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Impegno della Rai a Venezia, i vertici incontrano i dipendenti presenti

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VENEZIA (ITALPRESS) – Questa mattina la Presidente Marinella Soldi, l’Amministratore Delegato Roberto Sergio e il Direttore Generale, Giampaolo Rossi hanno incontrato i giornalisti, i tecnici e tutte le maestranze di Rai e Rai Cinema presenti alla 80^ Mostra del Cinema di Venezia.
I vertici dell’azienda hanno ribadito il grande impegno della Rai come Main Broadcaster e con Rai Movie tv ufficiale della Biennale Cinema 2023. Imponente l’impegno di Rai Cinema presente quest’anno con 25 titoli che ha contribuito a produrre o a distribuire.
I vertici hanno sottolineato anche il grande lavoro delle testate giornalistiche e delle Direzione di Genere iniziato alla vigilia della Mostra e che proseguirà fino a sabato 9 settembre con il racconto di quello che è da sempre l’evento cinematografico più importante di fine estate.
-foto ufficio stampa Rai –
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Brunori Sas, fuori a sorpresa “La vita com’è”

MILANO (ITALPRESS) – C’è musica che nasce e un 31 agosto che muore per Brunori Sas. In chiusura dei rituali “festeggiamenti di San Brunori” – che ormai da anni i fan celebrano ricordando il brano Guardia ’82 – fuori a sorpresa a mezzanotte La vita com’è (Island Records), il brano inedito prodotto da Riccardo Sinigallia che impreziosisce la colonna sonora de Il più bel secolo della mia vita, il nuovo film di Alessandro Bardani con protagonisti Sergio Castellitto e Valerio Lundini, distribuito da Lucky Red in tutte le sale cinematografiche a partire dal 7 settembre. Avere vent’anni o cento?non cambia poi mica tanto?se non riesci a vivere?la vita com’è – suona come un quesito aperto l’incipit del brano, canzone portante e piccolo inno morale di un film che fa del tema dell’accettazione il suo leitmotiv. La vita com’è, nata dalla prima stesura di sceneggiatura del lungometraggio indagando la relazione fra i due protagonisti, si apre verso dopo verso a un’interpretazione universale, al centro della quale c’è l’uomo, condannato a voler a tutti i costi allungare la propria vita.
Il senso di vero e di autentico che traspare dalla pellicola è racchiuso fra le intime note di Brunori, che accarezzano con il suono del pianoforte il crescendo di emozioni de Il più bel secolo della mia vita -già vincitore della sezione +18 del 53° Giffoni Film Festival- prodotto da Goon Films, Lucky Red con Rai Cinema ed in collaborazione con Prime Video.

foto: ufficio stampa Goigest

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A Venezia il docufilm “Stato di Grazia” con Lorenzo Flaherty

VENEZIA (ITALPRESS) – Lorenzo Flaherty è il protagonista del docufilm “Stato di Grazia” di Luca Telese in cui interpreta il ruolo di un pubblico ministero e che sarà presentato al Festival di Venezia il 6 settembre. “Mi sono lasciato subito coinvolgere entrando nella vicenda a trecentosessanta gradi – dice l’attore -. Il docufilm è stato ideato da Ambrogio Crespi e mette sotto un cono di luce la sua personale vicenda giudiziaria. E’ un percorso in cui il dramma di una famiglia si trasforma nella forza della famiglia stessa, rendendola un nucleo coeso con un’unica identità. Il docufilm per il cinema e per la televisione è un’espressione sincera della realtà, la fotografa senza distorcela, la immortala facendo ‘entrarè a pieno il pubblico nella storia” conclude Lorenzo Flaherty.

