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Tamponi negativi al Napoli, i positivi al Genoa salgono a 15

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Con un tweet pubblicato sul proprio profilo ufficiale, il Napoli ha reso noto che “sono tutti negativi i tamponi effettuati ieri al gruppo squadra. I prossimi tamponi saranno effettuati domani pomeriggio al Training Center”. Un’ottima notizia per i giocatori azzurri e i componenti dello staff della prima squadra, domenica scorsa impegnata al San Paolo nel match di campionato contro il Genoa.

Si aggrava invece la situazione in casa Genoa: i positivi al coronavirus salgono da 14 a 15, undici dei quali sono calciatori. È la stessa società rossoblù ad annunciarlo, rendendo noto anche l’elenco dei contagiati. Si tratta di Francesco Cassata, Lukas Lerager, Federico Marchetti, Filippo Melegoni, Luca Pellegrini, Mattia Perin, Marko Pjaca, Ivan Radovanovic, Lasse Schone, Davide Zappacosta. Inoltre, sono risultati positivi i seguenti membri dello staff: Pietro Cistaro, Alessandro Donato, Pietro Gatto, Matteo Perasso. A loro si è aggiunto un altro calciatore: “Nel corso della giornata di oggi è emersa anche la positività di Valon Behrami – si legge in una nota del Grifone – La società ha attivato tutte le procedure previste dal protocollo in vigore e informato le autorità per le procedure correlate”.
Il Consiglio di Lega chiamato a decidere sul possibile rinvio di Genoa-Torino è stato aggiornato a domani.
(ITALPRESS).

Bagnaia nel team Ducati: “Sono il più felice del mondo”

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Francesco Bagnaia promosso. Il team Ducati ha annunciato i quattro piloti ufficiali per il
Mondiale MotoGP 2021 e nella squadra ufficiale sarà Francesco Bagnaia ad affiancare il già confermato Jack Miller, mentre per la prossima stagione Johann Zarco e Jorge Martin difenderanno i colori del Pramac Racing Team. Francesco “Pecco” Bagnaia, Campione del mondo Moto2 nel 2018, ha debuttato in MotoGP lo scorso anno con la Desmosedici GP del Pramac Racing Team e ha dimostrato quest’anno una competitività sempre crescente, lottando per il podio in diversi GP.

Nel 2021 il pilota piemontese, 23 anni, troverà nel Ducati Team il suo attuale compagno di squadra Jack Miller, alla sua settima stagione nella top class. Jack Miller, 25 anni, pilota australiano di Townsville, ha esordito nel Motomondiale nel 2011 in 125, e dopo aver lottato per il titolo Moto3 nel 2014, è passato direttamente in MotoGP nel 2015 disputando 93 gare nella classe regina, nelle ultime tre stagioni con il Pramac Racing Team. Tutti i quattro piloti ufficiali potranno disporre delle Desmosedici GP nella versione più recente e con le stesse specifiche tecniche.

“Per avere successo è indispensabile continuare a investire in ricerca e sviluppo e non avere il timore di innovare e rinnovare – il commento di Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati Motor Holding -. Per questo sono molto contento dell’inserimento di piloti giovani e di talento che ci fanno guardare al futuro con ottimismo e una costante voglia di migliorarci”.

“Oggi – scrive Pecco Bagnaia su Instagram – sono la persona più felice del mondo, per me è un sogno che si avvera: essere un pilota ufficiale Ducati è sempre stata la mia ambizione e ci sono riuscito insieme a tutti coloro che hanno sempre creduto in me anche quando le cose non andavano nel migliore dei modi”.

