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Esplosione a Ravanusa, Musumeci riunisce il tavolo tecnico per gli alloggi delle famiglie

PALERMO (ITALPRESS) – Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha riunito a Palazzo Orlèans il gruppo di lavoro interistituzionale, che si sta occupando della definitiva sistemazione delle famiglie e degli immobili di Ravanusa, nell’Agrigentino, colpiti dalla tragica esplosione dell’11 dicembre scorso, causando 9 vittime e distruggendo diversi edifici. All’incontro, per fare il punto sulle azioni già in atto e su quelle da promuovere a breve e a medio termine, hanno partecipato l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, il capo della Protezione civile regionale, Salvo Cocina, con il suo dirigente territoriale di Agrigento, Maurizio Costa, la presidente della commissione Ambiente all’Ars, Giusi Savarino, la presidente della commissione Salute all’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, il sindaco di Ravanusa, Carmelo D’Angelo, accompagnato dai tecnici della Protezione civile e del Comune.
«Abbiamo concordato sulla necessità di approfondire il tema legato al recupero degli edifici inagibili, ma suscettibili di intervento – dichiara il presidente Musumeci – Fatto un approfondimento di carattere tecnico-giuridico, la commissione tornerà a riunirsi subito dopo Pasqua per definire il piano, i tempi di intervento e le risorse necessarie a restituire un tetto alle famiglie duramente provate da questa terribile vicenda».
Intanto, l’assessorato regionale delle Infrastrutture è pronto a erogare il contributo all’affitto di 250 euro alle 48 famiglie ancora sfollate, come comunicato dall’amministrazione comunale di Ravanusa.
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Della Vedova “Con Ferrandelli sindaco per riportare Palermo in Europa”

PALERMO (ITALPRESS) – Benedetto Della Vedova, segretario di + Europa è stato oggi a Palermo per sostenere la campagna di Fabrizio Ferrandelli, candidato Sindaco di Palemo. Obiettivo di questa candidatura è riportare Palermo al centro dell’Europa e farla diventare la Capitale dei diritti, come è nella sua tradizione millenaria.
Per Della Vedova, la scelta di far correre “Fabrizio” – come amichevolmente lo chiama – è il frutto di un percorso politico innovativo, di una visione che potrà essere utile anche in futuro. “Grazie a Fabrizio Ferrandelli – è l’analisi di Della Vedova – siamo riusciti a mettere a frutto due elementi. Il primo è un elemento politico nazionale: + Europa ed Azione hanno scelto di unirsi in una federazione per avere una prospettiva verso le prossime elezioni politiche. Con le diversità che ci caratterizzano abbiamo deciso di metterci assieme, mentre tutti gli altri si dividono”.
Per Della Vedova la cifra simbolica è sempre nel segno dell’europeismo: mai come ora, spiega il sottosegretario agli Esteri, “Serve una forza liberaldemocratica ed europeista, serve un progetto politico che segni le distinzioni tra i sovranisti antieuropei e i populisti”. Palermo ha queste caratteristiche e deve riscoprire la sua naturale tensione verso l’Europa. Una tensione che Della Vedova spiega anche con un piccolo aneddoto: ” Mi sono accorto che Palermo è l’unica città italiana che ha un volo diretto per Strasburgo. Insomma, sarà un caso ma Palermo è legata al cuore dell’Europa”.
Non poteva mancare una riflessione sul conflitto in Ucraina: “Siamo nel cuore di una tragedia non prevista, una guerra di aggressione della Russia all’Ucraina. Una guerra non provocata, non giustificata e non giustificabile”. Per quanto distante possa sembrare il conflitto ucraino dalle elezioni per Palermo, riflette Della Vedova, “proprio quello che sta accadendo lì ci deve dare la spinta per riaffermare i nostri valori, quelli dell’europeismo e della democrazia, e del nostro attaccamento ai territori”. “Questa guerra – spiega Dalla Vedova – dimostra quanto importante sia il ruolo dei sindaci. Penso ai primi cittadino di Kiev, di Mariuopol e delle altre città. Anche questa tornata elettorale, va vissuta con questo spirito, per avere il destino delle nostre città nelle nostre mani, scegliendo le persone giuste”.
