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LA SEA WATCH NON PUÒ LASCIARE CATANIA

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A bordo della Sea Watch 3 sono state riscontrate “una serie di non conformità relative sia alla sicurezza della navigazione che al rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino, che non permettono la partenza dell’unità fino alla loro risoluzione”. Lo rende noto la Guardia costiera dopo una verifica tecnica sulle condizioni della nave. 

“Durante l’attività ispettiva sull’unità Sea Watch 3, certificata quale pleasure yacht, intervenuta da ultimo nell’evento SAR dello scorso 19 gennaio, sono state rilevate una serie di non conformità relative sia alla sicurezza della navigazione che al rispetto della normativa in materia di tutela dell’ambiente marino, che non permettono la partenza dell’unità fino alla loro risoluzione – spiega la Guardia Costiera -. Tali non conformità dovranno essere risolte anche con l’intervento dell’Amministrazione di bandiera, in cooperazione con gli ispettori specializzati della Guardia Costiera e il 6° Reparto – Sicurezza della Navigazione del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto. Fino alla loro risoluzione, l’unità non potrà lasciare il porto di Catania”.

“Le autorita’, sotto chiara pressione politica, sono alla ricerca di ogni pretesto tecnico per fermare l’attività di soccorso in mare”, scrive su Twitter la Ong, confermando l’impossibilità di lasciare il porto di Catania.

E il ministro Danilo Toninelli spiega: “Stiamo parlando di una imbarcazione registrata come ‘pleasure yacht’, che non e’ in regola per compiere azioni di recupero dei migranti in mare. E mi pare ovvio, visto che è sostanzialmente uno yacht. In Italia questo non è permesso”.

SEA WATCH, INDAGINE CONTRO IGNOTI

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La procura di Catania ha aperto un procedimento penale nei confronti di ignoti per associazione a delinquere finalizzata all’agevolazione dell’immigrazione clandestina dopo lo sbarco a Catania dei 47 migranti della Sea Watch 3.

Le indagini sono finalizzate, ha fatto sapere la stessa procura, “a individuare da una parte i trafficanti libici che hanno organizzato la partenza dei migranti dalla costa libica, dall’altra gli scafisti che hanno condotto il gommone poi soccorso dalla Sea Watch 3”. 

“Dalle risultanze investigative non è emerso alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della Sea Watch 3”, evidenzia il procuratore Carmelo Zuccaro. Ma la nave resta ancorata al porto di Catania, per “inidoneità tecnico strutturale” al soccorso in mare dei migranti.

 

 

PEZZATI “ARTIGIANI COME PATRIMONIO UNESCO”

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Un confronto sulle strategie di sviluppo e attenzione ai territori. Questo quello che chiedono gli artigiani siciliani di Confartigianato guidati nell’Isola da Giuseppe Pezzati. Ospite di un forum organizzato dall’Agenzia di stampa Italpress, Pezzati ha chiesto all’esecutivo regionale di “essere piu’ attento al tessuto produttivo, concentrandosi sulle strategie progettuali. Chiediamo di essere ascoltati e di avere la disponibilità ad un tavolo di confronto”. Perchè se gli artigiani sono “da tutelare come patrimonio Unesco”, dice con una battuta, è anche vero che il loro stato di salute non è tra i migliori: gli artigiani in Sicilia “sono come un malato con il raffreddore”, ha spiegato ancora Pezzati, “ma che potrebbe trasformarsi in polmonite. Allora dico è importante che si prevenga il complicarsi della salute”. 

Accesso al credito e necessità di un governo capace di ascoltare le esigenze delle piccole imprese: sono le prime due richieste. Proprio su questo tema Pezzati cita il progetto di fusione tra Crias e Irac, i due enti che si occupano di erogare credito alle imprese artigiane ed alle cooperative. “Per noi artigiani è stata una doccia fredda”, ha spiegato. Il rischio è quello di fondere due istituti che lavorano in maniera diversa. 

“Per Crias si parla di intervento diretto con fondi di rotazione degli artigiani che vengono distribuiti agli artigiani, in maniera diversa invece funziona Ircac”. Ma soprattutto si tratta anche di un processo che sta vivendo diverse lungaggini e tentennamenti. 

“Certo che le ultime notizie circa la contrapposizione tra i due assessori ci hanno preoccupato”, spiega ancora Pezzati  “auspichiamo che in fretta venga risolto il problema e non venga snaturato il tipo di fondo”.

