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Elisa Toscano nominata delegata regionale della Ferpi per la Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – Il Consiglio Direttivo Nazionale della Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana ha proceduto alla nomina della professionista Elisa Toscano quale nuova delegata per la regione Sicilia, aggiungendo un altro tassello importante al rinnovato quadro dei suoi organi sociali.
I primi due mesi della Presidenza Ferpi di Filippo Nani hanno visto molti interventi a favore della rappresentanza territoriale dell’associazione. Un’azione forte e decisa che sta riqualificando la brand awareness della professione in Italia. “Sono particolarmente orgoglioso di poter contare sulla collega Elisa Toscano per tornare a dare un segno di presenza e vicinanza di Ferpi alla Sicilia – sottolinea Filippo Nani -. Le delegazioni sono le solide fondamenta di un progetto di rinnovamento che nei prossimi anni darà a Ferpi un volto nuovo, più attento alle esigenze dei professionisti e sempre più collegato ai cambiamenti in atto nella nostra professione. Con la nomina di Elisa Toscano alla guida della delegazione Sicilia si compie un ulteriore passo avanti nella presenza di Ferpi su tutto il territorio nazionale, e in particolare in una regione che offre grandi opportunità di crescita ad una comunità professionale in cerca di occasioni di incontro, confronto e costruzione di solide relazioni”.
“Sono estremamente grata al Presidente Filippo Nani di avermi offerto questa opportunità – commenta la nuova delegata per la Sicilia, Elisa Toscano – e di avermi consentito, da subito, di avere a fianco il direttivo nazionale, i delegati delle altre regioni e i professionisti Ferpi che con generosità hanno accolto il mio incarico offrendo il loro supporto e aiuto. La nostra regione ha un passato glorioso in termini di rappresentanza nelle relazioni pubbliche. Negli anni è cresciuta la consapevolezza e la professionalità legata alle professioni del mondo della Comunicazione e delle Relazioni pubbliche nella nostra isola. Nel mio percorso professionale ho avuto modo di incontrare e collaborare con professionisti legati a grandi aziende del territorio che sono certa, accoglieranno il mio invito ad aderire all’associazione e a ridare vita ad una rete professionale di valore. Non siamo un’isola nell’isola, siamo professionisti che curano e gestiscono relazioni per le proprie aziende e per i propri clienti, queste skills non possono non apportare alla nostra economia quel fattore di competitività che è di vitale importanza per le nostre imprese. Grazie ad un network professionale come la Ferpi, i soci avranno a disposizione conoscenze, competenze e contatti con professionisti che ridurranno, seppure idealmente, il divario che ci allontana dal resto della penisola”. “Il mio obiettivo – aggiunge – è acquisire maggiore awareness nei confronti della nostra professione, attivare un dialogo con gli stakeholders e creare un network di professionisti che possa dare concretezza e sostanza alla rappresentatività territoriale. La nostra professione rappresenta un valore indiscutibile a supporto di imprese, organizzazioni e professionisti. Abbiamo molti progetti in cantiere e sono certa che con l’aiuto di Ferpi, dei colleghi e degli imprenditori del territorio, potremo dar voce alla realtà siciliana con orgoglio e professionalità”.
foto ufficio stampa Ferpi – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana
(ITALPRESS).

Il cucciolo “Dante” a difesa del fortino della droga, 5 arresti a Catania

CATANIA (ITALPRESS) – I Carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante, insieme ai colleghi del Nucleo Cinofili di Nicolosi, hanno arrestato 5 persone per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. In manette sono finiti 4 catanesi di 18, 21, 22 e 29 anni, e un cittadino extracomunitario di origini tunisine di 28 anni. Utilizzavano come “base” un appartamento di via Di Giacomo, protetto da telecamere. All’interno c’era anche “Dante”, un cucciolo di Rottweiler, ora affidato all’Asp.
Al centro dei controlli è finita una piazza di spaccio di droga in via Di Giacomo, nello storico e popoloso quartiere di San Cristoforo, che risultava particolarmente “frequentata” da tossicodipendenti, così consentendo lauti guadagni agli spacciatori. Individuata l’abitazione dei pusher, protetta da telecamere esterne nascoste, gli investigatori hanno annotato l’andirivieni di acquirenti, che a debita distanza, sono stati successivamente fermati dai militari e, quindi, trovati in possesso di singole dosi di droga appena acquistata.