Foto: ufficio stampa “Stato di Grazia”

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“Comandante”, Mostra Venezia apre nel segno dell’eroismo che salva vite

VENEZIA (ITALPRESS) – La bellezza del gesto, quasi una questione estetica, anche se il valore è prima di tutto umano, morale: non si lascia un uomo in mare, la vita si rispetta… E’ questa la lezione che “Comandante” di Edoardo De Angelis consegna alla serata d’apertura dell’80ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Messaggio non da poco in tempi di guerra come quelli che stiano purtroppo rivivendo e soprattutto per un paese come il nostro, che è in prima linea sul fronte marino degli immigrati, dove di vite da salvare ce n’è tantissime. Va messo in primo piano questo aspetto della vicenda del Comandante di Regia Marina Salvatore Todaro rievocata col petto gonfio d’orgoglio da De Angelis, anche per fugare il mormorio di simpatie militariste o di piazzamento politico governativo del film, che potrebbe sviare l’attenzione dei commenti dalla sua sostanza umanistica. Chè di questo essenzialmente racconta “Comandante” di Edoardo De Angelis: degli uomini (di mare) e della loro storia antica, del rigore dei loro codici, del loro valore. E lo fa passando attraverso una ritrattistica umana piena, plastica nella definizione dei tipi, dei caratteri, delle lingue e dei linguaggi, nella ricostruzione dei gesti, dei culti e delle culture, delle storie, delle tradizioni e delle narrazioni…
In cima a tutto c’è il Salvatore Todaro di Pierfrancesco Favino, impettito ma pregno di una solida umanità che, nel ritratto offerto da De Angelis, si basa su un carisma marziale venato di un misticismo esoterico e di un senso dell’onore antico. Monarchico convinto, il che vuol dire non fascista nel gergo della Regia Marina italiana, e poi cattolico praticante, ma non di meno avvezzo a pratiche esoteriche dallo yoga all’occultismo: i suoi uomini lo soprannominarono “Mago Baku” perchè le sue intuizioni a volte avevano il sapore di vere e proprie premonizioni… Imbrigliato nel busto e nei dolori procurati dall’incidente aereo che aveva segnato la fine del suo servizio sugli idrovolanti dell’Aeronautica Militare, Todaro si offre con la posa statuaria di un uomo che attraversa l’ombra del suo destino: insulta malamente il medico che gli ricorda che il Fascismo è sofferenza e dedizione e ascolta con dolcezza la moglie incinta, che gli chiede di accettare la pensione d’invalidità e ritirarsi in campagna con lei.
Ma poi lo troviamo di nuovo nei ranghi della Regia Marina, al comando del sommergibile atlantico Cappellini, in missione nello Stretto di Gibilterra per bloccare il traffico tra Stati Uniti e Regno Unito. Lo spirito di corpo percorre lo scafo tanto quanto i cavi elettrici, i manometri e l’acciaio: De Angelis cerca una tensione unica tra la macchina e i corpi con intuizioni degne del cinema di Francesco De Robertis, maestro di Rossellini e antesignano del nostro neorealismo. Ma il regista napoletano preferisce la strada di un umanesimo proliferante di umori e evocazioni, cerca una rappresentazione esoterica, intrisa di un umano senso dell’eccezionale e di una profana pulsione spirituale, che offrono al film un ordito potente. Il dramma s’innesca quando il sommergibile italiano intercetta un mercantile belga che, nominalmente neutrale, apre il fuoco: i cannoni sparano, il cargo affonda, i superstiti annaspano nelle fredde acque notturne, Todaro dà l’ordine di salvarli, mettendo a repentaglio la vita del suo equipaggio e contravvenendo alle disposizioni del comando. La Storia narra che il Cappellini sbarcò i superstiti sulle coste delle Isole Azzorre, varie testimonianze dicono che, al comandante belga che gli chiese grato perchè li aveva salvati, Todaro rispose più o meno: “Perchè noi abbiamo 2000 anni di civiltà sulle spalle”. E poi tornò a combattere contro le macchine, non contro gli uomini. De Angelis riassume questa frase in un più lapidario: “Perchè io sono italiano”, trovando in ciò il senso dell’ispirazione che anni fa lo ha spinto a raccontare questa storia, quando “in tempi di porti italiani chiusi ai naufraghi” l’Ammiraglio Pettorino, capo della Guardia Costiera, raccontò la vicenda straordinaria di Salvatore Todaro. E’ questo che sta a cuore a De Angelis nel suo cinema e anche in “Comandante”: la parabola umanistica, il senso superiore degli eventi, un certo stupore per la magia dell’esistere implicita alla sofferenza e alla complessità ombrosa dell’essere umani. Favino gli sta dietro con carattere, ma va detto che il valore di questo film è eminentemente corale e si esplicita in un casting straordinario in cui la trasversalità delle culture e delle lingue trova una perfetta comunione.

