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PROTESTANO GLI AVVOCATI TRIBUTARISTI

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“Domani, nel corso del Convegno che si terrà presso l’Ordine dei Dottori commercialisti di Palermo, ribadiremo le ragioni della prossima astensione degli avvocati tributaristi alle udienze”. Lo comunica Angelo Cuva, tesoriere dell’Uncat. L’Unione nazionale delle Camere degli Avvocati tributaristi “apprezza e aderisce all’astensione dalle udienze nel processo tributario deliberato dall’organismo Congressuale forense, anche su sollecitazione della stessa Uncat”, prosegue la nota. Gli avvocati tributaristi si asterranno dalle udienze dal 1° al 7 ottobre, “per sottolineare il disagio e la preoccupazione per la scelta dell’Amministrazione finanziaria di procedere sulla strada degli Indici sintetici di affidabilità anche per l’anno 2018, nonostante le ripetute e condivise obiezioni sul metodo e sul merito provenienti da tutte le rappresentanze dei professionisti coinvolti”.
Uncat ribadisce che “la protesta non riguarda l’opportunità di un nuovo istituto volto alla compliance dichiarativa tra fisco e contribuente, ma la concreta attuazione degli ISA, tra susseguenti modifiche regolamentari e tempi ristretti per gli obblighi dichiarativi; senza contare – conclude la nota – gli esiti incongrui conseguenti alle prime proiezioni effettuate”.

MODA, SICILIA PROTAGONISTA AL WHITE DI MILANO

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Trenta aziende siciliane del settore del fashion sono state protagoniste per quattro giorni al White Milano, l’appuntamento della Milano Fashion Week Donna, che con i suoi oltre 550 marchi e 27 mila visitatori si è concluso ieri.

Abbigliamento donna, pelletteria, accessori, artigianato, maglieria, bijoux, tulle, pizzi, merletti e gioielli made in Sicily si sono affermati tra i prodotti di un’accurata selezione internazionale riscuotendo grande successo tra i più influenti player del settore e buyers internazionali.

Dalla Sicilia, accompagnate dal dirigente generale del dipartimento Attività produttive Carmelo Frittitta e dal diretto dello Sportello regionale per l’internazionalizzazione Massimo Papa, sono giunte nel capoluogo lombardo anche la stilista Viviana Ricciardello fondatrice di ‘Idda’ Filomena Cosenza, l’architetto bagherese prestato alla moda con la sua griffe ‘Filly Biz’ e Gisella Mandalà con le sue coffe siciliane de ‘L’isola dei tesori’.

La presenza delle imprese siciliane al White Woman di Milano è stata possibile grazie all’Assessorato regionale alle Attività produttive che nell’ambito dell’azione 3.4.1. del Po-Fesr Sicilia 2014/2020 ha finanziato la partecipazione della collettiva della Regione Siciliana.

Estremamente soddisfatto l’assessore regionale alle Attività produttive Mimmo Turano: “Siamo felici di avere dato agli imprenditori del fashion siciliano la possibilità di essere presenti al White di Milano, una grandissima vetrina internazionale e un’opportunità per far conoscere le nostre straordinarie aziende artigiane del made in Sicily. Con il presidente Musumeci abbiamo intenzione di fare ancora di più per il settore della moda che può diventare un vero e proprio volano di crescita per l’economia regionale”.

MUSUMECI “SU AUTONOMIA MANCATO DIBATTITO APERTO”

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“Io sono a favore dell’autonomia, ma alla Lega auguro di non tornare più al governo con il Movimento cinque stelle”.
Esordisce cosi’ il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, al dibattito sull’autonomia differenziata in corso al 40mo Meeting di Rimini.

“La Lega – rimarca Musumeci – non è stata nelle condizioni di portare a termine il progetto del regionalismo differenziato nonostante le sollecitazioni dei propri ministri e anche di Stefano Bonaccini che pur non essendo leghista, come presidente della conferenza delle Regioni, ha sottoscritto col governo un documento di pieno coinvolgimento del regionalismo differenziato”.

Per il governatore della Regione Siciliana “se al Sud si alimentano diffidenze e perplessità’, non e’ perchè si sia contrari di principio all’autonomia, ma perchè è mancato un dibattito aperto, una grande stanza di vetro e un tavolo attorno al quale le Regioni avrebbero potuto e dovuto affrontare il tema”.

