Senza categoria

Carne coltivata, Lollobrigida “Ben interpretato volere dei cittadini”

ROMA (ITALPRESS) – “Per quanto riguarda l’approvazione della legge che vieta la carne sintetica, ci sono migliaia di lavoratori e cittadini italiani che hanno condiviso la scelta di chiedere al governo d’intervenire. Lo hanno fatto sia con petizioni che con ordini del giorno nei consigli comunali, ma anche in tutte le regioni, dove sono stati approvati all’unanimità. Il governo italiano ha ben interpretato il volere dei cittadini”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, dopo il via libera definitivo alla Camera del ddl che vieta la produzione, la commercializzazione e l’importazione in Italia di carne coltivata e altro cibo sintetico. “L’Europa potrebbe condividere questa scelta, tante Nazioni sono sensibili a questo tema, ci sono tanti imprenditori agricoli che vogliono continuare a mangiare sano. Tutti gli emendamenti che aprono a queste coltivazioni sono stati bocciati dall’ampia maggioranza del Parlamento europeo anche in maniera trasversale. Siamo ottimisti quindi”, ha aggiunto. “Domenica andremo a Bruxelles con un documento presentato dall’Italia ma sottoscritto da diverse nazioni, come Austria e Francia, nel quale si inquadra una nuova visione del mondo agricolo in un’Europa che ha avuto troppe certezze che purtroppo a causa di conflitti e della pandemia stanno crollando, sostituite dalla consapevolezza invece di dover cominciare di nuovo a dover investire sulle produzioni e su chi lavora”, ha concluso.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Il Consiglio dei Ministri approva il pacchetto sicurezza

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei ministri ha approvato tre disegni di legge che introducono nuove norme in materia di sicurezza pubblica, tutela delle forze di polizia e delle vittime dell’usura e dei reati di tipo mafioso, valorizzazione della specificità del Comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico e di funzionalità dell’amministrazione civile dell’interno, riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale. In particolare, in materia di sicurezza pubblica, di tutela delle forze di polizia nonchè di vittime dell’usura e dei reati di tipo mafioso, il disegno di legge interviene in materia di prevenzione e il contrasto del terrorismo e della criminalità organizzata, beni sequestrati e confiscati, controlli di polizia; sicurezza urbana; tutela del personale delle forze di polizia, delle forze armate e del corpo nazionale dei vigili del fuoco; tutela delle vittime di usura; ordinamento penitenziario.
Previste quindi, più tutele per le forze dell’ordine oggetto di violenza o lesioni, l’introduzione di un nuovo reato per punire chi partecipa e/o organizza rivolte nelle carceri, il contrasto alle occupazioni abusive con procedure lampo per la liberazione degli immobili, la stretta alle truffe nei confronti degli anziani, misure specifiche anti-borseggio e anti-accattonaggio dei minori.
(ITALPRESS).
– Foto: Agenzia Fotogramma –

