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Autonomia, Schifani “Insisteremo su insularità e stanziamenti adeguati”

TORINO (ITALPRESS) – “Non guardo all’autonomia differenziata con preoccupazione, tutt’altro, ma con la dovuta attenzione perchè può portarci oltre il fondo perequativo che in questi anni si è dimostrato insufficiente”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, partecipando alla tavola rotonda in occasione dell’avvio dei lavori della seconda edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome che si svolge a Torino sino a domani.
“Spesso – ha proseguito il governatore siciliano – mi si contesta dall’opposizione di aver dato la mia condivisione all’iniziale testo Calderoli, che poi è stato modificato: l’ho fatto perché ne ero convinto. Tra l’altro la posizione del mio partito era di grande attenzione sul processo di formazione e di individuazione dei livelli che garantiscono uniformità di prestazioni in tutto il Paese. Insisterò naturalmente sulla previsione di insularità che è stata introdotta nella Costituzione e che riconosce il peso di una posizione geografica che ti isola e che prevede che lo Stato debba effettuare delle compensazioni economiche. L’ultima finanziaria ha previsto solo 10 milioni, una questione squisitamente simbolica. Noi non abbiamo posto temi, ma lo faremo in occasione della prossima finanziaria perché i principi costituzionali o ci sono o non ci sono. Se ci sono vanno rispettati e vanno attuati, se non ci sono ci si batte. Se all’unanimità in Parlamento si è riconosciuto questo principio, una motivazione ci deve essere ed è quella di superare questo gap”.
Schifani nel suo intervento ha parlato anche del Pnrr: “Mi chiedo: l’Italia, col sistema amministrativo, burocratico e procedurale che ha, può farcela a rispettare i tempi in materia di programmazione e certificazione della spesa? Me lo chiedevo già quando ero parlamentare nazionale e abbiamo chiuso l’accordo con l’Unione europea. E’ un dato che deve essere tenuto in considerazione e i parametri, quindi, devono essere diversi a seconda dei Paesi. Basti pensare, a titolo d’esempio, che per avere i decreti attuativi di alcune leggi, in Italia a volte passa anche un anno dall’approvazione delle norme primarie. E’ qualcosa su cui la classe politica dirigente deve intervenire”.

A margine dell’iniziativa, Schifani ha parlato di termovalorizzatori. “A giorni, il governo nazionale ci consentirà di poterli realizzare con il ‘modello Gualtieri’, con procedure agevolate, così come è giusto che sia in momenti di emergenza rifiuti, come in quello siciliano e così nelle altre regioni – ha detto all’Italpress -. Mi auguro che in fase esecutiva non intervengano ‘manine’ di carattere amministrativo o altro, tendenti a rallentare i fatti”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, a margine del festival “Italia delle Regioni” a Torino. “Noi vigiliamo, starò molto attento perché non respiro un’aria che mi dà grande ottimismo”.

“Sono convinto che, con questo governo, il Ponte sullo Stretto di Messina si farà”, ha sottolineato Schifani. “Ci sono tutti i presupposti: abbiamo un ministro delle Infrastrutture molto determinato a realizzarlo, sta lavorando bene, si è adeguato il progetto ma questo è un atto dovuto, anzi, mi sarei preoccupato se si fosse perso del tempo – ha aggiunto il presidente della Regione Siciliana -. Vedo come bicchiere mezzo pieno l’avvenuto adeguamento del progetto. Occorre trovare la finanza, ma sono convinto che lavorando bene troveremo anche la finanza. Tra l’altro si realizza una coincidenza positiva di due regioni, Sicilia e Calabria, entrambe a guida Forza Italia, che condividono un sogno di Berlusconi, tanto che si è pensato di intestare” il Ponte al Cavaliere. “Poi vedremo se questo sogno sarà possibile: io me lo auguro”, ha concluso Schifani.

