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SINDACATI E CHIESA “FERMARE FUGA DEI GIOVANI”

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Una studentessa universitaria di 23 anni che teme per il proprio futuro, una laureata e dottoranda di 28 anni che decide comunque vada di restare anche dopo il perfezionamento del percorso di studi, una giovane docente precaria che fa la stessa scelta per restare vicino alla famiglia accontentandosi della precarietà e dell’incertezza, un emigrato che riesce a crearsi una vita stabile solo trasferendosi in Inghilterra, pur con l’amarezza di aver lasciato la sua terra. Sono state le loro voci, quelle dei giovani che restano, che vanno via, che sperano di non abbandonare la propria città, ad aprire l’incontro che ha visto insieme Cgil, Cisl e Uil Palermo con il Movimento delle Valigie, nella parrocchia di San Paolo Apostolo, nel quartiere Borgo Nuovo, a Palermo. Un’alleanza per unire le forze “facendo da pungolo affinché l’occupazione giovanile ritorni a essere al centro dell’agenda politica del territorio e per creare una sinergia che porti adaltreiniziative comuni in modo che la lotta alla disoccupazione giovanile divenga tema prioritario da affrontare”. E’ l’impegno che si sono assunti al termine, siglando un documento finale, i tre sindacati e il Movimento.
Lo scorso anno, secondo i dati dell’Anagrafe del Comune di Palermo, sono stati infatti quasi 12 mila i giovani che si sono trasferiti, l’11,5 per cento all’estero, il 35,1 per cento in un un’altra regione italiana. Da qui l’impegno di Cgil, Cisl e Uil Palermo e Movimento delle valigie che mettono insieme le forze per cercare l’interlocuzione dei rappresentanti del mondo dell’imprenditoria e della politica per invertire il trend, chiedendo condizioni migliori affinché si possa dare l’opportunità di restare a chi non vuole lasciare la propria terra.

L’incontro al quale ha preso parte per un saluto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, è stato dunque l’occasione per sancire questa alleanza fra chi, da sempre, come Cgil, Cisl e Uil si occupa di lavoro e il Movimento nato al Borgo Nuovo per risvegliare le coscienze sul tema.

“Cgil, Cisl e Uil Palermo e Movimento delle Valigie – si legge nel documento finale – convengono sulla opportunità di proseguire un percorso comune per promuovere ogni possibile azione per arginare il dilagante fenomeno della disoccupazione che costringe tantissimi giovani a lasciare, in assenza di alternative, la propria casa”.

I giovani tra i 20-24 anni che si sono trasferiti in altre regioni sono il 9,4 per cento tra i 25-29 anni, il 19,6 per cento tra i 30-34, il 18 per cento tra i 35-39, il 12 per cento. Hanno lasciato la Sicilia per trasferirsi all’estero, invece il 6,7 per cento, dei giovani fra i 20-24, il 15,2 per cento tra i 25-29 anni, il 14,7 per cento tra i 30-34 e il 9,1 per cento tra i 35-39 anni. Il tasso di disoccupazione fra i giovani nel 2018 ha superato il 45 per cento (tra i 18 e i 29 anni) e il 33,3 (fra i 25 e i 34 anni) e molto sono i laureati.

“E’ ora di dare speranza a chi non vuole lasciare la propria città – spiegano Enzo Campo, segretario generale Cgil Palermo, Leonardo La Piana, segretario generale Cisl Palermo Trapani, e Gianni Borrelli, coordinatore Uil Palermo -. Le istituzioni tutte ascoltino il grido di allarme di questi giovani che sognano un futuro nella propria terra e pongano come obiettivo centrale della loro azione, interventi concreti per creare lavoro. Bisogna partire dagli incentivi alle imprese affinché investano al Sud, ma questo vuol dire creare un sistema attorno alle aziende affinché la loro iniziativa industriale possa davvero creare posti di lavoro per i nostri giovani, e far crescere il nostro tessuto economico”.

