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Bonera “Con viola dura, ma Milan vuole restare in alto”

CARNAGO (ITALPRESS) – “Ci aspetta una partita difficile che arriva dopo un impegno di Europa League”. Così il tecnico del Milan, Daniele Bonera, in conferenza stampa alla vigilia del match di domani contro la Fiorentina. Per l’ex difensore la terza panchina come sostituto di Pioli, dopo quelle con Napoli e Lille. “Quelle contro la Fiorentina sono state sempre sfide affascinanti, ci arriviamo in un buon momento di forma, loro hanno attraversato un periodo non troppo positivo, ma conosciamo il valore della rosa”. Milan in campo per difendere il primato e per non inciampare in incidenti di percorso. “Il Verona non ha cancellato le certezze, avevamo bisogno di riposare e abbiamo ripreso il cammino dove lo abbiamo lasciato, ma anche col Verona abbiamo fatto una buonissima partita, l’abbiamo analizzata. I ragazzi sanno cosa devono fare per rimanere in alto, il gruppo ha ormai da tempo la consapevolezza di essere una squadra forte.
Domani sarà una partita dura, la Fiorentina è un’ottima formazione, lo sappiamo bene e abbiamo massimo rispetto per loro. Sappiamo che è una partita importante per aggiungere un altro tassello al nostro percorso e per tornare a vincere in casa”, ha aggiunto Daniele Bonera che non ha fretta di fare subito il grande salto. “Io aspetto Pioli, speriamo tutti che torni presto. Ho ancora bisogno di fare un pò di pratica, intanto mi tengo stretti i consigli e gli insegnamenti di Pioli”. Domani farà la terza panchina alla guida del Milan e dovrà rinunciare ancora a Zlatan Ibrahimovic. “E’ di buon umore e questo ci fa ben sperare in un suo rientro prima possibile”, dice Bonera che poi si sofferma su Tonali. “Sandro sta facendo un pò il percorso che ha fatto Bennacer l’anno scorso, sta crescendo e sa che ci facciamo affidamento, con il Lille è stato protagonista con l’assist per Rebic, ha ampi margini di miglioramento per diventare un giocatore in pianta stabile del Milan”. Tornando alle ambizioni del Diavolo, Bonera dice: “Vogliamo restare il più in alto possibile, non deve mai mancare lo spirito di sacrifico e l’applicazione, sono gli ingredienti più importanti per restare in alto fino alla fine”. Ex difensore che vinse l’ultimo scudetto rossonero con Allegri in panchina, Bonera prova a trovare similitudini tra le due squadre. “Intanto che abbiamo vinto a Napoli – dice in conferenza stampa -. Al di là di questo vedo un grande spirito di gruppo che veniva riconosciuto al Milan anche ai miei tempi, ho notato che c’è grande voglia di stare a Milanello, di lavorare, di aiutarsi, di fare bene determinate cose. Sì le similitudini ci sono”.
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Fonseca “Il Napoli è una delle migliori squadre in serie A”

ROMA (ITALPRESS) – “Mi aspetto una partita difficile. Il Napoli è una delle squadre più forti del campionato. Ho guardato le loro partite e anche quando hanno perso, hanno dimostrato di essere una squadra coraggiosa e con un buon calcio”. Queste le dichiarazioni dell’allenatore Paulo Fonseca nella conferenza stampa della vigilia di Napoli-Roma, match della nona giornata di Serie A. Poi ha aggiunto: “Rispetto alla partita della scorsa stagione siamo migliorati sotto molti aspetti. La squadra sta giocando con fiducia e con il giusto atteggiamento. Abbiamo preparato strategicamente la partita contro il Napoli ma le nostre intenzioni di gioco saranno le stesse”, ha concluso il tecnico portoghese, che ha dato anche alcune indicazioni sulla formazione: “Dzeko giocherà dal 1′. Mancini e Ibanez si sono allenati e hanno buone possibilità di essere della partita”.
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Zoff “Maradona artista geniale, mai visto uno come Diego”