Alcune opere previste dal Pnrr “riusciranno a essere puntualmente realizzate” e “vi è un’intesa di massima con il governo, per i rapporti che ho avuto col ministro Fitto: se alcune opere non ce la dovessero fare, potremo realizzarle ugualmente con i fondi Fsc e altre risorse. L’importante è che le opere si realizzino”.

– foto ufficio stampa Regione siciliana –

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Leoluca Orlando presenta “Enigma Palermo”, viaggio tra passato e presente della città

PALERMO (ITALPRESS) – Un viaggio nel passato e nel presente, per studiare a fondo le contraddizioni di Palermo e svelarne i non detti: questo e altro nel nuovo libro dell’ex primo cittadino Leoluca Orlando, intitolato “Enigma Palermo” e realizzato attraverso un lungo dialogo con la giornalista tedesca Costanze Reuscher (coautrice dell’opera). Il testo, edito da Rizzoli, è stato presentato dai due insieme all’attore Pif e al caporedattore del Tgr Rai Sicilia Rino Cascio al cinema Rouge et Noir, dinanzi a una sala gremita di amici e comuni cittadini.
All’interno del libro il tema cui viene dedicato il maggiore spazio è inevitabilmente quello che più ha attraversato i 22 anni di esperienza da sindaco di Orlando, ovvero la mafia; tuttavia non mancano anche altre questioni, come quella dei migranti che tanto sta tenendo banco in questi giorni. E poi c’è quella parola ‘enigmà, che evidenzia quanto ancora c’è da svelare riguardo Palermo: “E’ una città piena di contraddizioni – sottolinea l’ex primo cittadino – aristocratica e popolare, pulita e sporca, rumorosa e silenziosa, arcaica e moderna, vecchia e giovane. Queste contraddizioni sono alimentate da tante zone grigie e lo scopo di questo libro è ridurne gli spazi: in questa città la zona grigia è stata sempre alimentata dalla paura e da meschini interessi”. Tanto è cambiato dalla prima elezione di Orlando nel 1985 al termine del suo ultimo mandato nel 2022: “Quando ho iniziato a fare il sindaco ho capito che ogni uomo delle istituzioni era isolato nel proprio palazzo: lo ero io, lo era Falcone, lo era il cardinale Pappalardo e lo era Libero Grassi. Per i mafiosi era anomalo vedere uno con la fascia da sindaco a chiederne la condanna e non a cena con loro: cominciò a esserci una sensazione generale che tutto stesse cambiando. Quando la mia esperienza da sindaco è finita mi sono preso un anno sabbatico, perchè volevo riflettere: negli ultimi anni del mio mandato molti consiglieri comunali della mia maggioranza mi hanno abbandonato, ero pronto a dimettermi nel 2019 con tanto di lettera già scritta, ma poi è arrivata la pandemia e ho fatto quello che ritenevo fosse la cosa migliore per la mia città”.
Una delle convinzioni che l’ex sindaco, ‘ufficiosamentè candidato alle prossime elezioni europee, porta avanti nel libro riguarda il fatto che “Falcone non fu messo in condizione di fare il suo dovere e di indagare come avrebbe voluto nei confronti dei politici e dei responsabili degli omicidi di Piersanti Mattarella e Pio La Torre: sono trent’anni che ripeto queste cose, venendo inascoltato e insultato”. La ferita del 1992, con gli eccidi di Capaci e via D’Amelio, è tuttora aperta, drammaticamente attuale nella misura in cui “si pensa a cosa hanno dichiarato in questi giorni i legali e i familiari di Paolo Borsellino sulla difficoltà nel trovare verità e giustizia per le stragi e sulle condizioni in cui versava la procura di Palermo, dove era impossibile svolgere il proprio lavoro senza essere ostacolati”. Anche il tema dei migranti è riproposto con forza all’interno del libro: “Stiamo assistendo a un cambiamento del clima culturale nel nostro paese – afferma Orlando, – c’è una sistematica violazione da parte del governo Meloni dei diritti di coloro che disperatamente cercano di venire nel nostro paese per sopravvivere. Le recenti decisioni dei magistrati sono una conferma del cambio di paradigma: troppe volte il diritto è in contrasto con i diritti, ma per fortuna abbiamo Corte costituzionale, Corte di giustizia europea e Costituzione”.
