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Commisso “Chiesa alla Juventus? Non ci sono veti”

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“Non so se sarò io a parlare con lui o se lo faranno Joe (Saputo, ndr) e Pradè. Io voglio una Fiorentina che sia un punto di partenza e non di arrivo. Questo vale per tutti, non solo per Chiesa”. Così il presidente della Fiorentina, Rocco Commisso, parlando del suo ‘gioiello’, il 22enne attaccante Federico Chiesa, in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’. “Molti giovani giocatori hanno già sposato questo progetto – spiega il patron viola – Milenkovic, Vlahovic, Dragowski, Sottil, Castrovilli e altri. Chiesa deve decidere e come ho detto se vuole andarsene lo accontenterò, a patto che la cifra sia giusta. Quanto è la clausola rescissoria di Lautaro? 111 milioni? Beh, potrei levare un milione su Chiesa. No, sto scherzando. Chiesa sa cosa è la Fiorentina, chi è Rocco e cosa troverà in futuro qui a Firenze. Se va altrove non so”. Se Chiesa volesse andare alla Juve e la società bianconera facesse l’offerta giusta Commisso non si opporrebbe: “Io penso al bene della Fiorentina. Se Chiesa vuole andare via la nostra priorità sarà quella di avere la giusta contropartita economica. Non ci sono veti per alcune società. Però, in questo momento ho uno splendido rapporto con Federico e con suo padre. C’è un clima positivo che non va alterato”. Castrovilli, invece, è deciso a restare: “Questo ragazzo mi è piaciuto fin dal primo giorno. E’ fenomenale, è sempre sorridente. Mi piace che i nostri talenti ci danno credito. Danno fiducia al sottoscritto, Barone, Pradè, Iachini, Ferrari, Antognoni, Dainelli, a tutto un gruppo di lavoro”. Iachini potrebbe restare sulla panchina dei toscani anche nella prossima stagione: “Ci sono ancora dodici partite da giocare. Vediamo. Però Iachini mi piace, ho con lui uno splendido rapporto anche dal punto di vista umano – conclude Commisso – Viaggia a una media di un 1,5 punti a partita. Se va avanti così…”.
(ITALPRESS).

Mancini “Quarantena deve finire o si impazzisce”

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“Come passo la quarantena? Al mattino mi alleno, di pomeriggio se c’è il sole sto in terrazza. Mi sono rotto sinceramente di questa situazione, non ce la faccio più: penso che debba finire, altrimenti si impazzisce, ora è diventato veramente pesante, insopportabile”. Lo ha dichiarato il commissario tecnico della nazionale italiana Roberto Mancini in una diretta sulla pagina Instagram della Gazzetta. “È stata la Pasqua più bella degli ultimi venti anni e sicuramente anche il primo maggio sarà una splendida giornata – ha aggiunto Mancini con una battuta parlando della quarantena – Mi mancano i miei genitori, da due mesi non li vedo e mi preoccupo vista l’età di papà e mamma. Questa situazione deve finire, le cose stanno migliorando molto: speriamo che l’estate mandi via questo virus, purtroppo ci lasciamo indietro cose drammatiche”.

(ITALPRESS).

Rossi “Futuro? Spero di continuare anche nel 2021”

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Una scelta al “buio”. È quella che è chiamato a fare Valentino Rossi per il suo futuro. Ma l’intenzione sembra quella di andare avanti anche nel 2021. In una chat organizzata dalla Yamaha, il Dottore ammette che il tempo stringe e probabilmente dovrà decidere se andare avanti o meno prima che si torni in pista, contrariamente a quella che era la sua volontà iniziale. “Sono in una situazione difficile – ammette – La mia prima opzione è provare a continuare, la motivazione c’è, ma è importante capire il mio livello di competitività. Nella seconda parte della scorsa stagione abbiamo sofferto molto, troppe volte sono stato lento e mi sono ritrovato a lottare per posizioni che non erano le prime. Avrei bisogno di tempo per decidere, 5-6 gare per capire se posso andare ancora forte, ma il problema è che non si corre e penso che dovrò decidere prima che si possa farlo. Nello scenario più ottimista si potrebbe tornare in pista ad agosto-settembre ma devo decidere prima. Vorrei continuare ma dovrò prendere una decisione senza fare alcuna gara”. Ma “data la situazione ideale, non sarebbe il modo migliore per smettere – confessa – In questo 2020 potremmo anche non correre, per cui sarebbe più corretto fare una stagione e magari smettere alla fine della prossima, quindi spero di continuare anche nel 2021”.
(ITALPRESS).