“Non vogliamo più vedere cattedrali nel deserto, o forme di assistenzialismo fini a sé stesse – aggiungono -. Una nuova impresa che nasce nel nostro contesto e non in un incubatore di imprese, viene penalizzata da un sistema che, fra lentezza burocratica, mancanza di infrastrutture, non fa altro chevanificaregli investimenti e gli incentivi”. “Bisogna cambiare questo trend e creare le giuste condizioni sociali, economiche, politiche affinché le nuove aziende siano seme per la nostra economia, con misure come le Zes, contratti di area, accordi specifici per le zone industriali desertificate – sottolineano i tre sindacalisti – e puntare poi sulla formazione con un legame maggiore fra scuola e università e mondo del lavoro”. “Abbiamo scelto Borgo Nuovo, che simbolicamente rappresenta tutte le nostre periferie, per questo primo incontro – dicono i tre segretari – perché è da queste zone, spesso dimenticate, che riparte il nostro impegno affinché non siano più periferie emarginate ma tornino a essere, con l’attenzione delle istituzioni locali, centri con servizi, attività sociali, economiche, adeguate ai bisogni dei cittadini… E’ un primo incontro perché intendiamo avviare altre iniziative per fare da pungolo alle istituzioni”.

Secondo don Antonio Garau, del Movimento delle valigie “sindacato e chiesa sono qui insieme per dare voce a chi non ha voce, occorre coraggio e andare controcorrente schierandosi a favore dei giovani che vogliono restare. Questi ragazzi non possono essere abbandonati, la politica deve saper investire sui giovani, portando avanti scelte strategiche affinché gli investimenti per lo sviluppo restino nella nostra terra e affinché si diffonda anche qui la cultura del rispetto della dignità della persona e del popolo siciliano. Dobbiamo unire le forze contro lo spopolamento e fare un’unica cordata per far sì che i nostri giovani non siano più costretti ma liberi di scegliere”.

L’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ha lanciato un appello “mettiamoci tutti insieme, uniamo le forze, creiamo laboratori di idee unendo le nostre eccellenze e potenzialità, per dare una risposta ai nostri giovani. Chiediamo tutti insieme interventi concreti e diamo così una speranza a chi vuole restare nella propria terra. Bisogna ripartire da ciò che qui non abbiamo o non funziona come le strade e le infrastrutture. E’ ora di agire tutti insieme perché dalla speranza si passi ai fatti”.

Per monsignor Pietro Maria Fragnelli, vescovo di Trapani e presidente della Commissione Episcopale Cei per i Giovani “dobbiamo vivere questo periodo come quello del fare e del pensare. Dobbiamo agire ora per cambiare le cose. Come può esserci bene-essere sociale se la maggior parte dei nostri giovani non lavora, ha un lavoro precario o è costretto a lasciare il paese per poter realizzare la propria vocazione professionale. La parola che è venuta anche dal sinodo dei vescovi sui giovani è ‘accompagnamento’ perché i giovani possano essere protagonisti di un lavoro creativo e dignitoso anche qui nella nostra terra, un ‘lavoro’ che non serve solo a produrre ricchezza per aumentare i consumi ma è modalità per rispondere alla propria chiamata nel mondo, perché la persona realizzi se stessa dando un contributo alla ‘creazione’ coniugando leproprie aspirazioni con l’utilità sociale”.
(ITALPRESS).

L’ETNA TORNA A FARSI SENTIRE

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L’Etna torna a dare spettacolo e a creare qualche disagio. È ripresa l’attività stromboliana del vulcano, con l’emissione di cenere e lapilli.

Durante la giornata di venerdì si sono registrati disagi all’aeroporto di Catania, perché a causa dell’attività eruttiva e alla contestuale emissione di cenere in atmosfera, l’Unità di crisi ha disposto la chiusura di un settore dello spazio aereo.

In serata la situazione è tornata gradualmente alla normalità.

