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Trofeo Coni in Sicilia, Schifani “Felici di accogliere giovani atleti di tutt’Italia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Con grande orgoglio, la Regione Siciliana accoglie il Trofeo Coni 2024, un evento straordinario che mette al centro i giovani e lo sport, pilastri fondamentali per la crescita e il benessere delle nuove generazioni. Questa manifestazione, che vede protagonisti gli atleti under 14 provenienti da tutta Italia, rappresenta una straordinaria occasione per promuovere i valori della competizione sana, del rispetto e del fair play, principi cardine del nostro impegno per un futuro più giusto e inclusivo”. Lo dice il presidente della Regione, Renato Schifani, che domani pomeriggio sarà a Catania alla cerimonia di apertura, alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, del presidente del Senato Ignazio La Russa, del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, del sindaco di Catania, Enrico Trantino e del presidente del Coni Giovanni Malagò.
“La Regione – prosegue Schifani – crede fortemente nel potere dello sport come strumento di formazione per i nostri ragazzi. Per questo, abbiamo investito risorse significative per supportare l’attività sportiva attraverso iniziative come quella dei voucher sportivi, che incoraggia i giovani a praticare sport e a condurre uno stile di vita sano. Inoltre, la Regione è fiera di essere il principale sponsor di questa edizione del Trofeo, con un investimento di 1,2 milioni di euro, a testimonianza del nostro impegno concreto nel promuovere lo sport e valorizzare il nostro territorio”.
“L’evento, che si svolgerà nelle città di Catania, Palermo e Siracusa – conclude il presidente Schifani – sarà un momento di festa e di unione, e siamo entusiasti di dare il benvenuto agli atleti, ai campioni italiani e internazionali e a tutte le autorità presenti. Desidero rivolgere un caloroso benvenuto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, simbolo di unità nazionale, e agli altri illustri ospiti che impreziosiranno la cerimonia di apertura. Il Trofeo Coni 2024 sarà un’occasione unica per mostrare al Paese le potenzialità del nostro territorio e il nostro impegno costante verso i giovani e lo sport”.
– foto Ipa –
(ITALPRESS).

Undici anni fa il naufragio di Lampedusa, morirono 368 migranti

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – Undici anni fa il naufragio di Lampedusa in cui morirono 368 migranti. Un’imbarcazione libica usata per il trasporto di uomini, donne e bambini si inabissò a poche miglia dal porto dell’Isola delle Pelagie. Il naufragio provocò 368 morti accertati e circa 20 dispersi presunti, numeri che la ricordano come una delle più gravi tragedie nel mar Mediterraneo. I superstiti salvati furono 155, di cui 41 minori: 40 non accompagnati e uno solo con la famiglia.
Il barcone, un peschereccio lungo circa 20 metri, era salpato dal porto libico di Misurata il primo ottobre 2013, con a bordo migranti di origine eritrea e etiope. La barca era giunta a circa mezzo miglio dalle coste lampedusane quando i motori si bloccarono, poco lontano dall’Isola dei Conigli. Secondo una ricostruzione degli investigatori, per attirare l’attenzione delle navi che passavano, l’assistente del capitano avrebbe agitato uno straccio infuocato producendo molto fumo. Questo avrebbe spaventato parte dei passeggeri, che si sarebbero spostati da un lato dell’imbarcazione stracolma che si è rovesciata. La barca avrebbe girato su se stessa tre volte prima di colare a picco. Alle sette circa locali alcune imbarcazioni civili e pescherecci notarono i naufraghi e diedero l’allarme, caricando la maggior parte dei superstiti a bordo. Nei giorni successivi, le operazioni di recupero dei morti e la conta del numero dei morti.
Sull’Isola di Lampedusa sono diverse le iniziative organizzate in occasione della Giornata della memoria e dell’accoglienza.
