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Rettore Palermo “Pronti a fare la nostra parte per produrre vaccini”

PALERMO (ITALPRESS) – “L’Università di Palermo è per vocazione impegnata nella ricerca per il progresso delle conoscenze, il miglioramento della qualità della vita e per la tutela della salute, ed è a disposizione, con tutte le sue competenze e le sue conoscenze in materia, per contribuire alla produzione di vaccini Il nostro “ATeN – Advanced Technologies Network Center”, centro di ricerca e sviluppo nel settore delle Biotecnologie applicate alla salute umana che con i suoi quindici laboratori dislocati su 3 mila metri quadrati di superficie e dotati di circa un centinaio di attrezzature è un punto di riferimento fondamentale per nuove idee progettuali e attività di trasferimento tecnologico, ha tutto ciò che serve per essere protagonista in questo contesto”. Ad affermarlo in una nota il rettore di UniPa, Massimo Midiri. “ATeN – prosegue – può infatti contare su una disponibilità strumentale all’avanguardia, che comprende una camera bianca di 100 metri quadri, in cui è possibile lavorare in un ambiente a contaminazione controllata, e due bioreattori, uno da 20 e l’altro da 200 litri, e su una competenza scientifico tecnologica e una efficienza produttiva di eccellenza. E’ stato generato un brevetto, registrato da Abiel srl, spin-off accademico dell’Università di Palermo, per la produzione per molecole specifiche espresse in vettori all’interno di batteri. UniPa occupa una posizione di rilievo nel panorama nazionale e internazionale della scienza”.
“Appoggiamo convintamente la candidatura della Sicilia a hub di produzione dei vaccini del Mediterraneo proposta dal Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci alla Ministra Carfagna e ribadiamo di voler fare la nostra parte – conclude il rettore Midiri – Siamo pronti ed immediatamente disponibili con tutte le nostre risorse, a maggior ragione in questo momento storico, in cui la pandemia ha ancora ulteriormente evidenziato la basilarità dei vaccini e l’impegno necessario per soddisfare il fabbisogno della loro produzione”.

Danni per maltempo in Sicilia, Banca Sella stanzia plafond di 10 mln

BIELLA (ITALPRESS) – Banca Sella ha attivato alcune misure a supporto delle famiglie e delle imprese siciliane colpite di recente dai violenti eventi atmosferici che hanno interessato principalmente le province di Catania, Ragusa e Siracusa con l’obiettivo di essere al fianco dei territori coinvolti e favorire il ripristino dei danni subiti.
E’ stato previsto, in particolare, lo stanziamento di un plafond di 10 milioni di euro per la concessione di finanziamenti, a condizioni economiche favorevoli, destinati alle famiglie e alle aziende che abbiano subito danni a beni mobili e immobili. Come misura di ulteriore supporto e flessibilità, è prevista anche la possibilità un preammortamento per la durata massima di 12 mesi.
E’ inoltre possibile richiedere, fanno sapere dall’istituto di credito, la sospensione del pagamento delle rate dei mutui ipotecari alle famiglie per un massimo di 12 mesi e dei mutui e finanziamenti alle aziende per un massimo di 6 mesi.
Le richieste potranno essere inoltrate entro il 31 dicembre 2021, presentando un’autocertificazione con l’indicazione dei danni subiti presso una delle succursali di Banca Sella presenti sul territorio.
(ITALPRESS).

Covid, in Sicilia incidenza stabile e picco delle terze dosi

PALERMO (ITALPRESS) – L’andamento di nuovi casi in Sicilia nella settimana 25-31 ottobre riporta un’incidenza di 51.35 casi per 100.000 abitanti. Continua quindi a registrarsi un sia pur contenuto rialzo dei nuovi casi rispetto al minimo raggiunto ad ottobre, ma il trend di crescita appare al momento limitato. E’ quanto emerge dal bollettino settimanale inviato dalla regione Siciliana.
Nella settimana di riferimento il rischio più elevato è ancora a Catania (79,9 nuovi casi su 100 mila abitanti). Analizzando l’incidenza per età emerge un dato più alto nella fascia di età scolare (6/10 anni) ed in quella più anziana, pertanto il Dasoe ribadisce l’importanza di mantenere alta l’immunizzazione nei soggetti più a rischio.
A seguito del rialzo dei nuovi casi si è avuto un lieve incremento di nuove ospedalizzazioni con ricadute sulla prevalenza di occupazione dei posti letto. L’ospedalizzazione interessa prevalentemente (82,3%) soggetti non vaccinati. Resta stabile la letalità.
In Sicilia i vaccinati con prima dose si attestano all’80,67% del target regionale, gli immunizzati sono al 76,67%. Le terze dosi finora somministrate sono 62.914 (pari allo 0,93% delle somministrazioni complessive).
Da segnalare il picco di terze dosi nella giornata del 3 novembre (4.681) nell’ambito di un significativo trend in aumento.
Raffrontando invece i dati relativi alle prime dosi erogate tra la settimana in esame (28 ottobre-3 novembre) e la precedente (21-27 ottobre) si registra un calo pari a -35, 56%. Continua quindi il trend in declino delle prime dosi rispetto al picco registrato nei giorni immediatamente antecedenti al 15 ottobre quando è entrato in vigore l’obbligo del green pass nei luoghi di lavoro.
(ITALPRESS).

