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Università Palermo, in crescita il tasso di occupazione dei laureati

PALERMO (ITALPRESS) – “Quest’anno i dati del Rapporto Almalaurea relativi al nostro Ateneo mettono in evidenza una netta crescita del tasso di occupazione dei laureati UniPa sia ad un anno dal conseguimento del titolo (65,1%, nel 2021 era il 57,7%) sia a cinque anni (85,3% – nel 2021 era l’81,4) seppure, con i problemi di un contesto economico difficile ma che ha ancora grandi potenzialità da sfruttare, sia inferiore rispetto al dato nazionale”. Lo rende noto il rettore dell’Università di Palermo, Massimo Midiri, che aggiunge: “Altro dato estremamente rilevante è la percentuale di coloro che ritengono la laurea conseguita ad UniPa molto efficace e che rappresenta il 76,6% ad un anno dal titolo (10 punti in più rispetto alla media nazionale) e il 77,3 a cinque anni (circa 8 punti in più rispetto alla media nazionale)”.
“Tra i nostri impegni nei confronti degli studenti – continua – oltre a quello sulla formazione avanzata e sui servizi, c’è un deciso miglioramento nei rapporti con il mondo del lavoro e nella costruzione di un nesso più forte tra Ateneo e Impresa. Negli ultimi mesi, infatti, abbiamo stipulato oltre 3 mila accordi con enti ed aziende, anche nazionali e internazionali, per lo svolgimento dei tirocini, offrendo a studentesse e studenti straordinarie opportunità di fare esperienza e di aumentare le opportunità occupazionali nei settori a più alta intensità di conoscenza”.
“Positiva anche la valutazione dell’esperienza universitaria espressa dai nostri laureati. L’88,8% si dichiara complessivamente soddisfatto, l’86,2% premia il rapporto con i docenti e l’81,8% ritiene adeguato il carico di studio, segno di un ambiente sereno in cui viene fornita una preparazione di alto livello. In particolare – conclude – è in crescita la percentuale dei fruitori che ritiene adeguate le aule (pari al 74,7%, nel 2021 era il 72%, nel 2020 era il 68,7%, nel 2019 era il 65%) sottolineando la rilevanza della scelta di incrementare gli investimenti in strumentazione tecnologica per soddisfare le esigenze di innovazione di fruizione e di didattica, oltre a quelli di rinnovamento, sul modello dei campus anglosassoni, delle sedi UniPa”.
foto agenziafotogramma.it
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Fondazione Ri.MED, premiato negli Usa il ricercatore siciliano Di Gesù

