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Il palermitano Giovanni Gioia presidente dei Giovani di Confagricoltura

ROMA (ITALPRESS) – Giovanni Gioia è il nuovo presidente dei Giovani di Confagricoltura. “Ringrazio per questa grande responsabilità. Sono orgoglioso di avere raggiunto un traguardo con la vostra collaborazione, ma allo stesso tempo sono conscio – ha affermato il neopresidente dell’Anga – che si tratta solo di un punto di partenza e di un impegno per la crescita della nostra Associazione, in una fase storica così delicata. Un grazie a Claudia Guidi per il nostro confronto leale, che ha portato vivacità ed energia. Cominciamo oggi, con grande senso del dovere, insieme al nuovo Comitato, un’esperienza umana e sindacale all’interno di Confagricoltura”.
Palermitano, 30 anni, Gioia rappresenta la quarta generazione di una famiglia attiva nell’imprenditoria agricola nell’entroterra siciliano, da sempre vocato alla cerealicoltura. E’ la coltivazione di grano duro da seme certificato il core business della sua impresa, l’Agricola Kibbò, nel territorio di Petralia Sottana (PA). Oggi l’azienda produce, oltre a grano duro certificato, foraggi di qualità, leguminose da granella, olio extravergine d’oliva, canapa, lino e miele.
“Abbiamo la consapevolezza di immaginare e dover costruire il futuro dell’agricoltura dei prossimi decenni – ha continuato il presidente dei Giovani di Confagricoltura – consci della difficile congiuntura economica che stiamo attraversando e del contesto europeo, che spesso stride con la visione di Confagricoltura. L’Anga conta su eccellenti profili che, messi a sistema, porteranno un prezioso contributo alla crescita della nostra Organizzazione”. Gioia è affiancato dai vicepresidenti Domenico Parisi 31 anni, salernitano, produttore di kiwi, grano duro, olio e mais da trinciato; Giorgio Grani, 31 anni, di Viterbo, che coltiva seminativi, lavandeti biologici e conduce un agriturismo ed un centro equestre federale Coni; Luigi Saviolo, 30 anni, di Vercelli, imprenditore nell’azienda risicola di famiglia. Fanno parte del nuovo comitato di presidenza anche Angelo Varvaglione, 31 anni, di Taranto, produttore di uva da vino; Emma Cogrossi, della provincia di Milano-Lodi, 29 anni, allevatrice di vacche da latte per la produzione di Grana Padano e di bioenergie; Caterina Luppa 28 anni, di Torgiano (PG), produttrice di bioenergie e Co-fondatrice e CEO della Startup BugsLife.
Il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti è intervenuto all’assemblea dell’Anga insieme al direttore generale Annamaria Barrile per portare gli auguri ai nuovi eletti.
“E’ stata una bella sfida, figlia della voglia di confrontarsi sull’agricoltura. L’Anga non è una scuola – ha detto Giansanti – ricordate che siete già oggi dirigenti della nostra Confederazione, che possono realizzare insieme a noi le condizioni per il futuro del settore. Occorre governare il cambiamento, anticipandolo. I progetti da mettere in campo sono tanti, mi aspetto il vostro contributo di idee per le imprese e per il mercato”.

– foto: ufficio stampa Confindustria

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Ponte sullo Stretto, il Mit e le Regioni accelerano

