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Cannes, “The substance”, in concorso il body horror con Demi Moore

CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – La bellezza femminile può essere un dramma horror, anche estremo: pensate a qualcosa di più radicale dei lifting o delle rifiniture con protesi varie e la risposta è “The Substance”, che è il titolo del film girato dalla parigina Coralie Fargeat negli Stati Uniti, presentato in Concorso a Cannes 77. Quello che si chiama body horror, che giunge sulla Croisette con il peso di una riflessione a corpo aperto sul rapporto tra l’identità e la bellezza, sull’ossessione per la perfezione fisica e sul mito dell’eterna giovinezza ottenuta a colpi di fitness e chirurgia estetica. In scena c’è Demi Moore, come sempre pronta a giocare in chiave “politica” la sua femminilità e la sua bellezza, finalmente anche le sue rughe e la sua età: perfettamente in sintonia con una regista come la Fargeat, che fa parte del collettivo 50/50 a guardia della parità di genere nel sistema cinematografico globale. “The Substance” è una fiaba horror, o meglio una parabola sociale in cui attraverso l’immaginario horror più estremo si parla dell’ossessione della giovinezza, della perfezione fisica femminile e della bellezza come valore sociale assoluto. Demi Moore è Elizabeth Sparkle, star del cinema che col passare degli anni è restata aggrappata al successo in caduta dello show mattutino di dance fitness di cui è titolare.
Allo scoccare del suo cinquantesimo compleanno, Elizabeth viene messa poco gentilmente alla porta da Harvey (nome di certo non scelto a caso…), volgarissimo patron del canale televisivo interpretato da un debordante Dennis Quaid . Quando qualcuno le suggerisce di provare il programma di ringiovanimento “The Substance”, Elizabeth tentenna ma poi la disperazione la spinge a provare: il metodo di acquisto segretissimo non la scoraggia e nemmeno il sistema di vendita contactless e le istruzioni per l’uso che sembrano piuttosto delle regole di ingaggio: si inietta il siero giallo senza pensarci due volte e si ritrova senza sensi per terra con la schiena squarciata dalla quale viene fuori un’altra se stessa, molto più giovane e soprattutto incredibilmente più bella, che prende il suo posto per una settimana. Si fa chiamare Sue, ha la bellezza tagliente e levigata di Margaret Qualley e diventa senza problemi la nuova star dello show mattutino, con immediato record di ascolti.
Il problema è che il programma prevede l’alternanza settimanale tra la matrice Elizabeth e la sua sostituta Sue: l’equilibrio tra le due parti deve essere mantenuto, l’una deve nutrire l’altra e poichè questo puntualmente non accade, le conseguenze saranno drammatiche, anzi mostruose e grottesche, diciamo pure grandguignolesche… Coralie Fargeat concepisce una magnifica parabola sul rapporto invasivo che nella società contemporanea si è instaurato tra il mito della perfezione fisica e la necessità di accettarsi e essere accettati per quello che, col passare degli anni, si diventa. Gli schemi del genere horror, da sempre portati a utilizzare il corpo come confine estremo delle riflessioni sociali, vengono adottati dalla Fargeat sino alle estreme conseguenze, offrendo allo spettatore un’opera che non ha paura di praticare lo splatter in stile anni ’80, infarcito di citazioni che vanno da Brian De Palma a Brian Yuzna, passando per Hitchcock. Il faccia a faccia tra Demi Moore e Margaret Qualley raggiunge momenti di crudeltà degni del duetto tra Bette Davis e Joan Crawford ai tempi di “Che fine ha fatto Baby Jane”, ma quel che conta in un film come “The Substance” è che il divertimento assicurato dalle spinte estreme dell’horror porta a una visione plastica su problematiche centrali nel mondo contemporaneo. C’è da scommettere che piacerà alla Presidente di Giuria Greta Gerwig.