Necessario pertanto l’immediato riscontro con una perquisizione domiciliare, resa possibile dalla scaltrezza di un Carabiniere, che nascosto in attesa, dapprima sfruttando il cancello principale lasciato “incautamente” aperto da uno degli spacciatori, quindi bussando alla porta blindata dell’appartamento in questione, è riuscito ad accedere al suo interno, dando il via libera ai colleghi, che sono intervenuti a dare man forte, bloccando i 5 indagati.
L’attività di ricerca ha quindi permesso di rinvenire, su un tavolo posto al centro della stanza principale, una busta di plastica contenente 30 grammi circa di marijuana, una pietra di crack di 0,23 grammi, 1.035 euro in banconote di vario taglio, un bilancino di precisione, tre bilance elettroniche, una macchina per il confezionamento sottovuoto dello stupefacente e un sofisticato sistema di videosorveglianza, dotato di maxi schermo, che permetteva di monitorare le vie d’accesso al palazzo, così da scongiurare l’intervento delle forze dell’ordine.
Tuttavia quello che ha maggiormente sorpreso i Carabinieri, è stato trovare all’interno dell’alloggio un cucciolo di razza Rottweiler, chiamato affettuosamente dai militari col nome di “Dante”, che invero, per i sordidi progetti degli spacciatori, avrebbe vissuto la sua intera esistenza all’interno dell’appartamento, venendo sfruttato per difendere quella roccaforte della droga.
La perquisizione è stata poi estesa anche ad una abitazione attigua, dalla quale proveniva uno dei cavi del sistema di videosorveglianza, protetta da una pesante porta in ferro, abbattuta grazie all’intervento dei Vigili del Fuoco. Qui i Carabinieri hanno trovato ulteriori telecamere, nascoste tra le fioriere dei balconi, che puntavano sempre all’esterno dell’edificio.
I cinque arrestati sono stati accompagnati nel carcere catanese di Piazza Lanza. Il gip ha convalidato l’arresto e confermato la misura restrittiva, con eccezione dell’extracomunitario 28enne che è stato invece scarcerato.
Il cucciolo è stato invece affidato alle cure del personale veterinario dell’Asp di Catania, che avrebbe provveduto a registrarlo e vaccinarlo.
foto ufficio stampa Carabinieri
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Agrigento Capitale della cultura, il contributo della Fondazione Terzo Pilastro

ROMA (ITALPRESS) – C’è anche l’impronta concreta della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale nella proclamazione di Agrigento quale Capitale italiana della cultura 2025. Una serie di iniziative in campo culturale e sociale, promosse negli ultimi anni dalla Fondazione presieduta da Emmanuele F.M. Emanuele, hanno infatti dato lustro alla città siciliana, favorendone la scelta. Ad esempio, la mostra di Igor Mitoraj nella Valle dei Templi – promossa e realizzata nel 2016 per volontà di Emanuele, in collaborazione con la Galleria Contini – presso il Parco Archeologico. Nell’occasione, l’artista polacco donò al Parco la scultura “Icaro caduto”, attualmente posizionata di fronte al Tempio della Concordia.
Due anni dopo, nel 2018, il Parco Archeologico e l’Hotel Baia di Ulisse hanno ospitato, su input della Fondazione, la conferenza di incontro e dialogo tra le 3 maggiori religioni monoteiste (cristianesimo, ebraismo e islamismo), in collaborazione con il Centro Mediterraneo dell’Unesco di Valencia, dal titolo “Multaqa. Mediterraneo di civiltà e di pace”.
Non solo cultura. Durante la pandemia, la Fondazione ha infatti donato al Comune di Agrigento (come ad altri 10 comuni del Sud-Italia), 100.000 euro da destinare all’acquisto di buoni pasto per le famiglie più colpite dalla crisi attraverso le organizzazioni locali.

– foto ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro Internazionale –
(ITALPRESS).

