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Caso Indi, Roccella “Fatto tutto quello che potevamo fare per salvarla”

MILANO (ITALPRESS) – “Nessuno contesta la diagnosi dei medici. Ma che una malattia sia inguaribile non vuol dire che la persona non è curabile”. Lo dice in un’intervista al Corriere della Sera in edicola oggi, il ministro della Famiglia Eugenia Roccella. “Si è applicato il best interest, ovvero il miglior interesse del minore e che noi ovviamente non riteniamo tale. C’era una divaricazione tra il parere della curatrice dell’ospedale e la volontà dei genitori. Perciò si è arrivati davanti a un giudice di tribunale. Anche in Italia succede così, secondo la legge che ha introdotto le Dat, le dichiarazioni anticipate di trattamento” aggiunge. “Quello che chiedevano i genitori di Indi era questo, poter avere un altro parere medico e di poter scegliere il percorso di cura – dice ancora il ministro -. Il governo ha fatto tutto quello che poteva per salvare Indi. Con la cittadinanza italiana il console è diventato il rappresentante legale del minore e noi abbiamo chiesto l’applicazioen della convenzione dell’Aia”, ma “il tribunale inglese ha continuato a dare ragione ai medici dell’ospedale senza lasciare una seconda possibilità”, ha concluso.(ITALPRESS).

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Colpani risponde a Ilic, tra Monza e Torino finisce 1-1

MONZA (ITALPRESS) – Il Torino fa la voce grossa fino al gol del vantaggio poi si siede e rischia la sconfitta. Il Monza trova il gol grazie ad un errore di Gineitis e non si ferma, insegue la vittoria e chiude nel finale assediando l’area di rigore granata.
Termina così 1-1 la sfida del ‘Brianteò, con il Torino che al pronti e via cerca di prendere possesso del centrocampo. Il Monza risponde colpo su colpo. Di Gregorio respinge un tiro di Zapata (6′) poi Colpani fa urlare i tifosi brianzoli con due finte ed un diagonale mancino a fil di palo. I granata cercano di colpire centralmente ma il tiro di Sanabria (14′) è telefonato. Ancora Colpani sfonda a sinistra, tiro cross deviato, la palla sfila in area ospite senza che nessuno la metta in rete. Poi, al 24′, Zapata sfonda a sinistra, spinge Caldirola, la palla arriva a Rodriguez che la scaglia in porta ma è tutto inutile. L’arbitro annulla il gol per il fallo dell’attaccante di Juric. Il Toro continua ad avere il pallino del gioco, Zapata si fionda su cross di Ilic ma la sfera è larga, D’Ambrosio, da fuori area, non sorprende Milinkovic-Savic bravissimo, al 43′, a bloccare un colpo di testa di Gagliardini su cross con l’esterno sinistro, da destra, di Colpani. Nella ripresa la musica è la stessa. Zapata, al 9′, vede il taglio di Ilic che brucia Bondo ed infila l’1-0 per il Toro. Veemente la reazione monzese. Prima Pessina serve colpani, tiro respinto, poi, al 19′, Gineitis sbaglia completamente il rinvio, si fa soffiare il pallone da Colpani che va a chiudere in gol: 1-1. Le due squadre respirano, sembrano accontentarsi invece Ilic, al 35′, impegna severamente Di Gregorio. Zapata, in diagonale, non trova la porta al 40′. E’ di V.Carboni, in pieno recupero, l’occasione per vincere la partita. Milinkovic-Savic ci mette il piedone e si chiude sull’1-1.
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Meloni “Vogliamo dare più potere ai cittadini”

ROMA (ITALPRESS) – “‘Giorgia Meloni non vuole governare ma comandarè: sono le parole di Elly Schlein, in piazza oggi a Roma per la manifestazione del Pd, in merito alla riforma costituzionale. Cara Elly, noi vogliamo semplicemente che siano i cittadini ad avere più potere, dando così maggior forza e stabilità all’Italia. Cioè quello che dovrebbe sostenere ogni sincero ‘democraticò”. Così, sui social, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, replicando alle segretaria del Partito democratico.
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Juventus-Cagliari 2-1, bianconeri di nuovo in testa