foto: IPA Agency

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Irene Grandi celebra 30 anni di carriera con il “Fiera di Me” tour

ROMA (ITALPRESS) – Dopo la pubblicazione del singolo “Fiera di Me”, arricchito dalla supervisione ritmica del leggendario Stewart Copeland, Irene Grandi annuncia l’omonimo tour che celebra i 30 anni di una carriera straordinaria e che partirà quest’autunno da Bologna. Irene Grandi, una delle artiste più amate e iconiche del pop italiano, ha pensato a un concerto unico, in cui ripercorre la sua lunga e brillante storia musicale iniziata nel 1994. Con la sua voce inconfondibile accompagnerà gli spettatori nel racconto della propria storia attraverso i suoi successi più amati, le collaborazioni più significative e le sue esplorazioni musicali. Il tour “Fiera di Me” sarà un’occasione imperdibile per rivivere i momenti più emozionanti della carriera di un’artista che ha sempre sperimentato e ha saputo evolversi e reinventarsi costantemente. Dal successo travolgente di “In vacanza da una vita” a “La tua ragazza sempre”, fino alle intense emozioni di “Bruci la città” e “Prima di partire per un lungo viaggio”, ogni canzone racconta una parte del percorso di un’artista che non si è mai fermata. Le collaborazioni di Irene Grandi hanno arricchito la sua musica di sfumature uniche. Ha condiviso il palco e lo studio con artisti del calibro di Pino Daniele, Jovanotti, Vasco Rossi e Stefano Bollani, dimostrando una versatilità che le ha permesso di spaziare tra diversi generi musicali senza mai perdere la sua identità.
Il nuovo singolo “Fiera di Me”, che dà il titolo al tour, segna una nuova tappa nella carriera di Irene, rappresentando un inno alla rinascita e alla forza personale. Questo brano, carico di significato, non solo celebra il passato, ma guarda con ottimismo al futuro, proiettando Irene verso nuovi e ambiziosi progetti artistici. Il concerto sarà una festa ma anche l’occasione per riscoprire e apprezzare l’evoluzione di un’artista che ha saputo reinventarsi e restare sempre attuale. Tra ieri e domani, un presente in cui scoprire, ancora una volta, che “è tutto qui”.
Queste le prime date annunciate: 12 novembre Teatro Duse, Bologna; 18 novembre Teatro Manzoni, Milano; 24 novembre Teatro Golden, Palermo; 25 novembre Teatro Metropolitan, Catania; 30 novembre Teatro dell’Aquila, Fermo; 7 dicembre Auditorium Parco della Musica, Roma; 9 dicembre Teatro Verdi, Firenze; 10 dicembre Teatro Politeama, Genova.

foto: ufficio stampa International Music

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Maneskin, sold out concerto Città del Messico che apre il tour mondiale

