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Lione-Juve sotto accusa: “Accelerò il contagio in Francia”

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Lione-Juventus del 26 febbraio scorso è stata la “partita zero”, che ha accelerato la diffusione del coronavirus in Francia. È la tesi sostenuta da un medico di Lione, Marcel Garrigou-Grandchamp, in un articolo pubblicato sul sito della Federazione dei medici francesi. “All’epoca veniva detto che Torino non era la Lombardia ma è una stupidaggine, la Juve attira tifosi da tutta Italia – sostiene – Ed esattamente due settimane dopo quella partita c’è stata un’esplosione di casi di Covid-19 nella zona del Rodano”. Secondo il dottor Garrigou-Grandchamp, Lione-Juve avrebbe avuto lo stesso effetto di Atalanta-Valencia, considerata fra le cause dell’impennata di contagi nella regione lombarda. “Una settimana dopo, la Francia non ha imparato dall’esempio italiano – sottolinea ancora Marcel Garrigou-Grandchamp – Disattenzione, incompetenza o semplice vanità, la Francia è ancora convinta di avere il miglior sistema sanitario del mondo ma dimentica che anche il miglior sistema sanitario può essere sopraffatto in termini di risorse e personale da un enorme afflusso di pazienti in uno stesso breve arco di tempo”. La tesi del medico di Lione viene però negata dall’Agenzia regionale per la Sanità, secondo la quale non ci sarebbero casi di coronavirus legati direttamente o indirettamente alla partita.
(ITALPRESS).

Malagò “Tamponi prima della ripresa, Bach un gigante”

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“Mi manca vedere, ascoltare, leggere lo sport giocato. Penso di essere, in buona compagnia, in crisi di astinenza da sport”. Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport nel giorno del compleanno numero 124 della “Rosa”. In questo periodo così difficile il numero 1 del Coni si dice “orgoglioso del comportamento dei nostri campioni che hanno gestito in modo religioso, quasi ieratico, i loro comportamenti”. Tutto fermo almeno fino al 13 aprile, ma si pensa anche al giorno in cui si potrà ripartire e il calcio cerca le date giuste nella speranza di chiudere la stagione. “Non c’è una verità. Capisco chi dice che sarebbe bello giocare al più presto per finire il campionato. Poi però leggo le ragioni di presidenti che preferirebbero pensare già alla prossima stagione e non me la sento di dargli torto. Il calcio a porte chiuse, con 40 gradi all’ombra con 2 o 3 partite alla settimana. Al momento non la vedo facile, ma capisco chi vuole provarci. Sto constatando, però, che uno dopo l’altro i campionati degli sport di squadra stanno chiudendo”. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina, spera che si possa tornare a giocare il 20 maggio. “E’ una possibilità. Ma oggi nessuno può saperlo per certo”. Una cosa è fondamentale per Malagò: “Il tampone per tutti prima di ripartire. Un eventuale positivo bloccherebbe tutto di nuovo. E se potranno farlo i calciatori dovranno poterlo fare tutti, altrimenti chi arginerà le polemiche?”. Tokyo2020 slitta di un anno. “Bach è stato un gigante! Ha gestito i giorni caldi con grande acume politico. E mi ha fatto piacere sentirlo vicinissimo a me e all’Italia, forse per quello che ci stava succedendo. Io sapevo già come sarebbe andata a finire, ma è stato chiave l’intervento dell’Oms”. Sport fermo e danni economici non indifferenti. “I conti si faranno alla fine. Dipende da quanto durerà questo stop. Io farei i salti di gioia se la stagione potesse ripartire a pieno regime dal 1° settembre. Ho inviato al Ministro Spadafora un documento di sintesi con le proposte e le richieste per aiutare lo sport ad avere un futuro. Al di là degli aiuti economici, serve un percorso di detrazioni, sospensione o rinvio di versamenti fiscali e mutui che consenta alle società e alle associazioni di ripartite”. Malagò ribadisce il suo no al divieto di spot sulle scommesse e chiude parlando delle elezioni dele varie federazioni, alla luce dello spostamento dei Giochi: “Ne ho parlato sia con il Cio sia col ministro Spadafora. Tutti concordano sul rinvio di un anno. È inevitabile che i presidenti federali rimangano in carica fino ai Giochi di Tokyo 2021”.
(ITALPRESS).

