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NASCONO I PANNELLI SOLARI DEL FUTURO

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Una nuova linea di produzione dei pannelli fotovoltaici di ultima generazione che completa il percorso di sviluppo e innovazione intrapreso da Enel Green Power alla 3Sun di Catania. A dare il via alla produzione sono stati il responsabile di Enel Green Power, Antonio Cammisecra, il responsabile di 3Sun, Antonello Irace, il presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ed il sindaco di Catania, Salvo Pogliese. Si completa così il progetto di riconversione tecnologica della fabbrica 3Sun 2.0. Partito nel secondo trimestre del 2018 e suddiviso in tre fasi, con l’obiettivo di portare “La fabbrica del sole” di Enel Green Power a operare in regime di ciclo continuo, 24 ore al giorno per 365 giorni l’anno e a produrre 1.400 pannelli al giorno per un totale di circa 500 mila pannelli l’anno.

“Siamo i primi nel mondo a produrre su scala industriale pannelli fotovoltaici basati sull’innovativa tecnologia bifacciale ad eterogiunzione Hjt – sottolinea Antonello Irace, responsabile 3Sun -. Oggi si segna l’inizio di un nuovo percorso con una tecnologia innovativa, che e’ la piu’ promettente roadmap che puo’ arrivare ad efficienze anche del 28%. Sono circa 80 milioni di euro d’investimento finanziati in parte da Mise e Regione Sicilia per complessivi 14 milioni di euro, e altri 9 milioni di euro in conto esercizio da fondi europei. Grazie a questo investimento, quindi al rilancio e alla riconversione tecnologica di 3Sun abbiamo salvaguardato i 300 posti di lavoro e i circa 600 d’indotto. Noi ci auguriamo che 3Sun possa fare da volano per l’intera industria solare fotovoltaica mondiale. Che questa tecnologia diventi la tecnologia di mercato dei prossimi anni”.

Lo stabilimento catanese è il primo nel mondo a produrre su scala industriale pannelli fotovoltaici basati sulla tecnologia ibrida HJT con un’efficienza superiore al 20,5%. Con un investimento complessivo di circa 80 milioni di euro quello di Catania diventa l’impianto di produzione più automatizzato al mondo. I pannelli fotovoltaici con struttura bifacciale hanno un’efficienza di oltre il 20% e una potenza nominale pari a 400W. La “bifaccialità” permetterà di catturare la radiazione solare anche dalla superficie posteriore e ottenere una maggiore produzione di energia superiore al 30%. Inoltre, mentre i precedenti moduli garantivano un ciclo di vita fino a 25 anni, i nuovi pannelli possiedono una robustezza tale da consentire una durata superiore a 35 anni, con alte prestazioni anche in situazioni climatiche estreme. Un salto tecnologico che permette all’impianto di Catania di raggiungere una capacità produttiva nominale di circa 200 MW all’anno e di aggiudicarsi il primato come impianto di produzione fotovoltaica più automatizzato al mondo in cui lavorano più di 300 addetti e con un indotto di oltre 600 persone. L’obiettivo è quello di riuscire a superare nei prossimi cinque anni, grazie alla costante innovazione tecnologica, il limite teorico d’utilizzo del silicio e raggiungere un’efficienza superiore al 28%.

“Oggi si dimostra – spiega Antonio Cammisecra, CEO Enel Green Power – che l’intelligenza disponibile in Italia, e in questo polo produttivo, è assolutamente all’avanguardia. Qui è nato il modulo fotovoltaico Hjt, un ibrido sviluppato in gran parte dei colleghi catanesi. Certamente è un grande motivo d’orgoglio, ma ricordo che questa è una fabbrica e quindi finita la fase di celebrazione e dell’orgoglio deve partire quella della responsabilità e della passione per la produzione perchè questo impianto deve vivere di prodotto, consegnato in tempi qualità, sicurezza e costi per la fase futura, che è l’istallazione di questa tecnologia in una centrale”.

L’investimento è stato finanziato in parte da programmi europei di ricerca e innovazione (Horizon 2020), in parte dal Ministero dello Sviluppo Economico e dalla Regione Sicilia e da agevolazioni per lo sviluppo della fabbrica intelligente 4.0.

(ITALPRESS).