PALERMO (ITALPRESS) – Un innovativo biomateriale in grado di apportare enormi benefici nella riparazione tissutale in ambito ortopedico. E’ questo il progetto di ricerca di Roberto Di Gesù, Principal Investigator della Fondazione Ri.MED, vincitore della Grant Tank session nell’ambito della TOBI Conference che si è svolta ad Hollywood. Lo studio, sviluppato insieme al professor Riccardo Gottardi – Responsabile del Laboratorio di Biomateriali al Children’s Hospital di Philadelphia – ha sbaragliato tutti i concorrenti. Centinaia di milioni di persone nel mondo soffrono di osteoartrite e di patologie degenerative di stampo simile, condizioni debilitanti che hanno un impatto enorme sulla qualità della vita dei pazienti e sui sistemi sanitari nazionali. “Il nostro biomateriale” spiega Di Gesù “consentirà di ottenere un drastico miglioramento del quadro clinico post-chirurgico, con un notevole impatto positivo sui tempi di recupero e sull’efficacia della riparazione tissutale nel lungo termine”.
L’OrthoBiologic Institute organizza ogni anno la “TOBI conference” con lo scopo di creare un network professionale altamente specializzato, con più di 1000 partecipanti tra chirurghi ortopedici, ricercatori ed aziende operanti nel campo dell’ortobiologia provenienti da tutto il mondo: un network eterogeneo che offre grandi opportunità di visibilità per nuovi progetti scientifici, fornendo contestualmente i più importanti unmet clinical needs (bisogni clinici) nel campo della medicina del tessuto muscolo-scheletrico.
Nell’ambito di questa manifestazione, la Fondazione Orthoregeneration Network ha selezionato un progetto innovativo che più di tutti potesse rispondere all’esigenza di individuare terapie capaci di indurre la rigenerazione tissutale dei distretti muscolo-scheletrici. I tre finalisti selezionati sono stati invitati ad esporre il proprio progetto di ricerca durante una shark-tank battle, un testa a testa di fronte ad una giuria di esperti presieduta dal Professor Arnold Caplan, il padre delle cellule staminali mesenchimali.
“Questa vittoria ha un enorme valore per la nostra ricerca, soprattutto tenendo conto del calibro dei due finalisti con i quali ci siamo trovati a competere, esponenti del Campus Biomedico di Roma e della Medical School di Harvard – afferma Di Gesù, Principal Investigator della Fondazione Ri.MED -. Avere ottenuto il consenso di scienziati del calibro di Caplan, offre importanti conferme circa la solidità scientifica del progetto e la sua potenzialità di sviluppo futuro. Grazie al supporto di Ri.MED, inizieremo immediatamente l’iter necessario ad ottenere il brevetto del nostro biosistema, per portare Palermo al centro del mondo dell’ortobiologia!”
Continuano dunque i riconoscimenti internazionali per il lavoro della coppia di scienziati Di Gesù-Gottardi: meno di 2 mesi fa, infatti, gli esperti indipendenti del programma “Innovation Radar” – istituto dalla Commissione Europea – hanno valutato la piattaforma di test meccanici per l’ingegneria della cartilagine da loro ideata quale “Key innovation ad alto potenziale di mercato”, decretando Ri.MED un “innovatore chiave” a livello europeo.
“Il riconoscimento internazionale ottenuto dal dottor Di Gesù, il secondo quest’anno, dimostra ancora una volta il livello di innovazione che Ri.MED è in grado di fornire – spiega Paolo Aquilanti, Presidente della Fondazione Ri.MED -. Il portfolio brevetti in continua crescita e le opportunità di trasferimento tecnologico che ne derivano, rappresentano i primi risultati tangibili volti al miglioramento delle condizioni di salute dei pazienti, obiettivo prioritario del lavoro che Ri.MED svolge quotidianamente insieme all’IRCCS ISMETT e al partner UPMC: un cluster in grado di contribuire anche allo sviluppo economico del Sud Italia”.

– foto ufficio stampa Fondazione Ri.MED –
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Covid, dopo due mesi risalgono i contagi in Sicilia

PALERMO (ITALPRESS) – In Sicilia, nella settimana dal 6 al 12 giugno si assiste, per la prima volta dopo due mesi, ad un incremento delle nuove infezioni. L’incidenza di nuovi positivi è pari a 17316 (+21.9%), con un valore cumulativo di 360.64/100.000 abitanti. E’ quanto emerge dal bollettino settimanale a cura del dipartimento Asoe. Il tasso di nuovi casi più elevato rispetto alla media regionale si è registrato nelle province di Catania (424/100.000) e Siracusa (415/100.000). Le fasce d’età maggiormente a rischio risultano quelle tra i 60 e i 69 anni (401/100.000), tra i 45 ed i 59 anni (495/100.000) e tra i 70 ed i 79 anni (386/100.000). Le nuove ospedalizzazioni, invece, si riducono lievemente. I dati relativi alla campagna vaccinale fanno riferimento alla settimana dall’8 al 14 giugno. Nella fascia d’età 5 – 11 anni, i vaccinati con almeno una dose si attestano al 27,58% del target regionale. Hanno completato il ciclo primario 73.110 bambini, pari al 23,72%.
Gli over 12 anni vaccinati con almeno una dose si attestano al 90,56%. Ha completato il ciclo primario l’89,28% del target regionale. Complessivamente i vaccinati con terza dose sono 2.734.514 pari al 73,23% degli aventi diritto. Sono 999.582 i cittadini che possono effettuare la somministrazione booster, ma non l’hanno ancora fatta.
Dal primo marzo è iniziata la somministrazione della quarta dose nei soggetti over 12 con marcata compromissione della risposta immunitaria e che hanno già completato il ciclo vaccinale primario con tre dosi da almeno 120 giorni. Dal 12 aprile la somministrazione della quarta dose è stata estesa agli over 80, ospiti dei presidi residenziali per anziani e ai soggetti tra i 60 e 80 anni affetti da condizioni di particolare fragilità che abbiano effettuato la terza dose da oltre 120 giorni senza intercorsa infezione da Covid-19. Dal 1 marzo sono state effettuate complessivamente 28.726 somministrazioni di quarta dose di cui 20.726 ad over 80.

