Soffre, rischia ma con grande forza l’Inter passa il turno. I nerazzurri di Antonio Conte staccano il pass per i quarti di finale dell’Europa League battendo il Getafe per 2-0 grazie alle reti di Romelu Lukaku e Christian Eriksen. Alla Veltins Arena di Gelsenkirchen, in Germania, è partita vera e gli spagnoli giocano un calcio piuttosto aggressivo, capace di mettere in grossa difficoltà i nerazzurri nel primo quarto d’ora. Poi col passare dei minuti spicca lo strapotere dell’Inter che al 33′ colpisce con il solito Lukaku, bravo a smarcarsi da Exeita per poi concludere con un gran mancino in rete. Il belga si conferma uomo decisivo nelle notti di coppa: trentesima rete in stagione e quinta di fila nelle partite europee. Ma nella sofferenza nerazzurra c’è anche un pizzico di fortuna con il Getafe che al 76′ sbaglia un calcio di rigore con Molina, penalty concesso da Taylor attraverso l’on field review del Var per un fallo di mano di Godin. Solo nel finale di gara, con l’ingresso e con il gol di Eriksen, l’Inter chiude la partita sul 2-0 e si assicura un posto nei quarti di finale in attesa di conoscere il nome della propria avversaria tra Rangers e Bayer Leverkusen.
Errani e Cocciaretto infiammano il “Palermo Ladies Open”
Ci sono già due azzurre tra le migliori otto giocatrici del “Palermo Ladies Open”, torneo in corso sulla terra rossa del Country Club (WTA International – 202.250 dollari di montepremi). Si tratta dell’esperta Sara Errani e della giovane Elisabetta Cocciaretto, protagoniste di due importanti vittorie nei match di secondo turno del torneo siciliano, primo appuntamento del circuito Wta dopo la lunga interruzione per la pandemia. La Errani, attualmente numero 169 della classifica Wta, ha superato in rimonta la ceca Krystina Pliskova, numero 69, con il punteggio di 3-6 6-4 6-3. “Ho cercato di rimanere concentrata durante la pausa per la pioggia – ha detto l’azzurra – Sono più tranquilla rispetto allo scorso anno, sono sempre dentro la partita”. Venerdì nei quarti troverà la francese Ferro, capace di eliminare Ekaterina Alexandrova, tennista russa numero 27 al mondo e ottava favorita a Palermo, con il punteggio di 7-5 6-2. La transalpina, alla seconda vittoria in carriera contro una giocatrice top 30, conferma così i quarti di finale dello scorso anno. “Ci siamo allenate insieme qui a Palermo – ha detto la Errani parlando della Ferro – E’ giovane e molto potente”. In serata, invece, è arrivata la splendida vittoria di Elisabetta Cocciaretto. La 19enne azzurra, numero 157 del ranking mondiale, ha battuto con inattesa facilità (6-2 6-4) la croata Donna Vekic, numero 24 e sesta favorita del torneo siciliano. Un’altra testa di serie lascia dunque il “Palermo Ladies Open” dopo Marketa Vondrousova, Maria Sakkari, Elise Mertens e, come detto, Ekaterina Alexandrova. “Sono emozionata ma molto contenta di come sono entrata in campo – ha detto la Cocciaretto a fine match – voglio ringraziare il pubblico per avermi aiutata a vincere una partita contro una giocatrice che ammiro. È stato bello giocare qui sul centrale. Ricordo che quando avevo 6 anni vedevo in tv Errani, Vinci, Pennetta e Schiavone fare bene a Palermo e adesso ci sono io, ma in ogni caso questo deve essere solo un punto di partenza”. Venerdì la Cocciaretto tornerà in campo contro la vincente della sfida tra l’estone Kontaveit, numero 22 al mondo, e la tedesca Siegemund. Niente da fare invece per Jasmine Paolini: la 24enne azzurra, numero 95 del ranking mondiale, è stato sconfitta con un netto 6-0 6-2 dalla bielorussa Aliaksandra Sasnovich, numero 50 Wta. Giovedì si concluderà il programma degli ottavi di finale e tornerà in campo anche Camila Giorgi, opposta alla 19enne slovena Kaja Juvan.