– foto Agenzia Fotogramma –
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Recruiting day di Webuild a Palermo, Schifani “In pochi anni 6 mila assunzioni”

PALERMO (ITALPRESS) – Quattro giornate di selezioni rivolte ai giovani siciliani per offrire loro una prospettiva lavorativa come operatori e impiegati di cantiere del gruppo WeBuild: questo lo scopo del Recruiting Day organizzato all’assessorato regionale del Territorio, alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani.
L’iniziativa, che vede coinvolte le città di Palermo (2-3 ottobre) e Catania (9-10 ottobre), è frutto di un protocollo d’intesa sottoscritto a novembre 2023 tra la Regione e WeBuild, con l’obiettivo di contrastare la disoccupazione locale e incrementare i livelli occupazionali in Sicilia nel settore delle infrastrutture ferroviarie: destinatari di questo progetto sono tutti coloro che, con e senza esperienza, risultano attualmente inoccupati, in stato di disoccupazione o desiderano intraprendere un percorso di ricollocazione nel settore edilizio.
Chi passerà la selezione verrà poi avviato ai corsi di formazione pre-assunzione, prima di essere eventualmente inserito all’interno dei sette cantieri che vedono WeBuild impegnata in Sicilia nel tratto ferroviario tra Palermo, Catania e Messina per un totale di 200 chilometri: il primo lotto collega Fiumetorto a Lercara Friddi (30 km), il second Lercara Friddi a Caltanissetta Xirbi (47 km), il terzo Caltanissetta Xirbi a Nuova Enna (27 km), il quarto Nuova Enna a Dittaino (15 km), il quinto Catenanuova a Bicocca (38 km), il sesto Fiumefreddo a Taormina-Letojanni (15,4 km) e l’ultimo Taormina-Letojanni a Giampilieri (28,4 km).
“Non posso che ringraziare WeBuild per la condivisione di questo percorso – sottolinea Schifani – La convivenza tra pubblico e privato è molto importante, noi faremo la nostra parte mettendo a disposizione i locali e garantendo la formazione a 200 ragazzi. Sapevo che WeBuild fosse impegnata in modo massiccio in Sicilia in infrastrutture, tecnologie e risorse umane, così la mia proposta è stata di aiutare il territorio attraverso il reclutamento di manovalanza. Ci è stata data disponibilità a condizione di garantire formazione ai giovani: oggi si avvia un percorso che prevede, nel giro di pochi anni, la selezione e l’assunzione di 6 mila giovani”.
– foto xd8 Italpress –
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Sinfonia di Mahler aprirà la stagione dell’Orchestra Sinfonica Siciliana

PALERMO (ITALPRESS) – Sarà la Stagione numero 65 quella 2024/2025 dell’Orchestra Sinfonica Siciliana: un nuovo traguardo per l’importante compagine musicale che sarà impegnata, da novembre a giugno, con 28 diversi programmi settimanali nei consueti concerti del venerdì sera (ore 21.15) e del sabato pomeriggio (ore 17.30) al Politeama Garibaldi di Palermo, cui si aggiungono due appuntamenti “in anteprima” oltre al Concerto di Natale e a quello di Capodanno.
Si comincia quindi ufficialmente l’8 e il 9 novembre con la Sinfonia numero 3 di Gustav Mahler, pagina di grande respiro e intensità che sarà diretta da Hartmut Haenchen con la partecipazione del contralto Anke Vondung, entrambi interpreti di rilievo, pluripremiati dalla critica internazionale, del repertorio tedesco. Gli appuntamenti inaugurali saranno preceduti da due anteprime che hanno per protagonisti altrettanti artisti d’eccezione: il violoncellista e compositore palermitano Giovanni Sollima (25 e 26 ottobre) impegnato tra l’altro nel Concerto numero 2 di Franz Joseph Haydn e nei suoi Folktales in prima a Palermo. Quindi salirà sul palcoscenico, sempre come direttore e solista, il pianista Alexander Lonquich (2 e 3 novembre) impegnato nel Concerto numero 27 Kv595 di Mozart e nella Sinfonia numero 2 opera 73 di Brahms.
