“Miglioramenti clinici significativi” per Alex Zanardi. Lo rende noto l’Ospedale San Raffaele di Milano, dove il campione paralimpico è ricoverato dallo scorso 24 luglio e dove il giorno successivo è stato sottoposto al quarto intervento alla testa (i primi tre all’Ospedale “Le Scotte” di Siena) a seguito dell’incidente avuto il 19 giugno, nei pressi di Pienza, quando perse il controllo della sua handbike e finì contro un camion. Dopo quasi un mese, dunque, le condizioni del 53enne bolognese, tornate gravi dopo il trasferimento del 21 luglio nel centro di recupero e riabilitazione funzionale Villa Beretta, sono nuovamente in miglioramento. “L’Ospedale San Raffaele – si legge nella nota stampa odierna – comunica che, dopo un periodo durante il quale è stato sottoposto a cure intensive in seguito al ricovero del 24 luglio, il paziente ha risposto con miglioramenti clinici significativi. Per questa ragione attualmente è assistito e trattato con cure semi intensive presso l’Unità Operativa di Neurorianimazione, diretta dal professor Luigi Beretta”.
Ronald Koeman nuovo allenatore del Barça “Realizzo un sogno”
Il Barcellona riparte da Ronald Koeman. L’ex difensore olandese, eroe della prima Coppa dei Campioni blaugrana vinta nel 1992 nella finale contro la Sampdoria, ha firmato un contratto di due anni ed è pronto a rilanciare la ambizioni del Barça dopo le delusioni di quest’anno, con il secondo posto in Liga e soprattutto la storica sconfitta per 8-2 subita pochi giorni fa nei quarti di Champions contro il Bayern Monaco. “Sono felice e orgoglioso, per me è un sogno che si trasforma in realtà – ha ammesso Koeman nella conferenza di presentazione – Il Barça è casa mia: ho la fortuna di poter allenare una squadra fortissima, nel club più grande al mondo. La società pretende sempre il massimo e così deve essere, perché questa squadra ha sufficiente qualità per ambire al meglio. Ho firmato e lavorerò subito per avere un Barça forte e per recuperare il prestigio: dobbiamo cambiare qualcosa perché l’immagine dell’altra sera non è quella che vogliamo dare. E’ stato un giorno triste”. “Koeman torna a casa sua, per lui oggi si realizza un sogno – ha rimarcato il presidente Josep Maria Bartomeu – È stato un giocatore fondamentale per il Dream Team di Cruijff: tutti riconosciamo quello che ha dato da giocatore, con tanti successi ottenuti. La nostra storia recente ci ha portato Rijkaard, Guardiola, Tito Vilanova, Luis Enrique, Valverde: era scritto che un giorno anche Koeman sarebbe diventato l’allenatore del Barça e questo giorno è arrivato. Lo ringrazio per la sfida che sta accettando, questo non è un momento facile, ma Ronald ha conoscenza, carisma, è coraggioso e ama il Barça: con lui possiamo costruire un nuovo ciclo e siamo convinti di fare bene, perché ci dà grande entusiasmo”. Quinto olandese ad allenare il Barcellona dopo Rinus Michels, Johan Cruijff, Louis van Gaal e Frank Rijkaard, Koeman è già concentrato sul lavoro da fare: “A noi olandesi piace tenere il pallone, dominare il possesso e provare a giocare bene per vincere – ha spiegato l’ex difensore – Ormai alleno da diversi anni, ho appreso molto da diversi tecnici e credo di avere le capacità per allenare il Barcellona al massimo livello”. “Questa non è una rivoluzione – ha aggiunto Koeman – ma bisogna cercare il massimo per il club: se questo richiede dei cambiamenti, faremo dei cambiamenti. Ma lo decideremo parlando con i giocatori: è chiaro che ciò che abbiamo visto con il Bayern non è quello che dovremo vedere, vogliamo un’immagine ben diversa del Barça”. L’olandese si è poi soffermato sul futuro di Leo Messi, secondo alcune voci di mercato intenzionato a lasciare il Barcellona per fare una nuova esperienza e da alcuni accostato all’Inter. “Messi è il miglior giocatore al mondo e il migliore lo vuoi sempre nella tua squadra, non il contrario – ha sottolineato Koeman – Non so se devo convincerlo: Leo è un giocatore importante per il Barcellona, ti aiuta a vincere le partite, ha un contratto ma naturalmente dovremo parlare. Con lui come con altri giocatori: io spero che Messi possa restare a Barcellona ancora per molti anni, perché lo voglio nella mia squadra”.
