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JEREMY IRONS PRESIDENTE GIURIA BERLINALE 2020

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L’attore cinematografico e teatrale britannico Jeremy Irons, sarà presidente della giuria internazionale al 70mo Festival internazionale del cinema di Berlino. “Con il suo stile distintivo, Jeremy Irons ha incarnato alcuni personaggi iconici che mi hanno accompagnato durante il mio viaggio nel cinema, rendendomi consapevole della complessità degli esseri umani. Il suo talento e le scelte che ha fatto sia come artista che come cittadino mi fanno sentire orgoglioso di dargli il benvenuto come presidente della giuria per la 70a edizione della Berlinale”, commenta il direttore artistico Carlo Chatrian. “È con sentimenti di grande piacere e onore non trascurabile che assumo il ruolo di presidente della giuria internazionale per la Berlinale 2020, un festival che ho ammirato per così tanto tempo e a cui mi è sempre piaciuto partecipare. Essere a Berlino per il festival sarà un piacere e mi offrirà l’opportunità non solo di ricordare a me stesso quella grande città, ma anche di guardare i film scelti quest’anno dal festival, con l’opportunità di discutere i loro meriti con i miei colleghi membri della giuria”, ha dichiarato Jeremy Irons in merito alla sua presidenza della giuria.
(ITALPRESS).

HAMMAMET, AMELIO “AGONIA DI UN UOMO DI POTERE”

ROMA (ITALPRESS) – Dopo Il traditore, Pierfrancesco Favino si trasforma nuovamente per interpretare un altro personaggio controverso della storia d’Italia: Bettino Craxi. Gianni Amelio lo dirige in Hammamet, nelle sale italiane da domani (9 gennaio). Pur parlando di Craxi, Hammamet non lo nomina mai, Amelio spiega la scelta del cambio nomi: “Non si fanno nomi perché si conoscono troppo. Anche negli altri miei film, non amo che si sentano i nomi propri. Mi piace il dialogo netto che vada al sodo”. Favino descrive l’approccio su questo personaggio: “Conoscevo Craxi politico, la figura e la vicenda giudiziaria. Il mio lavoro è stato indagare sull’uomo e sul privato. Ho cercato di comprendere il suo punto di vista” racconta l’attore reduce dal successo di Il Traditore”.
Si può definire Craxi una star degli anni 80′? Risponde Amelio: “Non lo considero una star. È un politico sul quale è calato un silenzio assordante da decenni, anche ingiusto” chiarisce il regista e aggiunge: “Non è un film contro Mani pulite, si racconta l’agonia di Craxi, prendo in esame sei – sette mesi della sua vita e racconto la sua lunga agonia, quella di un uomo di potere che ha perso il potere e va verso la morte”.
(ITALPRESS).

BOOM PER GLI UFFIZI DURANTE LE FESTIVITÀ NATALIZIE

Feste con il turbo, per il numero dei visitatori, alle Gallerie degli Uffizi e alla Galleria dell’Accademia a Firenze. Nel periodo delle vacanze natalizie, dal 23 dicembre scorso al 6 gennaio, i visitatori dei due complessi museali hanno sfiorato le 280mila presenze. 279.791, per l’esattezza, il numero totale: 61.440 all’Accademia; 218.351 tra Uffizi, Pitti e Boboli, che, insieme, sono cresciuti di quasi un terzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A livello percentuale, l’aumento di ingressi registrato alle Gallerie degli Uffizi è infatti del 28,1%, cioè 47.873 in più rispetto alle feste natalizie 2018-19 (quando si erano raggiunte 170.478 presenze).
A trainare il risultato da record, oltre ad un ottimo andamento del flusso di visite in tutti e tre i luoghi del complesso (basti pensare che in occasione delle aperture prolungate di sera, agli Uffizi, si sono sempre superati i 10mila biglietti al giorno) sono state alcune giornate di queste vacanze, a partire dai primi tre giorni del nuovo anno. Dall’1 al 3 gennaio l’incremento delle presenze è infatti più che raddoppiato rispetto al 2019: 43.092 ingressi tra Uffizi, Palazzo Pitti e il giardino di Boboli, il 139,6% in più, con una crescita di 25.105 visitatori a confronto con lo scorso anno (Uffizi 21.761, +83,6% rispetto agli 11.852 del 2019; Palazzo Pitti 7.440, +197,6% rispetto ai 2.500 del 2019; Giardino di Boboli 13.891, +282,1% rispetto ai 3.636 del 2019). Numeri da capogiro alle Gallerie degli Uffizi anche per la prima domenica gratuita del mese, il 5 gennaio: in questo caso l’aumento è stato del 91,6%, +13.129 visitatori, pari in termini assoluti a 27.457 ingressi. Con una novità: per la prima volta, Palazzo Pitti ha superato gli Uffizi per numero di presenze (Palazzo Pitti 9.792, +141,2% rispetto ai 4.059 del 2019; Uffizi 7.390, +21,9% rispetto ai 6.065 del 2019; Giardino di Boboli 27.457, +91,6% rispetto ai 14.328 del 2019).