Goleada per gli azzurrini, vittoria per 7-0 a San Marino

SAN MARINO (ITALPRESS) – L’Italia Under 21 rispetta il pronostico e batte 7-0 San Marino nella quarta partita nel girone di qualificazione agli Europei di categoria. A decidere il match le reti di Gnonto (doppietta), Pirola, Volpato, Fabbian, Esposito e Bianco. Primo posto nel gruppo A a 10 punti con 3 successi e un pareggio, ma soprattutto una vittoria che dà morale alla nazionale azzurra, in attesa del match di domani tra Irlanda e Norvegia: martedì ci sarà lo scontro diretto proprio in casa degli irlandesi (calcio d’inizio alle ore 18.30). Gli azzurrini hanno avuto il merito di seguire il copione scontato senza mai improvvisare. Il primo gol dopo 5′ di Pirola – colpo di testa sugli sviluppi di un calcio d’angolo – ha permesso alla squadra di Nunziata di giocare sul velluto senza complicarsi troppo la vita: Gnonto ci ha provato a più riprese, ma il gol è arrivato al 30′ dopo una ribattuta in spaccata dentro l’area piccola sammarinese. Dopo 9 minuti è arrivata la doppietta dell’attaccante del Leeds – tap in sul suggerimento di Esposito – che ha permesso agli azzurrini di chiudere il primo tempo in vantaggio di tre reti. Nel secondo tempo lo spartito è stato praticamente lo stesso, Volpato ha calato il poker dopo 40″ grazie anche alla complicità di Amici. Lo show azzurro è proseguito con la deviazione sul secondo palo di Fabbian – all’8′ della ripresa -, e col rigore trasformato da Esposito dopo un fallo di Matteoni su Gnonto. La sesta rete non ha fermato l’Italia, anche i subentrati dalla panchina hanno dato il loro contributo: al 38′ Bianco, con un tiro dalla distanza, ha messo a segno la settima rete. Nel finale la nazionale ha cercato di siglare anche l’ottavo gol, ma a tre minuti dal termine il guardalinee ha annullato un gol per fuorigioco a Esposito.
– foto LivePhotoSport –
(ITALPRESS).

Gubitosa “La manovra fa cassa sui pensionati”