Da parte dell’associazione, invece, si cerca di indirizzare il cambiamento, che sta interessando la categoria produttiva con l’avvento delle nuove tecnologia e la trasformazione degli artigiani in “makers”. Obiettivo di Pezzati è quello di avere un artigiano “con un taglio culturale più contemporaneo”. Da qui i corsi di formazione organizzati dall’associazione, come quello per gestori di strutture ricettive come i bed and breakfast (“400 domande per una classe di 20 posti, ne organizzeremo altri”), ma anche la necessità di fare rete tra categorie diverse e tra istituzioni. 

“Perchè l’edilizia dovrebbe essere staccata dal turismo e perché staccata anche dal trasporto? – chiede e si chiede – Serve una filiera di imprese che abbia un unico obiettivo: quello di tenere questi anelli ben saldi. Ecco che noi abbiamo inserito nella nostra filiera dei mestieri anche la cultura. Perchè non è vero che non ripaga, anzi ripaga sempre. La prima base è quella di creare un nucleo di nuovi imprenditori formati”. 

L’esempio viene dal turismo esperienziale: “è uno dei progetti che porteremo avanti nei prossimi mesi: creare attrazione nelle nostre città con percorsi studiati che non riguardino solo le bellezze naturali ma che porteranno il turista all’interno della bottega dell’imprenditore. In maniera che questo possa valorizzare la parte storica dell’azienda che ha elaborato un pensiero e poi lo abbia trasformato in un oggetto legandolo ad un luogo”. 

 

MAFIA E MEMORIA, UN’INSTALLAZIONE PER PALERMO

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Il presidente della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, Emmanuele F.M. Emanuele ha donato alla citta’ di Palermo una installazione, collocata all’interno dei giardini della Biblioteca Comunale di Casa Professa, luogo in cui Paolo Borsellino nel 1992, poco prima di essere ucciso, tenne il suo ultimo intervento in occasione di un dibattito. Si tratta di “Genealogia di Damnatio Memoriae, Palermo 1947-1992”, delle artiste Goldschmied & Chiari.

Alla cerimonia erano presenti il sindaco, Leoluca Orlando; l’assessore alla Cultura, Andrea Cusumano; la direttrice del Servizio Sistema Bibliotecario Spazi Etnoantropologici e Archivio Cittadino, Eliana Calandra.

L’iniziativa rientra nell’ambito del Progetto “Fondazione Cultura e Arte per Ballaro'”.

Il lavoro delle due artiste e’ stato prodotto in occasione della mostra ‘Foresta Urbana’, voluta dal mecenate Emmanuele F.M. Emanuele. 

“Sono lieto di essere riuscito a realizzare, almeno in piccola parte, quella che era la mia idea originaria quando immaginai la mostra ‘Foresta Urbana’, inaugurata lo scorso ottobre a Piazza Bologni ed al Museo Riso – sottolinea Emanuele -. Come ebbi modo di dire in quell’occasione, il mio intento era quello di disseminare opere d’arte nei quartieri piu’ degradati della citta’, portando il ‘bello’ fuori dalle mura dei musei per regalarlo alla popolazione, quale germoglio di speranza e simbolo di futura rinascita. In questo mio percorso ho incontrato innumerevoli difficolta’, ma anche – di contro – l’appoggio fattivo del Sindaco Orlando, che sinceramente ringrazio – aggiunge il mecenate -, e nonostante non sia riuscito a portare a termine il mio progetto originario, oggi comunque il tessuto urbano di Palermo si arricchisce, grazie alla Fondazione Cultura e Arte ed alla Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale che mi onoro di presiedere, di due nuove opere d’arte che entreranno a far parte della quotidianita’ dei cittadini, di tutti, senza esclusione alcuna”. 

L’installazione “Genealogia di Damnatio Memoriae, Palermo 1947-1992”, è costituita da due alberi intagliati dove la genealogia familiare viene sostituita da una genealogia politica: quella costituita dai nomi delle vittime, dalle date, e dai luoghi degli omicidi e delle stragi di mafia avvenuti nell’area di Palermo, da Portella della Ginestra alla strage di Via d’Amelio, e di cui sono stati vittime uomini di Stato: magistrati, poliziotti, carabinieri e politici. 