ROMA (ITALPRESS) – Il Ponte sullo Stretto è un’opera prioritaria sia per il governo nazionale che per le Regioni coinvolte, la sua realizzazione avrà ricadute positive per tutta Europa e servirà per incentivare il miglioramento generale delle infrastrutture come già successo, in passato, con l’Autostrada del Sole. E’ quanto emerso dall’incontro tra il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e i presidenti di Calabria e Sicilia, Roberto Occhiuto e Renato Schifani.
E’ stato fatto il punto della situazione, per riannodare i fili della questione-Ponte, anche in relazione a tutte le opere commissariate in Calabria e in Sicilia su cui c’è stato un approfondimento tecnico: Salvini si dice determinato a sbloccarle. Sul tavolo ci sono progetti significativi, come la Statale Jonica in Calabria, l’Alta Velocità o la ferrovia Palermo-Catania. Per una maggiore concretezza e operatività, è stato deciso di creare una regia permanente tra Regioni e Ministero.
Per quanto riguarda il Ponte, ci sarà al più presto un incontro istituzionale con Rfi, che ha avuto l’incarico dal precedente esecutivo di organizzare un ulteriore studio di fattibilità.
“Il Ponte sullo Stretto si farà, lavoreremo con grande serietà, approfondiremo gli aspetti tecnici, si è creato un tavolo permanente tra le due regioni e il ministero, questo è sintomo della volontà concreta di andare avanti”, ha detto Schifani al termine della riunione. “E’ stato un incontro molto produttivo, si è verificata una forte convergenza, come era prevedibile, tra le due regioni, Sicilia e Calabria nei confronti del governo per la realizzazione di questa opera strategica, il Ponte sullo Stretto – ha proseguito -. Si faranno dei passi ulteriori, di carattere tecnico, ma dal tavolo è emersa la certezza che questa opera si possa realizzare, ci saranno soluzioni tecniche che verranno approfondite e poi valutare l’adozione o meno del modello Genova per velocizzare quei lavori che per quel modello hanno dato ottimi risultati”. Il presidente Schifani ha poi ribadito: “Il clima è perfetto e ottimo, credo ci siano tutti i presupposti e abbiamo parlato anche delle infrastrutture del Mezzogiorno”.
“Sarebbe bello se i lavori per il Ponte sullo stretto di Messina potessero iniziare già nel 2023”, ha sottolineato Occhiuto.
“Il ponte sullo Stretto è una infrastruttura strategica – ha aggiunto – ma c’è il tema più complessivo delle infrastrutture del Mezzogiorno. Faremo un gruppo di lavoro per ragionare insieme su come dotare il Mezzogiorno delle infrastrutture strategiche di cui ha necessità, come l’Alta Velocità”.
Parlando della realizzazione del Ponte sullo Stretto il presidente Occhiuto ha anticipato: “C’è l’idea di chiedere all’Europa, che per la verità considera il Ponte più strategico dell’Italia perchè l’ha inserito nei Corridoi, di cofinanziare l’opera con gli strumenti che si concorderanno tra il governo nazionale e Bruxelles”. “Va dato atto al ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, di aver messo al centro il tema del Ponte sullo Stretto – ha sottolineato il governatore calabrese -. C’è un governo che vuole farlo, due presidenti di Regione che vogliono farlo, quindi credo che questa sia la volta buona”.

– foto ufficio stampa ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti –

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Parte da Isola delle Femmine il piano “Italia a 1 Giga” di Open Fiber, primo cantiere siciliano

ISOLA DELLE FEMMINE (PALERMO) (ITALPRESS) – Tocca anche Isola delle Femmine, comune della provincia di Palermo, il progetto di digitalizzazione “Italia a 1 Giga” targato Open Fiber. L’iniziativa rientra nella strategia italiana per la banda ultralarga – finanziata con i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) – e riguarda zone non coperte da almeno una rete in grado di fornire velocità di connessione in download pari o superiori a 300 Mbit/s, che in gran parte coincidono con le cosiddette aree grigie.
I nuovi lavori a Isola delle Femmine, si legge in una nota, fanno seguito all’intervento di cablaggio di Open Fiber completato nei mesi scorsi, col collegamento di 480 unità immobiliari nell’area ricadente fra via Libertà e il lungomare. Questa nuova fase prevede la copertura di 570 numeri civici (pari a circa 1700 unità immobiliari) nella zona più centrale della città.
“Una volta completata l’infrastruttura FFTH che permette di avere la fibra fino a casa, Isola delle Femmine avrà garantito l’accesso stabile e performante a numerosi servizi digitali all’avanguardia a beneficio dell’intera comunità – spiega Clara Distefano, regional manager di Open Fiber in Sicilia -. La connettività espressa ai suoi standard più elevati rappresenta un diritto imprescindibile per ogni cittadino della nostra società, grazie alle molteplici opportunità che offre l’innovazione tecnologica”.
Per Orazio Nevoloso, sindaco di Isola delle Femmine: “Questo secondo intervento di digitalizzazione realizzato da Open Fiber non prevede costi per le casse comunali e ci consente di guardare con ottimismo allo sviluppo socioeconomico locale, grazie al potenziamento delle reti di telecomunicazioni che assicurano una connettività veloce per poter svolgere qualsiasi tipo di attività. E’ una vera e propria ‘autostrada digitalè e strategicamente vale quanto una grande opera pubblica. I vantaggi di questo servizio sono evidenti, soprattutto perchè l’infrastruttura in fibra ottica è tecnologicamente avanzata e non lascia indietro il nostro territorio, ma lo rende attrattivo per gli investimenti. Siamo orgogliosi di essere il primo cantiere in Sicilia e uno fra i primi in tutto il territorio nazionale”.
Innumerevoli, sottolinea la nota, i benefici per i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni grazie a una connettività che può raggiungere la velocità di 10 Gigabit al secondo: dalla telemedicina alla didattica a distanza fino ai servizi digitali della Pa, le potenzialità della rete FTTH ottica sono inoltre di fondamentale importanza anche in termini di ecosostenibilità. I cavi in fibra ottica, infatti, consumano meno energia riducendo l’emissione di anidride carbonica e calore in atmosfera.
Open Fiber, evidenzia la nota, si è aggiudicata complessivamente 8 lotti in gara, per un totale di 3.881 comuni in 9 regioni: Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia, Toscana e Veneto. Il piano prevede la realizzazione di reti ad alta velocità con una copertura di circa 3,3 milioni di civici.
Con oltre 14,5 milioni di unità immobiliari già connesse in Italia alla sua nuova rete a banda ultralarga, l’azienda guidata dall’Amministratore delegato Mario Rossetti punta a coprire circa 25 milioni di unità immobiliari, pari al 94% dei comuni italiani. Il piano complessivo, tra investimento privato e pubblico, vale oltre 15 miliardi di euro. Ad oggi, la connettività ultraveloce sulla rete realizzata da Open Fiber è disponibile in 225 città e oltre 4200 piccoli comuni.
Open Fiber è un operatore wholesale only, non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma mette la sua infrastruttura a disposizione di tutti gli operatori interessati a parità di condizioni, conclude la nota.
foto ufficio stampa Open Fiber
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A Palermo la Giornata dell’orgoglio dell’appartenenza all’Avvocatura

