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Djokovic guida il ranking Atp, Berrettini n.1 azzurro

ROMA (ITALPRESS) – In attesa di definire il calendario della prossima stagione, il grande tennis si gode ancora un pò di riposo prima di ripartire. Nessuna variazione dunque in classifica, dove Novak Djokovic si appresta a cominciare la settimana numero 300 in carriera da numero uno (solo Roger Federer ha fatto meglio con 310). Alle sue spalle, ma ben staccati, Rafa Nadal e Dominic Thiem, quindi Daniil Medvedev, Federer, Stefanos Tsitsipas, Alexander Zverev, Andrey Rublev, Diego Schwartzman e, a chiudere la Top Ten, Matteo Berrettini, che si conferma il numero uno degli azzurri. L’Italia, nel complesso, può vantare otto tennisti fra i primi cento al mondo: oltre al 24enne romano figurano Fabio Fognini (17^), Lorenzo Sonego (33^), Jannik Sinner (37^), Stefano Travaglia (74^), Salvatore Caruso (76^), Marco Cecchinato (80^) e Gianluca Mager (100^). Questa la nuova classifica Atp:

1. Novak Djokovic (Srb) 12030 (–)
2. Rafael Nadal (Esp) 9850 (–)
3. Dominic Thiem (Aut) 9125 (–)
4. Daniil Medvedev (Rus) 8470 (–)
5. Roger Federer (Sui) 6630 (–)
6. Stefanos Tsitsipas (Gre) 5925 (–)
7. Alexander Zverev (Ger) 5525 (–)
8. Andrey Rublev (Rus) 4119 (–)
9. Diego Schwartzman (Arg) 3455 (–)
10. Matteo Berrettini (Ita) 3075 (–)

Così gli altri italiani:
17. Fabio Fognini 2400 (–)
33. Lorenzo Sonego 1568 (–)
37. Jannik Sinner 1444 (–)
74. Stefano Travaglia 869 (–)
76. Salvatore Caruso 843 (–)
80. Marco Cecchinato 828 (–)
100. Gianluca Mager 725 (–)
106. Andreas Seppi 689 (–)
128. Lorenzo Musetti 509 (–)
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Gravina “Dopo fase drammatica è il momento della rinascita”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono stati momenti in cui ho avvertito un senso di abbandono, di solitudine. Non dimentico l’assenza, nei momenti cruciali, di quelle persone che pure appartengono a questo mondo. E poi alcuni attacchi…Bilanciati, però, da soddisfazioni. La più grande è stata quella di poter far ripartire la macchina. E dimostrare che il calcio è un mondo migliore di quello che troppo spesso viene rappresentato”. Gabriele Gravina, presidente della Figc, è stato il principale artefice della ripartenza del calcio post-lockdown e anche per questo stasera riceverà da “Tuttosport”, nell’ambito della cerimonia del Golden Boy, un riconoscimento. “E’ venuto fuori il carattere, la voglia di combattere – racconta ancora Gravina a proposito dei difficili mesi affrontati – Certo: qualche sbandamento c’è stato, ma il calcio ha gli anticorpi per reagire e per intercettare in tempo le situazioni potenzialmente tossiche. Sarei ipocrita a sostenere che non ci sono stati anche dei momenti di sofferenza, ma non c’è nessun altro ambito come questo che offra la possibilità di rimediare ai propri sbagli, di costruire e di ricostruire”. Ma Gravina sa che tutto quello che ha fatto non basterà per guadagnarsi la riconferma alla guida della Figc. “Io intendo lavorare sulla base di un percorso condiviso da parte di presidenti e delegati. Ho dimostrato di saper gestire una drammatica fase emergenziale, ora vorrei essere messo alla prova nella gestione della rinascita ed ultimare il percorso di riforme interrotto nel febbraio scorso. Ciò che di straordinario è stato fatto negli ultimi mesi, infatti, non deve cancellare i risultati ottenuti prima: dalla riforma della giustizia sportiva allo sviluppo del calcio femminile, passando per l’ammodernamento del sistema di regole per l’iscrizione ai campionati e la creazione di una divisione per il calcio paralimpico e sperimentale. Rivendico con orgoglio il grande prestigio riconquistato dalla Figc anche fuori dal campo”. E in questo un grande aiuto gliel’ha dato Mancini. “E’ l’uomo che ha portato l’Italia calcistica fuori da quel buio Medioevo in cui era sprofondata dopo la notte dell’eliminazione dal Mondiale. Ha davvero compiuto un lavoro straordinario e un nuovo Rinascimento calcistico, supportato da tutto il Club Italia”. “I tifosi italiani stanno assistendo a una nuova storia che, spero, potrà avere uno splendido finale – insiste Gravina – E poi mi conceda una battuta: da quando mi sono insediato sono ancora imbattuto come presidente…”. Oggi Haaland riceverà il Golden Boy 2020, l’ultimo – e unico – italiano nell’albo d’oro è Mario Balotelli, premiato dieci anni fa. “Ma nei prossimi anni per la giuria ci sarà l’imbarazzo della scelta tra i nostri giovani. Per questo dico che il futuro è azzurro, anche nel Golden Boy”.
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Haaland “Voglio continuare a migliorare, Champions il sogno”