 

PALERMO, RINASCE IL PORTICCIOLO DI SANT’ERASMO

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Con il taglio del nastro da parte del presidente delta Regione siciliana, Nello Musumeci, del sindaco Leoluca Orlando, del direttore marittimo della Sicilia occidentale, contrammiraglio Roberto Isidori, uniti intorno al presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, Pasqualino Monti, e con la benedizione del vicario episcopale, padre Vincenzo Marchese, è stato riaperto alla città il porticciolo di Sant’Erasmo, dopo un intervento di riqualificazione, che lo ha sottratto al degrado. Intervento prioritariamente voluto dal presidente Monti.
“Un recupero – è stato sottolineato nel corso della cerimonia di inaugurazione – che era un’urgenza, per dare continuità al ‘mare verde’ del Foro Italico, per integrare i pescatori in un’area finalmente dignitosa, per riqualificare un angolo rilevante e delicato come quello che si allunga fino a Villa Giulia. Un intervento importante dal punto di vista simbolico perché affronta contemporaneamente un nodo come quello dell’utilizzazione delle zone costiere urbane, e lo fa secondo la definizione di ‘porto di città’: uno spazio pubblico aperto, che rispetta la memoria originaria e la storica funzione di piccolo porto per i pescatori. Un intervento importante perché agisce sia sul paesaggio urbano e su quello naturale in una zona deturpata nel corso degli anni, sia sulla rigenerazione di una periferia. Sant’Erasmo rappresenta un grande dispositivo di collegamento con la parte della città che possiede maggiore potenziale, maggiore energia cinetica inespressa: la costa sud, il territorio dell’oltre Oreto”.

“Palermo da anni s’interroga – spiega Pasqualino Monti, da due anni alla guida dell’AdSP del Mare di Sicilia occidentale – sul suo sviluppo urbanistico, impegnandosi a coniugare un fantastico tessuto preesistente di importanza monumentale con le esigenze determinate dallo sviluppo metropolitano. Il waterfront è oggi il punto più avanzato di queste riflessioni, perché è proprio attraverso interventi sulle borgate marinare che la nostra Authority propone la ricucitura urbanistica tra la città e il suo porto. Dai waterfront muovono i cambiamenti urbanistici delle città che hanno la fortuna di nascere sul bordo dell’acqua, e la modernizzazione del loro assetto urbano. Per questo ho sempre ritenuto fondamentale – anche se non è una priorità nei compiti istituzionali di una AdSP – la riconnessione urbana dei porticcioli: e la riqualificazione del porticciolo di Sant’Erasmo, con interventi a bassissimo impatto e strutture leggere, è stato tra i primi progetti che ho mandato avanti appena arrivato in Sicilia, proprio per ristabilire il rapporto, finora sconnesso, con le borgate che ospitano i porticcioli. Sono molto orgoglioso di aver raggiunto, in dieci mesi, questo obiettivo che ha una portata soprattutto culturale perché riconnette ciò che, negli anni, il degrado e l’incuria avevano allontanato, porticciolo e borgata. E analogo lavoro si sta portando avanti anche all’Arenella e all’Acquasanta”.

Soddisfazione è stata manifestata dal presidente Musumeci: “Mi compiaccio per la sinergia istituzionale che ha portato a questo risultato e per il lavoro del presidente Monti che non lasceremo andar via tanto facilmente alla scadenza del suo mandato – dice -. Se uno dei prossimi obiettivi dell’Autorità sarà quello di dotare il porto di Palermo della sua stazione marittima riqualificata, voglio sottolineare come la Regione siciliana abbia impegnato, e in parte speso, 104 milioni di euro per dotare di un terminal passeggeri ogni isola minore. Questa terra deve convincersi che, lavorando, ce la può fare”.

“Con il recupero del porticciolo – aggiunge il sindaco Orlando – Sant’Erasmo compie un altro importante passo per tornare ad essere luogo di socialità, economia e rapporti fra le persone. Questo fondamentale strutturale che completa un percorso intrapreso da tempo e frutto della ritrovata e rinnovata collaborazione fra enti pubblici, si affianca, non solo fisicamente, a quello per il primo ostello sociale della città. Insieme renderanno questa parte della costa un nuovo polo di attrazione per i palermitani e i turisti, nel segno della riscoperta del mare come elemento vivo e vitale della città. Anche qui possiamo dire che la ‘missione è compiuta’”.