“Dopo i grandi successi della stagione estiva appena conclusasi – sottolinea Elvira Amata assessore per il Turismo, sport e spettacolo della Regione Siciliana – ci apprestiamo a vivere ulteriori emozioni legate alla nuova programmazione artistica ricca di eventi e appuntamenti di altissimo profilo che includono, oltre al grande repertorio, anche virtuose rarità, elemento fortemente attrattivo. Una ulteriore occasione per rafforzare, non soltanto l’offerta musicale delle nostre eccellenze da destinare ai tanti spettatori, ma anche quella turistica per le evidenti ricadute che tali appuntamenti in programma determinano. Un approccio che vede una piena sintonia con gli indirizzi strategici dell’Assessorato che ho l’onore di rappresentare. Ai vertici della Fondazione il mio plauso per il costante impegno profuso ad elevare sempre più il profilo musicale della programmazione artistica”.
“«Presentiamo la 65esima Stagione 2024-2025 – dichiara Margherita Rizza, commissaria straordinaria della FOSS – facendo tesoro dei successi musicali estivi in diverse località di Sicilia, dell’entusiasmo del pubblico per il concerto inaugurale di Belliniana-Omaggio al Cigno di Catania e guardando con ottimismo all’imminente Settimana di Musica Sacra di Monreale, presentiamo la 65a Stagione 2024-2025 sull’entusiasmo anche dei risultati ottenuti lo scorso anno con presenze e incassi che, a fine 2024, mirano a essere il doppio del 2023, superando i 500 mila euro. In molti concerti della scorsa stagione abbiamo abbondantemente superato le 800 presenze e contiamo di fare ancora meglio; lo scorso anno abbiamo registrato un +30% degli abbonati e +50% di presenze ai singoli concerti. Bene anche i contributi pubblici con una crescita del FNSV, l’ex FUS, che dovrebbe superare il milione e mezzo di euro. Ringrazio infine Dario Oliveri che lo scorso anno, durante la sovrintendenza di Andrea Peria, aveva già individuato alcuni appuntamenti e Giuseppe Cuccia che è stato chiamato a definire tutta la programmazione artistica per questa 65esima Stagione”.
“Ringrazio anche io – sottolinea il consulente per la programmazione Giuseppe Cuccia – chi mi ha preceduto e cioè Dario Oliveri, perchè ho trovato già definiti alcuni progetti di assoluto rilievo che ho accolto immediatamente nella 65a stagione. Ho quindi cercato di evitare i limiti di una stagione con dei temi, per offrire al pubblico non solo alcune grandi pagine amate del repertorio, come le Sinfonie di Mahler o i poemi sinfonici di Richard Strauss, ma anche delle rarità e progetti artistici riguardanti, ad esempio, paesi musicalmente interessanti come l’Armenia, l’Ungheria, la Spagna. E poi tre appuntamenti con la voce: un omaggio a Puccini nel centenario della morte, del quale percorreremo tutte le opere con pagine sinfoniche, arie e duetti, diretti da Andrea Licata; la Passione secondo Giovanni di Bach diretta da Lothar Koenigs per Pasqua e una rarità come Jone, opera del compositore palermitano ottocentesco Errico Petrella, oggi purtroppo dimenticato. Ci saranno quindi alcuni celebri direttori per la prima volta con la nostra orchestra come Carlo Rizzi, Daniele Callegari, Francesco Ivan Ciampa e Francesco Cilluffo e ancora Hartmut Haenchen (sul podio per l’inaugurazione e poi nuovamente a maggio) e anche ritorni attesi come Donato Renzetti, Diego Matheuz, Nicola Luisotti, Daniel Oren. Non posso quindi non citare alcuni solisti di fama internazionale come i pianisti Mikhail Pletnev e Alessandro Taverna, la violinista Anna Tifu e il trio di Parma”.
