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SICILIA OCCIDENTALE LANCIA SFIDA CROCIERE

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A Palermo approvato dopo dieci anni il Piano regolatore portuale. Il presidente Pasqualino Monti avviate le demolizioni, “incassa” l’appoggio dei grandi gruppi crocieristici.

Non solo progetti, ma immediata esecuzione delle opere. Questa la parola d’ordine con la quale l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia occidentale, guidata da Pasqualino Monti, ha lanciato una vera e propria sfida di totale riqualificazione dei quattro porti che ricadono sotto la sua competenza, Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle.

E lo ha fatto non con documenti programmatori ma con le ruspe che in 9 mesi, tanti ne sono trascorsi dall’insediamento del nuovo presidente, hanno radicalmente trasformato il panorama portuale, procedendo alla demolizione di tutti gli insediamenti inutili, ma anche delle infrastrutture, come i vecchi silos granari, non coerenti con l’obiettivo di fare di Palermo (ma anche di Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle) uno dei principali hub passeggeri del Mediterraneo. Operazione questa che non solo ha attirato a Palermo i decision makers delle principali compagnie crocieristiche e dei maggiori armatori di ferries, ma che sta portando a galla per la prima volta una potenzialità unica, quella di concentrare nello stesso porto crociere, ferries passeggeri e grande nautica.

“Non parole, ma fatti”, ha sottolineato Monti, nel corso di un incontro che si è tenuto presso il Grand Hotel Villa Igiea, a Palermo. Presenti i maggiori rappresentanti della crocieristica mondiale e della “blue economy”.

E fatti significano sblocco dopo dieci anni del Piano regolatore di Palermo, “superamento del contenzioso con il Comune e dissequestro della stazione marittima, demolizione dei silos, attivazione di finanziamenti per oltre 120 milioni, ma anche messa a punto dei nuovi piani regolatori di Trapani e Porto Empedocle, vecchi di oltre 50 anni”, è stato sottolineato.

Inoltre, definizione del concorso internazionale di idee per la realizzazione dei due terminal sul molo Piave e sul molo Sammuzzo vinto (in attesa delle procedure definitive) dallo studio Valle 3.0 di Roma. “La società Valle 3.0 di Roma è quella che ha conseguito il maggior punteggio identificato dalla commissione di gara del concorso internazionale di idee per la progettazione dei nuovi terminal dei moli Piave e Sammuzzo del porto di Palermo. Ci sarà il termine di legge previsto dal codice degli appalti – ha sottolineato all’ITALPRESS -, dopo di che si potrà passare, oltre questo termine, all’aggiudicazione definitiva. Da lì si passa alla definizione della progettazione definitiva ed esecutiva e poi si realizzeranno i lavori. Nel frattempo, nelle more di questa operazione, installeremo lì una stazione marittima provvisoria”.

Il progetto prevede la realizzazione di due terminal al molo Piave e al molo Sammuzzo del porto di Palermo. Il terminal del molo Piave sarà dedicato ai traghetti, con l’imbarco delle auto, e sorgerà sullo spazio dove adesso sono in fase di demolizione i vecchi silos del grano. Il terminal del molo Sammuzzo sarà, invece, dedicato all’accoglienza dei croceristi.
Inoltre, Monti ha parlato del coinvolgimento di due società europee (tedesche e finlandese) per la realizzazione del progetto di Smart Port.

Pasqualino Monti ha quindi lanciato un vero e proprio appello alle grandi compagnie crocieristiche, assumendo impegni infrastrutturali a termine al quale i rappresentanti dei grandi gruppi crocieristici, Carnival (Costa), Msc e Royal Caribbean Cruise line hanno risposto positivamente.