– foto dipartimento Asoe Regione siciliana –
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Blitz antimafia tra Catania e Siracusa, 56 misure cautelari

CATANIA (ITALPRESS) – Cinquantasei misure cautelari, 26 capi d’imputazione, 16 diversi collaboratori di Giustizia utilizzati nel corso delle indagini, 9 società sottoposte a sequestro per un valore stimato di circa 10 milioni di euro, 108 kg di marijuana, di 2,6 kg di cocaina e 57 kg di hashish sequestrati. Sono i numeri dell’operazione antimafia dei Ros e del Comando provinciale dei carabinieri di Siracusa, denominata “Agorà”, contro affiliati o contigui ai Santapaola-Ercolano, alla famiglia di Caltagirone, a quella di Ramacca e al clan Nardo di Lentini. Il provvedimento, emesso dal Gip su delega della Dda etnea, è stato eseguito da oltre 400 militari nei territori delle province di Catania (Catania, Ramacca, Vizzini, Caltagirone e San Michele di Ganzaria) e di Siracusa (Lentini, Carlentini e Francofonte). Gli arrestati sono gravemente indiziati (con 26 diversi capi d’imputazione) di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico e allo smercio di stupefacenti, nonchè di numerose estorsioni pluriaggravate, di illecita concorrenza, di turbata libertà degli incanti e di trasferimento fraudolento di beni, reati tutti aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.
Contestualmente, è stato notificato anche un decreto di sequestro preventivo di beni (9 società attive nei settori dell’edilizia, della logistica e dei servizi cimiteriali nonchè dei beni e conti correnti ad esse riconducibili) per un valore di oltre 10 milioni di euro.
Le indagini, avviate nel 2016 come naturale prosecuzione del procedimento “CHAOS”, hanno svelato “le criticità, i nuovi rapporti di forza e gli equilibri raggiunti tra le famiglie di cosa nostra operanti nei territori di Catania, Caltagirone e Siracusa, e segnatamente la famiglia Santapaola- Ercolano, la famiglia La Rocca, la famiglia di Ramacca e il clan Nardo”. Documentata dagli inquirenti “la riorganizzazione interprovinciale del sodalizio mafioso che – pur dopo l’esecuzione delle ordinanze adottate nell’ambito del procedimento Chaos – è riuscito a mantenere l’operatività nei tradizionali settori delle estorsioni, del recupero crediti e della cessione di stupefacenti”.
Ancora, è stata accertata la capacità dei clan di infiltrarsi nell’economia lecita (nel settore dei trasporti su gomma e in quello dell’edilizia) e di influenzare i processi decisionali degli enti locali, come nell’ipotesi dell’alterazione delle procedure per l’affidamento dei servizi cimiteriali nel comune di Vizzini e nelle ipotesi degli affidamenti per la manutenzione stradale curati dal comune di Caltagirone.

– foto ufficio stampa carabinieri Catania –
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Edison, inaugurato il nuovo parco eolico di Mazara del Vallo