– foto ufficio stampa Foss, il direttore d’orchestra Hartmut Haenchen –
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Donazioni di sangue, Sicilia autosufficiente ma forte calo tra i giovani

PALERMO (ITALPRESS) – La Sicilia sul fronte della raccolta del sangue e del plasma è “autosufficiente” ma desta preoccupazione la fuga dei giovani. Un trend che riguarda in generale la fascia under 45, ma colpisce soprattutto i ragazzi tra i 18 e i 21 anni dove si registra un vero e proprio “vuoto” che potrebbe essere collegato alla diffusione di droghe tra i più giovani. Tutti temi al centro del convegno “Giornata dell’Educazione sanitaria e il ruolo della comunicazione” stamane a Palazzo dei Normanni, l’occasione per mettere a confronto i dirigenti scolastici, gli assessorati regionali della Salute e dell’Istruzione, l’ufficio scolastico regionale e il Coni Sicilia sui contenuti del Protocollo d’Intesa in materia di promozione alla donazione del sangue, anche in considerazione delle nuove emergenze educative che vede un impennata del consumo delle nuove droghe (crack, Fentanyl, rape drags) e della gravissima mancanza del ricambio generazionale nelle donazioni. “La Sicilia in questo momento è quasi autosufficiente ma soltanto grazie alle donazioni che arrivano dalla fascia dei donatori tra i 46 ai 65 anni. Sotto i 45 anni c’è una impennata verso il basso ma dai 18 ai 20 c’è un vuoto e le donazioni sono quasi zero – ha detto Giacomo Scalzo direttore del Crs della Regione siciliana -. Dobbiamo far comprendere ai dirigenti scolastici la necessità di cambiare l’approccio educativo verso i giovani, quindi abbiamo messo a confronto i maggiori esperti da tutta Italia per capire che cosa dobbiamo fare e verso quale direzione puntare”. E’ possibile ipotizzare una correlazione tra la diffusione delle dipendenze da sostanze stupefacenti e le mancate donazioni da parte dei più giovani? “Secondo noi sì – ha spiegato – siamo qui per questo, perchè i dati sono preoccupanti e il numero di dipendenze aumenta costantemente tra gli adolescenti”.
“In Italia ci sono circa 1 milione e 700 mila donatori ma ormai la fascia di età si è cristallizzata verso quella medio-alta: c’è l’inizio di una fuga che ancora non consente, al contrario di quanto avviene in altri paesi, di raggiungere i livelli di donazione pre-covid – ha evidenziato Salvatore Requirez, dirigente generale Dipartimento attività sanitarie e osservatori epidemiologico -. Il dipartimento dell’attività sanitaria ha posto alla mia attenzione l’organizzazione di un evento formativo su alcune delle problematiche che in questo momento stanno rallentando il fenomeno della donazione, soprattutto nelle fasce giovanili, per questo abbiamo voluto coinvolgere all’interno di questo progetto anche l’assessorato alla Formazione con il quale il mio dipartimento ha sottoscritto l’anno scorso un rapporto di collaborazione sui temi e sui programmi e poi orientarlo a logiche di educazione sanitaria” perchè è fondamentale “investire sulla popolazione giovanile e come questa riesca addirittura a fare da traino nell’ambito delle comunità in cui loro vivono” e, tra gli strumenti messi in campo, un ruolo fondamentale è rivestito dal “coinvolgimento del corpo docente”. All’incontro hanno partecipato tra gli altri anche 90 studenti dei licei di Agrigento e Messina tutti donatori. “Il recente rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite sulla droga attesta purtroppo questo aumento del consumo e soprattutto anche il fallimento delle scelte di legalizzazione delle sostanze stupefacenti. Le cosiddette droghe leggere non esistono, sono droghe e basta – ha ricordato Domenico Airoma, procuratore capo della Repubblica di Avellino -. Sono abituato ad avere a che fare con il lato negativo della gioventù criminale e oggi con piacere sono qui perchè vi sono tanti giovani che invece fanno una scelta diversa e coraggiosa: donano. Un gesto scandaloso oggi, quando donare qualcosa per un altro è un messaggio veramente rivoluzionario”, ha concluso.

