PALERMO (ITALPRESS) – Il Covid continua a mordere in Sicilia, dove nell’ultima settimana si registra un notevole incremento dei nuovi positivi, dei ricoverati e delle persone decedute. Lo rende noto l’ufficio Statistica del Comune di Palermo basandosi su dati relativi all’andamento della pandemia nell’Isola diffusi dal Dipartimento della Protezione civile.
In particolare, i nuovi positivi in Sicilia sono 4.445, il 23,5% in più rispetto alla settimana precedente, quando già si era registrato un incremento del 63,2%. E’ cresciuto anche il rapporto fra tamponi positivi e tamponi effettuati, passato dal 3,9% al 4,5%, mentre il numero degli attuali positivi è pari a 11.219, 3.298 in più rispetto alla settimana precedente e le persone in isolamento domiciliare sono 10.891, 3.191 in più rispetto alla settimana precedente. I ricoverati sono 328, di cui 33 in terapia intensiva. Rispetto alla settimana precedente sono aumentati di 107 unità (i ricoverati in terapia intensiva invece sono aumentati di 4 unità).
Nella settimana appena conclusa, prosegue la nota, si sono registrati 14 nuovi ingressi in terapia intensiva (-6,7% rispetto ai 15 della settimana precedente). Il numero dei guariti (226.275) è cresciuto di 1.124 unità rispetto alla settimana precedente. La percentuale dei guariti sul totale positivi è pari al 92,9% (94,2% domenica scorsa) e quello delle persone decedute registrato nella settimana è pari a 23 (la settimana scorsa 18, di cui effettivamente registrate nella settimana 12). Complessivamente le persone decedute sono 6.047, e il tasso di letalità (deceduti/totale positivi) è pari al 2,5% (come la settimana scorsa). Infine, i ricoverati complessivamente rappresentano il 2,9% degli attuali positivi (i ricoverati in terapia intensiva lo 0,3%).
(ITALPRESS).
Covid, in Sicilia crescono positivi, ricoveri e decessi
Covid, Ordine dei Medici di Palermo “Casi tra vaccinati conferma efficacia mRNA”
PALERMO (ITALPRESS) – “Sappiamo bene che la vaccinazione per quanto estremamente efficace non copre il 100% dei soggetti. La doppia dose di mRNA, somministrata di certo ai colleghi, si è dimostrata efficace contro la variante, ma lo è in particolar modo contro l’evento-morte e l’evento-ricovero in terapia intensiva. La positività dei medici al Coronavirus non è un fenomeno allarmante, perchè è assolutamente pevisto che si possa contrarre il Covid anche se si è vaccinati”. Lo ha detto, all’Italpress, Giovanni Merlino vice presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, commentando gli ultimi quattro casi di positività dei sanitari in servizio nel Reparto Covid dell’osedale Cervello. I medici sono in isolamento domiciliare e sono tutti asintomatici. In alcuni casi sono risultati positivi
anche i familiari dei medici. Al momento, nella struttura ospedaliera, su 32 ricoverati nel reparto Covid, 30 sono i non vaccinati. “Anche io tra i miei pazienti – ha aggiunto Merlino – ho avuto qualche caso di soggetto vaccinato e che poi è risultato positivo, ma è stato o asintomatico o con sintomi molto sfumati. Questi dati, dunque, non fanno altro che confermare che – anche se in medicina non c’è il 100% di esattezza – nulla si toglie e nulla inficia alla fiducia che dobbiamo avere nel vaccino. Sono casi – ha ribadito Merlino – che confermano l’efficacia della vaccinazione: il fatto che chi è vaccinato, nella peggiore delle ipotesi, anche se dovesse contrarre il virus non sviluppa la malattia e può avere qualche lieve sintomo per 24-48 ore”. E sul caso della paziente positiva in fuga dal Reparto di Ostretricia dello stesso ospedale il vicepresidente dell’Ordine dei Medici ha concluso: “Non conosco nel dettaglio i fatti, ma è sicuramente inquietante. Ci sono troppi dati che non tornano, da approfondire…”. La donna era in attesa di un’ambulanza del 118 e del foglio di dimissioni. Per fuggire ha avuto l’aiuto del marito che e’ riuscito a eludere la vigilanza e l’ha raggiunta fino alla stanza del reparto dove la paziente era ricoverata dopo avere partorito. La puerpera da li’ a poco sarebbe stata dimessa e sarebbe tornata a casa per il periodo di isolamento domiciliare previsto dal protocollo sanitario anti-Covid. Insieme con lei anche il neonato, risultato negativo, di cui si sarebbe occupato la nonna. Sull’accaduto si indaga a ritmi serrati. La coppia rischia di essere denunciata per epidemia colposa. Da quanto si apprende in ambienti sanitari la donna ha dichiarato di essere una ‘no vax’.