Malagò “Su riforma sport siamo fuori tempo massimo”
“Sono passati quasi due anni ed è incredibile che siamo ancora in questa situazione. Per la riforma dello sport siamo in fuorigioco, fuori tempo massimo”. Giovanni Malagò non usa giri di parole per lanciare l’allarme. Venti mesi dopo la rivoluzione voluta dall’ex sottosegretario Giancarlo Giorgetti, il Comitato olimpico nazionale italiano e l’intero mondo dello sport sono ancora in una situazione di incertezza, in attesa dell’approvazione dei decreti della legge delega votata un anno fa dal Parlamento. Ma negli ultimi giorni il Testo unico preparato da Vincenzo Spadafora è stato messo in discussione da una parte del Movimento 5 Stelle, lo stesso partito del ministro per le politiche giovanili e lo sport e lo stesso partito che aveva appoggiato con forza la riforma inserita dal precedente Governo nella finanziaria a fine 2018. E oggi si è alzata forte anche la voce del Consiglio nazionale del Coni, che ha respinto “all’unanimità alcuni articoli e passaggi della legge che non rispecchiano le istanze del movimento”, dando delega al presidente Malagò per trovare con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro Spadafora “una rapida ed equa soluzione”.
“Siamo finiti in mezzo a una diatriba tutta politica – ha osservato Malagò al termine della Giunta nazionale al Foro Italico – Il Coni in questo contesto è solo un pretesto per la discussione, ma noi non vogliamo e non possiamo stare in mezzo. Il governo precedente aveva promesso che entro pochi mesi, al massimo entro dicembre 2019, le questioni si sarebbero risolte. Questo governo si è impegnato privatamente e pubblicamente per sistemare una situazione non più sostenibile entro il mese di agosto. Finora siamo stati rispettosi di questi impegni, ora però dobbiamo denunciare la situazione. Non è una pressione, ma una precisa disposizione che il Cio ha manifestato già dall’incontro tra il presidente Bach e il presidente Conte il 24 giugno 2019. Per tutti questi motivi è evidente che chiamerò stasera il presidente del Consiglio, perché il mondo dello sport è arrabbiato. Ci era stato detto che entro domani questa vicenda sarebbe stata sistemata e io dovrò mandare un report al Cio”.
Il rischio, già manifestato dal Comitato olimpico internazionale un anno fa, è grande per l’Italia. “Alcune funzioni che determinano l’indipendenza del Coni non sono nella disponibilità del Comitato: l’ufficio legale, l’ufficio marketing, l’ufficio statistica, l’ufficio amministrativo – ha ricordato Malagò – Stiamo scherzando col fuoco: siamo arrivati al limite, anzi il Cio ci ha anche aspettato troppo. Le conseguenze sono sicure e immediate, non c’è alcuna possibilità che il Comitato olimpico internazionale non intervenga. Peraltro l’Italia non sarebbe la prima e neppure l’ultima: molti paesi, malgrado le ammonizioni del Cio, non hanno voluto applicare i dettami della Carta Olimpica e sono stati sanzionati. Per noi sarebbe un motivo di dolore, una grande sconfitta. Quali sanzioni rischiamo? Dovete chiedere ai dirigenti del Cio, ma la Carta è chiara. Il mio auspicio è che tutto possa risolversi con un testo soddisfacente per tutte le parti”.
Mentre i deputati del M5S provano a fare un passo indietro e incontrano Spadafora per lavorare a “una riforma coraggiosa”, comunque già spostata a “dopo la pausa estiva”, a rinforzare la voce di Malagò sono invece arrivate le dure critiche dei presidenti federali nei confronti del Governo. Se per il numero uno della Federscherma Giorgio Scarso la riforma è “inconcepibile”, per il presidente della Federnuoto Paolo Barelli è “già nel cestino e ora bisogna preoccuparsi delle società sportive che stanno morendo”, mentre il numero uno della Federbasket ed ex presidente del Coni Giovanni Petrucci ha rivendicato il lavoro dei dirigenti sportivi italiani, al centro del dibattito per la disciplina sul limite dei mandati: “Di cosa ci dovremmo vergognare? È diventata una guerra contro di noi e siamo diventati non dico appestati, ma quasi. L’ironia con cui si parla dei presidenti federali è incredibile, visto che lo sport italiano è al sesto posto nel mondo”, ha osservato Petrucci.