TORINO (ITALPRESS) – Juventus di nuovo in testa alla Serie A per una notte. In attesa di vedere cosa farà l’Inter domani sera contro il Frosinone, i bianconeri hanno superato in casa il Cagliari per 2-1 portandosi a +1 sui nerazzurri. In una serata in cui l’Allianz Stadium ospitava anche il primo tennista al mondo, il serbo Novak Djokovic, lo spettacolo è stato all’altezza solo nella ripresa. Nel primo tempo ritmi discreti, con due squadre che però non hanno mai costruito azioni degne di rilevanza e portieri praticamente inoperosi. Dopo pochi secondi dall’inizio della ripresa è arrivato il primo tiro nello specchio con Chiesa che ha chiamata alla parata a terra Scuffet. In un crescendo di occasioni è stato ancora Chiesa a procurarsi la possibilità di segnare ma un destro al volo al 49′ e un successivo tocco ravvicinato su corta respinta del portiere non hanno trovato lo specchio della porta. La pressione verso la porta rossoblù si è fatta via via più insistente fino a quando, al quarto d’ora, la Juventus ha sbloccato la gara con Bremer. Pennellata su punizione di Kostic che dalla sinistra ha messo sulla testa del brasiliano il quale è andato a infilare la sfera sul palo più lontano. Ancora da palla inattiva il raddoppio bianconero, stavolta con Rugani: corner dalla destra di Kostic con il difensore che ha colpito di petto una prima volta mandando la palla sulla traversa e poi sulla corta ribattuta prendendo ancora la sfera con il petto spingendola in rete. A quindici minuti dal termine si è invece interrotta l’imbattibilità di Szczesny dopo 615 minuti: nella serata dei difensori-bomber è stato stavolta Dossena a staccare più alto di tutti su corner dalla sinistra di Jankto e trafiggere il portiere polacco. Lo stesso difensore cagliaritano ha sfiorato il raddoppio a otto minuti dal termine, ancora di testa, con il pallone che è andato a scheggiare il palo alla destra di Szczesny abile stavolta a toccare di quel tanto da negare la seconda gioia di giornata al numero quattro rossoblù e il pareggio agli ospiti.
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Per uscire dallo stallo l’Europa segua l’esempio americano

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ROMA (ITALPRESS) – In questi tempi siamo avvolti da incertezze e subbuglio. In tali casi la classe dirigente più avveduta sa valutare pericoli e difficoltà e viene istintivamente spronata a trovare soluzioni adeguate ai nodi che si presentano come rischi. Stiamo vivendo situazioni davvero difficili, e continuare il tran tran dell’ultimo quarto di secolo ci espone ad azzardi forse mai visti. Due paesi alleati, nostri importanti partner commerciali, sono incendiati da guerre che si prospettano lunghe e costosissime. Gli equilibri mondiali stanno rapidamente compromettendosi a causa della costituzione di una sorta di internazionale dell’autocratismo coalizzato contro le democrazie occidentali.

Proveniamo da prove impegnative di Covid e manovre paramilitari nell’energia che hanno provocato impennate inflattive e recessive molto insidiose. Ma non si ha l’impressione che ci si renda conto della posta in gioco per il futuro. E intanto ai problemi di ieri mai smaltiti del tutto si sono aggiunti altri nuovi persino più insidiosi. In Italia e in Europa non si notano cambiamenti all’altezza dei tempi odierni impegnati come si è ad assecondare gli umori degli elettori.

In Italia si continua a dissipare i pochi soldi pubblici disponibili con i bonus per dare la sensazione della vicinanza alle esigenze immediate ma lasciando senza contrasto le future valanghe che potranno sommergerci. In Europa occupandosi solo dei conti, i quali pur importanti, possono assai variare di consistenza se i fattori che li condizionano sono lasciati ingovernati e fuori controllo. Insomma gli italiani dovranno occuparsi finalmente del loro debito. La sua permanenza limita ogni possibile movimento necessario in momenti così imprevedibili.

E comunque se lo vogliono procrastinare, dovranno smettere la pratica ormai consueta di destinare i soldi ai loro clientes anziché a investimenti produttivi provati e certificati. Devono assolutamente tagliare la spesa improduttiva, innalzare la produttività in ogni settore, investire nei fattori di sviluppo per cambiare davvero verso sui fondamentali della propria economia. L’Europa dal suo canto dovrà muoversi come gli Stati Uniti. Gli States hanno deciso veri e propri piani keynesiani di sviluppo con 370 miliardi di dollari di intervento pubblico. Lo hanno fatto dopo aver dovuto raffreddare l’inflazione alzando i tassi di interessi provocata dall’energia stressata dalle guerre e dagli effetti post Covid. Dopo aver placato le fiamme inflattive, si sono dedicati a combattere il guasto collaterale della recessione provocata dal costo maggiore del denaro.