foto: ufficio stampa film “Comandante”

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The Cranberries, edizione Deluxe per “To the faithful departed”

ROMA (ITALPRESS) – Il terzo album dei Cranberries, To The Faithful Departed, sarà ristampato in edizione deluxe su vinile e CD il 13 ottobre 2023 per Island/UMe. Con oltre sei milioni di copie vendute in tutto il mondo, è diventato l’album della band che ha raggiunto la posizione più alta in classifica nella Billboard Top 200 degli Stati Uniti. “Non sentivo questi brani da tempo, ma ho trascorso molti giorni nell’ultimo anno ascoltandoli attentamente”, ricorda il batterista Fergal Lawler. Con la tragica scomparsa della cantante Dolores O’Riordan nel 2018, il suo ricordo della registrazione è agrodolce. “Per quanto sia stato difficile sentire la voce di Dolores, hanno riportato alla mente molti bei ricordi. Sono rimasto scioccato da quanto suonassero potenti e dalle forti emozioni che ho provato mentre ascoltavo”. Pubblicato originariamente il 30 aprile 1996, l’album ha generato quattro singoli, tra cui la hit “Salvation”. In questa ristampa deluxe, l’album originale è stato rimasterizzato da John Dent ai Metropolis Studios di Londra.
Le versioni 2LP e 3CD contengono numerosi brani e materiale bonus tra cui tre demo inedite registrate con Tim Palmer a Parigi e uno scritto dell’archivista della band Eoin Devereux sulla realizzazione dell’album, basato sul contributo dei restanti membri e materiale d’archivio che include interviste con Dolores
“Quando eravamo in tournèe per il nostro secondo album No Need to Argue, abbiamo iniziato a discutere sulla registrazione dell’album successivo”, ricorda Lawler. “Avevamo parlato con la Island Records della possibilità di provare un nuovo produttore e ci hanno suggerito Tim Palmer che aveva lavorato con i Tears for Fears. Così abbiamo deciso di realizzare alcune nuove canzoni con lui. Avendo qualche giorno libero a Parigi abbiamo registrato “When Yoùre Gone”, “Free to Decide” e “I Just Shot John Lennon.’ Tim era una persona adorabile e le registrazioni suonavano alla grande, ma sentivamo che era un pò simile nello stile a Steven Street [che aveva prodotto i due album precedenti della band] e volevamo provare qualcosa di diverso. Eravamo stati in tournèe molto e volevamo di più di un suono dal vivo.”
La band scelse quindi Bruce Fairbairn, noto per aver lavorato con gruppi hard rock come Aerosmith, AC/DC e Van Halen. “Una volta terminato il tour, ci siamo presi una breve pausa e abbiamo incontrato Bruce e il suo geniale sound engineer Mike Plotnikoff nello studio di Windmill Lane a Dublino. E’ stata un’esperienza molto diversa sia per noi che per Bruce, lui era abituato a lavorare con gruppi heavy rock e noi eravamo abituati a lavorare con Steven [Street], ma ha funzionato tutto al meglio. Bruce e Mike sono riusciti a catturare quell’incredibile suono dal vivo che stavamo cercando in quel momento, specialmente in brani come ‘Salvation’, ‘Hollywood’ ed ‘Electric Bluè, ma hanno fatto un lavoro fantastico anche su canzoni come ‘When yoùre Gonè, ‘The Rebels’ e ‘Bosnià”. Le versioni digitale e in 3CD includono outtakes inediti e primi mix dell’album in studio e dodici rare tracce dal vivo registrate durante il Tour “Free to Decide” del 1996.

foto: Universal Music Italia

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Esce il 27 ottobre “Danse Macabre”, il nuovo album dei Duran Duran