Parlando di Mezzogiorno, secondo Musumeci “sarebbe un errore pensare che quando il sud non decolla le responsabilità stanno solo sul territorio, ma e’ anche lo Stato che e’ venuto meno”.

Sul Ponte dello Stretto, infine, il governatore della Sicilia lancia un affondo al ministro dei trasporti Toninelli: “Se è tema da tavola rotonda, è colpa di Roma e il ministro Toninelli
dice ‘manco a parlarne’; è lui la sciagura per il Paese, lasciatemelo dire”.

 

 

DISSESTO IDROGEOLOGICO, IN ARRIVO 70 MLN

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In arrivo altri 70 milioni per la messa in sicurezza del territorio in Sicilia. Lo ha deciso il governo regionale che ha rimodulato le risorse del “Patto per il Sud – Fondo di sviluppo e coesione”, destinandole a 19 opere in centri abitati per prevenire fenomeni franosi. Il Piano degli interventi è stato predisposto dalla Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico guidata dal presidente della Regione Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce.

La somma più cospicua, pari a 27 milioni, è destinata ad Agrigento per consolidare la collina di San Gerlando sulla quale sorge la Cattedrale. Tra gli altri progetti finanziati (con 1,2 milioni), anche la stabilizzazione del versante ovest del centro abitato di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, rimasto isolato per la chiusura della strada provinciale 12 a seguito di una frana e la regimentazione delle acque all’interno del centro abitato di Piedimonte Etneo, nel Catanese (6,1 milioni). E ancora: il completamento dei lavori sul Monte Muganà a Troina, in provincia di Enna (1,3 milioni) e il consolidamento del versante sud-est del centro abitato di Venetico superiore, nel Messinese.

“Stiamo mantenendo – sottolinea il governatore Musumeci – gli impegni assunti, con un ulteriore sforzo per consolidare sempre di più il nostro territorio, per anni abbandonato. La sicurezza e la tutela dell’incolumità dei cittadini sono tra le priorità del mio governo”.

Per la Provincia di Agrigento saranno finanziati due interventi: Agrigento (dissesti che interessano la collina su cui sorgono il duomo e l’intera area diocesana), 27 milioni; Bivona (strada di collegamento con Palazzo Adriano), 930mila euro, quale integrazione di un intervento già inserito nel Patto.

Provincia di Caltanissetta, tre interventi: Mussomeli (realizzazione opere di urbanizzazione e collegamento tra via Fuori le mura e la via Palermo), 900mila euro; Villalba (consolidamento della zona di via Cesare Battisti, a monte della via Garibaldi), 600 euro quale integrazione di un intervento già inserito nel Patto; Niscemi (stabilizzazione versante ovest del centro abitato, zona strada provinciale 12-sbocco Calanco-Canale), 1,2 milioni.

Provincia di Catania, tre interventi San Gregorio di Catania (mitigazione rischio idrogeologico della collina – Monte Catira – e opere connesse alla realizzazione della via di fuga dei paesi etnei), 1,1 milioni; Castel di Judica (centro abitato di Serro Calderaro), 1,1 milioni, Piedimonte Etneo (regimentazione acque all’interno del centro abitato, vie Cassisi, Notara, Roma, Bellini, Nuova del convento e Cimitero), 6,1 milioni.

Provincia di Enna, un intervento: Troina (completamento lavori Monte Muganà), 1,3 milioni.

Provincia di Messina, otto interventi: Gualtieri Sicaminò (strada comunale tra il centro e la frazione di Sicaminò), 5 milioni; Sant’Angelo di Brolo (strada provinciale 140 all’ingresso nord del centro urbano), 3 milioni; Messina (via di fuga complementare alla viabilità esistente di collegamento tra la strada statale 114 e il villaggio Santo Stefano Briga), 5,5 milioni; Monforte San Giorgio (via di fuga a servizio del centro abitato), 3 milioni; Venetico (consolidamento versante sud-est del centro abitato di Venetico superiore), 7,1 milioni; Alcara Li Fusi (consolidamento zona Villicano), 1,9 milioni; Santa Lucia del Mela (Torrente Mela), 3 milioni; Fiumedinisi (Torrente Fiumedinisi), 226mila euro, quale integrazione di un intervento già inserito nel Patto.