Francesco Greco presidente del Consiglio Nazionale Forense, “Al servizio dell’avvocatura”

ROMA (ITALPRESS) – L’avvocato palermitano Francesco Greco è stato eletto oggi presidente del Consiglio nazionale forense per il quadriennio 2023 – 2026 nel corso della seduta di insediamento del nuovo Cnf. Succede a Maria Masi, prima presidente donna nella storia dell’istituzione.
“Ringrazio i consiglieri nazionali per la fiducia”, è il primo commento del neo presidente Francesco Greco, che aggiunge: “Sono lieto di potermi impegnare ancora al servizio degli avvocati e dell’avvocatura, nella difesa dei valori che essa rappresenta per la piena ed effettiva tutela dei diritti e con l’obiettivo di affrontare immediatamente con misure adeguate la crisi economica, e l’inammissibile gender gap reddituale, che da tempo colpisce la professione”.
Tra le priorità del suo mandato, una costante presenza dell’avvocatura nell’elaborazione delle riforme e dei correttivi alle ultime leggi in materia di giustizia sui quali è al lavoro il ministro Carlo Nordio.
“E’ necessario introdurre un sistema oggettivo di valutazione dell’efficienza di ciascun singolo processo – afferma Greco -, è intollerabile che dell’inefficienza del sistema giudiziario nessuno risponda. In ogni sistema produttivo ciascuno è chiamato a dar conto di proprie eventuali inefficienze, tranne che nella giustizia”.
I due vicepresidenti eletti sono Patrizia Corona (Foro di Trento) in rappresentanza del distretto di Corte di Appello di Trento, riconfermata nel ruolo già ricoperto nella consiliatura appena terminata, e Francesco Napoli (Foro di Palmi) del distretto di Reggio Calabria. Per la carica di segretaria è stata eletta Giovanna Ollà (Foro di Rimini) del distretto di Corte di Appello di Bologna e Donato Di Campli (Foro di Pescara) in rappresentanza del distretto di Corte di Appello de L’Aquila.
L’elezione dell’ufficio di presidenza è il primo adempimento del nuovo Consiglio, riunitosi questa mattina nella sede giurisdizionale presso il ministero della Giustizia. Il plenum degli avvocati, che resterà in carica per i prossimi quattro anni in rappresentanza degli Ordini territoriali, è costituito da 34 componenti, dei quali un terzo sono avvocate, diciassette i nuovi eletti e altrettanti i riconfermati per un secondo mandato.
Francesco Greco, avvocato civilista, classe 1962, ha ricoperto la carica di vicepresidente nel corso della passata consiliatura del Cnf, ed è stato presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo per due mandati, dal 2010 al 2018. In precedenza, dal 2000 al 2002, è stato anche al vertice dell’Associazione italiana giovani avvocati (Aiga). E’ sposato e ha 2 figli.
Di seguito l’elenco dei consiglieri nazionali per il quadriennio 2023-2026 e dei rispettivi distretti di Corte d’appello: Enrico Angelini (Genova), Leonardo Arnau (Venezia), Ettore Atzori (Cagliari),Giovanni Berti Arnoaldi Veli (Bologna), Giampaolo Brienza (Potenza), Camillo Cancellarlo (Napoli), Paola Carello (Roma), Giampiero Cassi (Firenze), Claudio Consales (Lecce), Patrizia Corona (Trento), Aniello Cosimato (Salerno), Biancamaria D’Agostino (Napoli), Francesco De Benedittis (Trieste), Donato Di Campli (L’Aquila), Francesco Favi (Catania), Paolo Feliziani (Perugia), Antonio Gagliano (Caltanissetta), Antonino Galletti (Roma), Nadia Giacomina Germanà Tascona (Milano), Daniela Giraudo (Torino), Francesco Greco (Palermo), Vittorio Minervini (Brescia), Francesco Napoli (Reggio Calabria), Mario Napoli (Torino), Giovanna 011à (Bologna), Francesca Palma (Ancona), Alessandro Patelli (Milano), Francesco Pizzuto (Messina), Demetrio Rivellino (Campobasso), Federica Santinon (Venezia), Carolina Rita Scarano (Bari), Lucia Secchi Tarugi (Firenze), Giovanni Stefanì (Bari), Antonello Talerico (Catanzaro).
foto ufficio stampa Consiglio Nazionale Forense
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Policlinico di Palermo, al via piano per il recupero delle liste d’attesa

PALERMO (ITALPRESS) – Al Policlinico di Palermo ha preso il via oggi il Piano operativo aziendale per il recupero delle liste d’attesa deliberato dal Commissario dell’Azienda ospedaliera universitaria, Salvatore Iacolino. Il Piano è il risultato del lavoro di 12 tavoli tecnici che hanno visto la partecipazione di tutti i responsabili degli ambulatori afferenti alle unità operative del “Paolo Giaccone” e dei rappresentanti della Direzione sanitaria aziendale, della Direzione sanitaria di presidio e del SIA, il Sistema informativo aziendale.
