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In Sicilia 1.383 nuovi casi di Covid e nessuna vittima

PALERMO (ITALPRESS) – Sono 1.383 i nuovi positivi al Coronavirus in Sicilia, a fronte di 10.636 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sull’Isola. E’ quanto emerge dal quotidiano report sulla pandemia, diffuso dal Ministero della Salute. Non si sono registrati decessi, così il totale delle persone decedute da inizio pandemia resta fermo a quota 12.210. A livello di ospedalizzazioni, i ricoverati sono uno in più di ieri, mentre in terapia intensiva sono due in più di ieri.
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Università, da Ersu Palermo erogato il 100% delle borse di studio

PALERMO (ITALPRESS) – “Invito tutti a partecipare sempre ai nostri bandi. Serviamo circa 10.500 studenti, ma ci occupiamo di tutta la popolazione anche attraverso servizi culturali con le associazioni. Tra queste mi piace ricordare quella che abbiamo fatto recentemente con l’università. Abbiamo ritrovato un interesse comune molto profondo col rettore Massimo Midiri, col quale abbiamo condiviso delle linee programmatiche di collaborazione tra i due enti”. A dirlo il presidente di Ersu Palermo, Giuseppe Di Miceli, che in un’intervista all’Italpress ha parlato delle numerose attività che l’Ente regionale per il diritto allo studio universitario eroga per la popolazione che frequenta l’ateneo del capoluogo siciliano. Un’attività che non si è interrotta nemmeno durante i periodi più duri della pandemia, lockdown compreso: “Non ci siamo mai fermati continuando ad erogare i nostri servizi che sono legati alle borse di studio, alla residenzialità universitaria e alla mensa – ha sottolineato Di Miceli -. Per l’assenza degli studenti c’è stato un rallentamento, ma oggi torniamo in piena attività. Si sta risvegliando la comunità studentesca, i numeri sono addirittura aumentati: sia in termini di erogazione di servizi, con 2000 pasti giornalieri, sia in termini di richieste di residenza con gli 850 posti a disposizione che non riescono a soddisfare tutte le istanze degli studenti”.
Negli ultimi due anni l’ente è riuscito ad erogare borse di studio al 100% degli studenti idonei che rispettavano i requisiti di merito e reddito: “E’ un grande risultato che il nostro CdA ha voluto fortemente dando un indirizzo politico molto chiaro alla direzione dell’ente – sottolinea -. Abbiamo orientato la maggior parte delle risorse su questo. Il tutto anche grazie all’ex assessore all’Istruzione, Roberto Lagalla, che ha erogato un contributo straordinario che ci ha permesso di raggiungere questo obiettivo. Tutto ciò ci ha consentito tra l’altro di entrare in un ciclo nel quale, maggiori sono le borse di studio che eroghiamo, maggiori sono i soldi che arrivano dal ministero dell’Università. Un meccanismo virtuoso che ci ha permesso anche l’anno scorso di raggiungere questo traguardo”.
Oltre all’Università di Palermo, l’Ersu eroga i suoi servizi per l’Accademia delle Belle Arti, il Conservatorio e la Lumsa, provando sempre a innovarsi. “I servizi, grazie al Pnrr – ha aggiunto il presidente dell’ente – speriamo di portarli verso la digitalizzazione. Dei piccoli passi li abbiamo fatti recentemente con l’accesso alla ristorazione universitaria con una app che consente agli studenti di prenotare e pagare in via telematica facendosi anche consegnare i pasti in altre parti della città”. All’interno della popolazione studentesca vi sono anche diversi stranieri, ai quali l’ente dedica una particolare cura: “Accogliamo nelle nostre residenze ragazzi provenienti da 22 paesi. A loro è rivolta un’attenzione particolare a partire dall’alimentazione che è completamente diversa. Anche il cibo per noi è un elemento di integrazione sociale”, ha concluso Di Miceli.

– foto Italpress –
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Droga a minori, scoperta una “casa dello spaccio” nel ragusano

MODICA (RAGUSA) (ITALPRESS) – Misure cautelari nei confronti di sette persone ritenute responsabili di aver messo in piedi una casa dello spaccio a conduzione familiare nel comune di Pozzallo. Per cinque degli indagati è stata disposta l’applicazione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per uno l’obbligo di dimora nel comune di residenza e per una minorenne il collocamento in comunità. Tre le donne coinvolte nell’illecita attività. L’indagine (denominata “The family”), condotta dai Carabinieri della Compagnia di Modica con il coordinamento dalla Procura della Repubblica di Ragusa e dalla Procura per i Minorenni di Catania, ha consentito di documentare circa tremila cessioni, anche a minorenni, nell’arco di pochissimi mesi (tra maggio e luglio 2021).
Esclusivamente droghe pesanti quali eroina e metadone venivano confezionate al minuto e vendute a centinaia di giovani che si recavano, alcuni anche più volte al giorno, presso l’abitazione dei principali indagati oggi arrestati. L’intera famiglia coinvolta, che si approvvigionava dello stupefacente in area palermitana da un fornitore nigeriano (anche lui arrestato), si sosteneva con i proventi dell’attività illecita grazie ai quali guadagnava centinaia di euro al giorno. Uno degli indagati percepiva il reddito di cittadinanza, calcolato un danno all’Erario di 7 mila euro circa.
Nel corso dell’indagine era stato effettuato un arresto in flagranza con il sequestro di circa 110 grammi di eroina e 200 ml di metadone.

