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Il siciliano Luigi Rizzolo nuovo presidente di Sistemi Formativi Confindustria

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo, è il nuovo presidente di SFC – Sistemi Formativi Confindustria, la società che progetta e coordina al livello nazionale iniziative di formazione, ricerca, sviluppo e assistenza tecnica finalizzate a supportare il Sistema Associativo, sostenere la crescita competitiva delle pmi e favorire la modernizzazione della pubblica amministrazione.
Cinquantuno anni, laureato in ingegneria con alle spalle numerosi incarichi associativi, imprenditore operante nel settore delle energie rinnovabili e delle costruzioni, Rizzolo è stato nominato oggi dall’Assemblea dei soci. “Avere la possibilità di lavorare al fianco dei prestigiosi enti di formazione del Sistema, tra cui la Luiss, il Sole24ore e la Liuc – afferma il neopresidente – al fine di massimizzare le opportunità di crescita dei territori, del nostro tessuto imprenditoriale e del capitale umano delle nostre imprese è una sfida davvero esaltante e rientra in quella che considero una delle principali missioni del sistema confindustriale. Viviamo in un periodo di importanti cambiamenti e sono certo che riusciremo a garantire un supporto all’altezza delle aspettative”.
Il presidente Rizzolo e il consiglio di amministrazione resteranno in carica per i prossimi tre anni.
– foto ufficio stampa Sicindustria –
(ITALPRESS).

L’ultimo saluto ad Agostino, Arcivescovo Palermo “Esempio di resistenza alla mafia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Vincenzo Agostino è stato da trentacinque anni – insieme alla sua amatissima moglie Augusta Schiera -, da quel tormentoso 5 agosto 1989, una vedetta, una sentinella, un vegliardo. Nonostante il buio della notte, allorchè nel suo spirito poteva scendere una schiacciante angoscia, è diventato una fonte di incrollabile speranza per noi tutti, per questa nostra terra martoriata e per l’intero Paese; e particolarmente per i suoi cari e per noi che oggi lo salutiamo con il cuore spezzato ma con immensa ammirazione e con uno speciale debito di riconoscenza”. Così l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, nel corso dell’omelia per i funerali di Vincenzo Agostino, in una cattedrale gremita da migliaia di persone per l’ultimo saluto al padre coraggio simbolo della lotta alla mafia e conosciuto per la sua lunga barba bianca che non ha mai tagliato dal 5 agosto 1989, quando cosa nostra uccise il figlio Nino, poliziotto, insieme alla moglie incinta Ida Castelluccio.
“La lunga barba bianca di Vincenzo Agostino – sottolinea l’Arcivescovo di Palermo – ha rappresentato per noi il segno della resistenza attiva e proficua alla mafia e alle tante forme del ‘male strutturatò che ardiscono eliminare finanche – come lui stesso ebbe a dire – il «bene di un figlio, di una nuora, di un bambino […] mai conosciuto»; che sterminano Nino, un onesto e accorto servitore dello Stato, la sua giovane moglie Ida e il bambino che avevano concepito da pochi mesi; insanguina le strade della città, sparge afflizione nelle case e nelle famiglie, pianifica depistaggi, compra silenzi e connivenze anche tra esponenti del potere politico e delle istituzioni dello Stato.
Questa è la notte! La notte delle persone, la notte delle comunità, del raffreddamento dei cuori, dell’idolatria del potere e delle cose materiali. L’eclissi del patto di fedeltà. Degli alti valori umani. Del rigore etico privato e pubblico. Della formazione delle coscienze. Ma quella barba è stata anche narrazione del suo vegliare nella notte, dell’uomo che con gli occhi penetra l’oscurità e attende con certezza l’irrompere della luce della verità che l’orgoglio e la tracotanza di uomini corrotti e alla ricerca di potere credono di sopraffare. Ha infuso speranza. Ha chiesto di non assopirci. Ci ha provocati a non cadere nell’indifferenza deresponsabilizzante e a non abituarci al male. Quella barba è quei capelli bianchi che esaltavano i suoi occhi pieni di luce nonostante le tenebre, sono stati per noi monito a rinnovarci, a rimanere desti, a porre domande: «se volete domandare, domandate, convertitevi, venite!» (Is 21,12)”.
