“La cosa peggiore, per me, è questa situazione ibrida. L’incertezza procura malessere. Non sai quando passerà, quando si tornerà in campo. Come spinta per la gente, come segnale di fiducia, sarebbe importante riprendere il campionato: si può giocare anche ad agosto, a porte chiuse”. Francesco Acerbi, difensore della Lazio, scrive su “Repubblica” auspicando che il ritorno alla normalità avvenga il prima possibile. “Il profumo dell’erba, il suono del pallone, le urla del mister. Quando potrò rivivere queste cose, che adesso mi mancano molto, sarà bellissimo perché significherà che stiamo tornando alla vita di sempre, a fare quello che amiamo, che siamo fuori dall’incubo coronavirus. Però non dobbiamo avere fretta, bisogna rispettare le regole imposte dal governo: meglio stare a casa una settimana in più che sbrigarsi a far ripartire tutto e poi ritrovarci nel tunnel per altri mesi”. “Non vedo l’ora di tornare a giocare, come del resto i miei compagni e i tifosi – insiste il centrale biancoceleste – Vincere il campionato con la Lazio sarebbe fantastico, ma conta di più la salute, e io ne so qualcosa, credetemi: la priorità è uscire da questo periodo terribile”. Acerbi non crede che uscirà da questa situazione “diverso. Perché ne ho passate di cose gravi, a partire dal tumore, e anche prima avevo toccato il fondo nella mia vita almeno un paio di volte. So che significa risalire. Quindi sarò incosciente, ma il virus non mi fa paura”.
(ITALPRESS).
Acerbi “La ripresa sarebbe una spinta per la gente”
Basket, la Fip dichiara conclusa la Serie A
La Fip ha dichiarato conclusa la Serie A di basket 2019-2020. In precedenza, la stessa sorte era toccata anche alla serie A2 maschile e nei giorni scorsi anche ai campionati di A1 e A2 femminile e tutti i campionati regionali e nazionali dilettanti.
“Il presidente della federazione italiana pallacanestro Giovanni Petrucci, considerata la determinazione della LBA di demandare ogni e qualsivoglia decisione in merito alla chiusura
anticipata della stagione 2019/2020 e sentito per le vie brevi il Consiglio federale, dichiara concluso il Campionato di Serie A. Tale decisione e’ stata presa a seguito della perdurante emergenza epidemiologica da COVID-19 su tutto il territorio nazionale” si legge in una nota.
“La Fip e’ determinata a tutelare la salute di atleti, tecnici, arbitri, dirigenti, di tutti coloro che partecipano all’organizzazione delle gare dei campionati e delle loro famiglie” prosegue la nota Fip. “Considerato che dai DPCM e dalle Ordinanze emesse, fino a questo momento, dal Governo e dalle Regioni non emergono date certe circa la possibilita’ di ripresa
dell’attivita’ sportiva in condizioni di totale sicurezza, non si puo’ pensare che si svolgano gare di basket sul territorio nazionale, ed in particolare nelle zone geografiche piu’ colpite
dall’epidemia. Dal Governo, dalle Regioni e dalla scienza, inoltre, arrivano precise e stringenti indicazioni che riguardano il distanziamento sociale. Misure impossibili da attuare per uno sport di contatto come la pallacanestro. E’ noto, altresi’, che molte societa’ hanno autorizzato la partenza verso il loro Paese di origine di molti atleti di cittadinanza straniera. E’ dovere, quindi, della FIP assumere ogni iniziativa che possa tutelare le proprie affiliate ed i propri tesserati. Dichiarare conclusa l’attuale stagione sportiva permette ai club ed ai tesserati di adottare tutti quei comportamenti necessari ad evitare ulteriori costi da sostenere in assenza di attivita’. La Fip ritiene di adottare questo provvedimento anche in considerazione dell’impossibilita’ di disputare le gare alla presenza di migliaia di appassionati, patrimonio fondante del movimento cestistico italiano. Queste sono le ragioni poste alla base della decisione di dichiarare concluso il Campionato di Serie A maschile per la stagione 2019/2020”.
In precedenza, il presidente della Fip Petrucci e della Legabasket Gandini, hanno preso parte ad una video conference con il ministro dello sport, Vincenzo Spadafora, e con tutto il suo staff.
(ITALPRESS).
Rinviato il Gp del Canada, la F1 resta ancora ai box
Slitta ancora l’inizio del Mondiale di Formula Uno: il Gran Premio del Canada, in programma dal 12 al 14 giugno e diventato la prima prova in calendario dopo lo slittamento (Bahrain, Vietnam, Cina, Olanda, Spagna e Azerbaijan) o la cancellazione (Australia e Monaco) delle prime otto gare stagionali, è stato rinviato a data da destinarsi a causa dell’emergenza coronavirus. “Saremmo stati onorati di ospitare il primo appuntamento del Mondiale 2020 e ci rattrista dover rinviare la corsa – fanno sapere in una nota gli organizzatori dell’appuntamento di Montreal – Il rinvio non è stata una decisione facile da prendere”. Francois Dumontier, presidente e Ceo del Gran Premio del Canada, aggiunge che “al momento è cruciale che tutte le nostre energie siano impiegate per superare il coronavirus. Vi accoglieremo a braccia aperte al circuito Gilles-Villeneuve non appena sarà possibile”. A questo punto la prima gara utile in calendario diventa quella in programma in Francia il 28 giugno. Chase Carey, a capo della Liberty Media che gestisce il circus, nelle scorse settimane ha affermato che l’obiettivo è riuscire a mettere su un calendario con almeno 15-18 gare.