– Foto col3/Italpress –

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Palermo, la palestra di Borgo Nuovo diventa centro Fijlkam

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PALERMO (ITALPRESS) – Un nuovo punto di riferimento per il quartiere, e non solo, sia per la pratica agonistica che per le attività sociali con corsi gratuiti per i cittadini più fragili. La palestra di atletica pesante di Borgo Nuovo da oggi diventa ufficialmente un centro sportivo di rilevanza nazionale grazie a un accordo fra il Comune di Palermo e la Federazione italiana judo, lotta, karate e arti marziali. La consegna delle chiavi della struttura è avvenuta questa mattina da parte del sindaco Roberto Lagalla al presidente nazionale Fijlkam Domenico Falcone, alla presenza tra gli altri del presidente regionale del Coni Sergio D’Antoni e responsabile provinciale Fabio Gioia. “Le sale saranno dotate di tappeti per judo, karate e lotta, bilancieri per la sala pesi – sottolinea Alessandro Anello, assessore allo Sport – Le attività sportive saranno aperte ai tesserati, società o enti affiliati, ma anche ai cittadini che ne faranno richiesta”. “Alcune fasce orarie saranno riservate, in accordo con l’amministrazione comunale, ad associazioni che si occupano dei cittadini più fragili, diversamente abili o in condizioni di indigenza. Consegnamo alla città un centro sportivo di eccellenza dopo anni di abbandono ma anche un presidio di legalità e integrazione. Siamo orgogliosi di questo risultato – conclude Anello – perché ogni palestra che si apre, o si riapre, contribuisce a contrastare le varie forme di marginalità sociale e sottrae tanti giovani alla strada”.

Per il sindaco Roberto Lagalla, “la riapertura, dopo anni di abbandono, della palestra di largo Partinico, portata a termine dall’amministrazione comunale, è un’operazione di grande rilevanza per il quartiere di Borgo Nuovo che coniuga sport e sociale. Mettendo a disposizione questi spazi, non apriamo le porte solo alla pratica di discipline sportive come Judo e atletica pesante, ma anche ad attività sociali in favore di cittadini fragili, in modo da contrastare la marginalità. La ristrutturazione della palestra, inoltre, non è solo la finalizzazione di una struttura sportiva, ma anche l’avvio di una sperimentazione di collaborazione tra pubblico e privato perché, grazie al Coni Sicilia e al suo presidente Sergio D’Antoni, il Comune consegna le chiavi dell’impianto alla Federazione italiana judo, lotta, karate e arti marziali per la gestione e l’organizzazione delle attività. L’amministrazione crede fermamente in questo genere di sinergie che permettono di rivitalizzare le aree dei quartieri della città”.

– foto ufficio stampa assessorato allo Sport –
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Inaugurata a Palermo la sede di “CHS – Competence Hub STEM”

PALERMO (ITALPRESS) – Un’opportunità da un lato per offrire lavoro ai giovani laureati palermitani, dall’altra per ribadire il ruolo centrale del capoluogo siciliano nell’innovazione tecnologica: questa la duplice stella sotto cui nasce il progetto Chs – Competence Hub Stem, la cui sede di Palermo è stata inaugurata oggi in viale Regione Siciliana.
Il progetto nasce dalla sinergia tra Università di Palermo e Smartengineering, circa un anno dopo l’accordo per la realizzazione di un luogo adibito a ricerca, sperimentazione, alta formazione e innovazione tecnologica con l’obiettivo di diventare la più importante community di competenze Stem (Science, Technology, Engineering e Mathematics) nel Mediterraneo. All’inaugurazione del Polo hanno preso parte il rettore dell’Università di Palermo Massimo Midiri, l’assessore regionale alla Famiglia Nuccia Albano, la presidente di Smartengineering Lia Grandi e il direttore (dall’1 gennaio 2025) della struttura Alessio Alotta. E ancora: Marco Cammalleri, (ordinario di Meccanica Applicata e Referente Unipa per Chs), Antonello Mineo (delegato all’innovazione Sicindustria), Fabrizio Ferrandelli (assessore all’innovazione digitale del Comune di Palermo), Giuseppe Russello (Omer), Bogdan Jan Skutkiewicz (Magicmotorsport), Massimo Pulvirenti (Bi-Rex),
Umberto Cattaneo (Schneider Electric), Leo Perrotta (Overit)
Silvia Testa (Randstad), Daniele Dall’Olio (Chs-Competence Hub Stem), Alessandro Viviani (The European House-Ambrosetti).
