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110 NISSAN LEAF ELETTRICHE PER SIBEG

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Nissan e Sibeg – imbottigliatore di Coca Cola per il mercato siciliano – accelerano la mobilità sostenibile in Sicilia, con un accordo che prevede la realizzazione di un ecosistema elettrico composto da veicoli e infrastrutture. Prende così il via la seconda fase del “Green Mobility Project”: 110 nuove Nissan LEAF 100% elettriche, che saranno utilizzate dai Sales Executive di Sibeg, e 8 nuove colonnine di ricarica rapida. 

L’iniziativa rientra nell’ambito della Nissan Intelligent Mobility, la roadmap strategica aziendale che si propone di ridefinire il modo in cui le auto sono guidate, alimentate e integrate nella società per uno stile di vita più sostenibile. 

Sibeg ha sottoscritto un accordo con ALD Automotive che, attraverso la formula E-go Noleggio a Lungo Termine, offre tutti i servizi e la gestione amministrativa delle auto. Attraverso la partnership con Enel X, la multinazionale del noleggio a lungo termine, offre soluzioni di mobilità integrata per la diffusione di una nuova mobilità senza pensieri e libera dalle emissioni. La collaborazione con Nissan permette inoltre di ampliare la rete di infrastrutture di Sibeg in tutta l’Isola, portandola così a 68 colonnine.

Le nuove 8 postazioni di ricarica rapida, che consentono un rifornimento da zero all’80% in 40-60 minuti, si aggiungono alle 60, di cui 7 a ricarica veloce, già installate da Sibeg in partnership con Enel. Grazie all’impegno di Sibeg, infatti, tutti i siciliani (quindi non solo i dipendenti dell’azienda) possono utilizzare le colonnine di ricarica, che dal momento della loro installazione hanno totalizzato oltre 14.000 ricariche. 

“La presenza di nuove colonnine contribuirà sicuramente all’ampliamento di un mercato, quello delle auto elettriche, in costante crescita”, si legge in una nota. 

Nel 2017 i veicoli elettrici immatricolati in Sicilia sono cresciuti del 135% rispetto all’anno precedente anche grazie al miglioramento della rete di ricarica: nel 2015, infatti, quando è partito il progetto, si contavano sul territorio siciliano solamente 3 colonnine, mentre oggi la Regione può vantare 68 punti di ricarica grazie al “Green Mobility Project” di Sibeg.

La nuova Nissan LEAF, il veicolo 100% elettrico più venduto al mondo con oltre 320.000 clienti a livello globale, ha un’autonomia di percorrenza fino a 378 km (ciclo NEDC) ed è il primo veicolo Nissan a prevedere anche il nuovo ciclo di omologazione WLTP per un’autonomia fino a 389 km nel ciclo urbano e fino a 270 km nel ciclo combinato (città e autostrada) con singola ricarica.

La nuova Nissan LEAF è l’icona della “Nissan Intelligent Mobility”, la roadmap strategica che si propone di ridefinire il modo in cui i veicoli vengono guidati, alimentati e integrati nella società. Le nuove vetture elettriche sostituiscono le precedenti assegnate alla Field Force già dal 2015 nel corso della prima fase del “Green Mobility Project” che aveva reso Sibeg la prima azienda in Europa a dotarsi di auto full electric a zero emissioni e di 4 scooter elettrici utilizzati per le attività nelle isole minori.

“Green Mobility Project” consente di evitare l’immissione in atmosfera di 363 tonnellate di CO2, pari alla quantità assorbita da 27.225 alberi in un anno.

 

A CATANIA VINCE POGLIESE, A TRAPANI TRANCHIDA

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L’europarlamentare del Ppe-Forza Italia Salvo Pogliese è il nuovo sindaco di Catania, eletto al primo turno con il 52% dei voti. L’esponente azzurro ha battuto il primo cittadino uscente Enzo Bianco che con la coalizione di Centrosinistra si è fermato al 26,4%. A seguire, con poco meno del 16%, il candidato del Movimento Cinque Stelle Giovanni Grasso.