“Abbiamo raggiunto questo record grazie alle numerose aperture straordinarie, sia di lunedì che di sera, studiate appositamente per questo speciale periodo dell’anno e grazie alla ricca offerta culturale tra nuove sale e grandi mostre – ha commentato il direttore degli Uffizi Eike Schmidt-In questo modo, la presenza dei visitatori è stata distribuita lungo tutto l’arco della giornata diminuendo l’affollamento. Non soltanto i nostri capolavori sono stati visti da un maggior numero di persone che si trovavano a Firenze per le feste, ma è stata anche offerta una visita qualitativamente migliore, libera dallo stress della chiusura pomeridiana. E non dimentichiamo la magia e la quiete delle ore serali dentro al museo”.
(ITALPRESS)

LOTTERIA ITALIA, A TORINO IL 1^ PREMIO DA 5 MLN

È stato vinto a Torino il primo premio della Lotteria Italia da 5 milioni di euro. La serie e il numero del tagliando sono O 005538. Il secondo premio da 2,5 milioni di euro è andato al tagliando P 463112 venduto a Gonars, in provincia di Udine. Il terzo premio da 1,5 milioni di euro è stato vinto dal tagliando N 121940 venduto a Roma. Il quarto premio da un milione di euro dal tagliando C 127922 venduto a Lucca. Ed il quinto premio da 500 mila euro è andato al tagliando P 370303 venduto a Erba, in provincia di Como.
(ITALPRESS).

TARANTINO TRIONFA AI GOLDEN GLOBE

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E’ “C’era una volta a… Hollywood” il film più premiato all’edizione 2020 dei Golden Globe, assegnati dall’HFPA. Nel corso della serata a Los Angeles condotta dal comico Ricky Gervais, il lungometraggio diretto da Quentin Tarantino ha ottenuto il riconoscimento per il miglior film commedia o musical, miglior attore non protagonista (Brad Pitt) e miglior sceneggiatura.
Nonostante le 34 nomination, solo due premi per Netflix: Laura Dern migliore attrice non protagonista per “Storia di un matrimonio” e Olivia Colman, migliore attrice per la serie “The Crown”. Grande delusione per “The Irishman” di Martin Scorsese, rimasto a bocca asciutta.
Premiato per la miglior regia “1917” di Sam Mendes, mentre il migliore attore drammatico è Joaquin Phoenix, protagonista di “Joker”. Successo anche per “Rocketman”, il biopic su Elton John.
Premiato Taron Egerton come migliore attore di commedia o musical, oltre allo stesso Elton John e Bernie Taupin per la migliore canzone originale. A Renee Zellweger, protagonista di “Judy”, il premio per la miglior attrice drammatica.
Il miglior film d’animazione è “Missing Link”, mentre il coreano “Parasite” trionfa tra gli stranieri. Nella categoria tv, a Russell Crowe il premio per il miglior attore con “The Loudest Voice”.
Durante la serata, non sono mancati i riferimenti all’attualità, con Patricia Arquette, miglior attrice non protagonista in un film tv o miniserie con “The Act”, che ha criticato la politica estera del presidente Usa Donald Trump, definendola “guerrafondaia”.
(ITALPRESS).

CAPITALE ITALIANA CULTURA 2021, 44 LE CITTÀ CANDIDATE

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Sono 44 le Città italiane che si sono candidate al titolo di “Capitale Italiana della Cultura 2021”.
Ecco le candidature regione per regione: – ABRUZZO: L’Aquila;
– BASILICATA: Venosa; – CALABRIA: Tropea; – CAMPANIA: Capaccio Paestum, Castellammare di Stabia, Giffoni Valle Piana, Padula, Procida, Teggiano; – EMILIA ROMAGNA: Ferrara, Unione dei Comuni della Bassa Reggiana, Unione dei Comuni della Romagna Forlivese;
– FRIULI VENEZIA GIULIA: Pordenone; – LAZIO: Arpino, Cerveteri;
– LIGURIA: Genova; – LOMBARDIA: Vigevano; – MARCHE: Ancona, Ascoli Piceno, Fano; – MOLISE: Isernia; – PIEMONTE: Verbania;
– PUGLIA: Bari, Barletta, Molfetta, San Severo, Taranto, Trani, Unione Comuni Grecia Salentina; – TOSCANA: Arezzo, Livorno, Pisa, Volterra;
– SARDEGNA: Carbonia, San Sperate; – SICILIA: Catania, Modica, Palma di Montechiaro, Scicli, Trapani; – VENETO: Belluno, Feltre, Pieve di Soligo, Verona.
Il titolo di “Capitale Italiana della Cultura”, istituito dal Ministro per i beni e le attività culturali e per il Turismo Dario Franceschini con la legge Art Bonus nel 2014, è conferito per la durata di un anno e la città vincitrice riceve un milione di euro per la realizzazione del programma presentato.