Federnuoto in soccorso delle società: manovra da 4 milioni

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La Federazione Italiana Nuoto, su indicazione del presidente Paolo Barelli, ha pianificato una manovra di sostegno di 4 milioni di euro per sostenere le attività delle associazioni e società sportive affiliate colpite dalla drammatica emergenza economica prodotta dal diffondersi del coronavirus. “Tali misure eccezionali – si legge in una nota -sono conseguenti a una revisione completa delle attività e al contenimento dei costi, che coinvolgono tutte le componenti federali, nella volontà di affiancare le società specialmente nel momento della ripresa. Nei limiti delle proprie competenze e delle possibilità di un bilancio federale fortemente provato dalla pandemia, il piano di supporto studiato dal consiglio federale intende integrare le auspicate risorse e misure urgenti dichiarate dal Governo per compensare i gravi danni causati dalla paralisi dell’operatività impiantistica e per favorire la ripresa delle attività sportive a vantaggio sia dei cittadini praticanti sia degli atleti di interesse nazionale”. Consapevole delle profonde difficoltà che stanno vivendo le società e degli inevitabili sacrifici futuri, la Federnuoto ha quindi stabilito per la stagione 2020-2021: “l’azzeramento dei costi di affiliazione, del tesseramento degli atleti, delle licenze di scuola nuoto federali, dell’iscrizione ai campionati di pallanuoto a livello nazionale e regionale, la formazione di un fondo destinato alle iscrizioni alle gare di nuoto, nuoto di fondo, tuffi, nuoto sincronizzato e nuoto per salvamento, la riduzione del 20% dei costi delle collaborazioni tecnico-sportive in essere, nonché l’adesione a strumenti di sostegno al reddito per i dipendenti, con la possibilità di usufruire di integrazioni salariali per garantire quanto già percepito durante il periodo di crisi”. I dettagli della manovra economica federale a sostegno della ripresa delle attività saranno a breve comunicati alle società affiliate. Nel contempo la commissione istituita dalla Federnuoto – composta da referenti federali e specialisti in materia sanitaria – ha redatto un compendio di linee guida per favorire la riapertura in piena sicurezza delle piscine e fornire un fattivo contributo alle autorità competenti nell’individuazione delle modalità di ripresa dell’attività motoria e sportiva nei centri sportivi dove si praticano le discipline acquatiche. “Questi provvedimenti – fa sapere ancora la Federnuoto – rappresentano un primo contributo che sarà aggiornato, quando possibile, con ulteriori iniziative di supporto e attenzione nei confronti delle associazioni e società sportive affinché continuino ad alimentare la promozione, diffusione e pratica delle attività natatorie e a formare e crescere i nostri campioni che assicurano la ciclicità dei successi delle discipline acquatiche italiane nel mondo”.
(ITALPRESS).

Goggia “Periodo duro ma ho ritrovato me stessa”