Zampa “Sulla Serie A decideranno Figc e club”

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“Nel corso della mia intervista a Radio Capital ho detto che, in base al Protocollo sottoscritto dalla Federazione Italiana Gioco Calcio, i giocatori positivi al Covid-19 non possono giocare fino a quando non risulteranno negativi al tampone. Questo non significa che la Serie A vada sospesa. Saranno poi la Figc e le società calcistiche a decidere sui destini del massimo campionato: se facendo recuperare partite alle squadre che non potranno giocare o mettendo in campo eventuali riserve”. Così, in una nota, la precisazione della sottosegretaria di Stato alla Salute, Sandra Zampa, in merito all’intervista di stamane a Radio Capital. “I protocolli che abbiamo sottoscritto parlano chiaro, il campionato di Serie A deve essere sospeso. I positivi non sono in grado di giocare e possono contagiare altre persone. Il protocollo è stato sottoscritto anche dalla Federazione calcio. E nessuno al momento sta facendo pressioni su di noi”, i virgolettati della sottosegretaria che ha successivamente diramato una nota, sottolineando che saranno Federcalcio e club a decidere cosa fare. La Serie A, salvo clamorosi colpi di scena, non si arresterà di fronte al ‘caso Genoa’, il club che ha confermato in mattinata le 14 positività al Covid-19 nel gruppo squadra. A confermarlo, il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora. “Non ci sono le condizioni per fermare il campionato”, ha sottolineato Spadafora, prima di entrare a Palazzo Chigi. Il ministro ‘pentastellato’ ha poi giudicato “avventate” le dichiarazioni rilasciate in mattinata dal sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa (“I protocolli sono chiari, la Serie A va sospesa”), poi chiarite dalla deputata del Pd, che ha ribadito come la decisione finale spetterà a Figc e società.
(ITALPRESS).

Messi “Ho sbagliato, ora tutti uniti per il bene del Barça”

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Lionel Messi chiede scusa. In un’intervista esclusiva rilasciata al quotidiano catalano “Sport”, il fuoriclasse argentino prova a mettere da parte le incomprensioni, si assume le sue responsabilità e promette il massimo impegno per il Barcellona. “Dopo tanti problemi mi piacerebbe mettere un punto e ripartire. Tutti coloro che amano il Barça devono unirsi e pensare che il meglio deve ancora venire – dice Messi -. Riconosco i miei errori, ma se li ho commessi è stato soltanto per il bene del club. Mettiamo insieme passione ed entusiasmo, è l’unico modo per raggiungere gli obiettivi, dobbiamo remare uniti e tutti verso la stessa direzione. Mi rivolgo a tutti i tifosi, se sono rimasti feriti o infastiditi da qualcosa che ho detto o che ho fatto, sappiano che se ho sbagliato è sempre stato pensando al bene del club. Vi assicuro che oggi il mio legame con questa maglia e con questo club è totale e continua a essere sempre lo stesso. Darò il massimo”, la promessa del fuoriclasse argentino che al termine della scorsa stagione ha ammesso che era sua intenzione lasciare il Barça.
(ITALPRESS).