ROMA (ITALPRESS) – Edison inaugura un nuovo parco eolico a Mazara del Vallo (Trapani) e rafforza il proprio impegno nello sviluppo della generazione rinnovabile, quale asse strategico di crescita della società. Con questo nuovo impianto da 45 MW di potenza complessiva, Edison supera 1GW di capacità eolica installata e si conferma tra i leader del Paese nel settore. In coerenza con le politiche nazionali ed europee di decarbonizzazione e transizione energetica, la società prevede di aumentare la propria potenza rinnovabile installata da 2 a 5 GW, attraverso investimenti per 3 miliardi di euro al 2030, di cui 300 milioni destinati alla Sicilia solo nel prossimo triennio.
«Edison è un operatore responsabile, impegnato nella transizione energetica con un piano di investimenti ambizioso e concreto – dichiara l’amministratore delegato della società Nicola Monti -. Vogliamo accompagnare il Paese nel raggiungimento degli obiettivi di carbon neutrality e disegnare un futuro sostenibile per le aziende e le persone. Il nuovo parco eolico di Mazara del Vallo rappresenta un tassello importante di questo percorso di trasformazione e conferma l’impegno di Edison in Sicilia dando un contributo concreto allo sviluppo rinnovabile di questa Regione».
«Siamo stati tra i primi a sviluppare le rinnovabili in Sicilia: una collaborazione che è iniziata quasi 20 anni fa e che si basa sulla reciproca conoscenza e apprezzamento – afferma Marco Stangalino, vicepresidente esecutivo Power Asset Edison. Oggi affermiamo la solidità di questa collaborazione, che ha nel campo eolico di Mazara del Vallo una manifestazione concreta, e auspichiamo che possa tradursi in ulteriori occasioni di sviluppo congiunto. Edison è a disposizione di Regione e pubblica amministrazione per supportare un percorso di sviluppo sostenibile che la Sicilia ha dimostrato di voler perseguire in maniera molto decisa e attiva».
Il parco eolico di Mazara del Vallo ha una potenza complessiva di 45 MW ed è in grado di produrre energia rinnovabile in grado di coprire il fabbisogno energetico di circa 50.000 famiglie. Con 14 aerogeneratori tripala, genera circa 125 GWh l’anno evitando l’emissione in aria di 52.000 tonnellate di CO2 ogni anno. I lavori di costruzione sono durati 3 anni e hanno visto impegnate imprese fornitrici ed esecutrici del territorio, per un totale di oltre 112 mila ore lavorate.
La Sicilia è un territorio chiave per Edison che prevede di contribuire allo sviluppo rinnovabile della Regione con investimenti per oltre 300 milioni di euro nei prossimi 3 anni. Tali investimenti saranno destinati alla realizzazione di 2 impianti eolici (green-field) da circa 65 MW e 8 campi fotovoltaici da oltre 240 MW, tra cui gli impianti fotovoltaici nei comuni di Agira e di Aidone (entrambi nella provincia di Enna) attualmente in costruzione.
Attualmente Edison ha un parco di generazione rinnovabile da 2,2 GW di potenza installata e ha presentato progetti e avviato iter autorizzativi in tutta Italia per lo sviluppo di ulteriori 1.500 MW, di cui 800 MW eolici e oltre 700 MW fotovoltaici, per un totale di 63 impianti tra greenfield e integrali ricostruzioni. In particolare, nei prossimi 4 anni verranno realizzati progetti per oltre 1.300 MW nel Sud Italia e più di 200 MW nel Nord e nel Centro del Paese.
Edison ha un’esperienza unica nel campo delle integrali ricostruzioni dei campi eolici: è stato promotore della Carta del Rinnovamento Eolico Sostenibile e uno dei primi operatori in Italia a tradurre tali principi in concreto attraverso le attività di repowering concluse negli ultimi anni in Abruzzo, Basilicata e Puglia per circa 120 MW complessivi.
“Al fine di garantire la sicurezza e l’adeguatezza del sistema elettrico italiano – si legge in una nota -, il piano di crescita di Edison nelle rinnovabili prevede anche lo sviluppo dei necessari strumenti di flessibilità, come i pompaggi idroelettrici e le batterie d’accumulo, nonchè la produzione a gas di ultima generazione, che continuerà a rivestire un ruolo complementare supplendo all’intermittenza delle fonti rinnovabili non programmabili. Edison è un operatore responsabile impegnato nella transizione energetica del Paese con una strategia che fa leva sullo sviluppo della generazione rinnovabile, i servizi energetici, le vendite e i servizi per i clienti finali oltre alle attività gas e green gas. Con il proprio piano di sviluppo ha l’obiettivo di portare la generazione rinnovabile al 40% del proprio portafoglio produttivo entro il 2030”.

– foto ufficio stampa Edison –

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I primi trent’anni di Fondazione Sicilia, si parte da Isgrò

PALERMO (ITALPRESS) – Un trentennale, quello compiuto da Fondazione Sicilia che si conclude in un 2022 che, di fatto, dopo tante false ripartenze ha segnato un ritorno alla socialità, alla fruizione dell’arte partendo dall’inaugurazione di un’opera del maestro Emilio Isgrò.