“I catanesi hanno apprezzato il coraggio di questa scelta d’amore per la mia città. Abbandonerò una comoda poltrona da parlamentare europeo per un altro ruolo, altrettanto esaltante e qualificante, ma nel periodo peggiore per farlo”, sono state le prime parole di Pogliese.

A Trapani vince il centrosinistra, con Giacomo Tranchida che conquista più del 70% delle preferenze e stacca tutti gli altri candidati. 

A Messina esce di scena Renato Accorinti, il sindaco “No ponte”. Sarà il ballottaggio a dire chi sarà il primo cittadino. Ad accedervi saranno due esponenti del centrodestra: Dino Bramanti e Cateno De Luca.

Anche a Ragusa e Siracusa si delinea un ballottaggio. Nel capoluogo ibleo si sfideranno il Cinquestelle Antonio Tringali e il civico Peppe Cassì. A Siracusa si confronteranno l’ex assessore regionale Ezechia Paolo Reale, sostenuto dal Centrodestra, e il vicesindaco uscente, Francesco Italia, del centrosinistra.

A Pantelleria a conquistare il Comune è stato l’esponente M5S Vincenzo Campo col 34% dei consensi.

  

AGRIGENTO, NUOVO PERCORSO PARCO ARCHEOLOGICO

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“Agrigento e il Parco della Valle dei Templi sono il fiore all’occhiello della nostra offerta culturale in Sicilia. Passi in avanti sono quindi per noi lo stimolo ad esportare queste buone pratiche al resto dell’Isola. Questo parco, con la sua eccellente direzione e gestione, può essere esempio e traino per la riforma dei parchi archeologici siciliani”. Con queste parole l’Assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Sebastiano Tusa, ha inaugurato il nuovo ingresso al Parco della Valle dei Templi dell’ex scuola rurale di San Nicola.

Un nuovo sentiero che accompagna i visitatori lungo un percorso immerso nella natura e che pian piano svela le bellezze, attraverso un inedito approccio che cambia radicalmente la percezione della visita. E non solo un nuovo modo di visitare il Parco ma anche un modo per decongestionare i classici punti di accesso; inoltre la possibilità di usufruire di vetture elettriche che saranno disponibili lungo questo nuovo itinerario. La recente scoperta, il Teatro Ellenistico, sarà la prima “emozione” che i visitatori vivranno lungo questo percorso; un cammino fra ulivi, mandorli, essenze mediterranee, porterà verso i Templi.

“Una progressione lenta che ti porta a far capire, in maniera forse più ragionata e più logica, il valore della Valle”, ha sottolineato Tusa.

Il nuovo accesso sarà fondamentale per la valorizzazione del biglietto cumulativo, ticket che permetterà di visitare sia il Parco archeologico che il museo “Pietro Griffo”. La nuova biglietteria, arricchita da uno spazio polifunzionale progettato anche per l’accoglienza e l’orientamento, è dedicata al visitatore, alle sue esigenze e al miglioramento della fruizione. Uno spazio all’aperto, immerso in un giardino mediterraneo con caffetteria e bookshop al Museo “Pietro Griffo”, completa la nuova offerta gestita da CoopCulture.

All’inaugurazione erano presenti il Direttore del Parco Giuseppe Parello, la Direttrice del Polo museale di Agrigento Gioconda Lamagna, il Sindaco di Agrigento Lillo Firetto, il Presidente del consiglio del Parco Bernardo Campo e il Direttore Generale di CoopCulture centro sud Letizia Casuccio.

“RESTO AL SUD” FA TAPPA A PALERMO

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Continuano gli incontri di Intesa San Paolo nelle città del Mezzogiorno per far conoscere ai giovani le opportunità dell’iniziativa Resto al Sud. Oggi il roadshow ha fatto tappa nella Sala Convegni di Intesa Sanpaolo, a Palermo. E’ stata l’occasione per fornire maggiori dettagli su una misura che ha l’obiettivo di contrastare la disoccupazione giovanile nel Mezzogiorno.