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Valle del Belice, Musumeci “Daremo nuova vita al Cretto di Burri”

PALERMO (ITALPRESS) – Un nuovo centro di accoglienza per i numerosi visitatori che vogliono immergersi nella suggestiva esperienza dell’architettura contemporanea, che dialoga con l’ambiente, nella Valle del Belice.
E’ stato presentato questo pomeriggio a Palazzo Orlèans dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, e dall’architetto Mario Cucinella, fondatore e direttore creativo di Mario Cucinella Architects, il progetto per la riqualificazione dell’area limitrofa al Cretto di Burri.
Lo Studio Mario Cucinella Architects è stato incaricato dal governo Musumeci di predisporre uno studio che contribuisse alla valorizzazione del celebre monumento che ha preso il posto della città vecchia di Gibellina, rasa al suolo dal terremoto del 1968. Un memoriale in grado di rendere eterna una città ormai scomparsa, ma anche di dialogare con un tessuto ricco di relazioni, con un territorio che riunisce le realtà dei Comuni della Valle del Belice che arrivano fino alle meraviglie di Selinunte. Il piano di valorizzazione dell’intera area prevede la progettazione preliminare di un Visitor Center (con parcheggio retrostante), una proposta di rifunzionalizzazione dell’ex chiesa, la progettazione di una nuova pensilina dotata di carica per macchine elettriche e totem informativi.
«Ridiamo nuova vita al Cretto di Burri – dichiara il presidente Musumeci – affinchè diventi il cuore di una vasta rete culturale che dovrà coinvolgere tutti i Comuni della Valle. Da troppo tempo il dopo-terremoto continua a pesare su questi centri, ancora in attesa di chiudere la stagione della ricostruzione. Il governo regionale sta intervento con circa 17 milioni di euro per i progetti di completamento dei Comuni e con la riqualificazione dell’area del Cretto. La renderemo più accogliente e con servizi adeguati a un grande monumento, dove arte e memoria trovano perfetta sintesi. Un compito difficile ed esaltante che abbiamo voluto affidare a un illustre figlio di Sicilia come Mario Cucinella».
L’intervento nasce dalla volontà del governo regionale di dare nuova linfa all’opera di Alberto Burri, artista e pittore italiano tra i più importanti del Novecento, che con la sua tecnica ha anticipato movimenti come l’arte povera e il nuovo realismo. L’artista viene chiamato, dall’allora sindaco di Gibellina Ludovico Corrao, a contribuire alla ricostruzione del paese distrutto dal terremoto del Belice del 1968. Burri pensa di realizzare, su scala ambientale, uno dei suoi Cretti, superfici monocrome che l’artista lascia essiccare al sole. I lavori vengono avviati nel 1985. Prende così corpo una delle più grandi opere di Land Art al mondo, unica, dal fortissimo impatto emotivo: un’opera che unisce il presente e il passato di Gibellina in nome dell’arte e della cultura, in un forte dialogo con l’ambiente.
«Personalmente ritengo – sottolinea l’architetto Cucinella – che il Cretto sia un’opera potentissima e bellissima. L’arte è capace, spesso se non sempre, di lenire un pò quel dolore che deriva da una natura a volte molto severa. Una natura che ci ricorda quale sia il suo infinito potere. Nel silenzio del paesaggio naturale si staglia questa enorme opera che è memoria e luogo del pianto, dove la materia ha assunto significato e dove l’arte è diventata identità. Poter restituire a quest’area il valore e l’attenzione che merita è l’occasione di poter rileggere i caratteri dell’architettura rurale siciliana, che il Belice ha perso con il terremoto, e ripresentarla al mondo».
Il progetto dello studio MC A – Mario Cucinella Architects prevede così la riqualificazione dell’area limitrofa al Cretto attraverso una serie di interventi che hanno l’obiettivo di ridare vita a un luogo storicamente cruciale per la Sicilia e dare la possibilità alle persone di riscoprire il grande valore della memoria e del ricordo di una città ormai scomparsa ma che, grazie all’arte, vivrà in eterno.