 

 

 

EX PROVINCE: MUSUMECI “VALUTIAMO RICORSO”

“La sentenza della Corte costituzionale – al di là del marginale aspetto delle Province – suona ad offesa della dignità del popolo siciliano e della sua plurisecolare vocazione autonomistica. L’avere di fatto cancellato, con un colpo di spugna, l’articolo 15 del nostro Statuto che riserva alla ‘legislazione esclusiva della Regione la materia di organizzazione e controllo degli enti locali’ denuncia il

malcelato e progressivo tentativo romano di smantellare l’Istituto autonomistico. Con questa sentenza assai discutibile si espropria ai cittadini elettori il diritto sacrosanto di scegliere chi dovrà governare le ex Province, peraltro già da cinque anni condannate alla paralisi, con l’evidente stato di abbandono della viabilità, dell’edilizia scolastica e dei servizi essenziali”.Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo la sentenza della Corte costituzionale resa nota stamane sul ricorso presentato dallo stesso governo regionale sulle modalità della elezione del presidente delle ex Province dell’Isola. “A questo punto noi siciliani siamo chiamati a prendere una decisione non più rinviabile: o rinunciamo definitivamente alla nostra Autonomia, accettando il cinismo dello Stato accentratore,  o ricorriamo alla magistratura sovranazionale nell’ultimo tentativo di difendere la nostra stessa identità. Per questo, ho concordato col presidente del Parlamento siciliano la convocazione di un’apposita seduta d’Aula per raccogliere la condivisione di tutti i deputati”.

 

EDILIZIA, ARTIGIANI “PRONTI A MOBILITAZIONE”

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“Per gli impegni e le promesse, il tempo è ampiamente scaduto! Siamo pronti per una grande mobilitazione, se, a breve, non si sostituiranno con i fatti le promesse, attraverso segnali concreti ed incisivi volti a salvaguardare le numerose piccole e medie imprese che operano nel settore delle costruzioni”. E’ quanto hanno rappresentato i vertici di Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai all’assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità, Marco Falcone, durante un incontro tenutosi a Palermo.

Le Organizzazioni datoriali dell’artigianato fanno fronte comune e, si legge in una nota, “richiamano la politica regionale al ruolo istituzionale che le compete per avviare un intervento rapido e mirato a correggere il Codice degli Appalti, i cui effetti devastanti stanno paralizzando un intero settore, che fino a poco tempo fa era motore trainante dell’economia dell’Isola”.

“L’attuale Codice degli Appalti, testato e rivisitato in alcuni suoi aspetti, in barba alle proposte avanzate dalla base mediante le Associazioni di categoria, rappresenta oggi per il settore – prosegue la nota – un ostacolo più pesante e dannoso della stessa crisi economica degli ultimi anni. I numeri in Sicilia, in riferimento all’ultimo decennio, evidenziano infatti un saldo negativo con un ammanco di circa 5 mila imprese. Nel 2017 si è registrata una differenza in negativo per numero di nuove imprese inscritte e numero di cessazioni dello stesso settore dell’edilizia pari a 650 unità ed il Codice degli Appalti non è certamente immune in quanto a causa e responsabilità”.

“Le nostre imprese, in particolare quelle Artigiane e le Pmi, se vogliono aggiudicarsi un appalto pubblico – sottolineano Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai – sono costrette ad offrire ribassi che mediamente non risultano inferiori al 40%: tutto ciò a causa del disastroso criterio di aggiudicazione stabilito dall’articolo 97 del D. LGS 56 del 2017, che obbliga il partecipante a proporre ‘percentuali di sconto’ sempre più alte, di gara in gara, per inseguire quella formula matematica ad incremento costante”.

“Questo intreccio di pastoie e di paletti – aggiungono – costituisce di fatto una rete che imbriglia ed intrappola fino a soffocare il piccolo imprenditore edile, relegandolo ai margini del mercato dei Pubblici Appalti con la conseguente inevitabile esclusione; la piccola impresa del settore edile, costretta a fare la guerra tra i poveri, viene così destinata a chiudere i battenti, non potendo competere con le imprese più strutturate, che viceversa sono in grado di esercitare un più facile accesso agli appalti più consistenti, gestiti attraverso macrostrutture alle quali queste aderiscono”.