“La provata ma fulgida vita di Vincenzo e di Augusta – innamorati per sempre – ci sollecita – aggiunge monsignor Lorefice – a non indietreggiare dinanzi alle tenebre, di non abituarci al male, di non unirci agli empi e alle loro macchinazioni, di non patteggiare mai con i corrotti, di non farci avvincere dal laccio di una bramosia insensata e funesta (cfr 1Tm 6,9). Ha annunciato capacità di attesa, fermezza, indefettibilità, coerenza, resistenza, ricerca della verità e soprattutto speranza. Impegno per una città riscattata dal male. Lotta sincera, non simulata, alla criminalità organizzata, alla mafia, alle mafie che continuano imperterrite ad uccidere e a devastare le nostre città e le nostre case, i nostri figli. L’Evangelista Luca nel Vangelo descrive l’anziano vegliardo Simeone «uomo giusto e timorato di Dio» (Lc 2,25), che sa attendere attivamente, dentro lo scorrere della sua vita, l’adempimento delle promesse messianiche di Dio al suo «popolo Israele». Nell’incontro con Gesù, nel quale Simeone discerne la realizzazione della promessa fattagli dallo Spirito di vedere prima di morire il Messia del Signore, l’anziano vegliardo non dice: “ora posso scomparire”, ma: “ora è finito il tempo della mia fatica”. E’ finita la fatica di Vincenzo. Ora ci è chiesto di assumerla di portarla avanti noi. Il testimone passa a noi. Siamo qui per questo, per continuare a vegliare nella notte. E’ il modo migliore per dimostrare a tutti voi cari congiunti, e in particolare a voi carissime Flora e Nunzia e a voi nipoti, a te carissimo Nino, la nostra vicinanza e la nostra gratitudine a papà e a nonno Vincenzo. In una città che ha assistito al sacrificio di tanti uomini e donne delle istituzioni, della società civile e della Chiesa palermitana, possa la sua credibile e costante testimonianza continuare ad essere uno sprone nella costruzione di una città degli uomini giusta e solidale, libera dalle ‘strutture di peccatò mafiose e dalla corruzione e dalla falsità imperante. Ci sostenga la fede in Gesù Cristo risorto dai morti, alimentata dalla speranza dei cieli nuovi e della Terra nuova, così come ha sostenuto Vincenzo e Augusta”.
– foto Ipa –
(ITALPRESS).

Torneo Regioni di Calcio a 5, Morgana “Sicilia tra le protagoniste”

PALERMO (ITALPRESS) – Archiviato da alcune settimane il Torneo delle Regioni di calcio a 11 che si è disputato in Liguria, tra pochi giorni i riflettori saranno puntati sul futsal. Sarà infatti la Calabria a ospitare il Torneo di calcio a 5, manifestazione organizzata dalla Lega Nazionale Dilettanti, riservata alle Rappresentative regionali d’Italia: dal 24 aprile al 1 maggio i parquet dei palazzetti dello sport calabresi vedranno protagonisti i giovani atleti provenienti da tutta Italia. La Sicilia si presenta forte della sua tradizione sportiva e, soprattutto, con al petto cucito lo scudetto tricolore grazie alla vittoria dello scorso anno ottenuta con la Juniores. “In questa disciplina la Sicilia può vantare una tradizione di tutto rispetto – ha sottolineato il presidente del CR Sicilia Sandro Morgana -. Lo scorso anno la Juniores si è laureata campione d’Italia e l’Under 17 ha raggiunto la finale: a dimostrazione del fatto che le nostre squadre sono da sempre state tra le protagoniste. Ciò è testimoniato dai tanti titoli conquistati nelle scorse edizioni e dal fatto che siamo la prima regione per numero di tesserati”.