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In Sicilia 4.448 nuovi casi di Covid e 19 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Dai dati del bollettino del Ministero della Salute emerge che i nuovi positivi in Sicilia sono 4.448 (ieri erano 4.142) a fronte di 32.381 tamponi processati, dato che porta il tasso di positività al 13,7%. Nell’isola oggi si registrano 19 decessi (ieri erano 15). I guariti sono 7.239 e gli attualmente positivi registrano un decremento di 1.696 unità attestandosi su un numero totale di 157.173. Il numero dei ricoveri nei reparti ordinari è di 979, sono 65 i ricoveri in terapia intensiva con 6 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 156.129 persone.
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Porti, Monti “Il 4 maggio inauguriamo la stazione marittima di Palermo”

PALERMO (ITALPRESS) – Il quattro maggio sarà inaugurata la nuova stazione marittima all’interno del porto di Palermo. Lo ha detto il presidente dell’autorità sistema portuale del Mare di Sicilia Occidentale, Pasqualino Monti, nel corso di un’intervista con l’Agenzia Italpress. L’apertura è stata rinviata più volte per via di alcuni ritardi nelle forniture del cantiere, ritardi dovuti alla congiuntura internazionale.
“Abbiamo realizzato investimenti per cinquecento milioni di euro – ha detto Monti -. Abbiamo realizzato un pò tutte le opere che contraddistinguono l’agire di una autorità portuale: abbiamo costruito i terminal per il traffico passeggeri e costruito le infrastrutture per l’industria porto sia essa pesante o al traffico merci. Abbiamo dragato i fondali dei nostri scali, due su quattro e adesso iniziamo anche quello di Trapani”. Tra gli investimenti fatti Monti ha ricordato anche la realizzazione di “cinque terminal in quattro porti” e quello della stazione marittima di Palermo “che sarà aperta il 4 maggio”.
Non solo. A settembre saranno conclusi anche i lavori per la stazione marittima di Porto Empedocle: “Siamo alla fase di completamento dell’ultimo piano della stazione marittima”.
Nei giorni scorsi, infine, il passaggio della gestione dei porti di Gela e Licata, nella costa meridionale dell’Isola dalla Regione siciliana all’Autorità guidata da Monti. “Il nostro impegno va nella direzione di riqualificare e condividere con il mercato questi hub portuali, necessari per concretizzare un ulteriore salto di qualità del nostro network. Abbiamo una progettualità avviata e siamo pronti a questa nuova sfida, in cui mai mancherà il confronto con la Regione siciliana e il governo nazionale per conseguire gli obiettivi comuni che ci siamo prefissati”. Tra questi, investimenti di tipo industriale ed energetico per il porto di Gela mentre Licata si caratterizzerà per una vocazione più diportistica.
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A Sant’Agata apre Centro Medico MM con specialisti del Giglio di Cefalù

SANT’AGATA DI MILITELLO (MESSINA) (ITALPRESS) – Presentato, stamani al PalaMangano di Sant’Agata Militello, nel messinese, l’accordo di collaborazione tra la Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù e il Centro Medico M&M, per l’attivazione di un poliambulatorio specialistico sia con professionisti del Giglio che del Gemelli Giglio Medical Partnership.
“Mettiamo a disposizione la nostra esperienza per il territorio dei Nebrodi – ha detto il presidente della Fondazione Giglio, Giovanni Albano – in linea con quanto già fatto per l’ospedale di Mistretta dove abbiamo aperto, con un importante riscontro, un reparto di urologia e un servizio di oculistica. Facilitare l’accesso dei cittadini alle cure – ha aggiunto Albano – è un obiettivo che ci siamo posti e che vogliamo raggiungere, anche in questa occasione, con le realtà sanitarie presenti nel territorio offrendo il nostro contributo”.
“Sono orgoglioso – ha affermato il direttore amministrativo del Giglio, Gianluca Galati – di aver contribuito alla nascita di un’importante iniziativa, nel mio paese d’origine, per rispondere alle richieste di assistenza sanitaria che esprime questo territorio”.