“Questo è anche l’effetto dell’OEPV – Offerta Economica Più Vantaggiosa della quale chiediamo l’immediata cancellazione per i lavori sotto soglia comunitaria – dichiarano -. Per difendere le nostre imprese in un settore dove, purtroppo, si annidano corruzione, malaffare e condotte illecite, bisogna immediatamente intervenire per mettere mano e per sottrarre al Codice degli Appalti la troppa discrezionalità introdotta nei metodi di scelta del contraente; l’intervento va fatto attraverso l’introduzione di metodi di selezione e strumenti di controllo delle imprese che dovranno risultare quanto più oggettivi possibili. Non è più tempo di proclami! Occorre tutelare e difendere i diritti delle imprese sane che, malgrado tutto, ancora oggi vogliono continuare a lavorare serenamente, senza che però, continuino ad essere emarginate da provvedimenti iniqui e sbagliati che paradossalmente sono posti in essere dalle Istituzioni stesse”.

“Cna, Confartigianato, Casartigiani e Claai fanno appello al Governo della Regione Sicilia e alle Rappresentanze politiche presenti all’Ars e al Governo Nazionale affinché si attivino urgentemente per l’apertura di un Tavolo Tecnico Nazionale che porti al varo di, un non più differibile, intervento correttivo”, concludono.

22 COMUNI NEL ‘CLUB ECOCAMPIONI’ DI COMIECO

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Promuovere le buone pratiche come volano per migliorare la quantità e la qualità della raccolta differenziata di carta e cartone grazie all’esperienza dei Comuni del Sud Italia che hanno raggiunto risultati eccellenti. Trae ispirazione da questo il ‘Club dei Comuni ecocampioni’ istituito e supportato da Comieco (il Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo di Imballaggi a base cellulosica) su base regionale, per dare voce a chi ha messo in atto servizi efficienti tali da diventare modelli di riferimento grazie ai livelli di raccolta ottenuti: complessivamente il +16% rispetto al 2017 solo in Sicilia.

I 22 Comuni, che fanno parte del Club, rappresentano altrettante realtà propositive e fanno da traino per quelle che ancora non hanno raggiunto risultati di eccellenza, ma hanno geograficamente vicini esempi positivi da seguire, è stato sottolineato nel corso della loro presentazione, a Taormina.

Il Club, è stato spiegato, ha l’obiettivo “di stimolare la comunicazione e la condivisione di buone pratiche nella gestione dei rifiuti e della raccolta differenziata di carta e cartone in particolare così da mettere in campo tutte le sinergie utili ad attuare un percorso unico di sviluppo e miglioramento delle performance di raccolta dell’Isola”.

Ai comuni appartenenti al Club viene riservato un bando di progetti di comunicazione promosso da Comieco: in palio 10 mila euro per il finanziamento di un progetto di comunicazione a sostegno della raccolta differenziata di carta e cartone.

I 22 comuni virtuosi fondatori del Club costituito da Comieco con la collaborazione di Regione Siciliana sono: Castrofilippo, Raffadali, Realmonte, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belice e Siculiana (in provincia di Agrigento); Butera e Mazzarino (Caltanissetta); Piedimonte Etneo, San Pietro Clarenza, Viagrande e Zafferana Etnea (Catania); Roccafiorita, Santa Teresa di Riva e Villafranca Tirrena (Messina); Balestrate, Cinisi, Giardinello e Terrasini (Palermo); Alcamo, Marsala e Santa Ninfa (Trapani).

Il Club riunisce i Comuni siciliani che si sono distinti per i loro risultati di eccellenza nella raccolta differenziata di carta e cartone e che hanno rispettato i requisiti di ammissione concordati, in particolare: una raccolta differenziata complessiva superiore al 45%, un pro-capite di raccolta di carta e cartone di almeno 40 chili annui e il raggiungimento della prima fascia in termini di qualità.

Alla conferenza di presentazione del ‘Club dei Comuni ecocampioni’ hanno partecipato Roberto Di Molfetta, responsabile ‘Riciclo e recupero’ Comieco; Carlo Montalbetti, direttore generale Comieco; Salvo Cocina, direttore dell’assessorato regionale all’Energia; ed il sindaco di Taormina, Mario Bolognari.

“Sarà il Meridione la vera sfida – ha sottolineato Carlo Montalbetti – per potenziare l’Italia nella raccolta differenziata. Gli investimenti sono investimenti importanti che abbiamo deciso per il Sud sia per i piccoli e medi Comuni che per le grandi Aree Metropolitane: approssimativamente siamo intorno ai 10 milioni di euro per facilitare l’acquisto di attrezzature e di mezzi che possono garantire efficienza e costanza nel servizio di raccolta. I dati sono significativi con incrementi a due cifre, restano aree come la Sicilia dove si deve fare di più”.