Le città che hanno manifestato il proprio interesse devono ora presentare entro il 2 marzo i propri dossier di candidatura, che verranno esaminati da una giuria di sette esperti di chiara fama per arrivare entro il 30 aprile alla selezione di un massimo di 10 progetti finalisti da invitare in audizione.
La città Capitale Italiana della Cultura 2021 verrà scelta esclusivamente sulla base di questi colloqui entro il 10 giugno, quando la giuria indicherà pubblicamente al Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo la candidatura più idonea da formalizzare con delibera del Consiglio dei Ministri.
Negli anni precedenti il titolo è stato assegnato alle Città di Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena nel 2015; Mantova nel 2016; Pistoia nel 2017; Palermo nel 2018. Parma sarà la Capitale Italiana della Cultura per il 2020, con un intenso calendario di eventi che partirà il prossimo 12 gennaio con l’apertura ufficiale alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
(ITALPRESS)

CHECCO ZALONE DA RECORD AL BOX OFFICE

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Checco Zalone batte se stesso. “Tolo Tolo”, il quinto film dell’attore pugliese, prodotto dalla Taodue Film di Pietro Valsecchi, distribuito da Medusa e diretto, per la prima volta, dallo stesso Zalone, raggiunge numeri stellari: nel suo primo giorno di programmazione al boxoffice sfiora gli 8,7 milioni di euro (8.680.232 euro con oltre 1.175.000 presenze) diventando il film con il miglior incasso di sempre nella storia del cinema italiano nelle prime 24ore di programmazione, superando il record che fu di “Quo Vado?” (7.341.414 euro).
“Checco Zalone ha riunito gli italiani dentro le sale cinematografiche”, commenta con soddisfazione Pietro Valsecchi, produttore del film, che aggiunge: “Un risultato incredibile che mi rende ancora più felice perché premia l’opera prima di Checco come regista, una scommessa vinta non solo per gli incassi ma anche per la riuscita del film, che ha saputo divertire ed emozionare grandi e piccoli al di là di ogni divisione ideologica. Il nuovo decennio inizia bene per il cinema italiano grazie a questa iniezione di fiducia e di incassi che ricadono su tutto il sistema cinematografico”.
(ITALPRESS).

IPOTESI RULA JEBREAL A SANREMO, POLEMICA SOCIAL

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Polemica sui social dopo i rumours che vedono la giornalista Rula Jebreal nella lista delle possibili conduttrici del festival di Sanremo al fianco di Amadeus.
“Mi par di capire che con i soldi del canone #Rai #RulaJebreal potrebbe essere incaricata a #Sanremo di spiegarci quanto le facciamo schifo. Se poi qualcuno si lamenterà sui social, seguiranno accuse di: -razzismo -sessismo – machismo. Pure nel 2020, ci avete già rotto….», scrive Daniele Capezzone sul suo profilo twitter.
Marco Gervasoni, docente dell’Università del Molise, noto per aver pubblicato tweet offensivi nei confronti della senatrice a vita Liliana Segre, scrive su twitter: “Mitica la definizione che ne diede in un talk show anni fa Sapelli ‘gnocca senza testa’. Aspettatevi un Sanremo pro clandestini, pro islam, pro lgbt, pro utero in affitto, pro sardine, pro investitori d’auto (purché con suv)”.
Mentre qualcuno lancia l’hashtag #BoicottaSanremo, Davide Faraone, presidente dei senatori di Italia Viva, si schiera dalla parte della giornalista: “Donna, colta, impegnata. È il mix che i sovranisti odiano. In queste ore @rulajebreal
è oggetto di insulti sessisti, razzisti e sapete perché? Per un’indiscrezione: Amadeus l’avrebbe scelta come co-conduttrice di #Sanremo2020. Non so se lo sarà, lo spero, forza #RulaJebreal”.
La pensa allo stesso modo il deputato del Partito democratico Ubaldo Pagano che scrive su facebook: “La campagna che in queste ore il mondo della destra sta portando avanti contro la giornalista Rula Jebreal perché per una sera potrebbe essere ospite di Sanremo mette insieme razzismo e censura: nella Rai che è ancora la Rai di Salvini non è permesso dare spazio a persone di colore o persone che non la pensano come il ‘Capitanò dei leghisti? O sei sovranista, oppure le porte del servizio pubblico sono precluse?. È davvero vergognoso – prosegue Pagano – questo bavaglio preventivo. Rai1 può dare un programma quotidiano al biografo di Salvini ma non può ospitare una voce dissonante dal verbo sovranista? Il canone lo pagano tutti gli italiani, non solo coloro che votano Lega e Fratelli d’Italia».
(ITALPRESS).