I lavori di presentazione del Centro sono stati aperti dal sindaco di Sant’Agata Militello, Bruno Mancuso. “Accogliamo – ha detto – con grande compiacimento questa iniziativa che amplia l’offerta sanitaria sul territorio e precorre quello che è il modello del futuro del sistema sanitario ovvero una collaborazione proficua tra pubblico e privato”.
Il Centro Medico M&M è ospitato all’interno del Palasport Mangano di via Cernaia 23, a Sant’Agata di Militello. Dispone di tre ambulatori attrezzati di tecnologie mediche, area reception e accettazione con sala d’attesa e i relativi servizi. All’interno è, inoltre, presente un’ampia area dedicata alla fisioterapia e alla riabilitazione comprensiva di palestra gestita direttamente dal Centro M&M.
“Abbiamo lavorato in sinergia con la Fondazione Giglio – ha rilevato Totò Mangano del Centro Medico M&M – per portare l’esperienza di una sanità di eccellenza nel nostro territorio in linea con lo spirito del Palamangano di offrire un approccio globale alla cura della propria salute. Rappresenta per noi – ha aggiunto Mangano – un’opportunità, non di secondo piano, poter avere delle figure di riferimento anche in caso di ospedalizzazione”.
La convenzione sottoscritta tra la Fondazione Giglio e il Centro Medico M&M prevede l’attivazione di ambulatori specialistici di: cardiologia, chirurgia generale e oncologica, gastroenterologia, neurologia, ortopedia, oncologia, senologia, terapia del dolore e urologia.
Gli ambulatori saranno gestiti in regime libero professionale. Per prenotare il Centro medico M&M ha attivato una linea dedicata 0941.706085, un numero whatsapp 3347075343 e una email [email protected]. E’ stata già aperta l’agenda per le prenotazioni con la prima seduta ambulatoriale curata dal responsabile dell’unità operativa di ortopedia e traumatologia Filippo Boniforti, programmata per oggi.
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Differenziata, dal governo Musumeci altri 15 mln ai comuni virtuosi

CATANIA (ITALPRESS) – Il governo Musumeci destinerà altri 15 milioni di euro da ripartire tra i circa 230 Comuni siciliani virtuosi che nel 2021 hanno superato il 65% di raccolta differenziata dei rifiuti. L’hanno reso noto il presidente della Regione Nello Musumeci e l’assessore all’Energia e ai servizi di pubblica utilità Daniela Baglieri questa mattina alle Ciminiere di Catania in occasione della premiazione agli enti locali “ricicloni”. Presente anche il dirigente generale del dipartimento regionale dell’Acqua e dei rifiuti, Calogero Foti.
Di questa somma, 10 milioni sono destinati a incentivare iniziative utili per incrementare i livelli di riciclo, sulla base di schede progettuali che gli enti territoriali dovranno presentare all’assessorato in tempi brevi. I restanti 5 milioni saranno destinati a progetti pilota innovativi e condivisi per attività mirate alla riduzione dei rifiuti e all’incentivazione alla raccolta differenziata.
Nel corso della cerimonia sono stati consegnati gli attestati di merito ai primi cittadini dei 167 Comuni che (in base ai dati certificati relativi al 2020) hanno superato la quota del 65 per cento di differenziata e dei 97 enti che hanno raggiunto quota 50 per cento. Una menzione speciale è andata a sei enti locali che si sono contraddistinti per gli incrementi nella differenziata: Pagliara (+43%) e Gallodoro (+35%), nel Messinese, e Castelvetrano (+31%), in provincia di Trapani, che hanno superato quota 50 per cento; Castelmola (+26%) e Letojanni (+23%), sempre in provincia di Messina e Cefalà Diana (+17,5%), nel Palermitano, ancora sotto il 50 per cento. “In pochi anni – ha detto il presidente Musumeci – la raccolta differenziata nell’Isola è passata dal 19% (del 2018) al 50%. Una bellissima testimonianza di civiltà ottenuta grazie all’impegno dei sindaci, alla collaborazione dei cittadini e all’attività di sprone messa in campo quotidianamente dalla Regione. Essere arrivati a queste percentuali è davvero un grande passo avanti in una terra che, invece, era abituata a considerare il rifiuto soltanto un problema, possibilmente da affidare alla Regione anche per risolvere problemi di ordinaria gestione che attengono alla responsabilità e alla competenza dei Comuni”.