Beni per 100 mln sequestrati a clan mafioso “Santapaola-Ercolano”

CATANIA (ITALPRESS) – La Dia ha sequestrato beni per oltre 100 milioni di euro riconducibili al clan Santapaola-Ercolano. Il provvedimento, disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Catania, ha riguardato tre indagati, uno dei quali, storico esponente della cosca etnea, risulta attualmente detenuto in regime di carcere duro a seguito della recente condanna all’ergastolo per l’omicidio di Luigi Ilardo, ucciso a Catania nel 1996, poco prima di entrare nel programma di protezione riservato ai collaboratori di giustizia.
Già in passato, nei confronti dell’indagato, la Dia del centro etneo aveva condotto articolati accertamenti patrimoniali, sfociati nel dicembre del 2012 nel provvedimento di confisca di beni per un valore complessivo di 30 milioni di euro e nell’aggravamento della misura di prevenzione personale.
L’odierna indagine ha preso in esame la posizione economica, finanziaria e patrimoniale di altre due persone, padre e figlio.
Si tratta di noti imprenditori originari del messinese, già oggetto di indagini penali coordinate dalla Procura etnea, sulla scorta delle quali sono stati tratti in arresto con l’operazione “Piramidi”.
I due, come reso noto dagli investigatori in conferenza stampa, sono a capo di uno dei gruppi imprenditoriali più importanti della Sicilia orientale, operanti in svariati settori, ma principalmente nella gestione e nello smaltimento dei rifiuti. Negli anni sarebbero riusciti a creare una vera e propria galassia di imprese, diversificando le attività della famiglia con società attive nei servizi di pulizia degli ospedali, nel settore immobiliare e nella gestione di un notissimo stabilimento balneare sul litorale catanese.
“La vicinanza tra i tre indagati, conclamata in atti giudiziari, emerge con certezza – sottolineano gli investigatori – anche per la loro presenza in occasione del battesimo della figlia del boss ed in occasione di un matrimonio di un congiunto”.
E’ proprio tale vicinanza ad essere ritenuta “l’origine dell’impressionante escalation imprenditoriale di padre e figlio”; per far luce su un arricchimento così repentino, gli inquirenti hanno, infatti, passato sotto la lente di ingrandimento ben quaranta anni della loro evoluzione economica ed imprenditoriale. Da umile carpentiere il principale indagato è divenuto uno tra i più facoltosi imprenditori siciliani.
Le complesse indagini patrimoniali, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia etnea hanno consentito di appurare che l’ascesa imprenditoriale della famiglia avrebbe avuto una formidabile impennata intorno alla fine degli anni 90 e che gli investimenti compiuti in quegli anni risulterebbero caratterizzati da massicce immissioni di capitali non giustificate dalla capacità economico – finanziaria che a quel tempo gli imprenditori possedevano.
Già nel 2012, l’inchiesta Piramidi della Dda etnea aveva dimostrato il ruolo dell’imprenditore quale braccio economico del boss.
Con l’odierno provvedimento il Tribunale di Catania ha accolto l’impostazione dell’analisi compiuta dagli investigatori della Dia sulle intercettazioni ambientali e telefoniche nonchè sulle dichiarazioni di storici collaboratori di giustizia, tra i quali Santo La Causa, Gaetano D’Aquino e Salvatore Viola.
Il quadro probatorio presentato all’Autorità Giudiziaria, fanno sapere gli investigatori, è frutto di un lavoro minuzioso, che ha fatto emergere, tra l’altro, anche la perfetta correlazione temporale tra la crescita imprenditoriale delle imprese ed il ruolo di vertice assunto di fatto dal boss nel clan Santapaola.
Anche su tali presupposti il Tribunale di Catania ha accolto la tesi secondo la quale le imprese riconducibili alla famiglia dell’imprenditore “siano il frutto di attività illecite o ne costituiscano il reimpiego”, richiamando il dettato dell’articolo 20 del Codice Antimafia che definisce la cosiddetta “impresa mafiosa”.
Per l’operazione che si è svolta oggi, sin dalle prime luci dell’alba, sono stati impiegate unità operative specializzate della Direzione Investigativa Antimafia che hanno posto i sigilli ad aziende, quote societarie, immobili e rapporti finanziari.
In particolare, sono stati sottoposti a sequestro 14 società, 7 immobili e svariati rapporti finanziari, per un valore complessivamente stimato in oltre 100 milioni di euro.
(ITALPRESS).

