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Petrucci vince il Gp Francia, Alex Marquez 2°

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Danilo Petrucci vince il Gran Premio di Francia, nono appuntamento del calendario di MotoGP. Sulla pista di Le Mans il pilota italiano della Ducati trionfa davanti a Alex Marquez (Honda) e Pol Espargaro (KTM). Quarto posto per Andrea Dovizioso davanti a Johann Zarco. La leadership del Mondiale resta in mano al francese Fabio Quartararo (Yamaha), nono oggi. Niente da fare per Valentino Rossi: il ‘Dottore’ viene tradito dalle condizioni di bagnato che hanno costretto i team a cambiare le gomme a pochi minuti dalla partenza. Il numero 46 della Yamaha cade alla curva 3 del primo giro e raccoglie il terzo ‘zero’ consecutivo dopo Misano e Barcellona. Nessuna conseguenza fisica per Rossi, scivolato in solitaria. Cadute fatali anche per Alex Rins (Suzuki) e Jack Miller (Ducati), in lotta per il podio fino a pochi giri dal termine. Gara da dimenticare anche per Franco Morbidelli, sempre lontano dai vertici, mentre Joan Mir rimonta chiudendo undicesimo dopo un sabato da incubo.

Sam Lowes trionfa nella Moto2, decimo appuntamento del calendario. Il pilota britannico (EG 0,0 Marc VDS) in sella alla Kalex precede l’australiano Remy Gardner (Kalex) e Marco Bezzecchi (Kalex), rimettendosi in corsa per la classifica del Mondiale. Luca Marini (Kalex) resta al comando del campionato nonostante una gara che non l’ha mai visto protagonista: chiude diciassettesimo il pilota dello Sky Racing Team VR46. Butta via una vittoria che aveva in pugno a pochi giri dal termine il britannico Jake Dixon (Kalex), scivolato in curva 14.

Celestino Vietti, infine, ha vinto la gara di Moto3. Il decimo appuntamento stagionale vede trionfare il pilota italiano dello Sky Racing Team VR46 in sella alla KTM, piazzandosi davanti a Tony Arbolino (Honda) e allo spagnolo Albert Arenas (KTM) che completano il podio al termine della gara di Le Mans. In top-10 tra gli italiani c’è anche Andrea Migno (quinto). Cambia la leadership della classifica generale: il giapponese Ai Ogura (Honda), deludente anche in qualifica, cede il trono proprio ad Albert Arenas. A 15 giri dal termine da segnalare la brutta caduta che coinvolge senza conseguenze fisiche Alonso Lopez (Husqvarna) e uno dei favoriti alla vigilia, Romano Fenati (Husqvarna). Fuori dai giochi prima del traguardo anche Jeremy Alcoba e John McPhee, entrambi in sella Honda.
(ITALPRESS).

Guerreiro vince a Roccaraso, Almeida resta rosa

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Ruben Guerreiro ha trionfato nella nona tappa del Giro d’Italia 2020 andata in scena da San Salvo a Roccaraso al termine di 208 chilometri. Il tappone appenninico, uno dei più duri dell’edizione numero 103 della corsa in rosa, finisce nelle mani del corridore portoghese della EF Pro Cycling che precede in una volata a due lo spagnolo Jonathan Castroviejo (Ineos-Grenadiers). Il podio viene completato dal danese Mikkel Bjerg (UAE-Team Emirates). La maglia rosa resiste: Joao Almeida, portoghese della Deceuninck-Quick Step, chiude la prima settimana restando al comando della classifica generale. Arriva con il gruppo maglia rosa anche Vincenzo Nibali. Domani c’è la giornata di riposo, prima di entrare nel vivo della seconda settimana con la decima tappa da Lanciano a Tortoreto di 177 chilometri in programma martedì. Una frazione che potrebbe stravolgere le classifiche visti i ‘muri’ con pendenze elevate dell’ultimo tratto.
(ITALPRESS).

Inter, Ashley Young positivo

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L’Inter ha reso noto che “Ashley Young è risultato positivo al Covid-19 in seguito al test effettuato ieri ad Appiano Gentile. Il calciatore inglese è già in quarantena presso la propria abitazione”. L’esterno ex Manchester United è il sesto giocatore positivo in casa Inter. Si aggiunge ad Alessandro Bastoni, Milan Skriniar, Roberto Gagliardini, Radja Nainggolan e Ionut Radu.
(ITALPRESS).