PALERMO (ITALPRESS) – Al Teatro Politeama “Garibaldi” di Palermo si è svolta la “Giornata dell’Orgoglio dell’Appartenenza all’Avvocatura e dell’Accoglienza dei Giovani”.
La manifestazione, giunta alla sesta edizione, venne istituita nel 2016 dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, con lo scopo di accogliere i giovani futuri avvocati e trasmettere loro i principi fondamentali della professione forense, nonchè l’orgoglio di “essere Avvocati”.
Nel corso della cerimonia, condotta dalla giornalista Elvira Terranova, sono stati premiati gli avvocati e le avvocatesse con 50 e 60 anni di attività nonchè coloro che nel corso della loro carriera lavorativa si sono contraddistinti in funzioni istituzionali dell’avvocatura e in funzioni sociali e pubbliche.
La manifestazione si è aperta con i saluti istituzionali del Presidente del Consiglio dell’ordine degli Avvocati di Palermo, Antonello Armetta, che ha ulteriormente ribadito l’importanza della giornata.
“Un sentito ringraziamento all’amministrazione comunale, che anche quest’anno ci ha concesso il privilegio di essere qui – ha dichiarato Armetta – Grazie perchè questa giornata non ha una finalità autocelebrativa ma ha l’intento di coltivare l’orgoglio di appartenere a questa categoria. Voglio ricordare quei colleghi e quei giuristi che oggi non sono qui con noi: la loro assenza pesa enormemente. E’ stato un anno denso di attività per il nostro Consiglio, abbiamo portato avanti diverse iniziative con grande determinazione. La giustizia non è un servizio ma una funzione: non può ammettere la velocità quale unico strumento per la misurazione della propria efficienza. Occorre riaffermare la centralità civile della figura degli avvocati – ha sottolineato Armetta – dovremmo sviluppare una visione chiara, equa e sostenibile del nostro avvenire”.
La parola è poi passata al Presidente della Regione, Renato Schifani, che ha esercitato per tanti anni la professione forense. “Sono qui oggi in qualità di avvocato e non di Presidente della Regione – ha esordito Schifani – Nel 1996, dopo quasi trent’anni di carriera, ho intrapreso il mio percorso politico. Ma ho sempre seguito con grande attenzione gli sviluppi della professione forense. Mi sono battuto molto, quando ero Presidente del Senato, affinchè venisse approvata la riforma forense. Era un intervento necessario per tutta la categoria. La Regione avrà sempre la porta aperta nell’ascoltare le esigenze della grande famiglia dell’avvocatura. Ai giovani avvocati voglio dire di avere sempre grande coerenza, anche quando si tratta magari di rinunciare ad un incarico che andrebbe verso una sicura soccombenza”.
Quindi sul palco, in rappresentanza del Sindaco di Palermo, il vice sindaco del capoluogo siciliano, Carolina Varchi.
“Sono molto emozionata di essere qui – ha esordito il vice sindaco – questa è una giornata importante per la categoria. Tutti dobbiamo contribuire a mantenere il prestigio della nostra professione, che riveste un ruolo importante per la società. Come parlamentare mi sono battuta per diversi provvedimenti relativi al mondo forense e continuerò a farlo. Il Comune di Palermo – ha concluso l’avvocato Varchi – presta la massima attenzione alla categoria: diverse iniziative future saranno dedicate alla professione forense. Ai giovani ragazzi che oggi giurano voglio dire che la toga va indossata con libertà, libertà che deve essere presente anche nel dire di no”.
In rappresentanza del Consiglio nazionale forense era presente il vice presidente, Francesco Greco, che proprio nel 2016 istituì la giornata dell’orgoglio dell’appartenenza all’avvocatura e dell’accoglienza dei giovani.
“Credo fermamente nella funzione dell’avvocatura, la nostra professione esiste dove sono presenti la democrazia e la libertà – ha affermato Greco – Non possiamo non soffermarci sulla diminuzione del numero degli avvocati nel nostro Paese. Per la prima volta, infatti, si è registrato un trend negativo sugli iscritti che deve far riflettere. Occorre riconsiderare il ruolo dell’avvocato nella società: il rapporto tra cittadino e avvocato deve cambiare. L’avvocato deve comprendere quali sono le esigenze concrete della società civile”.
Per i saluti istituzionali sul palco erano presenti anche l’avvocato Accursio Gallo, componente dell’Ufficio di coordinamento dell’Organismo Congressuale Forense, e l’avvocato Valter Militi, Presidente di Cassa Forense.
Le premiazioni degli avvocati con 60 anni di attività sono iniziate con l’intervento sul palco di Girolamo Bongiorno, storico rappresentante della categoria nonchè emerito professore di diritto processuale civile dell’Università degli studi di Palermo. Successivamente è stata assegnata la borsa di studio Donato Messina, conferita a Giusto Leone per la pratica forense in diritto penale. Quindi è stata presentata la borsa di studio Andrea Ajello, in memoria del ragazzo palermitano tragicamente scomparso lo scorso 27 agosto in un incidente stradale.
Ajello stava per completare il suo percorso da avvocato, come aveva sempre sognato. La borsa di studio è stata assegnata a Roberta Cirrito.
Un riconoscimento speciale, nel corso della manifestazione, è stato poi assegnato all’avvocato Federico Ferina. Successivamente sono state premiate le “toghe d’oro” (Alfredo Emanuele Blandi, Giuliana Guzzo, Marika Schiavo): i candidati che, nel corso delle sessioni di esami, hanno ottenuto il maggior punteggio nella valutazione complessiva.
L’UNCAT, Unione Nazionale delle Camere degli Avvocati Tributaristi, rappresentata da Angelo Cuva, ha conferito un master gratuito in materia tributaria a Giuliana Guzzo.
Successivamente è stato consegnato il Premio Maurizio Bellavista, intitolato alla memoria di uno dei decani dell’avvocatura palermitana: il riconoscimento è andato a Matteo Florena. A consegnare il prestigioso riconoscimento i fratelli avvocati Mario, Guglielmo e Fabrizio Bellavista. Un intermezzo musicale di Mario Bellavista ha accompagnato la cerimonia del Politeama, che si è conclusa come di consueto con il giuramento e l’impegno solenne dei giovani avvocati.
foto ufficio stampa Consiglio Ordine Avvocati di Palermo
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Manifestazione contro il caro-bollette a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – “Diamo luce alla Sicilia. Stop al caro-energia”. E’ stato questo lo slogan di una manifestazione che a Palermo ha visto sfilare imprese, associazioni imprenditoriali, sindacati, pensionati e famiglie contro il caro bollette. Decine i sindaci con la fascia tricolore. Oltre duemila persone in corteo hanno attraversato il centro cittadino.

