Dopo due pareggi consecutivi contro Roma e Fiorentina, l’Inter torna alla vittoria e lo fa con un 3-0 sul Genoa che permette agli uomini di Conte di superare l’Atalanta e di portarsi al secondo posto in classifica a -4 dalla Juventus. Decidono le reti di Lukaku (doppietta) e Alexis Sanchez al termine di una partita caratterizzata da ritmi bassi e pochi tiri in porta (1-3). La prima vera occasione nerazzurra si registra al 21’: Eriksen guida un contropiede che porta Brozovic al tiro ma la conclusione del centrocampista termina in calcio d’angolo per una deviazione di Zapata. Al 30’ l’Inter sfiora il vantaggio: Lukaku fa da sponda per Eriksen che a botta sicura non riesce a tenere basso il pallone. Ma l’1-0 nerazzurro è solo rimandato: Biraghi crossa in area, Lukaku prende il tempo a Zapata e di testa mette in rete. Nella ripresa i ritmi si abbassano ulteriormente e al 64’ Conte decide di cambiare. Fuori Eriksen, dentro Borja Valero. Fuori Lautaro, dentro Sanchez. E la mossa si rivela corretta: all’83’ Moses salta Criscito e crossa in area per l’ex Manchester United che appoggia in rete alle spalle di Perin per il 2-0 nerazzurro. E nel finale c’è spazio per il tris: Lukaku guida il contropiede e lo conclude al meglio con una conclusione vincente dopo un dribbling su Romero e Goldaniga.
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Doppietta Lukaku e Sanchez, Inter travolge Genoa 3-0
Il Parma passa a Brescia per 2-1, decide Kulusevski
Nella trentaseiesima e terz’ultima giornata di Serie A, al Rigamonti il Parma batte il Brescia 2-1. Decisive le reti di Darmian e Kulusevski, a nulla serve il momentaneo pareggio di Dessena. Le rondinelle, reduci dal ko con il Lecce che di fatto ha sancito la matematica retrocessione in Serie B con tre turni di anticipo, restano a 24 punti al penultimo posto, mentre gli emiliani, che con la ripresa del campionato hanno detto definitivamente addio al sogno europeo, stazionano a metà classifica a 46 punti, lontani sia dalla zona calda che dall’Europa. Primo tempo che parte in sordina con zero occasioni da gol. I crociati pressano non creando nessun pericolo alla formazione di Lopez fino al 10’ quando Sepe rinvia lungo per Kulusevski che salta Andrenacci ma, sbilanciato, non riesce ad indirizzare la sfera verso la porta sguarnita. Bresciani che crescono con lo scorrere del cronometro e provano più volte ad uscire dalla loro metà campo, ma non riescono a essere incisivi. Nella ripresa gli uomini di D’Aversa vanno subito ad un passo dal vantaggio con una bella palla di Kurtic per Caprari. Il numero 20 di tacco anticipa tutti, ma il palo gli nega il gol. Parma che trova il vantaggio al 59’: Gervinho con un filtrante fa arrivare la palla a Kulusevski che si inserisce in area e mette in mezzo per Darmian. Il terzino sinistro, tutto solo, non deve far altro che appoggiare in rete, firmando il suo primo gol con la maglia del Parma. Dopo soli due minuti, però, un erroraccio di Sepe permette a Dessena di recuperare palla e firmare il momentaneo pareggio. I crociati tornano avanti al minuto 81 con un gioiello di Kulusevski che, dopo il tacco di Siligardi, la piazza di destro a giro all’incrocio dei pali. Nel finale il Brescia ha l’occasione di agguantare il pareggio con Ayè che di testa da due passi non riesce a trovare la spizzata giusta per trafiggere Sepe.
