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Chelsea batte ManCity, Liverpool campione d’Inghilterra

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Il Chelsea batte 2-1 il Manchester City e regala la certezza aritmetica del titolo di campione di Inghilterra al Liverpool, 30 anni dopo l’ultimo trionfo. Il countdown per il diciannovesimo scudetto dei Reds si conclude, con sette giornate d’anticipo, grazie al 2-1 della squadra di Lampard a Stamford Bridge: il City non riesce a rinviare la festa dei ragazzi di Klopp, rendendo di fatto vano il confronto diretto in programma il prossimo 2 luglio. Gli uomini di Guardiola si fanno vedere dalle parti di Kepa con Fernandinho ma i Blues passano in vantaggio al 36’ con una clamorosa disattenzione dei Citizens: malinteso tra Mendy e Gundogan, Pulisic ne approfitta e si mette in proprio superando Ederson con freddezza. Il City, però, non ci sta e si riporta in parità al 55’: De Bruyne disegna un arcobaleno su punizione, Kepa è in ritardo e vede il pallone insaccarsi alle sue spalle per l’1-1. Al 71’ Pulisic va poi a centimetri dalla doppietta: ancora una volta in progressione, salta Ederson e calcia verso la porta sguarnita ma Walker salva con una miracolosa scivolata praticamente sulla linea.
La rete del vantaggio è solo rimandata: Fernandinho salva con la mano su Abraham, grazie all’ausilio del Var l’arbitro Attwell concede rigore ed espelle il giocatore ospite. Dal dischetto Willian è glaciale e al 78’ fa calare il sipario sul titolo della Premier League. Liverpool campione d’Inghilterra 30 anni dopo, mentre il Chelsea si mantiene sul +5 al quarto posto, valido per la qualificazione in Champions League, su United e Wolverhampton.
(ITALPRESS).

Sarri “Niente tabelle, pensiamo a vincere e attenti al Lecce”

TORINO (ITALPRESS) – “Non ho visto la partita dell’Inter, solo uno spezzone di quella tra Atalanta e Lazio, ma noi dobbiamo guardare i nostri risultati e non quelli degli altri”. Così il tecnico della Juventus, Maurizio Sarri, alla vigilia della sfida casalinga di domani con il Lecce e in merito all’allungo sulle inseguitrici maturato dopo le gare di ieri. “Non abbiamo un vantaggio che può essere considerato sostanzioso – dice Sarri riferendosi al +4 sui biancocelesti -, 11 partite fa la classifica era diversa da quella attuale e siccome ci sono ancora 33 punti in palio, noi dobbiamo avere la mentalità di vincere e fare punti sempre senza fare tabelle”. Attenzione ai salentini, dunque, e niente cali di tensione. “Le condizioni non sono ottimali e gli incontri sono ravvicinati e anche per questo le gare sono tutte difficili, dobbiamo essere bravi nell’approccio alla partita, senza essere superficiali e presuntuosi. Il Lecce gioca a calcio, in trasferta ha fatto meglio che in casa, dobbiamo avere rispetto e scendere in campo con la convinzione che il risultato è tutto da conquistare”, ha aggiunto Sarri che sulla trattativa Arthur-Pjanic, data in dirittura d’arrivo, dice: “Arthur è un giocatore del Barça, sarebbe brutto da parte mia parlarne, così come non mi è piaciuto quando il loro allenatore ha parlato di Pjanic. Per me Pjanic non è in discussione, se verrà ceduto sarà per altri motivi, ma questa ipotesi ora non la prendo in considerazione perchè la società non mi ha detto nulla. Ha avuto un momento difficile per un calo di rendimento che lo ha messo in difficoltà dal punto di vista mentale, deve essere umile ma allo stesso tempo consapevole della sua forza, se sbaglia una partita deve reagire subito senza farsi troppi problemi che possono condizionarlo. Sono contento di lui e convinto che abbia ancora ampi margini di miglioramento nel suo ruolo”.
(ITALPRESS).

Lazio, Milinkovic-Savic “Siamo arrabbiati, ora non molliamo”

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“Siamo molto incazzati, veramente tanto. Non molliamo, testa già a sabato”. Questo il messaggio postato su Instagram da Sergej Milinkovic-Savic dopo la sconfitta della Lazio a Bergamo, un passo falso che complica la rincorsa scudetto dei biancocelesti.

Scudetto donne alla Juve, professionismo dal 2022

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Lo scudetto femminile va alla Juventus. Lo ha deciso il Consiglio federale della FIGC, oggi riunito a Roma, votando la decisione all’unanimità. Il campionato era stato sospeso nel precedente consiglio, con la squadra bianconera in vetta alla classifica con 9 punti di vantaggio su Fiorentina e Milan dopo 16 giornate.

