“E’ difficile parlare di calcio di fronte a una tragedia che coinvolge tutti, alcuni di noi anche direttamente. Voglio manifestare tutta la mia profonda stima nei confronti di tutte quelle persone che stanno lottando per noi contro il Covid-19 penso a medici, infermieri, forze dell’ordine, sono loro le persone che meritano ogni riconoscimento”. Così il presidente della Lega di Serie B, Mauro Balata, ai microfoni di Rai Radio 1 all’interno di Sabato Sport. Complicato parlare di sport in questo periodo di emergenza sanitaria, ma le istituzioni calcistiche, pur mettendo la salute al primo posto, sono tutte, o quasi, d’accordo sul fatto che si debba ripartire. “La mia opinione – spiega Balata – è che si partirà solo quando ci saranno le condizioni di massima sicurezza. Abbiamo tutti gli interessi per ripartire e preservare i principi del merito sportivo, ma solo quando le autorità sanitarie e politiche ci diranno che ci sono le condizioni per farlo. Ci affidiamo a loro e al grande lavoro di responsabilità che sta portando avanti il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, nella speranza di poter portare anche un po’ di gioia al Paese”.
Allenamenti vietati almeno fino al 3 maggio, questa la data fissata ieri dal governo e annunciata dal ministro Spadafora, mentre è ancora difficile indicare date per la ripartenza del calcio. “Non spetta a me farlo – sottolinea Balata -. Ho registrato le dichiarazioni del presidente del calcio mondiale, Gianni Infantino, che ci dice continuamente che si deve ripartire senza fretta e quando ci saranno le condizioni di sicurezza per riprendere. Non c’è una data, ci sono diverse ipotesi in campo, ma bisogna vedere che tipo di disposizioni ci verranno date. Parlare troppo è sbagliato, siamo ancora in una fase critica, va trovato un equilibrio tra le condizioni di sicurezza e la possibilità di riaprire le competizioni”. C’è, invece, chi parla e che preannuncia battaglie legali se non verranno riconosciuti certi meriti sportivi fin qui maturati. “Credo sia assolutamente prematuro e sbagliato parlare di ipotesi del genere, come dice Infantino c’è tutto il tempo, ma in primis sono necessarie le condizioni di massima sicurezza che dovranno affermare governo e autorità preposte; poi bisognerà garantire la regolarità delle competizioni e quindi affermare il principio superiore del merito sportivo”.
Se si parla di verdetti del campo e non a tavolino, è chiaro che tutte le categorie siano legate visto che le retrocessioni dalla A riguardano la B, così come le promozioni. “Le eventuali decisioni vanno prese insieme con equilibrio e senso di responsabilità, sono contrario a qualsiasi ipotesi dettata da fantasia o esercizi non conformi alle regole che abbiamo, che hanno tutti i sistemi calcistici e che più in generale sono legate al diritto. Servono buonsenso, responsabilità e ragionevolezza”. L’ad del Monza, Adriano Galliani, prospetta la fine di questa stagione e l’inizio della nuova nel 2021. “Anche lui fa affermazioni di buonsenso, applica i criteri della massima sicurezza che è pregiudiziale a tutto e che non dipende da noi. Noi possiamo garantire trasparenza, uniformità e merito sportivo, sono questi i fari che devono guidarci in questo momento di una crisi così profonda che il calcio, dal dopoguerra a oggi, non aveva mai vissuto. Bisogna agire con senso di equilibrio e responsabilità, aspettiamo le decisioni delle autorità pubbliche”. Balata ricorda anche le tante iniziative di solidarietà della Lega B a cominciare da quella portata avanti insieme al Cnr e Ispra e denominata: ‘Il grande cuore della Serie B”. Una raccolta fondi per la ricerca contro il Covid-19 alla quale tutti possono partecipare con Sms o chiamata da rete fissa al numero 45587 fino al 16 aprile.