Le date ed i luoghi degli avvenimenti sono intagliati su tronco e  rami, utilizzando i caratteri delle genealogie dinastiche. La forte connotazione dell’opera, legata alla memoria, e’ confermata dalla sua collocazione in un luogo particolarmente simbolico, quale l’atrio della Biblioteca Comunale, nel quale Paolo Borsellino nel 1992 partecipo’ al suo ultimo dibattito.

L’espressione latina ‘Damnatio Memoriae’, indica un tipo di condanna in uso nell’antica Roma, secondo la quale il condannato era punito con l’eliminazione di tutte le memorie e i ricordi che lo riguardavano, attraverso uno strumento familiare come l’albero genealogico. Questa cronologia parziale ha permesso di rappresentare le stragi e gli omicidi come una linea di sangue comune che accomuna la collettivita’ nella memoria e nell’oblio. I due alberi, realizzati per la Citta’ di Palermo, sono delle opere inedite della serie delle Genealogie di Damnatio Memoriae, iniziate dalle artiste nel 2009.

Una seconda installazione – l’opera dell’artista Luca Vitone, dal titolo Vuole canti -, sara’ collocata nella Piazza Bellini. L’opera, concepita anche questa in occasione della mostra Foresta Urbana, vuole essere un dialogo tra opera d’arte e tessuto urbano, un confronto con la piazza, le sue architetture storiche. E’ la continuazione, nel tempo e nel territorio, di un lavoro che l’artista ha realizzato per la prima volta a Trento nel 2009, in occasione della riapertura della Galleria Civica.

Vitone ha studiato le caratteristiche botaniche di diciotto alberi di specie diverse, analizzandone sia gli aspetti scientifici che le narrazioni antropologiche e mitologiche ad esse connesse. A ciascuna pianta ha associato un artista contemporaneo italiano della medesima generazione, che ha condiviso con l’artista genovese tappe di un percorso culturale partito dagli esordi della carriera e basandosi su affinita’ ideali, di costituzione o di atteggiamento. 

Metafora del tempo e dell’esistenza, l’opera testimonia l’essenza del luogo, e porta la traccia di un itinerario immaginario nel quale si incrociano i percorsi di vita di 18 autori i cui nomi sono celati da un anagramma. 

PROFESSORE EMANUELE NOMINATO AMBASCIATORE DI PALERMO CULTURE NEL MONDO

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Il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l’Assessore alla Cultura Andrea Cusumano, hanno consegnato al  presidente della Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, Emmanuele F.M. Emanuele, la medaglia celebrativa della Città di Palermo, conferendogli la carica onorifica di Ambasciatore di Palermo Culture nel Mondo, 2019.

L’occasione è stata la presentazione del Progetto “Fondazione Cultura e Arte per Ballarò”, curato da Paolo Falcone – dove è  stata donata dalla Fondazione guidata dal Professore Emanuele alla Città d Palermo l’opera Genealogia di Damnatio Memoriae, Palermo 1947-1992 (2018) delle artiste Goldschmied & Chiari.

La Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale e la Fondazione Cultura e Arte, ha realizzato in Città numerosi progetti legati sia al sociale sia all’arte e alla cultura.

BREXIT, IMPRENDITORI INCONTRANO AMBASCIATRICE BRITANNICA

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Una delegazione di imprenditori, guidata dal vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese, ha incontrato a Palermo l’ambasciatrice britannica in Italia, Jill Morris.

“In un momento di grande incertezza su quando e secondo quali modalità avverrà la Brexit – commenta Albanese – l’incontro con l’ambasciatrice Jill Morris ha avuto un significato particolare per le nostre imprese. Abbiamo condiviso preoccupazioni e aspettative, con la consapevolezza che i rapporti con il Regno Unito devono restare saldi. Molte aziende associate a Sicindustria hanno interessi economici in Inghilterra ed è per questo che abbiamo apprezzato la grande apertura dell’ambasciatrice nei confronti dell’imprenditoria siciliana e il clima di fiducia e serenità che ha voluto trasmettere alla nostra delegazione”. 

 

I RIFIUTI DIVENTANO BIOCARBURANTE

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Il rifiuto urbano diventa biodiesel e acqua che può essere utilizzata per scopi irrigui. All’interno della Raffineria di Gela è stato presentato un impianto pilota realizzato da Syndial, società ambientale di Eni, che ha già avviato le prime sperimentazioni in Sicilia. Si tratta del primo impianto destinato al recupero e alla trasformazione della frazione organica dei rifiuti solidi urbani. I rifiuti vengono trasformati in bio olio (14%), che potrà servire in seguito per la produzione di carburanti di nuova generazione e destinato a trasporti marittimi, ed acqua (74%).

