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Alonso “In forma e maturo, Leclerc talento, Schumi re”

“La F1 non mi sembra cambiata. Stessa gente, stesse regole. Chi era forte due anni fa è forte oggi. Io piuttosto, sono un pò diverso. Volevo nuove sfide, ho avuto il tempo per affrontarle, penso di essere migliorato nel corpo e nella testa. E sono più rilassato di fronte a ciò che pretendo da me stesso”. Si presenta così, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, il ‘nuovo Fernando Alonsò. Lo spagnolo torna in Formula 1 e ha subito dimostrato, durante i test di Abu Dhabi, di non aver perso lo smalto di un tempo facendo registrare il miglior tempo al volante della sua Renault.” Penso di essere maturo come mai prima. I test psicofisici dicono che sono in forma come nel 2010. Ho analizzato come guidavo per correggere ogni difetto, la mia velocità è rimasta intatta, le esperienze a Le Mans e a Indy hanno fornito dati utili. Cosa temo? Un calendario con 23 gare. Pesante. Significa avere circa 20 giorni liberi in un anno”. L’obiettivo minimo è semplice: “La Renault ha collezionato tre podi nel 2020, mi piacerebbe migliorare il bilancio. Per un anno. Poi, ben altro”. L’ex Ferrari è consapevole di trovare un nuovo numero 1 che difficilmente potrà perdere il trono.
“Nel 2021 vincerà ancora Mercedes, vincerà ancora Hamilton. Red Bull si batterà per il secondo posto, resta da vedere chi finirà terzo. La vera sfida riguarda il 2022”. Deve più Hamilton alla Mercedes o la Mercedes a Hamilton? “Hamilton alla Mercedes. Non c’è dominio se non c’è una macchina vincente. Quando conquisti una serie di titoli vuol dire che disponi di una superiorità tecnica decisiva. E’ accaduto ad Hamilton, è accaduto a Vettel che con Red Bull ha trionfato e poi non è più riuscito a vincere. Accadde lo stesso a me con Renault nel 2005 e 2006”. A proposito di Vettel, la Ferrari ha scelto Sainz al suo posto. “Un campione del mondo in casa avrebbe aumentato la pressione. E poi, dopo 5 anni, si è capito che Seb non poteva essere il salvatore della patria, che Leclerc dispone di maggiore potenziale. Sainz deve essere sembrato il pilota giusto per accompagnare Charles”. Alonso fa una considerazione sulla Formula 1. “Il caso Russell è eclatante per spiegare questa F1. In cinque giorni, non cento, è passato da ultimo a primo. Il tutto senza un tocco divino, senza fare meditazione in Tibet o roba del genere. E’ bastato salire su una Mercedes. Valutare i piloti è complicato. Certo, se pensiamo a chi vedono più spesso nei retrovisori Hamilton o Bottas, troviamo Verstappen. Leclerc è un talento eccezionale ma per misurarlo davvero serve qualche anno”.
La Ferrari non ha vinto con Alonso nè con Vettel. “Si muove in una dimensione diversa da ogni altra squadra. C’è la Gestione Sportiva, l’azienda, la politica, una quantità di persone coinvolte nelle decisioni. Altri team restano in F1 per 10 o 15 anni e poi se ne vanno. La Ferrari non può permetterselo. Non abbiamo vinto, certo, ma abbiamo sfiorato il Mondiale due volte lottando sino all’ultima gara, lo dico perchè dei secondi posti non si ricorda nessuno. Nel 2017 e ’18 è accaduto lo stesso con Vettel. La verità è che negli ultimi sette anni ha vinto una squadra sola”. Michael Schumacher l’avversario più forte incontrato. “Guidavo una Renault più veloce della Ferrari e lui era sempre lì, in lotta, all’attacco. Riusciva a fare cose incredibili. Ero convinto di averlo distanziato: macchè. Sto parlando di una leggenda. Possiamo discutere sul fatto che fosse Barrichello il suo compagno così come Bottas è compagno di Hamilton. Ma le leggende si costruiscono anche così ed è giusto che vengano ricordate come tali. Ora c’è Mick in pista e fa un bellissimo effetto. E’ una persona che mi piace molto, ci siano incontrati qua e là: un ragazzo d’oro. Il resto lo vedremo. Ma che corra in F1 è una ottima notizia per tutti noi”. Alonso ricorda l’incidente del 2015: “Sono momenti in cui ti ricordi che mestiere fai e quali rischi corri. Ogni tanto serve una scossa, una sveglia. E’ accaduto con Grosjean in Bahrein. Sono morti Jules Bianchi in F1 e Antoine Hubert in F2. Spesso dimentichiamo quanto questo sport possa essere crudele”.