Il numero uno della Federazione medico sportiva italiana Maurizio Casasco ha invece chiesto l’intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella perché la riforma “viola i più alti principi della democrazia: questa volontà di statalizzare lo sport è inaccettabile, in un momento così difficile del Paese si sta uccidendo il nostro mondo”. “Su moltissimi punti della riforma il Coni non è affatto d’accordo – ha rimarcato Malagò – Ci sono diversi temi che riteniamo non solo sbagliati e ingiusti, ma anche inaccettabili. Al Coni non è stato regalato niente, come qualcuno ha sostenuto, anzi ci aspettiamo che alcune cose vengano chiarite. E sulla disciplina dei mandati penso che non si possa incidere su questa materia così a ridosso delle elezioni. Oggi la Giunta compatta ha chiesto al sottoscritto di evidenziare che siamo non solo stanchi, ma vogliamo vengano riconosciuti nostri sacrosanti diritti, senza sentire interpretazioni a dir poco fantasiose dei fatti”.
MotoGp a Brno, Rossi “Pronto a spingere al 100%”
Una settimana di respiro ma da venerdì si torna a fare sul serio. La MotoGp farà tappa nel weekend a Brno, per il Gran Premio della Repubblica Ceca. Un appuntamento in cui la Yamaha cercherà conferme dopo il doppio podio ottenuto da Maverick Vinales e Valentino Rossi nell’ultimo Gp d’Andalusia. Il Dottore ha così interrotto un digiuno che durava dal 14 aprile 2019 e chissà che il circuito ceco non possa rappresentare un’ulteriore svolta per la sua stagione. Del resto Brno è una pista speciale per il 41enne centauro di Tavullia: 14 podi in carriera, comprese cinque vittorie nella classe regina anche se l’ultima datata 2009. “Ma è anche il circuito dove ho vinto la mia prima gara assoluta, in 125, nel 1996 ed è qualcosa che non potrò mai dimenticare – ammette Rossi – Normalmente l’atmosfera è davvero fantastica su questa pista ma sfortunatamente dovremo correre senza tifosi. Ma resta un bellissimo circuito, che mi piace molto, per cui proveremo a regalare ai tifosi che ci seguono da casa un bello spettacolo”. Dove il Dottore punta a recitare di nuovo un ruolo da protagonista. “Il podio dell’ultima gara è stato un grande risultato e una grande emozione, per cui spingeremo al 100% per essere di nuovo competitivi in questo weekend e dare il massimo”. Ma la gara di Brno sarà importante per Maverick Vinales, che dopo due secondi posti a Jerez punta il bersaglio grosso per non perdere ulteriore terreno da Quartararo, attuale leader del Mondiale con 10 punti di vantaggio sullo spagnolo della Yamaha. Sulla pista ceca, però, Vinales non ha mai vinto ottenendo al massimo un terzo posto nel 2017. “Abbiamo iniziato bene, i due weekend in Spagna sono stati in generale positivi, la moto ha funzionato bene, anche col caldo estremo che è una situazione in cui solitamente faticavamo. Questi progressi mi rendono ancora di più entusiasta e curioso di vedere quello che potremo ottenere nel fine settimana. Il team ha fatto un lavoro grandioso finora e stiamo lavorando nella giusta direzione, per cui penso che possiamo ottenere dei risultati positivi nelle prossime tre gare, soprattutto in quella di domenica. Brno è una delle mie piste preferite e di sicuro faremo del nostro meglio per stare ancora davanti e lottare per la vittoria”.