Vialli “Voglio ispirare le persone e in azzurro posso farlo”

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“Ricordi e forti emozioni”. Gianluca Vialli, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport, spiega cosa ha risvegliato in lui l’affiancare nuovamente Roberto Mancini. Una volta facevano magie in campo, adesso il “Mancio” è il ct di una Nazionale che ha nel suo gemello del gol il capodelegazione. Un ruolo che, spiega, gli “dà l’opportunità di fare quello che voglio fare adesso nella vita: ispirare le persone. Ho trovato un’organizzazione perfetta, un ambiente ideale, il rapporto tra lo staff, i giocatori e i magazzinieri, i massaggiatori. Sembra che tutti si vogliano bene e siano felici di essere qua. Merito del presidente Gravina, che ha trasformato la Nazionale in un club, e di Roberto, che è riuscito a creare un’atmosfera veramente molto bella”. Come il Mancio, non riesce a mandar giù le partite senza pubblico: “Il calcio si gioca in uno spazio particolare dove sei nudo in un’arena davanti ad un pubblico. È meraviglioso, ma terrorizza e se non c’è pubblico non è la stessa cosa, sia per chi fa il calcio sia per chi lo vede da casa”. Detto queste, Vialli parte dal presupposto che, in tempi di pandemia, è necessario il rispetto delle “regole e dell’autorità che decide, il rispetto della salute dei calciatori e di tutti quelli che fanno parte dell’ambiente. Bisogna dimenticare gli interessi personali o di parte per fare l’interesse del movimento. Dobbiamo trovare il modo di continuare a giocare nelle condizioni più sicure possibili”.
A un bambino direbbe: “il calcio è gioia, ti permetterà di crescere, di migliorare, di imparare a stare in un gruppo, il rispetto delle regole, a rialzarti quando hai una battuta d’arresto e a cercare di superare sempre i tuoi limiti. E poi di non arrendersi se qualcuno ti dice che non hai talento. Il talento può essere la fine di un percorso, non necessariamente l’inizio. Bisogna sempre imparare. Bisogna avere doti che non hanno a che fare col talento: la determinazione, il rigore, l’abnegazione, l’energia, l’etica, la serietà, la puntualità… Il talento può essere un dono, ma anche una conquista”. Cose che ha ritrovato lottando contro il tumore. “Non l’ho mai considerata una battaglia, perché ho sempre pensato che il cancro è meglio tenerselo amico. L’ho sempre considerato un compagno di viaggio che avrei evitato. Adesso cercherò di farlo stancare, in modo che poi mi lasci proseguire. Comunque sì, questo modo di intendere la vita mi è servito molto, perché se fai il calciatore impari la disciplina e quindi accetti certe cose che devono essere fatte durante la malattia, impari a non lamentarti. La vita è per il dieci per cento quello che ti accade e per il novanta quello che tu produci con intelligenza, passione, capacità di reazione”. Lo “scudetto con la Samp” il momento più bello della sua vita da calciatore, di questa Italia dice che “può fare molto bene. Sono rimasto impressionato dalla bravura di Roberto. Fa un calcio efficace, offensivo, innovativo con un gruppo molto giovane. Avremmo voluto giocare l’Europeo, però un anno in più forse ci dà l’opportunità di crescere. Arriveremo a giugno più forti di quanto lo saremmo stati nel 2020”.
Detto che è felicissimo “di fare il capodelegazione dell’Italia”, rivela: “un giorno mi piacerebbe fare il presidente di una squadra. Vorrei che le società facessero più per la comunità, che il tifoso non fosse soltanto un cliente ma anche un partner coinvolto nella vita della società”. Spazio al campionato, alla lotta scudetto. “Credo che quest’anno sia difficile per la Juve, al di là del cambio di allenatore. È quasi fisiologico, dopo 9 anni, che gli altri abbiano trovato le contromisure. Sarà più aperto. L’Atalanta mi piace da morire, è una squadra nella quale avrei voluto giocare perché il gioco di Gasperini per un attaccante è l’ideale. I bergamaschi giocano con quello spirito che mi piace: avventuroso, coraggioso. C’è altruismo, giocano con continuità e da squadra. Che poi sono i valori che cerchiamo in Nazionale. Il Papu Gomez è un giocatore totale. Fantastico. Poi però ci sono Messi, Ronaldo, Neymar, Lewandowski, il Pallone d’oro a Gomez lo assegnerei, però non darlo a questi è difficile”. Tornando alla lotta al tumore, Vialli spiega: “L’ho vissuta con la testa dell’atleta ma poi, l’ho vista più da padre e da figlio e quindi è stata molto più dura. Mi sforzo di essere positivo. In verità me la faccio anche addosso tantissimo, ho dei momenti difficili da gestire dal punto di vista emotivo, ma vedo questa fase anche come un’opportunità. Se è arrivata è perché avevo bisogno di viverla e di imparare qualcosa e quindi di continuare il mio percorso di crescita umana. È quello che sto facendo. Con fatica e ottimismo”.
(ITALPRESS).

Verona, dopo Barak anche Koray Gunter positivo

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Seconda positività in casa Verona. Dopo quella di Barak comunicata ieri, oggi l’Hellas ha reso noto che “nel corso dei controlli previsti dal vigente protocollo è emersa la positività al Covid-19 di Koray Günter. La società ha prontamente posto il calciatore in isolamento domiciliare, attivando tutte le procedure previste dal protocollo in vigore.
Gli altri componenti del gruppo squadra sono risultati tutti negativi”.
(ITALPRESS).