“Come sempre – aggiunge il numero 1 del calcio siciliano – sarà anche un momento di confronto per i nostri giovani ma anche di crescita. Una esperienza unica e importante, dove alle belle prestazioni dobbiamo abbinare i valori del fair play e dei sani valori dello sport”. Dal 25 aprile al 1 maggio le Rappresentative siciliane saranno protagoniste in campo: inserite nel girone C con Sardegna, Liguria e Molise. A guidare le Rappresentative i tecnici: Daniele Sciortino per l’Under 19, Nicola Famà per la Femminile, Fabio Valera per l’Under 17 e Cristian Terranova per l’Under 15. Coordinatore tecnico Nello Cavarra.
Questo il programma: 1° giornata (25/4) Molise-Sicilia ad Amantea; 2°giornata (26/4) Sicilia-Liguria a Lamezia Terme; 3° giornata (27/4) Sicilia-Sardegna ad Amantea.
I canal social (Facebook e Instagram) e il sito del Cr sicilia daranno grande visibilità e risalto al Torneo delle Regioni.
– Foto ufficio stampa Lnd Comitato Regionale Sicilia –
(ITALPRESS).

Stroncato traffico di droga all’ombra della mafia, 4 arresti nel Catanese

CATANIA (ITALPRESS) – Su delega della Procura – Direzione Distrettuale Antimafia, oltre 50 militari del Comando Compagnia Carabinieri di Giarre, in collaborazione con reparti specializzati dell’Arma, hanno dato esecuzione a misure cautelari nei confronti di quattro persone accusate, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga. L’ordinanza è stata emessa dal gip presso il Tribunale di Catania. Notificati avvisi di conclusione indagini preliminari ad altre 20 persone, inserite nel medesimo contesto associativo e partecipi di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti.
L’operazione denominata “Tigre reale” coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia e dalla Stazione di Giarre, da settembre 2019 a giugno 2021, si è sviluppata sia mediante tipologie d’indagine tradizionali, come i servizi di osservazione e pedinamento, sia attraverso un’attività tecnica di intercettazione, che ha consentito numerosi riscontri oggettivi quali arresti in flagranza di reato, controllo degli acquirenti, sequestri di droga e denaro. Le indagini hanno consentito di disarticolare un gruppo criminale dedito alla gestione di una redditizia piazza di spaccio nel quartiere “Jungo” di Giarre.
Al vertice dell’associazione criminale due pluripregiudicati, uno dei quali avrebbe svolto anche il compito di “cassiere” dei proventi illeciti. Gli indagati avrebbero messo in piedi un vero e proprio “supermarket” della droga, fonte giorno e notte di approvvigionamento di cocaina e marijuana, protetto da “misure di sicurezza” volte a prevenire o eludere eventuali blitz delle forze dell’ordine, quali l’installazione di telecamere e la “fortificazione” della piazza con cancelli, grate in ferro e porte blindate.
Una fiorente attività criminale gestita a conduzione familiare. L’indagine avrebbe infatti consentito di accertare la partecipazione all’organizzazione di spaccio anche dei figli di alcuni indagati.
La fitta rete di vedette sarebbe stata invece gestita direttamente dalla moglie del capo, che avrebbe fornito direttive ben specifiche su come effettuare l’attività di vigilanza e sulle precauzioni da adottare in caso di presenza delle forze dell’ordine. La donna si sarebbe occupata inoltre, in caso di momentanea assenza del marito e del figlio maggiore, di accogliere i corrieri e di ricevere la droga, provvedendo alla pesatura dello stupefacente, nonchè aiutando nel successivo conteggio dei guadagni.
L’indagine avrebbe inoltre permesso di accertare il placet di cui avrebbe goduto la famiglia al vertice dell’organizzazione da parte del “clan Laudani” di Piedimonte, nello specifico da parte di Antonio Di Mauro – figlio di Paolo detto “u prufissuri” – responsabile dell’area di Giarre.
Un episodio emblematico del carattere verticistico dell’associazione e dell’impossibilità di mettere in discussione le direttive del promotore, sarebbe stato il brutale pestaggio, avvenuto nell’agosto 2020, ai danni di uno spacciatore al dettaglio, che dopo essersi rifornito presso l’emporio della droga avrebbe osato mettere in discussione la qualità e la modalità di taglio dello stupefacente, pretendendo di partecipare alla preparazione della cocaina da vendere, al fine di accertarsi di non essere raggirato.