(ITALPRESS).
Cio sceglie video Italia Team per ringraziare medici
Il Comitato olimpico internazionale sceglie il video del Coni per celebrare la Giornata Mondiale della Salute. “In un momento in cui viene chiesto alla gente di restare a casa
per contenere la diffusione della pandemia Covid-19 – si legge nel comunicato del Cio, che mai aveva scelto un video del Comitato olimpico italiano per celebrare la ricorrenza odierna – gli atleti non solo danno l’esempio su come restare in forma, attivi e in salute facendo attivita’ fisica tra le mura domestiche per affrontare una situazione senza precedenti, ma molti sono impegnati attivamente anche nelle strutture sanitarie. Altri hanno dimostrato la loro gratitudine agli operatori sanitari che lavorano instancabilmente ogni giorno per salvare vite: e’ il caso degli atleti della squadra olimpica italiana, che si sono uniti in un video per mostrare il loro sostegno e dire un enorme grazie a tutto lo staff medico che sta combattendo la pandemia”.
Nel video in questione sono coinvolti dieci atleti dell’Italia Team: l’olimpionica della scherma Elisa Di Francisca, i campioni del nuoto Federica Pellegrini, Simona Quadarella e Gregorio
Paltrinieri, il lottatore Frank Chamizo, i pallavolisti Ivan Zaytsev e Paola Egonu e infine tre stelle degli sport invernali, vale a dire Federica Brignone, Michela Moioli e Dorothea Wierer.
“In onore della Giornata Mondiale della Salute 2020 – aggiunge il comunicato del Comitato olimpico internazionale dopo aver postato il video del Coni e prima di soffermarsi su alcune storie particolari di atleti internazionali – il Cio si unisce al ringraziamento di tutti gli operatori sanitari che sono in prima linea contro la pandemia”.
Pandemia di Covid-19, rinviati anche il Gp d’Italia e di Catalogna
Il Gran Premio d’Italia e quello di Catalogna, in programma rispettivamente all’Autodromo del Mugello (29-31 maggio) e al circuito di Barcellona (5-7 giugno), sono stati rinviati a causa della pandemia di Covid-19. “Dato che la situazione rimane in uno stato di costante evoluzione – si legge in una nota della MotoGp – nuove date per questi Gran Premi, così come quelli di Francia e Spagna recentemente posticipati, non possono essere confermate fino a quando non sarà più chiaro quando sarà possibile organizzare gli eventi. Un calendario rivisto verrà pubblicato non appena disponibile”.
(ITALPRESS).
Lippi “Il calcio riparta solo quando saremo a contagi zero”
“Spero che, chi decide, stia pensando al calcio dilettantistico che rischia di scomparire. Spero lo protegga. Quello d’elite ne uscirà sicuramente ridimensionato, ma tutto sommato non sarebbe neanche un male. Ridimensionati anche i giocatori? Sì. E accetteranno. Si è portati a credere che siano tutti viziati e ricchi, che pensino solo a soldi, macchine, belle donne. Demagogia. Ci sono quelli così come in tutte le categorie. Ma poche hanno la stessa sensibilità sociale dei calciatori”. Lo ha detto Marcello Lippi, ct dell’Italia campione del mondo a Germania 2006, in un’intervista pubblicata su ‘La Gazzetta dello Sport’, parlando delle conseguenze della pandemia di Covid-19 sul mondo del calcio. “Quando ripartirei? Soltanto quando saremo a contagi zero – spiega il mister viareggino, 71 anni, ex allenatore di Atalanta, Napoli, Juventus e Inter – Non importa se a porte aperte o chiuse: non è questo il problema. Il problema è che impossibile non succeda qualcosa se una squadra, una cinquantina di persone in tutto, viaggia e incontra camerieri, cuochi, autisti… Solo quando questa guerra sarà vinta dovremo ripartire. E dalla 26^ giornata. Niente play-off o altre formule, per carità. Dodici giornate. Non è giusto che chi ha fatto sei mesi eccezionali debba giocarsi tutto in due partite, e lo stesso per chi sta lottando per la retrocessione. Campionato e coppe: non si comincia la nuova stagione prima di aver finito questa. La prossima partirà più tardi, avrà qualche turno infrasettimanale. Non importa. E non è soltanto questione di campo… Basta immaginare cosa accadrebbe con un’assegnazione straordinaria: tra reclami, ricorsi, avvocati, tribunali non ne usciremmo più”. Infine, una battuta sulla Nazionale di Mancini: “Mi spiace per l’Europeo saltato, ma l’Italia è così forte che farà benissimo anche nel 2021. E aggiungo, con la passione con cui un nonno può seguire il nipote: recupererà giocatori importanti come Zaniolo. Magari per Mancini potrebbe essere quello che è stato per noi Totti”.