MILANO (ITALPRESS) – Quando Diego Armando Maradona si avvicinava dalle sue parti lui, uno dei migliori portieri di tutti i tempi, si aspettava “che fermasse la palla in qualunque maniera, anche a mezza altezza, e poi la tirasse verso di me. Nessuno al mondo è mai riuscito a farlo in quel modo e in qualsiasi condizione possibile”. Con queste parole Dino Zoff racconta il Maradona calciatore in un’intervista rilasciata a Repubblica. “E’ stato il più grande di tutti i tempi, il più memorabile artista. Io li amo gli artisti, li ho sempre invidiati perchè sanno creare. Io sono un portiere e il mio lavoro era parare la creatività degli altri, solo questo”. Zoff sottolinea di non essersi “mai permesso di giudicarlo perchè l’arte è prepotenza, illumina ogni cosa. Un artista non si comporta come i comuni mortali. Diego è stato il più speciale fenomeno che io abbia mai visto su un campo di pallone”. E’ stato anche un grande tecnico e da allenatore lo avrebbe “lasciato libero di fare quello che voleva. Mica puoi rompere le scatole a un genio, o chiedergli di fare il terzino, di coprire. Anche se poi era amatissimo dai compagni perchè non li lasciava mai soli a sgobbare per lui. Dava fiducia agli altri, che pensavano: teniamo duro, tanto lui ci fa il numero e vinciamo”.
Gli sarebbe piaciuto giocare con lui nella Juve ma non crede che “Diego sarebbe stato diverso, non penso che qualcuno avrebbe potuto addomesticarlo. Ci saremmo goduti, nel caso, il Maradona assoluto che è sempre stato. Secondo me meglio di Pelè che forse era più completo ma meno geniale, meno folle. In Messico nel ’70 aveva fatto quasi il centrocampista, era meraviglioso, ma non era Diego”. L’unico che pensa di poter accostare Maradona è Sivori per qualità e carattere, poi torna con la mente a Italia-Argentina dell’82 e alla marcatura di Gentile. “Claudio non lo fece girare, non lo fece mai tirare. Giocò d’anticipo. Era una brutta bestia Gentile. Maradona dovette subire, patì brontolando, io lo sentivo, ma con stile. Fu un combattimento e Diego non si negò al suo destino. Era grande e perfetto, ma non segnò. Di quel mondiale si racconta sempre Italia-Brasile, però contro l’Argentina fu la partita perfetta, bellissima e dura. Ricordo colpi terribili e virili, non come adesso che i giocatori cadono pure se gli soffi addosso”. Per un portiere Maradona era “quasi sempre un problema insolubile” e secondo Zoff oggi uno come lui in questa serie A farebbe “valanghe di gol. Con il gioco a zona andrebbe a nozze, anche se Diego è stato un miracolo fuori dal tempo. Ringraziamo Iddio di averlo avuto”.
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Gp Bahrain, Hamilton davanti anche nelle Libere 2

SAKHIR (BAHRAIN) (ITALPRESS) – Lewis Hamilton, dopo aver dominato la prima sessione di prove libere, è il più veloce anche nella seconda sessione di prove libere del GP del Bahrain, terzultimo appuntamento del mondiale 2020. Il pilota britannico, al volante della sua Mercedes e già certo del titolo iridato, è riuscito a fermare il cronometro sul 1’28″971 precedendo Max Verstappen sulla Red Bull e il compagno di squadra Valtteri Bottas. Quarto tempo per Sergio Perez che conferma la forza della Racing Point, capace di precedere Daniel Ricciardo su Renault e Pierre Gasly con l’Alpha Tauri. Lontane le due Ferrari con Sebastian Vettel a chiudere 12° e Charles Leclerc 14°. Incidente per Alexander Albon che perde il controllo della sua vettura finendo fuori pista e impattando contro le barriere distruggendo la sua Red Bull; nessuna conseguenza per il pilota, ma bandiera rossa esposta dai commissari per la momentanea interruzione della sessione. La Formula 1 tornerà in pista per la terza sessione di prove libere alle ore 12 italiane di domani, sabato.
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Bilancio Inter in rosso, Zhang “Ma poste basi per vincere”