“Oggi si realizza un altro tassello di una strategia messa in atto da qualche mese e finalizzata a creare prospettive di futuro per i nostri ragazzi – sottolinea Midiri – All’inizio del mio mandato ho ritenuto importante far passare il messaggio che l’Università fosse fondamentale per trovare un lavoro qualificato e altamente professionalizzante, oggi creiamo le prospettive di una collaborazione reale con Smartengineering raccogliendo le migliori professionalità che provengono dal mondo dell’ingegneria e delle tecnologie più avanzate, dandogli modo di lavorare a casa”.
Il tema da affrontare, aggiunge il rettore, è quello della “fuga di cervelli, che sta diventando una piaga davvero importante nella nostra ragione. E’ stato calcolato che nel 2050 saranno andati via più di 4 milioni di ragazzi e se non facciamo queste operazioni sistematiche estendendole a tutte le discipline, come ad esempio l’intelligenza artificiale, perderemo il capitale umano e i nostri ragazzi creeranno posti di lavoro in altre realtà. La presenza delle imprese ci sta facendo modificare piano piano i contenuti della nostra offerta formativa”.
Anche Albano si sofferma sulla necessità di incentivare i giovani siciliani a non migrare: “Abbiamo la percezione del fenomeno della fuga dei cervelli, stiamo lavorando per rilanciare le competenze in Sicilia anche nelle maestranze inferiori. Purtroppo oggi non si riescono a cogliere opportunità, noi stiamo facendo tanto e domani partirà l’accordo Regione-Webuild con circa 600 iscritti alle due giornate di selezione. Rivolgo i complimenti alla Smartengineering, che apre una sede a Palermo per quei ragazzi che hanno fatto corsi di studio importanti e che purtroppo, spesso, abbandonano questa meravigliosa terra e la famiglia: questo è un primo importante passo e mi auguro che di queste realtà ce ne siano tante, in maniera che i ragazzi possano arricchire la nostra Isola”.
Alotta racconta la propria storia professionale che dalla laurea a Palermo lo ha portato a Rovereto e ora di nuovo nel capoluogo siciliano: “Sono rimasto sei anni a Rovereto come responsabile dell’unità di business: sono nato e cresciuto qui, studiando all’Università di Palermo, e dopo la laurea ho subito iniziato la mia esperienza lavorativa a Rovereto. Poter tornare nella mia terra è bellissimo, perchè mi permette di contribuire al suo sviluppo: vorrei essere una guida per i ragazzi qui a Palermo e al contempo costruire qualcosa qui. L’esperienza di Rovereto mi lascia tantissimo, perchè è lì che ho costruito la mia responsabilità: ho sviluppato attitudini diverse e sono stati sei anni davvero formativi. Ai giovani posso dire che nel mondo del lavoro a fare la differenza è la voglia di fare: le competenze tecniche sono fondamentali, ma non sono tutto. E’ importante saper fare tante cose diverse e sapersi relazionare: emigrare non deve essere una necessità ma piuttosto una scelta”.
Grandi racconta come “un anno e mezzo fa abbiamo deciso di trasferire le nostre competenze al sud aprendo tre nuove sedi a Roma, Napoli e appunto Palermo: qui siamo cresciuti molto velocemente e adesso l’apertura di questa sede vuole creare un hub per sviluppare un ecosistema industriale importante che supporti la crescita del territorio. Ci sono già una trentina di dipendenti e prevediamo ulteriori assunzioni: quando siamo partiti eravamo cinque, adesso c’è spazio per un centinaio di risorse. L’idea è crescere e non dare ai ragazzi l’opportunità di trasferirsi al nord, ma di poter lavorare vicino alle loro famiglie”.