MALTEMPO, ALLERTA ROSSA IN SICILIA

La depressione centrata tra Spagna e Algeria, che ha determinato un significativo peggioramento sulle regioni occidentali, tende lentamente a progredire verso sud-est, interessando anche Campania e la Sicilia, con precipitazioni anche persistenti e a carattere temporalesco sull’isola, in estensione alla Calabria nella giornata di domani. Lo rende noto il Dipartimento della Protezione Civile, che ha emesso un ulteriore avviso di condizioni meteorologiche avverse che integra ed estende quello diffuso ieri.

L’avviso prevede, dalla serata di oggi, precipitazioni, a prevalente carattere di rovescio o temporale, anche di forte intensità, sui settori costieri della Campania. Inoltre, dalla tarda mattinata di domani, si prevede il persistere delle precipitazioni, a carattere di rovescio o temporale, sulla Sicilia, in successiva estensione alla Calabria. Sui settori centro-orientali della Sicilia la fenomenologia potrà localmente assumere carattere di persistenza.

I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica, locali grandinate e forti raffiche di vento. Localmente le cumulate di precipitazione potranno risultare abbondanti.

Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata valutata per la giornata di domani allerta rossa su gran parte della Sicilia. Valutata, inoltre, allerta arancione su ampi settori del Lazio e su parte della Lombardia. Infine, è stata valutata allerta gialla su gran parte di Calabria, Liguria, Piemonte, Campania e Umbria, sulle isole della Toscana e sul restante territorio di Sicilia, Lazio e Lombardia.

CISL PROPONE DUPLICE PATTO GENERAZIONALE

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Il nodo della conciliazione tra vita privata e lavoro, che investe specialmente le chance delle donne nella società. La rete dei servizi sociali per famiglie, bambini, anziani, immigrati. Poi la questione occupazione, giovanile specialmente: “più del 50% di chi se ne va dalla Sicilia ha meno di 34 anni”. E i temi delle infrastrutture, della semplificazione burocratica e amministrativa, della spesa dei fondi Ue. Dell’economia circolare e della legalità e del contrasto al lavoro nero. Otto punti su cui, anche in vista della prossima sessione di bilancio all’Ars, “siamo pronti a discutere con il governo Musumeci, a chiedere tempi, risorse, impegni. E ad assumerci le nostre responsabilità”. Così Sebastiano Cappuccio, segretario della Cisl Sicilia, che ha aperto a Palermo il meeting del sindacato sul tema del lavoro produttivo per “Rilanciare la Sicilia e il sud”.

Cappuccio ha avanzato al governo della Regione la proposta di “un duplice patto, intergenerazionale e di condivisione istituzionale”: “pensiamo – ha detto – a un accordo che porti con sé un piano straordinario di politiche e interventi con una tabella di marcia concordata nelle grandi linee, tra Regione e parti sociali”.

L’economia siciliana, per la Cisl, ha bisogno di un colpo d’ala: nell’Isola in cui quasi una famiglia su quattro è in povertà relativa e nella quale l’indice di competitività del territorio non arriva a 20 punti contro la media Ue che supera i 60, “meno di un maschio adulto su due è occupato, solo tre donne sue dieci hanno un lavoro regolare. E quanto ai giovani, più del 50% è senza lavoro e quattro su dieci non studiano né lavorano”: “Una tragedia”, le parole del sindacato, che spiega perché tanti ragazzi vanno via, un terzo di loro con la laurea in tasca.

Da qui la proposta al Governo Musumeci del duplice patto, perché “welfare sociale ed economia produttiva e circolare devono andare di pari passo”. Così, vanno messi in conto servizi di cura a favore di infanzia e malati non autosufficienti, accordi territoriali di genere tra istituzioni, sindacati e imprese. E quanto al fronte dello sviluppo, “vanno ad una voce”, sottolinea la Cisl, richiamati a più lungimiranti politiche di investimento, Ferrovie, Anas e Cassa depositi e prestiti. Ancora, serve una riforma che semplifichi i passaggi burocratici e disboschi la giungla amministrativa. Va accelerata la spesa dei fondi Ue anche mediante strategie di affiancamento degli uffici tecnici. E vanno esercitate “non episodiche pressioni sul Governo nazionale” per l’attuazione della norma che impone che il 34% della spesa pubblica ordinaria dello Stato sia destinato ad investimenti al sud. Inoltre, va incentivata la formazione delle nuove figure professionali richieste dal mercato.

“Perché – ha sottolineato Cappuccio – non succeda più che le aziende non trovino nel territorio regionale le professionalità che cercano. E per altro verso, i giovani qualificati siano obbligati ad offrire altrove le loro competenze”.