MILANO (ITALPRESS) – Bilancio in rosso anche per l’Inter. L’assemblea degli azionisti, che si è svolta tramite videoconferenza, ha approvato il bilancio dell’esercizio finanziario 2019/2020, significativamente influenzato dagli effetti della pandemia da Covid-19. “L’esercizio ha registrato una diminuzione dei ricavi di circa 45 milioni, con il dato consolidato che si attesta a quota 372,4 milioni, con un Ebitda pari a 14,5 milioni e una perdita di esercizio a quota -102,4 milioni”, si legge in una nota della società nerazzurra, ricordando fra gli effetti della pandemia “l’azzeramento degli introiti da gara e il rimborso pro-quota degli abbonamenti e dei biglietti già venduti, solo in parte mitigato dall’attivazione delle coperture assicurative”. Il prolungamento dell’attività agonistica al 31 agosto 2020, quindi oltre la data di chiusura del bilancio (30 giugno 2020), ha però comportato il differimento contabile all’esercizio 2020-2021 di ricavi da diritti tv e da sponsorizzazioni per circa 51 milioni. Al netto del differimento, la perdita di esercizio si ridurrebbe invece a -70,7 milioni, mentre i ricavi del club si attesterebbero a 423,7 milioni, in crescita quindi del 2% rispetto ai 417,1 milioni del precedente esercizio. “All’inizio dell’anno scorso ci eravamo posti un obiettivo ambizioso: iniziare a mettere solide basi per costruire una Nuova Era che in maniera graduale deve riportare l’Inter alla vittoria – ha sottolineato il presidente Steven Zhang – In Antonio Conte abbiamo identificato tutte le qualità professionali ed umane per compiere questa missione. Antonio è salito alla guida dell’Inter e da subito ne è diventato un vero leader. I calciatori hanno dimostrato il massimo della dedizione e dello spirito di sacrificio richiesto. Siamo sicuri che la stagione scorsa ha posto le basi su cui possiamo costruire il successo del club e assicurare un grande futuro a noi e a tutta la famiglia nerazzurra. Gli obiettivi per questa stagione sono gli stessi: continuare a crescere e stabilizzarsi continuando il nostro percorso. Finchè vediamo crescita positiva sappiamo che siamo sulla strada giusta”. Anche il Ceo Sport Beppe Marotta ha sottolineato che “in un contesto di grande incertezza, l’Inter ha intrapreso un nuovo cammino. Abbiamo conquistato il secondo posto in campionato, siamo ritornati a vivere il fascino di una finale europea dopo 10 anni di attesa. Abbiamo valorizzato giovani talenti che rappresentano il futuro sportivo e patrimoniale del club. Sono state poste basi solide che, nel tempo, ci consentiranno di tornare alla vittoria. La crescita costante dei risultati, stagione dopo stagione, rimane il nostro obiettivo”.
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Italia testa di serie al sorteggio per i Mondiali