Al centro del programma di riduzione delle prestazioni prenotate dai cittadini e non ancora erogate, due le linee di intervento: l’incremento delle attività in regime istituzionale, e l’integrazione con prestazioni aggiuntive in regime di incentivazione, che l’Azienda, in alcuni specifici casi, può richiedere ai propri dirigenti in via eccezionale e temporanea, oltre l’orario di servizio, ad integrazione dell’attività istituzionale.
Da oggi, dunque, l’offerta in regime istituzionale sarà implementata estendendo l’orario di apertura degli ambulatori. Le prestazioni da smaltire sono circa 29.000, di cui 13.250 superano i tempi d’attesa previsti che mediamente sono di oltre 250 giorni per alcune prestazioni dell’area delle visite specialistiche, di oltre 200 giorni per alcune prestazioni dell’area della diagnostica strumentale e di oltre 150 giorni per alcune prestazioni dell’area della diagnostica per immagini.
“L’abbattimento delle liste d’attesa – spiega Iacolino – è un obiettivo strategico aziendale al quale si associano sia le premialità che le eventuali penalizzazioni correlate al mancato raggiungimento che verranno definite in sede di negoziazione con i direttori dei dipartimenti. Ritengo questo Piano una significativa iniziativa e ringrazio il Collegio di Direzione e tutti i professionisti dell’azienda per il contributo e la condivisione”.
Il Piano di recupero delle liste d’attesa è finanziato con un milione di euro di fondi regionali stanziati nel 2022 per il cui utilizzo, nel gennaio scorso, il Policlinico ha ottenuto il nulla osta dall’Assessorato della salute.
Le ulteriori prestazioni aggiuntive potranno gravare su fondi aziendali, nel frattempo resi disponibili, le cui modalità di attribuzione sono disciplinate da un apposito regolamento adottato con delibera del 31 marzo scorso.
In estrema sintesi, il documento prevede l’attuazione dei quattro obiettivi assegnati da Iacolino ossia: potenziare l’offerta sanitaria incrementando le prestazioni ambulatoriali e di ricovero; riequilibrare gli slot dedicati ai controlli con quelli dedicati ai primi accessi in favore di questi ultimi, aumentando, pertanto, gli slot dedicati ai primi accessi con particolare riferimento alle prestazioni con maggiore tempo di attesa; intestare ciascuna prestazione, in fase di esecuzione al singolo professionista, al fine di computare correttamente l’attività svolta in regime istituzionale con quella svolta in regime libero professionale; istituire le chiamate attive, da effettuarsi alcuni giorni prima dell’appuntamento, al fine di accertarsi dell’effettiva disponibilità dell’assistito a carico dell’unità operativa che eroga la prestazione.
Per quanto riguarda l’incremento delle prestazioni in regime di attività istituzionale, si comincerà da alcune delle prestazioni di primo accesso previste come prioritarie dal Piano nazionale di recupero delle liste d’attesa ed attuando misure idonee all’efficientamento delle agende.
II ricorso a prestazioni aggiuntive, e nella misura massima del 65% del volume da erogare, pari a 19.000,00 prestazioni, avverrà solo per quelle strutture ambulatoriali che avranno incrementato il numero di prestazioni istituzionali in misura non inferiore al 35% di tale volume, pari a 10.000,00 prestazioni.
La previsione di spesa ripartita per i Dipartimenti cui afferiscono ambulatori con liste d’attesa fuori i tempi garantiti (DAI Radiodiagnostica, interventistica e stroke, Chirurgico, Emergenza e Urgenza, Riabilitazione, Fragilità e Continuità assistenziale, Oncologia e Sanità pubblica) è in totale di 543.225 euro.