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Sarri “Juve merita un buon voto, non perdere la testa”
TORINO (ITALPRESS) – “Il mio voto alla squadra è buono, perchè questo è il campionato più difficile della storia del calcio italiano, con difficoltà enormi per tutti”. Maurizio Sarri difende la sua Juventus, che domani contro la Samp ha la seconda chance di cucirsi sulla maglia il nono scudetto di fila. “Abbiamo voglia di portare a casa punti e raggiungere l’obiettivo – assicura il tecnico bianconero – Dobbiamo essere combattivi e non perdere la testa, perchè esserci vicini conta zero”. La Juve ha fallito il primo match-point a Udine: “La stanchezza, fisica e mentale, è un problema che hanno tutte le squadre, giocando così spesso. A Udine abbiamo perso ordine per ‘eccessò, non siamo stati passivi. Quindi la mentalità era quella giusta”. E anche per questo Sarri è fiducioso per domani. “Dobbiamo pensare solamente a entrare in campo con grande motivazione e determinazione. Troveremo sicuramente la forza per farlo e arrivare al nostro obiettivo. Poche motivazioni per la Samp? Non credo, hanno appena perso un derby. Ma le motivazioni che contano, domani, sono le nostre”. E sull’importanza dello scudetto aggiunge: “La Champions League è affascinante, ma la competizione più indicativa sul lavoro stagionale di una squadra è il campionato. E adesso pensiamo solo al campionato”.
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Quartararo pole al Gp Andalusia, Rossi 4° e Marquez rinuncia
Fabio Quartararo partirà dalla pole position nel Gran Premio di Andalusia, secondo appuntamento del Mondiale di MotoGP in programma domani sul circuito di Jerez. Il pilota della Yamaha Petronas è davanti a tutti nelle qualifiche facendo registrare il tempo di 1’37″007. Con lui in prima fila Maverick Vinales che ottiene il secondo crono a 95 millesimi e Francesco Bagnaia con il terzo tempo. Ottimo quarto tempo per Valentino Rossi a +0”335, sesto invece Franco Morbidelli.
Marc Marquez, da parte sua, alza bandiera bianca. Il campione del Mondo della Honda ha deciso di abbandonare le qualifiche. Il pilota spagnolo in mattinata ha disputato la terza e poi la quarta sessione di prove libere, ma la frattura all’omero destro rimediata solamente sei giorni fa non gli ha permesso di spingere al massimo nelle qualifiche. Da lì la decisione definitiva di abbandonare la sessione di qualifiche.
“Marquez non si è trovato bene nel pomeriggio come successo questa mattina e abbiamo deciso insieme di non fare la gara e pensare alla prossima. Siamo un team e pensiamo che questa sia la scelta migliore” ha detto il team manager della Honda, Alberto Puig, al termine delle qualifiche.
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Ibrahimovic “Io finito? Mi sto solo scaldando”
“Io finito? Mi sto solo scaldando”. Zlatan Ibrahimovic usa i social per lanciare un messaggio enigmatico dei suoi. Il quasi 39enne attaccante svedese non si è ancora pronunciato sul suo futuro: è in scadenza col Milan, la società dà l’impressione di volerlo confermare specie dopo il rinnovo di Pioli ma al momento non c’è stato alcun incontro fra le parti. E via Twitter, con un breve video che ripercorre le sue gesta dai tempi dell’Ajax fino ad oggi, Ibrahimovic fa capire di sentirsi ancora pronto per giocare ad altissimi livelli. “Così pensate io sia finito, che la mia carriera finirà presto. Non mi conoscete. Per tutta la mia vita ho dovuto lottare, nessuno credeva in me, per cui ho dovuto credere in me stesso. Alcune persone volevano farmi a pezzi ma mi hanno solo reso più forte. Altri volevano sfruttarmi ma mi hanno solo reso più furbo. E ora pensate che io sia finito? A tutti voi ho una sola cosa da dire: non sono come voi, perchè io non sono voi, sono Zlatan Ibrahimovic e mi sto solo riscaldando”.
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Test a Orlando, successo Okc con 9 punti di Gallinari
Buona la prima per OKC. A Orlando continuano gli scrimmage in vista della ripresa della regular season fissata per il 30 luglio e nella notte hanno disputato il loro primo test anche i Thunder: 98-84 contro Boston. Esordio nella bolla del Walt Disney World Resort anche per Danilo Gallinari, in campo per poco più di 15 minuti e a referto con 9 punti, 3 rimbalzi e 3 assist. Già in grande spolvero Adams e Gilgeous-Alexander con 17 punti a testa, fra i Celtics Kanter (11 punti) è l’unico in doppia cifra.