ROMA (ITALPRESS) – Uscirà il 27 ottobre “Danse Macabre”, il sedicesimo album in studio dei Duran Duran. Catalizzato da una speciale performance dal vivo che i Duran Duran hanno filmato a Las Vegas il 31 ottobre dello scorso anno, “Danse Macabre” è la colonna sonora della loro ultima festa di Halloween. Attraverso 13 tracce, la band porta alla luce melodie luminose dall’oscurità, mettendo insieme nuove canzoni, cover a tema e versioni reinventate dei loro classici “spettrali”.
La title track ‘”Danse Macabre” viene pubblicata oggi come la prima di tre nuove canzoni. Le percussioni ansiose impostano il ritmo contro un sintetizzatore distorto e ringhiante mentre i versi spavaldi di Simon Le Bon lasciano il posto a un coro carico di applausi e ipnotico. Collaborando con il produttore Mr Hudson, canalizzando la chimica che hanno sbloccato insieme nell’album “Paper Gods”, la canzone presenta anche l’ex compagno di band Warren Cuccurullo alla chitarra nella sua prima collaborazione con la band dal 2001.
“La canzone ‘Danse Macabrè celebra la gioia e la follia di Halloween. E’ la title track del nostro prossimo album, che raccoglie un insolito mix di cover, canzoni rielaborate dei Duran Duran e diverse nuove composizioni. L’idea è nata da uno spettacolo che abbiamo suonato a Las Vegas il 31 ottobre 2022. Avevamo deciso di cogliere l’attimo per creare un evento unico, speciale… La tentazione di utilizzare gloriose immagini gotiche impostate su una colonna sonora oscura di orrore e umorismo era semplicemente irresistibile. Quella serata ci ha ispirato a esplorare ulteriormente e a fare un album, usando Halloween come tema chiave” racconta il tastierista Nick Rhodes. “Il disco si è trasformato attraverso un processo puro e organico, e non solo è stato realizzato più velocemente di qualsiasi altra cosa dal nostro album di debutto, ma ha anche portato a qualcosa che nessuno di noi avrebbe mai potuto prevedere. L’emozione, l’umore, lo stile e l’atteggiamento sono sempre stati al centro del DNA dei Duran Duran, cerchiamo la luce nell’oscurità e l’oscurità nella luce, e sento che siamo riusciti in qualche modo a catturare l’essenza di tutto questo in questo progetto”.
“Si tratta di una folle festa di Halloween. Dovrebbe essere divertente!” spiega Simon Le Bon. “Dopo tutti questi anni, Danse Macabre offre una visione interessante della personalità della band” dice John Taylor. “Spero che tu faccia un viaggio con noi attraverso il lato oscuro delle nostre ispirazioni fino a dove siamo nel 2023. Forse, partirai con una comprensione più profonda di come i Duran Duran sono arrivati a questo momento nel tempo” aggiunge Roger Taylor. I fan possono anche aspettarsile cover di Halloween dei Duran Duran di “Bury A Friend” di Billie Eilish, “Psycho Killer” dei Talking Heads (feat. Victoria De Angelis dei Màneskin), “Paint It Black” dei Rolling Stones, “Super Lonely Freak” ispirato a Rick James, “Spellbound” di Siouxsie and the Banshees, “Supernature” di Cerrone e “Ghost Town” degli Specials.
Oltre a Warren Cuccurullo, l’album include collaborazioni più speciali con l’ex membro della band Andy Taylor, il produttore, chitarrista e compositore Nile Rodgers, Victoria De Angelis dei Màneskin e i produttori Josh Blair e Mr Hudson.

foto: Ufficio Stampa Nextpress

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Il 3/9 ingresso gratuito nei parchi archeologici e nei musei

ROMA (ITALPRESS) – Il 3 settembre si rinnova l’appuntamento con #domenicalmuseo, l’iniziativa del Ministero della Cultura che consente l’ingresso gratuito, ogni prima domenica del mese, nei musei e nei parchi archeologici statali. Le visite si svolgeranno nei consueti orari di apertura, con accesso su prenotazione dove previsto. Ad agosto l’affluenza registrata è stata di 259.456 persone. Per informazioni e per consultare l’elenco completo:
https://cultura.gov.it/domenicalmuseo.