Nel corso delle attività d’indagine, quali riscontri, i Carabinieri hanno arrestato 10 pusher per “detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente”, hanno sequestrato oltre 1 chilo di marijuana e 350 grammi di cocaina e la somma in contanti 1.000 euro quale provento dell’attività di spaccio.
– foto ufficio stampa Carabinieri –
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Dalla Regione 17.5 milioni per il raddoppio del Ponte Corleone a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Una sterzata decisa sul miglioramento della viabilità da e verso Palermo e un intervento diretto su un problema che si protrae da più di vent’anni: il raddoppio di ponte Corleone sarà pronto entro il 2026, con un finanziamento di 17.5 milioni dai fondi Poc (Piano operativo complementare) nell’ambito della programmazione 2014-20. Ad annunciarlo, in una conferenza stampa tenutasi all’ingresso del raccordo autostradale in corrispondenza dell’ex Baby Luna, è il presidente della Regione Renato Schifani insieme all’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e al sindaco di Palermo Roberto Lagalla. I lavori partiranno entro il prossimo mese e, secondo quanto riportato dall’assessore comunale ai Lavori pubblici Totò Orlando, è previsto il completamento di uno dei due sensi di marcia (quello in direzione Catania) entro i primi mesi del 2025: al termine degli interventi il numero di corsie passerà da quattro a otto, dando un importante respiro al traffico cittadino.
L’aspetto su cui per Schifani vi è maggiore soddisfazione è l’aver recuperato “fondi che sembravano persi, perchè con la vecchia programmazione non si era riusciti a utilizzarli: è un segno che la Regione non è rimasta con le mani in mano e che il nostro governo è compatto, lavora di squadra e sa affrontare le emergenze”. Adesso, secondo il governatore regionale, sarà fondamentale che le tempistiche seguano la tabella di marcia: “Se i tempi saranno rispettati, e saremo vigili su questo, riusciremo a vedere la fine dei lavori entro fine legislatura, verosimilmente nel 2026. Il finanziamento è consistente e consentirà, nel giro di pochi anni, di dare respiro a un’arteria strategica per entrare e uscire da Palermo: faremo in modo che attraverso le premialità i fondi possano essere rispettati, premiare le industrie che rispettano i tempi è uno stimolo”.
Per Aricò lo sblocco del finanziamento rappresenta un punto di arrivo del lavoro portato avanti dalla Regione da avvio legislatura e di partenza per quanto riguarda la nuova vita del ponte Corleone e della viabilità palermitana: “Fin dall’inizio abbiamo lavorato per trovare le risorse che finanziassero il 100% dell’opera – sottolinea, – Ci sono voluti mesi per rastrellare questi 17.5 milioni, ma ora potranno finanziare l’opera nella sua interezza senza che questi soldi arrivino dal Fsc o dal Pnrr. Quest’intervento, che i siciliani attendevano da tempo, permetterà a ponte Corleone di passare dalle quattro alle otto corsie con dimezzamento dei tempi di percorrenza, meno emissioni di anidride carbonica e migliore qualità della vita per i viaggiatori”.
Lagalla evidenzia come il completamento dell’opera sia un vero e proprio punto di svolta sulla mobilità in città, ma a questo dovranno necessariamente affiancarsi altri interventi: “Sin dall’insediamento questa amministrazione comunale ha provveduto al finanziamento di interventi per il consolidamento di quest’arteria, il ripristino del regolare flusso di traffico e un’azione tempestiva sulla conclusione in tempi brevi dei lavori: tutto ciò ci permetterà di avere meno ostacoli in questa zona di deflusso della città. Ora puntiamo a intervenire sulle strade che abbiamo trovato più dissestate e per le quali i cittadini palermitani chiedono a gran voce la rifunzionalizzazione: stiamo contrattando con la Regione per quanto riguarda le risorse, perchè sappiamo che quelle europee non possono essere utilizzate e quelle del Comune non sono significative. Auspichiamo inoltre un intervento normativo sull’intero asse viario della circonvallazione entro la fine di questa legislatura: ne verificheremo la fattibilità entro i prossimi mesi”.