Il rapporto tra l’artista concettuale e la Fondazione Sicilia si concretizza nel 2021 con la mostra Isgrò Dante e la Sicilia, inaugurata a Palermo, nelle sale di Villa Zito, lo scorso 11 dicembre. L’esposizione curata da Marco Bazzini e da Bruno Corà, prorogata fino al 2 maggio, ha celebrato il trentesimo anno dalla nascita della Fondazione e la recente acquisizione alla sua collezione dell’opera Seme d’arancia su pietra siciliana, esposta a Palazzo Branciforte. Acquisizione che agli occhi del maestro contribuirà a legare ancora di più l’idea del Seme d’arancia all’Isola, amplificandone così il valore simbolico e dando origine a un seminario permanente di educazione civica.
Promossa da Fondazione Sicilia e Amici dei Musei Siciliani, in collaborazione con Archivio Emilio Isgrò e con la partecipazione di Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese, l’esposizione Isgrò Dante e la Sicilia rientra in un importante progetto culturale della durata di quasi un anno. Nelle sale della pinacoteca della Fondazione sono state allestite una ventina di opere a tema dantesco provenienti da collezioni pubbliche e private: un percorso che partiva dai lavori del 1966 sino a quelli più recenti, per raccontare il multiforme e profondo rapporto che l’artista siciliano ha avuto con la cancellatura, sua personale cifra stilistica.

Ha fatto parte del progetto annuale finanziato dalla Fondazione Sicilia anche la presentazione dell’opera di Isgrò Caravaggio cancellato, svelata all’oratorio San Lorenzo la notte del 24 dicembre durante la XII edizione della rassegna Next ideata da Bernardo Tortorici di Raffadali, Presidente dell’Associazione Amici dei Musei Siciliani. La rassegna è nata per esorcizzare attraverso l’arte uno degli eventi più drammatici della storia del patrimonio culturale, il furto del capolavoro di Caravaggio, trafugato proprio dall’oratorio di San Lorenzo a Palermo nel 1969. Una ferita ancora aperta che attende con speranza un possibile risanamento.

Le riproduzioni delle opere in mostra a Villa Zito, una testimonianza dell’artista e i testi dei curatori e di importanti studiosi a commento dei diversi aspetti dell’arte del “cancellatore di professione”, sono raccolte nel catalogo Isgrò Dante Caravaggio e la Sicilia, pubblicato da Skira Editore e realizzato grazie al sostegno di Fondazione Sicilia.
L’opera Seme d’arancia su pietra siciliana, inaugurato lo scorso 9 aprile, in esposizione permanente nell’atrio di Palazzo Branciforte, è stata voluta dal presidente della Fondazione, Raffaele Bonsignore.

Il primo Seme d’arancia, tra le sculture più note di Isgrò, nasce nel 1998 come grande scultura pubblica per la sua città natale, Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia. Da quel momento in poi, i Semi che sono seguiti – realizzati in dimensioni e materiali diversi – rappresentano il segno di un’arte che unisce: un seme di dialogo e rinascita, una grande metafora della cultura siciliana, che rimanda alle culture del Mediterraneo sviluppatesi tanto con la parola che con gli scambi, dando vita a valori di convivenza civile e di accoglienza.
La Fondazione Sicilia è inoltre tra i protagonisti della XII edizione di Taobuk – Taormina International Book Festival (16-20 giugno), per aver finanziato l’installazione Le farfalle dei Malavoglia, cancellatura concepita da Emilio Isgrò per celebrare il centenario della morte di Giovanni Verga. L’opera sarà inaugurata alla presenza del presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella.

Sempre con il supporto della Fondazione Sicilia e in collaborazione con il curatore Marco Bazzini, Taobuk presenterà Fuori cornice, un format del tutto inedito che comprende mostre, incontri e iniziative multidisciplinari.
“Grazie al rapporto umano e creativo, nel senso alto del termine, che ho instaurato con il presidente Raffaele Bonsignore, siamo riusciti a fare qualcosa che non sarebbe stato facile realizzare, dalla mostra Isgrò Dante e la Sicilia sino all’installazione Le farfalle dei Malavoglia, appositamente creata per il festival Taobuk. La collaborazione con la Fondazione Sicilia sottolinea che quando la cultura si muove in Sicilia segnala il bisogno di innovazione che c’è nel nostro Paese. Ci lamentiamo della politica, soprattutto in tempo di crisi, perchè è sempre più spesso incapace di dare dei segnali importanti. Cosa che invece sa fare la cultura, punta di diamante in molte occasioni più della filosofia e dell’economia”, commenta Emilio Isgrò. E aggiunge: “Immaginare un’opera per il centenario verghiano da inaugurare alla presenza del nostro presidente Sergio Mattarella, è stato complicato e delicato: doveva essere un’opera degna di lui. La sua presenza all’inaugurazione di Taormina mi onora e mi permette di pensare a una Sicilia europea e mediterranea, che vede nell’arte la sua arma migliore”.