Per Roberto Di Molfetta: “Ci sono dei modelli di raccolta differenziata di carta e cartone, dei campioni siciliani che abbiamo individuato sulla base dei dati regionali che hanno un tasso di raccolta del doppio rispetto alla media degli altri. Questi Comuni hanno messo in pratica attività di raccolta particolarmente efficaci e per questo diventa necessario farli conoscere e trasformarli in testimonial per la Regione Siciliana”.

I recenti dati, presentati nel XXIII Rapporto Annuale di Comieco, fotografano un’Italia sempre più virtuosa nella raccolta differenziata di carta e cartone con oltre 3,2 milioni di tonnellate raccolte nel 2017 (+1,6% rispetto al 2016) e un Sud che, ancora una volta, traina il risultato positivo nazionale. Per il secondo anno consecutivo, in particolare, la Sicilia si è distinta per i buoni risultati raggiunti: +16% rispetto al 2016, pari ad oltre 111 mila tonnellate di carta e cartone raccolte. Per quanto riguarda il pro capite, che si attesta sui 22 kg/ab, rimane tuttavia ancora il fanalino di coda dell’Italia, segno che il potenziale inespresso è ancora molto elevato.

Una buona raccolta differenziata di carta e cartone significa anche importanti vantaggi economici per i Comuni. Nel 2017 a fronte di 205 convenzioni attive e una gestione di 96 mila tonnellate di carta e cartone, Comieco ha versato ai Comuni 5,6 milioni di euro in corrispettivi. I migliori risultati, è stato sottolineato, si possono tradurre anche in maggiori contributi che il Consorzio potrebbe versare ai Comuni. Secondo le stime di Comieco, infatti, nel Sud ci sono ancora complessivamente circa 600 mila tonnellate di carta e cartone che finiscono nell’indifferenziato e che potrebbero essere invece efficacemente avviate a riciclo. Il recupero di questo materiale consentirebbe a Comieco di erogare alle Regioni del Meridione ulteriori 45 milioni di euro in corrispettivi.

 

 

 

 

PROGETTO EURISPES PER PORTO HUB DI PALERMO

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Un progetto di fattibilita’ tecnica ed economica del porto Hub di Palermo. Un progetto, che comprende la riqualificazione della foce del fiume Oreto e della costa sud orientale della citta’, e interessa il golfo di Palermo da Sant’Erasmo ad Acqua dei Corsari. E’ stato presentato, presso la sala Alessi di Palazzo d’Orleans, da Eurispes – l’Istituto di studi politici economici e sociali.

“L’opera ha un costo di circa 5 miliardi di euro e potrà essere realizzata con investimenti privati. La prima operazione di oggi è costruire il consenso intorno all’idea. I lavori dureranno tra i 3 e i 5 anni, dal momento dell’apertura dei cantieri”. Lo ha sottolineato all’ITALPRESS il presidente di Eurispes, Gian Maria Fara, che ha aggiunto: “Abbiamo segnali di interesse da parte di operatori e fondi internazionali, che stanno alla finestra a guardare e cercare di capire l’orientamento. L’area della Bandita, dove sorgerà, deve essere prima bonificata. Oggi rivolgiamo questo progetto alle massime istituzioni dell’Isola: al presidente della Regione, al presidente dell’Ars e al sindaco di Palermo. Lo proponiamo davvero con spirito di servizio. Spetterà a loro stabilire la fattibilità del progetto e poi avviare i relativi colloqui”.

L’area portuale, secondo il progetto, è rappresentata da una piattaforma collegata con la costa all’altezza della Bandita e che forma con essa una baia larga circa 300 metri e lunga tre chilometri, destinata agli sport acquatici e con 200 posti per le imbarcazioni da diporto in transito. Lungo la baia sarà realizzata una grande spiaggia, in parte libera e in parte attrezzata e, a monte di essa, impianti sportivi all’aperto per 10 ettari, un parco urbano sul mare ed ampi spazi per il tempo libero con punti ristoro e negozi. Nello spazio compreso tra quest’area e la statale 113 verrà realizzata una strada panoramica che parte con un nuovo ponte sull’Oreto per giungere sino alla Bandita.

