero fiero di appartenere a una Federazione così impegnata nel sociale. Le iniziative raccontate in questa giornata esprimono sino in fondo il grande valore della scherma. Una disciplina che fa dell’integrazione e della condivisione la sua quotidianità. Ho avuto il privilegio di allenarmi insieme agli atleti paralimpici, è stato stupendo. Da parte nostra speriamo di lanciare ai giovani che seguono la nostra attività dei messaggi sempre più positivi, virtuosi, che possano essere da esempio perchè lo sport è fondamentale nella crescita di ragazze e ragazzi”.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Barelli “La manovra tiene a bada i conti, il Governo è forte”

ROMA (ITALPRESS) – La manovra “è in dirittura d’arrivo: chiaramente in un momento così complicato della vita del mondo, non soltanto dell’Italia, dal punto di vista socio economico, il governo ha pensato correttamente – d’accordo con gli alleati, quindi anche con Forza Italia – di fare una manovra che tenesse a bada i conti”. Lo ha detto Paolo Barelli, capogruppo di Forza Italia alla Camera, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Abbiamo un debito pubblico enorme, insopportabile, che viene da decenni e decenni del passato”, quindi è stata realizzata “una manovra che guarda alle fasce più deboli, coloro i quali hanno sofferto maggiormente l’incremento dei costi”. Tra le iniziative di governo delle ultime settimane c’è il disegno di legge sul premierato.
“La cosa più importante è che gli italiani devono avere di fronte un governo che si prende le sue responsabilità e che va a casa qualora non sia in grado di sorreggere il compito che gli hanno assegnato”, spiega Barelli. Negli ultimi 10 anni ci sono stati diversi “premier tecnici, cioè quelli che non avevano l’investitura popolare e che poi si sono trovati di fronte a dei problemi di carattere politico, non sapendo interpretare i desiderata dei cittadini”. La riforma “era nel nostro programma, andiamo a puntualizzare ciò che è stato già detto ai cittadini”, ed è “il motivo per cui i cittadini ci hanno votato il 25 settembre 2022”. Guardando allo scenario internazionale e al conflitto in Medio Oriente, Barelli ribadisce che “siamo tutti per la pace. L’Italia si è impegnata in prima fila per i corridoi umanitari e per dare sostegno alla popolazione, perchè la Palestina non è Hamas. Si tratta di terroristi che tengono in scacco matto 2 milioni di palestinesi: quando sgozzano 200-300 civili che non c’entrano nulla con alcuna diatriba, ma erano lì a fare una festa, è chiaro che c’è una reazione” da parte di Israele, ma “per sradicare il male bisogna stare attenti anche ai civili”. La linea di Forza Italia e del Governo resta quella “dei due popoli, due Stati”, ma “bisogna avere grande senso di responsabilità e dialogare con i Paesi arabi moderati” che “non vogliono la guerra e il terrorismo”. Sull’immigrazione, poi, l’accordo tra Italia e Albania è “un accordo di realismo” perchè fa “in modo che ci sia una partecipazione a questi flussi non controllati” a cui “è difficile porre rimedio. L’Italia non deve essere lasciata sola” solo perchè “più esposta a quest’immigrazione”, spiega. L’accordo rappresenta “un passo molto importante” perchè “apre al principio che sono i Paesi dell’area del Mediterraneo e, in prospettiva, dell’Europa che si devono porre il problema dell’accoglienza”. La “solidarietà e la possibilità di dialogare con i Paesi dell’area credo sia addirittura da estendere”. Per Barelli, “il governo è stabile e la credibilità del nostro Paese è forte”: aspetti che risultano fondamentali nella trattativa sul Patto di Stabilità. “Siamo in una situazione delicata, il 31 dicembre scade la deroga al patto di stabilità, cioè la possibilità di fare debito praticamente da parte dei Paesi Ue che era stata derogata nel post-covid: chiediamo che l’Italia possa non considerare nel debito gli investimenti che sono dovuti al Pnrr, compresi anche i fondi che vengono utilizzati per il sostegno all’Ucraina e le altre avversità. Questo è quello che dobbiamo ottenere”, sottolinea.
“Il governo sta affrontando con l’Europa” anche il tema del Mes, “pari passo con le deroghe che chiediamo al Patto”. Per quanto riguarda Forza italia, invece, Barelli sottolinea che, dopo la scomparsa di Silvio Berlusconi, “un grandissimo leader” che ha attraversato “30 anni di storia politica del Paese”, il partito riscontra “una grande richiesta di attenzione e un grande feeling che nemmeno ci aspettavamo, ma che dimostra che quel progetto” resta convincente. “Abbiamo 100mila nuovi tesserati, la settimana prossima cominciamo con i congressi provinciali in tutta Italia e poi a febbraio avremo il Congresso nazionale aperto a chi si vuole candidare”.