Spadafora “Stop allenamenti sacrificio necessario”

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“Anche nel mondo dello sport bisogna continuare a osservare regole rigide. Ecco perché saranno vietate tutte le competizioni sportive di ogni ordine e grado, ma dobbiamo chiedere un ulteriore sacrificio e dunque abbiamo vietato ogni tipo di allenamento in ogni tipo di struttura. So che è un sacrificio per tutti i nostri atleti professionisti e non solo, ma serve per tutelare loro stessi e tutti quanti noi”. Il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora spiega così il divieto di allenamenti collettivi introdotto nel nuovo decreto del Governo. “Sono ore molto complicate e difficili – ha osservato il ministro in un videomessaggio pubblicato sulla propria pagina facebook – Stiamo vivendo anche piccoli segnali di miglioramento, ma non dobbiamo pensare adesso di riprendere subito le nostre abitudini, perché siamo in un momento nel quale bisogna osservare tutti al massimo le regole, stare assolutamente a casa e dare il tempo a chi sta lavorando con sacrificio di poter migliorare la situazione. Abbiamo davanti dieci giorni complicati e importanti in cui possiamo fare la differenza e poi cominciare a vedere dopo Pasqua segnali più netti e forti di cambiamento”.
(ITALPRESS).

Zanetti “Chi decide stia attento, salute priorità”

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“Stiamo vivendo una situazione molto difficile, drammatica in tutto il mondo, il coronavirus sta colpendo tante popolazioni e non va sottovalutato assolutamente, c’e’ grande preoccupazione da parte di tutti”. Lo ha detto l’ex capitano e attuale vicepresidente dell’Inter, Javier Zanetti, sull’emergenza Covid-19 che il mondo e l’Italia stanno vivendo.
“Noi per primi, avendo la proprieta’ cinese – ha proseguito l’argentino – ci siamo subito resi conti che si trattava di qualcosa di molto grave, purtroppo e’ arrivata in Italia in maniera forte con tanti deceduti e tante persone che lottano per vivere. Pensare oggi alla ripresa dei campionati e’ molto difficile, ora dobbiamo restare a casa fino al 13 aprile e credo che sia la cosa giusta da fare per far si’ che la curva dei contagi possa scendere, poi si vedra’ di rientrare alla normalita’ in maniera graduale, ma chi deve decidere per il mondo del calcio deve stare molto attento perche’ si parla della salute delle persone. C’e’ grande preoccupazione, non e’ che siamo davanti a un interruttore che si accende e tutto torna come prima, bisogna vedere anche lo stato d’animo dei giocatori, tutti sono preoccupati, abbiamo tutti le famiglie e bisogna tenere conto di ogni cosa”. Javier Zanetti lavora da casa (“cosi’ come gli altri dirigenti cercando anche di soddisfare le esigenze dei nostri partner che insieme a noi hanno fatto grandi investimenti”) e, come detto, non e’ molto preso dalla discussione su come e quando riprendere il campionato. Si parla di possibili play-off per decretare i verdetti. “Difficile trovare una formula giusta, anche perche’ magari c’e’ tempo per semifinali e finale di Coppa Italia cosi’ come per le competizioni internazionali, ma bisogna vedere quando si potra’ tornare alla normalita’ – spiega Zanetti -. Bisognera’ anche stare attenti a non compromettere la prossima stagione, non e’ semplice prendere una decisione, speriamo che alla fine venga presa quella piu’ giusta”.
(ITALPRESS).