“Le ragioni della manifestazione di oggi contro il caro-energia stanno particolarmente a cuore anche al sistema degli enti locali in Sicilia. E’ bene, infatti, ricordare che la crisi legata all’aumento dei costi dell’ elettricità e del gas colpisce doppiamente i comuni che, da un lato, stanno sopportando maggiori ed insostenibili costi che gravano sui bilanci e, dall’altro, risentono indirettamente della grave crisi che sta colpendo il mondo delle imprese e che sta impoverendo i cittadini anche in considerazione del fatto che si registra una minore riscossione dei tributi locali, in special modo della Tari”. Questo il commento di Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale dell’ANCI Sicilia, alla luce della manifestazione di Palermo contro il caro bollette.
“La condizione delle autonomie locali – aggiungono – è naturalmente e strettamente connessa al territorio e al tessuto economico-sociale, tanto che ogni dissesto e crisi finanziaria determina, con la diminuzione dei servizi e l’aumento delle imposte , ripercussioni negative su cittadini e attività produttive e ,d’altro canto, la chiusura di esercizi commerciali e le difficoltà delle famiglie rischiano di indebolire ulteriormente la condizione finanziaria di enti già in preoccupante difficoltà”.
“Siamo convinti – concludono Orlando e Alvano – che nel breve periodo occorrano interventi urgenti di sostegno a cittadini, imprese e comuni e che non potendo bastare , in prospettiva, aiuti e ristori si renda necessario favorire una strategia regionale sull’approvvigionamento energetico e su misure che incentivino investimenti che negli enti locali siano in grado di rafforzare la capacità amministrativa e favoriscano l’impiego delle risorse per investimenti”.