(ITALPRESS).
Immigrazione, al Poliambulatorio di Lampedusa nasce bimba ivoriana
PALERMO (ITALPRESS) – Il salvataggio, lo sbarco a Lampedusa e subito il trasferimento in ambulanza al Poliambulatorio di Contrada Grecale, a Lampedusa. Rita, 38 anni, della Costa D’Avorio, mamma già di due gemelli, minacciava un parto prematuro. Dopo i primi soccorsi di medici ed infermieri del PTE (Punto Territoriale di Emergenza) ed i tamponi effettuati alla partoriente, è stato disposto il trasferimento in elisoccorso a Palermo, ma la signora ha iniziato il travaglio, assistita e continuamente monitorata dagli infermieri. Alle 23.40 nell’ambulatorio del PTE è nata Maria, nome dato da Rita in onore di Maria Raimondo, infermiera di Corleone, che ha continuamente supportato ed assistito la signora. L’equipe che ha curato tutte le fasi del parto naturale era composta da Michele Bellanca, medico del PTE; Carmine Palmeri, coordinatore della Guardia Medica Ordinaria di Lampedusa; gli infermieri Maria Raimondo e Salvatore Settecase. Presente anche l’anestesista del 118, Achille Tortorici. Durante tutto il periodo di permanenza nel Poliambulatorio si sono prodigati nell’assistenza anche l’equipe dell’emergenza sbarchi e della Guardia medica turistica dell’Isola. La piccola Maria, pesa 2,5 chili e gode di buona salute, così come mamma Rita. “La forza della vita irrompe in uno scenario da incubo tra mare e sofferenza – ha sottolineato il direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni – la nostra Azienda sanitaria con le sue belle persone che svolgono questo lavoro con sacrificio ed abnegazione ha messo un fiocco rosa alla struttura sanitaria di Lampedusa. Ci vuole cuore e la consapevolezza che questo lavoro è soprattutto missione: non è carriera, non è potere, non è facile guadagno e non è arrivismo o conquista della ribalta. È impegno dietro una mascherina con l’incubo del contagio da portare a casa. E’ presenza anonima, amore, cura silenziosa del nostro prossimo. Benvenuta a Maria e grazie alla Maria infermiera di Corleone e a tutti coloro che si prodigano per gli altri”. Subito dopo il parto è iniziata una vera e propria gara di solidarietà sia, tra il personale del Poliambulatorio, sia tra la gente di Lampedusa che ha donato copertine, vestitini e tutto l’occorrente per mamma e neonata. Nella notte, Rita e la figlia Maria sono state trasferite in elisoccorso all’Ospedale Ingrassia di Palermo dove si trovano ricoverate per i normali controlli post partum.
(ITALPRESS).
Incendi, Musumeci “Nuova dura prova, pena per sciacalli politici”
PALERMO (ITALPRESS) – “Roma ha subito accolto, com’è noto, la mia richiesta di stato di mobilitazione di Protezione Civile per la calamità legata ai paurosi incendi di questi giorni, che colpiscono la nostra Isola e altre regioni italiane. Ringrazio tanto il Premier quanto l’ingegnere Fabrizio Curcio e un ideale abbraccio va alle donne e agli uomini impegnati in prima linea”. Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. “Domattina terremo un vertice regionale – ha aggiunto il governatore siciliano – per fare il punto della situazione. Sono giornate difficili, che ci vedono mobilitati su più fronti: fuochi, cenere vulcanica e pandemia. Ancora una dura prova, che affrontiamo con ferma determinazione. Provo invece tanta pena per i soliti sciacalli politici, usciti allo scoperto, come sanno fare nei momenti di difficoltà. Godono in questi giorni, come godevano nella fase acuta della pandemia, nella vana e cinica speranza di guadagnare briciole di consenso. Quanta tristezza”.