Resto al Sud è un bando di Invitalia che vuole fornire un supporto concreto ai giovani che vogliono avviare attività imprenditoriali nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. L’iniziativa finanzia l’avvio di progetti imprenditoriali con un programma di spesa massimo di 200 mila euro. Ogni soggetto può ricevere un finanziamento di massimo 50 mila euro e deve avere un’età compresa tra i 18 e 35 anni. 

“Intesa San Paolo insieme a Invitalia è determinata a contrastare la disoccupazione giovanile che al Sud in alcune aree supera il 52% – ha detto Pierluigi Monceri, direttore regionale di Intesa Sanpaolo – Resto al Sud è una misura che nella sua semplicità riteniamo sia particolarmente efficace, in quanto stimola i giovani intraprendenti ad avviare un’attività imprenditoriale. La Sicilia sta vivendo una stagione particolarmente felice per quanto concerne l’attività turistica e questo dato può mantenere una sua continuità ed essere per i giovani un aspetto da considerare per coglierne l’opportunità”. 

“Si tratta di un’iniziativa importante per la Sicilia, perché è una sollecitazione forte per tutti quei giovani che vogliono fare impresa. Questa misura favorisce il cambiamento e valorizza le competenze”, ha aggiunto in apertura del roadshow Fabrizio Micari, rettore dell’Università degli Studi di Palermo. 

Secondo i dati presentati da Intesa San Paolo il manifatturiero e il turismo, in particolare, sono i due settori sui quali i giovani dovrebbero rivolgere il loro interesse. Si registra inoltre una domanda crescente di “impresa innovativa”, ad alti contenuti tecnologici.

Resto al Sud finanzia, oltre a interventi di ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa), macchinari, impianti e attrezzature nuove, più programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione. 

Gli aspetti relativi alla presentazione della domanda e ai criteri di valutazione si trovano sul sito web www.invitalia.it, dove è possibile registrarsi alla piattaforma dedicata. 

All’incontro di Palermo si è fatto pure il punto sugli inevitabili cambiamenti del digitale nei processi dell’industria: in Italia sale l’interesse per gli investimenti su Internet of Things, Big Data e Cloud computing, sistemi di produzione automatizzati e nuove interfacce uomo-macchina. A ciò, è stato evidenziato, si aggiunge l’importanza dell’essere innovativi, che comporta in buona parte un cambiamento culturale. 

 

MEDICI FIRMANO PROTOCOLLO CONTRO VIOLENZE

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L’Ordine dei medici di Palermo e l’associazione onlus Fiori d’Acciaio hanno siglato un protocollo d’intesa per mettere in campo attività di partnership allo scopo di migliorare i servizi destinati non solo ai medici associati, ma a tutta la collettività. Il protocollo è stato sottoscritto dal presidente dell’Omceo di Palermo, Toti Amato, e dalla presidente dell’associazione Marcella Cannariato. Priorità dell’accordo, firmato a Villa Magnisi, “realizzare iniziative concrete a sostegno di tutte le violenze subite da medici e professionisti della sanità negli ospedali e nei luoghi emergenziali”, è stato spiegato.

“In linea con gli obiettivi strategici propri dell’istituzione ordinistica, con particolare riferimento al ruolo che l’Omceo può rivestire nel sociale, in materia sanitaria e socio sanitaria, ma anche a sostegno delle pari opportunità, l’impegno di questa intesa – ha sottolineato Toti Amato – è realizzare servizi innovativi ed efficaci, non solo in difesa di tutti i professionisti che, pur lavorando per la salute della collettività, si ritrovano a pagare conti da trincea, senza alcuna responsabilità, ma per tutti i cittadini. Un impegno che passa da attività mirate e da percorsi formativi declinati all’obiettivo, fino all’ascolto”.