Giuntoli “Gattuso? Stiamo bene con lui”

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“Se Gattuso al 100% resta qui? Sicuramente stiamo molto bene con lui, lui sta bene a Napoli ma, vista questa situazione di emergenza, non abbiamo ancora intrapreso i nostri discorsi a tavolino”. Lo ha detto il direttore sportivo del Napoli, Cristiano Giuntoli, parlando del futuro dell’allenatore partenopeo subentrato a Carlo Ancelotti nel corso di questa stagione. Il dirigente partenopeo ha anche parlato di Icardi, definendolo “un grande calciatore, chi non lo vorrebbe nella propria squadra? Ma credo sia lontano dalle nostre possibilita’. L’attaccante argentino, di proprieta’ dell’Inter, gia’ nella scorsa estate era stato accostato al club partenopeo. “A gennaio abbiamo fatto un ottimo mercato prendendo Demme, Lobotka e Politano e abbiamo pensato anche al futuro assicurandoci Petagna, un ragazzo molto giovane che pensiamo possa far bene nel Napoli, e Rahmani che e’ molto bravo sia nella marcatura che nell’impostazione da dietro. Sicuramente dobbiamo stare attenti e vogliamo mettere a disposizione del nostro allenatore giocatori funzionali in tutti i reparti”. Per giugno spuntano i nomi anche di Boga e Ricci rispettivamente del Sassuolo e dell’Empoli: “Boga e’ un calciatore importante, ha fatto molto bene, Ricci e’ un classe 2001 ed e’ un giovane che ha grandi qualita’ ma onestamente – ha concluso Giuntoli – non abbiamo fatto telefonate cosi’ incisive sul mercato. Stiamo prendendo informazioni sui progetti tecnici ed economici”.
(ITALPRESS).

Cellino “Folle riprendere, non schiererò il Brescia”

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“E’ un pesce d’aprile?”. Massimo Cellino si chiede a modo suo se è tutto uno scherzo, ritenendo difficile che la Uefa possa davvero pensare di far riprendere i campionati per chiudere la stagione. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, il presidente del Brescia giudica “inattuabili e irresponsabili” le linee guida del governo del calcio europeo. “Questa stagione non ha più senso – dice -. Ci siamo fermati, nessuna squadra tornerà come prima, gli stadi a porte chiuse, in più c’è il rischio per la salute degli atleti. Per me tornare all’attività è una pura follia. Se ci costringono sono disposto a non schierare la squadra e perdere le partite 3-0 a tavolino per rispetto dei cittadini di Brescia e dei loro cari che non ci sono più. Il mio discorso si basa innanzitutto su due pilastri: il rispetto della salute e la salvezza del sistema calcio. Dopo aver perso questa stagione, rovineremo anche la prossima che invece sarà decisiva per ripartire”. Secondo Cellino la “Uefa non può far slittare nulla: la stagione si chiude il 30 giugno data di scadenza per la presentazione dei bilanci dei club e dei contratti dei giocatori. Sono arroganti e irresponsabili: pensano solo ai loro interessi economici e alle Coppe. Ma sul campionato italiano non decide l’Uefa, decide l’Italia”.
“Per riprendere la A dovrà terminare entro il 30 giugno. Ci fanno giocare ogni due giorni? Se vuole fare qualcosa di utile l’Uefa mandasse a Brescia bombole di ossigeno e respiratori, gliene saremmo grati. Qui abbiamo i camion che trasportano i morti – sottolinea Cellino -. Siamo al centro dell’epidemia. In ogni caso i giocatori vengono da 45 giorni di totale inattività, serve un mese di allenamento solo per rimetterli in forma. Altrimenti si rischiano di rompere tutti. Nei giorni scorsi dopo neanche mezz’ora di corsa due si sono stirati”. Domani assemblea di Lega, Cellino si aspetta “il solito casino, tanto a molti della salute non frega nulla, pensano solo ai propri interessi. Lotito l’altro giorno mi ha urlato: ‘tu non vuoi giocare per salvarti’. Da che pulpito, lui che fa fuoco e fiamme perché pensa di vincere lo scudetto. A me di retrocedere non frega nulla: finora ce lo siamo meritato e anche io ho le mie colpe. Faccio un discorso generale. Per finire a giugno ci aspetta un tour de force impossibile e rischioso, per prolungare la stagione serve cambiare tutte le regole nazionali e internazionali: contratti dei giocatori, bilanci, scadenze con le banche, calciomercato, preparazione, inizio della nuova stagione. Un caos assoluto. Per che cosa?”.
(ITALPRESS).