Analisi e proposte Cisl sono state illustrate durante una giornata che ha visto anche l’ingresso nella segreteria regionale di Paolo Sanzaro, fin qui segretario della Cisl di Ragusa-Siracusa. Sanzaro, 55 anni, viene dal mondo della scuola. Docente di diritto ed economia, da oltre un ventennio svolge attività sindacale nel mondo Cisl. Ha ottenuto 110 sì su 118 votanti. Otto le schede bianche.

MOODY’S CONFERMA IL RATING DELLA SICILIA

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Moody’s conferma il rating della Sicilia. E’ Ba1, stable il rating riportato nell’ultimo aggiornamento del Credit Opinion dell’agenzia. Lo rende noto l’assessorato siciliano all’Economia, secondo cui il report dell’agenzia di New Yorke evidenzia “la rilevante riduzione del debito che nel 2020 scenderà al di sotto dei 7 miliardi, con una tangibile riduzione dell’incidenza sulle entrate d’esercizio (passata dal 48,5% del 2017 al 44,8 del 2019 per attestarsi al 43,2 nel 2021), in drastica riduzione anche il costo del debito”.
L’Agenzia di rating ha rilevato inoltre “un progressivo incremento della liquidità nel biennio ad oggi ben oltre il miliardo di euro. Significativo – si legge – l’apprezzamento per i progressi organizzativi e le riduzioni di spesa in diversi settori a partire da quello sanitario”. Il report di Moody’s sottolinea inoltre “la rilevanza dell’accordo concluso dalla Regione con lo Stato nel dicembre 2018 per gli effetti positivi che determina sugli equilibri finanziari della stessa, in termini di minori trasferimenti nel triennio (circa 900 milioni)”.
Di rilievo le considerazioni sul miglioramento della gestione amministrativa della Regione attraverso quelle che vengono qualificate come ‘politiche di bilancio credibili e di risanamento’, garantendo trasparenza e dettaglio nelle informazioni.
Viene infine sottolineata “la rilevanza dell’autonomia finanziaria regionale scaturente dalle previsioni dello Statuto speciale, delle quali la Regione sta negoziando la piena attuazione con lo Stato – negoziato ormai alle battute finali – di cui proprio oggi si tiene uno degli ultimi confronti al ministero dell’Economia e Finanze a Roma. E’ altresì evidenziata e confermata l’opportunità della scelta di istituire, nel 2010, il Fondo Pensioni.
“In conclusione, nelle stesse ore nelle quali a Roma giunge la lettera interlocutoria della Commissione europea sullo schema di bilancio 2020, che chiede chiarimenti sulla riduzione del debito, a Palermo – conclude la nota – si registrano con soddisfazione gli effetti del risanamento e della riduzione del debito rilevato da Moody’s e dalle altre agenzie di rating, peraltro già prospettati nell’ultimo aggiornamento del Bollettino sul fabbisogno finanziario dall’assessorato dell’Economia”.

IN SICILIA 1 BIMBO SU 3 È POVERO

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Oggi in Sicilia il 34,3% dei minori vive in condizioni di povertà relativa, un dato al di sopra della media nazionale che si attesta al 22%. Una condizione che coinvolge più di 1 minore su 3 nella regione, e che conferma come il tema della povertà minorile resti una vera emergenza. Basti pensare che a livello nazionale negli ultimi dieci anni il numero dei minori in Italia che vivono in povertà assoluta è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12.5% del 2018: 1,2 milioni di bambini. Un record negativo che ha visto un peggioramento negli anni più duri della crisi economica, tra il 2011 e il 2014. E’ quanto emerge dal X Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, che viene presentato oggi in contemporanea in 10 città italiane, tra cui Catania. La pubblicazione a cura di Giulio Cederna e dal titolo evocativo “Il tempo dei bambini”, fa il bilancio della condizione dei bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni, e viene presentata quest’anno in occasione della nuova edizione della campagna “Illuminiamo il futuro”, per il contrasto alla povertà educativa.

Una povertà, sottolinea Save the Children, che non è solo economica ma anche educativa e che si riflette su una serie di indicatori chiave che fotografano lo stato dell’infanzia nel paese e nella regione. Una regione in cui – complice anche la congiuntura economica non positiva – negli ultimi dieci anni sono nati sempre meno bambini, con una percentuale di nuovi nati che è scesa del 18,4% rispetto al 2008, mentre il numero di bambini e adolescenti con cittadinanza non italiana nel 2018 rappresentavano il 4,3% della popolazione dei minori nella regione.