Inoltre, il Consiglio della Federcalcio ha condiviso all’unanimita’ la proposta del presidente Gabriele Gravina di avviare gradualmente il progetto teso al riconoscimento del professionismo del calcio femminile, a partire dalla stagione 2022/23. “Questa prospettiva – si legge nel comunicato della Figc – e’ stata ritenuta la migliore per formalizzare un passaggio divenuto ormai improcrastinabile sul tema della pari dignita’, garantendo al tempo stesso un periodo adeguato per preparare il sistema, in attesa dei decreti attuativi anche su questo argomento che sta preparando il Ministro per lo Sport Spadafora nell’ambito della discussione della legge delega di riforma”. “La decisione presa dal Consiglio Federale e’ ispirata da un forte senso di responsabilita’ accompagnato da una certa lungimiranza – ha sottolineato il presidente Gravina dopo la votazione – scriveremo tutti insieme il progetto per rendere sostenibile il percorso tracciato oggi, per aumentare la competitivita’ del calcio femminile di vertice ma anche facendo crescere inevitabilmente la
base”.

(ITALPRESS).

Tortu “Obiettivo 9″92, voglio battere Lemaitre”

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“Io ho due obiettivi: uno è un sogno, vincere una medaglia olimpica, l’altro invece è realistico, andare in finale ai Giochi. Con il rinvio di Tokyo avrò più tempo per farmi trovare preparato”. Filippo Tortu fissa così gli obiettivi per il prossimo anno in vista delle Olimpiadi rinviate al 2021. In un’intervista a “Il Giornale”, lo sprinter lombardo ha confessato l’aspirazione più grande: “Voglio migliorare il mio tempo e scendere sotto a 9″92 – ha spiegato Tortu – Non so se a breve o nel lungo periodo, ma ci voglio arrivare. Perché è il crono di Christophe Lemaitre, il più veloce sprinter bianco”. Intanto, dopo il lungo periodo di isolamento forzato a causa della pandemia, Tortu è tornato ormai da quasi due mesi ad allenarsi ed è pronto per la sua prima uscita ufficiale, il prossimo 4 luglio a Rieti dove ripartirà dai 100 metri, mentre a metà mese a Monte Carlo si misurerà sui 200 metri. “Questo strano periodo mi ha permesso di ritornare ai valori dell’atletica che ricordavo da bambino – ha raccontato Tortu – Quella delle cose semplici, delle corse fra gli alberi quando con la scuola ci aprivano i cancelli del parco del nostro paese per farci muovere, quella delle piste di provincia raggiunte in auto, con i famigliari al seguito, la gara, gli amici ai cancelli o sui gradoni, e via, si ritornava a casa. Non mi lamento, mi piace come vivo adesso, ma dopo questi ultimi anni emozionanti con aerei, conferenze stampe, gare, ancora aerei, questo periodo mi ha anche fatto bene”. Peraltro, come svelato da Salvino Tortu, padre di Filippo, durante il lockdown l’atleta lombardo si è potuto allenare in Svizzera grazie all’ospitalità di un vicino svizzero, che ha messo a disposizione la sua tenuta di 17 ettari con “un rettilineo in terra battuta fondamentale per mantenermi in forma”. “Mi è pesato tantissimo non fare le Olimpiadi – ha concluso Filippo – avrei preferito mille volte esserci, ma non è stato possibile. Ora devo utilizzare questo tempo in più per alzare l’asticella dei miei obiettivi e migliorare ancora”.

La Lazio spreca, l’Atalanta rimonta e vince 3-2

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L’Atalanta ribalta la partita e porta a casa la vittoria per 3-2 contro la Lazio nella sfida di Bergamo valida per la 27^ giornata di Serie A. I biancocelesti trovano il doppio vantaggio nei primi undici minuti con l’autogol di de Roon e la rete di Milinkovic-Savic. Poi nel primo tempo accorcia Gosens, mentre nella ripresa Malinovskyi e Palomino regalano i tre punti alla squadra orobica che, approfittando del pareggio dell’Inter, si porta a meno 4 dal terzo posto. Occasione persa invece per la Lazio, che vede la Juventus volare a +4. I bergamaschi, dopo la vittoria nel recupero con il Sassuolo, si ritrovano senza gli squalificati Gasperini (al suo posto in panchina il vice Gritti) e Pasalic. In avanti ci sono Malinovskyi e Gomez alle spalle di Zapata. I biancocelesti, alla prima gara dopo quattro mesi, contano le assenze: out Luiz Felipe, Leiva e Lulic.
La gara d’andata all’Olimpico, finita 3-3 con la rimonta degli uomini di Inzaghi, aveva rappresentato una rampa di lancio per le ambizioni scudetto della Lazio. Il copione stasera è invertito. La sfida si infiamma presto. Grande palla gol subito per Zapata, dritta in rete ma in fuorigioco. Al 5′ arriva il vantaggio laziale, frutto di un errore, l’autorete di de Roon. Poi il raddoppio biancoceleste con un gol capolavoro di Milinkovic-Savic, che all’11’ sgancia un bolide dai 25 metri alle spalle di Gollini. Alla mezzora viene fuori l’Atalanta, che ha due grandi occasioni con Gomez e Malinovskyi, entrambe parate da Strakosha. La Dea accorcia le distanze al 38′ grazie alla firma di Gosens servito da Hateboer. Poi apre il secondo tempo così come aveva chiuso il primo, con due ottime opportunità di Malinovskyi e Djimsiti. Proprio l’attaccante ucraino acciuffa il pareggio al 66′ scaricando un missile dalla distanza. Il 3-2 della vittoria arriva all’80’ ad opera di Palomino, con un brutto errore di Strakosha che condanna la Lazio. E ora la Juventus è più lontana.