Il Covid spaventa la Serie A: c’è il rischio sospensione

Il Covid-19 minaccia la Serie A. La notizia dei 14 casi al Genoa tra giocatori e staff preoccupa non solo la società ligure e il Napoli, sceso in campo domenica scorsa contro i rossoblù, ma tutto il calcio italiano. Per il momento dalle istituzioni arrivano rassicurazioni sul regolare svolgimento della terza giornata, in programma nel weekend, ma c’è attesa per conoscere i risultati dei nuovi esami medici effettuati dalle due società per capire quanto il virus si sia diffuso. Sospesi gli allenamenti, chiuso e sanificato il centro sportivo e avviati i test anche sul personale esterno al gruppo squadra, il Genoa ha intanto già avanzato la sua idea sul prossimo match, in programma sabato pomeriggio alle ore 18 contro il Torino: “Abbiamo avvisato immediatamente Lega e federazione senza fare alcuna richiesta. Ci aspettiamo però decisioni coerenti con il momento e nell’interesse di tutti – ha spiegato il direttore generale del club ligure, Flavio Ricciardella, ai microfoni di Sky – Oggi non possiamo allenarci, probabilmente nemmeno nei prossimi giorni, quindi affrontare una partita sembra difficile”.
La notizia delle numerose positività, del resto, ha scosso il Genoa, che dopo aver scoperto l’infezione del portiere Perin ha prontamente sottoposto la squadra ai test (“Abbiamo rispettato tutte le procedure imposte dal protocollo prima della trasferta di Napoli”, ha dichiarato il presidente Enrico Preziosi ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli) e domenica ha preso l’aereo soltanto dopo aver avuto l’esito negativo degli esami effettuati, con l’eccezione di Schone subito positivo e rimasto in Liguria. Dal Napoli, invece, al momento nessun commento. La società campana ha attivato le procedure previste dal protocollo e ha sottoposto l’intero gruppo squadra ai tampone: c’è ancora tempo per preparare il big match contro la Juventus, in programma domenica sera a Torino, ma la preoccupazione è inevitabile. Dal mondo delle istituzioni, però, l’ipotesi di rinviare il match o addirittura fermare la Serie A al moomento è scartata. “Sicuramente la notizia del Genoa è una tegola a ciel sereno, perchè il protocollo della Figc è molto serio e articolato – ha osservato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora – Prese tutte le misure di cautela per il club ligure, vediamo i risultati dei test effettuati al Napoli ma credo che il campionato sia ancora in grado di svolgersi nel modo previsto”.
“Con il presidente della Figc Gravina e il presidente della Lega Serie A Dal Pino, che peraltro incontrerò la prossima settimana, farò il punto della situazione – ha aggiunto Spadafora -. Del resto l’inizio del campionato per noi è una sperimentazione, stiamo provando modalità nuove per portare avanti quella normalità auspicata, ovviamente con tutte le cautele necessarie. La differenza tra il protocollo Uefa (che fissa in 13 il numero minimo dei calciatori disponibili per la disputa delle partite, ndr) e le regole italiane? E’ un tema che va posto alla Figc più che al ministero dello sport. Noi siamo sempre pronti ad accogliere qualunque elemento migliorativo”. “Il protocollo funziona” e si va avanti con la “massima attenzione”, ha spiegato il presidente della Commissione medica federale Paolo Zeppilli, al quale si è aggiunta la voce del medico sociale del Bologna e responsabile dei medici della Serie A Gianni Nanni: “L’intera giornata per me non è a rischio, probabilmente si dovrà decidere solo su Genoa-Torino, a meno che non ci saranno altre sorprese, come nel Napoli. Se non avremo numeri catastrofici, la cosa si concluderà con una sola decisione su Genoa-Torino”.
Ma lo spettro della sospensione dell’intera Serie A incombe comunque sullo sfondo. “Se ci fossero altri casi nel Napoli io, da medico e non da viceministro, direi che la cosa migliore sarebbe fermarsi almeno per sette giorni – ha dichiarato Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, ai microfoni di ‘Un Giorno da Pecorà su Rai Radio 1 – Ci dovremmo comportare come facciamo con i focolai: se c’è una squadra con 14 persone positive, disputare una partita è quasi impossibile. Ora il Napoli deve fare i tamponi, ma in una certa tempistica: bisogna aspettare un periodo di incubazione di 4-6 giorni, intanto devono andare in quarantena i giocatori che hanno avuto dei contatti stretti con i giocatori del Genoa. Continuare a mantenere le distanze è fondamentale”.

Conte avverte “Fare molta attenzione al Benevento”

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“Sta facendo molto bene, sono contento per Pippo, per quanto fatto nella passata stagione e quanto stanno facendo in questo avvio di stagione”. Lo ha detto il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, alla vigilia della trasferta di campionato di domani (ore 18) allo Stadio Vigorito contro il Benevento, lodando il lavoro del suo collega Filippo Inzaghi sulla panchina della neopromossa. “Il Benevento ha vinto la prima partita meritandola, bisognerà fare molta attenzione – spiega in conferenza stampa il mister nerazzurro – Numericamente, soprattutto in mezzo al campo, rispetto all’anno scorso e ai tanti infortuni patiti per diversi mesi, oggi siamo più protetti e questo penso sia importante nel momento in cui si affronta una stagione ‘anomala’, con tanti impegni. Al momento ho tutti a disposizione e spero che questo possa continuare”. “Noi allenatori non vediamo l’ora che finisca questo periodo di mercato: è inevitabile che finché è aperto, tante volte una notizia, vera o falsa che sia, possa creare non molta serenità tra i giocatori – prosegue l’ex ct azzurro – Del mercato in entrata e in uscita però non parlo, lascio parlare i dirigenti, che sono preposti a farlo. La partita con la Fiorentina mi è piaciuta tanto, anche se dobbiamo migliorare. E’ inevitabile che se vuoi fare un calcio offensivo e porti tanti giocatori ad attaccare, rischi di più, come dimostrano anche alcuni risultati negli altri campionati europei”.
(ITALPRESS).