“E’ chiaro, però – ha aggiunto il governatore – che la soluzione definitiva, insieme a una migliore raccolta differenziata, può arrivare dai termoutilizzatori. Il nucleo di valutazione della Regione ha già esaminato le sette offerte pervenute a seguito dell’avviso pubblicato dal dipartimento regionale dei Rifiuti. Entro l’anno completeremo le procedure per guardare avanti con ottimismo e in tre anni i due impianti potrebbero essere realizzati”. “Abbiamo trovato – ha aggiunto l’assessore Baglieri – una Sicilia con un tasso di differenziata molto basso, stiamo crescendo costantemente e oggi è un momento importante per premiare e riconoscere gli sforzi fatti da ben 167 Comuni nel 2020. E nel 2021, ve lo anticipo, i Comuni virtuosi sono già oltre 230. Un processo in itinere, quindi, che va supportato e che come governo regionale stiamo provando a promuovere con tutte le forze presso i Comuni. Dobbiamo farlo, perchè occorre passare dal modello delle discariche a quello del compostaggio, che significa non solo smaltimento dei rifiuti ma anche produzione di energia”.
Questo l’elenco dei i 167 Comuni premiati che nel 2020 hanno che hanno superato il 65 per cento di raccolta differenziata. Grazie a questa performance a ciascuno di essi è già stato assegnato un contributo – costituto da una somma fissa di 8.982 euro e una parte variabile in base alla popolazione – in ripartizione dei complessivi 3 milioni di euro stanziati dal decreto inter-assessoriale (Economia e Autonomie locali) firmato da Gaetano Armao e Marco Zambuto. Provincia di Agrigento (25): Agrigento, Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cammarata, Casteltermini, Cattolica Eraclea, Grotte, Joppolo Giancaxio, Lucca Sicula, Menfi, Montevago, Naro, Racalmuto, Ribera, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Santa Elisabetta, Santa Margherita di Bèlice, Sant’Angelo Muxaro, Santo Stefano di Quisquina, Sciacca e Villafranca Sicula.
Provincia di Caltanissetta (13): Butera, Campofranco, Delia, Marianopoli, Mazzarino, Milena, Montedoro, Resuttano, Serradifalco, Sommatino, Sutera, Vallelunga Pratameno e Villalba.
Provincia di Catania (23): Aci Bonaccorsi, Aci Castello, Belpasso, Biancavilla, Camporotondo Etneo, Castel di Iudica, Grammichele, Licodia Eubea, Linguaglossa, Maletto, Mazzarrone, Militello in Val di Catania, Mineo, Mirabella Imbaccari, Palagonia, Raddusa, Ramacca, San Cono, San Michele di Ganzaria, Santa Maria di Licodia, Santa Venerina, Scordia e Vizzini.
Provincia di Enna (5): Assoro, Cerami, Leonforte, Sperlinga e Troina.
Provincia di Messina (29): Acquedolci, Alcara Li Fusi, Antillo, Caronia, Castel di Lucio, Furci Siculo, Itala, Limina, Longi, Mandanici, Mazzarrà Sant’Andrea, Mirto, Montalbano Elicona, Naso, Pagliara, Pettineo, Roccafiorita, Roccalumera, Rometta, San Marco d’Alunzio, Santa Teresa di Riva, Santo Stefano di Camastra, Scaletta Zanclea, Sinagra, Spadafora, Terme Vigliatore, Torrenova, Tusa e Villafranca Tirrena.
Provincia di Palermo (39): Alimena, Aliminusa, Altofonte, Balestrate, Baucina, Bisacquino, Caccamo, Campofiorito, Camporeale, Chiusa Sclafani, Ciminna, Cinisi, Collesano, Contessa Entellina, Corleone, Giardinello, Giuliana, Godrano, Gratteri, Isnello, Lascari, Lercara Friddi, Marineo, Misilmeri, Montelepre, Montemaggiore Belsito, Palazzo Adriano, Partinico, Piana degli Albanesi, Pollina, Prizzi, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela, Terrasini, Torretta, Trappeto, Valledolmo e Ventimiglia di Sicilia. Provincia di Ragusa (8): Chiaramonte Gulfi, Comiso, Giarratana, Ispica, Monterosso Almo, Pozzallo, Ragusa e Santa Croce Camerina. Provincia di Siracusa (6): Buccheri, Buscemi, Ferla, Melilli, Solarino e Sortino.