Azzurri in Polonia, Mancini “Chi giocherà farà bene”

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Di Antonio Ricotta

“Non abbiamo grandi dubbi, forse un paio, ma siamo abbastanza tranquilli, chi giocherà farà bene”. Così il commissario tecnico della Nazionale, Roberto Mancini, ai microfoni di RaiSport e alla vigilia della sfida di domani sera in casa della Polonia e valida per la Nations League. Il ct azzurro spera e pensa di poter recuperare Chiellini contro Lewandowski e compagni. “Speriamo che Giorgio possa giocare, sta molto meglio rispetto a qualche giorno fa, valuteremo domani, ma siamo abbastanza ottimisti”, spiega Mancini che deve ancora decidere a chi affidare la maglia di attaccante esterno nel suo tridente. “Abbiamo due o tre opzioni, abbiamo diversi giocatori con diverse caratteristiche che possono giocare”, taglia corto il Mancio che poi smentisce le voci su una presunta richiesta del presidente Gravina di fare un passo indietro sulla vicenda stadi. “Ricostruzioni avventurose, ci siamo sentiti e gli ho solo fatto gli auguri di compleanno”, conclude Mancini.
Due anni fa la vittoria in Polonia ha aperto un ciclo più che positivo per una Nazionale che domani sera si ritroverà di fronte ancora la nazionale polacca. Leonardo Bonucci, ai microfoni di RaiSport, individua il segreto dei successi azzurri. “Idee ben chiare e una strada che mister Mancini ci ha fatto vedere e che abbiamo intrapreso avendo fiducia nelle sue conoscenze e nel calcio che voleva attuare, abbiamo i talenti per poterlo fare, l’esperienza e anche la spensieratezza dei giovani, un mix perfetto che ci ha portato a essere qui e a far rinascere l’orgoglio italiano”, ha spiegato il difensore della Juventus, felice di tornare a giocare dopo la mancata disputa della gara con il Napoli. “Da diverso tempo non giochiamo noi della Juve, è bello essere in questo gruppo e poter tornare in campo mettendo da parte tutte le polemiche per la partita non giocata domenica scorsa”, dice Bonucci che non ha mai temuto di dover rinunciare alla Nazionale per l’isolamento. “Eravamo abbastanza tranquilli, chiusi nella bolla ma più per precauzione che per effettiva necessità, abbiamo rispettato un protocollo creato ad hoc per portare avanti il campionato”.
(ITALPRESS).

Bottas in pole al Nurburgring, seconda fila per Leclerc

Valtteri Bottas conquista la pole position al Nurbrurgring e domani partirà davanti a tutti nel Gran Premio dell’Eifel. Il finlandese, alla 14esima pole della carriera, gira in 1’25″269 e infligge oltre due decimi e mezzo di distacco al compagno di squadra Lewis Hamilton, con la Mercedes che si prende comunque tutta la prima fila. Terzo tempo per Max Verstappen, a 0″293 da Bottas, quarto un ottimo Charles Leclerc (+0″766) che riporta così la Ferrari in seconda fila. Il monegasco beffa per appena 12 millesimi Alexander Albon con l’altra Red Bull, sesto invece Daniel Ricciardo su Renault davanti al compagno di squadra Esteban Ocon, quindi le McLaren di Lando Norris e Carlos Sainz separate da Sergio Perez su Racing Point. Scatterà dall’undicesima casella in griglia l’altro ferrarista, Sebastian Vettel, primo degli esclusi nel Q2. Con lui non avevano superato il taglio Pierre Gasly e Daniil Kvyat (entrambi Alpha Tauri), Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo), Kevin Magnussen (Haas). Erano invece stati eliminati nella prima manche delle qualifiche Romain Grosjean (Haas), le due Williams di George Russell e Nicholas Latifi, Kimi Raikkonen (Alfa Romeo) e Nico Hulkenberg (Racing Point), quest’ultimo chiamato in extremis a prendere il posto di Lance Stroll.
(ITALPRESS).

Dowsett vince per distacco l’ottava tappa del Giro

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Alex Dowsett ha ottenuto il successo nell’ottava tappa del Giro d’Italia 2020 andata in scena da Giovinazzo a Vieste di 200 km. La frazione odierna, divisa a metà dal Gpm di seconda categoria di Monte Sant’Angelo e andata in archivio dopo un rettilineo finale di 1000 metri, finisce nelle mani del corridore britannico della Israel Start-Up Nation. Il 32enne, al secondo successo in carriera nella corsa in rosa, sfrutta le sue doti da cronoman volando in pianura e staccando definitivamente il gruppetto degli inseguitori. Il podio viene completato da Salvatore Puccio (Ineos Grenadiers) e dall’altro britannico Matthew Holmes (Lotto-Soudal). Nulla cambia per quanto concerne la classifica generale: Joao Almeida, portoghese della Deceuninck-Quick Step, rimane maglia rosa arrivando al traguardo con il resto del gruppo. Veste ancora la maglia ciclamino il francese Arnaud Demare (Groupama-Fdj). Domani in programma la nona tappa del Giro d’Italia, da San Salvo a Roccaraso al termine di 208 chilometri. Si tratta di un vero e proprio tappone appenninico caratterizzato da un elevato dislivello complessivo di oltre 4000 metri. La salita più dura arriva dopo 90 km, dove si scala il Passo Lanciano, 12,7 km al 6,9% di media. Nel finale la salita di Roccaraso che porta al traguardo. 
(ITALPRESS).