Poi hanno somministrato l’antibiotico per una spinta decisa all’economia con investimenti considerevoli dello Stato. Tant’è che gli americani dopo aver investito ingenti quantitativi di denaro, sono in attesa un Pil più alto di quello cinese, mentre l’occupazione è già sensibilmente cresciuta. Ecco! L’Europa deve fare nello stesso modo se non vuole andare incontro alla recessione. Stia attenta ai conti, ma decida di muoversi come ha fatto durante il Covid se si mira a conseguire come risultato un futuro favorevole e dare così prospettive concrete e speranza ai popoli europei.

Raffaele Bonanni

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Torre 3° nella sciabola, Navarria e Traditi sfiorano podio

ROMA (ITALPRESS) – Lo sciabolatore Pietro Torre regala il terzo bronzo di giornata alla scherma azzurra nel sabato di Coppa del Mondo. Il toscano è medaglia di bronzo ad Algeri, due ore dopo i terzi posti conquistati dai fiorettisti Giulio Lombardi e Giorgio Avola a Istanbul, mentre a Legnano le spadiste Mara Navarria e Gaia Traditi sfiorano il podio nel 43° Trofeo Carroccio. Nella spada maschile, a Berna, è invece il 9° posto di Davide Di Veroli il miglior risultato italiano. Luccica di bronzo la sciabola di Pietro Torre ad Algeri. Il 21enne livornese è salito sul terzo gradino del podio al debutto stagionale degli sciabolatori in Coppa del Mondo, centrando così il suo miglior risultato in carriera tra gli Assoluti. Una gran bella medaglia con vista sul futuro. Ottima prestazione anche per Luca Curatoli, che ha chiuso al quinto posto, fermandosi soltanto al cospetto del tri-olimpionico Aron Szilagyi. Per l’Italia del CT Nicola Zanotti segnali importanti alla vigilia delle gare a squadre in programma domani sia per gli uomini che per le donne. Prova super di Pietro Torre. Il giovane delle Fiamme Oro, che arrivava dalle qualificazioni di giovedì, ha superando di slancio due francesi, prima Tom Seitz (15-8) e poi Sebastien Patrice (15-7). Negli ottavi di finale il toscano ha fatto un suo per 15-13 un match combattutissimo contro l’egiziano Ziad Elsissy, prima di conquistare la certezza del podio grazie al 15-10 inflitto al tunisino Fares Ferjani. La cavalcata di Torre è stata arrestata solo in semifinale dal coreano Sanguk Oh, che vinto per 15-8 prima di chiudere la gara al secondo posto alle spalle del transalpino Bolade Apithy (15-14 in finale). Terza piazza per Pietro Torre ma anche quinta di Luca Curatoli. Il poliziotto napoletano ha regolato d’autorità il georgiano Archvadza (15-6) e l’ungherese Horvath (15-5), prima di vincere con il punteggio di 15-12 il derby azzurro contro l’amico e compagno di Nazionale Gigi Samele. Il ko nei quarti di finale con Szilagyi (alla fine di bronzo insieme a Torre) ha privato Curatoli del podio. Per Gigi Samele è arrivato l’11° posto finale, a seguire – tra gli azzurri – 31° Giovanni Repetti, 33° Michele Gallo, 43° Mattia Rea, 50° Dario Cavaliere, 51° Francesco Bonsanto e 52° Marco Mastrullo. Domani la tappa di Coppa del Mondo di sciabola ad Algeri si chiuderà con le due gare a squadre, importantissime per la Qualifica Olimpica a Parigi 2024. L’Italia del Commissario tecnico Nicola Zanotti, al maschile, sarà in pedana con Gigi Samele, Luca Curatoli, Michele Gallo ed Enrico Berrè, mentre il quartetto femminile sarà formato da Martina Criscio, Michela Battiston, Chiara Mormile ed Eloisa Passaro. Medaglie sfiorate per la spada azzurra nel sabato di Coppa del Mondo tra Legnano e Berna. Nella