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Leclerc “Dura vincere dei Gp ma al lavoro per nuovo ciclo”
I primi Gp della stagione, al di là dei due podi conquistati fra Austria e Gran Bretagna, hanno confermato che per la Ferrari sarà un Mondiale 2020 in salita. Ma Charles Leclerc, che al Cavallino si è legato con un contratto di cinque anni, guarda oltre e lo fa con ottimismo. “La macchina rossa, anche prima di sapere che si chiamasse Ferrari, era la mia magnifica ossessione”, racconta alla “Gazzetta dello Sport” il pilota monegasco, il primo di sempre a legarsi al team di Maranello con un contratto così lungo. “Un onore certamente. E sicuramente anche una grande responsabilità perchè comunque la Ferrari rimane la Ferrari. E’ stato un sogno arrivare fin qui. E sono consapevole che è il sogno di tanti arrivare a Maranello. Dunque sento la responsabilità di portare in alto il nome della Ferrari. Questo momento non è facile in pista, c’è tanto lavoro da fare. Però è interessante avere un progetto comune così lungo. Consente di lavorare bene e di provare a costruire qualcosa di interessante, un nuovo ciclo. Sicuramente guidare una Ferrari è, insieme, un sogno che si realizza, una enorme responsabilità e un grandissimo onore”. Leclerc ammette che “oggi è molto difficile vincere perchè le Mercedes sono a un livello altissimo, si vede anche quest’anno. L’anno scorso ce l’abbiamo fatta su due piste, credo che comunque c’era forse l’opportunità di vincerne un pò di più. Io ho fatto anche qualche errore però ho imparato da questi errori. Quest’anno realisticamente sarà molto difficile vincere qualche Gran Premio però proveremo in ogni modo e io darò tutto in pista. Cosa ci manca? E’ difficile puntare su una sola cosa, è proprio un problema generale. Abbiamo visto che sotto la pioggia è difficile, ma sull’asciutto abbiamo fatto fatica un pò più nel settore 1 di Austria dove ci sono più rettilinei. Dunque non è solo una cosa solamente perchè sennò sul bagnato, quando la macchina va, andremmo molto meglio, invece non è stato così e dunque dobbiamo lavorare su di un pacchetto generale per fare uno step migliore”. E oltre ai demeriti della Ferrari, bisogna riconoscere i meriti degli avversari, Hamilton in primis. “Credo che non possiamo togliere niente a Lewis che secondo me è uno dei più grandi piloti della storia della Formula Uno e sta facendo un grandissimo lavoro. E’ sempre molto costante, sempre al 100%, mentalmente molto forte. Dunque non c’è niente da dire: la Mercedes, lui, la combinazione fra i due elementi fa sì che in questo momento sia veramente difficile competere con loro”. Ma quanto rivedremo una Ferrari vincente? “Dare un tempo esatto è molto difficile. Adesso è un momento assai complesso per la Scuderia, dunque ci vorrà abbastanza tempo. Quanto, ora, non lo so. Però credo che nel 2022 ci sarà un rilevante cambiamento di regole e quella sarà una grandissima opportunità per cambiare le cose. E noi dobbiamo lavorare per cambiarle nel 2022, per aprire un nuovo ciclo di successi Ferrari”.
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Giorgi avanti, a Palermo poker azzurre agli ottavi
Un poker di italiane al secondo turno dei 31^ Palermo Ladies Open. Camila Giorgi, al debutto a Palermo e al ritorno su terra battuta due anni dopo la sua ultima apparizione (Roland Garros 2018, terzo turno contro Sloane Stephens), ha battuto con il punteggio di 7-5, 6-4 la svedese Rebecca Peterson, n. 44 del ranking WTA, raggiungendo agli ottavi di finale Sara Errani, Elisabetta Cocciaretto e Jasmine Paolini. “Mi sono allenata qualche settimana sulla terra, mi sono trovata molto bene – ha spiegato la Giorgi – I primi punti sono stati un po’ difficili per il ritmo, poi ho iniziato a muovermi meglio. Il pubblico è stato fantastico”. Alla fine del match, Giorgi è stata premiata dall’assessore del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo della Regione siciliana, Manlio Messina, che ha voluto omaggiare l’italiana n. 1 del ranking WTA con una litografia a tiratura limitata e una medaglia celebrativa. Al secondo turno Giorgi affronterà Kaja Juvan, slovena, proveniente dalle qualificazioni, che nel pomeriggio aveva eliminato la testa di serie n. 2 Marketa Vondrousova.
Due vittorie e una sconfitta: è questo il bilancio per le coppie italiane nel primo turno del torneo di doppio. Gatto-Monticone e Paolini hanno battuto le rumene Dinu e Mitu, mentre Cocciaretto-Trevisan hanno avuto la meglio sulle russe Gracheva-Komardina. Sono uscite di scena, invece, le due siciliane Bilardo-Spiteri che hanno perso contro la tedesca Siegemund e la belga Wickmayer.