E intanto, lamenta Save the Children, l’Italia continua a non avere un Piano nazionale per l’infanzia e a investire risorse insufficienti in spesa sociale, alimentando gli squilibri esistenti a livello di servizi e prestazioni per l’infanzia e condannando proprio i bambini e le famiglie più in difficoltà ad affrontare da sole, o quasi, gli effetti della crisi. Sebbene il dato di spesa media annua in Italia resti insufficiente, la Sicilia – negli ultimi 10 anni – ha incrementato di 42 euro la spesa pro capite per interventi a favore dell’area famiglia/minori, arrivando a 113 euro. In Sicilia solo il 5.2% dei bambini ha accesso ai servizi per la prima infanzia (nel 2008 era il 6%), con una spesa media pro capite da parte dei comuni per questi servizi che si attesta su 351 euro.

Anche la scuola è stata in questi anni colpita pesantemente in tutto il paese dai tagli alle risorse, spesso lineari, che hanno penalizzato le aree già in difficoltà. Sebbene nell’ultimo decennio si siano fatti grandi passi in avanti sul tema della dispersione scolastica, le differenze tra regioni sono molto ampie e la Sicilia si attesta sul 22.1%, unica insieme a Calabria e Sardegna a superare il tetto del 20%, superiore alla media nazionale (14,5%), ma che è migliorato negli ultimi 10 anni, diminuendo di 4.1 punti. Scuole che restano luoghi non sicuri per gli studenti, nell’Italia fragile dal punto di vista sismico e idrogeologico: in un paese in cui gli indicatori sono drammatici, in Sicilia il 71.9% degli edifici scolastici è privo del certificato di agibilità, un numero ben superiore alla media nazionale del 53.9% per le scuole che hanno compilato il dato.

In un paese in cui si è disinvestito sulle politiche sociali e sull’infanzia, evidenzia Save the Children, la povertà educativa è una piaga in continua crescita. Basti prendere in considerazione alcuni indicatori: quasi un minore su 2 non apre un libro durante l’anno, un dato che in Sicilia sale sensibilmente al 68.9% (in crescita rispetto a dieci anni prima, quando era al 63.1%).

Il tema della deprivazione culturale nei minori resta un tema di allarme: nel corso dell’ultimo decennio la quota dei “disconnessi culturali” è diminuita in tutto il paese di 4 punti, sebbene i minori che non svolgono sufficienti attività culturali restino ancora 7 su 10, la Sicilia supera il dato nazionale, attestandosi al 79.8%. Anche lo sport resta per molti un privilegio: in Italia meno di un minore su cinque (tra i 6 e i 17 anni) non fa sport, con la Sicilia che svetta in negativo con il suo 34.4%, il dato più alto in Italia. Bambini e ragazzi che leggono sempre meno, fanno poco sport e che non sono sottoposti a stimoli culturali, sono invece iperconnessi: nell’ultimo decennio si è assistito a una rivoluzione che ha portato all’aumento esponenziale dei minori che usano ogni giorno la Rete. Nel 2008 solo il 13.7% dei bambini e adolescenti siciliani usava tutti i giorni internet, una quota che è passata al 47.7% nel 2018.
Un Paese sempre più “vietato ai minori”, in cui i cosiddetti NEET (Not in Emplyement, nor in Education and Training) sono in Italia 1 su 4 tra i giovani 15-29enni (23,4%), ma la Sicilia si attesta sulla percentuale più alta, raggiungendo il 38.6%, cresciuta di 6.1 punti rispetto a dieci anni fa.

L’impoverimento materiale ed educativo dei bambini in Italia, si accompagna anche ad un impoverimento “ambientale”. Mentre il dibattito mondiale si accende sull’impatto dei cambiamenti climatici sul pianeta, i bambini e adolescenti italiani crescono in un paese in cui c’è sempre meno verde, con un aumento di 30.000 ettari di territorio cementificato dal 2012 al 2018. Il fatto che ben il 44% dei bambini ed adolescenti italiani vada a scuola in macchina non stupisce (51,6% nella regione), soprattutto se si considera che il rapporto tra ogni neonato che nasce in Italia e le macchine immatricolate nello stesso anno è di 1 a 4 (in Sicilia più di 1 a 1).

“I danni provocati in quest’ultimo decennio dall’inerzia della politica, dai mancati investimenti nei servizi per la prima infanzia, nella scuola, nelle politiche sociali, dall’incapacità di varare una norma per riconoscere la cittadinanza ai bambini di seconda generazione sono sotto gli occhi di tutti e hanno colpito anche la nostra regione. Insieme alle diseguaglianze intergenerazionali, si sono acuite le diseguaglianze geografiche, sociali, economiche, tra bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole bene e delle classi ghetto. Si sono divaricate le possibilità di accesso al futuro”, spiega Alessio Fasulo, referente territoriale di Save the Children in Sicilia.