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Preseason Nba, primi punti per Mannion, ma Warriors ko

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Anche se solo di preseason si tratta, primi punti Nba per Niccolò Mannion. L’italiano gioca 8 minuti e mette a referto 2 punti, 4 assist e 3 rimbalzi nel match che Golden State perde contro Sacramento. Vincono i Kings 114-113, nonostante i 29 punti di Steph Curry. In doppia cifra per i Warriors anche Chriss (17 punti e 9 rimbalzi), Wiggins (12), Oubre (12) e Wanamaker (10), ma la spunta Sacramento con un Kyle Guy decisivo: per lui il canestro della vittoria e 20 punti, mentre ne fanno 18 Hield e 17 Fox.
Nelle altre due gare della notte Philadelphia batte Boston 108-99 e i Rockets superano 112-98 gli Spurs. Esordio stagionale per James Harden non al top della forma (le foto mettono in mostra qualche chilo da smaltire) e a referto con 12 punti, mentre ne fanno 15 a testa McLemore e Wall. Per San Antonio il miglior realizzatore è Lonnie Walker con 17 punti.
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ICS-Federgolf: “Impegnati nel verde”, riconoscimenti ai circoli

ROMA (ITALPRESS) – La sostenibilità ambientale ha bisogno di atti e fatti concreti, riconoscendo e promuovendo le “buone pratiche”, affinchè possano svolgere una funzione esemplare, anche dal punto di vista educativo e formativo. Questo è lo spirito con il quale la Federazione Italiana Golf, in collaborazione con l’Istituto per il Credito Sportivo, rinnova il suo impegno su un tema così socialmente rilevante, attraverso i riconoscimenti ambientali da assegnare ai migliori circoli italiani attraverso l’edizione 2020 del progetto “Impegnati nel Verde”. Con questa iniziativa la Federgolf, nell’ambito del Progetto Ryder Cup 2023, intende avvicinare progressivamente l’intero movimento golfistico italiano verso la Certificazione Ambientale Internazionale GEO – Golf Environment Organization, programma riconosciuto dal Comitato Olimpico Internazionale e dalle più importanti associazioni che operano nel mondo del golf (R&A, EGA, PGA European Tour) e a difesa dell’ambiente (World Wide Fund for Nature). Sviluppo delle politiche di ecosostenibilità dei percorsi di golf, riduzione e ottimizzazione del consumo di risorse naturali, impegno nei confronti del problema dell’ambiente e sensibilizzazione del “turismo verde”, rappresentano i cinque capisaldi dell’iniziativa, che ha premiato l’impegno profuso dai Circoli nelle seguenti categorie: acqua, biodiversità, energia, paesaggio, patrimonio storico, artistico e culturale.
Il lavoro e le attività svolte sono stati esaminati da un Comitato Tecnico Scientifico composto da cinque docenti universitari, che hanno valutato l’utilizzo di tecnologie, metodologie, progettazioni e gestioni in grado di sviluppare un netto miglioramento della sostenibilità ambientale dei percorsi e un approccio responsabile nell’utilizzo delle risorse naturali.
I premi sono stati consegnati dai Presidenti dei Comitati Regionali F.I.G. e dai Referenti Territoriali ICS ai Circoli che si sono distinti per l’impegno e la sensibilità ambientale, con azioni concrete in grado di coniugare pratica sportiva e rispetto per l’ambiente, con i seguenti abbinamenti: Acqua – A.S.D. G.C. San Michele di Cetraro (Cosenza), Golf del Ducato Percorso La Rocca di Sala Baganza (PR); Biodiversità – Albarella di Rosolina (Rovigo), Golf Club Claviere di Torino, Golf Club Ugolino di Impruneta (Firenze); Energia – G.C. Città di Asti, G.C. Santo Stefano di Campagnola Emilia (Reggio Emilia); Paesaggio – Golf Club Claviere di Torino; Eredità Culturale – Bellosguardo G.C. di Vinci (Firenze), Golf Club Tirrenia (Pisa); Certificazione GEO – G.C. Montecchia di Selvazzano Dentro (Padova) per il torneo internazionale “US Kids Venice Open”.