“Fiori di Acciaio – ha detto Marcella Cannariato – ormai da anni  è impegnata nella difesa e nel sostegno, sopratutto delle donne, contro ogni forma di violenza, sia fisica che psicologica. Non bisogna dimenticare infatti che la violenza emotiva, talvolta, è una violenza molto più sottile e strisciante e dunque difficilmente riconoscibile. La nostra Associazione, fatta di ‘donne che aiutano altre donne’, è orgogliosa di collaborare con l’Ordine dei Medici di Palermo per questo progetto pilota che, siamo sicure, avrà grande riscontro anche in altri contesti”.

Questi i capisaldi dell’intesa: “realizzazione di attività e programmi di ricerca nel settore sociale, sanitario e socio sanitario con particolare riguardo alla formazione e allo sviluppo di progetti in difesa della parità di genere, offrendo un sostegno attraverso centri di ascolto ospitati e coordinati dall’Ordine dei medici di Palermo senza alcun aggravio di spesa; creazione di una piattaforma di dibattito tra gli esperti di settore su temi scientifici, giuridici ed economici e di organizzazione, nell’ambito della cultura della parità di genere, attraverso l’organizzazione di corsi, seminari, workshop e ogni altro strumento utile alla divulgazione dei risultati; nuovo impulso a forme di collaborazione scientifica con enti pubblici e privati per tutte le iniziative che possano risultare efficaci agli obiettivi del protocollo”.

 

71^ ANNIVERSARIO PRIMA SEDUTA ARS

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Un viaggio lungo 34 anni alla scoperta dei “segreti” parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana, dal verbale della prima seduta redatto il 25 maggio 1947, fino ad arrivare alle leggi e alle interpellanze del 1981. Il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha visitato l’ex chiesa dei santi Elena e Costantino, sede dell’archivio storico dell’Ars, inaugurato nel 2007 in occasione del 60esimo anniversario dello Statuto siciliano, dove sono custoditi centinaia di atti parlamentari originali che attestano l’attività svolta dal Parlamento siciliano dal 1947 (I legislatura) al 1981 (VIII legislatura).

Trentaquattro anni di documenti, si legge in una nota dell’Assemblea regionale siciliana, che, esperti catalogatori della Sovrintendenza dei Beni culturali, con un lavoro certosino, stanno ordinando e inventariando, grazie ad un protocollo d’intesa firmato dall’Ars con la Sovrintendenza Archivistica per la Sicilia.

“L’elenco dei documenti e delle voci che compongono ‘l’albero archivistico’ – prosegue la nota -, è stato recentemente messo a disposizione di tutti, storici e non solo, nel sito web dell’Ars attraverso una finestra di ricerca per legislatura, materia, soggetto, nonché per parola. Un’operazione di fruibilità del patrimonio legislativo e amministrativo dell’Assemblea regionale voluta già nel 2007 dal presidente Miccichè durante la sua prima esperienza alla guida dell’Ars, che ha riguardato recentemente anche i resoconti parlamentari dalla prima alla decima legislatura, il cui testo è stato digitalizzato e messo in rete in un’apposita banca dati consultabile sul sito http://www.ars.sicilia.it/home/cerca/sesamo.jsp”.

Il presidente Miccichè – accompagnato dal vicesegretario generale dell’Ars, Mario Di Piazza, da Laura Salamone, responsabile dell’Ufficio biblioteche e archivio storico, da Sara Rabito e Giuseppe De Michele dello stesso ufficio – ha consultato alcuni documenti originali di particolare valore storico e simbolico per la nascita dell’Istituzione parlamentare in Sicilia: fra cui il registro dei verbali delle sedute d’Aula della prima legislatura.