– foto xd8 Italpress –
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Cesare Cremonini inaugura campo sportivo della scuola “Sperone Pertini” di Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – A Palermo, all’Istituto comprensivo statale “Sperone Pertini”, è stato inaugurato il nuovo campo sportivo polifunzionale realizzato grazie al progetto “Io Vorrei”, voluto dal cantautore e attore Cesare Cremonini, accolto da una folla di studenti del plesso, e sostenuto da Intesa Sanpaolo Assicura nell’ambito della collaborazione che il gruppo assicurativo ha sviluppato sin dal lancio del suo disco “La ragazza del futuro” nel 2022. A fare gli onori di casa la dirigente scolastica, Antonella Di Bartolo. Presente alla cerimonia di inaugurazione, Mauro Palonta, responsabile commerciale Intesa Sanpaolo Assicura.
“Il successo di questo progetto si misura in termini di gratitudine, entra dentro e mi sta insegnando – dichiara Cesare Cremonini nel corso dell’incontro con la stampa – l’incredibile possibilità di trasformarsi e di essere cambiato senza volerlo, il rapporto con l’elemento scuola è cambiato da quando ho conosciuto Antonella e ho acquisito la consapevolezza che esistono anche situazioni drammatiche. Esiste una realtà al fianco di chi crea questo progetto che è Banca Intesa Sanpaolo senza cui non sarebbe potuto esistere questo progetto e la parte centrale sono i bambini che possono utilizzare questo campetto. Anche un solo bambino che non va a scuola è una sconfitta, questo progetto è un elemento di grande speranza per il futuro in un contesto difficile come questo. Lo Sperone è trincea del futuro”.
“Questa esperienza – continua Cremonini – porta a guardare al futuro, non sarà mai un percorso solitario, da pochi giorni lo Sport è parte della Costituzione e ciò è molto importante perchè avere l’occasione di realizzare un progetto di integrazione con lo sport nello stesso momento in cui lo sport viene integrato nella Costituzione è una cosa emozionante e centrale. Le scuole sono il centro del territorio, l’inizio e il proseguo. Ho ricevuto tanto affetto e tanti ‘ti voglio benè, dire ad un artista ti voglio bene non accade mai nel mio territorio, qui il rapporto che è nato è speciale, in moltissimi mi hanno voluto dire ‘ti voglio benè”.
“E’ la tappa di un’amicizia che Cesare Cremonini ha mostrato più di un anno fa investendo nel quartiere insieme a Intesa Sanpaolo Assicura con un murale che raffigura una nostra alunna – sottolinea la preside dell’Istituto, Antonella Di Bartolo -. Questo campetto è una promessa che trova la scuola come protagonista ma trova anche amici nel suo percorso. Un futuro che si costruisce nel presente”.
“Il motivo per cui Intesa Sanpaolo ha sposato questo progetto l’ha detto Cesare – aggiunge Mauro Palonta, responsabile commerciale Intesa Sanpaolo Assicura – perchè parla di futuro, di progetti e tutti questi elementi devono essere protetti. Il nostro gruppo è fortemente concentrato nella cultura del proteggere, la cultura di far in modo di farsi affiancare da chi può aiutare a portare a termine il progetto”.
“Io Vorrei” è un progetto ideato da Cesare Cremonini in collaborazione con Giulio Rosk e Intesa Sanpaolo Assicura, con l’obiettivo di promuovere la ricerca della bellezza come valore e realizzare opere di riqualificazione urbana, un gesto concreto per creare opportunità, riaccendere la speranza e raccontare la storia del nostro domani attraverso periferie simbolo, è stato sottolineato. L’iniziativa – nata nei quartieri Sperone a Palermo, Ponticelli a Napoli e sui muri di Ostia – attraverso la realizzazione di opere d’arte permanenti che raffigurano il volto dei bambini del posto, i cui occhi rappresentano lo sguardo sul futuro, prosegue ora attraverso la realizzazione di campi sportivi polifunzionali.
– foto xl1 Italpress –
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Si è insediato il nuovo questore di Catania, Bellassai “Al servizio dei cittadini”