Provincia di Palermo, due interventi: Ciminna (vecchio centro urbano a valle della Matrice), 2 milioni;, Casteldaccia (Vallone Perreira), un milione, quale integrazione di un intervento già inserito nel Patto.

REGIONE, 16 MLN PER PULIZIA DI FIUMI E TORRENTI

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“Prosegue incessante l’attività di messa in sicurezza del territorio da parte della Regione Siciliana. In vista delle piogge autunnali, il governo ha stanziato sedici milioni di euro per avviare la pulizia di un centinaio di torrenti e fiumi per consentire il libero e regolare deflusso delle acque. Un’attività per prevenire possibili fenomeni di esondazione, con conseguenze in alcuni casi tragiche per la popolazione, come purtroppo accaduto anche nel recente passato”. Lo annuncia il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

A coordinare gli interventi sarà il dipartimento dello Sviluppo rurale, guidato da Mario Candore, in collaborazione con altri rami dell’amministrazione: l’Autorità di bacino – istituita da Palazzo d’Orleans dopo trent’anni di assenza – ha individuato i criteri di priorità da seguire; il Dipartimento regionale tecnico, attraverso gli uffici periferici del Genio civile, invece, ha segnalato i tratti dei corsi d’acqua critici che necessitavano di pulizia.

Nella scelta dei lavori, sottolinea una nota della Presidenza della Regione, si è data la precedenza a fiumi e torrenti vicini ai centri abitati o ad attraversamenti stradali, ferroviari e infrastrutturali. Gli interventi di taglio della vegetazione infestante – che saranno eseguiti da operai forestali – riguarderanno anche le aree nei pressi delle vasche di dissipazione di alcune dighe, gli alvei immediatamente a valle delle stesse e le zone in corrispondenza delle stazioni idrometriche.

Proprio qualche giorno fa, prosegue la nota, il Governo regionale ha stanziato altre risorse per il contrasto al dissesto idrogeologico, procedendo alla rimodulazione di circa novanta milioni di euro del “Patto per il Sud”. In questo caso, gli interventi riguardano la sistemazione idraulica di sessantaquattro corsi d’acqua e la messa in sicurezza, da eventuali fenomeni franosi, di una ventina di centri abitati.

“La tutela del territorio – sottolinea il presidente Musumeci – è tra le priorità del mio governo. In poco più di un anno e mezzo abbiamo già messo in campo oltre trecento milioni di euro, utilizzando risorse regionali, nazionali ed europee. E altre ne arriveranno. Siamo consapevoli dell’estrema vulnerabilità idraulica della Sicilia, soprattutto in quelle zone nelle quali, nel corso degli anni, la cementificazione selvaggia ha prodotto processi in alcuni casi purtroppo irreversibili. L’incolumità pubblica e privata può essere salvaguardata solo attraverso una seria e continua attività di programmazione degli interventi di manutenzione. Ed è quello che stiamo facendo”.

Ecco l’elenco delle opere previste.
Provincia di Agrigento, cinque interventi per 700 mila euro: Lago Arancio, Diga Castello, Diga Furore, Diga San Giovanni, Lago Gorgo.
Provincia di Caltanissetta, tre interventi per 190 mila euro: Diga Cimia, Diga Comunelli, Diga Disueri.

Provincia di Catania, tre interventi per 1,6 milioni di euro: Torrente Macchia (Giarre), Torrente Saracena e Torrente Sambuco (Maniace).

Provincia di Enna, dieci interventi per 1,4 milioni di euro: Diga Ancipa, Diga Ogliastro, Diga Nicoletti, Diga Olivo, Diga Pietrarossa, Diga Pozzillo, Diga Siaguana, Diga Villarosa, Diga Pasquasia, Torrente Torcicoda (Enna).