La ripartenza, e i primi trent’anni di Fondazione Sicilia, hanno tracciato un percorso fatto di più ambiti e campi di indagine.
A partire dall’intensa mostra fotografica Universi Silenziosi, di Arianna Di Romano, curata da Gabriele Accornero, al Monte dei pegni di Santa Rosalia di Palazzo Branciforte. Una riflessione sul silenzio e l’eloquenza dello sguardo tra Sardegna e Sicilia, omaggio alle due isole, radice e approdo della fotografa, passando per le vie di tutto il mondo, tra reportage e narrazione storica.

Un grande ritorno è stato poi quello di Andrea Cusumano, artista poliedrico, con la retrospettiva Retablo di cura di Agata Polizzi, a Villa Zito, in occasione della Settimana delle culture. Un vero e proprio viaggio emozionale che ha rivelato gli oltre vent’anni di cammino di un drammaturgo, attore, artista che non ha rinunciato ad alcuno stimolo, tratto, disegno, supporto per definire un percorso tematico permeabile, a cui si è donato con generosità.
Fondazione Sicilia e i giovani: un binomio felice e consolidato, messo in pausa forzata dalla pandemia. Il trentennale ha segnato anche questo ritorno, finalmente in presenza, con il progetto Conoscere la Borsa, promosso in Italia da Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio) e sostenuto da 12 delle sue associate.

Quest’anno, questo importante progetto che spiega agli studenti di tutta Europa i meccanismi della Borsa attraverso un vero e proprio gioco di squadra ha avuto luogo proprio a Palazzo Branciforte, con la partecipazione di studenti delle scuole secondarie di Italia, Germania, Francia e Svezia.
Il 2022 è anche l’anno che segna il ritorno in presenza delle scuole come parte attiva del Premio Mondello, in quanto coinvolte direttamente nell’assegnazione del Mondello Giovani. Un percorso, quello della lettura condivisa e partecipata, su cui la Fondazione insiste da sempre, antidoto e contrasto alla povertà educativa.
L’accoglienza dei profughi in seguito al conflitto in Ucraina ha mobilitato Fondazione Sicilia, che ha accolto la richiesta di un contributo fino alla fine del conflitto da destinare all’istituto Ancelle del Sacro Cuore di Palermo per l’ospitalità di 22 persone accolte attraverso la Caritas.

“La collaborazione con il maestro Emilio Isgrò, fonte inesauribile di vitalità artistica, le iniziative portate avanti e i progetti per i prossimi mesi, tra cui una mostra dedicata a Pietro Consagra e curata Sergio Troisi, e una su Antonio Ugo, a cura di Gioacchino Barbera, segnano fortemente questo trentennale di ripresa – commenta il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – ma, più che bilanci, è nel nostro spirito fare progetti che siano sempre più inclusivi, attenti ai più fragili, in direzione di una cultura aperta e partecipata”.
(ITALPRESS).

foto Ufficio stampa Fondazione Sicilia

12 indagati per l’inquinamento del fiume Alcantara, c’è anche ex sindaco Calatabiano