Il residuo, pari a 358.395 euro, sarà utilizzato per il recupero delle liste di attesa per ricoveri ordinari, DH, Day Service, quindi assegnato ai Dipartimenti nei quali insistono unità operative chirurgiche (DAI Chirurgico, DAI Emergenza e Urgenza, DAI Riabilitazione, Fragilità e Continuità assistenziale).
La realizzazione del Piano sarà sottoposta a continuo monitoraggio e controllo da parte della Direzione sanitaria di presidio di concerto con il Coordinatore del Cup che mensilmente dovranno relazionare sull’andamento del progetto alla Direzione aziendale e al Controllo di gestione.
L’attività di monitoraggio comprenderà la verifica dell’andamento degli incrementi delle prestazioni in regime istituzionale; la vigilanza su eventuali sospensioni o riduzioni dell’erogazione di prestazioni di specialistica ambulatoriale; l’andamento di quelle relative ai ricoveri; il rispetto del limite di spesa/assegnazione; l’osservanza che ciascun professionista intesti ciascuna prestazione in fase di esecuzione
“In base al potenziamento dell’offerta assistenziale sia sul piano delle attività ambulatoriali che di ricovero, e con una costante azione di monitoraggio, si prevede – conclude Iacolino – di poter garantire l’abbattimento del 90 per cento delle richieste, a prescindere dalla priorità di accesso, entro fine luglio 2023”.
foto ufficio stampa Policlinico Palermo
(ITALPRESS).

“Cantieri parlanti”, nuovo infopoint delle Ferrovie alla stazione Palermo Centrale

PALERMO (ITALPRESS) – Dopo Palazzo Ducale a Genova e Palazzo Zanca a Messina, da oggi un nuovo infopoint dedicato agli investimenti ferroviari del Polo Infrastrutture del Gruppo FS è presente nella stazione di Palermo Centrale.
L’iniziativa, si legge in una nota, fa parte del più ampio progetto “Cantieri parlanti”, ideato e realizzato dal Gruppo FS Italiane con le società del Polo Infrastrutture, Rete Ferroviaria Italiana e Italferr insieme alle imprese coinvolte nei lavori, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Commissario Straordinario di Governo. L’obiettivo è informare e comunicare in modo chiaro e trasparente le opere strategiche finanziate in Sicilia anche con fondi del Pnrr.
Cantieri Parlanti “dà voce” a oltre 30 Opere Strategiche in tutta Italia e nella cui realizzazione sono impegnate ogni giorno migliaia di persone. I cantieri del Polo Infrastrutture “parleranno” un linguaggio semplice, trasparente e immediato, condiviso con i territori, per raccontare la loro storia e la loro mission e per rendere i cittadini e gli stakeholder più consapevoli e aggiornati sull’importanza delle opere in corso.
Quella di Palermo è la prima installazione in stazione, un progetto che proseguirà poi negli altri principali scali ferroviari, nei cantieri e sedi istituzionali del territorio nazionale interessato dalla realizzazione delle opere ferroviarie.
L’infopoint, sottolinea la nota, consiste in una struttura temporanea in cui sono esposti pannelli e video che illustrano il tracciato delle opere, le caratteristiche tecniche, i dati aggiornati sull’avanzamento dei lavori, l’attenzione per l’ambiente e l’impatto sociale ed economico sui territori e sulle persone. Uno spazio aperto al pubblico che garantisce la massima visibilità per chi si reca in stazione a Palermo e a chiunque sia interessato a conoscere dettagli e caratteristiche delle principali opere in corso di realizzazione nella Regione.
Complessivamente l’impegno del Polo Infrastrutture del Gruppo FS in Sicilia è di 21 miliardi di euro, destinati all’ammodernamento e al potenziamento infrastrutturale e tecnologico delle linee ferroviarie dell’isola. Tra i progetti principali l’itinerario Palermo-Catania-Messina, il ripristino ed elettrificazione della Palermo-Trapani via Milo, il raddoppio della tratta Fiumetorto-Castelbuono sull’itinerario Messina-Palermo, il bypass di Augusta, la chiusura dell’anello ferroviario di Palermo, il nodo di Palermo e l’installazione della tecnologia ERTMS. Italferr è progettista delle principali opere che verranno realizzate e ha previsto in appalto l’impiego della metodologia BIM a supporto delle fasi di progettazione esecutiva e costruzione.