Provincia di Messina, quarantasette interventi per 4 milioni di euro: Torrente Buzza e Canneto (Caronia), Torrente Piccione (Cesarò), Torrente Giudecca Marino, Mauro e Mifrizzi (Limina), affluenti Torrente Pagliara (Pagliara), Torrente Portella Arena, Tara e Zafferia (Messina), Torrente Papale, Andreana, Scoppo, Sillemi e Scarparo (Letojanni), Torrente Saponara e Stretto (Saponara), Torrente Calagni e Grande (Tortorici), Torrente Dinarini (Mandanici), Torrente Sant’Angelo, Corvo e Zappardino (Piraino), Torrente Sant’Angelo, Gabella, Camuti, Perrizzi, Mosè e Taviano (Sant’Angelo di Brolo), Torrente Cicero (Tusa), Torrente Elicona e Saia Castello (Oliveri), Torrente Niceto e Bagheria (Monforte San Giorgio), Torrente Monaci e Gilormo (Gioiosa Marea), Torrente Sant’Angelo, Iannello, Pozzo e Brolo (Brolo), Torrente Fiumedinisi, Armi, Fala, Capitanello, Vacco, Nociara e Santissima (Fiumedinisi).

Provincia di Palermo, undici interventi per 4,7 milioni di euro: Lago Poma, Lago di Piana degli Albanesi, Lago Scanzano, Diga Rosamarina, Diga Garcia, Diga Raia, Diga Gammauta, Diga Leone, Diga Fanaco, Torrente Piletto (Lascari), Torrente Sant’Elia (Monreale).

Provincia di Siracusa, dieci interventi per 3 milioni di euro: Fiume Anapo, Canale Mammaiabica (Siracusa), Fiume Mulinello (Augusta), Fiume Zena-Margi, Cava Lentini (Lentini), Rio Cillepi 1 (Francofonte), Vallone Greco (Avola), Cava Carangini (Floridia), Vallone Monachella e Vallone Mostringiano (Priolo Gargallo).

Provincia di Trapani, cinque interventi per 450mila euro: Diga Baiata, Lago Rubino, Diga Delia-Trinità, Invaso Zafferana, Canale di bonifica Paceco-Trapani.

NOTTE DEI CAMPIONI PER BATTESIMO NUOVO PALERMO

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La Notte dei Campioni ha battezzato al Barbera il nuovo Palermo di Dario Mirri che ricomincerà dal campionato di serie D dopo l’esclusione della vecchia società dai campionati professionisti.

La vigilia è stata caratterizzata dalle polemiche sull’opportunità della presenza di Fabrizio Miccoli. Dal momento in cui il “Romario del Salento” è stato inserito nella lista dei convocati, Palermo si è divisa sull’opportunita’ di tale scelta. L’ex capitano rosanero è certamente un giocatore che ha fatto la storia del Palermo, come le tante altre vecchie glorie scese in campo come Chimenti, Cappioli, Bombardini, Montesano, Toni, Barone, Zaccardo, Ilicic tanto per citare alcuni dei presenti. 

Il giocatore tanto amato che ha fatto sognare una città intera per le sue prodezze calcistiche contro le big del calcio italiano contrapposto all’uomo, alle prese con guai giudiziari per via delle sue frequentazioni e per la ormai famosa frase intercettata in cui definiva Giovanni Falcone “un fango”.
Parecchi tifosi attraverso i social hanno mostrato la loro indignazione per la presenza di Miccoli e la stessa sorella del magistrato, Maria Falcone, ha espresso le sue perplessità.

La SSD Palermo in una nota ha sotolineato la propria condanna “alla mafia e la malavita, nonchè al mancato rispetto della legalità in genere” ma “La presenza di Miccoli è stata solo una scelta dovuta al rispetto della storia calcistica della città”.

Il giocatore attraverso il proprio profilo Instagram ha rinnovato le proprie scuse: “Riguardo i miei errori (per i quali sono pronto a pagare il conto che la giustizia, eventualmente, riterra’ di dovermi presentare) mi auguro ci sia ancora spazio, tra di noi e nella nostra societa’, per il perdono. Un perdono (e non una giustificazione, dunque) che ho chiesto e che chiedo ancora, nella speranza di poter essere riabilitato davanti agli occhi di tutti gli sportivi” e ancora  “Il mio è un continuo dolore…Indietro nn posso tornare. Chiedo ancora scusa”.

Poi la parola è passata al campo ed è bastato soltanto sentire pronunciare il suo cognome   per sentire esplodere letteralmente il Renzo Barbera.

La partita si è conclusa 6-0 per il nuovo Palermo a segno tre volte con il bomber Ricciardo e una volta con Mendola, nell’unico gol del primo tempo, Lucera e Kraja.  Pochi spunti tecnici con le vecchie glorie pittosto “appesantite” ma grande festa al Barbera per i colori rosanero.