DORTMUND (GERMANIA) (ITALPRESS) – “Sono veramente contento, troppo contento di aver conquistato questo magnifico, prestigioso trofeo. Ne sono onorato e ne vado fiero”. Erling Braut Haaland riceverà stasera il Golden Boy 2020 nel corso del Gran Gala in programma presso lo Spazio OGR di Torino, un premio che proietta il giovane attaccante del Borussia Dortmund nel gotha del calcio. Basta leggere chi lo ha preceduto nell’albo d’oro: Messi, Rooney, Aguero, Mbappè, Pogba. “Nomi che si commentano da soli. Un grande onore per me far parte di questa cerchia. Ma soprattutto una enorme motivazione, uno stimolo fortissimo e straordinario a fare sempre meglio”, aggiunge Haaland, simbolo della nouvelle vague norvegese che include anche i vari Odegaard e Hauge (“Stiamo crescendo, abbiamo il futuro davanti a noi e sono sicuro che è giunto il nostro momento”). Nell’intervista concessa a “Tuttosport”, il 20enne attaccante scandinavo assicura di non farsi condizionare dalle voci di mercato (“Io penso solo a giocare con impegno, ad allenarmi e a migliorare ogni giorno di più”) ma le ambizioni non mancano. “Vincere la Champions ovviamente è un grande sogno”, confessa Haaland, che prima però vuole togliersi delle soddisfazioni in giallonero. “Naturalmente voglio vincere titoli con il Dortmund. In questo momento il Bayern è la migliore squadra del mondo e noi dobbiamo cercare di raggiungere un livello superiore e batterli. E ci proveremo con tutte le nostre forze”. A livello personale, invece, l’obiettivo è “fare sempre meglio. Sono un lottatore, uno che non si arrende mai”. Ed emulare due idoli come Ibrahimovic e Ronaldo sarebbe il massimo. “Due campionissimi, due fenomeni. Ero stregato vedendoli in tv. Sono gli idoli di tanti calciatori tra cui ci sono anche io, sono esempi da imitare per la continuità che permette loro di rimanere ad altissimi livelli per così tanti anni”.
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Milan 2-2 a Parma, rimonta con doppietta di Hernandez

MILANO (ITALPRESS) – Quattro legni non bastano per interrompere la striscia di imbattibilità del Milan. Come contro il Verona, il Diavolo rimonta due reti di svantaggio e pareggia per 2-2 contro il Parma rimettento in piedi un match – che sembrava maledetto – grazie alla doppietta di Theo Hernandez. Le premesse per una serata storta nascono dopo un paio di minuti con l’infortunio di Gabbia, sostituito con Kalulu adattato a centrale. L’ex Lione viene subito messo alla prova da Gervinho, come sempre l’uomo più pericoloso del Parma: al 13′ l’ivoriano serve un pallone a rimorchio sul quale Hernani, indisturbato, apre l’interno e lascia immobile Donnarumma per il vantaggio gialloblu. Se agli ospiti basta un tiro per andare a segno, al Milan non basta un assedio nell’ultima mezz’ora del primo tempo. Al 23′ Castillejo vede annullarsi un gol dal Var per un fuorigioco di mezzo piede, poi un clamoroso doppio incrocio dei pali nella stessa azione con Diaz da una parte e Calhanoglu dall’altra. Per il turco è solamente l’inizio della maledizione personale con i legni: il numero 10 rossonero pennella sul palo un punizione nel recupero, poi in avvio della ripresa manda sulla traversa sull’assist di Leao (subentrato assieme ad Hauge nella ripresa). Non basta, per i ragazzi di Pioli piove sul bagnato: al 56′ la seconda distrazione difensiva della serata costa il raddoppio crociato con Kurtic che finalizza sul cross di Hernani. Un gancio al mento che, tuttavia, non frena la furia offensiva della capolista. Il Milan trova l’agognato gol dopo due minuti con Hernandez sugli sviluppi di un corner, l’incontro si riapre nel punteggio e nel recupero arriva il pareggio. Il terzino rossonero scaraventa in porta la sfera dopo la respinta di Sepe e tiene i rossoneri ancora imbattuti: sono tre i punti di vantaggio sull’Inter, quattro su Juventus e Napoli.
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La Juve passa in casa Genoa con Dybala e doppietta Ronaldo