Per il contrammiraglio Isidori: “E’ una fortuna per la Sicilia occidentale avere alla guida del suo Sistema portuale un manager come Pasqualino Monti. La riqualificazione di Sant’Erasmo è una importante risposta per restituire alla città quei fasti e quegli spazi che merita. Dove ci sono ordine e programmazione, le risposte arrivano e toccano diversi ambiti, dall’aumento dell’occupazione alla riduzione del degrado. Dobbiamo insistere su questa strada. La prossima tappa sarà quella di riqualificare la zona della’Arenella”.

“Quello inaugurato oggi – sottolinea Monti – è il primo, ma corposo, stralcio di un più ampio progetto. Il secondo comprenderà la parte restante del Foro Italico: si stanno già definendo i progetti architettonici per poter ridisegnare tutto il tratto di camminamento sul mare e si sta anche progettando il braccio di sopraflutto del porticciolo per una protezione dal maestrale. “Raccordo” è il sostantivo da declinare sempre, in un dialogo costante e proficuo con l’Amministrazione comunale e tutte le istituzioni per sintonizzare i programmi di sviluppo del porto con i programmi di sviluppo dei territori: con questo modo di operare, mi piace evidenziare come, passo dopo passo, a Palermo e negli altri porti del network, quelli che due anni fa sembravano sogni irrealizzabili, si stanno materializzando: quello di Sant’Erasmo è un altro tassello che va al suo posto in quel grande e complesso mosaico che, con pazienza, cerchiamo di comporre”.

A PALERMO TRE NUOVE LINEE DI TRAM ENTRO IL 2024

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Tre nuove linee di tram entro il 2024 attraverseranno la città di Palermo. Il progetto definitivo è stato presentato questa mattina a Palazzo delle Aquile dal sindaco Leoluca Orlando e dall’assessore alla Mobilità, Giusto Catania. Obiettivo è la creazione di quasi 25 km di nuove linee interamente senza catenaria, ovvero senza la linea aerea di alimentazione, 48 nuove fermate e tre nuovi terminal per servire una popolazione superiore ai 230mila abitanti che si uniranno ai 18 km di linea tramviaria già esistente. Accanto alla realizzazione del tram saranno realizzati anche 7 nuovi parcheggi per 2.237 posti auto.

“ll progetto definitivo – si legge nella scheda consegnata dagli uffici questa mattina – redatto dal vincitore del concorso internazionale di idee bandito dall’Amministrazione comunale, secondo l’attento controllo del responsabile unico del procedimento, ha progettato il più vasto intervento di riqualificazione urbana dal dopoguerra restituendo alla fruizione via Roma, tra la Stazione Centrale e via Cavour, l’asse Libertà-Ruggero Settimo, via Marchese di Roccaforte e via Sicilia e numerose piazze disseminate lungo le linee tranviarie”.

Le tre nuove linee andranno dalla Stazione centrale fino all’ospedale Villa Sofia attraverso via Roma e via Marchese di Villabianca-via Roccaforte e tornando indietro da via Libertà, via Cavour e ancora via Roma. La tratta B, invece, allungherà la linea esistente che arriva alla stazione Notarbatolo per terminare in piazza Giachery attraversando via Notarbartolo e via Duca della Verdura. La tratta C, infine, collegherà la Stazione Centrale a corso Calatafimi unendosi alla linea esistente che parte dalla Stazione Notarbartolo.

“Anche in questo caso missione compiuta – spiega il sindaco Orlando -. E’ solo una tra le tante, e non è completa ma è il segno di una ennesima svolta culturale in nome della mobilità che viene esaltata come valore”. “Stiamo rispettando i tempi – aggiunge l’assessore Catania -l’obiettivo è mandare in esercizio entro il 2024 le nuove tre linee di tram. E’ un obiettivo assolutamente plausibile”.

