Duplice omicidio ieri sera a Ucria, nel Messinese. Le vittime sono zio e nipote di 60 e 30 anni. A sparare sarebbe stato un uomo, fermato nella notte dai carabinieri: all’origine di tutto ci sarebbe una banale lite per un parcheggio. Nella sparatoria è rimasto ferito anche un parente delle due vittime, ricoverato in gravi condizioni.
CRISI DI GOVERNO, VERTENZE SICILIANE A RISCHIO PARALISI
La crisi di governo rischia di avere ripercussioni pesanti anche sul mondo del lavoro siciliano.
“Il Consiglio dei ministri avrebbe dovuto approvare la proroga al 31 dicembre della cassa integrazione straordinaria per 670 lavoratori della Blutec, che da luglio sono senza alcuna protezione sociale – afferma la Cgil Sicilia -. L’impegno è stato preso con i sindacati appena qualche settimana fa ma ora la misura relativa è bloccata. E lo è anche il provvedimento per dare il via libera, senza ulteriori oneri per le casse pubbliche, alle stabilizzazioni dei 1.200 precari dei comuni siciliani in dissesto”.
“Le sorti dei lavoratori – dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino – non possono essere ostaggio delle dinamiche e dei giochi della politica. Noi chiediamo un Consiglio dei ministri straordinario che dia via libera a questi provvedimenti”. Secondo Mannino “non trovare una soluzione a una questione delicata che riguarda migliaia di famiglie è da irresponsabili . Così si rischia solo di alimentare il disagio sociale – afferma – e la disaffezione verso la politica stessa”. “Nel tritacarne di una politica che non pensa più agli interessi della collettività stanno finendo tante vertenze in Sicilia, per un totale di oltre 5.000 lavoratori che rischiano di pagare il prezzo della crisi – conclude il sindacalista – . Un esempio tra tutti quelli di Almaviva, per i quali è aperta una trattativa che ora rischia lo stop”.
RICHARD GERE “NON DEMONIZZARE I MIGRANTI”
“A Lampedusa sono venuto spontaneamente. Ero in vacanza a Roma con la mia famiglia quando ho sentito dell’approvazione del decreto” (decreto sicurezza bis, ndr) “ho chiamato immediatamente i miei amici di Open Arms e ho deciso di venire”. L’attore statunitense Richard Gere ha incontrato i giornalisti a Lampedusa con la ONG Open Arms. Ieri era stato a bordo della nave dell’Organizzazione non governativa dove aveva incontrato i migranti e portato provviste.
“Queste persone sono molto forti. Sono 121 persone con altrettante storie che ho ascoltato. Sono sopravvissute a situazioni difficili e hanno una grande sensibilita’”, ha sottolineato l’attore, che poi ha precisato: “A me non interessa la politica, mi interessano le persone. Penso ai 121 rifugiati e ai volontari. Cosi’ come fanno queste organizzazioni e i volontari. So che ci sono politici che cercano di trasformare queste situazioni in questioni politiche ma e’ una questione umana. Vengo dagli Usa dove c’e’ una situazione simile con i rifugiati di Messico e Nicaragua, per esempio, che vengono demonizzati dalla politica. Dobbiamo fermare adesso tutto questo ovunque nel mondo”.
RICHARD GERE CON I MIGRANTI DI OPEN ARMS
Anche l’attore Richard Gere a fianco della Open Arms, la ONG spagnola che da otto giorni si trova nel Mediterraneo dopo aver salvato 124 persone.
“Non abbiamo ottenuto risposte positive né dai paesi costieri più vicini, Italia e Malta, né dagli altri stati membri dell’Unione Europea”, si legge in una nota dell’organizzazione. “Riteniamo inaccettabile che la vita di uomini, donne e bambini continui a essere ignorata e che i diritti sanciti dalle Convenzioni Internazionali continuino ad essere sistematicamente violati”, continua Open Arms. “Parleremo di questo insieme a un amico e attivista per i diritti umani, che da anni si batte per dare voce ai più vulnerabili in ogni angolo della terra, Richard Gere, che ci ha raggiunti a Lampedusa per dare il suo sostegno al nostro equipaggio e a tutte le persone a bordo”.