NUOVE AGGRESSIONI IN OSPEDALE PALERMO

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Il Pronto soccorso dell’ospedale palermitano Ingrassia è stato teatro di un nuovo episodio di violenza nei confronti del personale sanitario.

I parenti di un uomo morto per arresto cardiorespiratorio, giunti nella struttura ospedaliera di corso Calatafimi, hanno dato calci alle porte di separazione all’interno delle sale del pronto soccorso, minacciando i sanitari. Per fortuna si sono verificati solo danni materiali e tanta paura per il personale presente. L’intervento delle forze dell’ordine ha permesso di riportare la situazione alla calma.

Qualche ora prima, invece, il figlio di un’anziana assistita nell’area di emergenza si era scagliato contro una dottoressa e un infermiere.

“Si susseguono gli episodi di violenza negli Ospedali siciliani ma ancora nessun segnale tangibile dalle Istituzioni dello Stato e dal Governo Regionale – denuncia il sindacato Cimo Sicilia -. E’ necessario ripristinare i posti di Polizia nei Pronto Soccorso ed affiancare le forze dell’ordine con le Guardie Giurate. Bisogna mettere a disposizione le risorse economiche necessarie a garantire quel minimo di sicurezza che finora è mancata del tutto”.

In merito alle nuove aggressioni è intervenuto l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza.
“Ho ricevuto dal direttore generale dell’Asp di Palermo – spiega in una nota – tutte le informazioni utili relative alle dotazioni di sicurezza del pronto soccorso dell’ospedale Ingrassia anche per comprendere al meglio, in aderenza alle disposizioni contenute nel mio decreto, cosa è accaduto la notte scorsa”.

“Si tratta di una struttura in cui è stata raddoppiata la vigilanza armata h24 – aggiunge – e che è dotata di videosorveglianza: quello che competeva alla Regione è stato fatto. Se si vuole andare oltre, cioè ridefinendo la presenza costante delle forze dell’ordine nei pronto soccorso e, come diciamo da tempo, anche una legge severa che preveda l’inasprimento delle pene per chi usa violenza sui camici bianchi, occorre il coinvolgimento deciso dello Stato”.

NUOVA ERUZIONE STROMBOLI, DUE FORTI ESPLOSIONI

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Lettini da mare completamente ricoperti da lapilli neri e polveri vulcaniche e una grande nuvola grigia che ricorda il fungo atomico di Hiroshima: è lo scenario dello Stromboli, che alle 12,15 è tornato a farsi sentire. Due forti esplosioni consecutive, hanno fatto ripiombare nella paura l’isola eoliana dopo un mese e mezzo dall’ultima fortissima eruzione che aveva causato danni e anche la morte di un escursionista.

Questa volta nessun danno registrato, nè feriti e a quanto pare non c’è rischio di onde anomale. In ogni caso i numerosi turisti dopo l’improvviso suono delle sirene anti-tsunami hanno dovuto abbandonare le spiagge e recarsi nelle case e alberghi o nei punti di raduno previsti dai piani di emergenza. Alcuni si sono rifugiati in chiesa.

Al momento dell’eruzione, secondo quanto si apprende, sul vulcano non c’erano escursionisti perché era vietato salire. La situazione è sotto controllo, anche se i Candair hanno difficoltà a sorvolare l’isola per spegnere gli incendi a causa delle intense nubi di fumo vulcanico. A terra intanto stanno operando i vigili del fuoco.

“Seguo costantemente l’evoluzione della situazione dello Stromboli dopo l’esplosione di stamane”, rende noto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, che aggiunge: “Ho già sentito il sindaco di Lipari. La macchina della Protezione civile e del Corpo forestale regionali, delle Forze dell’ordine e dei volontari si è già messa in moto. Per fortuna non ci sono stati danni a persone o cose. Nelle prossime ore avremo maggiori notizie dagli strumenti di rilevazione dell’attività vulcanica”.

“In modo precauzionale – prosegue il governatore – abbiamo concordato con il sindaco, di interdire, per alcune ore, l’ormeggio ai natanti non di linea. Ovviamente, lo Stromboli fa il suo mestiere e non possiamo rimproverargli nulla. Dipende da noi cercare di rendere compatibile la nostra presenza sull’isola”.