Lo Curto “Lagalla profilo giusto per Palermo, centrodestra sia coeso”

PALERMO (ITALPRESS) – “Sul PNRR è mancata la concertazione proprio con la Regione Siciliana, molti di questi progetti trovavano già un canale di finanziamento: è un’occasione mancata”. A dirlo è Eleonora Lo Curto, capogruppo dell’Udc all’Assemblea Regionale Siciliana, parlando della gestione da parte del governo dei fondi provenienti dall’Europa. “Un’occasione che non avremmo dovuto mancare, in ragione del fatto che sono soldi che avrebbero aiutato molto meglio la Sicilia. Speriamo che ci siano da parte delle amministrazioni e degli enti locali progetti pronti da poter essere finanziati, perchè è questo il momento. La Sicilia non può perdere quest’occasione”, spiega Lo Curto, che in un’intervista all’agenzia Italpress si è anche soffermata sul lavoro fin qui svolto dall’attuale governo regionale: “Valuto quest’esperienza in maniera positiva, improntata sulla serietà e sobrietà, questi sono i due aggettivi che mi piace indicare e individuare per descrivere il profilo della giunta che viene guidata da Musumeci. Molte cose sono state fatte, abbiamo trovato una Regione veramente in dissesto ed in pieno disastro, molte cose potevano essere fatte e certamente non potranno essere fatte anche a causa di quello che è accaduto un pò dappertutto con la pandemia che ha bloccato il governo nel procedere a investimenti, dovendo ovviamente aiutare le categorie che erano rimaste indietro”.
Poche settimane fa l’attuale assessore regionale all’Istruzione, Roberto Lagalla, ha portato il suo movimento politico (Idea Sicilia) nell’Udc. Un ingresso importante, per lui e per il partito, visto che il nome di Lagalla è uno di quelli che circola con più insistenza come candidato sindaco di Palermo: “E’ una persona di assoluta e indiscussa fama, lo dimostra il suo percorso sia all’interno dell’Università ma anche quello da assessore – ha detto la Lo Curto -. Siamo felici che abbia scelto di venire dentro il nostro partito, c’è bisogno di costruire sempre più solidamente quest’area di centro e mi fa piacere che in molti cerchino di affollarla. Sono felice del fatto che anche il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè, abbia definito come autorevole e importante la proposta per Palermo della candidatura del professore Lagalla perchè è una proposta forte, una candidatura seria che può certamente raccogliere il consenso ma soprattutto che può costruire quella prospettiva per questa straordinaria meravigliosa città ha perduto. Abbiamo bisogno di girare pagina e credo che Lagalla possa determinare tutto questo”.
Il centrodestra cerca coesione e soprattutto il candidato da sostenere per le amministrative a Palermo, ma ogni forza politica ha in mente un proprio candidato. Venerdì alle 18 è previsto un importante incontro con gli altri partiti del centrodestra per cercare di dettare le linee guida: “Penso che alla fine si troverà il sistema per convergere, mi auguro che alla fine si opti per Lagalla, ma sono certa che prevarrà quel buon senso che deve guidare una coalizione, perchè se si litiga si dà partita all’avversario, l’avversario che ha già governato ha governato tanto e male negli ultimi fatti – ha spiegato Lo Curto -. Pensiamo che Lagalla sia la persona giusta per storia, tradizione, cultura, autorevolezza, capacità di interpretare i bisogno di questa città, e soprattutto di interpretare il sogno di questa città, ovvero di rinascere”.
Chiosa finale su Totò Cuffaro, tornato in campo con la “nuova Dc”, e che a suo dire non è stato accolto bene da alcuni partiti, tra cui proprio l’Udc: “Noi siamo felici di essere quello che siamo, se la Dc di Cuffaro vorrà ragionare in un’area moderata io non ho nulla contro nessuno e credo che Cuffaro abbia già pagato il suo debito, forse non fino in fondo, perchè il vero debito lo deve pagare liberando la coscienza dai tanti se e tanti ma sui quali non ha voluto fare chiarezza. Non spetta a me, o comunque solo a me, decidere chi entra e chi esce dell’Udc: io sono per un partito laico, inclusivo, realmente democratico, aperto e soprattutto forte nel consenso che deve conquistarsi fra gli elettori parlando di cose concrete e realizzando progetti”.
(ITALPRESS).