BOOM DELL’EXPORT SICILIANO, NEL 2018 +15,3%
Dopo un 2017 già molto positivo (+30,4% rispetto all’anno precedente), l’export siciliano ha messo a segno, nel 2018, una crescita del +15,3%, superando i 10 miliardi di euro di beni venduti all’estero. Un trend positivo che si è confermato anche nei primi mesi del 2019, con ottime performance in comparti quali l’elettronica e la farmaceutica e nonostante il calo fisiologico delle vendite nei raffinati per la chiusura programmata dello stabilimento di Augusta, in manutenzione, che ha trainato il calo delle vendite complessivo del 17,5% nel primo trimestre dell’anno. E’ quanto emerge da “Export Karma”, l’ultimo Rapporto Export a cura del Polo Sace Simest che delinea, nonostante la presenza di diverse complessità, un quadro positivo per l’export italiano. La Sicilia è la seconda regione esportatrice del Mezzogiorno, decima su scala nazionale, grazie alla performance particolarmente positiva realizzata nel 2018 (+15,3%) e trainata sia dai settori tradizionali del Made in Sicily, come i prodotti agricoli (cresciuti del 10,9%) e i prodotti raffinati, sia dai settori tecnologici quali chimica e apparecchi elettronici (cresciuti rispettivamente del +14,4% e del 24,2%). I primi quattro mercati per l’export regionale nel 2018 sono stati Turchia, Stati Uniti, Francia e Paesi Bassi.
Sace Simest ha individuato infatti, per ciascuno dei settori traino dell’export regionale, diversi mercati emergenti che offriranno nei prossimi anni ottime opportunità alle imprese siciliane: per l’export degli apparecchi elettronici buone potenzialità sono offerte da Filippine e Cina (entrambi hanno registrato importanti tassi di crescita). I due Paesi rientrano tra le venti geografie più promettenti identificate nel Rapporto Export di Sace Simest, per le quali si attende una crescita rispettivamente del 6,9% e del 7,6% nel periodo 2020-2022.
Per il settore dei prodotti chimici, mercati interessanti sono Indonesia e Cina: quest’ultima rappresenta uno dei mercati più appetibili per l’export nostrano su scala sia regionale sia nazionale, grazie a un’economia sempre più orientata allo sviluppo dei consumi. Il Paese asiatico, la Corea del Sud e l’India rappresentano il 50% dell’export italiano nell’area.
Relativamente ai settori più tradizionali del Made in Sicily, per alimentari e bevande le destinazioni più interessanti sono Polonia e Brasile. Per gli apparecchi elettronici, invece, le aziende dovranno guardare principalmente ai Mercati asiatici, Filippine e Cina su tutti.
FONDAZIONE CON IL SUD, 60 MILIONI PER LA SICILIA
“La Sicilia è una di quelle regioni in cui la Fondazione con il Sud interviene di più, con oltre 60 milioni di finanziamenti erogati in questi anni di attività”.
Lo ha detto Marco Imperiale, direttore generale della Fondazione con il Sud, a Castelbuono, in provincia di Palermo, per festeggiare i tredici anni della Fondazione. Per il suo tredicesimo compleanno, l’ente no profit che si occupa di promuovere l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno d’Italia, ha scelto Castelbuono, piccolo centro delle Madonie, per accompagnare un gruppo di giornalisti alla scoperta della “rivoluzione lenta, ma rock” avviata nel borgo madonita. Da oggi a venerdì 9 agosto, la Fondazione farà conoscere ai suoi ospiti i progetti di sviluppo locale partecipato, avviati nel paese.
“A Castelbuono – dice Imperiale – ne sono stati realizzati otto, di cui tre sono i più importanti perché riguardano l’agricoltura sociale, il recupero dell’antica tradizione di raccolta della manna e l’accessibilità dei servizi turistici, contribuendo così a rinnovare l’offerta turistica del territorio. Castelbuono è stato l’unico caso in cui la Fondazione non ha erogato risorse come solitamente avviene tramite un bando, sono state stanziate tramite un processo partecipato, che ha coinvolto tutta la comunità, facendo decidere ai castelbuonesi quello che andava fatto per il territorio”.
Al fresco della collina e a pochi chilometri dal mare, nel borgo siciliano l’innovazione sociale trova da tempo terreno fertile grazie allo sviluppo locale dal basso promosso dalla Fondazione, che coinvolge organizzatori, giovani, agricoltori e contadini. E’ proprio dalle campagne limitrofe al paese che parte il tour della Fondazione, con la prima tappa presso la Fattoria del Sorriso di Nataluccio, centro gestito dalla Cooperativa Sociale il Sorriso, che si occupa di attività assistite con gli animali e di onoterapia, volte all’inclusione sociale. Le altre tappe della giornata serviranno a conoscere il progetto di agricoltura sociale bio “Agri – Etica”, che coinvolge giovani disoccupati under 50, persone con disturbi psichici e con svantaggio socioeconomico e permette di riappropriarsi della terra, oltre 100 ettari, e di coltivare ortaggi e allevare mucche e ovini nei terreni anche incolti, messi a disposizione dalla popolazione locale.
CRESCE L’INTERESSE DEI TURISTI CINESI PER LA SICILIA
Un accordo per far conoscere meglio la Sicilia ai turisti cinesi. E’ stato siglato a Palermo, fra il colosso del travel cinese Ctrip e Sicindustria. Ctrip è la più grande agenzia di viaggi online dell’Asia e avrà il compito di mostrare ai turisti cinesi le bellezze siciliane.