In particolare, il collegamento Palermo – Catania – Messina, parte integrante del Corridoio Scandinavo Mediterraneo, ha un valore complessivo di oltre 11 miliardi di euro. L’intervento è inserito tra gli investimenti del PNRR e rappresenta un grande volano per la creazione di posti di lavoro. Infatti, oltre 7 mila persone, tra ingegneri, tecnici e operai saranno impegnate dal progetto. Il completamento dei lavori permetterà progressive riduzioni dei tempi di percorrenza e consentirà l’aumento della capacità dei treni passeggeri e merci sulla linea, con la circolazione di treni merci a standard europei. La realizzazione dell’intera opera permetterà infine di migliorare le interconnessioni tra le aree interne della Sicilia e le tre città.
Con l’infopoint di Palermo prosegue, quindi, l’operazione di trasparenza del Gruppo FS per dare voce ai suoi cantieri, condividere le attività in corso, i vantaggi delle opere e affrontare insieme le eventuali criticità che si presentano.
L’esperienza dei cantieri parlanti continua anche online sul fsitaliane.it. Un’intera sezione, infatti, dedicata alle opere strategiche del Paese e aggiornata sull’avanzamento delle attività, offre la possibilità di navigare all’interno del cantiere attraverso le webcam che ne riprendono i lavori.
Verranno, infine, organizzate iniziative ad hoc che trasformeranno i cantieri in veri hub di comunicazione, aperti al pubblico esterno (cittadini, associazioni, studenti, ecc.) per favorire momenti di confronto sulle trasformazioni che intere aree urbane vivono e vivranno grazie all’opera in corso.
Al momento, in Sicilia, il progetto Cantieri Parlanti è presente sulle tratte Catenanuova-Bicocca e Taormina-Fiumefreddo della nuova linea Palermo-Catania-Messina.
foto ufficio stampa Ferrovie dello Stato
(ITALPRESS).

Escrementi e blatte in mense ospedaliere, controlli dei Nas tra Palermo e Catania

ROMA (ITALPRESS) – Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, d’intesa con il Ministero della Salute, ha effettuato controlli a livello nazionale presso le mense all’interno delle strutture ospedaliere e sanitarie, per verificare le condizioni igieniche e strutturali nonchè l’attuazione delle procedure di sicurezza alimentare e la corrispondenza ai vincoli contrattuali delle ditte assegnatarie.
I controlli hanno interessato 992 punti di cottura e preparazione pasti ubicati all’interno di altrettante strutture sanitarie, sia pubbliche che private: 340 di questi hanno evidenziato irregolarità, pari al 34%, con l’accertamento di 431 infrazioni penali e amministrative, per complessivi 230 mila euro di sanzioni pecuniarie, contestate a causa di violazioni nella gestione degli alimenti, nella mancata rispondenza in qualità e quantità ai requisiti prestabiliti dai capitolati d’appalto e dell’uso di ambienti privi di adeguata pulizia e funzionalità.
Nel corso delle verifiche sono stati eseguiti anche numerosi tamponi di superficie e campioni per la ricerca di agenti patogeni e contaminanti sulle aree di maggiore rischio, quali superfici di lavoro, vassoi e acqua utilizzata per la preparazione dei pasti.
A seguito delle analisi di laboratorio, sono state individuate 5 risultanze di positività per la presenza di cariche batteriche superiori ai limiti ammessi. Tra queste, 4 sono relative alla presenza di batteri coliformi nell’acqua utilizzata per la preparazione di pasti, individuate dal Nas di Palermo presso un’azienda di catering di Agrigento, per la quale è stata disposta la sospensione dell’attività e la sanificazione delle cisterne utilizzate per lo stoccaggio dell’acqua.
Un altro caso di non conformità è stato accertato dal Nas di Parma presso l’area cucina di una clinica, nella quale un tagliere per la lavorazione delle carni è risultato contaminato da una carica batterica superiore ai limiti di legge.