Nelle altre amichevoli, Ibaka (18 punti) trascina Toronto alla vittoria per 94-83 su Houston dove però Harden sembra già in forma (24 punti e 10 assist) e si è visto in campo anche Westbrook (10 punti e 9 rimbalzi), positivo al coronavirus prima della partenza per la Florida. Bene anche Philadelphia: 90-83 su Memphis con Harris in doppia doppia (15 punti e 10 rimbalzi), così come Valanciunas (20+11) nelle fila dei Grizzlies.
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Zapata risponde a Calhanoglu, pari fra Milan e Atalanta
Pareggio giusto per quanto si è visto, ma che serve poco a entrambe, tra Milan e Atalanta al Meazza. Finisce 1-1 a San Siro, le reti tutte nel primo tempo con Calhanoglu su punizione ad aprire le danze e il solito Zapata a pareggiare i conti, nel mezzo anche un rigore parato da Donnarumma a Malinovskyi. Nella ripresa la stanchezza non consente a una delle due squadre – le migliori da quando la Serie A è ricominciata dopo i lockdown – di prendere il sopravvento. I rossoneri restano al sesto posto, a un punto dalla Roma che domenica ha la grande occasione di portarsi a +4, mentre la Dea sale a meno cinque dalla Juventus, ma deve di fatto dire addio alla possibilità di lottare ancora per lo scudetto e rischia di essere scavalcata dall’Inter e agganciata dalla Lazio. Primo tempo subito vivace in cui per primi sono gli ospiti a rendersi pericolosi con le conclusioni di De Roon e Gomez, ma al quarto d’ora passa in vantaggio il Milan con un’altra perla di Hakan Calhanoglu. Punizione laterale battuta dal turco con una parabola davvero beffarda che sorprende Gollini all’incrocio. Il trequartista rossonero raggiunge quota 8 gol e 8 assist in una seconda parte di stagione devastante e pochi minuti dopo colpisce anche l’incrocio dei pali con una botta terrificante, ma c’era fuorigioco. Sempre da fermo l’Atalanta al 26′ ha la grande chance di pareggiare il match. Biglia interviene in maniera sconsiderata in area su Malinovskyi, l’arbitro non se ne avvede ma il Var lo chiama a una on field review e così Doveri non può che concedere il rigore. Dal dischetto va proprio il trequartista ucraino, ma calcia male e Donnarumma respinge il penalty. Il pareggio degli orobici – fino ad allora sottotono – arriva comunque a stretto giro di posta con Duvan Zapata, che al 34′ si ritrova la sfera in area dopo una serie di rimpalli e in equilibrio precario è lucido nel piazzare il diagonale vincente. Nella ripresa tante lotte in mezzo al campo ma poche occasioni, i ritmi restano alti ma le due squadre perdono lucidità e si assiste a una serie di capovolgimenti da una parte e dall’altra. De Roon ci prova con la conclusione dalla distanza che decolla sopra la traversa, mentre a quindici dal termine clamoroso palo colpito da Bonaventura a concludere un contropiede condotto da Leao. E’ l’ultima occasione di una partita giocata bene da entrambe le squadre, capaci di annullarsi a vicenda a dimostrazione dell’ottimo momento di forma.
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Festa per il Crotone, torna in serie A dopo due anni
Dopo il Benevento, anche il Crotone ottiene la promozione diretta in serie A. Il verdetto arriva con due giornate d’anticipo: grazie al successo per 5-1 a Livorno e al contemporaneo pari dello Spezia a Cremona, la squadra di Stroppa blinda aritmeticamente la seconda piazza. Il Crotone torna dunque in A due anni dopo la retrocessione.
Non si era messa bene la partita al “Picchi” con i toscani trascinati da Trovato (gol e traversa) prima della perentoria reazione degli Squali: dal 31′ al 40′ i rossoblù colpiscono con Zanellato, Simy e Gerbo e tirano un sospiro di sollievo, dilagando nella ripresa con la rete di Molina e il rigore trasformato da Simy per il definitivo 5-1. Ma servivano buone notizie dallo Zini e sono arrivate: lo 0-0 dello Spezia regala così la promozione ai calabresi, ormai irraggiungibili con otto punti di vantaggio, con due giornate d’anticipo.
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