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A Las Vegas i team preservano le Hard in vista di sabato

LAS VEGAS (USA) (ITALPRESS) – E’ stata la Ferrari la grande protagonista della prima giornata di attività sul Las Vegas Strip Circuit. Charles Leclerc ha chiuso entrambe le sessioni in cima alla classifica dei tempi: se il primato in FP1 lascia il tempo che trova visto che si è potuto girare solamente per otto minuti, ben più significativo l’1’35″265 ottenuto in FP2, poco più di mezzo secondo in meno del suo compagno di squadra Carlos Sainz. Il terzo pilota più veloce in pista è stato Fernando Alonso (1’35″793), appena undici millesimi più lento del connazionale della Ferrari.
E’ stata una giornata molto lunga, conclusasi, per molti protagonisti, nel paddock quando già cominciava ad albeggiare. La prima sessione di prove è stata interrotta dopo otto minuti a causa del sollevamento di un tombino e dei conseguenti danni provocati sulle monoposto di Carlos Sainz ed Esteban Ocon e poi definitivamente cancellata per consentire un’approfondita ispezione del tracciato e le riparazioni eventualmente necessarie. La seconda sessione è così iniziata alle 2.30 antimeridiane, con due ore e mezzo di ritardo rispetto all’orario previsto, e la sua durata è stata estesa di trenta minuti per permettere alle squadre di recuperare almeno in parte il tempo perduto per l’interruzione. Inoltre, la Fia ha stabilito che la restituzione di due treni di gomme prevista dal Regolamento Sportivo dopo FP1 sarebbe stata posticipata a due ore dopo il termine di FP2.
Rosso è stato il colore dominante in termini di utilizzo delle mescole: la Soft è stata protagonista per 408 giri (54,11%), seguita dalla Medium (302, 40,05%), mentre sono stati solamente 44 le tornate completate sulla Hard (5,84%), utilizzata in FP2 solamente da Bottas, Tsunoda, Albon e Sargeant. “E’ stata una prima giornata decisamente inusuale, con una sessione ridotta ai minimi termini e un’altra estesa del 50% e con la possibilità di usare tutti i set disponibili per cercare di recuperare il tempo perduto in precedenza – l’analisi di Simone Berra, chief engineer Pirelli – Ciò ha permesso di trarre alcune prime indicazioni importanti in vista del prosieguo del weekend, a cominciare dall’evoluzione della pista. Come ampiamente prevedibile, i tempi sul giro sono scesi piuttosto rapidamente man mano che le vetture giravano anche se siamo ancora abbastanza lontani – circa tre/quattro secondi dalle simulazioni. Inoltre, aver potuto verificare la rapidità dell’evoluzione del tracciato per un tempo abbastanza simile a quello della gara evidenzia come le condizioni potranno cambiare anche durante la corsa stessa, influenzando così anche la strategia e la scelta delle mescole da utilizzare”. “Guardando alla distribuzione dei giri percorsi fra Soft, Medium e Hard sembra che quest’ultima sia stata preservata da molte squadre proprio per essere utilizzata sabato sera, con la Medium che sarà comunque della partita – prosegue Berra – Detto questo, non è ancora da scartare a priori un ruolo anche per la Soft, proprio in virtù di quanto menzionato in precedenza in termini di evoluzione della pista. A tale proposito, dobbiamo anche considerare l’incognita relativa alla riapertura di gran parte del tracciato al traffico cittadino, che comporterà sicuramente un reset più o meno significativo del livello di gommatura dell’asfalto. Due erano gli spauracchi alla vigilia dell’appuntamento di Las Vegas: il warm-up e il graining. Onestamente, per quanto riguarda il primo oggi non abbiamo potuto notare situazioni per così dire drammatiche o inedite per il nostro sport. Quanto al secondo, chiaramente è stato un fenomeno sì presente in maniera importante ma comunque in linea con quanto visto su altri circuiti. Inoltre, oggi abbiamo visto come il graining tenda a ridursi progressivamente man mano che le vetture girano, un’indicazione di come da qui a sabato sera la situazione possa cambiare anche in maniera significativa, aprendo possibilità che oggi, magari, non sembrano praticabili”.
– foto LivePhotoSport –
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