ROMA (ITALPRESS) – La legge di bilancio “fa cassa sui pensionati” e le misure “austere” del governo non fanno crescere il Paese. Duro il giudizio di Michele Gubitosa, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress. “Il ministro Giorgetti è venuto in Parlamento a giugno dicendo che il Paese sarebbe cresciuto in maniera prudenziale dell’1,2%. Con il loro operato, oggi, sono state riviste al ribasso tutte le stime di crescita” e “quindi mancano i soldi ai vari partiti e ai vari ministeri che compongono questa maggioranza per dare coperture alle loro misure. Cosa fanno? Attaccano i pensionati e fanno cassa sulle pensioni: sono passati da voler abolire la legge Fornero a rafforzarla per fare cassa, perchè il Paese non cresce con le loro misure austere. Sono diventati più austeri di Draghi, con le misure dell’austerità non si cresce”.
Inoltre il governo “ci attacca dicendo che il Superbonus ha lasciato un buco di bilancio: è una bugia colossale, tanto è vero che quando abbiamo chiesto al ministro Giorgetti un confronto, lui non si è mai presentato”. Il governo “pensa alla comunicazione, non è capace di far crescere il Paese con misure espansive e dà la colpa al Superbonus. Ogni volta che ci sono dei problemi, questo governo non se ne assume mai la responsabilità”.
Il Movimento 5 Stelle, “dal primo giorno di questo governo, ha sempre dato la massima disponibilità a dialogare sui punti e sui temi dei cittadini”. Cosa che Gubitosa suggerisce di fare al vicepremier, a proposito dello sciopero di domani. “Direi al ministro Salvini di ascoltare ciò che hanno da dire i lavoratori italiani, perchè se c’è un problema non è certo impedendo ai cittadini di scendere in piazza e di manifestare un loro diritto che si risolve il problema. Non far parlare i cittadini è come nascondere la polvere sotto al tappeto”, sottolinea il vicepresidente del M5S.
Su diversi temi, come il Superbonus e il salario minimo, “avevamo dato disponibilità ad essere presenti a un tavolo che potesse portare a delle soluzioni, però l’atteggiamento di questo governo è inaccettabile”. Togliere il Superbonus, ma anche il reddito di cittadinanza “ha danneggiato economicamente il nostro Paese: i soldi di chi prendeva il reddito di cittadinanza” venivano spesi “negli alimentari e nei supermercati, tornavano nel circuito del Paese e aumentavano il fatturato delle piccole e grandi attività”, mentre quelli del Superbonus “hanno alimentato la filiera dell’edilizia: queste misure, insieme a tante altre, avevano fatto crescere il Paese”.
“Questo governo vede il Superbonus come il demonio” ma “alcuni esponenti di maggioranza hanno presentato emendamenti al Senato per prorogarlo: se non è una contraddizione questa…”, chiosa. Altre contraddizioni sono venute fuori nella discussione sugli extraprofitti delle banche: “Ci sono partiti di maggioranza che volevano tassarli, appoggiando la nostra proposta. Altri invece, come Forza Italia, si sono opposti. Nel merito, non sono d’accordo su nulla: l’unica cosa su cui sono d’accordo è far andare avanti la legislatura fino alla fine, ma solo per mantenere le poltrone. La loro voglia di restare sulle poltrone magari supererà anche le loro contraddizioni interne, a scapito dei cittadini”.
Gubitosa è critico anche sulle politiche dell’immigrazione del governo Meloni: il blocco navale “era una balla pazzesca” e l’accordo con l’Albania “è ridicolo, la soluzione è la ridistribuzione dei migranti in Europa”. E l’Europa, per l’esponente pentastellato, deve far sentire la sua voce anche per la risoluzione dei conflitti. Sull’Ucraina “non siamo stati mai imparziali, ci siamo subito schierati con il popolo che era stato invaso e per il diritto alla difesa dell’Ucraina. Abbiamo votato anche con sacrificio – dato che siamo un movimento pacifista – un primo invio di aiuti di armi, proprio per consentire all’Ucraina il diritto alla legittima difesa, però abbiamo sempre detto che armare l’Ucraina senza creare un dialogo che potesse mettere fine alla guerra non avrebbe portato a nulla. Dobbiamo convincere l’Europa a farsi promotrice della pace”. Sulla guerra in Medio Oriente, poi, “nulla giustifica lo sterminio di bambini e di cittadini comuni: siamo per un cessate il fuoco totale e ovviamente siamo d’accordo con la guerra al terrorismo” che “va fatta va fatta senza sè e senza ma”, però “non si possono considerare i bambini o i cittadini comuni come effetti collaterali”.
Parlando poi di possibili alleanze tra i partiti di opposizione, Gubitosa chiarisce: “Il Movimento 5 Stelle non si alleerà mai solo per vincere le elezioni e poi ritrovarsi, il giorno dopo, con una marea di problemi nel governare, cosa che questo governo sta affrontando. Noi ragioniamo sempre mettendo i temi al centro: nel momento in cui c’è convergenza, possiamo andare avanti”. Infine una battuta su Beppe Grillo a ‘Che tempo che fà. “Sicuramente mi ha divertito, è stato un mattatore e ha fatto ascolti record. L’ho trovato in ottima forma. Al di là della parte divertente, i temi che tocca Grillo sono nel dna del Movimento 5 Stelle, fanno sempre riflettere e sono da stimolo per migliorare la politica e il nostro Paese”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Il sindaco di Mesagne è il più amato d’Italia