La Juventus non fallisce la prova di continuità. Dopo l’impresa del Camp Nou in Champions League contro il Barcellona, la formazione di Pirlo batte il Genoa di Maran con un 3-1 firmato Dybala e Cristiano Ronaldo e sale a quota ventitrè punti in classifica. Al Ferraris Pirlo dà fiducia all’attaccante argentino, autore di cinque gol ai rossoblù in trasferta nella sua carriera. Ma il primo tempo dell’ex Palermo è in linea con il suo avvio di stagione: spento, poco ispirato e lontano da quell’intesa con Cristiano Ronaldo che aveva sfoggiato nel post lockdown. Per la Juventus tanto possesso palla (70%) ma anche tanta difficoltà a scardinare il 4-4-2 di contenimento a specchio schierato da Maran. Nella ripresa Dybala cambia e cambia quindi la Juve: al 57′ McKennie spizza di testa, il 10 ne approfitta e col mancino batte Perin sul primo palo. Ma il Genoa c’è, è vivo e trova l’1-1 alla prima azione costruita sull’asse composto da due ex: Luca Pellegrini crossa dalla sinistra, Sturaro arriva sul secondo palo e beffa Szczesny.
Per la Juventus due gol annullati per fuorigioco: prima a Chiesa, poi a Dybala. Questione di centimetri. Come è questione di centimetri la parata di Perin sul colpo di testa di Ronaldo al 74′. E come non lo è invece l’eclatante fallo in area di Rovella su Cuadrado. Di Bello concede il rigore e CR7 dagli undici metri realizza il 2-1. Ma non è finita: all’88’ Perin commette fallo da rigore per mettere una pezza sul retropassaggio sbagliato di Pellegrini e Di Bello concede il penalty: Cristiano Ronaldo è ancora una volta infallibile e sigla il definitivo 3-1 nel giorno della sua 100esima presenza in bianconero. La Juventus trova la seconda vittoria consecutiva e può finalmente gustarsi la continuità anche in campionato.
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Napoli vince in rimonta, “manita” della Roma, tris dell’Atalanta

PALERMO (ITALPRESS) – Più conferme che sorprese nelle gare delle 15 dell’undicesima giornata del campionato di Serie A. Successo in rimonta per il Napoli allo stadio “Diego Armando Maradona” contro un’ottima Sampdoria di Ranieri. A sbloccare il match al 20′ sono proprio i blucerchiati con Jankto, abile a concludere nel migliore dei modi un perfetto contropiede. Da lì in poi la formazione di Gattuso, però, si impossessa del pallino del gioco riuscendo a trovare prima la rete del pareggio con un potente e preciso colpo di testa di Lozano, poi il gol del sorpasso con il neoentrato Petagna. Manita della Roma al “Dall’Ara” contro il Bologna di Mihajlovic. I giallorossi partono subito col piede pigiato sull’acceleratore e dopo un quarto d’ora sono avanti di tre reti grazie all’autogol di Poli e alle realizzazioni di Dzeko e Pellegrini. I felsinei provano a reagire e al 24′ accorciano con l’autorete di Cristante. La squadra di Fonseca è però in giornata e i rossoblù non riescono a contrastare la vivacità dell’attacco dei capitolini che chiudono la pratica nel primo tempo con Veretout e Mkhitaryan. Nella ripresa Mihajlovic mischia le carte ma il risultato resta identico. Vince la Roma 5-1. Importante successo dell’Atalanta al “Gewiss Stadium” sulla Fiorentina di Prandelli. Apre le marcature Gosens al 44′, poi nella ripresa raddoppia Malinovsky al minuto 55 con una punizione a giro sopra la barriera, sigillo di Toloi al 63′ con un colpo di tesa a fissare il punteggio sul definitivo 3-0.
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Gp Abu Dhabi, vince Verstappen su Bottas e Hamilton Ferrari indietro