Firmato Patto Concordia, Todt “Garantito futuro F.1”
Un anno di lavoro, ma alla fine la Fia e i team di Formula 1 l’accordo l’hanno trovato. Il Patto della Concordia è stato firmato e la Federazione Internazionale dell’Automobile non può che gioire, ritenendo che la firma “garantirà un futuro sostenibile a lungo termine per la Formula 1”, grazie anche ai “nuovi regolamenti, annunciati nell’ottobre 2019 e che entreranno in vigore nel 2022” che contibuiranno a ridurre “le disparità finanziarie e in pista tra i team”, per un Mondiale più affascinante ed equilibrato. “La pandemia Covid-19 ha creato un’enorme incertezza in tutto il mondo e la Formula 1 non ne è stata immune – sottolinea la Fia -. Era quindi giusto che l’obiettivo degli ultimi mesi fosse un ritorno alle corse in sicurezza. Siamo tornati a correre nel modo più sicuro possibile e abbiamo anche concordato un tetto di costi rivedendo e chiudendo il Concorde Agreement. La FIA e la Formula 1 vogliono ringraziare tutte le squadre per l’impegno e, sebbene ci siano sempre discussioni, l’accordo tra tutte le squadre mette in atto una base importante per il futuro a lungo termine di questo sport”.
Parole che ovviamente sottoscrive il presidente della Fia, Jean Todt. “La conclusione del nuovo accordo tra la FIA, la Formula 1 e i dieci team attuali assicura un futuro stabile per il Campionato del Mondo. Nel corso dei suoi settant’anni di storia, la Formula 1 si è sviluppata a un ritmo notevole, spingendo i confini di sicurezza, tecnologia e competizione ai limiti assoluti, ma oggi conferma che un nuovo entusiasmante capitolo di quella storia sta per iniziare. In un momento in cui il mondo sta affrontando sfide senza precedenti – sottolinea Todt riferendosi alla pandemia Covid-19 -, sono orgoglioso del modo in cui tutti gli stakeholder della Formula 1 hanno lavorato negli ultimi mesi a tutela di questo sport, anche nel rispetto della passione dei tifosi e al fine di garantire competizioni più sostenibili, equilibrate ed entusiasmanti ai vertici dello sport automobilistico”. Sulla stessa lunghezza d’onda Chase Carey, presidente e CEO di Formula 1, che ha voluto sottolineare gli sforzi fatti per trovare un “Patto della Concordia” che accontentasse tutti.
“Stiamo vivendo un anno senza precedenti in tutto il mondo e siamo orgogliosi che la Formula 1 si sia compattata negli ultimi mesi per tornare a correre in modo sicuro – spiega Carey -. Avevamo detto all’inizio dell’anno che a causa della pandemia, il Patto della Concordia avrebbe richiesto più tempo per essere definito e siamo lieti che entro agosto siamo stati in grado di raggiungere un accordo tra tutti i team sui piani per il futuro a lungo termine del nostro sport. Tutti i nostri fan vogliono vedere le corse più equilibrate, l’azione ruota a ruota con la possibilità che ogni team possa salire sul podio. Il nuovo accordo, insieme al regolamento per il 2022, metterà le basi per rendere tutto questo realtà e creare un ambiente che sia finanziariamente più equo, colmando i divari tra i team in pista”.
(ITALPRESS).