CATANIA (ITALPRESS) – Si è insediato, nella sede della Questura di Catania, in piazza Santa Nicolella, il nuovo Questore del capoluogo etneo Giuseppe Bellassai, dirigente generale di Pubblica Sicurezza. Prende il posto di Vito Calvino, passato a dirigere la Questura di Palermo.
Bellassai, classe 1962, originario di Santa Croce Camerina, è entrato in Polizia nel 1988, frequentando il Corso di Formazione per Funzionari della Polizia di Stato all’Istituto Superiore di Roma. Nel 1991 divenne funzionario addetto alla Squadra Mobile di Ragusa, un anno dopo divenne dirigente e mantenne la carica fino al 2005, anno in cui è stato promosso Primo Dirigente ed è stato trasferito alla Questura di Agrigento, nella quale ha svolto l’incarico di dirigente della divisione di Polizia Amministrativa e Sociale dell’Immigrazione. In quel periodo venne anche inviato dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza in missione nel centro di Lampedusa, dove rimase per quattro anni. Nel 2010 è diventato vicario del Questore di Trapani e in seguito ha avuto lo stesso ruolo a Palermo. Nel 2016 è arrivato per lui il primo incarico da Questore a Benevento, dove è rimasto per tre anni, fino a quando ha assunto la guida della Questura di Taranto. Infine nel 2021 è stato trasferito a dirigere la Questura di Perugia fino all’approdo nel capoluogo etneo.
Durante la conferenza stampa ha esordito affermando come sia felice di ritornare in Sicilia, dopo i precedenti incarichi da Questore fuori dall’Isola, e come farà di tutto per ripagare la fiducia che gli è stata riposta.
“Il lavoro – ha sottolineato il questore Bellassai, incontrando i giornalisti – sarà al servizio della collettività e di tutta la provincia etnea. Conosco molte delle dinamiche di questo territorio, ma chiaramente in questi giorni cercherò di comprendere appieno grazie al sindaco di Catania, al capo di gabinetto e a tutti i rappresentanti della Questura quali sono le priorità, le emergenze, le urgenze e le criticità del territorio. So per certo che dobbiamo lavorare ed è quello che ho fatto nella mia esperienza di 35 anni in Polizia. Io credo che il dato più importante da chiarire sia quello di essere serventi rispetto ai bisogni, alle necessità e alle esigenze dei cittadini di tutta la provincia. Dobbiamo stare in ascolto e intercettare le istanze per dare delle risposte che siano adeguate ai bisogni. Io credo fermamente alla responsabilità che abbiamo noi della Polizia di Stato in termini di sicurezza e di ordine pubblico. Il Questore ha un ruolo di primo piano e di alta responsabilità. Credo che la sicurezza si acquisisce attraverso la fiducia dei cittadini e che quest’ultima si acquisisca attraverso un lavoro quotidiano, costante e che riesca a portare a dei risultati tangibili. C’è una sicurezza reale e una sicurezza percepita e la prima ha dei numeri che parlano di risultati importanti e di decremento di un certo tipo di reati particolari. Quella percepita dipende invece anche da altri fattori, come l’influenza che ha l’illegalità sul cittadino e il compito dei mass media, che sono un riferimento fondamentale per il nostro servizio. L’informazione deve dare anche spazio ai risultati che otteniamo e il rapporto voglio che sia costante e privilegiato. Siamo in una società in cui l’informazione è veloce, viaggia anche sui social ed è necessario dare conto dei risultati in modo efficace, perchè incide anche sulla sicurezza percepita dai cittadini. Saremo ben attenti anche agli spunti che voi ci date. Vi ringrazio e spero di avere con voi un rapporto che sia di reciproco scambio di valutazioni sulle cose”.
– foto col5 Italpress –
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All’Ismett trapianti di rene fra pazienti con gruppi sanguigni diversi