– foto: ufficio stampa Carabinieri

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Università Palermo, conferita la Laurea honoris causa in Pedagogia al salesiano Don Artime

PALERMO (ITALPRESS) – Una vita a fianco dei giovani, con lo studio come strumento di crescita e l’educazione come meccanismo preventivo per salvarli dal degrado e dai pericoli dell’esistenza. Una missione che Don Angel Fernandez Artime, presbitero di nazionalità spagnola e decimo successore di Don Giovanni Bosco alla guida della comunità salesiana, ha portato avanti in 108 Paesi del mondo e che gli è valsa il conferimento della laurea honoris causa in Scienze pedagogiche, corso di laurea magistrale (LM-85) all’Università di Palermo. La cerimonia si è svolta nell’aula Magna di Palazzo Steri, alla presenza del magnifico rettore Massimo Midiri e di una commissione apposita.
Un riconoscimento arrivato per la capacità di apertura dimostrata da Don Artime e portata avanti seguendo l’insegnamento di Don Bosco, la cui comunità è attiva in 134 paesi al mondo e operativa da 160 anni (120 a Palermo). L’assistenza al percorso di crescita di tanti giovani lo ha reso un riferimento del panorama pedagogico, in particolare per aver attualizzato il sistema di educazione preventiva in un contesto dove il digitale appare come prevalente sul reale, spingendo i ragazzi verso un isolamento dalla vita vissuta.
“Questo titolo è un riconoscimento del ruolo prezioso di un’istituzione religiosa che, richiamandosi al carisma del fondatore, condivide i valori del nostro ateneo – afferma Midiri, – La peculiarità dei salesiani è occuparsi giorno per giorno di intercettare bisogni, desideri e aspettative dei nostri ragazzi e allo stesso tempo dare loro pronte risposte”. Le similitudini con il panorama universitario risiedono, secondo il rettore, nel fatto che “l’Ateneo punta a essere un riferimento non solo per chi vi studia, ma per l’intera cittadinanza. Le giovani generazioni si affidano a noi per la crescita scientifica, culturale e morale: il mio auspicio è che il paradigma educativo salesiano diventi modello di confronto per la nostra comunità accademica”.
Nel leggere le motivazioni del conferimento della laurea honoris causa Francesca Pedone, coordinatrice del corso di Scienze pedagogiche, ha evidenziato “la capacità di trasformare l’insegnamento di Don Bosco in scelte didattiche ed educative, l’intreccio tra la costanza nell’apertura e l’interesse per gli strumenti messi a disposizione dalla cultura, la trasformazione di un metodo pedagogico in uno stile di vita. Don Artime ha messo ogni ragazzo e ragazza al centro, parlando loro come un genitore amorevole e applicando insegnamenti preventivi contro l’ignoranza e la devianza”. Sulla perseveranza del successore di Don Bosco si focalizza anche Gioacchino Lavanco, direttore del dipartimento di Scienze psicologiche e pedagogiche, secondo il quale “il maggior debito della pedagogia salesiana è stare ogni giorno tra la gente senza mai fermarsi e avendo attraversato momenti storici terribili”.
Alla lettura delle motivazioni ha fatto seguito la laudatio nei confronti di Don Artime, letta dalla docente di Pedagogia speciale Alessandra La Marca, la quale si è soffermata sui “percorsi di crescita personale che sono stati offerti ai ragazzi in momenti di grave crisi, penso soprattutto alla pandemia negli ultimi tempi. Don Artime è una figura esemplare per chi ha conseguito e per chi conseguirà la laurea in questo corso”.
Il presbitero spagnolo ha concluso la cerimonia con una lectio magistralis intitolata ‘La pedagogia salesiana tra attualità e futurò: una narrazione che ha accomunato esperienze personali accanto ai ragazzi (in Africa e Sudamerica) e strumenti didattico-religiosi per guidarli nel loro futuro. “Ragione, religione e amorevolezza sono la guida della mia azione, come del resto lo erano per Don Bosco – spiega Don Artime, – Attuare il sistema preventivo nella loro educazione significa accompagnarli passo dopo passo nel senso profondo della vita. Un educatore deve sempre avere vocazione, amore e spiritualità, assumendo se necessario le sembianze di un padre, una madre, un fratello o una sorella”.
La sua riflessione si concentra anche sul sistema universitario, evidenziando come “investire nell’educazione è fondamentale. L’istruzione deve sapersi collegare alle realtà più difficili e coinvolgere quanti più giovani possibile, offrendo loro progetti per il futuro”. Un compito che per Don Artime non è semplice nella realtà contemporanea, soprattutto a causa di una mentalità troppo improntata al digitale: “Le trappole del mondo virtuale, come anche del mondo reale, sono tante e il nostro compito è evitare che i ragazzi ci finiscano dentro. Il virtuale ha enormi potenzialità, ma rischia di condurre i ragazzi all’apatia e a una diminuzione del discernimento”.
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Schifani nuovo presidente della Regione “Gli interessi dei siciliani vanno privilegiati”