Secondo le previsioni dell’Amministrazione le procedure autorizzative dovrebbero durare un paio di mesi per mandare il progetto in gara il prossimo anno tramite contraente generale. “A metà del 2021 possono già iniziare i lavori delle nuove linee tramviarie – sottolinea Catania -. I lavori inizieranno quando saranno conclusi i cantieri dell’anello ferroviario. Quindi non ci sarà rischio di sovrapposizione dei cantieri. Stiamo dando attuazione alla pianificazione che abbiamo previsto con il Piano urbano della mobilità sostenibile, le tre linee saranno un tassello fondamentale della riduzione delle auto in circolazione nella nostra città con l’obiettivo di 100 mila macchine in meno. Un progetto molto ambizioso che qualche anno fa sembrava una utopia irrealizzabile”.

(ITALPRESS).

LAPS E CRI SICILIA INSIEME PER I PIÙ DEBOLI

Un protocollo per sostenere quanti sono in condizioni di difficoltà socieconomica e rischiano di vivere ai margini della società, partendo dai minori. E’ stato sottoscritto a Palermo, nella sede del comitato regionale della Croce Rossa Italiana, dalla fondazione Laps – Libera Accademia Progetti Sperimentali e dal Cri – Comitato Regionale Sicilia. A firmarlo sono stati il presidente della Fondazione Laps, Lapo Elkann, ed il presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato Regione Sicilia, Luigi Corsaro.
Il protocollo d’intesa, valido per tre anni e rinnovabile, nasce dalla volontà di “promuovere interventi di sostegno a favore delle fasce deboli, con particolare, anche se non esclusivo, riferimento al benessere e tutela dei minori”, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa.

“La Fondazione Laps attiverà e promuoverà diverse azioni di fundraising per raccogliere le risorse necessarie per la realizzazione di iniziative di utilità sociale e per la promozione dello sviluppo socio-economico del territorio siciliano – è stato sottolineato -. La Croce Rossa, caratterizzata da sentimenti di mutuo soccorso e da azioni di aiuto reciproco, si impegnerà a utilizzare le risorse in modo tale da migliorare in maniera efficace e incisiva il welfare-mix della Regione Sicilia”.

I firmatari guardano a questa iniziativa come al punto di partenza, con l’intento di ampliare la collaborazione in futuro coerentemente con le rispettive missioni. “Il protocollo d’intesa – è stato evidenziato – si pone l’obiettivo di favorire la cooperazione, istituendo un tavolo di lavoro per consentire uno scambio di informazioni rapido ed efficace negli ambiti operativi comuni, con l’obiettivo di raggiungere risultati sempre più importanti e progettare iniziative di valore”.

“Credo che il modo migliore per aiutare gli altri sia sempre il ‘fare’ e il ‘creare’ nuove possibilità – sottolinea il Presidente di Fondazione Laps, Lapo Elkann -. Attraverso questo importante accordo permetteremo di sviluppare ulteriori progetti e fornire servizi alla CRI, che svolge un ruolo chiave nel prevenire e alleviare la sofferenza umana, contribuendo alla cultura della non violenza e della pace. Sono molto felice di poter aiutare le persone di un territorio che amo molto. Promuoveremo, soprattutto, progetti dedicati ai minori perché i giovani sono futuro e ricchezza”.

“Questo accordo – aggiunge il presidente regionale CRI Sicilia, Luigi Corsaro – darà l’opportunità alla Croce Rossa Italiana di implementare iniziative in tutta la regione volte ad aiutare le persone e, soprattutto i bambini e gli adolescenti, ad affrontare problematiche educative e socio-sanitarie con un approccio che prevede la tutela dei diritti e la salvaguardia della dignità. È indispensabile identificare le persone, soprattutto se minori, in situazione di vulnerabilità per poterle assistere e garantire un’efficace risposta. La CRI siciliana si impegna in tal senso a leggere e analizzare i bisogni esistenti e quelli futuri, per costruire piani di azione adeguati e contrastare le forme di vulnerabilità, anche grazie al supporto della Fondazione. Siamo certi che questa collaborazione consentirà di rafforzare l’inclusione, la trasversalità e l’innovazione dei nostri servizi, migliorandone l’accesso e la capillarità a favore dei minori a rischio di marginalità sociale. Gli incontri periodici che avvieremo a partire da oggi con la Fondazione LAPS offriranno l’opportunità di monitorare la qualità delle attività e dei servizi che insieme offriremo e ci consentirà di implementare sempre nuove e più efficaci iniziative”.