PALERMO (ITALPRESS) – Avviato presso ISMETT-UPMC il programma di trapianto di rene da vivente fra pazienti con gruppo sanguigno non compatibile (programma ABO incompatibile). Si tratta del primo trapianto di rene fra pazienti non compatibili eseguito in Sicilia, altri sono già in programma e verranno eseguiti nelle prossime settimane. Il trapianto AB0 incompatibile è una procedura molto diffusa negli Stati Uniti e in Giappone, ma in Italia è ancora effettuata in pochi centri.
“L’incompatibilità di gruppo – spiega la dottoressa Barbara Buscemi, responsabile medico del programma di trapianto di rene da vivente – fino a qualche anno era ritenuta una barriera invalicabile, una controindicazione assoluta al trapianto. Un gruppo sanguigno diverso rispetto a quello del donatore comportava, infatti, l’immediata aggressione del rene trapiantato da parte degli anticorpi del ricevente con conseguente rigetto dell’organo. Adesso, grazie ad un protocollo di desensibilizzazione e all’utilizzo di un farmaco, anticorpo monoclonale, è possibile superare questo ostacolo e permettere la buona riuscita dell’intervento”.
Prima dell’intervento il paziente che ha ricevuto il trapianto è stato sottoposto ad una specifica terapia: la plasmaferesi. La tecnica consiste nel rimuovere gli anticorpi anti A o anti B preformati collegando il paziente ad una macchina mediante la quale il sangue del paziente viene ripulito dagli anticorpi che – altrimenti – aggredirebbero l’organo trapiantato e portato al rigetto sostituendolo con immunoglobuline protettive. Parallelamente viene iniziata la terapia immunosoppressiva e l’infusione dell’anticorpo monoclonale riducendo e bloccando la produzione degli anticorpi. La procedura è stata realizzata in sinergia con i medici del Centro Trasfusionale dell’Arnas Civico di Palermo che hanno effettuato le sedute di aferesi e il monitoraggio del titolo anticorpale nel pre e nel post-trapianto.
“Abbiamo fatto un importante passo avanti nel campo dei trapianti d’organo in Sicilia – afferma Angelo Luca, Direttore dell’IRCCS ISMETT -. E’ un esempio tangibile di come l’innovazione e la ricerca stiano estendendo le possibilità per coloro che sono in attesa di un trapianto. L’ISMETT è un pilastro di eccellenza e affidabilità per la nostra comunità. La collaborazione con il Centro Trasfusionale dell’Arnas Civico di Palermo è un chiaro esempio di come l’unione delle competenze possa portare a risultati straordinari. Lavoriamo senza sosta per estendere le frontiere dell’innovazione nel campo medico, sempre con la consapevolezza che dietro ogni trapianto ci sono persone, famiglie, storie uniche. E’ a loro che dedichiamo con passione il nostro lavoro”.
A ricevere questo trapianto di rene, dopo tre settimane di pre-trattamento, è stato un paziente siciliano di 58 anni. L’organo è stato prelevato con una tecnica laparoscopica mini-invasiva, favorendo una rapida guarigione per la donatrice, sua moglie di 52 anni. Dopo l’intervento, entrambi sono in buone condizioni: la donna è stata dimessa in pochi giorni e l’uomo è monitorato ambulatorialmente.