“Con il Progetto “Impegnati nel Verde” – dichiara il Presidente della Federazione Italiana Golf e Vicepresidente vicario del CONI, Franco Chimenti – la Federazione Italiana Golf scende in campo insieme all’Istituto per il Credito Sportivo a difesa dell’ambiente e delle bellezze storiche, artistiche e culturali del nostro Paese. Il golf italiano, nel suo entusiasmante viaggio verso la Ryder Cup 2023, si conferma uno sport sempre più green, con una naturale propensione all’ecosostenibilità. Ringrazio il Presidente Abodi e l’Istituto per il Credito Sportivo per il supporto e per la condivisione degli obiettivi di questa iniziativa. A nome di tutto il Consiglio Federale, mi complimento con i circoli che si sono distinti in chiave eco-solidale e ringrazio il team di lavoro della sezione FIG Impianti e Ambiente per il conferimento dei rispettivi riconoscimenti con la preziosa collaborazione dei Comitati e delle Delegazioni regionali”.
“L’impegno ambientale della Federazione Italiana Golf – dichiara il Presidente del Credito Sportivo Andrea Abodi – interpreta in modo puntuale lo spirito e l’indirizzo dell’Obiettivo 17 dell’Agenda di Sviluppo Sostenibile 2030, che si sostanzia in collaborazioni inclusive, costruite su principi e valori solidi, su una visione comune e su obiettivi condivisi, necessarie non solo a livello nazionale, ma anche territoriale. Da parte sua – conclude Abodi – l’ICS sostanzia ancora una volta la sua natura di banca sociale per lo sviluppo sostenibile dello Sport e della Cultura sostenendo questa iniziativa, concreta ed efficace, dai rilevanti contenuti valoriali”.
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Termina 1-1 Benevento-Lazio, equilibrio in casa Inzaghi

Un punto a testa nella sfida fra i fratelli Inzaghi, che si conclude 1-1 allo stadio Vigorito nella prima serata della dodicesima giornata della Serie A. All’eurogol di Immobile al 25′ risponde il pareggio di Schiattarella alla fine del primo tempo. Nessuno dei due team e dei due Inzaghi (Pippo e Simone) voleva perdere. Entrambi in cerca di riscatto, Filippo dopo la sconfitta con il Sassuolo, Simone per la debacle casalinga con il Verona. Due assenze pesanti per i biancocelesti: gli infortunati Acerbi e Leiva. Il Benevento parte in quarta, clamorosa doppia occasione dopo appena sei minuti: Reina fa un doppio miracolo, salvando la porta dalle conclusioni di Lapadula e di Glik. La Lazio domina nel possesso palla, dopo venti minuti arriva la prima chance, Luis Alberto centra il palo con un tiro a giro. Al 25′ Immobile inventa un gol spettacolare, anticipa Tuia con un destro al volo e beffa Montipò con lo 0-1 su assist di Milinkovic-Savic. L’attaccante napoletano sfiora la doppietta una decina di minuti dopo. La gara è divertente, Lapadula mantiene viva la pericolosità del Benevento, che rimette in parità il risultato sul tramonto del primo tempo. Sugli sviluppi del corner battuto da Caprari, al 45′ Schiattarella non sbaglia il colpo dell’1-1.
I biancocelesti accusano il colpo del pareggio nella ripresa. Pur dominando il campo e offrendo buone soluzioni offensive, mancano di concretezza in avanti. I campani fanno buona guardia e gestiscono un risultato d’oro. Squadre molto lunghe nell’ultimo quarto d’ora, i cambi di fronte sono continui. La Lazio cerca di colpire con le occasioni di Milinkovic-Savic e Pereira, rischia anche di perderla con le chance di Di Serio e Improta (parata da Reina), ma porta a casa solo un pareggio dal Vigorito. Nel recupero espulso Schiattarella (gioco pericoloso su Correa) ma il Benevento sorride per il pareggio.