Provincia di Trapani (19): Buseto-Palizzolo, Calatafimi-Segesta, Custonaci, Erice, Favignana, Gibellina, Marsala, Mazara del Vallo, Paceco, Pantelleria, Partanna, Petrosino, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, San Vito Lo Capo, Santa Ninfa, Valderice e Vita.
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UniPa presenta il centro di sostenibilità e transizione ecologica

PALERMO (ITALPRESS) – Che sostenibilità e transizione ecologica siano tra le principali sfide del decennio lo testimonia l’impegno costante dedicato da società e istituzioni di tutto il mondo. Anche l’Università di Palermo viaggia in questa direzione, con l’avvio del nuovo Centro di sostenibilità e transizione ecologica che punta a fornire conoscenze e strumenti in materia alla comunità studentesca e a proporre un sistema di comportamenti virtuosi. All’inaugurazione hanno partecipato il rettore dell’Università Massimo Midiri e il direttore del Centro Maurizio Cellura. A coordinare le attività del nuovo istituto sarà un Consiglio scientifico composto da docenti dell’Ateneo esperti nei settori dei Sustainable development goals, i 17 obiettivi di sviluppo fissati nell’Agenda 2030 delle Nazioni unite: lotta alla povertà, lotta alla fame, salute e benessere, istruzione di qualità, parità di genere, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, imprese e infrastrutture, riduzione delle disuguaglianze, città e comunità sostenibili, consumo e produzione responsabili, lotta al cambiamento climatico, vita sott’acqua, vita sulla terra, giustizia e istituzioni solide, partnership per gli obiettivi e osservatorio dati.
“Sono convinto che dagli obiettivi di sviluppo sostenibile dipenda l’avvenire delle nuove generazioni, che con questa consapevolezza sapranno fare la differenza per un futuro migliore -, afferma Midiri, – I nostri giovani devono essere adeguatamente formati per diventare agenti del cambiamento e indirizzare il territorio circostante con comportamenti corretti. Il Centro, benchè sia parte integrante della politica di investimenti dell’Università, punta a coinvolgere non solo i nostri 45mila studenti ma l’intera città, con scelte in grado di migliorare l’ambiente e con tecnologie sostenibili ed economicamente fattibili. I risultati si vedranno solo a medio-lungo termine, ma le basi sono ottime”. Il Centro non nasce come dipartimento, ma come istituto in grado di integrare i concetti di sostenibilità e transizione ecologica nei singoli corsi di studio: è prevista infatti l’istituzione di un tavolo di lavoro con altri dipartimenti e con i singoli studiosi dell’Ateneo impegnati in attività di ricerca e innovazione per trovare insieme soluzioni per ambiente e territorio.
Tra le attività in programma la creazione di un forum regionale sulla transizione ecologica per rafforzare il dialogo tra Università e stakeholder che operano a vario titolo nel campo della sostenibilità: si cercherà inoltre di coinvolgere piccole e medie imprese per guidarle verso soluzioni produttive eco-innovative e sostenibili. In più è stato avviato un processo di cooperazione con la Rete delle università sostenibili, di cui l’Ateneo palermitano è socio fondatore, attraverso la partecipazione a gruppi di lavoro tematici (cibo a km 0, cambiamenti climatici, ecc.).
“Oggi le università hanno un ruolo proattivo nelle sfide indotte dai cambiamenti climatici, in quanto contribuiscono alla formazione dei cittadini e all’incremento di conoscenze per affrontare con professionalità scenari complessi -, sottolinea Cellura, – Grazie al Centro saremo in grado di incentivare con un approccio multidisciplinare le attività di ricerca nel campo della transizione ecologica e di rispondere ai bisogni dell’ambiente con nuovi percorsi formativi. Tra i primi Master che attueremo uno sarà dedicato ai cambiamenti climatici, un altro al mercato del carbonio”.
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