ROMA (ITALPRESS) – I Màneskin questo weekend sono tornati live con un esplosivo show sold out davanti ad oltre 55 mila spettatori al Tecate Emblema Festival di Città del Messico, iniziando così la loro attesissima serie di concerti che li porterà sui palchi dei più importanti festival mondiali dell’estate 2024. Un concerto incendiario iniziato con “Don’t Wanna Sleep” e proseguito con ben 16 brani in scaletta, tra cui le super hit internazionali “I Wanna Be Your Slave” – che è appena entrata insieme a “Beggin” nell’esclusivo Billion Stream Club di Spotify delle canzoni che hanno superato quota 1 miliardo di stream – e ancora “Mammamia”, “Zitti E Buoni” e “Supermodel”. Scarica il video live “Gossip” tratto dallo show di Città del Messico. Il concerto sold out al Tecate Emblema Festival dà il via a una serie di 15 concerti da headliner sui palchi dei più grandi e prestigiosi festival di tutto il mondo tra Sud America, Europa e Asia.
Un successo che mostra come una band nell’era moderna possa dominare la scena mondiale, riscrivendone ogni volta le regole. Il 2023 ha visto i Màneskin suonare davanti a oltre 1 milione di fan in tutto il mondo, in 27 paesi e 4 continenti. Hanno accumulato un’impressionante quantità di successo di pubblico e critica, conquistando premi e riconoscimenti, tra cui il VMA “Best Rock”, l’EMA “Best Rock Act” e il NRJ Music Awards 2023 in Francia come artisti più trasmessi in radio. Il loro ultimo album, RUSH!, pubblicato a gennaio 2023 e a novembre con una nuova edizione intitolata “Rush! (ARE U COMING?)”, ha raggiunto il numero 1 in 15 paesi e la Top 5 nelle classifiche degli album di 20 paesi. Ad oggi, l’album ha superato i 2 miliardi di stream globali contribuendo ai 10,6 miliardi di stream totali della band. Attualmente la band ha ben 2 canzoni nell’esclusivo Club dei Miliardi di Spotify, con ‘Beggin’ e ‘I Wanna Be Your Slavè che hanno superato il traguardo di 1 miliardo di stream. Nel 2023 i Màneskin hanno raggiunto 392 certificazioni discografiche, tra cui 32 Dischi di Diamante, 294 Dischi di Platino e 66 Dischi d’Oro.
I Màneskin saranno headliner nei seguenti festival quest’estate: 8 giugno e 9 giungo – Norimberga – Rock im Park; 15 giugno – Nickelsdorf (Austria) – Nova Rock Festival; Paesi Bassi, 21 giugno – Landgraaf – Pinkpop Festival; Finlandia, 27 giugno – Seinajoki – Provinssi Festival; Polonia, 3 luglio – Gdynia – Open’er Festival; Belgio, 5 luglio – Werchter – Rock Werchter; Francia, 10 luglio – Le Barcarès – Les Dèferlantes; Spagna, 12 luglio – Madrid – Mad Cool; Portogallo, 18 luglio – Lisbona – Super Bock Super Rock; Grecia, 23 luglio – Atene – Athens Ejekt Festival; Giappone, 17 e 18 agosto4 – Osaka – Summer Sonic Main Stage; Francia, 22 agosto – Parigi – Rock en Seine.

foto: ufficio stampa MNcomm

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Gigi D’Alessio feat. Geolier “Senza tuccà”

ROMA (ITALPRESS) – “Senza tuccà” (GGD Edizioni Srl/Sony Music) è il nuovo singolo di Gigi D’Alessio feat. Geolier, in radio e su tutte le piattaforme digitali dal 24 maggio, contenuto nel nuovo album di Gigi D’Alessio “Fra” in uscita sempre il 24 maggio e già disponibile in preorder. Dopo numerose collaborazioni di successo tra i due artisti, “Senza tuccà” è il loro primo featuring inedito: una canzone d’amore scritta a quattro mani da Gigi e Geolier, che ne hanno firmato anche le musiche insieme a Kekko D’Alessio e Max D’Ambra. Il singolo è accompagnato dal videoclip, diretto da Marco Pavone, che li vede in versione cartoon immersi nella spettacolare skyline di una Napoli futuristica, in volo tra cielo e mare per raccontare una passione che si consuma “Senza tuccà”, un amore reale ma che resta confinato nell’utopia.
Fra è il nuovo album di Gigi D’Alessio (GGD Edizioni Srl/Sony Music) in uscita il prossimo 24 maggio in formato CD e vinile bianco. Con una tracklist di 10 canzoni che spaziano tra nuovi brani e indimenticabili hit rivisitate per l’occasione, e tanti inediti featuring, Fra è il primo capitolo di un nuovo progetto discografico.

foto: ufficio stampa Gigi D’Alessio

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NYCanta riprende la collaborazione con l’associazione Ranco. Pupo presenterà la nuova edizione