PALERMO (ITALPRESS) – Renato Schifani è il nuovo presidente della Regione Siciliana. Lo ha proclamato, durante una cerimonia alla Corte d’appello di Palermo, il presidente dell’Ufficio centrale regionale per l’elezione del presidente della Regione e dei deputati dell’Assemblea regionale siciliana, Giacomo Montalbano.
Schifani, candidato della coalizione di centrodestra, è risultato il più votato nel corso della consultazione elettorale dello scorso 25 settembre con 894.306 voti e succede a Nello Musumeci.
Settantadue anni, laureato in Giurisprudenza, per anni ha esercitato la professione di avvocato. Entrato in Forza Italia nel 1995, l’anno successivo è stato eletto al Senato e da quel momento ha concentrato il suo impegno nell’attività politica, ricoprendo anche l’incarico di presidente di Palazzo Madama dal 2008 al 2013 e capogruppo di Forza Italia nella quattordicesima e quindicesima legislatura (2001-2008).
E’ stato componente della Commissione Bicamerale per le riforme costituzionali e firmatario di diversi disegni di legge, tra i quali quello sull’utilizzo delle disponibilità finanziarie per la Conferenza Onu sul crimine organizzato e quello di modifica delle norme sulla gestione e destinazione di beni sequestrati o confiscati per rendere maggiormente efficace questo istituto. Nel 2002 è tra i sostenitori dell’iniziativa parlamentare che ha portato alla stabilizzazione del “41 bis”, trasformando il carcere duro per i mafiosi da misura straordinaria a misura definitiva, inserita a regime nell’ordinamento giuridico.
Per domani, alle 18, a Palazzo d’Orleans, in Sala Alessi a Palermo, è in programma l’insediamento e il conseguente passaggio di consegne con il governatore uscente Nello Musumeci.
«Sono consapevole delle mie responsabilità e conosco bene il compito che mi attende – sottolinea il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani -. La legge non mi consente di avvalermi immediatamente di una giunta nella pienezza dei poteri. Sopperirò io con i limiti di spazio e di tempo fisico che potrà avere un uomo che si dovrà occupare di dodici deleghe. Mi auguro che questa fase duri il meno possibile, io ce la metterò tutta. Affronteremo in primo luogo le emergenze quotidiane che possono interessare una regione come la Sicilia e tante altre realtà territoriali. Gli interessi dei siciliani vanno privilegiati. Li rappresenterò davanti al governo nazionale, che si formerà tra poco, con fiducia, determinazione e rispetto dei reciproci ruoli».
«Un saluto particolare – aggiunge Schifani – al neo eletto presidente del Senato, Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato, una persona alla quale mi legano grande stima e amicizia. Abbiamo avuto percorsi istituzionali e politici comuni e sono felicissimo per la sua elezione. Devo dire che per la Sicilia oggi è un momento felice».
foto ufficio stampa Regione siciliana
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In Sicilia 1.443 nuovi casi di Covid e 1 vittima

MILANO (ITALPRESS) – Sono 1.443 i nuovi positivi in Sicilia, a fronte di 11.403 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore sull’Isola. E’ quanto emerge dal quotidiano report sulla pandemia, diffuso dal Ministero della Salute. Anche oggi in Sicilia si registra una vittima, con il totale delle persone decedute da inizio pandemia che raggiunge quota 12.210. A livello di ospedalizzazioni, sono 232 i ricoverati con sintomi, dei quali 18 in terapia intensiva.
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Prevenzione contro la Talassemia, convenzione tra Arnas Garibaldi Catania e Lega Navale