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Balata “Niente date, ripartiremo quando saremo sicuri”
Zanetti “Futuro di Lautaro è all’Inter, Icardi? Vedremo”
Il futuro di Lautaro Martinez sarà ancora colorato di nerazzurro, quello di Mauro Icardi si vedrà. Il vicepresidente dell’Inter, Javier Zanetti, in una diretta sul canale Instagram degli argentini di ESPN parla dei due attaccanti di proprietà del club, partendo dal più giovane che è nel mirino dei grandi club europei, Barcellona su tutti, ma anche Manchester City e altri. “Sono molto felice di quello che sta facendo Lautaro con noi, è migliorato tanto anche grazie al lavoro di Conte. Ha soltanto 22 anni e un gran futuro davanti ed è normale che piaccia alle grandi squadre, però io sono convinto che ha ancora molti anni di Inter davanti, lo vedo felice con noi”, spiega l’ex capitano nerazzurro che su Mauro Icardi, da quest’anno in prestito al Psg, non ha invece certezze. “Non abbiamo parlato della sua situazione, lo faremo quando tutto tornerà alla normalità e vedremo cosa succederà”, liquida l’argomento Zanetti che, oltre a parlare della sua carriera da calciatore, delle gioie e delle delusioni con l’Albiceleste (“Mai visto tanto dolore in uno spogliatoio come ai Mondiali del 2002”), incoraggia i suoi connazionali nella lotta al coronavirus (“Mando al mio Paese un grande abbraccio”) e poi parla anche di Antonio Conte.
“Anche i risultati dicono che il lavoro che sta facendo il nostro allenatore è ottimo, tanti giocatori sono migliorati con lui e ha a disposizione una rosa costruita da calciatori promettenti e gente d’esperienza, c’è ancora tanta strada da fare, ma stiamo seguendo quella giusta e abbiamo un bel futuro davanti”, dice Zanetti che torna anche indietro nel passato e sceglie in Paolo Maldini il rivale al quale è più legato. “Sono sempre stato un suo grande ammiratore, ha dato la vita per il Milan, è una leggenda del calcio ed è sempre stato un piacere affrontarlo”. Una battuta anche su Josè Mourinho, il condottiero dei nerazzurri del Triplete: “E’ un grande allenatore, riuscì a trasmeterci tutta la sua passione, il suo carattere e la sua personalità, ci ha convinto che potevamo vincere e ha portato l’Inter a grandi successi”.
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Tisci “Torneremo più forti e uniti, auguri ai medici”
“Stiamo sicuramente attraversando un momento particolare e complicato sotto diversi aspetti, che sta condizionando le nostre vite, chiamandoci a un grande sforzo di responsabilità. Un periodo che ci farà vivere una Pasqua anomala, differente dal passato, ma che, spero, possa significare al di là delle distanze che dovremo osservare, un vero ‘passaggio’ verso quelle condizioni di vita che tutti noi speriamo presto di poter riabbracciare”. Così, nel suo messaggio di auguri di buona Pasqua alle componenti federali, ai propri tesserati e alle società, del presidente del Settore Giovanile e Scolastico, Vito Tisci. “In questo momento di grande difficoltà, ancora più forte sento la necessità in qualità di presidente del Settore Giovanile e Scolastico, di comunicare la speranza di un tempo migliore per rimetterci in cammino tutti insieme, più forti e uniti come mai dalla grande passione e dai valori più veri del nostro sport, che nel frattempo abbiamo imparato ad amare ancora più di prima – scrive Tisci nel suo messaggio -. In un periodo così complesso, in cui stiamo lavorando in grande sinergia, voglio estendere i miei più sentiti auguri al presidente della Federazione Gabriele Gravina e a tutte le componenti del sistema federale, le Leghe, gli arbitri, i calciatori e gli allenatori”.
“Un grande augurio a tutto lo staff SGS, ai nostri Coordinamenti regionali, alle centinaia di collaboratori tecnici e organizzativi del territorio nazionale, ai nostri formatori, ai tesserati, alle loro famiglie e alle società con cui continuiamo ogni giorno ad interfacciarci, distanti ma uniti”, aggiunge Tisci che conclude rivolgendo auguri affettuosi a chi da oltre un mese lotta contro il Covid-19 e per salvare la vita delle persone. “Un pensiero particolare a chi è impegnato in prima persona per far fronte a questa emergenza: medici, infermieri e volontari, molti dei quali appartenenti alla grande famiglia del Settore Giovanile e Scolastico della Figc”, conclude Tisci.