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“È stato un periodo supertragico, di paura e angoscia, ma da un altro lato il fatto che il mondo si sia fermato mi ha dato la possibilità di ritrovare me stessa, di capire quanto di superfluo ci sia nel rincorrere i ritmi forsennati della vita. Tutti avevamo bisogno di rallentare”. Sofia Goggia si racconta alla “Gazzetta della Sport”, rivelando come questa sosta forzata le sia servita per mettere a posto “tante cose, anche sul piano personale. In certi periodi devi concentrarti sul ‘chi sei’, piuttosto che sul ‘cosa fai’. Diciamo che ho ricalibrato il tiro e adesso sono contenta, anche se il processo è tutt’altro che completo”. Per la campionessa olimpica di discesa è stata l’occasione per riflettere “su alcune scelte, a iniziare dal fatto che Federico (Brunelli, ndr), lo skiman che mi ha seguito nelle ultime cinque stagioni, non sarà più a mio fianco, cambia lavoro”. La Goggia ha già in testa il sostituto e conta dal 4 maggio di iniziare la preparazione in vista di una prossima stagione di Coppa del Mondo con “meno pubblico, temo. La grande differenza sarà quella. Per il resto, spero che si potrà lavorare in sicurezza. Non tanto per noi ragazze, quanto per le persone dello staff che ruotano attorno a noi”. La 27enne bergamasca spera anche in una stagione del riscatto: “Mi sento tranquilla. Ho fatto il mio cammino, ora bisogna lavorare, crederci e stare bene. Ho voglia di riprovare quella libertà di stare sugli sci che mi ha fatto vivere i momenti più felici della mia carriera. Nel momento in cui risentirò quella sensazione, capirò di essere a posto. Tornerò finalmente a sentirmi libera. Attenzione particolare al gigante? In questo momento non ho obiettivi concreti, non voglio pormi vincoli. L’unica cosa che conta per me è essere nella condizione di poter svolgere bene il mio compito. Per il resto, che si tratti di discesa, superG, gigante o slalom, poco cambia”.
(ITALPRESS).

Fifa in soccorso: 150 milioni di dollari alle Federazioni

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La Fifa in soccorso del mondo del calcio. Da Zurigo annunciano che saranno versati alle Federazioni tutti i fondi operativi dovuti per gli anni 2019 e 2020. “Si tratta di una prima fase del piano di aiuto per la comunità calcistica colpita dalla pandemia”, fa sapere la Fifa, che distribuirà dunque 150 milioni di dollari (poco meno di 140 milioni di euro) alle 211 Federazioni associate. “La pandemia ha causato difficoltà senza precedenti per tutta la comunità calcistica e la Fifa ha il dovere di sostenere coloro che hanno più bisogno di aiuto – ha sottolineato il presidente Gianni Infantino – La prima cosa è prestare un sostegno economico immediato alle nostre Federazioni. Si tratta di una prima fase di un piano di vasta portata che stiamo sviluppando per dare una risposta alla situazione di emergenza che vive la comunità calcistica globale. Assieme ai nostri stakeholders stiamo valutando le perdite e lavorando sui meccanismi di risposta più adeguati ed efficienti al fine di implementarli nelle prossime fasi”. La Fifa, dunque, anticiperà con effetto immediato anche quei pagamenti che sarebbero dovuti scattare a luglio e questi fondi – 500 mila dollari per Federazione più i finanziamenti ancora pendenti per 2019 e 2020 – serviranno per mitigare gli effetti negativi della crisi economica.
(ITALPRESS).

Ibra “Il mio futuro? Vediamo cosa succede col Milan”

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Zlatan Ibrahimovic non perde il vizio. Il 38enne attaccante svedese sta trascorrendo in patria la quarantena, allenandosi con l’Hammarby, club di cui è azionista. Il giocatore del Milan stamane ha preso parte a un mini-triangolare in famiglia alla Tele2 Arena e ha subito lasciato il segno: suo il gol che ha sbloccato la prima partitella, con scatto in profondità e tanta freddezza a tu per tu col portiere. Ma Ibra ha poi parlato a Dplay di futuro e della possibilità di un ritorno in Svezia. “Tutto è possibile ma oggi sono del Milan e chi non vorrebbe esserlo? È uno dei più grandi club al mondo. Ma vediamo, ho 38 anni, non so quanto ancora giocherò anche se voglio giocare finchè potrò farlo”. Ibrahimovic è legato ai rossoneri fino a fine stagione con un’opzione per la prossima. “Ho un contratto col Milan, vediamo come finisce lì, se finisce. Sono un giocatore che vuole dare un contributo e non andare in campo per quello che ho fatto o per quello che sono. Vedremo cosa succede”. Lo svedese, infine, è tornato sulla vandalizzazione della sua statua a Malmo per mano dei suoi vecchi tifosi, inferociti dopo la sua decisione di investire nei rivali dell’Hammarby. “Ho giocato al Malmo anche se non ero il benvenuto, ho aiutato il club dando loro tanti soldi ma forse sono stato troppo gentile. La statua? Una vergogna. Volevano attirare l’attenzione, roba da asilo ma non cancelleranno la mia storia”.
(ITALPRESS).