Play-off Nba, Gallinari non basta ai Thunder, Lakers ko
Una grande prestazione, ma una sconfitta che fa cominciare in salita il cammino dei suoi Thunder nei playoff Nba. Questo il bilancio della notte vissuta da Danilo Gallinari che ha cercato di trascinare i suoi al successo nel match perso contro gli Houston Rockets, in gara-1 del primo turno. Il “Gallo” è il miglior realizzatore di Oklahoma con 29 punti (3 rimbalzi e 3 assist per lui), mentre Chris Paul sfiora la tripla doppia mettendo a referto 20 punti, 10 rimbalzi e 9 assist. Sono 17 i punti e 12 i rimbalzi di Adams, non incide Gilgeous-Alexander (9 punti) e tutto questo non basta a fermare il “Barba” e i suoi compagni che si impongono 123-108. Harden ne fa 37 aggiungendo anche 11 rimbalzi, ma per i Rockets è importante anche il contributo che arriva dalla panchina con i 22 punti di Green e i 14 di McLemore. In doppia cifra anche Gordon (21) e Tucker (11).
Falsa partenza anche per i Lakers. Gara-1 va a Portland che si impone 100-93 con Damian Lillard che si prende la scena con i suoi 34 punti, 5 assist e 5 rimbalzi, mentre sono 21 i punti di McCollum, 16 (con 15 rimbalzi) quelli di Nurkic, infine c’è Carmelo Anthony che dà un contributo di 11 punti, 10 rimbalzi e 5 assist. Niente da fare per LeBron James nonostante una prova all’altezza della sua classe come dimostrano i 23 punti, 17 rimbalzi e 16 assist messi al servizio dei Lakers, così come non sono sufficienti i 28 punti e gli 11 rimbalzi di Anthony Davis.
Vince Miami che batte 113-101 Indiana con Butler (28) e Dragic (24) in evidenza, mentre ai Pacers non bastano i 22 a testa di Warren e Brogdon (per lui anche 10 assist).
La notte Nba nella bolla di Orlando si era aperta, nella tarda serata italiana di ieri, con il successo a sorpresa dei Magic sui Bucks per 122-110, grazie a una grande prestazione di Nikola Vucevic, a referto con 35 punti, 14 rimbalzi e 4 assist. Niente da fare per Milwaukee nonostante i 31 punti, 17 assist e 7 rimbalzi della sua star: Giannis Antetokounmpo.
(ITALPRESS).
Moratti rivive “Le emozioni di 10 anni fa, avanti con Conte”
L’Europa League è un grande trofeo anche se non è la Champions, questa Inter è forte, solida, anche bella e lavora per crescere, vincere e avvicinarsi a quella del Triplete di 10 anni fa. Massimo Moratti non è più il presidente dell’Internazionale, ma ne è rimasto il primo tifoso e, a due giorni dalla finale contro il Siviglia che assegna quella che una volta era la Coppa Uefa (la sua Inter la vinse, ndr), in un’intervista rilasciata a Repubblica” e “Tuttosport”, racconta emozioni che lo riportano indietro nel tempo con l’entusiasmo e la fede nerazzurra di sempre: “Se l’Inter gioca come nella ripresa dell’altra sera con il Siviglia sarà una gara bellissima. C’è una attesa che mi ricorda molto la sfida con il Bayern: anche allora c’erano molti più timori per l’esito della semifinale. Vincere in questo modo dà una carica pazzesca, sono partite che ti fanno fare un grande salto di mentalità”, dice riferendosi al 5-0 rifilato allo Shakhtar in semifinale. “Inutile negare che c’era fiducia, eravamo tutti convinti che si potesse fare. Anche se contro lo Shakthar era una partita sulla carta meno facile di quanto dica il risultato. Non mi aspettavo da parte loro un gioco così lento. Però, merito a Conte che l’ha ben preparata e non li ha fatti giocare”.
Secondo Moratti “il lockdown ha cambiato tutto. In campionato sono ripartiti tutti alla pari ed è andata come è andata. Ma le coppe assomigliano di più a un torneo estivo in cui ognuno è arrivato a suo modo. Ho visto Barcellona e City, inspiegabile quello che è accaduto. Pareva quasi non ce la mettessero tutta. L’Inter, in effetti, è sembrato non facesse fatica e sta giocando molto bene”, trascinata dalla coppia Lukaku-Lautaro, con il belga sempre più leader e capace di spazzare via le perplessità iniziali. “E’ vero, all’inizio non aveva molto convinto. Ma ha dimostrato di essere un calciatore intelligente che sa giocare per la squadra. E’ migliorato tantissimo anche tecnicamente. Con i mesi è emersa tutta la sua utilità. E c’è Lautaro che fa cose straordinarie, ha un potenziale enorme. Il movimento che fa sul primo gol è da grande giocatore”. Moratti ha lavorato con tecnici di grande personalità come Mourinho, ma uno sfogo come quello di Conte dopo l’Atalanta non l’ha mai dovuto affrontare, anche se probabilmente proprio lì è arrivata la svolta. “Non saprei proprio dire quanto sia stato importante. Siccome dopo ha sempre vinto, va tutto bene. E allora ci sta a pensare che sia stato anche merito delle sue polemiche contro la società”.