In Sicilia 398 nuovi casi di Covid e 7 decessi

PALERMO (ITALPRESS) – Leggero incremento dei casi di Covid in Sicilia. Dalla lettura dei dati del bollettino del Ministero della Salute emerge che i nuovi contagi sono 398, con un incremento di 16 casi a fronte di 33.413 tamponi processati, determinando un tasso di positività pari all’1,19%. Sono 7 i decessi (+4); morti avvenute ieri, lunedì, il 31 e il 29 ottobre. I guariti sono 601, flette il numero degli attualmente positivi di 210 scendendo a 7.401. Stabili i ricoveri nei reparti ordinari, 305, e così pure per le terapie intensive, con 40 ricoverati e 4 nuovi ingressi. In isolamento domiciliare ci sono 7.056 persone.
(ITALPRESS).

Sindaci siciliani a Roma: “Comuni al collasso, intervenga Governo”

ROMA (ITALPRESS) – Una folta delegazione di Sindaci della Regione Siciliana si è ritrovata questa mattina a Roma in manifestazione per denunciare, ancora una volta, le gravi criticità finanziarie e organizzative in cui, ormai da troppo tempo, versano gli enti locali dell’Isola. I primi cittadini siciliani si sono mossi per chiedere al Governo nazionale “urgenti provvedimenti di carattere normativo e finanziario” per i bilanci, e non solo, di piccoli e grandi Comuni della Sicilia.
L’Anci Sicilia, nel corso degli incontri istituzionali già programmati, presenterà i dati allarmanti dell’Isola. Ad oggi solamente 152 comuni su 391 hanno approvato il Bilancio di previsione 2021-2023, appena 74 comuni hanno approvato il consuntivo 2020 e circa 100 comuni si trovano già in dissesto o sotto Piano di riequilibrio.
Oltre alle questioni finanziarie i sindaci siciliani negli incontri che oggi avranno con deputati e senatori, nonchè con esponenti del governo, evidenzieranno le problematiche di carattere organizzativo. In un recente monitoraggio, condotto dall’ANCI Sicilia, infatti, spicca un dato preoccupante e relativo ai posti vacanti nelle piante organiche dei comuni siciliani: mancano circa 15 mila unità tra cui circa 4000 fra dirigenti e categorie D.
I primi cittadini dell’Isola chiederanno anche di essere messi nelle condizioni di approvare i bilanci nei termini previsti.
Secondo l’Associazione dei comuni siciliani, in base a questa situazione drammatica, appare sempre più utopistico pensare di erogare servizi e sperare di poter utilizzare in maniera efficace le risorse della Programmazione Comunitaria 2021-2027 e del Pnrr.
Al momento per Anci Sicilia le norme previste dalla Legge di Stabilità per l’Isola non risolvono in alcun modo le criticità oggetto della manifestazione.
Nel dettaglio le sei richieste avanzate dai sindaci sono: l’abbattimento del 50% degli accantonamenti del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, l’assunzione di figure professionali qualificate all’interno degli enti locali in deroga alle disposizioni vigenti, ma anche, nell’ambito degli accordi fra Stato e Regione, ristoro per i comuni siciliani dei mancati incassi dei crediti frutto delle inefficienze del gestore regionale Riscossione Sicilia, la costituzione in Conferenza Stato Città e Autonomie Locali di un tavolo permanente con Stato, Regione e Anci Sicilia per affrontare le ulteriori e specifiche criticità degli Enti locali siciliani e l’approvazione di una norma di attuazione dello Statuto, già deliberata in Commissione paritetica e lo spostamento dei termini per l’approvazione dei Bilanci al 30 novembre.
All’iniziativa di oggi hanno aderito Cgil, Cisl e Uil e il Forum Terzo Settore e anche la Giunta della Regione Siciliana presente con l’assessore agli Enti territoriali, Marco Zambuto.
“La presenza del governo regionale non è solo formale. Sì è realizzata una condivisione delle difficoltà”, ha sottolineato l’assessore.
Presenti anche alcuni parlamentari siciliani. Per il deputato PD Fausto Raciti “la questione dei crediti non esigibili merita pieno sostegno da parte di tutti i colori politici e il governo dovrà interessarsene”.
Il senatore Alessandro Pagano ha invece sottolineato che “ormai siamo di fronte a un dato oggettivo e la richiesta di aiuto è legittima”. Per questo ha detto di dare tutta la sua disponibilità “per portare al governo queste istanze”.
Dalla deputata del gruppo misto Giusy Bartolozzi è invece arrivata la proposta di fare del governo il contenuto del suo emendamento presentato un anno e mezzo fa, contenente le istanze presentate oggi dai sindaci: “il governo intervenga un decreto a stretto giro. Agiamo in tempi rapidi o non ne usciremo”, ha aggiunto.
Infine gli interventi di Giancarlo Cancelleri del M5S e Davide Faraone di IV prima della chiusura del presidente Anci Sicilia Leoluca Orlando. Per Cancelleri “siamo tutti dalla stessa parte”. “Nel prossimo decreto fiscale che partirà direttamente dal Senato – ha spiegato – ci dovrà essere la norma che preveda non il 50% del fondo dell’accantonamento per tre anni, ma almeno una norma scalare che parte dal 50% e che poi scenda gradatamente per i due anni successivi”. “Liberare le risorse per far chiudere i bilanci è un’esigenza urgente e un tema non più rinviabile”, ha aggiunto.
Per Faraone “l’esito dei negoziati con il governo non sarà scontato” ma ha assicurato il senatore che farà tutto il possibile per portare le richieste al governo e tradurle in fatti.
L’urgenza degli interventi è stata evidenziata dal presidente Anci Sicilia, Leoluca Orlando: “Abbiamo bisogno di interventi immediati, entro questo anno. Se non ci saranno interventi sarà dissesto per tanti comuni”, ha dichiarato. “Oggi stiamo chiedendo, tra le altre cose l’attuazione dello Statuto della nostra Regione. Troppo spesso è stata rimandata disciplina delle Regioni a statuto speciale e la questione rimane aperta da 10 anni”, ha continuato. “Ad oggi solo 152 comuni hanno presentato i bilanci di previsione e senza un intervento di sostegno la situazione può precipitare”, ha sottolineato.
“La situazione nei Comuni siciliani è critica e chiediamo di approvare i bilanci nei termini. Il bilancio 2022 vorremmo approvarlo entro marzo dando anche modo di attuare le risorse messe in campo dal Pnrr”, ha aggiunto il segretario Anci Sicilia, Mario Emanuele Alvano. “I sindaci siciliani non sono nelle condizioni di fare nessuna di queste cose per ragiono di carattere finanziario legate anche a una criticità di sistema di riscossione dei tributi – ha continuato Alvano -. Nei Comuni manca il personale adeguato. Si parla di 15 mila unità, tra cui dirigenti e categorie D. Chiediamo infine che il governo si occupi di dare attuazione alle specificità di Regioni a Statuto Speciale come la Sicilia”.
(ITALPRESS).