– Foto: Agenzia Fotogramma –
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Vanvitelli, convegno di studi ad Ancona dal 7 al 9 settembre

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato presentato questa mattina a Roma, nella sede del Ministero della Cultura, alla presenza del sottosegretario Vittorio Sgarbi, il Convegno internazionale di studi dedicato a Luigi Vanvitelli, in programma dal 7 al 9 settembre ad Ancona, alla Mole Vanvitelliana, luogo simbolo realizzato da questo indiscusso genio del Settecento che è stato architetto, ingegnere, scenografo. Luigi Vanvitelli è una figura fondamentale del panorama artistico e culturale del suo secolo ed ha lasciato un’impronta indelebile nei molteplici luoghi in cui ha operato. Per celebrare i 250 anni dalla morte e sancire la preziosa eredità e il ruolo di Maestro, la Regione Marche ha inteso sostenere questo Convegno internazionale di studi a cui parteciperà il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il sottosegretario della Cultura, Vittorio Sgarbi. L’evento rientra nel progetto ‘Luigi Vanvitelli, il Maestro e la sua eredità 1773-2023’, un programma di iniziative di rilievo nazionale e internazionale attivato dal Museo Reggia di Caserta in diversi territori, topici nella biografia personale e artistica di Luigi Vanvitelli.
Il programma vede coinvolti una pluralità di Istituzioni e soggetti pubblici e privati intenzionati a chiarire il valore dell’eredità di Luigi Vanvitelli e il suo ruolo di grande architetto e maestro, diffondendo capillarmente mostre, itinerari vanvitelliani, studi e ricerche, stimolando la partecipazione e la promozione delle attività del territorio.
Il Convegno Internazionale di Studi, rivolto a tutti gli studiosi, si fonda su una molteplicità di argomenti volti a ritrarre l’uomo, l’architetto, l’ingegnere, il musicologo, l’inventore, il padre, il religioso e ogni elemento che possa chiarire il valore e la trasversalità della sua eredità.
“Un convegno di grande spessore che amplia la visibilità del grande architetto autore della splendida Reggia di Caserta”. Così ha commentato l’iniziativa Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura Bellissimo. “Un convegno – ha specificato – che mette in evidenza la sua complessa personalità di architetto-ingegnere. Certamente in lui si sente l’influenza di un altro grande architetto classico come Palladio ma risuonano allo steso tempo anche echi barocchi. Quando osserviamo questa figura vediamo Palladio e vediamo Bernini, vediamo l’immagine di una Roma pontificia che Vanvitelli ha portato ad Ancona e nelle Marche. Un’Ancona che egli vede come una seconda Venezia per questa sua apertura sul mare. Un grande artista nazionale che culmina a Caserta con un’opera degna di Versailles. Vanvitelli è stato anche pittore e figlio di un grande pittore che ha posto a centro della sua opera la centralità di Roma e lui ha tradotto la pittura in architettura”.
Prima del sottosegretario Sgarbi, in apertura è intervenuta Tiziana Maffei, direttore generale Reggia di Caserta: “Il Museo Reggia di Caserta – ha detto – per rendere omaggio a Vanvitelli, in occasione dei 250 anni dalla morte, ha promosso nel 2023 le Celebrazioni Vanvitelliane che sono frutto di un articolato progetto su scala nazionale ed europea, elaborato per dare nuovo impulso alla conoscenza non solo del grande Maestro e delle sue opere ma anche della sua fortuna artistica. Luigi Vanvitelli è stato un architetto pontificio e reale che ha disseminato il suo genio su buona parte del territorio italiano. Merita, oggi più che mai, di essere riconosciuto soprattutto nella veste di grande professionista, capace di gestire più cantieri contemporaneamente e di generare una tendenza di stile attraverso i suoi allievi e collaboratori, che esportarono anche all’estero il suo linguaggio creativo. In questa prospettiva, il Convegno Internazionale di Studi rappresenta un’importante occasione per promuovere una maggiore conoscenza e tutela delle opere del Maestro, una rilettura delle fonti antiche, della letteratura artistica coeva e degli studi specialistici fioriti nel tempo sulla sua personalità ed eredità”.