Nessun divorzio, quindi, a fine stagione, la conferma di Conte, secondo Moratti non può essere in dubbio. “Come tecnico non si può discutere, è proprio bravo, come si fa a sostenere il contrario? E’ antipatico? Conte ha un suo carattere, ma i tecnici non sono mai troppo simpatici. Per esperienza so che quello che conta per l’allenatore è il rapporto con il presidente. Di lui e Mourinho colpisce la grande attenzione che ci mettono entrambi e il fatto che pensino sempre e solo al calcio. Condizioni che li rendono professionisti completi. Entrambi sono ossessionati dalla vittoria e il loro atteggiamento fa da traino a tutta la società. Conte, al di là dei suoi modi, è un professionista di una tale serietà, un tale esempio di applicazione nel suo lavoro che forse puoi anche fare a meno di mantenere rancore su una cosa di questo genere”. Secondo Moratti “l’Inter ha compiuto quel salto di mentalità fondamentale per tornare ai vertici europei. Serve qualche giocatore. Maggiore classe a centrocampo, maggiore sicurezza nei propri mezzi. Ma una finale darà grandissima fiducia a tutti quanti. Il percorso fatto in queste finali è utile soprattutto a questo, a prescindere che la Coppa si vinca o meno. Ora c’è la consapevolezza di avere le doti e le qualità necessarie per poter competere in campionato. Questa è la cosa più importante di questo agosto dedicato al calcio”.
E in queste condizioni e visto il momento particolare che si sta vivendo a Barcellona, sognare il più grande si può. “Senza dubbio credo ci siano più possibilità adesso che mai di poter prendere Messi. È altrettanto indubbio che si tratti di un giocatore straordinario, però non si può dimenticare che prenderlo sarebbe un sacrificio grandissimo da parte della società. Prima di intavolare una trattativa simile occorre valutare se è il caso di affrontare un percorso economicamente molto impegnativo, quindi non bisogna essere superficiali nel dire ‘allora prendiamo Messi’, devono esserci le condizioni per affrontare questo meraviglioso sogno”. Magari ne avrà parlato anche con Steven Zhang…”Dopo lo Shakhtar ci siamo sentiti con dei messaggi. È stato carino a farsi sentire e gli ho fatto i complimenti più sinceri. Vincere non è mica facile perché sono in tanti a partecipare, ma lui ha fatto tutti gli sforzi necessari per poterci arrivare e sono molto felice per lui”.
(ITALPRESS).
Lipsia travolto, Psg in finale di Champions League
Il Psg conquista la prima finale di Champions League della sua storia e si prepara a giocarsi il trofeo con una tra Lione e Bayern Monaco nell’ultimo atto in programma domenica 23 agosto. All’Estadio do Sport di Lisbona la squadra di Tuchel batte in semifinale il Lipsia di Nagelsmann per 3-0 grazie alle reti di Marquinhos, Di Maria e Bernat al termine di una partita mai veramente in discussione. Un cambio di formazione (Mukiele per Halstenberg) per Nagelsmann rispetto alla sfida contro l’Atletico Madrid. Dopo la vittoria sull’Atalanta, Tuchel rinuncia a Navas infortunato e ricorre a due modifiche: Paredes per Gueye, Mbappé per Sarabia. Ma chi sblocca il risultato è lo stesso che ha dato il via alla rimonta contro i bergamaschi: Marquinhos, in gol di testa sugli sviluppi di un calcio piazzato al 13’. La prima frazione di gioco è un dominio dei francesi che tre minuti dopo sfiorano il bis: Paredes lancia Mbappé murato da Gulacsi al momento della conclusione.