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Pari a reti bianche fra Udinese e Crotone

UDINE (ITALPRESS) – L’Udinese manca l’appuntamento con la quarta vittoria consecutiva e deve accontentarsi di un pareggio a reti inviolate contro il Crotone. Alla Dacia Arena i friulani sciupano diverse chance da gol e collezionano un punto che li proietta a quota 14 in classifica. La caccia alla continuità di risultati per Gotti passa tra i piedi degli argentini: De Paul e Pereyra, autore di tre assist consecutivi negli ultimi tre impegni dei friulani. La prima occasione da gol però è del Crotone con Simy alla ricerca del 50esimo sigillo in Italia e vicino a realizzarlo con un colpo di testa da buona posizione bloccato a terra da Musso al 9′. Al 21′ si accende il genio di De Paul: assist splendido per Pussetto e gol ma il guardialinee ravvisa una posizione di fuorigioco e il Var conferma. Al 32′ tocca ancora all’argentino inventare e creare occasioni: passaggio a Nestorovski il cui sinistro di prima intenzione è bloccato da Cordaz in due tempi. Ma è l’ultimo lampo del primo tempo di De Paul, che al 45′ si fa anche male al ginocchio e torna in campo nella ripresa con una fasciatura e con una condizione sottotono. Sono cinque i tiri dalla distanza dell’Udinese nei primi 45′ e in avvio di secondo tempo il primo squillo dei friulani è proprio una conclusione da fuori. A provarci al 48′ è Arslan con una staffilata che sfiora il palo di destra della porta di Cordaz. Al 61′ l’Udinese sfiora il vantaggio sull’asse dei due quinti di centrocampo: Zeegelaar crossa dalla sinistra, Molina arriva sul pallone ma Cordaz in tuffo blocca la conclusione a botta sicura del laterale. Ma la chance più clamorosa si registra al 75′: Deulofeu scatta verso la porta, serve De Paul che a botta sicura decide di non calciare e di scaricare per Pussetto il cui destro è deviato in calcio d’angolo da Cordaz, decisivo nel fissare il risultato sullo 0-0.
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Pirlo “Atalanta squadra top, voglio Juve concentrata per 95′”

TORINO (ITALPRESS) – “L’Atalanta è una squadra molto forte, una realtà ormai da diversi anni, lo si è visto anche a livello europeo. Sarà una gara dura da giocare per il loro tipo di atteggiamento, dovremo affrontarla come una top squadra, è una nuova e grande realtà che merita rispetto”. Andrea Pirlo sa bene che tipo di partita attende domani la sua Juventus, la Dea è una brutta gatta da pelare ma i bianconeri sembrano aver trovato continuità. “Quando hai l’atteggiamento giusto, affrontando tutte le partite allo stesso modo, con lo spirito di voler fare la partita, i risultati sono dalla tua parte – osserva il tecnico bianconero – La squadra è cresciuta nella convinzione della ricerca del risultato attraverso un atteggiamento aggressivo, cercando di recuperare palla velocemente. Ma sbagliamo ancora troppo tecnicamente in certe fasi della partita e su questo dobbiamo lavorare ancora molto, come sulla concentrazione che viene a mancare in certe situazioni: se non siamo collegati per 95 minuti, le partite si complicano”. Quello in corso è “un campoinato strano ma si è un pò equilibrato, ogni partita va affrontata con la giusta mentalità altrimenti si rischiano brutte sorprese: non ci sono squadre materasso e tutte pensano a giocare e non a difendersi e basta”. Infine una battuta sul sorteggio di Champions: “Che abbinamento è col Porto? Un abbinamento giusto. Quando si arriva a questo punto, tutte le squadre sono forti. Abbiamo grande rispetto per il Porto e andremo ad affrontarlo nella giusta maniera, ma c’è tempo e adesso dobbiamo tuffarci nel campionato”.