Cancellata l’edizione 2020 del torneo di Wimbledon

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A causa della pandemia di Covid-19, l’edizione 2020 di Wimbledon, lo Slam sull’erba londinese, è stata cancellata. “I 134esimi Championships – si legge sul sito del prestigioso torneo – si svolgeranno dal 28 giugno all’11 luglio 2021”. “Abbiamo pensato soprattutto alla salute e alla sicurezza di tutti coloro che partecipano a Wimbledon: dal pubblico britannico ai visitatori da tutto il mondo, dai giocatori agli ospiti, al personale, ai volontari, ai partner e ai residenti locali”, si legge in una nota sul sito web di Wimbledon, che avrebbe dovuto disputarsi dal 29 giugno al 12 luglio. “E’ una decisione che non abbiamo preso alla leggera ma in seguito ad un’attenta e approfondita considerazione di tutti gli scenari. Riteniamo che sia giusto annullare i Championships quest’anno per concentrarci su come possiamo utilizzare le nostre risorse per aiutare le nostre comunità locali e non solo”, le parole di Ian Hewitt, presidente di Aeltc, l’All England Club. E’ la prima volta, dalla fine della seconda guerra mondiale, che un torneo del Grande Slam viene annullato. Wimbledon aveva rischiato di non disputarsi anche nel 1973, quando circa 80 giocatori, tra cui 13 delle 16 teste di serie, boicottarono il torneo a sostegno di Nikola Pilic, sospeso dalla Federazione Internazionale per essersi rifiutato giocare in Coppa Davis.
(ITALPRESS).

La Uefa rinvia anche le gare delle nazionali di giugno

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Nazionali ancora sacrificate nella speranza di portare a termine la stagione bloccata dal coronavirus. Già rinviato al 2021 l’Europeo, dopo la riunione in videoconferenza con i segretari generali delle 55 Federazioni associate, la Uefa ha ufficializzato lo slittamento a data da destinarsi di tutte le gare delle nazionali previste a giugno, compresi i play-off maschili per Euro2020 e le gare femminili di qualificazione per la rassegna continentale del prossimo anno. Cancellati gli Europei under 17 maschili di maggio e under 19 donne di luglio, rinviati gli Europei under 17 femminili del mese prossimo e quelli under 19 uomini di luglio, validi anche come qualificazioni per i rispettivi Mondiali di categoria, oltre alla fase finale della Champions League di futsal. Decisioni che confermano la volontà di Nyon di dare priorità a campionati e coppe europee, da portare a termine anche a estate inoltrata se necessario. Secondo “As”, il rinvio delle gare delle nazionali libererà a giugno altre date da poter dedicare ai club visto che, alla luce dell’emergenza coronavirus, anche aprile e maggio sarebbero dati per persi. L’idea, insomma, è di ripartire a giugno e non è escluso che si possa andare avanti fino ad agosto o addirittura settembre, anche a costo di “invadere” la prossima stagione. Maggiore flessibilità anche sul fair-play finanziario: più tempo alle federazioni per completare le procedure e sospensione delle norme sulle licenze relative alla preparazione e alla valutazione delle future dichiarazioni finanziarie dei club.
(ITALPRESS).