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Max Verstappen si aggiudica il Gran Premio di Abu Dhabi, l’ultima prova del Mondiale di Formula 1 2020. Il pilota della Red Bull domina negli Emirati Arabi e, dopo la partenza in pole position, non ha alcun problema nel mantenere alle spalle le due Mercedes. Al secondo posto c’è Valtteri Bottas, piazzamento che consente al finlandese di proteggere la seconda piazza anche nella classifica piloti, sul terzo gradino del podio il sette volte iridato Lewis Hamilton nonostante il tentativo finale di Alexander Albon. Sebastian Vettel, all’ultima corsa al volante della Ferrari, chiude al quattordicesimo posto preceduto da Charles Leclerc, tredicesimo e fuori dalla zona punti.

Inter e Conte rialzano la testa, successo per 3-1 a Cagliari

Dopo le polemiche legate all’eliminazione dall’Europa, il “piano B” di Antonio Conte funziona e porta tre punti. L’Inter passa in svantaggio contro il Cagliari nel primo tempo, cambia modulo nel finale di gara e conquista la rimonta fino al 3-1 definitivo grazie alle reti di Barella, D’Ambrosio e Lukaku. La partita segue l’andamento della prestazione di Alessio Cragno: perfetto nel primo tempo, poco attento nella ripresa. E l’Inter ne approfitta siglando la quarta vittoria consecutiva in campionato. La prima occasione da gol per i nerazzurri nasce da un errore in disimpegno di Carboni: Eriksen serve Lukaku ma il mancino del belga è deviato in tuffo da Cragno che si ripete subito dopo sul tiro a botta sicura del danese. Si tratta del primo miracolo di una lunga serie del primo tempo magico del portiere. Al 14′ l’estremo difensore classe 1994 è ancora determinante: Lukaku si defila e calcia col destro, Cragno si distende e neutralizza il diagonale. Un minuto dopo l’ex Everton veste l’abito di uomo assist: cross dalla destra, Alexis Sanchez di testa schiaccia ma Cragno è ancora una volta insuperabile.
Tutt’altro che insuperabile è Handanovic che subisce gol al primo tiro in porta del Cagliari: al 42′ Sottil sfrutta un campanile scaturito da una precedente conclusione e trova l’angolo vincente da posizione impossibile con un mancino al volo che lascia di stucco lo sloveno. L’Inter subisce il contraccolpo e al 46′ rischia di subire addirittura il 2-0: Zappa effettua un tiro cross e da due passi Pavoletti in spaccata calcia tra le braccia di Handanovic. Nella ripresa Conte rivoluziona la squadra: fuori Darmian, Perisic, Eriksen e dentro Hakimi, Sensi e Young. La prima chance del secondo tempo è per l’esterno inglese che accompagna un contropiede di Sanchez e lascia partire un diagonale destro che trova attento il solito Cragno. Ma al mezz’ora della ripresa Conte cambia modulo: fuori Bastoni, dentro Lautaro. E al 77′ il portiere sardo non può nulla per evitare il pareggio: sugli sviluppi di un corner, Cragno smanaccia lontano dalla porta, Barella si coordina e al volo firma il gol dell’1-1. E all’84’ c’è la rimonta: il solito Barella si incarica di un cross dalla destra, D’Ambrosio sfrutta l’uscita incerta di Cragno e di testa fa 2-1. Ma non è finita: al 94′ Cragno sale su calcio d’angolo offensivo e subisce il poker di Lukaku che parte in solitaria e deposita in rete. L’Inter sorride dopo la brutta pagina europea di mercoledì.
(ITALPRESS).