ZURIGO (SVIZZERA) (ITALPRESS) – L’Italia torna dopo 4 anni e mezzo (agosto 2016) nella Top Ten del ranking Fifa e sarà testa di serie al sorteggio per le qualificazioni a Qatar 2022. Gli ottimi risultati ottenuti in Nations League permettono agli azzurri di scalare due posizioni e prendersi un decimo posto che ratifica il ritorno della Nazionale fra le big del calcio mondiale. Ritrova la Top Ten anche il Messico, nono, dove mancava da ben nove anni. A far spazio alle due selezioni sono Croazia (11^, -2) e Colombia (15^, -5). Immutato il podio dove il Belgio allunga sulla Francia, che a sua volta vede diminuire il suo vantaggio sul Brasile terzo. A seguire ci sono Inghilterra, Portogallo, Spagna, Argentina e Uruguay. Bel balzo in avanti di Romania e Ungheria, che scalano rispettivamente sette posizioni e sono 37^ e 40^, tornano nella Top 50 Egitto e Camerun.
Per quanto riguarda le fasce del sorteggio dei gironi europei di qualificazione ai Mondiali del 2022, in programma il 7 dicembre, assieme all’Italia saranno teste di serie Belgio, Francia, Inghilterra, Portogallo, Spagna, Croazia, Danimarca, Germania e Olanda. Queste le altre fasce: urna 2: Svizzera, Galles, Polonia, Svezia, Austria, Ucraina, Serbia, Turchia, Slovacchia, Romania; urna 3: Russia, Ungheria, Irlanda, Repubblica Ceca, Norvegia, Irlanda del Nord, Islanda, Scozia, Grecia, Finlandia; urna 4: Bosnia, Slovenia, Montenegro, Macedonia, Albania, Bulgaria, Israele, Bielorussia, Georgia, Lussemburgo; urna 5: Armenia, Cipro, Far Oer, Azerbaijan, Estonia, Kosovo, Kazakhstan, Lituania, Lettonia, Andorra; urna 6:
Malta, Moldova, Liechtenstein, Gibilterra, San Marino. In tutto saranno disegnati 10 gruppi, metà con cinque squadre e l’altra metà con sei. Le qualificazioni si disputeranno fra marzo e novembre 2021: le dieci prime classificate si qualificheranno direttamente ai Mondiali, le dieci seconde più le due migliori squadre della Nations League 2020-21 daranno vita a dei play-off per gli ultimi tre pass in palio.
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L’ultimo saluto: Maradona sepolto al Jardin di Bella Vista

BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – Una cerimonia per pochi intimi, lontano dai clamori della folla che ha continuato ad acclamarlo fino all’ultimo. Dopo le migliaia di tributi alla Casa Rosada, con tanto di disordini (13 persone arrestate, 11 agenti feriti e cinque veicoli delle forze dell’ordine danneggiati) che hanno costretto il governo ad anticipare la chiusura della camera ardente, e il corteo funebre accompagnato da tanti tifosi in moto sventolanti le maglie del Boca e della nazionale argentina, Diego Armando Maradona è stato sepolto nel Jardin di Bella Vista, dove riposerà vicino ai genitori, Don Diego e Dona Tota. L’ex moglie Claudia Villafane si è occupata di organizzare il funerale a cui hanno preso parte una quarantina di persone in tutto: fra queste le cinque sorelle e il fratello Lalo, le figlie Dalma, Giannina e Jana, oltre a Veronica Ojeda, da cui ha avuto Diego Fernando, alcuni amici di una vita, l’ambasciatore italiano Giuseppe Manzo, 50enne napoletano, col figlio e Guillermo Coppola, storico agente del Pelusa. L’unico a prendere la parola è stato il prete, ma è stata nel complesso una cerimonia silenziosa e breve, durata una ventina di minuti.