tappa italiana dedicata alle spadiste, hanno chiuso ai piedi del podio Mara Navarria e Gaia Traditi, rispettivamente sesta e ottava nel “43° Trofeo Carroccio”, mentre in Svizzera nella prova degli uomini Davide Di Veroli si è piazzato nono risultando il migliore degli azzurri in pedana. Due piazzamenti tra le “top 8” e un pò di rimpianti per l’Italia della spada femminile del CT Dario Chiadò. Sesto posto per Mara Navarria che ha iniziato la giornata con la vittoria nel derby contro Emilia Rossatti con il punteggio di 9-4. La friulana del Centro Sportivo Esercito ha poi avuto la meglio sull’israeliana Bogdanov per 15-14 nel turno delle 32, prima di superare la cinese Shi 15-9 negli ottavi di finale. Mara Navarria è stata poi sconfitta dalla statunitense (poi vincitrice della gara) Margherita Guzzi Vincenti con il punteggio di 10-9 al minuto di priorità, meritandosi comunque gli applausi del pubblico di Legnano. Tanti elogi anche per Gaia Traditi, partita con il successo per 15-10 sulla coreana Kang nel tabellone delle 64. La romana ha poi avuto la meglio sulla georgiana Guchmazova 15-14. Negli ottavi di finale, la classe 2000 ha vinto con il punteggio di 15-13 il derby azzurro e tra Fiamme Oro contro la vicecampionessa del mondo Alberta Santuccio, alla fine 10^ classificata. La corsa di Gaia, autrice di un’ottima gara, la terza migliore della carriera, si è conclusa con la sconfitta nei quarti per 15-10 contro l’estone Lehis. Prova positiva anche per Sara Kowalczyk che ha chiuso al 13° posto arrendendosi solo alla polacca Knapik dopo aver battuto la francese Mallo per quello che rappresenta il suo miglior risultato da assoluta in Coppa del Mondo. Stop, invece, nel tabellone delle 32 per Rossella Fiamingo (18^) che ha ceduto il passo all’ucraina Kryvytska al termine di un match deciso nelle fasi finali dopo che la campionessa azzurra era stata a lungo in vantaggio. Così le altre azzurre nella giornata di oggi: 39^ Federica Isola, 40^ Alessandra Bozza, 42^ Nicol Foietta, 51^ Marta Ferrari, 55^ Roberta Marzani, 58^ Carola Maccagno, 60^ Emilia Rossatti, 62^ Alice Clerici, 63^ Beatrice Cagnin. Domani il “43° Trofeo Carroccio”, prima prova stagionale della Coppa del Mondo di spada femminile, si chiuderà con la prova a squadre: l’Italia del Commissario tecnico Dario Chiadò sarà in pedana con Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Alberta Santuccio e Federica Isola. Da Legnano a Berna, dove Davide Di Veroli, nono classificato, è stato il migliore degli spadisti italiani nella prova maschile. Il vicecampione del mondo in carica aveva iniziato la sua gara con un nettissimo 15-1 nel tabellone dei 64 contro lo spagnolo Fernandez Calleja. Nel turno dei 32 il romano ha superato il francese, campione olimpico a squadre di Rio 2016, Yannick Borel per 15-13. Il portacolori delle Fiamme Oro si è poi fermato negli ottavi di finale contro lo svizzero Bayard che ha avuto la meglio con il risultato 11-9. Si è fermata nel turno dei 32 la corsa di Federico Vismara e Simone Mencarelli rispettivamente 18° e 21° classificato mentre hanno chiuso 35° Valerio Cuomo e 42° Gabriele Cimini. La tappa di Coppa del Mondo di spada maschile a Berna vivrà infine domani la competizione a squadre, in cui l’Italia si schiererà con il quartetto campione mondiale in carica composto da Davide Di Veroli, Federico Vismara, Gabriele Cimini e Andrea Santarelli.
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Avola e Lombardi conquistano il bronzo a Istanbul