Tra i progetti allo studio anche il dono alla Asp di Siracusa di speciali ambulanze alimentate a gasolio e ad elettricità studiate da Garage Italia (una delle aziende di Elkann) e dai partner siciliani i messinesi di Newtron, società che sviluppa kit per rendere elettriche le vetture esistenti.

(ITALPRESS).

ANCISICILIA “INTRODURRE TARI IN BOLLETTA”

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“L’assemblea ci offre l’occasione per chiedere al governo regionale e al governo nazionale l’immediata attivazione di un tavolo tecnico per affrontare in maniera concreta i mille problemi di questa nostra regione che non solo penalizzano gli enti locali ma, soprattutto, i cittadini. Ogni giorno viviamo il disagio dei vincoli imposti dal governo nazionale sul bilancio e sul personale unitamente all’ emarginazione provocata, spesso, dall’autonomia regionale”. Lo ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente AnciSicilia, che ha accolto sindaci e amministratori provenienti da tutta la Sicilia, in occasione dell’Assemblea annuale degli enti locali siciliani, nella sala De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa, a Palermo.

“Bisogna cercare – ha aggiunto Orlando – delle soluzioni per uscire fuori dal tunnel in cui si trovano le amministrazioni locali che non devono essere considerate associazioni da ‘tabella H’ cui destinare fondi senza approfondire disagi e problemi, ma affrontando con efficacia una crisi atavica che, tra i mille disagi, sta producendo anche una preoccupante desertificazione di ampie zone della regione e un impoverimento culturale collegato soprattutto alle periferie. Per questi motivi occorre un confronto istituzionale serrato e immediato per evitare di subire le conseguenze del corto circuito tra autonomia siciliana speciale e vincoli imposti dallo Stato”.

“Noi siamo assolutamente d’accordo al massimo dell’autonomia, anche dell’autonomia differenziata – ha sottolineato Orlando -. Credo che il Governo ed il Parlamento nazionale debbano porsi il tema di garantire i livelli essenziali per evitare che quest’autonomia differenziata discrimini i cittadini italiani del nord, del centro, del sud. Da questo punto di vista c’è un esempio che riguarda la Sanità, dove c’è un’autonomia differenziata, perciò esistono le garanzie per i livelli essenziali di assistenza. Non bisogna parlare di autonomia differenziata come uno slogan o un tweet a cui poi non segue un concreto benessere per i cittadini”.

Il sindaco di Palermo e presidente AnciSicilia si è poi soffermato sulla possibilità di introdurre il pagamento della Tari in bolletta: “Abbiamo pensato che fosse il tempo per proporre in maniera organica ancora una volta al Governo nazionale e al Governo regionale l’esigenza di un tavolo urgente di verifica e di esame per possibili modifiche normative; fra queste modifiche normative c’è anche la lotta all’evasione della Tari che costituisce un fenomeno che mette in ginocchio le amministrazioni comunali ed ha provocato già un dissesto di numerosi comuni – ha aggiunto Orlando -. Abbiamo chiesto e proposto che si possa prevedere l’introduzione in bolletta del pagamento della Tari. Sarebbe una garanzia questa per avere finalmente servizi migliori evitando l’insopportabile evasione della Tari”.