“Questo convegno – ha dichiarato in video collegamento Chiara Biondi, assessore alla Cultura della Regione Marche – ha come presupposto il protocollo d’intesa siglato fra la Regione Marche e la Reggia di Caserta che prevede iniziative integrate come la realizzazione di attività di studio, la valorizzazione, promozione e sviluppo del territorio per la diffusione dell’opera del grande Maestro. Ci rivolgiamo senz’altro agli studiosi, con una specifica sezione ‘Giovani Ricercatorì, finalizzata a mappare gli studi attuali e le direttrici di ricerca su questa fondamentale figura del panorama artistico e culturale del Settecento che ha lasciato diverse tracce importanti nelle Marche tra cui spicca certamente la Mole. Le risultanze attese però non sono soltanto in ambito specialistico: approfondendo Vanvitelli impariamo anche un altro modo di raccontare il territorio, ad esempio attraverso itinerari possibili a tema Vanvitelli che potranno arricchire l’offerta della nostra regione. Grazie al poliedrico Vanvitelli e a una collaborazione proficua con la Reggia di Caserta possiamo riaffermare il ruolo che la cultura riveste nell’ideazione di nuove strategie per lo sviluppo e la crescita”.
Per la città di Ancona è doveroso onorare la memoria di Vanvitelli: “Luigi Vanvitelli – ha affermato Anna Maria Bertini, assessore alla Cultura del Comune di Ancona – è l’architetto dell’acqua che ridisegnò la città di Ancona verso il mare per legarla al porto, poichè Ancona è il suo porto: dal molo Nord, dove raddoppiò l’arco di Traiano con il ‘suò arco Clementino, al molo Sud dove realizzò un’isola pentagonale artificiale di 20.000 metri quadri, appunto la Mole. Una visione e un’opera che lasciano un segno architettonico e paesaggistico fortissimo nella città che si configura come vera ‘Porta d’orientè, prefigurando così quella rete di relazioni con l’altra sponda dell’Adriatico. Percorrendo la città antica, troviamo una ricca serie di opere che testimoniano la fervida attività dell’artista ad Ancona dove, per la prima volta ha utilizzato la conchiglia che è una sorta di firma del Vanvitelli. Le celebrazioni vanvitelliane, ispirate alla cooperazione interistituzionale, all’attivazione di processi di rete e alla diffusione di partenariati pubblico-privati, intrecciano sapientemente ricordi, emozioni, riflessioni promuovendo una rinnovata attenzione ai temi del nostro tempo coniugando l’esperienza del passato con l’insegnamento al presente per affrontare più responsabilmente il futuro”.
“Le Celebrazioni di Luigi Vanvitelli – ha affermato Daniela Tisi, dirigente Settore Beni e Attività culturali della Regione Marche – sono state inserite a pieno titolo nella programmazione regionale. La realizzazione ad Ancona del Convegno Internazionale di Studi rappresenta un evento di particolare rilievo, ricco negli interventi e dall’alto valore scientifico per i contributi pervenuti, che, oltre ad onorarci, costituisce un ottimo esempio di buone pratiche in quanto si è attivata una sinergia ed una collaborazione istituzionale tra il Ministero della Cultura, la Reggia di Caserta, il Comune di Ancona, il Museo Tattile Statale Omero, il Fondo Mole Vanvitelliana e numerosi enti ed associazioni del territorio”.
Il convegno sarà inaugurato giovedì 7 settembre alle ore 15.30 nell’Auditorium Tamburi della Mole Vanvitelliana, con i saluti istituzionali del sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, dell’assessore regionale alla Cultura, Chiara Biondi, dell’assessore alla Cultura del Comune di Ancona, Anna Maria Bertini, del rettore UNIVPM, Gianluca Gregori, della soprintendente per le Provincie di Ancona e Pesaro e Urbino, Cecilia Carlorosi, e di Rossella Bellesi, componente del Comitato di direzione del Museo Tattile Statale Omero di Ancona.
L’apertura dei lavori, introdotti da Tiziana Maffei, è prevista alle ore 16.30. Quattro le sessioni tematiche: Poliedricità del Maestro tra formazione ed esperienze; Il professionista tra committenza e collaborazioni; La narrazione dell’opera Vanvitelliana; L’eredità: la diffusione del linguaggio vanvitelliano.
Venerdì 8 settembre alle ore 14.10, interverrà per i saluti istituzionali il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Chiuderanno il convegno, sabato 9 settembre alle ore 11,30, il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e il sottosegretario della Cultura, Vittorio Sgarbi.
-foto ufficio stampa Regione Marche –
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