Maltempo a Catania, Asi avvia raccolta fondi per associazioni sportive

CATANIA (ITALPRESS) – ASI, Associazioni Sportive e Sociali Italiane, alla luce della disastrosa alluvione nel catanese, ha deciso di lanciare una raccolta fondi in favore delle associazioni sportive affiliate del territorio che “all’alba di una lenta e faticosa ripartenza – si legge in una nota -, sono state nuovamente travolte da un evento violento e destabilizzante”.
“Quella dello sport è una comunità che si riconosce nei valori della solidarietà. Per questo, la struttura centrale di ASI non poteva rimanere insensibile alle problematiche delle associazioni sportive dei comuni colpiti: un mondo letteralmente stremato dall’emergenza pandemica deve, ancora una volta, rimboccarsi le maniche. Per questo abbiamo deciso di lanciare una raccolta fondi che coinvolgerà tutti i nostri associati, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia stessa”, spiega il presidente di ASI, Claudio Barbaro.
Il nubifragio che si è abbattuto su Catania, ha avuto pesantissime conseguenze: strade allagate, la centralissima via Etnea trasformata in un vero e proprio fiume in piena, piazza Duomo in un lago con il centro rimasto al buio per un blackout. Anche le associazioni sportive del territorio, già colpite da un anno e mezzo di emergenza, hanno subito gravissimi danni alle proprie strutture: inagibili per allagamenti, guasti agli impianti elettrici, infiltrazioni, danni a macchinari e beni strumentali alle attrezzature, ai parquet e ai tatami.
“Davanti a questi accadimenti – sottolinea la nota – la community ASI, e non solo, è chiamata a raccolta per sostenere una parte della propria base, che in questo momento necessita del supporto di tutti noi. Anche in questo modo lo sport unisce e progredisce. Dona ora tramite la piattaforma GoFundMe con il claim ‘Asi per le associazioni vittime dell’alluvionè”.
(ITALPRESS).