ISTANBUL (TURCHIA) (ITALPRESS) – Prima gara stagionale di Coppa del Mondo di fioretto maschile, a Istanbul, e prime due medaglie per l’Italia del ct Stefano Cerioni: sono i bronzi di Giorgio Avola e Giulio Lombardi. Un doppio terzo posto di grande valore e carico di significati sulle pedane turche. E’ la 17esima volta sul podio per il 34enne campione di Modica, che dà l’ennesima prova della sua classe, prima medaglia invece tra gli Assoluti per il giovane toscano, che a 21 anni ha meritato e conosciuto la gioia di un risultato di enorme prestigio. Protagonisti, dunque, un “senatore” sempre al vertice e un (altro) autorevole esponente del nuovo che avanza, entrambi partiti dalle fasi preliminari del venerdì, che fanno gioire il fioretto maschile italiano nel giorno in cui mancava il campione del mondo Tommaso Marini, in recupero dall’infortunio alla spalla, mentre non sono riusciti a entrare in zona podio i titolari della squadra Alessio Foconi (10°), Filippo Macchi (33°) e Daniele Garozzo (34°). Proprio contro l’olimpionico Garozzo è cominciata la cavalcata magica di “Giulietto” Lombardi, che ha battuto per 15-14 uno dei suoi “idoli” nel derby azzurro d’inizio giornata, per poi superare 15-4 l’ucraino Yunes. Lì il campione europeo under 23 in carica ha affrontato ancora una sfida tutta italiana contro un altro “big” del fioretto nostrano, Alessio Foconi, superato 15-8. La certezza della zona medaglia per Lombardi è arrivata con il 15-10 con cui ha regolato il giapponese Nagano. Il portacolori delle Fiamme Gialle si è arreso solo all’oro olimpico Ka Long Cheung di Hong Kong (15-8), chiudendo così sul terzo gradino del podio. Accanto al giovane Lombardi, l’esperto Giorgio Avola. L’olimpionico a squadre di Londra 2012 ha iniziato battendo 15-13 lo statunitense Gassner, imponendosi poi per 15-12 sul ceco Alexander Choupenitch, bronzo ai Giochi di Tokyo 2020. Avola ha continuato il suo show superando 15-11 il polacco Siess, prima del 15-7 sul giapponese Baba che gli è valso l’ipoteca della zona medaglie. Lo stop per l’azzurro è arrivato in semifinale al cospetto dell’americano Alexander Massialas (15-8), poi vincitore della gara in finale (15-12) su Cheung. A completare il quadro dei piazzamenti italiani: 24° Edoardo Luperi, 29° Guillaume Bianchi e 30° Davide Filippi. La tappa di Coppa del Mondo di fioretto maschile a Istanbul si chiuderà domani con la prova a squadre, che metterà in palio punti pesantissimi per la qualifica olimpica. L’Italia del ct Cerioni sarà in pedana con Daniele Garozzo, Alessio Foconi, Filippo Macchi e Guillaume Bianchi.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
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Schlein “Meloni ha già fallito, costruiamo l’alternativa alle destre”