Nel medesimo contesto è stata disposta la sospensione dell’attività o il sequestro di 7 punti cucina, operanti all’interno delle mense ospedaliere e delle strutture sanitarie, a causa delle rilevanti carenze igienico-sanitarie e strutturali, come la presenza diffusa di umidità, le formazioni di muffe e l’infestazione di insetti ed escrementi di roditori. In particolare, il Nucleo di Milano ha chiuso le mense di un istituto geriatrico e di un ospedale di quel capoluogo poichè invase da insetti e blatte nei locali di preparazione cibo/lavaggio stoviglie, nel magazzino e nelle celle frigorifere. Analoga motivazione ha determinato la chiusura della mensa di una casa di cura accreditata di Napoli.
Anche il Nas di Ragusa ha sospeso l’attività dei locali della cucina di un ospedale dove è stata accertata la presenza di roditori e loro deiezioni.
Sono stati altresì sequestrati oltre 400 chili di alimenti riscontrati in assenza di tracciabilità, scaduti di validità e custoditi in ambienti inadeguati nonchè destinati all’impiego nelle pietanze sebbene di qualità inferiore a quanto previsto.
Situazioni particolari hanno riguardato la denuncia di 9 gestori dei servizi-mensa ritenuti responsabili dei reati di frode ed inadempienze in pubbliche forniture, detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione ed inosservanze alla normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro.
La maggioranza delle infrazioni ha riguardato aspetti sanzionatori amministrativi come le carenze strutturali e impiantistiche dei locali impiegati alla preparazione dei pasti, la mancata attuazione dell’autocontrollo e della tracciabilità, elementi fondamentali per prevenire possibili episodi di intossicazione, ancor più significativi nelle fasce sensibili dei malati degenti.
Tra gli interventi più significativi, i Nas di Palermo hanno riscontrato che non erano regolamentari 4 campioni di acqua prelevati, nel corso di attività ispettiva, in diversi punti della rete idrica interna dello stabilimento di produzione di una ditta di ristorazione della provincia di Agrigento, aggiudicataria del contratto di appalto per la preparazione e distribuzione dei pasti destinati a 5 presidi ospedalieri della zona. Dall’esito degli esami è infatti emersa la “non conformità del parametro microbiologico dei batteri coliformi correlato ai valori del residuo di cloro inferiore al limite consigliato” ed è stata disposta la chiusura dell’attività (del valore di 200 mila euro) nonchè la sanificazione delle cisterne allo scopo di ripristinarne le condizioni di salubrità. Il titolare è stato segnalato alla competente autorità giudiziaria.
A seguito di un ulteriore controllo svolto, nella provincia di Palermo, presso la mensa di una casa di cura convenzionata con il Servizio sanitario nazionale, è stato riscontrato che il formaggio distribuito per la refezione dei pazienti era di tipologia diversa e meno pregiata, nonchè di peso inferiore a quella concordata.
I Nas di Ragusa hanno disposto la chiusura dei locali della cucina adibiti allo smistamento dei pasti per i degenti di un ospedale della provincia di Siracusa, dove sono state accertate gravi carenze igienico-sanitarie riconducibili alla presenza di ratti deceduti e loro deiezioni, sporco diffuso, cumuli di materiale di risulta, scarti derivanti da lavori di ristrutturazione di altri locali, materiale in disuso. Il valore della struttura chiusa corrisponde a 250 mila euro.
I Nas di Catania, nel corso dell’ispezione igienico-sanitaria eseguita presso i locali adibiti a laboratorio cucina di una casa di cura privata accreditata della provincia etnea, hanno rilevato l’omessa attuazione delle prescritte procedure di autocontrollo alimentare HACCP in quanto non venivano effettuate le analisi microbiologiche periodiche degli alimenti e delle superfici di lavorazione. Il titolare dell’attività di ristorazione è stato segnalato all’autorità amministrativa.