Come contro l’Atalanta, la porta sembra essere stregata per Neymar nel primo tempo: il brasiliano colpisce due pali (al 6’ e al 35’) ma quando è il momento di salire in cattedra, l’ex Barcellona risponde presente. Al 42’ Gulacsi sbaglia il rinvio, Neymar inventa col tacco un assist per Di Maria che da posizione favorevole non sbaglia e firma il 2-0. Nella ripresa Nagelsmann si gioca la carta Schick al posto di uno spento Olmo. Ma la reazione attesa del Lipsia non c’è. Anzi, è il Psg a trovare il tris che chiude definitivamente i conti: al 56’ Herrera ruba palla a Mukiele e crossa per Bernat che tutto solo di testa sigla il definitivo tris parigino. Nel finale di gara Tuchel ritrova anche Verratti al rientro dall’infortunio. In vista della finale e in attesa di conoscere l’avversaria, il Psg vince e convince.
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Rossi “Incidente deve far riflettere, errore Zarco grave”
“Le immagini dalla mia telecamera sono quelle che mi fanno più paura, perché da qui si può capire la velocità con cui la moto di Franco ha attraversato la pista proprio davanti a me. È passata talmente forte che io non l’ho neanche vista, quando sono tornato ai box ero già abbastanza scosso per aver visto la moto di Zarco letteralmente volare sopra la testa di Maverick”. Così Valentino Rossi sui social, commentando l’incidente tra Johann Zarco e Franco Morbidelli avvenuto nel corso del gp d’Austria. “Miracolosamente non si è fatto male nessuno, ma spero che questo incidente faccia riflettere tutti, soprattutto noi piloti – ha proseguito Rossi -. Zarco non ha intenzionalmente causato una carambola del genere, ma resta comunque un grave errore di valutazione, che un pilota di MotoGP non può permettersi, soprattutto in una staccata da 310 km/h. Spostandosi velocemente sulla destra e frenando ‘in faccia’ a Franco, non gli ha lasciato il posto per rallentare, quindi Morbidelli non ha potuto fare altro che centrarlo a tutta velocità”. Rossi, che ha anche pubblicato le immagini riprese dalla sua telecamera, ha aggiunto: “Capisco che in gara ci si gioca tanto e tutti danno il massimo per stare davanti, ma non dobbiamo dimenticarci che il nostro è uno sport pericoloso e l’incolumità nostra e dei nostri avversari è molto più importante che guadagnare una posizione”, ha concluso il Dottore.
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Pioli “Ibra e Gigio grandi, ora rinforzi mirati”
“Zlatan e’ un grande professionista. Insegna ai giovani giocatori, e’ un metro di paragone per i suoi compagni di squadra ed e’ molto rispettoso dei ruoli. Il suo segreto e’ la voglia di voler vincere e di migliorare sempre”. Cosi’, in un’intervista rilasciata a Skrill, Premium Sponsor del Milan, il tecnico rossonero, Stefano Pioli, parla di Zlatan Ibrahimovic. L’attaccante svedese ha dato una svolta al campionato dei rossoneri, dimostrandosi un valore aggiunto per il club che adesso lavora per tenerselo stretto anche nella prossima stagione. Anche su Donnarumma Pioli ha solo elogi: “Ha un talento straordinario e ha indossato la fascia di capitano che appartiene a Romagnoli con grande personalita’. E’ uno dei portieri piu’ forti del mondo e ha
ampi margini di miglioramento”. Infine, l’allenatore dei rossoneri, soddisfatto della rosa ha disposizione, ha concluso parlando di calciomercato, sottolineando che non c’e’ bisogno di
rivoluzioni o di stravolgimenti della rosa tra acquisti e cessioni. “Il Milan non ha bisogno di molti innesti, abbiamo bisogno di pochi rinforzi ma nelle posizioni giuste – ha concluso Pioli -.
Sono sicuro che il club sapra’ trovare le giuste soluzioni. Sono in contatto con l’amministratore delegato Ivan Gazidis, con Paolo Maldini e Frederic Massara. Insieme faremo del nostro meglio per migliorare questa squadra”.
(ITALPRESS).