Soddisfazione anche da parte di Orlando per aver trovato “una soluzione definitiva a una delle più grandi incompiute di questa città: lavori del genere dalle nostre parti non si erano mai visti, adesso riusciamo a completare l’intervento entro pochi mesi. Quest’opera darà fiducia ai cittadini palermitani ed eviterà alla Sicilia di essere tagliata in due da 130 metri di strada”.
– foto xd8 Italpress –
(ITALPRESS).

La Zes unica un’opportunità per il Sud? Dibattito a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – “Zes unica, una grande opportunità per il Mezzogiorno?”, questo il tema del dibattito organizzato dalla Fondazione Magna Grecia alla Sirenetta di Mondello, a Palermo. Una questione centrale per lo sviluppo del Sud Italia, che ha la necessità di avere nuovi investimenti per proseguire il suo sviluppo e continuare il suo percorso di crescita per ridurre il gap con il resto del Paese. A destare qualche dubbio è però la questione legata all’autonomia differenziata: “Ci preoccupa la sua approvazione – ha spiegato Nino Foti, presidente della Fondazione – perchè da quel momento viene costituzionalizzata la spesa storica e il paese viene diviso in due”. In caso di approvazione della riforma, si chiede Foti “a cosa servirà il Pnrr se nel frattempo si sta svolgendo un’attività che di per sè sposterà ingenti somme economiche e finanziarie verso le aree del nord? Non dimenticate che tre intese erano già state fatte per il governo Gentiloni, per cui non è solo un problema di destra o di Lega”. Anche la Zes unica, ha aggiunto Foti, “è fondamentale ma va nella direzione opposta” della riforma dell’Autonomia differenziata. “Sappiamo che c’erano otto Zes che hanno lavorato con commissari straordinari, mentre adesso ci sarà una cabina di regia unica un commissario chiamato delegato di missione”.
Presente anche il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani: “La Zes unica sicuramente può essere un’opportunità e lo sarà. L’importante è che vengano abbreviati, accorciati tutti quei termini che sono strategici per la velocizzazione delle procedure. Lì è la scommessa. Ho condiviso con Raffaele Fitto l’ipotesi di una ZES unica, cioè di tutto il Mezzogiorno. Parcellizzare gli interventi su micro aree avrebbe complicato sempre di più la possibilità di investimenti. Adesso abbiamo un quadro più completo. La scommessa è quella, però, di essere coerenti nella tempistica. Quindi, la riforma teoricamente va bene, occorre però calarla in una velocizzazione delle procedure perchè sennò avremmo fallito, ma non è nell’intenzione del governo, nè del governo regionale che farà la sua parte”.
Al centro del dibattito anche il ministro per il Sud, gli Affari europei e il Pnrr, Raffaele Fitto, intervenuto da remoto: “Ci si interroga molto su questo tema in questo periodo. Il governo è al lavoro per un piano strategico. Rispetto a prima cambia la visione e la scelta nasce su alcuni problemi logistici territoriali. La Zes crea una grande opportunità a livello strategico. Contiamo di predisporre attraverso un confronto serrato con tutte le parti coinvolte un piano organico strategico”.
Per Dario Lo Bosco, presidente di RFI, “la Zes unica valorizza il ruolo della Sicilia, che è piattaforma strategica nel Mediterraneo. Si tratta di armonizzare le reti infrastrutturali e finalmente, come diceva già il libro bianco 2001 dell’Unione Europea, realizzare per il trasporto delle merci una intermodalità virtuosa. Bisogna puntare quindi a far crescere le ferrovie e le vie del mare, a una connessione con i porti, ma anche con gli aeroporti, perchè ci sono delle merci che viaggiano con sistema a cargo”.