In particolare, si è soffermato sul verbale della prima seduta di Sala d’Ercole svoltasi il 25 maggio 1947, firmato, in ogni suo foglio, dal primo presidente dell’Ars, Ettore Cipolla. Il presidente ha avuto modo di esaminare anche le prime leggi regionali emanate nel 1947, nonché il primo registro del Protocollo (anch’esso risalente al ’47) nel quale venivano annotati gli atti in entrata e in uscita riguardanti la vita della nascente amministrazione parlamentare.

“Vogliamo valorizzare questo patrimonio, anche mediante appositi percorsi espositivi, consentendone la massima fruizione, al fine di rivitalizzare la memoria storica del Parlamento più antico d’Europa – ha detto Miccichè -. Il nostro obiettivo è dare ai siciliani la possibilità di avvicinarsi alle Istituzioni e riscoprire le origini dell’Autonomia statutaria, affinché i cittadini diano un contributo di idee per adeguare la Carta statutaria ai tempi attuali”.

POLICLINICO PALERMO SOGNA CHAMPIONS

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“I punti critici sono ancora tanti. Dalle liste d’attesa al pronto soccorso, passando per la questione della sicurezza e della mobilità passiva. Ma non siamo all’anno zero. Ricominciamo da tre, come il film di Troisi. Parafrasando il gergo calcistico, mi piacerebbe essere in zona Champions, ma mi accontenterei di stare nella ‘parte sinistra’ della classifica del ministero. Niente male per chi, non più tardi di 12 anni fa, veniva considerata una ‘Regione canaglia’ dal punto di vista della sanità”. Fabrizio De Nicola, commissario straordinario del Policlinico universitario di Palermo, fa il punto sullo stato di salute della struttura ospedaliera che nel 2017 ha fatturato 250 milioni di euro e che ha in organico 2.030 dipendenti.

L’ex direttore dell’Asp di Trapani, in carica dal marzo dello scorso anno, vede positivo e spiega il perché: “Abbiamo rimesso a posto i conti, una precondizione per poter avere le carte in regola per proseguire – racconta nel corso di un forum all’Agenzia ITALPRESS -. Siamo intervenuti nella ristrutturazione dei locali, abbiamo inaugurato la chirurgia plastica, portato la pneumologia e la chirurgia toracica, tutte discipline che permettono al Policlinico di diventare, grazie alla sinergia con l’Università, un Dea (Dipartimento emergenza e accettazione, ndr) di II Livello e un punto di riferimento e attrazione per l’intero bacino occidentale”.

Entro giugno, il Policlinico avrà un nuovo reparto di oculistica (due posti letto ordinari e due in day hospital) e uno di psichiatria (cinque posti). Attesa per settembre invece l’inaugurazione di un edificio unico che accolga Cup – Centro unificato prenotazioni e Ufficio ticket, oltre alla nuova segreteria studenti.

“Voglio accelerare i percorsi dei lavori e chiudere tutti i cantieri entro il secondo semestre del 2019”, sottolinea De Nicola, in riferimento ai progetti per il nuovo pronto soccorso e, tra gli altri, ai reparti di chirurgia e terapia intensiva, ginecologia e ostetricia. Lo scorso anno, al Policlinico, i posti letto complessivi erano 527. Le prestazioni complessive sono state 432.073, di cui quasi 12 mila interventi chirurgici. Per quanto riguarda gli accessi al pronto soccorso, si è passati dai 49.996 del 2015 ai 53.780 dello scorso anno. E proprio nei pronto soccorso gli episodi di violenza e aggressione nei confronti di medici e infermieri appaiono ormai all’ordine del giorno.