“Non è un buongiorno. Perchè la nostra preoccupazione aumenta. E non possiamo stare tranquilli. Dobbiamo, però, sforzarci, tutti assieme, di essere positivi. Di pensare al futuro con un ritorno alla normalità. La normalità di programmare, di progettare, di crescere e non di sopravvivere come stiamo facendo adesso”. Così il presidente regionale Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, ha salutato, questa mattina, gli oltre duemila partecipanti alla manifestazione regionale tenutasi a Palermo e che ha visto presenti i rappresentanti delle imprese, i lavoratori, le famiglie, i cittadini con le associazioni di categoria, le sigle sindacali, i responsabili dei movimenti e gli esponenti della politica e delle istituzioni territoriali, soprattutto i sindaci. “Ce l’abbiamo fatta a unire tutti – ha aggiunto Manenti – sembrava impensabile sino a qualche mese fa. Ma la forza della determinazione, qualcuno direbbe la forza della disperazione, ci ha fatti arrivare sino a qui. Come mai era accaduto prima d’ora. Tutti assieme, tutti uniti. E ringrazio tutti coloro che ci hanno creduto. Per tutti noi deve essere motivo d’orgoglio”. Il corteo si è spostato dal punto di raduno, in piazza Croci, sino a piazza Verdi, dinanzi al teatro Massimo, dove si è tenuto il comizio conclusivo.
“Tutte le categorie economiche prese a riferimento, pagano nella nostra isola, a parità di consumi e di potenza impegnata – continua Manenti – una bolletta elettrica notevolmente più elevata: alberghi, bar, ristoranti e negozi alimentari hanno una spesa elettrica mediamente superiore del 27% rispetto alle imprese spagnole e addirittura di quasi il 70% rispetto a quelle francesi. Non è possibile, non è giusto. Non è corretto. Perchè dobbiamo continuare a subire quelli che sembrano gli effetti di una manovra speculativa? Perchè dobbiamo continuare a togliere risorse alle nostre imprese, alle nostre famiglie, ai nostri figli? E’ questo quello che ci meritiamo dopo anni e anni di sacrifici? E’ questo quello che ci meritiamo dopo essere riusciti a mantenere la barra dritta, a prezzo di così numerose perdite sul piano delle vite umane ma anche delle imprese che hanno chiuso i battenti e dei posti di lavoro che sono andati in fumo, durante gli anni del Covid? Al peggio non c’è mai fine. Così dice il proverbio. E noi lo stiamo provando sulla nostra pelle, pagando a caro prezzo. Pensavamo con il Covid di avere toccato il fondo, economicamente parlando. Con il caro bollette è pure peggio. Ma nessuno ha pensato al ruolo sociale che ha una impresa? Nessuno ha pensato che chiudere un’attività significa fare perdere posti di lavoro, disarmare occasioni di crescita per il territorio, impoverire il nostro substrato produttivo? Sì, magari in molti ci avranno pensato. Ma perchè nessuno fa niente in maniera tempestiva e urgente? I provvedimenti servivano da ieri, oggi sono già in ritardo, domani non serviranno più”.
Il presidente Manenti, poi, assieme ai rappresentanti delle altre associazioni di categoria, è stato ricevuto a palazzo del Governo dal presidente della Regione, Renato Schifani, a cui sono stati illustrati i sedici punti della piattaforma rivendicativa già diffusa nei giorni scorsi. Inoltre, al termine della mobilitazione. Giuseppe Caruana, vicepresidente regionale Confcommercio Sicilia, ha consegnato, durante un incontro in Prefettura a Palermo e assieme ai rappresentanti di altre associazioni datoriali, il documento unitario sottoscritto da tutte le sigle a Pietro Barbera, prefetto vicario di Palermo, a cui è stato chiesto di farsi portavoce della situazione di malessere che caratterizza le imprese al Governo nazionale, rappresentando ogni singola proposta scaturita durante la mobilitazione.

“Sto dalla vostra parte oltre che come presidente della Regione anche come cittadino e gli uffici stanno lavorando alla moratoria Irfis. Verrà sospeso il pagamento della quota capitale della rata in scadenza del mese di dicembre dei mutui”, ha detto il governatore Renato Schifani nel corso dell’incontro, a Palazzo d’Orlèans, con una delegazione della associazioni promotrici del corteo contro il caro-bollette a Palermo. I rappresentanti hanno voluto consegnare al presidente un documento unitario contenente una serie di richieste contro il rincaro dei costi energetici e delle materie prime. All’incontro erano presenti anche il ragioniere generale della Regione Siciliana, Ignazio Tozzo, il dirigente generale del dipartimento delle Attività produttive, Carmelo Frittitta e il direttore generale dell’Irfis, Calogero Guagliano.
“Ho preso atto della manifestazione che è sintomo di un grandissimo malessere – ha aggiunto il governatore – Anche sul tema del caro-bollette, l’attenzione resterà massima sia nei confronti delle imprese che dei singoli cittadini.
Contemporaneamente alle iniziative del governo nazionale, non ci sottrarremo dal fare la nostra parte. Al momento stiamo studiando delle modalità di utilizzo di alcuni fondi su due fronti: il primo, un rimborso sugli aumenti percentuali delle tariffe energetiche e il secondo, l’incentivo al ricorso a impianti di nuova generazione che possano garantire risparmi grazie a sistemi più moderni e innovativi”.
“Sulla lunga durata – ha concluso il presidente della Regione – vogliamo puntare su una maggiore autonomia energetica: una volta insediato il governo, elaboreremo insieme delle iniziative che possano permettere di usare al meglio le risorse della nostra Isola. Mi batterò anche per avere un ritorno economico da ciò che viene estratto per ottenere delle risorse finanziare da mettere a disposizione della Sicilia”.
foto ufficio stampa Confcommercio Sicilia
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Università Palermo, 21 progetti con fondi del Pnrr e del Piano di investimenti complementari