L’organizzazione rilancia oggi la campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa, ormai giunta al suo sesto anno, chiedendo proprio – attraverso una petizione disponibile al link http://www.illuminiamoilfuturo.it- il recupero di tanti spazi pubblici abbandonati e inutilizzati su tutto il territorio nazionale da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini e scuole sicure per tutti. La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata a 16 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia, individuati dall’Organizzazione con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi pubblici, da nord a sud, sottratti ai minori nel nostro Paese. Una campagna che riprende la richiesta già lanciata lo scorso anno e che ha portato all’inizio di un percorso di recupero di alcuni dei 10 luoghi segnati nella precedente edizione, a cui quest’anno Save the Children ne ha voluti aggiungere altri sei.

Nell’ambito della campagna, inoltre, a partire dal 21 ottobre è prevista una settimana di mobilitazione, con centinaia di eventi e iniziative in tutto il Paese, da nord a sud, in cui saranno coinvolte moltissime realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali che anche quest’anno hanno scelto di essere al fianco di Save the Children per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto alla povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educanti.

Tra i luoghi già segnalati lo scorso anno nella campagna dell’Organizzazione in Sicilia, l’Asilo Nido comunale “Galante”, nel quartiere di Danisinni, una borgata fortemente degradata di Palermo, chiuso dal 2007. Il comitato di quartiere è riuscito ad ottenere una riqualificazione della parte esterna rispetto allo scorso anno (il giardino è stato ripulito, le inferriate sono state pitturate, l’area è stata bonificata e un artista ha realizzato alcuni murales). Il Comune ha già stanziato i fondi per i lavori interni, ma mancano le risorse per il progetto. È stata lanciata dal comitato del quartiere una campagna di crowdfunding, con l’obiettivo di raccogliere i fondi necessari stimati in 80.000 euro. Segnalato anche lo Spiazzo di via Coppi allo Zen 2, sempre a Palermo.

Il quartiere non ha un luogo dove i bambini possono giocare in tranquillità e senza pericoli, l’unico spazio prevalentemente privato (solo due particelle sono comunali) è una discarica a cielo aperto con carcasse di auto, scooter e materiali pericolosi come l’eternit. Lo spazio è destinato alla costruzione di edifici destinati a servizi, ma nel nuovo Piano regolatore l’amministrazione comunale ha inserito una variante per destinarlo a verde pubblico, piano regolatore che non è ancora in vigore, perché non approvato dalla Regione Siciliana. Lo spazio è stato inserito anche nell’opera di riqualificazione del progetto RUIS, finanziato dal Piano Periferie del Governo nazionale, non ancora avviato. Il parco Zen rimane in una situazione di degrado, ha subito un intervento molto superficiale.
(ITALPRESS).

MUSUMECI “VITALIZI TEMA DA AFFRONTARE CON SERENITÀ”

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“I vitalizi? Credo che, prima o poi, dovranno essere un tema da affrontare con grande serenità d’animo”. Lo ha detto il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, a margine del forum “Meridiano Sanità Sicilia”, organizzato da European House Ambrosetti e Cepfas con il patrocinio di Ars e Regione Sicilia. “Per me i vitalizi possono essere eliminati già domani mattina. Credo che sia importante che questa regione volti pagina anche sul piano dell’organizzazione e dell’assetto: parlo degli enti partecipati, parlo delle società controllate, dei consorzi di bonifica, del piano dei rifiuti. Abbiamo tutti i numeri per poter finalmente guardare ad una Sicilia con le carte in regola, spero che non ci siano resistenze. Io verso il parlamento ho avuto sempre un atteggiamento di grande rispetto, continuo ad averlo pur ricevendo calci negli stinchi, ma bisogna avere pazienza”.
(ITALPRESS).

PALERMO, A LEZIONE DI EDUCAZIONE FINANZIARIA

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Migliorare le competenze dei cittadini in materia economico-finanziaria, aumentando conoscenza e consapevolezza nelle scelte di risparmio. Nel “Mese dell’Educazione Finanziaria”, promosso dal Mef, Poste Italiane ha organizzato un ciclo di sessioni didattiche aperte ai cittadini.