“Abbiamo una grande possibilità per portare i turisti cinesi nell’Isola – ha spiegato Bo Sun, Chief Marketing Officer di Ctrip -: vantiamo anche una fitta collaborazione con Giappone e Corea, adesso la collaborazione col governo italiano. Siamo molto contenti di iniziare questa attivita’ con la Sicilia. Speriamo di portare tanti cinesi in questa bellissima isola”.
Per il vicepresidente vicario di Sicindustria Alessandro Albanese “oggi è un giorno eccezionale perchè ci misuriamo con uno dei principali tour operator al mondo, 88 miliardi di fatturato muovono un numero eccezionale di viaggiatori cinesi e da parte nostra c’è tutta l’attenzione per vincere questa scommessa”.
Un importante aumento dei flussi turistici dalla Cina darebbe alla Sicilia la possibilità di incrementare l’economia di tutti i settori.
“Abbiamo l’opportunità di riempire le nostre strutture ricettive, soprattutto dare un impulso forte all’economia, al commercio, all’industria perchè tutto quello che deriva dal turismo non è soltanto ricettività ma è anche enogastronomia. E non solo – aggiunge Albanese -. Quest’accordo può veramente farci svoltare in termini turistici pensando che attualmente la Sicilia tutta intera fa molto meno di Malta o le isole iberiche. Ci sono stime eccezionali che ci dicono che nell’ultimo anno ci sono state circa il 500% di presenze in più di cinesi; quello a cui si mira adesso è avere il centinaio di migliaia di viaggiatori cinesi di fascia alta che possono venire ad apprezzare le nostre bellezze”.
“L’accordo con Ctrip è il passo successivo alla visita in Sicilia di Xi Jinping – ha ribadito il sottosegretario Michele Geraci -. La sua visita a Palermo ha destato molto interesse tra i cinesi, Ctrip ha catturato questa domanda crescente. Personalmente ho l’obiettivo di raddoppiare i numeri attuali. Si parla di 20-30 mila turisti cinesi all’anno in Sicilia, un numero basso rispetto alla media italiana”.
Secondo il vicepresidente della Regione, Gaetano Armao, “per la Sicilia il turismo è la prima delle attività con la quale si può aprire un’importante collaborazione con la Cina”.
“FONDI UE A RISCHIO DISIMPEGNO”
“La Sicilia dovrà certificare entro il prossimo 31 dicembre la spesa di 387,5 milioni di euro per il Fesr e di 67,6 per il FSE, se vorrà evitare il disimpegno automatico delle risorse dei fondi europei di sviluppo ed investimento. Lo si evince dai dati presentati dall’Agenzia della Coesione al Comitato di monitoraggio”. Lo sostiene il Centro Pio la Torre. Secondo una stima dell’ente, per il fondo di sviluppo regionale (che vale 4.473 miliardi di euro nel settennio di programmazione 2014-2020) la spesa certificata è pari a 734,2 milioni mentre il target N+3 (cioè la somma che deve essere spesa entro tre anni dalla data in cui è stata impegnata), è pari ad un miliardo e 121 milioni di euro; insomma va ancora certificata la spesa del 34,6% dell’obiettivo pari a 387,5 milioni di euro.
Il fondo sociale europeo (820,1 milioni nel settennio) ha certificato spese per 121,2 milioni e dovrà certificarne altri 67,6; in questo caso la somma residua è pari al 35,8% del target.
“Sono cifre che inducono a qualche preoccupazione se li si confronta con quelli delle altre regioni a ritardo di sviluppo – scrive l’economista Franco Garufi – : se infatti nel Fesr il cucchiaio di legno tocca alla Campania che deve certificare il 36.4% (ma è molto avanti nella spesa Fse dove ha già rendicontato il 76,4%), meglio vanno Calabria (29,2%) e Puglia (29,8%). Brilla per efficienza la Basilicata che ha già raggiunto il target previsto per il Fesr e si attesta al 31,1% da spendere per il FSE”.
Dei 3,24 miliardi che l’Italia dovrà spendere entro l’anno, ben 455,1 milioni sono a carico della Sicilia, il 13,7% del totale. “Non è poco, anche se siamo per fortuna lontani dal disastro di qualche programma operativo nazionale, come per esempio il PON ‘Inclusione’ del FSE che sarà costretto a rendicontare addirittura il 64,8% della spesa – continua Garufi -. Non sarà in ogni caso una passeggiata di salute”.
Per quanto riguarda, infine, il Feasr (sviluppo rurale), la Sicilia – sostiene il Centro La Torre – al 30 aprile aveva speso 623,1 milioni di euro su 2.184 di spesa programmata; la percentuale di realizzo è pari al 77,2%, mentre la spesa da certificare entro la fine dell’anno in corso per evitare disimpegni ammonta a 202,388 milioni di cui 122,445 di quota Feasr.