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NEW YORK (ITALPRESS) – La direzione artistica del NYCanta è stata affidata a due nomi di spicco nel panorama musicale italiano: Beppe Stanco e Cesare Rascel, esperti operatori del settore musicale italiano, che si erano già occupati delle selezioni per le edizioni XII, XIII e XIV. Lo riferisce l’Associazione Culturale Italiana di New York, attraverso il chairman Tony Di Piazza.
Il Festival della Musica Italiana di New York sarà trasmesso nel mondo da RAI ITALIA, in Italia da RAI 2 ed in seguito sarà disponibile anche su RAIPLAY.
L’associazione RANCO, di Beppe Stanco e Cesare Rascel, ha sottoscritto un accordo con l’Associazione Culturale Italiana di New York anche per continuare le operazioni di selezione, già avviate lo scorso marzo per l’individuazione dei 10 artisti che si esibiranno sul palco dell’Oceana Theater di New York il prossimo 13 ottobre. La XVI edizione del NYCanta sarà presentata da Pupo.
L’ACINY ringrazia “la precedente organizzazione, Glocal Media, per il lavoro svolto fino ad oggi, che seppur passando il testimone alla Ranco, continuerà a fornire un supporto tecnico alla kermesse”.
Gli artisti interessati possono continuare ad inviare le proprie candidature attraverso il sito ufficiale www.nycanta.com, dove sono disponibili le informazioni dettagliate riguardo i requisiti e le modalità di partecipazione.
Come da regolamento i 10 finalisti che voleranno nella grande mela saranno selezionati da una giuria di esperti e tutte le spese per raggiungere la grande mela e soggiornarvi saranno a carico dell’organizzazione.
-foto ufficio stampa NyCanta-
(ITALPRESS).

Libri, esce “Il grande gioco-parte prima: la promessa” di Angelo Deiana

MILANO (ITALPRESS) – E’ uscito il libro “Il grande gioco – Parte Prima: la Promessa” scritto da Angelo Deiana per Giacovelli Editore. Ma cosa è il Grande Gioco e perchè ne siamo tutti dentro? Abbiamo affrontato una crisi epocale come la pandemia e, quando ne siamo usciti, ci siamo accorti che avevamo partecipato al più grande esperimento sociale della Storia: per molti mesi, 5 miliardi di persone erano rimaste a casa e avevano fatto business, affetti e relazioni solo digitalmente. Quello che è accaduto subito dopo è sotto gli occhi di tutti: invece di fermarci a riflettere su quello che avevamo passato, ci siamo accorti che stavamo scendendo velocemente verso la sorpresa, l’inatteso, l’imprevedibile. L’avvento dell’era dell’IA e della velocità in Rete, ma anche dell’era delle nuove guerre e dell’inflazione. Un mondo nuovo che dobbiamo ancora capire bene: il mondo del Grande Gioco. Un mix esplosivo, lo scontro di attrito economico, finanziario, bellico e ibrido delle grandi piattaforme globali, e la conseguente separazione definitiva tra potere e politica. Un nuovo modello di ordine mondiale che, anche attraverso i nostri Big Data, coinvolge tutti. Cosa fare allora? A partire da un indice innovativo da leggere “tutto d’un fiato”, questo libro è il primo di una trilogia che vuole esplorare gli scenari evolutivi incerti e le reti che legano persone, imprese, professionisti, manager, governi, Istituzioni, finanza e tecnologia nel mondo del Grande Gioco. Tutto questo per cercare di capire quali sono le consapevolezze utili per governare la nostra personale nave in questa tempesta mai vista di innovazione. D’altra parte, come diceva Einstein, per ottenere risultati differenti bisogna fare cose differenti. E, soprattutto, bisogna imparare a giocare al Grande Gioco.(ITALPRESS).