“Gli elementi di criticità per i comuni siciliani – ha sottolineato il segretario generale dell’Associazione dei comuni siciliani, Mario Emanuele Alvano – sono tanti e tutti collegati ad una situazione finanziaria drammatica che ha portato molti enti al dissesto e al pre-dissesto. Lo sviluppo dei territori va affrontato in maniera coordinata, confrontandosi con i governi regionale e nazionale, cercando di rilanciare la competitività e l’identità dei comuni in un quadro più ampio. Se non si rilancia al più presto lo sviluppo intere porzioni della nostra Isola rimarranno fuori dal mercato, destinate ad un futuro sempre più incerto. Per questo motivo bisogna fare in modo che le risorse destinate ai comuni rimangano sui territori affinando la capacità progettuale attraverso una pianificazione degli investimenti”.

Se da un lato nel corso del suo intervento il presidente dell’Ars, Gianfranco Micciche’, ha affrontato i problemi legati ai costi della democrazia e ha messo in evidenza l’importante ruolo svolto dai sindaci “troppo spesso mortificati nell’esercizio delle loro funzioni, mentre avrebbero bisogno di un sostegno maggiore e di essere più uniti tra loro per favorire lo sviluppo organico dell’Isola”, dall’altro il presidente della Regione, Nello Musumeci, ringraziando l’AnciSicilia per il ruolo trainante e aggregante che svolge ogni giorno coi comuni e per il percorso di collaborazione avviato con il Governo regionale, ha sottolineato la necessità di “un confronto onesto e di una collaborazione costante e necessaria tra comuni e Regione”.

“Sogno – ha concluso il presidente Musumeci – una nuova stagione che non sia quella della contrapposizione ma della piena collaborazione. Siamo tutti chiamati a servire gli interessi di una comunità e abbiamo il dovere di dare risposte a chi ci ha dato fiducia. Pensiamo oltre al nostro mandato proiettandoci in avanti per il futuro delle nuove generazioni”.
La giornata si concluderà con gli adempimenti in vista della 19esima Assemblea congressuale e della 36esima Assemblea annuale dell’Anci che si svolgerà ad Arezzo dal 19 al 21 novembre.

 

 

 

LAMPEDUSA RICORDA NAUFRAGIO 3 OTTOBRE 2013

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Cittadini, associazioni, forze dell’ordine, rappresentanti delle istituzioni e circa 500 studenti provenienti da scuole ed istituti italiani ed europei, hanno dato vita a Lampedusa al corteo che partendo da piazza Castello è giunto alla Porta d’Europa per ricordare le vittime del naufragio del 3 ottobre 2013, nella ricorrenza della strage in cui morirono 366 migranti.

Il Comune di Lampedusa ha distribuito duemila magliette con la scritta #iosonopescatore, realizzate grazie al progetto “Snapshots from the Borders” (del quale l’amministrazione è capofila) con le quali si vuole sottolineare che la legge del mare è l’unica alla quale bisogna fare riferimento quando in mare c’è una vita da salvare.

Nell’ambito delle iniziative, la notte scorsa, alle 3,30 (orario del naufragio) è stato anche inaugurato il memoriale “Nuova Speranza”, che ricorda la tragedia.

“Oggi insieme a Lampedusa in 30 capitali europee si celebra il 3 ottobre. Chiediamo alle istituzioni europee di votare la legge per fare diventare il 3 ottobre Giornata europea della Memoria”, ha detto il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, intervenendo dal palco di piazza Castello. Al suo fianco i rappresentanti del Comitato 3 ottobre e il sottosegretario all’Istruzione, Giuseppe De Cristofaro.

“Grazie al sottosegretario all’Istruzione oggi qui, finalmente una figura istituzionale viene a Lampedusa. L’anno scorso non c’era nessuno”, ha aggiunto il primo cittadino, che rivolgendosi agli studenti ha sottolineato: “Questi ragazzi mandano un messaggio importantissimo: se loro riescono a venire e a dialogare, perche’ la politica non riesce a farlo?”.

 

MUSUMECI “UNA FOLLIA SOPPRESSIONE PROVINCE”

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Incontro a Palazzo d’Orleans tra il presidente della Regione, Nello Musumeci, e un gruppo di giovani amministratori locali in rappresentanza dei Comuni minori della Sicilia. Sindaci, assessori e consiglieri hanno posto all’attenzione del Governatore una serie di temi e criticità che da molti anni assillano i loro territori, dando comunque atto al governo Musumeci della attenzione riservata agli enti locali.