PALERMO (ITALPRESS) – Investimenti rivolti ad ambiti diversi e mirati a inserire l’Università di Palermo nel circuito degli atenei internazionali. Il tutto grazie al coinvolgimento diretto dell’ateneo palermitano nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e il Piano nazionale complementare (Pnc), portato avanti attraverso 21 progetti che puntano da un lato a trasformare il territorio, dall’altro a fare rete con Università ed enti di ricerca di tutta Italia.
Le risorse a disposizione dell’Università per la realizzazione dei progetti ammontano a 128.6 milioni di euro circa: saranno impiegate per assumere ricercatori, bandire borse di dottorato, acquisire attrezzature, creare o potenziare infrastrutture e acquistare i servizi necessari all’implementazione dei singoli programmi. Nei progetti saranno distribuiti 140 ricercatori e 100 dottorandi, con l’obiettivo di gestire le apparecchiature e gli strumenti destinati a potenziare l’hinterland palermitano.
La componente più presente è quella del life science, intesa come insieme di elementi che investono la vita quotidiana: biologia, componenti mediche, sostenibilità, mobilità, economia circolare e crescita verde. Ogni progetto punta dunque a creare figure professionali capaci di operare in diversi ambiti, al fine da un lato di favorirne l’insediamento nelle imprese e dall’altro di mettere un freno alla fuga degli studenti siciliani verso aziende estere o del nord Italia.
“Finalmente l’Università è al centro degli investimenti nazionali. Lo Stato ci chiede non solo di realizzare questi progetti, ma anche di essere incubatori di innovazione e migliorare le condizioni di vita del territorio – sottolinea il rettore Massimo Midiri, – negli anni scorsi si è investito troppo poco sulla ricerca, mentre adesso ci stiamo allineando agli atenei degli altri paesi europei: abbiamo invertito quel trend che vedeva Palermo come un’università circoscritta alla dimensione provinciale”.
Tuttavia gli effetti di tali investimenti non saranno immediati ma, spiega Midiri, “si vedranno tra quattro o cinque anni se saremo capaci di gestire le spese e di stare al passo con i problemi dell’Europa. I progetti sono già avviati: stiamo interloquendo con il Comune per metterli in pratica, mentre alla Regione per il momento abbiamo solo presentato la richiesta e speriamo che la nostra richiesta di aiuto venga accolta in tempi brevi”.
Per Andrea Pace, prorettore alla ricerca, il fulcro dei progetti è dato da “ricerca e creazione di infrastrutture: i leitmotiv del nostro percorso sono l’utilizzo di tecnologie digitali e l’obiettivo la creazione di strutture innovative. In questo modo puntiamo a fare nostre tante sfide del presente, come la digitalizzazione e l’attenzione all’energia e ai rischi ambientali”.
Nell’ambito dei Partenariati estesi l’Università è soggetto promotore e coordinatore del progetto selezionato per il tema della Medicina di precisione, denominato Heal Italia: la prima rete multidisciplinare di Università, Irccs e imprese dove scienziati e giovani ricercatori condivideranno conoscenze e tecnologie innovative al fine di portare il Sistema sanitario nazionale nell’era contemporanea della medicina di precisione attraverso nuovi metodi, nuovi servizi e soprattutto un’importante network di dati clinici a supporto della ricerca traslazionale per diagnosi e terapie avanzate nella lotta al cancro e alle malattie cardiovascolari, metaboliche e rare.
Inoltre in ambito biomedico l’Università entrerà a far parte dell’infrastruttura di ricerca Mirri, un network di biobanche per microorganismi di varia natura, e rivestirà come Spoke un ruolo primario di organizzazione e coordinamento di specifiche attività di ricerca nel progetto nazionale Digital Lifelong Prevention – Dare, coordinato dall’Università di Bologna. Il progetto Dare consentirà all’ateneo di costituire il primo Centro di ricerca in Digital Health Prevention, primo in Italia a fornire supporto tecnico-scientifico alle istituzioni politiche, sanitarie e ambientali: obiettivo della struttura sarà coinvolgere l’intero territorio regionale e consentire l’interoperabilità delle banche dati e dei flussi di informazioni tra diversi enti e istituzioni (Asl, ospedali, agenzie per la protezione ambientale, ecc.). In linea con il Piano nazionale di prevenzione (Pnp) 2020-2025, che mira a migliorare l’approccio preventivo attraverso la definizione di priorità e l’identificazione di individui e gruppi a rischio, il Centro consentirà di implementare modelli e programmi di prevenzione innovativi, tra cui strumenti digitali per la prevenzione primaria e metodi di profilazione del rischio utilizzando determinanti e stili di vita indipendenti dalla malattia, sia nella vita quotidiana che negli ambienti di lavoro.