A valle della strada una pista ciclabile ed una per il running lunghe tre chilometri che, attraverso un ponte ciclopedonale, arrivano al porto turistico. Il porto, che ha 9 chilometri di banchine e un piazzale di circa 200 ettari, è un porto-canale con ingresso a nord-ovest e uscita a sud-est ed è direttamente collegato ad un retroporto di 100 ettari. Ha una profondità che va da 18,5 a 27 metri ed è dotato di tutti i servizi. Nell’area del retroporto sono stati previsti pure un hotel, un residence, un parcheggio multipiano e 8 mila metri quadrati destinati ad uffici.

“Il progetto nasce da un’idea che accompagna il rapporto sulla povertà di Eurispes, che segnala come il Mezzogiorno per crescere ha bisogno di nuove infrastrutture e non finanziamenti a pioggia – ha spiegato Saverio Romano, responsabile del Dipartimento Mezzogiorno di Eurispes. “Con l’allargamento del Canale di Suez e con l’accesso delle mega-navi nel mediterraneo – ha aggiunto Romano – la Sicilia ritorna centrale, a livello geografico, per i traffici commerciali verso le Americhe. Questo porto, così come immaginato, diventa l’unico vero Porto Hub del Mediterraneo, proprio perché segue la rotta che parte da Suez verso lo Stretto di Gibilterra, dove si può fare la movimentazione dei container dalle navi grandi alle navi più piccole. I nostri cantieri navali potrebbero avere anche un apporto per eventuali manutenzioni ordinarie e straordinarie. In questo momento – ha precisato Saverio Romano –  il porto che riceve più container è Valencia con 5 milioni di container l’anno. Il porto di Palermo ne potrebbe ricevere il doppio e arrivare anche a 16 milioni. Ci sarebbe una produttività per l’erario davvero enorme, che renderebbe la Sicilia davvero autonoma dal punto di vista finanziario”.

“E’ un progetto suggestivo, che viene da una fonte autorevole – ha detto il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci -.  Credo che abbiamo il dovere di partire da qui, da questo progetto. Il sindaco Orlando ha detto che bisogna coinvolgere anche consiglio comunale e i cittadini di Palermo. Questo non è e non sarà il progetto di Palermo soltanto. Se si realizzerà sarà l’opera madre dell’Isola, sarà il porto hub della Sicilia tutta e non della sola città di Palermo – ha precisato Musumeci -. È mio dovere consultare tutte le istituzioni isolane al riguardo. Le Zes saranno un utile tavolo di confronto su questo progetto. Le Zes sono, infatti, legate alle infrastrutture portuali e quindi, in questo senso, il confronto sarà forte. Poi abbiamo il dovere di confrontarci con il Governo nazionale. Spero che non sarà un ostacolo, ma un sereno dialogo di condivisione”. Musumeci ha aggiunto: “Da parte del Governo regionale non ci sono preclusioni di massima al progetto. Guardiamo con grande interesse a quest’opera”.

“Da non conoscitore della materia, questo progetto mi ha entusiasmato – ha aggiunto il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gianfranco Miccichè -. Se questa cosa possa farsi, non lo so. Io spero che si possa fare, perché sarebbe una rivoluzione per Palermo, dal punto di vista economico e urbanistico. Se il progetto si potesse fare, farei una festa che non finisce mai. Sono convinto che le persone che lo hanno presentato sono persone molto serie, per cui sono molto favorevole al progetto”.

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ha sottolineato che “per un’opera come questa, che riguarda anche il sistema Italia nel suo complesso, bisogna coinvolgere il Governo nazionale. La ministra per la coesione territoriale, Barbara Lezzi, sarà a Palermo la prossima settimana e con lei approfondiremo anche questo progetto”.