Berrettini facile al secondo turno al Roland Garros

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Matteo Berrettini avanza facilmente al secondo turno del Roland Garros maschile, torneo dello Slam in corso sulla terra battuta parigina. Sul primo match sul “Suzanne Lenglen”, il 24enne tennista romano, n.8 Atp e settimo favorito del seeding, ha liquidato all’esordio il canadese Vasek Pospisil, 76esimo del ranking mondiale, in tre set con il punteggio di 6-3 6-1 6-3, in un’ora e 50 minuti di gioco. Eliminato, invece, Gianluca Mager, battuto in quattro set dal serbo Dusan Lajovic, numero 22 del tabellone, 4-6 6-7(4) 6-4 1-6.
Novak Djokovic approda senza difficoltà al secondo turno. Il numero uno del mondo e del tabellone, ha eliminato in tre set lo svedese Mikael Ymer, 6-0 6-2 6-3.
Nel torneo femminile la ceka Karolina Pliskova, testa di serie numero 2, ha piegato all’esordio la qualificata Mayar Sherif per 6-7(9) 6-2 6-4. La statunitense Sofia Kenin, quarta forza del tabellone, invece ha eliminato in tre set la russa Liudmila Samsonova, 6-4 3-6 6-4.
(ITALPRESS).

Pregliasco e il caso Genoa “Positività anche dopo 72 ore”

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“Com’è possibile che diversi giocatori del Genoa, che si sono sottoposti sabato sera a un doppio tampone negativo, oggi risultino positivi? Purtroppo è possibile. Perché dal momento in cui la malattia viene contratta, questa potrebbe anche non essere rilevata da tamponi effettuati fino a 72 ore dopo che il virus comincia a manifestarsi nella persona. Dunque sarà successo magari nell’allenamento di giovedì, quando il portiere Perin era già infettato senza saperlo, che abbia finito per contagiare diversi compagni. I quali agli esami di sabato erano risultati tutti negativi. Tra l’altro la malattia ha un periodo di 2-5 giorni di incubazione. Dunque possibile, anzi probabile che Perin lo abbia contratto magari lunedì, nel giorno di riposo e poi ‘portato’ in allenamento alla squadra”. Così il professor Fabrizio Pregliasco, virologo e direttore sanitario dell’Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano, in merito ai 14 casi complessivi di Covid-19 emersi nel Genoa, che nell’ultima di campionato ha incontrato il Napoli. Pur avendo seguito i protocolli previsti e predisposto tamponi per tutta la squadra dopo la gara coi grifoni, le negatività immediate dei partenopei nel post partita potrebbero non rassicurare: “È così. Bisognerà attendere ancora qualche giorno per la certezza – spiega Pregliasco in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ – Del resto i contagi stanno salendo in questo periodo e dunque i rischi ci sono. Difficile creare una permeabilità della vita comune. Però al tempo stesso va detto che non basta stringere ‘per errore’ una mano per contrarre il virus. Occorre lavarsi le mani spesso. Come tenere le mascherine e le distanze”. Tecnicamente per lo sport non esiste una soluzione che dia più sicurezza: “Dovrebbero fare una vita di clausura, come prevedeva il primo protocollo. Ma sinceramente mi pare impossibile. Siamo di fronte a un problema mondiale. Con una differenza fondamentale che distingue dagli altri il Covid. Prendiamo per esempio l’ebola: l’abbiamo fermato perché si trasmetteva solo fra malati clinici. Mentre il Coronavirus – conclude Pregliasco – viene contagiato anche dagli asintomatici, seppur con minore carica virale”.
(ITALPRESS).