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Spadafora “Ripresa allenamenti non prima di maggio”
In una lettera inviata al presidente del Coni, Giovanni Malago’, e al numero 1 del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli, il ministro per le politiche giovanili e lo sport, Vincenzo Spadafora, chiede che la ripresa degli allenamenti avvenga dal 4 maggio in poi e annuncia che dara’ impulso “a un’iniziativa, coordinata dal mio Ufficio di Gabinetto, per riflettere in modo organico su come realizzare specifiche leve di ripartenza, modalita’ di vero e proprio ‘adattamento’ del sistema sportivo al rischio covid-19, specie se questo non potra’ dirsi
del tutto sotto controllo nei mesi a venire”. Spadafora scrive: “Il Governo ha adottato misure rigorose e messo in campo risorse importanti, anche nel mondo dello sport. Siamo tuttora impegnati per elaborare e attuare gli interventi piu’ idonei a fronteggiare la crisi e, soprattutto, accompagnare in sicurezza un percorso di ripresa”. Spadafora, che nella sua indicazione di non riprendere gli allenamenti “almeno fino al mese di maggio”, si dice
“consapevole di cosa significhi questo prolungato fermo per gli atleti che hanno fatto duri sacrifici per raggiungere i loro obiettivi. A loro va il mio messaggio di vicinanza e solidarieta’, ma anche di incoraggiamento, determinazione e speranza. Le scelte
assunte, dal Governo, pongono in cima alla scala degli interessi meritevoli di tutela la salute di tutti, il bene di tutti e, quindi, quello del Paese nel suo complesso. Soltanto se
sinceramente uniti, al di la’ di attitudini e ruoli diversi, soltanto se sapremo essere giocatori di un’unica sola squadra, quella dello sport italiano, riusciremo a vincere questa difficile
sfida. Nella profonda convinzione che i nostri atleti e le nostre atlete, normodotati e disabili, torneranno a vincere e onorare presto il Tricolore, vi prego di voler attivare le Federazioni e
gli altri soggetti del sistema sportivo affinche’ la ripresa degli allenamenti e delle attivita’ avvenga, presumibilmente dal 4 maggio, nel piu’ rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza che saranno individuate d’intesa con le autorita’ sanitarie e gli organismi scientifici”.
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Malagò “Sullo scudetto può decidere solo la Figc”
“Tutte le federazioni o quasi stanno andando alla chiusura, alla cancellazione della stagione agonistica, qualcuna senza polemiche o strascichi, altre con colpi di coda di qualche lega o club. Il calcio invece vuole andare avanti e si mette in una situazione diversa rispetto alle altre discipline. Ormai è un fatto acclarato”. Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in merito alla volontà del mondo del calcio di riprendere i campionati qualora l’emergenza sanitaria, legata alla pandemia di Covid-19, si attenuasse nelle prossime settimane. “Sarei molto felice se dal primo settembre tutto potesse ripartire, se non al cento per cento, almeno in maniera significativa – ha aggiunto il numero uno dello sport italiano a Radio Radio Tv – Lo stop agli allenamenti? È chiaro che si devono fare distinzioni tra sport individuali e a squadre e outdoor e indoor. Il governo, a torto o a ragione, ha voluto accomunare tutti e ho molto piu’ di una sensazione che questo dpcm verrà prorogato o dopo il 27 aprile o ai primi di maggio”. Sull’eventuale assegnazione dello scudetto, Malagò ha ricordato che “gli unici soggetti che hanno il potere di fare un intervento sull’assegnazione del titolo o sul blocco dei campionati sono le federazioni. E’ la federazione che dovrà, nel caso in cui il campionato dovesse essere fermato, decidere in totale autonomia se assegnare lo scudetto