 

 

ANCORA UN MEDICO AGGREDITO IN OSPEDALE

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Ancora un’aggressione in un ospedale siciliano. Questa volta è accaduto ad Acireale, in provincia di Catania, dove è stato preso di mira un medico ortopedico. Lo ha reso noto il direttore generale dell’Asp Catania, Giuseppe Giammanco.

L’aggressore, secondo una prima ricostruzione, avrebbe colpito al capo con una forbice il medico mentre si trovava nel reparto di Ortopedia. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che hanno arrestato e posto in stato di fermo l’uomo. Si tratta di un paziente di 35 anni, ricoverato da ieri in ospedale per una contusione ad una caviglia.

L’aggressione sarebbe avvenuta nella sala gessi, dove il paziente stava attendendo il medico che avrebbe dovuto procedere alla fasciatura della caviglia. L’uomo, stanco di aspettare, all’arrivo dell’ortopedico, si è scagliato contro di lui brandendo un paio di forbici che aveva nel frattempo recuperato. Il medico è rimasto ferito ed è stato ricoverato, in prognosi riservata, ma non è in pericolo di vita. Ha riportato una ferita alla testa, che è stata medicata con nove punti di sutura.

“È un fatto gravissimo – commenta Giammanco – che si aggiunge al novero degli episodi di violenza ai danni di operatori del servizio sanitario. Non ci sono ragioni o spiegazioni plausibili per simili atti che condanniamo in modo fermo. Mi sono accertato delle condizioni di salute del collega al quale esprimiamo tutta la nostra vicinanza. Ringrazio i Carabinieri per il pronto intervento che ha evitato conseguenze peggiori”.

Sull’episodio è intervenuto il ministro della Salute, Giulia Grillo: “Sono molto colpita, sia da medico che da ministro. Ho già sentito il direttore generale e sentirò a breve anche il medico che è stato aggredito”

“I medici dei pronto soccorso – aggiunge – sono quelli che salvano le vite, che si occupano dei codici rossi e che riescono veramente a fare i miracoli. Spesso sono oggetto della rabbia dei cittadini, utenti che stanno ore ed ore ad attendere il proprio turno. Purtroppo non si è fatto, negli anni, un intervento serio. Naturalmente non posso fare di tutta l’erba un fascio. Ma c’è un problema generale: sia dell’utenza che reclama il soddisfacimento di un diritto, sia dei medici, vittime anch’essi di un sistema che li ha lasciati soli ad affrontare situazioni molto complicate”.

“Io – sottolinea il Ministro – la violenza la rigetto in tutti i modi. Per me non è mai in alcun modo ammissibile. Medici e infermieri sono i nostri cugini, fratelli e sorelle, che vanno a lavorare e non è ammissibile che la sera non tornino perché aggrediti o violentati”.

“Io la bacchetta magica non ce l’ho – aggiunge -. Non posso risolvere nell’immediatezza tutto ciò. Ma sto affrontando il problema da vari punti di vista. Sia dal punto di vista del sovraffollamento. Ci sono già dei lavori in atto sulle linee guida, sull’osservazione breve, sul triage. Lavori che saranno pronti nei prossimi mesi. E stiamo affrontando anche il tema della formazione dei medici dell’area dell’emergenza, non affrontato in tutti questi anni. Il terzo aspetto è quello della prevenzione”.

“A seguito dell’aggressione all’ospedale di Acireale – prosegue Giulia Grillo – ho sentito anche il Ministro dell’Interno per rafforzare l’attività di prevenzione e di vigilanza. E interverremo anche con un disegno di legge in cui verrà valutato l’inasprimento delle pene per tutti gli episodi di violenza contro il personale sanitario. Sono tanti gli aspetti. Le promesse da mercante non le faccio. Ma ci stiamo muovendo su tutti i livelli”.

“Ho un filo diretto con il prefetto di Catania, che è stato disponibilissimo e che ringrazio – spiega -. Voglio anche ringraziare i carabinieri di Acireale, intervenuti in soccorso del medico e che hanno fermato il violento”. “Il medico è chiaramente provato ma non ci sono state conseguenze gravi che potevano esserci. Lo sentirò più tardi per manifestargli la vicinanza dello Stato. Ci tengo che passi come messaggio che lo Stato è vicino ai cittadini”, conclude il ministro Giulia Grillo.