– foto ufficio stampa Unipa –
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Cittadini “Pronti a collaborare contro mobilità passiva dei pazienti siciliani”

PALERMO (ITALPRESS) – Un confronto per abbattere i costi della mobilità passiva dei pazienti siciliani che decidono di curarsi in altre regioni di Italia anche per patologie ampiamente trattate dalle strutture dell’Isola per continuare a ridurre il saldo negativo sulla mobilità sanitaria. Lo chiede Barbara Cittadini, presidente dell’Aiop Sicilia e vicepresidente nazionale dell’associazione. Da una recente analisi effettuata dal Dipartimento Pianificazione Strategica dell’assessorato regionale della Salute, emerge che la mobilità sanitaria registra nel 2023 ancora un saldo negativo consistente, anche se inferiore a quello del 2019. La riduzione è avvenuta anche grazie all’apporto della componente di diritto privato del Sistema sanitario regionale. Inoltre la migrazione sanitaria verso le regioni del Nord riguarda patologie come quelle di ortopedia per interventi alla colonna e protesi, di chirurgia bariatrica per la cura dell’obesità, di trapianto di midollo osseo e di cardiochirurgia per interventi sulle valvole cardiache. Patologie per le quali sono ancora numerosi i pazienti che si recano in altre regioni nelle quali trovano una risposta tempestiva alla loro domanda di salute, ma dove le tariffe sono più alte e, quindi, comportano una maggiore spesa per la regione siciliana.
“L’Aiop – dice Cittadini, in una nota – come componente di diritto privato del SSR si rende disponibile ad un confronto con coloro che hanno l’onore e l’onere di dovere assumere le scelte di politica sanitaria, finalizzato ad una programmazione che consenta un possibile attraverso una sinergia virtuosa tra la componente di diritto pubblico e quella di diritto privato del SSR, ai pazienti di potersi curare nella loro regione, senza dovere affrontare i disagi di andare a curarsi lontano da casa e dai familiari, e alla Sicilia di spendere meno, riducendo il trend della mobilità passiva”.
Da una recente analisi effettuata dal Dipartimento Pianificazione Strategica dell’assessorato regionale della Salute, emerge che la mobilità sanitaria registra nel 2023 ancora un saldo negativo consistente, anche se inferiore a quello del 2019. Ma risalta, soprattutto, il fatto che la migrazione sanitaria verso le regioni del Nord riguarda patologie come quelle di ortopedia per interventi alla colonna e protesi, di chirurgia bariatrica per la cura dell’obesità, di trapianto di midollo osseo e di cardiochirurgia per interventi sulle valvole cardiache. Patologie per le quali sono ancora numerosi i pazienti che si recano in altre regioni nelle quali trovano una risposta tempestiva alla loro domanda di salute, ma dove le tariffe sono più alte e, quindi, comportano una maggiore spesa per la regione siciliana.
“L’Aiop rileva che all’interno della componente di diritto privato del SSR – aggiunge – esistono strutture di eccellenza e professionisti qualificati che possono rispondere alla domanda di salute dei siciliani, anche la più complessa, senza necessariamente dovere affrontare i ‘viaggi della speranzà, che creano disagi ai pazienti e maggiori costi per la regione. Tra le strutture accreditate di diritto privato (accreditate e contrattualizzate con il SSR) ve ne sono diverse che da anni effettuano con successo mediamente circa 1400 interventi/anno di chirurgia bariatrica per la cura dell’obesità, oltre che migliaia di interventi complessi di ortopedia, di cardiologia e cardiochirurgia; trapianti di midollo e di cornea e chirurgia oncologica, ma che non possono esaudire tutta la domanda dei pazienti in quanto sono soggette a tetti di spesa”.
– foto ufficio stampa Aiop –
(ITALPRESS).