CATANIA (ITALPRESS) – Sono 12 le persone indagate dalla Procura di Catania per l’inquinamento del fiume Alcantara. Nell’ambito delle attività di tutela dell’ambiente marino e costiero del Corpo delle Capitanerie di Porto, i militari della Guardia Costiera di Riposto e Catania hanno, infatti, portato a termine un’indagine per la salvaguardia delll’ecosistema del Fiume Alcantara le cui acque, come è noto, sfociano direttamente in mare. Sono stati notificati i provvedimenti di avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 12 persone indagate a vario titolo – e in concorso morale e materiale tra loro – per i reati di inquinamento ambientale, smaltimento illecito di rifiuti, getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato di cosa pubblica, falso ideologico commesso da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, omissione d’atti d’ufficio e depistaggio. I provvedimenti hanno riguardato, oltre all’ex primo cittadino Giuseppe Intelisano, diversi dipendenti pubblici del Comune di Calatabiano, sia di livello dirigenziale che esecutivo, in forza e operanti in seno allo stesso Comune, consulenti tecnici di parte e legali rappresentanti delle Società che, nel corso degli anni, erano incaricate di gestire gli impianti di depurazione a servizio del Comune di Calatabiano. Le attività info-investigative e tecniche con un consulente tecnico nominato dalla Procura hanno permesso di segnalare all’autorità giudiziaria gli indagati perchè, in esecuzione di un unico disegno criminoso, ciascuno nel proprio ruolo, avrebbero sversato deliberatamente e per anni, i reflui non adeguatamente depurati derivanti dagli impianti di depurazione del Comune di Calatabiano, tra l’altro privi di autorizzazione, cagionando la compromissione microbiologica e l’inquinamento delle acque del Fiume Alcantara e del Torrente Minissale. I pubblici ufficiali comunali, incaricati del servizio, omettevano di adottare tutte le azioni necessarie per garantire l’effettivo funzionamento degli impianti, pur consci che, in tale maniera, venivano immessi nel Fiume Alcantara – e quindi nelle acque del mare destinate alla pubblica balneazione – reflui che contenevano parametri di batteri fecali altissimi, ben oltre i limiti previsti per legge, provocando un serio rischio per la salute pubblica e l’ambiente. Particolarmente significativo sarebbe il tentativo di alcuni indagati di ostacolare e sviare l’indagine mediante espedienti e reiterate manomissioni ai due depuratori, alle condotte fognarie e all’impianto idrico comunale, per alterare gli esiti degli accertamenti in corso. Le indagini sono state coordinate dal Tenente di vascello, comandante dell’ufficio circondariale marittimo di Riposto Francesca Natale.
(ITALPRESS).

– foto Ufficio Stampa Guardia Costiera Catania –

Catania, per legale madre la bimba uccisa nel luogo ritrovamento corpo

CATANIA (ITALPRESS) – Elena, la bimba di cinque anni uccisa dalla madre Martina Patti, di 23 è stata uccisa nel luogo in cui poi la donna ha fatto ritrovare il corpo: in un campo incolto di via Turati a Mascalucia, nel Catanese. A sostenerlo è l’avvocato Gbriele Celesti, legale della donna accusata di omicidio premeditato pluriaggravato e occultamento di cadavere. “La signora ha detto di avere ucciso la figlia sul luogo del ritrovamento” e l’arma utilizzata “sembrerebbe sia stato un coltello” ha detto, prima di entrare al Palazzo di Giustizia di Catania. Per il resto la donna “non ha saputo ricostruire” cosa accaduto, perchè “era come annebbiata”. “E’ chiaro che poi – aggiunge il penalista – si possono innescare dei meccanismi psichici di rimozione perchè ovviamente si tende ad allontanare da sè il fatto”. “Perizia psichiatrica? Noi faremo accertamenti del caso con uno specialista – ha anticipato il legale – per vedere se ci sono rilievi di profilo psichiatrico che possono avere influito sul fatto. Ma una valutazione su questo oggi è prematura. Poi tecnicamente cercheremo di fare tutto quello che possiamo fare anche per colmare le lacune che ancora ci sono nelle indagini”. “Il rapporto con l’ex – ha detto il penalista – si era concluso da tempo. C’era la figlia che, come può accadere nelle separazioni, può costituire motivo di ripicca, conflitto o ricatto, a seconda delle mentalità dei protagonisti. Non so se il movente della gelosia sia reale o parziale, di questo la signora non ne ha parlato”. Il legale ha poi reso noto che non è ancora stato fissato l’interrogatorio di convalida del fermo della donna, nè l’autopsia sul corpo della bambina, che da ieri è all’obitorio dell’ospedale Cannizzaro. “Lei la vedrò oggi o domani – anticipa il legale – per l’interrogatorio, vedrò in che stato la troverò”. Sulla premeditazione contestata dalla Procura il legale sottolinea che “è un’ipotesi investigativa che a mio avviso si abbina al movente che è ancora in fase di accertamento: anche un furto d’auto richiede un minimo di organizzazione. Vediamo cosa emergerà dagli atti – sottolinea l’avvocato Calesti – che io ancora non conosco perchè non c’è stata l’udienza di convalida davanti al Gip. Io ho soltanto il verbale dell’interrogatorio”. Il fermo è stato eseguito, ieri, dai carabinieri del Comando provinciale etneo. La donna inizialmente aveva denunciato agli investigatori il sequestro “per mano di un commando armato e incappucciato” della figlia. Ieri la svolta nelle indagini e la confessione del delitto.
(ITALPRESS).

– foto Ufficio stampa carabinieri Catania –