Nella sede centrale di via Roma, a Palermo, si è tenuto un fitto programma di lezioni, tenute da esperti finanziari di Poste Italiane. L’iniziativa prende spunto dai dati sul deficit di conoscenza degli italiani nelle materie finanziarie rispetto ad altri Paesi dell’UE.

“Alcuni studi di settore dicono che in Italia si parte da un livello di conoscenze finanziarie abbastanza basso, ci collocano tra gli ultimi posti dei Paesi del G20. Questo è il mese dell’educazione finanziaria. Noi vogliamo dare il nostro contributo per migliorare le competenze, le conoscenze, la consapevolezza non solo per i nostri clienti ma per tutti i cittadini in generale”, spiega Alberto Marino, coordinatore formazione finanziaria di Poste Italiane. “È importante quando si fanno le scelte finanziarie farle con competenza e consapevolezza”, aggiunge.

L’Italia è un Paese con vocazione al risparmio. Ma è troppa la liquidità detenuta dagli italiani e non investita.

“Nel sistema c’è un eccesso di liquidità, un po’ per l’incertezza un po’ perché non ci sono più punti di riferimento rispetto al passato. L’italiano ha grande propensione al risparmio. Detiene molta liquidità che, nel lungo periodo però, diviene infruttifera e viene erosa dall’inflazione – sottolinea Marino – È importante poi una pianificazione assicurativa e previdenziale. Sono pochi infatti gli italiani che pensano di proteggersi correttamente dagli imprevisti e che integrano per tempo la pensione in modo da mantenere il medesimo tenore di vita del periodo lavorativo”.

 

 

A BLUE SEA LAND LE NUOVE STRATEGIE DELLA PESCA

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Blue Sea Land si candida a rappresentare la pesca siciliana all’Expo Dubai 2020. Una candidatura che arriva a conclusione della quattro giorni di lavori, incontri e dibattiti che si sono tenuti a partire da giovedì a Mazara Del Vallo. “Blue Sea Land è un modello unico che vale la pena valorizzare. Al tavolo organizzativo della nostra presenza a Dubai 2020 certamente giungerà questa proposta che ritengo pertinente e qualificante”, conferma l’assessore all’Agricoltura e alla Pesca Edy Bandiera. La sostenibilità, gli scambi internazionali, le partnership con altri paesi nel settore della pesca sono stati i temi principali che hanno caratterizzato l’ottava edizione del Blue Sea Land. Edizione alla quale hanno preso parte 40 delegazioni straniere e sono stati definiti cinque protocolli di intesa e cooperazione internazionale. Al centro della grande fiera multiculturale dedicata a problemi e opportunità del settore comparto sono stati analizzati i temi riguardanti la cooperazione e gli scambi di buone pratiche tra i Paesi rivieraschi. (

“Il Blue Sea Land è un momento che dà alla Sicilia una importante centralità – ha detto l’assessore Bandiera – La presenza di decine di delegazioni di altri Paesi del Mediterraneo è certamente una buona occasione per instaurare e coltivare buone relazioni. Attraverso questi incontri si crea l’occasione per la condivisione non solo di problematiche e difficoltà del settore ma anche di progetti che consentano di trarre vantaggi a tutti gli attori dalle partnership”. Tra i problemi piu’ scottanti, sui quali l’Europa deve ancora fare passi avanti, quelli legati alla tutela dell’ambiente marino, come ha sottolineato Bandiera: “è giunto il momento in cui tutte le istituzioni devono prendere atto e coscienza della allarmante situazione che viviamo per tutto cio’ che concerne la tutela dell’ambiente marino e degli stock ittici. C’è bisogno di agire. Non possiamo non denunciare un grave ritardo su questo tema da parte dell’Unione europea. Regolamenti e direttive ci dicono chiaramente che è l’Europa ad avere la principale responsabilità nei confronti dei Paesi che ne fanno parte”.

L’importanza della blue economy, l’economia della responsabilità, che ha contraddistinto i dibattiti a carattere scientifico e gli eventi culturali di questi giorni è stato il tema sul quale è intervenuto, a chiusura lavori, Gaetano Armao, vicepresidente della Regione e assessore regionale all’Economia. “Con Blue Sea Land – ha detto – abbiamo fatto un lavoro di livello internazionale insieme al Comitato delle Regioni. Stiamo lavorando affinché si arrivi a una presa di posizione internazionale condivisa sulla Blue Economy. Credo che Mazara possa rivendicare con pieno diritto di essere una delle capitali della Blue Economy del Mediterraneo”.

(ITALPRESS).