L’impianto sfrutta la tecnolgia “waste to fuel”, grazie alla quale è possibile produrre energia dalle biomasse ed ottenere acqua come sottoprodotto della lavorazione, è stato spiegato in conferenza stampa. Ed avrà basso impatto ambientale.

“L’obiettivo – ha sottolineato l’Ad di Syndial, Vincenzo La Rocca – è quello di produrre biocarburante su scala industriale, ovvero impianti capaci di trasformare 150 mila tonnellate annue che servono 1 milione e mezzo di persone. Per riuscirci però è necessario che la differenziata sia di ‘qualità'”.

“L’impianto di Gela tratterà rifiuti che arrivano dalla Srr di Ragusa – ha aggiunto -. Per la realizzazione e la messa in esercizio dell’impianto pilota sono stati investiti oltre 3 milioni di euro. La materia prima che verrà utilizzata è la biomassa costituita dagli avanzi e dai residui di cibo, ma anche dagli scarti dell’industria agroalimentare: una tonnellata di materia organica, che include il peso dell’acqua, può generare fino a 150 chili di bio olio attraverso una trasformazione che prende il nome di termoliquefazione”.

Quello di Gela è solo il primo di una serie di impianti che Eni intende aprire sia in Italia sia all’estero, è stato evidenziato. Il prossimo sarà realizzato a Ravenna nel 2022.

PALERMO, ESPOSIZIONE ARTISTICA AL POLO ONCOLOGICO CIVICO

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Nell’ambito del progetto ..e l’Arte salverà il mondo, si avvia il ciclo di mostre presso il Nuovo Padiglione Oncologico ARNAS Civico di Palermo. Domani alle 10 la presentazione del progetto al padigoione 24, mentre nel pomeriggio, alle 17, si terrà l’inaugurazione dello spazio espositivo con il Concept della prima mostra dal titolo “Dipintipinti”.

“L’idea portante della mostra è quella da un lato di avvicinare l’arte al pubblico, e dall’altro verificare scientificamente l’impatto dell’ambiente sulle persone – spiegano il dottor Piererico Marchesa, Direttore Chirurgia Oncologica e la Dottoressa Elena Foddai Psicologo del Lavoro, ideatori degli eventi – L’intero progetto prende le mosse da un concetto più ampio di benessere organizzativo. Si è pensato ad un benessere olistico che possa essere funzionale per tutti i fruitori dei reparti del Polo Oncologico, che devono rapportarsi quotidianamente con emozioni negative molto intense che sicuramente vanno adinfluire sull’accumulo di stress e sulla qualità di vita”.

“Tra le misura correttive adottate per combattere lo stress – continuano Marchesa e Foddai – vi è la mostra collettiva ‘Dipintipinti’ dove Medici, infermieri, pazienti e accompagnatori potranno ammirare, nella sala d’attesa, le opere di sette artisti contemporanei di chiara fama: Alessandro Bazan; Fulvio Di Piazza; Marco Cingolani; Domenico Pellegrino, Davide Mineo, Gabriele Massaro, Fatos Vogli(Fotografo). Questa mostra vuole creare un incontro di sguardi tra artista e pubblico. L’artista interroga il mondo attraverso l’opera e il pubblico interroga l’opera per trovare un mondo. Un incontro di mondi che ha l’aspirazione di creare un tessuto sociale maturo a praticare un’altrove, il luogo altro dove fare passeggiare l’occhio tra sensazioni, sorprese, riflessioni profonde e lievi gioie. Il nostro obiettivo è quello di dare nuovi stimoli ambientali che possano avere una ricaduta positiva sul comportamento umano. Nello Specifico, sulla base dei fondamenti della psicologia ambientale applicata, Elpi Gallery svilupperà il concetto di ’Estetica in Ospedale che utilizzato come misura correttiva diviene un concetto del tutto innovativo. Siamo certi che questo progetto andrà ad incidere positivamente sulla qualità della vita di chi lavora e di chi vive quotidianamente il luogo stesso”.

Sostenitori del progetto il Club Rotary Palermo Est con il suo Presidente E.Colonna Romano, il Club Rotary Palermo Montepellegrino, Presidente Ninni Genova e altri Club Rotary Area Panormus e da sensibili sponsor privati. Gli eventi possono essere seguiti sulla pagina Facebook Elpi Gallery.