CATANIA (ITALPRESS) – A Catania, presso il presidio ospedaliero Garibaldi-Centro, è stata siglata la convenzione tra l’Arnas Garibaldi e la Lega Navale Italiana, sezione di Aci Trezza, per la prevenzione contro la Talassemia, per la salute dei soggetti fragili e per la donazione del sangue. A sottoscrivere l’accordo sono stati il direttore generale dell’Arnas Garibaldi, Fabrizio De Nicola, e l’ammiraglio Agatino Catania.
“Questa convenzione – ha dichiarato De Nicola – si pone un duplice obiettivo: da una parte quello di regalare un momento di relax e di svago ad alcuni soggetti fragili con particolari patologie, quali possono essere i soggetti talassemici; dall’altro a puntare l’attenzione sull’aspetto della prevenzione, ricordando sempre che un semplice prelievo di sangue può evitare l’insorgere di una malattia. Inoltre vogliamo puntare a sensibilizzare quante più persone possibili alla cultura della donazione del sangue, una pratica indispensabile che può salvare molte vite umane”.
L’accordo tra l’ente sanitario e la Lega Navale prevede una serie di iniziative dirette prevede prevalentemente alla prevenzione e alla solidarietà sul territorio.
“La Lega Navale italiana – ha aggiunto l’ammiraglio Catania – ha intenzione di creare un vero e proprio network tra enti pubblici, associazioni onlus e altri enti che si occupano di disabilità, garantendo un accesso al mare senza barriere di ordine fisico, economico e sociale. Daremo vita ad eventi e momenti di incontro per lanciare messaggi importanti su prevenzione e solidarietà”.
Alla stipula del documento erano presenti anche il direttore amministrativo dell’Arnas Garibaldi, Giovanni Annino, il direttore sanitario della stessa azienda, Giuseppe Giammanco, il direttore del dipartimento Materno-Infantile, Giuseppe Ettore, e il direttore dell’Unità di Talassemia, Roberto Lisi.
“Occorre ricordare – ha detto quest’ultimo – che su settemila pazienti talassemici un terzo si trova in Sicilia, una regione che deve fare della prevenzione un vero e proprio punto di riferimento. Questa iniziativa può diventare un modello per un percorso costruttivo ed efficace”.
Una particolare attenzione viene infine riservata nella convenzione al Dipartimento materno-infantile, punto di riferimento della donna e di altri soggetti fragili.
“Quello di oggi è un grande messaggio – ha concluso Ettore – sia per ciò che riguarda la prevenzione della talassemia che per la questione della carenza del sangue. Il supporto della Lega navale non è soltanto benvenuto ma è di auspicio per ulteriori programmi di questo tipo”.
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Cateno De Luca “Il divario Nord-Sud si colma cambiando classe politica”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono convinto che il divario tra Sud e Nord si possa colmare, ma il primo problema è la qualità della classe politica. C’è da rivedere le strategie europee, la classe politica va rinnovata e messa in sintonia coi tempi europei”. Lo ha detto in un’intervista all’Italpress il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, a Roma nel giorno in cui si sono insediati in Parlamento gli eletti del suo movimento, il deputato Francesco Gallo e la senatrice Dafne Musolino: “Spagna e Portogallo hanno avuto le stesse risorse avute dalla Sicilia e dal meridione, ma queste ultime sono rimaste nella carta della povertà – ha aggiunto De Luca – C’è un problema di classe politica, c’è anche la necessità di poter fare una strategia di delocalizzazione dal Nord verso il Sud Italia piuttosto che all’Est Europa”.
“I nostri risultati a livello nazionale sono frutto del buon governo. Ho fatto il sindaco in tre comuni diversi, Fiumedinisi, Santa Teresa di Riva, Messina e probabilmente alle prossime elezioni si aggiungerà Taormina. Abbiamo governato bene, la gente ci ha premiato e proprio in un territorio ristretto abbiamo raggiunto la percentuale bulgara per far eleggere Dafne Musolino, mio assessore a Messina, e Francesco Gallo, mio vicesindaco sempre a Messina”, ha dunque sottolineato De Luca. “Il nostro movimento è fatto da amministratori locali, la differenza tra noi e i 5 stelle è proprio questa, noi siamo uomini e donne che della competenza hanno fatto una differenza e la chiave del successo – ha rivendicato De Luca – In parlamento con la nostra rappresentanza poniamo l’obiettivo di agire secondo una visione non condizionata dal sistema”.
“Uno dei primi disegni di legge che proporremo è quello delle perequazioni delle pensioni – ha fatto sapere De Luca -. Berlusconi ha detto che dovranno essere come minimo di mille euro e a noi questo va bene, ma proporremo un disegno di legge che preveda che quelle da trentamila o ventimila euro vengano abbassate”. “Si tratta di una perequazione a costo zero, a invarianza di costi – ha precisato De Luca – Abbiamo già amministrato, sappiamo cosa significa proporre delle norme che raggiungono l’obiettivo sociale ma che non siano basate sui cosiddetti ‘pagherò’, cioè sull’aumento del debito pubblico”.
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