e provvedere a indicare le squadre per le coppe europee o le retrocessioni”. L’emergenza sanitaria farà ‘vittime’ anche economiche, e non solo nel calcio: “Sul campo resteranno feriti e morti, il più debole pagherà dazio in modo diverso rispetto a chi ha risorse. Il mio suggerimento è molto chiaro: approfittiamo di questo disastro per fare una cosa epocale, riformare le dinamiche all’interno dell’organizzazione di tutte le discipline sportive. In questo momento si possono fare cose impossibili in altro contesto storico”. Circa la possibilità che la stagione possa concludersi, “in teoria i tempi ci sono, ma deve andare tutto bene. Devi fare un percorso netto: ricominciare gli allenamenti, consentire una preparazione, allungare la stagione con i contratti dei giocatori in scadenza e in prestito. C’è una serie di problematiche che vanno viste e, al di là della concentrazione spaventosa di gare a giugno e a luglio, devi sperare che non si incappi in un nuovo problema. In tal caso, avresti pregiudicato in parte la stagione successiva e dovresti fermarti di nuovo – ha concluso Malagò – perché non si può andare avanti qualora ci sia un’altra positività al coronavirus”.
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Infantino “Salute priorità, fondo Fifa per aiuto club”
Un lungo videomessaggio per la Figc, la Lega e in generale per tutti i club. Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ribadisce le priorità della Federcalcio internazionale, ma anche che il governo che gestisce il mondo del pallone è pronto a venire in soccorso per superare uno dei momenti più complicati della storia. “La Fifa e la comunità calcistica mondiale sono al fianco di chi soffre e di chi combatte questi giorni difficili – è la premessa di Infantino -. In un periodo come questo è importante rimanere calmi e uniti, abbiamo tre pensieri in mente e ve li elenco in ordine di priorità: la salute è sempre al primo posto, poi vedere come possiamo aiutare al meglio la comunità calcistica in questo momento di bisogno; infine la terza. Con il rallentamento che la nostra vita ha subito possiamo pensare a come uscirne insieme e meglio di prima, in modo strategico e unito, ascoltando le idee e le proposte di tutti”. Elencati i tre punti, Infantino si sofferma sul primo ribadendo quanto detto nei giorni scorsi: “nessuna partita vale il rischio di una vita umana”.
“La salute, come detto, è al primo posto, non potrò mai sottolinearlo abbastanza, nessuna partita, nessuna competizione vale il rischio di una sola vita umana – sottolinea il presidente della Fifa -. Tutti nel mondo dovrebbero averlo ben chiaro in mente, sarebbe più che irresponsabile riprendere le competizioni se non c’è sicurezza al 100%. Se dovremo aspettare ancora, dovremo farlo, meglio aspettare che correre rischi. Ascoltiamo attentamente autorità sanitarie ed esperti e lavoriamo al loro fianco, seguendo direttive e consigli. Colgo l’occasione per ringraziare tutti voi che siete stati così attivi per trasmettere un messaggio di salute, mi rende orgoglioso di come il calcio abbia aiutato la società, questo è il bello del nostro sport, un vero gioco di squadra. Dobbiamo continuare così”.
Infantino dedica la seconda parte del suo messaggio agli aiuti economici che la Fifa metterà in campo. “Grazie al lavoro che abbiamo svolto insieme negli ultimi anni, oggi ci troviamo in una situazione finanziaria molto buona – spiega il numero 1 del calcio mondiale -. Abbiamo consolidato una solida base di riserva importante, ma sono i soldi del calcio. Quando il calcio è in difficoltà, dobbiamo pensare a cosa fare per aiutarlo. Questa è la nostra responsabilità e questo è il mio modo di vedere in qualità di presidente della Fifa”.