(ITALPRESS).
Lega di A unita: senza ripresa stipendi ridotti di un terzo
La Lega di Serie A, riunitasi oggi in videoconferenza, ha finalmente trovato una quadratura sul tema della riduzione degli stipendi dei propri tesserati. Grazie ad un lavoro di sintesi tra le diverse società e con l’Assocalciatori, svolto lo scorso fine settimana dal presidente Paolo Dal Pino e dall’amministratore delegato Luigi De Siervo, tutte le formazioni della massima serie italiana sono infatti giunte a deliberare all’unanimità (con esclusione della Juventus, società che aveva già raggiunto un accordo coi propri giocatori), una comune linea di indirizzo per contenere l’importo degli emolumenti di calciatori, allenatori e tesserati delle prime squadre. L’intervento prevede la riduzione di un terzo della retribuzione annua lorda (pari a quattro mensilità) nel caso non si possa riprendere l’attività sportiva. La riduzione sarà invece di due sole mensilità (un sesto del totale), qualora si possano disputare nei prossimi mesi le restanti partite di campionato. “Il coronavirus ha costretto il mondo intero ad affrontare una crisi senza precedenti – sottolinea la Lega di A in una nota – L’Italia è tra le nazioni più colpite con una drammatica caduta del Pil del Paese e milioni di lavoratori interessati dalla misura degli ammortizzatori sociali. Il settore calcio vivrà parimenti una situazione estremamente difficile – ricordano ancora i club – anche in caso di ripresa differita delle restanti partite di campionato e di Coppa Italia, mettendo a repentaglio la tenuta di tutto il sistema, da sempre sostenuto dalla Lega Serie A grazie al contributo mutualistico versato per le serie minori e gli altri sport. Il contesto sopra descritto richiama tutti ad un atto di forte responsabilità, con i club pronti a fare la propria parte sostenendo ingenti perdite per garantire il futuro del calcio italiano. Perdite che necessariamente dovranno essere contenute incidendo sulla riduzione dei costi, la cui principale voce per le società è rappresentata dal monte salari”. Da qui la delibera sugli ingaggi, fermo restando che “i club definiranno direttamente gli accordi con i propri tesserati”.
Contrariata l’Associazione calciatori che ha ritenuto “irricevibile la proposta avanzata dalle Leghe di A e B. Il comportamento delle Leghe e’ incomprensibile in un momento come
quello attuale. La volonta’, neanche tanto implicita, di voler riversare sui calciatori, mettendoli in cattiva luce, l’eventuale danno economico derivante dalla situazione di crisi, e’ un fatto che fa riflettere sulla credibilita’ imprenditoriale di chi dovrebbe traghettare il sistema calcio in questo momento di difficolta’.
(ITALPRESS).
Malagò “Legittimo pensare alla ripresa dei campionati”
“Oggi lo sport è fermo ed è giusto che sia così, ma è legittimo che si rifletta su quando e come si potrà ricominciare. Anche chi ha un’azienda sta ragionando sulle diverse ipotesi di apertura. L’importante è che i ragionamenti non siano esasperati”. Il presidente del Coni Giovanni Malagò partecipa con la sua idea al dibattito sulla possibile ripartenza delle attività sportive, oggi bloccate dall’emergenza sanitaria, e in particolare del campionato di calcio. Intervenuto ai microfoni di Centro Suono Sport, il numero uno dello sport italiano ha commentato con favore la posizione comune trovata dalla Lega Serie A per proporre ai calciatori un taglio degli stipendi. “È una cosa molto positiva – ha osservato Malagò – Peraltro è una posizione presa all’unanimità, fatto non banale perché del tutto fuori dall’ordinario. Ora dovranno essere gestiti i rapporti contrattuali con i giocatori”, argomento comunque complicato vista la chiusura dell’Associazione italiana calciatori alla proposta della Lega. Malagò si è poi soffermato sul rinvio dei Giochi di Tokyo2020 al prossimo anno: “Il presidente Bach è stato fenomenale perché nell’arco di venti giorni ha chiuso il cerchio sul rinvio coinvolgendo nella decisione l’Organizzazione Mondiale della Sanità – ha dichiarato il presidente del Coni – Bach si è trovato nel mezzo di un qualcosa di sovrumano, con molti miliardi di dollari americani in ballo, l’interlocuzione con il governo giapponese, gli atleti che chiedevano una decisione. Un manicomio vero e proprio”. Infine una battuta sulla Roma e in particolare sulla trattativa per la cessione a Friedkin: “Era in una fase molto avanzata, poi c’è stato quello che c’è stato – ha aggiunto Malagò riferendosi alla pandemia – È plausibile che ci sia una pausa di riflessione”.
(ITALPRESS).