In particolare verranno studiati gli effetti dell’esposizione ambientale sugli esiti di salute lungo tutto l’arco della vita in diverse popolazioni target (comunità che vivono in prossimità di siti inquinati ad alto impatto), con lo scopo di rispondere tempestivamente alla gestione delle emergenze o dei disastri ambientali e alla preparazione contro le malattie infettive emergenti e riemergenti, nonchè alla sorveglianza della resistenza agli antibiotici, fornendo al contempo comunicazioni chiare alle comunità.
Questi successi si aggiungono a quelli conseguiti con la costituzione del Centro nazionale per la biodiversità, nel quale l’ateneo coordina le attività sulla biodiversità marina e contribuisce alle ricerche su quella terrestre, sulle ricadute della biodiversità con il benessere dell’uomo e sugli aspetti formativi e divulgativi dell’importanza della biodiversità.
Altri temi importanti sono quelli della digitalizzazione e della sostenibilità, che vedono l’Università tra i partecipanti alla realizzazione dell’infrastruttura di ricerca digitale SoBigData, in prima linea come proponente per la realizzazione della prima Infrastruttura dell’Innovazione al sud, MedCompHub, che costituirà un punto di riferimento nel Mediterraneo in ambito digitale con la costruzione di un data center di ultima generazione attraverso un Partenariato pubblico-privato, membro fondatore del Centro nazionale per la mobilità sostenibile con ruoli ad esempio nell’ambito della mobilità urbana e delle vie d’acqua, del trasporto su gomma, dei sistemi innovativi di propulsione, e partner di rilievo in ambito Social Sciences and Humanities per il potenziamento di un’infrastruttura di ricerca digitale a supporto della ricerca nel campo delle scienze religiose, per la realizzazione di una piattaforma innovativa per il mercato del cibo di alta gamma e per la realizzazione del programma di ricerca Grins, coordinato dall’Università di Bologna, sulla sostenibilità economica dei territori.
Negli ambiti più tecnologici e delle cosiddette scienze dure ricadono la partecipazione alla costituzione dell’Ecosistema dell’Innovazione Samothrace (Sicilian Micro and Nano Technologies Research and Innovation Center), che porta le micro e nanotecnologie al servizio delle Comunità intelligenti e sostenibili con applicazioni su temi di grande impatto anche industriale come il monitoraggio e la tutela dell’ambiente, l’agroalimentare di nuova generazione, la salute digitale, l’energia, la mobilità sostenibile, la tutela e la fruizione dei beni culturali. La partecipazione al potenziamento e alla creazione di infrastrutture di ricerca come Cta+ e Stiles contribuisce al posizionamento dell’ateneo anche nell’ambito della ricerca astrofisica più avanzata.
Anche nel settore produttivo il bisogno di innovazione e di sostenibilità trarrà vantaggio dai risultati del programma di ricerca 3A-Italy, coordinato dal Politecnico di Milano e al quale l’Università di Palermo partecipa con attività per lo sviluppo di processi, materiali e prodotti green, nella manifattura additiva e in nuovi modelli gestionali sostenibili per la filiera di distribuzione.
Fra i temi di assoluta attualità rientra il pieno coinvolgimento, nel campo dei servizi geologici innovativi per sistemi di alert avanzati, attraverso l’infrastruttura di ricerca Geosciences e delle attività del partenariato esteso Return, nell’ambito dei rischi ambientali, naturali e antropici. Infine, l’attuale crisi energetica rende prioritari gli investimenti in ricerca e innovazione che vedono l’Università di Palermo fra i partecipanti di Irsme, un’Infrastruttura di innovazione nazionale in Rete per la Simulazione e il Monitoraggio del sistema Energetico, e come unica protagonista siciliana nel Network 4 Energy Sustainable Transition – NEST, partenariato esteso sugli scenari energetici del futuro che vede l’Ateneo coordinare lo Spoke sull’energia solare e contribuire alle attività di ricerca sull’energy storage e la gestione smart dei sistemi e dei processi di distribuzione.
foto xd8 Italpress
(ITALPRESS).