MESAGNE (BRINDISI) (ITALPRESS) – Il sindaco di Mesagne (Brindisi) Antonio Matarrelli è il primo cittadino più amato d’Italia. Lo rileva un sondaggio effettuato a ottobre dalla società di ricerca Yoodata di Milano, che ha esplorato i bisogni e la soddisfazione della popolazione del comune salentino, che conta poco più di 26 mila abitanti, rispetto alla vita della città, all’erogazione dei servizi comunali, alle iniziative finora portate a compimento e alla comunicazione.
In particolare, attraverso 508 interviste svolte con il metodo CATI (Computer assisted telephone interview) su un campione rappresentativo della popolazione maggiorenne residente a Mesagne, Yoodata ha evidenziato come il 33% abbia risposto “molta” alla domanda “Quanta fiducia ha nell’attuale sindaco Toni Matarrelli?”. Il 62% ha risposto “abbastanza”, il 2% “poco o per nulla” e il 3% “non so indicare”.
Per quanto riguarda le fasce d’età, il primo cittadino ha riscosso un grande successo nella generazione Z, i nati tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni duemiladieci: addirittura il 48% nutre molta fiducia, il 50% abbastanza, per un totale del 98%. Totalmente dalla parte del sindaco la generazione silenziosa, quella dei nati tra il 1928 e il 1945 (25% molto, 75% abbastanza). Le altre percentuali vedono i baby boomer al 92% di gradimento (26% molto, 66% abbastanza), la generazione X al 94% (33% molto, 61% abbastanza), e la generazione Y al 96% (38% molto, 58% abbastanza). Si fida del sindaco il 93% delle donne (32% molto, 61% abbastanza) e il 96% degli uomini (33% molto, 63% abbastanza).
“Faccio questo lavoro da trent’anni”, commenta la direttrice scientifica di Yoodata Sandra Bruno, “e mi era capitato solo un paio di volte di rilevare livelli di gradimento e fiducia di così incredibili, mai al sud. In questi casi la prima cosa che si fa è controllare che la ricerca sia stata fatta bene: ho chiamato personalmente gli intervistatori e mi hanno raccontato di ricordare personalmente i pochissimi insoddisfatti. Tanto di cappello al sindaco, ha fatto un grandissimo lavoro. Sono felice, da italiana, che ci siano sindaci così amati”.

– Foto Yoodata –

(ITALPRESS).

Credito, Uilca “Fermare la desertificazione bancaria”

PALERMO (ITALPRESS) – E’ la Sicilia la penultima tappa della campagna, ideata e promossa da Uilca “contro la desertificazione bancaria”. Tra gli obiettivi, il coinvolgimento e la sensibilizzazione delle comunità e delle istituzioni locali e politiche sul fenomeno del taglio degli sportelli bancari. Ne parla in un’intervista all’Italpress Fulvio Furlan, segretario generale della Uil Credito Esattorie e Assicurazioni (Uilca).
“Abbiamo girato i paesi piccoli e i capoluoghi di regione per cercare di sensibilizzare le istituzioni, la politica, l’opinione pubblica su un tema che per noi è molto sentito e che produce una serie di problemi. Dal punto di vista economico, perchè se manca un intermediario del credito in certi territori, non si svolge quell’attività di sostegno all’economia che è propria delle banche – spiega Furlan -. Dal punto di vista sociale di sostegno alle persone, di servizio alle persone e diciamo anche un tema di legalità, perchè dove non c’è un soggetto legale e controllato come le banche, si rischia che certe attività le svolgano soggetti non legali e quindi fenomeni come usura e riciclaggio possono manifestarsi”.
Dal 2018 al 2022 in Italia, rende noto il sindacato, gli sportelli bancari sono diminuiti del 17,4%, passando da 25.409 a 20.986 (-4.423). I comuni serviti da banche sono scesi del 10,9%, da 5.368 a 4.785 (-583). Il trend negativo coinvolge anche l’aspetto occupazionale: 14.020 dipendenti in meno nel settore, passando da 278.152 a 264.132 (-5%).
“L’obiettivo della campagna è sensibilizzare tutti i soggetti interessati a questo problema per provare a trovare insieme una soluzione, perchè quello che abbiamo registrato è che ci sia ancora molta disattenzione su questo punto e quindi la prima cosa da fare è essere tutti consapevoli che c’è un problema, perchè è il primo passo per poterlo risolvere”, prosegue il segretario generale della Uilca.
Nell’ambito dell’iniziativa è stato anche svolto un sondaggio, dal quale “è emerso che i cittadini sono molto sensibili al problema, molto più di quello che possa apparire in una narrazione pubblica – sottolinea Furlan -. Il dato più evidente è che 9 persone su 10 dicono che per loro è necessario avere una banca in prossimità di dove vivono e sono insoddisfatte della situazione”.
In Italia, dal 2018 al 2022, il numero dei comuni serviti da banche è diminuito del 10,9%, passando da 5.368 comuni del 2018 ai 4.785 del 2022. Nel 2022, su 7.901 comuni italiani, più di 3 mila pari al 39% non offre l’accesso al servizio bancario. Sempre secondo i dati della Uilca, dal 2018 al 2022 in Sicilia chiusi quasi 180 sportelli bancari e persi oltre 1.500 posti di lavoro. Il 7% della popolazione non ha accesso allo sportello bancario.
“Le banche chiudono le filiali prevalentemente per un motivo di costi, e cercano di sopperire a questa mancanza di servizio con i mezzi online – aggiunge Furlan -. Noi crediamo che questo possa essere un percorso che però non deve sostituirsi alla presenza delle filiali nei territori. Noi come sindacato svolgiamo la nostra parte per gestire le uscite di personale, per gestire la mobilità territoriale del personale, abbiamo fatto tanti accordi, continueremo a farli e siamo riusciti sempre a trovare soluzioni che non hanno creato impatti sociali, tant’è che il personale bancario che accetta di uscire lo fa volontariamente. Comunque il tema occupazionale è un tema di cui ci occupiamo in modo costante da punto di vista sindacale. Sottolineare l’importanza della filiale sui territori è un modo per sostenere i territori anche sotto il profilo sociale, stare vicino alle persone, soprattutto quelle più fragili e più deboli. Quello che offrono le banche è un servizio essenziale”.
Per Furlan “può essere utile un dibattito, un dialogo tra istituzioni, banche e organizzazioni sindacali in maniera tale che insieme trovino delle soluzioni per convincere le banche a rimanere sui territori anche se non sono quelli che garantiscono più margini. Per farlo serve aprire dei luoghi di confronto, osservatori regionali, osservatori sui territori che intanto monitorino il problema e cosa si può fare – conclude il segretario generale della Uilca -. Noi con questa campagna crediamo che ci sia dato una spinta in questa direzione, insisteremo e poi cercheremo di facilitare lo sviluppo di questo dialogo”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