(ITAPRESS).
Incendi in Sicilia, Draghi firma Dpcm per mobilitazione nazionale
ROMA (ITALPRESS) – A seguito della richiesta avanzata dalla Regione Siciliana, il presidente del Consiglio Mario Draghi, ha firmato ieri sera il Dpcm con la dichiarazione dello stato di mobilitazione nazionale del sistema di protezione civile. Lo rende nota la Protezone Civile Nazionale.
“Il Dipartimento – si legge in una nota – è dunque al lavoro per coordinare l’invio di volontari, delle organizzazioni nazionali e delle colonne mobili regionali, che opereranno a supporto delle attività di spegnimento dei roghi. Questa mattina si è svolta una riunione di aggiornamento durante la quale è stata confermata la partenza per la Sicilia, nella giornata di oggi, di squadre provenienti da Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto e dalle province autonome di Trento e Bolzano”.
(ITALPRESS).
Incendi, Musumeci “Tra colpevoli gente che non fa prevenzione”
PALERMO (ITALPRESS) – “Il presidente della Regione evita di fare speculazioni di cui in questo momento non si sente assolutamente il bisogno. Più che parole, servono atti e azioni concrete. Dichiariamo lo stato di emergenza sperando che Roma possa intervenire finanziariamente per ristorare in parte i danni delle aziende private. Nel frattempo ognuno dovrebbe fare la propria parte, a cominciare dai cittadini”. Lo ha detto, in un’intervista al quotidiano Repubblica, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci.
In che modo i cittadini potrebbero fare la loro parte?
“Con la prevenzione. Chi ha un pezzo di terreno, al massimo entro il mese di maggio, deve attrezzarsi affinchè si possa realizzare il viale tagliafuoco. Si tratta di un costo minimo di una decina di migliaia di euro e serve ad arginare e contenere il diffondersi dell’incendio. Inoltre due anni fa avevo chiesto agli stabilimenti balneari di viale Africa di realizzare delle bocche per le prese d’acqua: invece siamo sempre convinti che il danno e la calamità accadano sempre da un’altra parte e non a casa nostra. Spero che questa grandissima lezione possa servire”.
Una lezione che serve anche a chi oggi ha perso la casa o un’intera attività? “Per queste persone esprimiamo grande solidarietà e diciamo che stiamo attivando tutto quello che è possibile per capire se le norme vigenti ci consentono di intervenire. Naturalmente la Protezione civile nazionale deve dettarci le linee generali”. A Catania, di fronte ai vasti incendi, sono arrivate squadre dei vigili del fuoco da ogni parte della Sicilia. C’è una carenza di mezzi?
“La Regione per la prima volta si è dotata di una flotta area, in totale sono sette mezzi. Abbiamo nel frattempo dotato la nostra Forestale e le forze antincendio di droni. Siamo convinti che si possa fare di più per introdurre nuovi strumenti che permettano di intercettare il fumo già all’inizio dell’incendio, per evitare che possa divampare, allargarsi e creare danni maggiori. Tutto quello che possiamo fare lo stiamo già facendo”.
“Ci sono decine di delinquenti – ha concluso Musumeci – che si divertono a creare terrorismo e migliaia di cittadini che, anzichè curare la prevenzione, piangono sul latte versato”.
(ITALPRESS).
Incendi, Conapo “Regione Sicilia snobba vigili del fuoco e poi piange”
PALERMO (ITALPRESS) – “In Sicilia siamo alle solite, ogni anno la storia si ripete e poi si tenta di chiudere la stalla a buoi scappati. Diligenza vorrebbe che bisognerebbe parlare in tempo di pace di misure di prevenzione e attivare per tempo la convenzione Regione-Vigili del Fuoco prevista dalla legge 53 del 2000 per il potenziamento delle squadre di spegnimento ma ovviamente anche quest’anno, come avvenuto negli anni scorsi, ciò non è stato fatto e ad oggi la convenzione non è attivata con il risultato di avere meno vigili del fuoco pronti nei primi momenti degli incendi e poi chiedere a Roma stato di emergenza perchè sul territorio mancava chi poteva spegnere sul nascere. Certo i piromani fanno la loro maledetta parte ma una amministrazione previdente deve mettere nel conto e contrastare anche il rischio piromani”. Lo dichiara Giuseppe Musarra, segretario per la Sicilia del sindacato Conapo dei Vigili del Fuoco, in merito alla richiesta odierna al premier Mario Draghi da parte del presidente Nello Musumeci di dichiarare lo stato di mobilitazione della Protezione Civile, il cui riconoscimento determinerebbe un concorso straordinario di risorse extra-regionali sia in termini di uomini sia di mezzi appartenenti ai vigili del fuoco e al volontariato.