AGRICOLTURA, 3 MLN A SICILIA PER DANNI

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Stanziati per la Sicilia 3 milioni di euro per il ristoro dei danni all’agricoltura causati da siccità e gelate.

“La Conferenza delle Regioni – ha reso noto il presidente Stefano Bonaccini – ha approvato la proposta di prelevamento dal Fondo di solidarietà nazionale e riparto fra le Regioni di 15 milioni di euro per gli interventi compensativi dei danni agricoli alle aziende colpite da calamità naturali ed eventi climatici avversi”.

E’ il decreto che provvede alla ripartizione di 15 milioni di euro (decreto legge numero 8 del 2017) per il ristoro dei danni provocati dalla siccita’ del 2017 o dalle gelate del mese di aprile. Ed è stato deciso di destinare alla Sicilia oltre tre milioni di euro (3.085,197).

“Servirebbe di più rispetto ai danni provocati, ma comunque sono già queste risorse fondamentali – ha aggiunto Bonaccini -, per far ripartite un settore, come quello agricolo, indebolito dai cambiamenti climatici. Gli interventi potranno aiutare anche alla ripresa e al rilancio della nostra agricoltura. E’ un segnale importante di sostegno alle imprese, per non sentirsi più sole rispetto agli eventi”.

AL VIA DALLA SICILIA “ITALY GREEN TOUR”

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Nissan e la start up “Adduma Car” si alleano per portare in tutto il paese il progetto “Italy Green Tour”.

E’ stata presentata a Ragusa Ibla, centro storico tardo barocco del Val di Noto, l’iniziativa che la giovane società Adduma Car – che a Firenze gestisce già un servizio di car sharing che puo’ contare su ben 100 mezzi elettrici – mette in campo, in collaborazione con Nissan, Enel, Omoove e ALD Automotive, per la promozione del turismo ecosostenibile.

Lo scopo è quello di offrire ai turisti che scelgono di visitare il territorio la possibilità di coniugare mobilità ed ecosostenibilità, un tema sempre più caro al viaggiatore contemporaneo che nello scegliere le proprie mete fa anche delle valutazioni etiche per il rispetto dell’ambiente. Per questo motivo “Italy Green Tour” presto vedrà la luce in tutta Italia dopo aver preso il via  dalla Sicilia con la rete di imprese turistiche del Sud-Est “RagusaIS” e, appunto, Nissan. Appartengono al marchio automobilistico giapponese, infatti, le dieci auto elettriche che compongono la flotta di Adduma Car nell’isola, destinate al servizio di car sharing che da questo 27 luglio avrà una sede operativa e un parcheggio nei pressi dell’aeroporto Fontanarossa di Catania. Per poter noleggiare una delle nuove Nissan Leaf 100% elettriche sarà sufficiente scaricare sul proprio smartphone l’app di Adduma Car e registrarsi al servizio.

La Nissan Leaf, che vanta un’autonomia di circa 380 chilometri nel ciclo urbano e fino a 270 chilometri nel combinato, è l’auto elettrica più venduta al mondo, ha spiegato Martina Ferrazzano, National Key Account Manager per i veicoli elettrici Nissan. Con 340mila unità distribuite sul pianeta incarna a pieno la vision che l’azienda ha per la protezione dell’ambiente. Basti pensare che Nissan è stata la prima casa automobilistica a investire con successo in questo settore. Un impegno sempre maggiore come dimostra anche il consolidamento di rapporti con imprese come Adduma Car.

 

Progetto accolto con grande interesse anche dall’Amministrazione comunale ragusana il cui interesse è quello di potenziare le proprie capacità attrattive nei confronti del turista, anche con un servizio del genere.

Secondo fonti Enel, entro il 2020 saranno 7 mila le colonnine di ricarica installate in Italia e nel 2022 questa cifra raddoppiera’, raggiungendo quota 14mila, in modo da rispondere alla esigenze della popolazioni e al trend di crescita della mobilità elettrica, cresciuta a sua volta del 21% rispetto al 2016. Un motivo in più, spiegano da Nissan, per puntarci anche nel settore del noleggio di auto, per privati e per aziende.


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