(ITALPRESS).

Dzeko trascina la Roma, 2-1 in rimonta alla Sampdoria

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La Roma rimonta, trova il successo con una doppietta di Edin Dzeko e risponde presente. All’Olimpico la squadra giallorossa vince 2-1 contro la Sampdoria e si porta a quota 48 punti in classifica nonostante un primo tempo sottotono che ha visto la formazione di Fonseca distratta soprattutto in alcuni degli elementi migliori della stagione. Su tutti Amadou Diawara protagonista suo malgrado del vantaggio della Sampdoria con un retropassaggio che dà la chance a Gabbiadini di saltare Mirante e di appoggiare in rete. Ma il primo tempo da incubo dell’ex Napoli non è finito e al 27’ si fa scippare la palla in posizione pericolosa da Jankto autore di una conclusione che trova la deviazione di Mirante sul palo. Sul fronte Sampdoria è Audero il grande protagonista con due grandi interventi prima su Dzeko, servito splendidamente da Mkhitaryan in area e poi su Pastore, al termine di una serpentina in area dell’argentino. Ma al 31’ il portiere della Sampdoria deve arrendersi alla conclusione dalla distanza di Veretout, anche se il gol viene poi annullato con l’ausilio del Var per un tocco precedente col braccio di Carles Perez.
Nel secondo tempo Fonseca procede con le sostituzioni e la Roma cambia volto: il neo entrato Pellegrini inventa con un lancio in area per Dzeko che con una conclusione al volo di mancino trova lo splendido gol del pareggio. La Roma si scuote e sfiora il vantaggio: Kolarov su calcio di punizione si coordina e colpisce il palo interno. Ma il gol del vantaggio è solo rimandato: all’85’ Cristante scodella una palla in area e Dzeko bissa firmando il 2-1 che gli permette di raggiungere Pedro Manfredini a quota 104 gol nella classifica di marcatori della storia della Roma.
(ITALPRESS).

L’Inter frena, con il Sassuolo 3-3 a San Siro

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Tre gol negli ultimi dieci minuti e pirotecnico 3-3 a San Siro tra Inter e Sassuolo nella 27^ giornata di Serie A. Gli uomini di Conte frenano in casa e si allontanano dalla Juventus, i neroverdi fanno e disfano ma tornano a far punti. I nerazzurri rimediano infatti a un avvio shock, complicato dal vantaggio firmato Caputo al 4’. La linea difensiva dell’Inter sale male, Djuricic trova lo spazio per l’imbucata e il centravanti neroverde supera Handanovic in uscita con un preciso tocco. I padroni di casa si allungano, concedono spazi pericolosi agli uomini di De Zerbi che però non ne approfittano e l’incontro cambia radicalmente copione nel finale del primo tempo. Boga stende Skriniar in area, Lukaku dal dischetto al 41’ spiazza Consigli e scuote i suoi dal torpore. Prima del duplice fischio di Massa c’è infatti gloria anche per Biraghi che, al 46’, sfrutta nel migliore dei modi l’assist di Sanchez e fa 2-1.
Nella ripresa Gagliardini fallisce il colpo del ko colpendo la traversa da zero metri e con Consigli ormai fuori causa, il Sassuolo recrimina per un tocco col braccio in area di Young: Massa fa giocare ma poco dopo non può non fischiare rigore sul calcione dell’ex United su Muldur. Berardi non sbaglia e pareggia il conto. Poi Borja Valero segna ancora all’86’, ma tre minuti più tardi è Magnani a fissare il risultato finale sul 3-3, mentre nel finale l’Inter resta in dieci per l’espulsione di Skriniar.

(ITALPRESS).