L’assessore Venturini al summit annuale di AIVP su città e porti

0

VENEZIA (ITALPRESS) – L’assessore al Turismo e allo Sviluppo economico del comune di Venezia Simone Venturini è intervenuto questa mattina all’apertura del summit annuale di Aivp (Association Internationale Villes et Ports), l’associazione che nasce più di 30 anni fa per studiare le sfide e le opportunità delle città marinare, da affrontare attraverso il dialogo tra l’anima portuale e quella cittadina. All’Arsenale di Venezia fino a domani oltre 300 tra rappresentanti delle istituzioni, aziende ed esperti di settore saranno impegnati in una serie di tavole rotonde e workshop finalizzati a far emergere le migliori pratiche internazionali nel campo della protezione del patrimonio culturale e della sostenibilità. La scelta di Venezia come sede del summit è stata presa all’unanimità dal board dell’Associazione, guidato dal presidente e già primo ministro francese Edouard Philippe. Dal 2016 fa parte dell’associazione Aivp anche l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale.

“Credo che nessuna città sia più titolata di Venezia per raccontare le complessità che si celano dietro al dialogo tra un porto e la sua città – ha dichiarato l’assessore Venturini – perché le sfide che abbiamo davanti, da vincere insieme, costituiscono dei passaggi fondamentali per lo sviluppo del nostro territorio. Uno sviluppo economico ma anche sociale. Del resto la Serenissima è diventata regina dei mari non ‘nonostante’ il Porto ma ‘grazie’ al Porto. Grazie a una comunanza di valori e obiettivi tra due realtà che ha funzionato con perfetta sincronia e sintonia per secoli. E’ proprio questo tipo di rapporto simbiotico che stiamo cercando di ricucire negli ultimi anni, dopo che, nel Novecento, le strade tra le due realtà si erano divise anche concettualmente. Siamo convinti, invece, che il Porto rappresenti, con i suoi 20mila occupati in modo diretto o indiretto, una delle leve fondamentali in grado di contrastare quella monocultura turistica che oggi minaccia le città d’arte del Paese”.