“Se l’autonomia differenziata dovesse andare in porto così com’è – ha sottolineato Francesco Saverio Romano, coordinatore di Noi Moderati – in parte il Sud rischierebbe di essere penalizzato”. Sul tema delle Zes Romano, che è anche Presidente della Commissione bicamerale per la Semplificazione, ha spiegato che “quando abbiamo approvato la Zes unica solo per il Mezzogiorno non ci sono state da parte di parlamentari o esponenti del nord proteste, proprio perchè sono convinti che oggi il Mezzogiorno necessita di una spinta maggiore affinchè possa essere, insieme al resto del Paese, motore in Europa anzichè zavorra. Noi andiamo in questa direzione per fare in modo che, anche attraverso la semplificazione, si possa accorciare la distanza tra gli utenti, le amministrazioni e lo Stato. Con la Zes unica, questo processo, anche attraverso l’accentramento dei poteri per accorciare la filiera, è in corso”.
Ha qualche perplessità, invece, Giuseppe Russello, presidente di Confindustria Palermo: “C’è da capire la parte operativa della Zes unica come si cala e come si trasferisce all’interno dell’operatività delle aziende. Probabilmente una struttura periferica di contatto diretto con le aziende avrebbe agevolato. Aspetterei ancora qualche settimana per capire come adesso si declina la struttura di tipo centralistico sul territorio, poi c’è il tema delle risorse e lì qualche dubbio sul piano personale lo nutro perchè soltanto 1,8 mld di euro per l’intero Sud è qualcosa che alimenta delle perplessità”.
Infine, Luca Bianchi, direttore generale dello Svimez, partecipando da remoto all’incontro, ha concluso parlando dei dubbi e – quindi – della possibile incompatibilità tra Zes unica e autonomia differenziata: “L’Autonomia per noi è un tema di interesse e preoccupazione e la nostra posizione è di forte contraddizione alla riforma che sta circolando. Fra due giorni avremo una audizione nella quale esprimeremo i nostri dubbi”. Per Bianchi la riforma dell’autonomia differenziata e quella che ha portato ad una Zes unica “sono due modelli incompatibili”. “Da un lato”, ha spiegato, “c’è un accentramento delle istanze territoriali e dall’altro una autonomia che rischia di spaccare e frammentare le politiche pubbliche”. “Le risorse per politiche speciali e investimenti non sono tanto un problema oggi”, ha aggiunto Bianchi, “ed avere un quadro strategico che recupera la dimensione industriale del sud”. “Funzionerà?”, ha concluso Bianchi, “se pensiamo di fare interventi buoni per tutti non riusciremo ad attivare gli interventi. Se il piano strategico ha la capacità di individuare tre o quattro assi strategici, avremo un cambio di passo”.

– foto ufficio stampa Fondazione Magna Grecia –
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Anello “Su sport e turismo si rafforza il legame Palermo-New York”

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Con gli incontri tenuti a New York “metteremo in piedi un importante progetto che darà visibilità alla città di Palermo”. Così l’assessore al Turismo e allo Sport del Comune di Palermo, Alessandro Anello, all’Italpress, in merito alla missione istituzionale dell’Amministrazione negli Stati Uniti. Anello è stato a New York insieme al sindaco del capoluogo siciliano Roberto Lagalla e all’assessore comunale all’Urbanistica Maurizio Carta, e poi a Washington. Nella Grande Mela l’assessore allo sport ha incontrato Paul Jeffries, direttore esecutivo della Fondazione del City Group. “Abbiamo parlato – ha spiegato Anello – della riqualificazione di alcune aree da adibire a sport di comunità. Il club riqualifica, l’amministrazione comunale che mette a disposizione le aree e le associazioni sul territorio le gestiranno. E’ un’importante iniziativa che a New York ha già dato i suoi frutti perchè in città ci sono ben 54 aree e altre 25 ne verranno fuori. La società, che è collegata con il Palermo Calcio, ha tutto l’interesse ad avere l’opportunità di riqualificare le aree da mettere a disposizione della città”. Un progetto, ha spiegato, che “con l’assessore Carta abbiamo deciso di portare avanti individuando le aree da prendere in considerazione che in prospettiva saranno almeno una decina. Inizieremo – ha evidenziato – con un paio di queste e poi, step by step, procederemo con la riqualificazione complessiva delle dieci aree”.