– foto: screenshot da video ufficio stampa Ismett –
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Si insedia il nuovo questore di Palermo, Vito Calvino “Priorità contrasto a mafia”

PALERMO (ITALPRESS) – “Sono stracontento di essere qui, per me è un’opportunità, spero di essere all’altezza”. Così Vito Calvino, nuovo questore di Palermo, nel corso di un incontro con la stampa nel complesso Santa Elisabetta della Squadra Mobile, nel capoluogo siciliano.
“Sono pronto per questa nuova avventura e certo di trovare una macchina ben organizzata in tutto il territorio – prosegue -. Dobbiamo essere pronti a rispondere alle varie esigenze, non sarà semplice abbiamo volontà e idee. Abbiamo una quantità di situazioni che fanno parte del bagaglio di ogni città. Vogliamo puntare di più sui giovani di questa città, dobbiamo inventarci qualsiasi cosa per immaginarci concorrenziali a tutto ciò che produce devianza”. Poi sul contrasto alla mafia: “E’ chiaro che l’asset principale è la lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, bisogna continuare l’attività degli ultimi decenni – sottolinea Calvino -. In questa terra si vive molto di simbologia e avere garantito negli ultimi anni l’asset della continuità alla lotta è importante”.
“I giovani sono il nostro futuro – aggiunge il questore Vito Calvino -. Dobbiamo puntarci per una questione di principio e non c’è altra via”. Palermo, “non è una città diversa dalle altre grandi aree metropolitane – aggiunge -. Non esiste una sola ricetta, ma fare tesoro delle esperienze fatte. Chiediamo alla gente di esserci vicini, chiunque essi siano: giovani, imprenditori e altri. Siamo aperti alla collaborazione. Da soli non si va da nessuna parte. Per questa città bisogna dare il massimo. Siamo certi che la città di Palermo vuole bene alla polizia e alle altre forze dell’ordine. C’è una domanda di sicurezza da parte della gente maggiore, tutto va affrontato con la stessa determinazione. Bisognerà continuare a fare azioni specifiche per raggiungere degli obiettivi”. Poi sul ruolo dei Commissariati: “Garantiscono la prossimità, dobbiamo puntare moltissimo per il recupero dalla dispersione scolastica – sottolinea il Questore -. In altre città si sono ottenuti risultati eccezionali. Serve anche per avvicinare le famiglie e fargli comprendere il rispetto della legalità”. Ed ancora sulla città: “I palermitani sono padroni del loro futuro, sanno che tipi di comportamento devono avere per una Palermo migliore. Palermo deve essere consapevole dei suoi tesori e crescere, mi auguro che nel tempo attraverso il lavoro questo senso civico e di appartenenza possa avere sempre più piede ed essere la carta vincente per un futuro radioso”, aggiunge.
– foto xd6 Italpress –
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Uilca Sicilia, Gargano “In crescita anche nel comparto Assicurativi”

CALTANISSETTA (ITALPRESS) – Continua la crescita della Uilca Sicilia anche nel comparto degli Assicurativi. Lo rende noto Giuseppe Gargano, segretario generale Uilca Uil Sicilia, che, alla fine di un incontro tenutosi a Caltanissetta, ha comunicato le nuove acquisizioni degli assicurativi in tutta la Sicilia, e ha aggiunto: “Un grande benvenuto ed un ringraziamento sincero ai nuovi amici che hanno scelto la Uilca Uil per proseguire o avviare il proprio percorso sindacale in Alleanza Assicurazioni”. I nuovi dirigenti sindacali, fra i quali Massimiliano Messinese, Enzo Di Mare, Agostino Manganella, Nicolò Cannella e Calogero Di Vinci hanno definito insieme progetti e percorsi da portare avanti condividendoli con il Responsabile Regionale Uilca Sicilia assicurativi Diodoro De Guilmi e con il Responsabile del Proselitismo Uilca Sicilia assicurativi Diego Di Gioia. “Il nostro progetto è solo all’inizio – dichiarano -. La passione e la voglia di essere protagonisti nella rappresentanza delle lavoratrici e dei lavoratori ci porteranno lontano. Certamente una delle priorità sarà recuperare anche in Alleanza il CCNL di categoria poichè già nel prossimo mese di ottobre dovrebbe ripartire la trattativa. Non faremo mancare il nostro contributo di idee e proposte alle delegazioni trattanti”.
“La centralità delle persone – conclude Gargano – essere lavoratori tra i lavoratori con un impegno di rappresentanza da portare avanti con credibilità e serietà, la difesa dei diritti insieme alla consapevolezza dei doveri, hanno accomunato tutti i partecipanti all’incontro. Con questi presupposti, sono certo che la nuova squadra Uilca Sicilia assicurativi sarà vincente”.
– foto ufficio stampa Uilca Uil Sicilia –
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Sicilia, Schifani “La burocrazia non ci freni, recuperare i ritardi”