“Premesso che il farabutto che aggredisce c’è sempre, noi abbiamo fatto già parecchio: con i tavoli regionali con il Prefetto e con gli incontri con l’assessore Razza abbiamo impresso un’accelerazione. Al Policlinico abbiamo fatto tutto quello che era nelle nostre corde”, spiega il 61enne manager palermitano, aggiungendo che “dal mio arrivo abbiamo investito tantissimo, circa 5 milioni di euro: con l’affidamento a una ditta esterna abbiamo a disposizione una vigilanza armata raddoppiata h24 al pronto soccorso e h12 in tutti i reparti. Il Policlinico – aggiunge – è una struttura con più padiglioni, la sorveglianza va fatta nei viali e all’esterno: abbiamo fatto mettere oltre 100 telecamere interne ed esterne che servono da prevenzione e da deterrente, in questo modo possiamo anche collaborare con la giustizia in caso di episodi violenti”.

Liste d’attesa e mobilità passiva altri temi critici: “Fare rete è una cosa straordinaria, al Policlinico sto tentando di creare una piastra unica endoscopica, ridurrebbe le attese almeno del 30%. Da settembre vorrei iniziare, vanno superate alcune problematiche tecniche. E, sicuramente, dobbiamo ridurre la mobilità passiva attraverso la formazione dei dipendenti e la comunicazione, che è fondamentale. Non si può andar fuori per un ginocchio o un femore, o per un protocollo oncologico che è uguale ovunque: dobbiamo però farlo sapere che certe cose funzionano anche qui”.

Il discorso scivola dunque sulle cosiddette ‘eccellenze’ del Policlinico: dal trattamento per il tremore da Parkinson alla cura, attraverso un farmaco sperimentale, di una donna guarita dalla leucemia, scoperta alla 20esima settimana di gestazione, che ha potuto dare alla luce un figlio sano.

“Ho proceduto alla stabilizzazione di 350 dipendenti tra operatori sanitari, medici e infermieri, consentendo la fine del precariato per questi soggetti che giovani non erano e offrendo una garanzia di salute maggiore per i pazienti”, sottolinea De Nicola che, in attesa delle nomine sui manager del nuovo Governo regionale (“il rapporto con l’assessore Razza è proficuo”, assicura), pone come ulteriori obiettivi l’ulteriore riduzione dei pagamenti dei fornitori, la centralizzazione degli acquisti e il rafforzamento dell’ufficio internazionalizzazione, in grado di intercettare fondi europei vitali per programmare e investire.

E infine: “Abbiamo spinto, e vogliamo continuare a farlo, sul tema dell’umanizzazione delle cure: abbiamo introdotto la figura dello psico-oncologo, del laboratorio di make up per donne che hanno tumori, dello psicologo nel materno-infantili. Vogliamo intensificare la rete contro la violenza sulle donne e sui minori. Bisogna curare l’anima del paziente”

 

26 ANNI FA LA STRAGE DI CAPACI

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Il 23 maggio di 26 anni fa la mafia uccideva il giudice Giovanni Falcone. Nel tratto dell’autostrada A29, che collega l’aeroporto a Palermo, alle 17.58, oltre quattrocento chili di tritolo fanno esplodere la Fiat Croma con a bordo il magistrato. Oltre a Falcone nell’attentato muoiono la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro. Feriti gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista Giuseppe Costanza. Falcone, trasportato d’urgenza in ospedale, muore poco dopo le 19. 

Lo scenario è devastante. La violenta esplosione causa una grande voragine sull’asfalto dell’autostrada che da Palermo porta all’aeroporto, quasi come il cratere di un vulcano. Una colonna di fumo nero e denso si alza nel cielo e si vede anche a distanza di molti chilometri. Ci sono detriti e macerie ovunque. 

A meno di due mesi, dopo il 19 luglio del 1992, la scia di sangue raggiunge via d’Amelio, dove Cosa Nostra uccide anche Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. 

In tutta Italia saranno 70 mila gli studenti coinvolti nelle iniziative organizzate in otto regioni.

“Recentemente ci sono state cattive notizie sul fronte dell’antimafia. Le mele marce esistono ovunque, ci sono state persone che ne hanno approfittato e si sono fatti paramento dell’antimafia per i loro affari, ma noi comunque non ci arrendiamo e andiamo avanti”, ha detto Maria Falcone.