La delegazione, guidata da Gianfranco Gentile, presidente del Consiglio comunale di Pettineo, era composta dai sindaci Pier Calogero D’Anna di Bompietro, Antonio Rini di Ventimiglia di Sicilia, Gaetano Grassadonia di Bolognetta e Vito Rizzo di Balestrate; dai presidenti dei Consigli comunali: Rosario Patti di Nissoria, Maria Rosa Calcò di Alcara Li Fusi, Giovanni Marino di San Giuseppe Jato e Marco Intravaia di Monreale; dall’assessore Leonardo Bascone di Salemi; dai consiglieri comunali: Andrea Monici di San Marco d’Alunzio, Paolo La Lima di Resuttano, Cristina Scaccia di Cammarata, Maria Grazia Russo di Pettineo e Salvo Tomarchio di Aci Bonaccorsi.

Tra i temi trattati: le pessime condizioni della viabilità  statale e provinciale; il dissesto idrogeologico che, con l’approssimarsi della stagione delle piogge, rende concreto il pericolo di frane, smottamenti o esondazioni; l’attenzione per l’ambiente e ai consumi energetici.
Il presidente Musumeci – presente anche l’assessore alle Autonomie locali Bernardette Grasso – ha risposto, punto su punto, alle sollecitazioni.

In tema di infrastrutture viarie, il Governatore ha ricordato come la Regione non abbia dirette competenze sulla manutenzione delle strade, affidate in parte all’Anas e in gran parte alle nove Province.

“Avere soppresso le Province – ha detto Musumeci – è stato un delitto e adesso la situazione è disastrosa. Da un anno esercitiamo pressioni sul governo nazionale affinché si trovi una soluzione. Togliere le Province e non sostituirle si è rivelata una pura follia. Tuttavia, nonostante non sia nostra la competenza, la Regione ha predisposto un Piano di interventi per i casi di particolare urgenza, con lavori di manutenzione straordinaria o con progetti di ammodernamento, mettendo a disposizione circa duecento milioni di euro”.

Musumeci ha poi affrontato il tema del dissesto idrogeologico e della sicurezza del territorio. “Sul dissesto – ha sottolineato – abbiamo speso oltre duecento milioni di euro in venti mesi, più di qualsiasi altra regione d’Italia. Stiamo lavorando per rendere più sicure le zone a rischio dell’Isola. Ci sono ancora circa cinquecento milioni di euro a disposizione nei prossimi tre anni, man mano che avremo i progetti interverremo tempestivamente”.

Novità positive anche per quanto riguarda la pulizia di fiumi, spesso soggetti a pericolose esondazioni nel periodo invernale e causa delle disastrose alluvioni dello scorso anno.

“In Sicilia torrenti e valloni – ha fatto notare il presidente – non erano mai stati puliti, mancava persino l’ente che se ne occupasse: l’Autorità di Bacino, prevista dal 1989. L’abbiamo istituita noi lo scorso anno. Abbiamo già effettuato la manutenzione di circa novanta corsi d’acqua ed è già stata programmata quella per altri cento”.

Su tutti gli altri temi, il Governatore ha assicurato l’intervento presso gli assessorati di riferimento mentre ha sollecitato la delegazione ad avanzare nei prossimi giorni proposte sul recupero delle aree interne, specie di quelle suscettibili di sviluppo per particolari vocazioni.

Soddisfatti gli amministratori presenti all’incontro. “Tutti – ha commentato Gianfranco Gentile – abbiamo avuto modo di confrontarci con il presidente Musumeci e di questo lo ringraziamo. Sono onorato di aver ricevuto l’incarico di raccogliere le proposte sullo sviluppo delle aree interne, per poi sottoporle all’attenzione del governo regionale. Quello di oggi è il primo di una serie di incontri, nei quali verranno coinvolti altri amministratori”.