“Il calcio – prtosegue Infantino – si è fermato in tutto il mondo e ora ci troviamo di fronte a problemi finanziari a vari livelli. Non lasceremo mai i club soli e per questo i collaboratori della Fifa stanno lavorando alle soluzioni più appropriate per offrire la flessibilità necessaria di fronte alle vostre esigenze, dobbiamo lavorare in modo trasparente e obiettivo, applicando i principi di buon governo. Dobbiamo avere un fondo con una struttura di governance indipendente, questo significa che il mondo saprà dove va il denaro e perchè. Ho chiesto all’amministrazione della Fifa di prendere le misure necessarie per anticipare il pagamento della seconda parte dei vostri costi operativi, previsto di norma per la seconda metà dell’anno. Date le circostanze eccezionali ho chiesto anche di derogare ai criteri aggiuntivi all’adempimento degli obblighi sia per quest’anno che per l’anno scorso, affinchè l’intero importo venga pagato a tutti voi, speriamo possa essere di aiuto”. Infantino ribadisce che la “salute deve venire prima di tutto il resto” e aggiunge: “queste circostanze eccezionali, che richiedono soluzioni eccezionali, sono anche un momento per guardare al futuro”.
“Se il calcio riesce a mettere in piedi una discussione in cui tutti tengono conto dell’interesse globale, il futuro sarà migliore rispetto al passato. Attualmente ci concentriamo su tre aree: abbiamo guardato le sfide del calendario internazionale e sono consapevole della necessità di difendere il calcio delle nazionali che è la sopravvivenza per la stragrande maggioranza di tutti. Dobbiamo anche trovare il giusto equilibrio e capire come proteggere il calcio dei club come motore del nostro gioco – prosegue Infantino -. Stiamo anche esaminando i contratti dei giocatori e i periodi di trasferimento, mostrando flessibilità e buonsenso nell’approccio legale in futuro. Abbiamo lavorato su tutto questo e ringrazio i presidenti di tutte le Federazioni”.
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Scudetto Figc ai protagonisti della lotta al Covid-19
I campioni d’Italia 2020 sono i medici, il personale sanitario, i volontari della protezione civile, le forze dell’ordine e le forze armate, il personale dei servizi pubblici essenziali e delle categorie professionali indispensabili. È a tutti coloro che affrontano il virus ogni giorno, mettendo il valore della Comunità al di sopra anche di sé stessi, che la Figc assegna lo Scudetto del Cuore: uno speciale tricolore per la Nazionale dell’Emergenza coinvolta in prima linea contro il Coronavirus. L’iniziativa voluta dal presidente della Figc Gabriele Gravina pone al centro dell’attenzione il sentimento comune all’Italia intera, che in un momento tanto difficile tifa compatta per la sconfitta del Covid19. Per questo la Federazione ha scelto il simbolo dell’Italia sportiva per eccellenza: lo scudetto. Un riconoscimento più che simbolico, motivo di unione prima ancora che di successo, sia all’interno del mondo del calcio che in tutto il Paese. “Il calcio rappresenta uno straordinario collante sociale – afferma il presidente Gravina – e ha enormi responsabilità anche quando il pallone non rotola, veicolando messaggi positivi a tutti gli appassionati. Abbiamo deciso di sgomberare il campo dalle polemiche sportive per assegnare agli eroi contemporanei, senza falsa retorica, un riconoscimento che è già nei cuori della gente”. Lo Scudetto del Cuore verrà assegnato simbolicamente a tutte le categorie professionali impegnate durante l’emergenza in un evento ad hoc che potrebbe coincidere con l’iniziativa lanciata dal ct Roberto Mancini: unire Azzurri e Azzurre per festeggiare a Bergamo insieme la fine della pandemia, quando le condizioni consentiranno di riaprire gli stadi. Nella volontà della Figc, infatti, c’è di far giocare alla Nazionale la prima partita ufficiale aperta al pubblico allo Stadio ‘Meazza’ di Milano, con l’obiettivo di riunire i tifosi azzurri e ricordare le vittime della pandemia insieme ai rappresentanti istituzionali e a quelli delle categorie coinvolte nel progetto. Oltre a queste, la Figc promuoverà diverse iniziative per accompagnare la campagna ‘lo Scudetto del Cuore’: per dare seguito alla donazione fatta all’Ospedale Spallanzani di Roma, la federazione sosterrà una raccolta fondi diretta alle altre strutture in prima linea, mettendo all’asta una t-shirt limitededition che gli Azzurri e le Azzurre indosseranno all’ingresso in campo della prima partita in calendario, insieme ad altre memorabilia; sui canali social Figc sarà attivata una call to action dedicata a questo progetto; nella prossima edizione della ‘Hall of Fame del Calcio Italiano’ sarà istituita una categoria speciale per i vincitori de #loScudettodel Cuore e verrà creata un’apposita sezione del Museo dove coltivare il ricordo di quanto sta facendo questa speciale Nazionale dell’Emergenza.