foto ufficio stampa Carabinieri
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Schifani “Bene le rinnovabili in Sicilia, ma solo con benefici per l’Isola”

PALERMO (ITALPRESS) – “Ho detto e ripetuto che non c’è uno stop immediato alle autorizzazioni per il fotovoltaico, ma che prenderò questo provvedimento: anche la Regione ha diritto alle compensazioni per i grandi impianti che vengono realizzati qui”. Così, in un’intervista al Sole 24 Ore, il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, che aggiunge: “A me piace guardare alla sostanza dei fatti e alla soluzione dei problemi. La tutela dell’ambiente sta a cuore a tutti purchè sia contemperata dalle esigenze di sviluppo. Ho preso atto delle dichiarazioni ma non scalfiscono la mia convinzione che è volta ad aiutare i siciliani. Io non guardo al sostegno delle opposizioni ne prendo atto naturalmente”, sottolinea, avendo incassato i complimenti del M5s. “Questo ovviamente non può che farmi piacere ma non mi lascio influenzare – aggiunge -. Così come non mi lascio influenzare dalle critiche che sono arrivate dal Partito Democratico con mio grande stupore perchè non aiutano processi di crescita della Sicilia. Io vado avanti con grande sforzo perchè mi trovo a dovere gestire una macchina regionale burocratica che ha bisogno di grandi miglioramenti sotto il profilo dell’efficienza: giorni fa abbiamo parlato con il ministro Giorgetti dell’aumento dell’organico e di sbloccare i concorsi e si è aperto un tavolo”.
“Mi sembra di essere stato abbastanza chiaro – sottolinea Schifani in merito allo stop al fotovoltaico -, ho deciso a breve di sospendere le autorizzazioni. A breve, non domani. Uno spazio temporale che mi consentirà di aprire una interlocuzione con il governo per arrivare alla rivisitazione del comma 6 dell’articolo 12 del decreto legislativo 387/2003 che prevede la impossibilità per le regioni di avere compensazioni mentre le permette ai comuni”.
“E poi- aggiunge -, ho anche chiarito che questa eventuale sospensione non colpirà le piccole aziende, gli agricoltori e tutti quegli impianti che sono realizzati in house. Io mi riferisco ai grossi gruppi industriali anche esteri che a volte si avvalgono di intermediari. E lì la vicenda mi preoccupa molto: gli intermediari possono agire con spirito di legalità ma ci sono anche infiltrazioni della criminalità organizzata. Ritengo sia necessario introdurre una modifica secondo la quale chi ottiene l’autorizzazione non può dopo un anno o due volturarla: io preferisco sapere chi effettivamente investe, chi intende operare nella mia terra e non questi prestanome. E’ una questione di trasparenza e legalità”. “Io – prosegue Schifani – guardo ai grossi gruppi, i quali nella piena legalità investono occupando grandi distese di terreno agricolo, per carità in maniera legittima, e realizzano grosse quantità di energia fotovoltaica che vendono immediatamente al Gse realizzando cospicui utili. Io ritengo che in questa logica sia giusto prevedere quote di compensazione a favore delle Regioni. Una quota che possa consentire alla regione di ottenere un abbattimento del costo dell’energia per i cittadini”. “Esistono tanti tipi di compensazione – spiega Schifani -, in Basilicata c’è la compensazione per il grande petrolio che si estrae lì. Naturalmente tutto questo nello spirito di collaborazione istituzionale: non è che si fanno guerre, nè intendo fare una guerra nei confronti del governo quindi è evidente che mi aspetto che ci sia un atteggiamento dell’ascolto. Ma già le prime dichiarazioni mi lasciano ben sperare: nessuna crociata, naturalmente”. “Ci sono moltissimi impianti già autorizzati e devono ancora partire. Ce ne sono parecchi che devono ancora essere autorizzati. Ho chiesto e a giorni avrò i dati definitivi: un dato è certo che avverto non dico quotidianamente ma periodicamente la pressione di richieste di incontri da parte di grosse multinazionali di tutto rispetto che si presentano e manifestano l’interesse per la Sicilia e poi dietro questa presentazione molto carina si nasconde il perorare una richiesta già depositata alla Regione da alcuni mesi o da anni per ottenere un’autorizzazione di impianti fotovoltaici”, conclude Schifani, che puntualizza “con Urso non c’è alcun tipo di problema. Abbiamo un grandissimo rapporto istituzionale. E’ lui molto vicino alle esigenze della Sicilia. Parlavamo di cose diverse: lui di produzione dei pannelli, io degli impianti di produzione di energia”.
foto ufficio stampa Regione siciliana
(ITALPRESS).