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ROMA (ITALPRESS) – “La piazza del popolo per la pace e la giustizia sociale. Abbiamo lanciato la manifestazione con lo slogan ‘per un futuro più giusto’ per le persone e per il pianeta. Quello che tiene insieme tutto è l’idea di eguaglianza e la difesa dei più deboli. Siamo in piazza per la giustizia sociale contro la precarietà e lo sfruttamento che sono favoriti dalle politiche di questo governo. Per dire basta alle discriminazioni contro le donne, contro le persone migranti, le persone Lgbtq+”. Così, in una intervista a la Repubblica, la segretaria del Pd, Elly Schlein, a poche ore dalla manifestazione che si tiene a Piazza del Popolo.
“Non si può ragionare a compartimenti stagni – spiega -. Le persone non decidono di avere un solo problema. E spesso i più colpiti dalle diseguaglianze, dai tagli alla sanità e alle pensioni, dall’assenza di politiche per il cambiamento climatico sono sempre gli stessi: i più deboli”. “Il taglio del cuneo non aumenta di un euro i salari nel 2024 e dura solo un anno, è uno spot per le Europee e poi chissà – aggiunge -. La realtà è che questa manovra è profondamente iniqua e riesce a colpire tutte le generazioni. Le nonne e i nonni sulle pensioni e la sanità, colpisce le madri e i padri aumentando le tasse sui pannolini, sui prodotti per la prima infanzia e persino sugli assorbenti, tradisce la promessa sui nidi gratuiti e non migliora le condizioni di vita delle famiglie e delle donne. E, infine, colpisce anche le figlie e i figli, perché non c’è nulla sul diritto allo studio, sul diritto alla casa e sul clima”.
“A cosa serve – prosegue Elly Schlein – avere una presidente del Consiglio che non si batte, con le sue scelte, per migliorare le condizioni di vita delle donne? Siamo l’unico paese dell’Ocse in cui i redditi famigliari sono diminuiti e il governo non fa nulla per il caro vita, per il caro energia e il caro bollette. E questi sarebbero quelli a favore della famiglia?”. “Questo governo – sottolinea – non solo sembra essersi arreso nel contrasto all’evasione, ma ha adottato misure che strizzano l’occhio a chi evade e danno una sberla a chi le tasse le paga, come i pensionati. Pensi che hanno persino rinunciato all’obiettivo da 15 miliardi del Pnrr legato al recupero dell’evasione”. Ed il progetto costituzionale di elezione diretta del premier, “è un fumogeno lanciato da Meloni per distrarre dalle promesse tradite sul terreno economico e sociale – dichiara la segretaria del Pd -. Ma non per questo è meno pericoloso.
Indebolisce ulteriormente il Parlamento e intacca le prerogative del Presidente della Repubblica, che non potrà più scegliere il capo del governo né decidere se e quando sciogliere le Camere. Comunque sono d’accordo con Galli, la democrazia non può risolversi nella acclamazione del capo ogni 5 anni. Ma la destra ha sempre sognato di smantellare la Repubblica parlamentare nel segno di un uomo (o una donna) solo al comando. In Italia l’abbiamo già sperimentato… e non è andata bene”.
In merito alla disponibilità manifestata da Giuseppe Conte, a raccordarsi con le altre forze del centrosinistra in Parlamento per una battaglia comunque contro questa riforma, dice: “Si, concordo. Questo sarà lo sforzo del Pd. Lo abbiamo fatto e lo facciamo su altri temi, come il salario minimo e la sanità pubblica, figuriamoci per la difesa della Costituzione e dell’equilibrio dei poteri”. “Siamo andati al confronto con il governo con le nostre proposte per rafforzare la stabilità dell’esecutivo, a partire dalla sfiducia costruttiva, e per affrontare la crisi grave della rappresentanza restituendo ai cittadini il potere di scelta degli eletti. Ma non hanno tenuto conto di nulla e puntano a mantenere questa legge elettorale, anzi a peggiorarla. Lo sa perché? Ci pensi bene. Sono tutti capi di partiti personali affezionati alle liste bloccate. Vogliono un Parlamento di schiaccia bottoni. Ma le dico una cosa: questa non sarà una legislatura costituente, stanno provando a calpestare le più elementari prerogative del parlamento ma non ci riusciranno”.
“La Meloni ha fallito e noi sentiamo la responsabilità di costruire un’alternativa credibile e vincente – dichiara Elly Schlein -. Dobbiamo unire le forze ma sui temi concreti, come quelli che portiamo oggi in piazza, e non sulle formule”.
In merito al conflitto in Medio Oriente, “la posizione del Pd è molto chiara – sottolinea – e chiede il cessate il fuoco umanitario per portare gli aiuti a Gaza, la protezione dei civili, il rilascio degli ostaggi e la ripresa del percorso di pace ‘due popoli, due Stati’ con il sostegno della comunità internazionale. Siamo tutti d’accordo su questa piattaforma”. Ed in merito all’idea di Giuseppe Provenzano di una missione a Gaza come Unifil in Libano: “C’è questa speranza. È necessario che tutta la comunità internazionale lavori per evitare un allargamento del conflitto e promuovere una conferenza internazionale di pace. Auspico che il governo italiano, come fanno gli altri partner europei, spinga in questa direzione”.
Infine, sul progetto di Meloni di un’alleanza tra conservatori e popolari per emarginare il Pse in Europa: “Quello di Meloni è un progetto naufragato prima di partire – dichiara -. Quanto avvenuto in Spagna e in Polonia dimostra che i sovranisti e le destre antieuropee si possono battere se solo le forze progressiste si uniscono e si riconnettono con i bisogni veri delle persone. Noi, a partire da oggi, offriamo il Pd come perno di una grande alleanza politica e sociale per battere le destre”.
– foto Agenzia Fotogramma –
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