Ritornare ad affiancare il Porto nella narrazione della città, unendone visioni e prospettive e, anzi, assecondandone lo sviluppo, è oggi una delle sfide più importanti. Siamo convinti però che, con fiducia nel progresso tecnologico e nel lavoro di squadra, i risultati non tarderanno ad arrivare. Un esempio di questo modello è il Mose che in queste settimane di picchi di marea sostenuti si è rivelato la salvezza di Venezia, un’opera ingegneristica che rappresenta anche l’occasione per il Porto di continuare a operare per il suo sviluppo. Un altro punto di svolta sarà rappresentato dal ridisegno del waterfront, che costituirà l’opportunità per avvicinare (o riavvicinare) i cittadini alle aree portuali, come San Basilio, ridisegnando così nel concreto il rapporto tra Porto e città.

In chiusura l’assessore Venturini ha sottolineato l’importanza di dar voce alla comunità portuale: “E’ una realtà da tenere in considerazione nel dibattito pubblico a livello locale e nazionale – ha dichiarato – Spesso non è purtroppo stato così. L’incontro di oggi costituisce quindi l’occasione per condividere esperienze e opinioni che altrove hanno funzionato e che, declinate nella realtà locale, contribuiranno a scrivere le tappe del nostro futuro cammino comune”.

foto: ufficio stampa comune di Venezia

(ITALPRESS).

Pirelli Star Rally4 Irc, nel weekend di Schio si decidono i campioni

MILANO (ITALPRESS) – Torna nel weekend l’International Rally Cup per l’appuntamento finale del Rally di Schio. La gara deciderà tutti i titoli della serie, fra cui i due raggruppamenti che rientrano nel Pirelli Star Rally4: Due ruote motrici Prestige, che vede fra le protagoniste le vetture Rally4, e Due ruote motrici R2, riservato alle vetture Rally4/R2. A dare ulteriore incertezza ai serratissimi confronti che si sono visti negli appuntamenti precedenti c’è il coefficiente maggiorato (1,5) assegnato a questa gara, il che potenzialmente lascia spazio ad ogni rivoluzione nelle classifiche stagionali dei piloti che si affidano ai vincenti Pirelli P Zero. In questo raggruppamento (che nel IRC coinvolge anche le S1600 oltre alle Rally4) a giocarsi il primato fra i trofeisti del Pirelli Star Rally4 è soprattutto il terzetto composto dal pistoiese Emanuele Danesi, dal savonese Federico Gangi e dal modenese Giacomo Guglielmini, tutti al volante delle Peugeot 208 Rally4. I tre sono racchiusi in poco più di una ventina di punti, cioè quanto vale un decimo posto in questa gara: insomma tutto apertissimo e spettacolo garantito. Più sfumate ma comunque presenti le possibilità degli outsider Richard Galiazzo e Federico Francia.
In questo raggruppamento riservato alle vetture Rally4/R2 e monopolio delle Peugeot 208 R2 è tanto atteso quanto incerto l’ennesimo testa a testa fra il pistoiese Daniele Campanaro, il bergamasco Mirko Carrara e l’aostano Alberto Branche – che si sono alternati al comando della graduatoria nelle tre gare precedenti – e il senese Luigi Caneschi, vincitore dello scorso appuntamento in Casentino. Anche in questo caso distacchi risibili considerando i 75 punti in palio per la vittoria e che Branche e Caneschi hanno già effettuato lo scarto. Poche, ma ancora esistenti, le possibilità per il vicentino Giovanni De Menego, che punta alla vittoria sulle sue strade, e per il cuneese Sergio Patetta.
– Foto ufficio stampa Pirelli –
(ITALPRESS).