Una missione anche sul piano turistico, per promuovere gli scambi tra le città. “Da assessore al Turismo – ha detto Anello – sono riuscito a continuare l’attività di collegamento con i vertici della Neos, la società che da giugno gestirà i voli diretti Palermo-New York fino a settembre. Stiamo cercando di insistere per arrivare fino a dicembre”.
Negli Stati Uniti Anello ha anche incontrato le comunità degli italiani che vivono a New York e a Washington. In particolare, l’assessore al Turismo ha avuto un incontro con l’associazione Osdia (Order Sons and Daughters of Italy in America), la più grande organizzazione degli Stati Uniti a supporto dei discendenti italiani. “E’ una comunità considerata tra le più importanti in America – ha sottolineato – e ha una sede a Palermo. Abbiamo attivato un nuovo percorso che vedrà una collaborazione tra Osdia e l’amministrazione comunale. E’ prevista anche la possibilità che Osdia possa arrivare a Palermo agli inizi di maggio. Riusciamo così a mettere in piedi questo importante progetto che darà riqualificazione e visibilità alla città”.

– Foto Italpress –

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Schifani “A Polizzi ha vinto la legalità, la lotta alla mafia non si ferma”

PALERMO (ITALPRESS) – “Ha funzionato un sistema che partendo dal Governo ha toccato il territorio, le cooperative, i consorzi dei comuni, la cittadinanza, i ragazzi che siamo riusciti a strappare all’emigrazione in una terra in cui è facile essere costretti a rinunciare alle proprie cause per cercare lavoro altrove. Oggi vince la legalità, vince un territorio. Vince anche il contrasto alla mafia”. Così, menzionando anche il precedente governo regionale guidato da Nello Musumeci, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso della cerimonia di consegna dei lavori di riqualificazione della Masseria Verbumcaudo, bene confiscato alla mafia, nel territorio di Polizzi Generosa, nel Palermitano.
“La mafia si combatte non soltanto con le applicazioni delle sanzioni ma aggredendo il patrimonio – sottolinea il Governatore -. Quando ero Presidente del Senato ho voluto che si inasprissero le sanzioni sui sequestri, introducendo una figura di sequestro ancora piu efficace e chirurgica sui beni dei mafiosi: il sequestro per equivalente. L’abbiamo voluto, l’hanno approvato tutte le forze politiche, non ho mai fatto bandiere perchè contro la mafia non ci si può dividere. L’abbiamo voluto da siciliani e ci abbiamo messo la faccia. Grazie a questa norma abbiamo avuto dei ritorni, una impennata dei nuovi sequestri”.
Qui a Polizzi Generosa, nel palermitano, “ci troviamo dinanzi ad una realtà enorme, che fa capo ad uno dei capimafia più significati – aggiunge Schifani -. Ed il contrasto continua. Non ci si ferma: noi da un lato, dall’altro la giustizia, le forze inquirenti. La politica con le istituzioni e la propria presenza, che conferma attraverso me oggi l’impegno a sostenere in ogni momento questa iniziativa durante tutta la legislatura”. “Bisogna fare in modo che i nostri ragazzi possano lavorare al meglio qui – prosegue il Governatore -. Questa è la risposta. Riappropriarci di quello che ci ha sottratto e ci ha privato la mafia. In termini di sofferenza dei nostri giovani, di vite umane, come coloro che hanno pagato il loro prezzo, come magistrati, poliziotti, intellettuali. Un prezzo che dobbiamo riscattare in termini di possibilità di restituzione ai giovani di opportunità di lavoro, di credere nel riscatto, di credere in una terra in cui non dico che è debellata la mafia ma siamo a buon punto. Non dobbiamo distrarci, non dobbiamo abbassare la guardia. La mafia c’è, gira, è vicina al potere, blandisce il potere, si infila e insinua negli interstizi. Mai pensare che il tentativo di controllo del territorio da parte della mafia sia venuto meno, sarebbe un gravissimo errore”. “Abbiamo una terra che crede nella legalità. Il culto della legalità in Sicilia parte dal momento della didattica, i giovani vengono educati al rispetto della legalità”, conclude Schifani.
– foto ufficio stampa Regione Siciliana –
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