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Malagò “Bach ha scritto a Conte, premier preoccupato”

ROMA (ITALPRESS) – “La situazione è sempre più complessa. Della questione dell’autonomia dello sport italiano è stato investito direttamente il presidente del Consiglio Conte: questo argomento non è sistemato, c’è una nuova lettera inviata dal presidente Bach direttamente al presidente Conte in cui si è sottolineato che tutte le promesse sono state disattese”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni Giovanni Malagò nel suo intervento al Consiglio nazionale odierno al Foro Italico. “Siamo arrivati in riserva più completa, se la situazione non viene risolta non c’è nessuna possibilità di evitare una sanzione da parte del Cio” ha aggiunto il numero uno dello sport italiano. “Ho avuto un lungo incontro col presidente Conte, è stato attento a seguire tutti i percorsi. E’ molto preoccupato, sa perfettamente l’impegno acquisito col presidente Bach a Losanna, oggi c’è uno scambio epistolare molto dettagliato con il presidente Conte. Non c’è più niente da fare: tutti sanno tutto, tutti si rendono conto, anche le ultime dichiarazioni del ministro Spadafora sono state chiare – ha aggiunto Malagò – Deve intervenire il Governo: stiamo a vedere, dalla mattina alla sera continuiamo a batterci in questo senso per l’autonomia dello sport italiano. E’ evidente che al momento ci sono solo tre strumenti normativi per risolvere la questione: la legge di bilancio, il Milleproroghe o un decreto legge” le parole di Malagò. “Scordatevi manifestazioni come i recenti Mondiali di ciclismo: se non evitiamo le sanzioni da parte del Cio, perderemo la nostra credibilità a livello internazionale. Nessuno avrà più la stessa fiducia nelle nostre istituzioni non sportive, sarebbe un danno d’immagine spaventoso che ci trascineremo per intere generazioni. Qualcuno pensa che su questo discorso si possa mettere una pezza, ma non è così”. Il presidente del Coni ha anche fissato le elezioni del Coni per il 13 maggio 2021 annunciando che il Consiglio nazionale elettivo si terrà a Milano, al Tennis Club Alberto Bonacossa. “Settantacinque anni fa, nel 1946 dopo la fine della Guerra, Onesti decise di indire il Consiglio nazionale elettivo a Milano, portandolo lontano da Roma e dalla politica. Riuscì a convocare i presidenti delle federazioni nel circolo che si chiamava e si chiama ancora Tennis Club Alberto Bonacossa. A distanza di 75 anni rendere omaggio alla storia di Onesti, di Bonacossa, della città di Milano che ha ottenuto i Giochi Olimpici insieme a Cortina dando fiducia al Coni, appare come un doveroso omaggio”, ha aggiunto Malagò.
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Petrucci “Non è una riforma, ma un’occupazione dello sport”

ROMA (ITALPRESS) – “Spadafora non è il padrone dello sport. Lui ha la vigilanza sul Coni, le leggi non sono cambiate e noi dobbiamo seguire le leggi, non gli indirizzi. Oggi c’è grande caos, confusione e impreparazione, perchè questa non è una riforma dello sport, ma un’occupazione”. Lo ha dichiarato il presidente della Federazione italiana pallacanestro Gianni Petrucci durante il Consiglio nazionale del Coni al Foro Italico. “Se noi siamo furbetti, altri sono velleitari – ha aggiunto l’ex numero uno del Comitato olimpico nazionale – Certamente questa legge contiene tre cose importanti: il lavoro sportivo, il vincolo e il professionismo femminile. Ma certamente a noi mancano i soldi, perchè i 50 milioni l’anno stanziati per i prossimi due anni sono nettamente insufficienti, sono polvere di fronte alla tempesta. Sono milioni e milioni i soldi necessari per i lavoratori sportivi”.
“Le federazioni oggi fanno solo da passacarte, l’autonomia sembra un eufemismo – ha proseguito Petrucci – Si dice che lo Stato deve interessarsi al mondo dello sport e sono d’accordo, ma quale settore in Italia ha avuto cinque riforme in pochi anni? Penso solo noi. Se necessario, oggi siamo disponibili a impugnare gli atti non previsti dalla legge: oggi le norme ci impongono di mandare il nostro bilancio al Coni, mentre altri dicono cose diverse. Cosa dobbiamo rispettare? Peraltro avevamo richiesto due cose: per il credito di imposta mancano ancora le norme attuative, mentre non sappiamo che fine abbia fatto il decreto liquidità. Queste sarebbero invece le cose utili al mondo dello sport”.
“Io condivido il pensiero di Draghi: finora sono stati dati soldi a pioggia, da campagna elettorale, senza considerare la marginalità di ciascun progetto – ha concluso Petrucci – Per esempio i nostri arbitri per impegni minori prendevano 50 euro e ora ne prendono 800-900. C’è stata sproporzione netta tra i soldi dati ai singoli e i soldi dati alle società, che sono meno della metà”.
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