Malagò “Pronto il piano di ripresa per lo sport”

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Lunedì sarà un giorno importante per lo sport italiano. Il numero 1 del Coni, Giovanni Malagò, ha infatti annunciato, nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di Rai Radio2 per il programma “I Lunatici”, che verrà consegnato al ministro Spadafora il protocollo per la ripresa delle attività. “Ci siamo battuti per cercare di dare delle risposte nel più breve tempo possibile a tutto il nostro mondo. Parliamo di 12 milioni di tesserati, 18 milioni di amatoriali, abbiamo fatto un gran lavoro che a breve consegneremo al Governo integrando un protocollo sanitario, scientifico, da parte della federazione medico-sportiva, i nostri interlocutori istituzionali – spiega Malagò -, insieme alle istanze di federazioni, discipline sportive, enti e integrato con un lavoro di raccordo del Politecnico di Torino. C’è una parte sanitaria, una tecnica e una pratica legata a spazi, dimensioni, separazioni, canali di areazione, specificità di pulizie e materiali da utilizzare. E’ molto complesso, servono professionalità diverse per mettere in condizione di ricominciare le attività il 4 maggio. E’ chiaro che gli sport individuali sono favoriti rispetto a quelli di squadra, ma anche per questi parliamo, con precauzioni di distanziamento, speriamo si possa riprendere le attività”.
Malagò approfondisce il discorso e annuncia: “Sabato e domenica lavoreremo a questo fascicolo insieme al segretario senerale e alla struttura degli uffici del Coni, massimo lunedì mattina sarà sul tavolo del ministro Spadafora che aveva chiesto a noi e al comitato Paralimpico di fornirgli queste indicazioni su cui poi insieme al Governo farà le sue valutazioni. Se c’è una cosa che vorrei dire al mondo del calcio? No, quello che dovevo dire l’ho detto e penso di averlo fatto anche con molto rispetto”, taglia corto Malagò mettendo da parte ogni polemica con le istituzioni calcistiche. Tornando sulla ripresa, il numero 1 dello sport italiano dice: “E’ evidente che non ci si deve sostituire agli innumerevoli soggetti che a vario titolo di competenza stanno esercitandosi nelle ipotesi di ripartenza. Faccio un ragionamento che penso sia di buonsenso: c’è una progressione. C’è un inizio, ci auguriamo il 4 maggio. Magari si farà un discorso diviso in aree geografiche, perché ci sono dei contesti più complessi. Ma anche questo è tutto da verificare. C’è una situazione che riguarda la parte dell’attività per fare movimento, qualunque esso sia, sia a livello professionistico che amatoriale. E poi c’è la pianificazione della gestione della manifestazione, dell’evento sportivo, della gara, quello è un altro discorso”.
Intanto il Cio si è visto costretto a rinviare di un anno le Olimpiadi di Tokyo. “Provo a ricordare una frase pronunciata dal presidente del Cio (Bach, ndr) che in qualche modo cerco di personalizzare: sarà un appuntamento da dove non solo riparte sotto ogni punto di vista il mondo dello sport, data la globalità dell’evento, ma anche il simbolo della ripartenza del pianeta. Vuol dire che da quel giorno ci saremo lasciati alle spalle tutto questo. La speranza è che dall’inizio delle Olimpiadi di Tokyo si riparta. Come è accaduto in alcuni eventi simbolo della storia. Come quando nel ’48 a Londra ci furono i giochi della rinascita dopo la seconda guerra mondiale”. Chiusura sul periodo di isolamento che tutta Italia sta vivendo. “Più o meno tutti, salvo chi è molto fortunato, oggi siamo nell’impossibilità di vedere gli affetti più cari. Mia figlia è a Dubai con una bambina piccola, stava per tornare e hanno indetto il lockdown. Per cui non si sa quando potrà tornare e quando potrò rivederla. Ho due genitori anziani a Roma, ma in questo contesto surreale sono blindati. Fuori dal discorso della famiglia, una cosa che mi manca molto è andare a vedere il mare”.
(ITALPRESS).