Foto: Angelo Deiana

A Cannes “Caught by the tides”, 23 anni di Cina secondo Jia Zhang-Ke

CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Le prime inquadrature di “Caught by The Tides” sono state girate nel 2001, le ultime alla fine nel 2023. In mezzo c’è la grande narrazione della Cina contemporanea messa in immagini tra il documentario e la finzione dal grande Jia Zhang-ke. In Concorso a Cannes 77, il film è un magnifico esempio di narrazione cinematografica moderna, trovata dal regista cinese tra gli spazi reali del suo paese e quelli immaginari del suo cinema. Un ritratto sociale ma prima di tutto un melodramma in cui l’amore si disperde nelle mareggiate della grande modernizzazione cinese: ci sono Qiaoqiao e Bin che all’inizio del 2000 vivono nella provincia di Hubei, quella che è destinata di lì a breve a essere spopolata e inondata per costruire la Diga delle Tre Gole. Lei canta nei locali e nelle feste del posto, Bin le sta accanto ma poi decide di partire per fare fortuna in un’altra provincia, promettendo di chiamarla appena sistemato. Ma sparisce nel nulla e allora Qiaoqiao decide di andarlo a cercare, senza troppa fortuna. La vita scorre, gli anni passano, l’età avanza, la Cina cambia, le tecnologie si evolvono… Quando, vent’anni dopo, i due si ritroveranno, tutto sarà diverso eppure tutto è uguale e Jia Zhang-ke è proprio questo immutabile ed eterno cambiare nel nulla che racconta da sempre nei suoi film.
“Caught by the Tides” è solo l’ennesimo capitolo del suo cinema dedicato ai volti e ai paesaggi di un Paese che si trasforma nei suoi occhi e che puntualmente gli appare come un paesaggio arcaico e una visione di fantascienza. A interpretare il ruolo di Qiaoqiao c’è del resto la sua attrice feticcio, Zhao Tao, presenza che attraversa il tempo tra il mutismo e la mascherina dei tempi del Covid.

foto: IPA Agency

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A Cannes “Bird”, l’adolescenza ad ali spiegate di Andrea Arnold

CANNES (FRANCIA) (ITALPRESS) – Adolescenza ad ali spiegate, per liberarsi dal terreno vago di una vita difficile: in Concorso a Cannes 77 arriva “Bird”, il nuovo film di Andrea Arnold che trova lo spazio adatto a raccontare la storia della dodicenne Bailey, spirito sognante e carattere testardo. Vive col fratello Hunter e con il padre Bug che pensa prevalentemente a se stesso e sta per risposarsi. Bailey dovrebbe fare la damigella d’onore dello sposalizio da sogno che l’uomo e la sua consorte immaginano, ma lei proprio non ci sta a indossare il vestito ridicolo che la nuova madre le ha comprato per l’occasione e allora fugge di casa… Tenta di raggiungere la madre, che però non può accoglierla in casa, col marito violento che si ritrova e le due figlie alle quali già non riesce a badare. E allora in suo soccorso arriva un amico reale o forse immaginario, che comunque viene dall’alto dei palazzi su cui vive appollaiato e che infatti viene chiamato da tutti Bird: anche lui cerca la sua famiglia, che prima abitava accanto alla madre della ragazzina, e allora si unisce a lei in una comunione di speranza e disillusione che si trasformerà in una fiaba di iniziazione alla vita raccontata da Andrea Arnold con dolcezza e spirito libero.
Regista di grande sensibilità, l’autrice di film come “American Honey”, “Fish Tank” e “Red Road” porta a Cannes 75 quello che definisce il suo film più doloroso, un viaggio tra realtà e immaginario che scaturisce dal realismo suburbano del Kent e assume le forme di un coming of age impossibile. Sorretto da una colonna sonora che tiene insieme i Coldplay e i Blur, il film trova nella giovane Nykiya Adams un punto focale notevole. La affiancano Franz Rogowski nel ruolo di Bird e Barry Keoghan in quello del giovane padre Bug.

foto: Ipa Agency

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