Terna monitora 300 Km di rete elettrica aerea in Sicilia

ROMA (ITALPRESS) – Terna ha concluso in questi giorni le attività di monitoraggio della rete elettrica in Sicilia. In soli 15 giorni, con l’utilizzo degli elicotteri della flotta aziendale, sono stati ispezionati oltre 3000 km di linee aeree nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani per un totale di 210 elettrodotti a 60, 132, 220 e 380 kV.
Il costante monitoraggio e la manutenzione dei propri asset è una priorità per il gestore della rete elettrica nazionale che, per queste attività, investe complessivamente ogni anno circa 50 milioni di euro.
L’ispezione aerea consente verificare l’eventuale presenza di anomalie su conduttori e sostegni, al fine di garantire la piena efficienza del servizio, permettendo di analizzare circa 240 km di linee in una sola giornata contro i 15 km delle ispezioni a terra, che restano comunque uno strumento fondamentale per l’individuazione di eventuali anomalie che dall’alto non sono riscontrabili. Entro la fine del 2022 Terna avrà sorvolato e ispezionato, con tecnologia infrarosso, oltre 44.000 Km di elettrodotti in alta tensione, effettuando un’analisi completa della rete regionale.
Per poter eseguire queste attività di monitoraggio, l’Azienda si è dotata di sette elicotteri equipaggiati con una tecnologia all’avanguardia che consente la visualizzazione in tempo reale dei dati. Inoltre, al termine delle attività di monitoraggio in volo seguono successive verifiche dei dati raccolti tramite l’elaborazione da parte di un sistema informativo di tipo DSS (Decision Support System) che supporta in modo proattivo la catena decisionale del processo di mantenimento degli impianti, proponendo azioni di monitoraggio, manutenzione e sostituzione asset con tempistiche di intervento che seguono una policy predefinita.
Per la gestione di questa strumentazione, altamente tecnologica, decine di professionisti provenienti dalle Unità Impianti di Terna dislocate su tutto il territorio nazionale, sono stati sottoposti ad un periodo di addestramento nel polo formativo della Società – allestito per l’occasione con tutte le strumentazioni di bordo dell’elicottero per le varie simulazioni – al termine del quale hanno ottenuto la qualifica di “specialista di ispezione eliportata IR”.

– foto: ufficio stampa Terna

(ITALPRESS).

Sull’immigrazione è braccio di ferro tra le Ong ed il Governo

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Sull’immigrazione è braccio di ferro tra le Ong ed il Governo.
Sono sbarcati a Catania 144 migranti giunti ieri sera a bordo della nave umanitaria Humanity 1 battente bandiera tedesca. Sulla nave sono rimaste 35 persone, “uomini adulti, senza problemi medici, “che le autorità italiane sembra non vogliano lasciar sbarcare”, fa sapere la Ong che chiede “lo sbarco di tutti”.
Il comandante della Humanity 1 ha però deciso che non farà ripartire la nave Ong, opponendo il diritto internazionale alla richiesta delle autorità italiane.
“Non posso lasciare il porto di Catania, dobbiamo trovare una soluzione qui. Sarebbe contro le leggi andare via con i sopravvissuti, come mi ha spiegato il mio legale. I naufraghi rimasti a bordo sono in uno stato depressivo e di apatia, siamo profondamente preoccupati per la loro salute mentale. E’ difficile riuscire a spiegare loro quello che sta succedendo ed e’ qualcosa che io stesso non riesco a capire perchè è contro le leggi”, spiega Joachim Ebeling, comandante della Humanity 1. Intanto, Sos Humanity ha reso noto che avanzerà ricorso al Tar del Lazio contro i provvedimenti del governo in relazione alle operazioni in corso a Catania.

Dal Viminale si fa sapere che, dalla nave Humanity 1, sono stati fatti scendere tutti i migranti che versavano in condizioni emergenziali (nuclei familiari, donne e minori) e in precarie condizioni sanitarie accertate dall’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera – Usmaf. Sono scesi complessivamente 144 migranti, di cui 102 minori (100 non accompagnati). L’unico nucleo familiare è composto da due minori e uno zio. Tutti i migranti scesi dalla nave, dopo le operazioni di prima assistenza e identificazione sono stati trasferiti nei centri di accoglienza. I 35 migranti rimasti a bordo della nave hanno ricevuto pasti caldi.

Ed, intanto, anche la nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere, che ha soccorso e tratto in salvo 572 naufraghi, è giunta nel porto di Catania perchè vengano valutati “casi di vulnerabilità a bordo”. Dalla nave sono scesi donne e bambini. Complessivamente sono sbarcate 357 persone, rende noto l’ong Medici Senza Frontiere, sottolineando che restano a bordo 215 persone e le operazioni di sbarco si sono concluse.

Notizia confermata dal Viminale, che fa sapere che “si sono concluse le operazioni di sbarco dei migranti sulla nave Geo Barents. Sono stati fatti scendere tutti i migranti che versavano in condizioni emergenziali (nuclei familiari, donne e minori) e in precarie condizioni sanitarie accertate dall’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera – Usmaf. Si tratta complessivamente di 357 migranti, di cui 56 minori non accompagnati, 3 donne e 41 componenti di nuclei familiari. Per tutti i migranti scesi dalla nave sono in corso le operazioni di prima assistenza e identificazione. Sono rimasti sulla nave 215 migranti ai quali sono stati forniti pasti caldi”.

Al largo delle coste catanesi si trovano altre due navi: la Rise Above, piccola imbarcazione di Mission life line che batte bandiera tedesca, e la Ocean Viking di Sos Mediterranee di bandiera norvegese. Entrambe hanno ricevuto notifica del decreto interministeriale e saranno le prossime ad avvicinarsi alla costa per un attracco senza sbarco, se non selettivo.
foto ufficio stampa Medici Senza Frontiere
(ITALPRESS).