“Ogni anno – spiega Musarra – si arriva impreparati nel pieno della stagione incendi e poi si spera nello stato di emergenza affinchè intervenga Roma. Chiediamo al presidente della regione Sicilia Musumeci per quale ragione ad oggi 31 Luglio non ha ancora attivato il finanziamento delle squadre aggiuntive antincendio dei vigili del fuoco? Non servivano ? Peccato che gli incendi in atto dimostrano l’esatto contrario e intanto la Sicilia brucia con danni irreversibili al territorio e alle attività produttive, non è possibile agire sempre quando i danni sono fatti”.
(ITALPRESS).
In Sicilia riapre zona archeologica la Montagnola di Marineo
PALERMO (ITALPRESS) – Riapre al pubblico la zona archeologica La Montagnola di Marineo, con la consegna degli attestati di assistente archeologo ai 16 bambini che hanno frequentato la Makella Summer School. La cerimonia di consegna ai piccoli archeologi in erba, è avvenuta oggi pomeriggio durante la giornata inaugurale del sito culturale. L’iniziativa è dell’associazione “Senza fissa dimora” che firma il progetto “Foresteria Archeologica”, finanziato da Ancos (l’associazione nazionale delle comunità sociali e sportive di Confartigianato), con il patrocinio del Comune di Marineo, il supporto dell’assessorato regionale ai Beni culturali e del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Monte Jato.
“Foresteria Archeologica” mira alla riattivazione del sito culturale della Montagnola, che è testimonianza della formazione del nucleo abitativo della prima Marineo, restituendola alla popolazione locale e rendendola attrattiva per i visitatori. Presenti Fabio Menicacci, segretario nazionale Ancos Confartigianato, Gaetano Armao, vice presidente della Regione, Filippo Ribisi, vice presidente nazionale di Confartigianato, Giuseppe Pezzati, presidente regionale e provinciale di Confartigianato, Andrea Di Vincenzo e Giovanni Rafti, rispettivamente segretario regionale e provinciale di Confartigianato, e il presidente provinciale di Ancos, Giusto Arnone. Sono intervenuti anche Francesco Ribaudo, sindaco di Marineo, Stefano Zangara, direttore del Parco archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato, e Marcantonio Ruisi, docente del master di II livello in gestione e management dei beni culturali e del Patrimonio Unesco.
In occasione dell’evento, oltre ad aprire la zona archeologica al pubblico, sono state poste anche le nuove didascalie di supporto alla fruizione.
Confartigianato ha fatto appello al vice presidente della Regione, Armao, affinchè il governo regionale possa continuare il lavoro di recupero e valorizzazione dell’area. “E’ un ottimo esempio di imprenditoria siciliana – ha detto Armao – e per il governo Musumeci l’impegno per i beni culturali è assolutamente prioritario e la mia presenza qui lo dimostra”.
“Quest’anno Ancos ha finanziato molte iniziative, anche sul campo sanitario per via della pandemia – ha detto il segretario nazionale di Ancos, Fabio Menicacci -. Ma tutto ciò che è cultura è sempre sotto i nostri riflettori. Makella fino al 1520 è stata viva e vegeta. Dobbiamo spingere per far rivivere la Montagnola per non perdere le proprie radici. Motivo per il quale abbiamo creduto sin da subito in questo progetto che abbiamo finanziato. Noi siamo pronti anche a rifinanziare questo progetto il prossimo anno. E fare in modo che l’associazione ‘Senza fissa dimorà cammini poi con le proprie gambe. Con il nostro aiuto e con quello delle istituzioni”.
(ITALPRESS).