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Conte “Getafe resiliente, vincere per crescere”
“Li abbiamo studiati e abbiamo visto che anche contro Real, Barça e Atletico Madrid sono state partite non spettacolari, non c’è stato tanto spettacolo e le big in questione hanno sofferto molto per avere la meglio. Il Getafe è una squadra forte, resiliente: sanno giocare un determinato tipo di partita, prediligono le palle lunghe, l’attaccare le seconde palle. Hanno attaccanti forti e strutturati, che aiutano dietro e ribaltano l’azione. Sarà una partita tosta e lo sappiamo. Dobbiamo dimostrare di meritare di andare avanti, andremo avanti se saremo più bravi di loro”. Antonio Conte, che non ha voluto parlare di futuro, ha descritto così l’avversario di domani dell’Inter negli ottavi di finale di Europa League, il Getafe. “Vincere aiuta a vincere, è inevitabile che le vittorie portino autostima, convinzione e consapevolezza – ha sottolineato l’allenatore nerazzurro – Non lo scopro certo io. Vincere non è mai semplice, se arrivi a conquistare un trofeo significa che hai raggiunto un livello importante. Questa per noi rappresenta un’occasione importante: la vittoria aiuta il processo di crescita, dà maggiore consapevolezza e autostima”.
“Parliamo sempre di squadra, di Inter, di noi: la pressione è quella giusta, quella che avvertivamo anche nel finale di campionato, quando abbiamo dovuto recuperare delle posizioni e poi mantenere il secondo posto. Le ultime tre partite hanno dimostrato che questa squadra sta migliorando sotto molti punti di vista. Quello con il Getafe dovrà essere un altro step, una continuazione di quello che abbiamo fatto fin qui”, ha proseguito l’allenatore nerazzurro che vuole continuare nel cammino di crescita dopo il secondo posto in campionato, andando avanti in coppa: “Io penso alla fine che la squadra abbia raccolto i punti che ha meritato di raccogliere. Tante volte in campionato puoi seminare tanto e raccogliere poco e viceversa. Noi abbiamo raccolto qualcosina in meno, ma al tempo stesso abbiamo chiuso al secondo posto con 82 punti: abbiamo fatto un buon campionato, con progressi importanti sotto tutti i punti di vista. Ora ci giochiamo questa competizione: noi ci siamo, siamo pronti, sappiamo che la partita è ostica, l’avversario è duro. Sarà una partita sporca e noi dovremo sporcarci. Ma la squadra ha raggiunto quella maturità per calarsi nella giusta maniera in quello che la partita richiederà. Dobbiamo dare il massimo: non sappiamo dove questo massimo ci porterà, ma l’importante è non avere rimpianti” ha detto Conte.
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Gravina “Su date Serie A serve riflessione, cambiamo protocolli”
“La proposta della Serie A per la ripartenza è per il 19 settembre. Ho preso la delega per fare una riflessione generale su come è articolato il calendario”. Questa la posizione presa dal presidente della Figc Gabriele Gravina nel corso del Consiglio federale a Roma. Le date della stagione, dunque, restano in dubbio. “Non è solo una valutazione degli impegni delle nazionali – ha spiegato il numero uno della Federcalcio – ma dobbiamo incastrare il calendario e lavorare su un progetto che tenga conto delle giornate di campionato e anche sugli impegni europei di club e nazionali. Sono momenti che dobbiamo far conciliare, sapendo che abbiamo una deadline, nel rispetto dell’Uefa, per consentire all’Italia di partecipare alla fase finale dell’Europeo. A breve la Lega Serie A manderà il dettaglio della programmazione e chiuderemo il discorso in condivisione con i vice presidenti federali Dal Pino e Sibilia”.
Da qui a settembre, peraltro, ci sono alcuni aspetti da chiarire, dai nuovi protocolli alla possibile riapertura degli stadi. “Il calcio, ma permettetemi di dire lo sport italiano, potrebbe subire uno smacco – ha avvertito Gravina – Siamo molto preoccupati per le condizioni della ripartenza. Comunque bisognerà agire su un sistema di protocolli che diventa insostenibile, parzialmente per il mondo dei professionisti e assolutamente per i dilettanti”. Sulla riapertura degli stadi, Gravina ha aperto la discussione: “Noi ci contiamo, se l’evoluzione epidemiologica lo permetterà. Magari non dalla prima giornata: mi sembra un pò ottimistico”. Per l’assemblea elettiva della Figc, invece, la data giusta dovrebbe essere quella del 15 marzo 2021: “In linea di principio ho mantenuto fede al rispetto delle indicazioni statutarie. Il 15 marzo è la data presunta”.