Sul fronte giudiziario emerge intanto che alle 6.30 di mercoledì una delle infermiere incaricate di assistere l’ex Pibe de Oro era entrata in casa per controllare Maradona: “Era vivo, stava riposando e respirava”, la sua testimonianza pubblicata sui media argentina che esclude dunque la tesi di Matias Morla, legale dell’ex Pibe de Oro, secondo il quale El Diez era rimasto per 12 ore senza assistenza medica. Resta comunque in sospeso la questione dei ritardi nei soccorsi: gli inquirenti incroceranno le testimonianze con le chiamate al 911 e i video a disposizione, inoltre sarà effettuato un esame tossicologico sul sangue e sulle urine di Maradona per verificare la possibile esistenza di tracce di alcol o sostanze tossiche. Ma c’è anche un altro fronte aperto, quello delle macabre foto circolate sul web in cui tre addetti del servizio funebre si sono fatti immortalare accanto alla bara aperta. I proprietari dell’impresa di pompe funebri si sono detti costernati per la situazione che si è venuta a creare e si sono subito scusati con Claudia Villafane: “Ma non erano nostri impiegati, li avevavamo ingaggiati per portare piedistalli e leggii nella camera ardente, sono rimasti soli giusto un paio di minuti”. Fra le questioni in sospeso c’è ora quella dell’eredità, al di là di quella frase pronunciata nel novembre 2019 da Maradona (“Non lascerò nulla, tutto quello che ho ottenuto nella mia vita lo donerò in beneficenza”). Il patrimonio dell’ex Pibe de Oro viene stimato fra i 75 e i 100 milioni d’oro fra beni personali che vanno da Buenos Aires a Dubai, contratti e investimenti in Argentina e nelle altre parti del mondo in cui ha lavorato. Secondo la legge argentina, ai figli spetteranno due terzi dei suoi beni. Con la morte di Maradona si chiude anche una piccola era al Gimnasia La Plata: Sebastian Mendez, che ne era il vice e lo aveva sostituito durante la degenza, ha rassegnato le dimissioni. Sotto la guida dello staff tecnico del Pelusa, il Gimnasia ha ottenuto 8 vittorie, 6 pareggi e 10 sconfitte.
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Malagò “La politica si occupi di palestre e sport a scuola”

ROMA (ITALPRESS) – “Sono angosciato. Abbiamo allontanato una o due generazioni dallo sport, per Covid e altro. Provo profonda amarezza nel vedere che la politica invece di sistemare l’enorme problema di palestre chiuse, insegnanti assenti, dell’assoluta mancanza di sport a scuola si occupa di altro. Lo sport a scuola è una barca abbandonata in mezzo al mare e noi pagheremo conseguenze immense”. E’ lo sfogo del presidente del Coni, Giovanni Malagò, in un’intervista al “Corriere della Sera”. Martedì è stata varata la riforma dello sport e “siamo tornati indietro, addirittura al 31 dicembre 2018, a quelle poche righe di una legge che trasformavano Coni Servizi, inhouse del Coni, in Sport&Salute, società terza e indipendente – sottolinea Malagò – Da quel giorno, improvvisamente, il Coni, ente pubblico cui la Legge Melandri, oggi in vigore più che mai, ha dato precise prerogative e si è trovato senza più nulla in mano. Il primo governo Conte fece partire l’iter per una legge delega che permettesse al Coni di rispettare l’autonomia prevista dalla Carta Olimpica mettendo come pezza temporanea un contratto di servizio. Due anni dopo, oggi, la legge delega non è stata approvata, il contratto di servizio è scaduto. Gli impegni del Cio con i due governi che si sono succeduti sono stati disattesi, sulla governance siamo punto e a capo”. Malagò denuncia “un Coni ridimensionato, inutile negarlo, ma più compatto che mai: lavoriamo in unità per portare avanti battaglie sui diritti che definirei sacrosante. Ma mentirei se non aggiungessi che la situazione di quadro normativo è estremamente difficile”. Per il numero uno dello sport italiano “sulla governance c’era e resta confusione” e soffermandosi sullo scontro con Spadafora per quanto riguarda la questione dei mandati, evidenzia: “Posso condividere l’allarme sullo scarso ricambio a livello dirigenziale. Ma aver cambiato le regole in corsa e con la legge che già metteva il limite dei tre mandati, durata giusta per governare e guadagnarsi credibilità internazionale, è stato controproducente. Chi ha alle spalle una lunga militanza o pochi avversari si è fatto eleggere subito per evitare sorprese. Ma vedrete che nelle prossime tornate ci saranno tante novità”. Sul fatto che l’Italia rischi di perdere i Giochi di Tokyo, Malagò ricorda che sul tema si è già espresso “il mio presidente Thomas Bach. La Carta Olimpica sottoscritta da Conte a Losanna quando abbiamo vinto con Milano-Cortina è chiarissima”. E a proposito dell’Olimpiade giapponese “la questione non è se si faranno o meno ma di quale livello sarà la bolla che li circonderà. Su questo il lavoro del Cio è incessante”.
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