Il logo elaborato per la campagna abbina il tricolore allo stetoscopio dei medici, un simbolo visivo della categoria più esposta in questa emergenza, che ha dato il contributo più straordinario, anche per il numero di vite umane. Nella comunicazione promozionale pubblicata oggi sui quotidiani sportivi nazionali e sui profili social della Figc, la campagna ha inoltre messo in primo piano un camice, per rappresentare tutto il personale ospedaliero, con uno scudetto tricolore sul petto, il logo #loscudettodelcuore e l’indicazione ‘Campioni d’Italia’. Sono poi stati poi elaborati uno spot video e uno spot audio che verranno distribuiti ai Media per una ampia promozione dell’iniziativa. L’emergenza da Covid19 ha già unito il mondo del calcio, protagonista di numerose iniziative: Federazione, Leghe, club, calciatori, allenatori e arbitri sono scesi in campo per aiutare i territori di riferimento vestendo un’unica divisa da gioco, senza alcuna distinzione. Da parte sua, la Figc ha sostenuto con un contributo diretto di 100 mila euro l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive ‘Lazzaro Spallanzani’ di Roma, ha coinvolto gli Azzurri e le Azzurre in una campagna di sensibilizzazione sui comportamenti da adottare per contenere il contagio denominata #leregoledelgioco e ha messo a disposizione della Protezione Civile di Firenze per questa emergenza il Centro Tecnico Federale di Coverciano. In virtù di questa iniziativa, la ‘Casa delle Nazionali’ è stata ribattezzata la ‘Casa della Solidarietà’.
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Ghirelli “Decreti? Salute impone rispetto e silenzio”
“Oggi e per qualche giorno, ancora, siamo concentrati sulla salute e sui decreti del governo. La salute ci impone rispetto e silenzio”. Lo ha dichiarato all’Italpress il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. “Il ministro Spadafora sa che la Serie C, l’originale impianto sociale che fa bene al Paese sta per collassare e che abbiamo già bisogno di ammortizzatori sociali, cassa integrazione in deroga, e liquidità” le parole di Ghirelli. “Chi parla oggi, dentro alla Serie C, di riforma del format fa una utile ginnastica (anche se sarebbe più efficace tenersi in forma fisica data l’inattività) preparatoria della discussione che deciderò io quando portarla in dibattito. Lo farò solo quando non piangeremo più centinaia di morti al giorno e quando la barca della Serie C sarà rimessa in linea di galleggiamento. Sapete perché? Primo perchè la gente che soffre, visto che parliamo di cose, magari anche litigando, che non hanno sintonia con il dolore che attraversa il Paese, ci dà un calcio nel sedere. Io dico che avrebbero ragione a darcelo. Secondo perchè se non riuscissimo a rimettere in galleggiamento la barca dei club della Serie C il problema sarebbe risolto o no? Per estinzione passeremo da 60 a… ?” si domanda il presidente della Lega Pro.
“E quindi dico a quelli che vorrebbero ridurre il numero: perché vi agitate? Per distrarmi dal lavoro su cui sono concentrato? Non ci riuscirete perché non vi ascolto. Noi stiamo lavorando bene e continueremo a farlo per il bene dei club di serie C e perché una serie C sociale servirà ancor più all’Italia quando il avremo sconfitto il ‘maledetto’ virus”.
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