PALERMO (ITALPRESS) – “Forza Italia non sarà a trazione nordista, sarà a trazione nazionale grazie alle modifiche che porteranno all’elezione di quattro vicepresidenti e la Sicilia avrà il suo giusto peso”. Lo dice il presidente della Regione Sicilia ed esponente di spicco di Forza Italia, Renato Schifani, in un’intervista a Repubblica. Schifani, dopo aver giudicato “ottimi come sempre, di cordialità e rispetto” i suoi rapporti con l’attuale numero uno del partito Antonio Tajani, aver rivelato di sentirsi ogni tanto con Paolo Berlusconi (“con Marina meno, con lui ho un ottimo rapporto, molto cordiale e gradevole”) e dimostrato una sorta di indifferenza nei confronti di Miccichè “Io non l’ho incontrato, non è iscritto al nostro gruppo all’Ars. Forse ha ancora la tessera di Forza Italia e partecipa come iscritto al partito”, ha chiarito anche i suoi rapporti con Totò Cuffaro: “Con Cuffaro ci conosciamo da più di 20 anni, abbiamo entrambi una formazione politica moderata anche se lui ha iniziato a fare politica molto prima. Ha avuto momenti difficili durante i quali io non l’ho mai rinnegato come amico. Ha espiato la sua pena con dignità ed è tornato in politica come è consentito a tutti i cittadini e sta ottenendo grandi consensi. Ma l’alleanza politica non è fra Schifani e Cuffaro, c’è una mia proposta politica che Tajani ha apprezzato per trasformare il partito da leaderistico in pluralistico. Quindi di raccogliere in Forza Italia per le Europee tutti i partiti che si riconoscono nei valori del partito popolare europeo. In Sicilia c’è Cuffaro ma anche Lombardo, in Liguria ci sono Toti e Scajola ma potrei continuare all’infinito”. Schifani ha inoltre ribadito il suo appello nei confronti della burocrazia. “A dicembre 2022, a un anno dalla scadenza del periodo 2014-20 erano stati spesi solo 2 miliardi e se ne dovevano spendere altrettanti in un anno. Abbiamo fatto i salti mortali, abbiamo rinegoziato un nuovo programma. Ho riunito i direttori con 8 giorni di preavviso per fare un punto e superare le criticità, per aiutarli se c’erano problemi da risolvere. Così non nego di essere rimasto molto amareggiato per alcune assenze non preannunciate. Poi gli assenti si sono giustificati ma per me in alcuni casi la forma è sostanza. Spero che anche chi era assente riesca a recuperare i ritardi”. Sempre sui cosiddetti “burocrati”: “L’organico è sottodimensionato e i dirigenti fanno il massimo possibile. Per fortuna fra qualche giorno firmando il nuovo patto con il governo nazionale si allargherà un pò la stretta e potremo far partire i concorsi. Per il resto io non faccio nessuna guerra politica ai dirigenti ma pretendo che, come prevede la legge Bassanini, esercitino i poteri decisionali che spettano alla burocrazia invece di rallentarli o non esercitarli”. Infine, a proposito di possibili dissidi con la Chiesa, Schifani spiega: “Chi conosce la mia vita pubblica sa i rapporti di rispetto che ho avuto con i cardinali Bertone, Ruini, Bagnasco, Fisichella. Pensare che io volessi polemizzare con il mondo della Chiesa è fuori di logica. Quel giorno mentre correvamo tutti per combattere gli incendi mi è sembrato inopportuno che il vescovo, in quelle ore delicate, stimolasse i cittadini alla protesta”.(ITALPRESS).

Foto: Agenzia Fotogramma