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ROSSI CAMBIA TECNICO, MUNOZ PER GALBUSERA

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Le strade tra Valentino Rossi e Silvano Galbusera, capo meccanico del Dottore dal 2014, si separano. Al suo posto dal 2020 arriva David Munoz, che lo scorso anno ha vinto il titolo della Moto2 con Pecco Bagnaia e quest’anno segue Niccolò Bulega nello Sky Racing team in Moto2. Lo ha annunciato lo stesso pilota di Tavullia nel corso della conferenza stampa di presentazione del Gp di Thailandia, in programma nel prossimo week end.

“L’anno prossimo cambierò il mio capo meccanico. Dopo la gara di Misano abbiamo parlato con Silvano perchè volevamo provare a fare qualcosa per essere più forti. Lui vuole continuare a lavorare con la Yamaha ma per qualcosa che gli porti meno stress e che lo faccia stare meno giorni fuori dall’Italia. All’inizio non me l’aspettavo, ma abbiamo deciso parlandone insieme. Il nuovo capo meccanico sarà David Munoz, viene dalla moto 2, l’anno scorso ha lavorato con Bagnaia, quest’anno con Bulega. Lui non ha esperienza in Motogp, ma ha molte idee. E’ una bella scommessa, ma sono contento perchè Silvano è tranquillo e continuerà a lavorare per la Yamaha” ha detto Rossi.

“Insieme a Silvano e alla Yamaha abbiamo capito come migliorare e David è il primo nome che mi è venuto in mente. Mi piace come ha gestito il finale di stagione dello scorso anno con Pecco, parla poco ma sa gestire bene le situazioni”. Questo nuovo sodalizio potrebbe allungare la già lunga carriera di Valentino, che ha ancora un anno di contratto con la Yamaha. “Il futuro dipenderà dai risultati della prossima stagione. Vedremo se sarà l’ultimo anno o se sarò abbastanza veloce per continuare.

MARCHISIO SI RITIRA “CONTA QUELLO CHE SI SENTE DENTRO”

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“Era giusto arrivare a questa decisione, non conta l’età. È importante quello che si sente dentro”. Con queste parole Claudio Marchisio annuncia il ritiro dal calcio giocato. L’ex centrocampista della Juventus ha tenuto una conferenza stampa all’Allianz Stadium per spiegare i motivi che lo hanno spinto a dire basta a 33 anni. “Non basta solo il talento, serve anche la dedizione e la fortuna – le parole del ‘Principino’, questo il soprannome che gli hanno affibbiato i tifosi bianconeri – Io ne ho avuta tanta ad avere persone che mi hanno aiutato in questo modo. Allenatori, dirigenti e compagni. È stato un sogno che ho vissuto con tutto me stesso in ogni società. Quest’estate ho attraversato un periodo molto complicato per via della riabilitazione e dentro di me è scattato qualcosa. Cercavo di recuperare ma il corpo non reagiva più come un tempo. Sono anche arrivate offerte importanti ma sapevo di dover rispettare Claudio, quello che sono. Non potevo accettare le proposte. Finisce una parte della mia vita e ne comincia un’altra. Non mi precludo niente”.
Marchisio lascia il calcio dopo aver trascorso quasi tutta la carriera alla Juve, salvo le esperienze con Empoli e Zenit San Pietroburgo. Nel suo palmares vanta 7 scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe italiane oltre a un titolo russo. In azzurro, infine, 55 presenze e 5 gol.

SPINAZZOLA NON BASTA, PARI IN AUSTRIA PER LA ROMA

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La Roma cambia veste ma a Graz deve accontentarsi di un punto. Non basta il primo gol di Spinazzola ai giallorossi, fermati sull’1-1 dal Wolfsberger in Europa League grazie al sigillo di Liendl. Fonseca conferma solo tre giocatori (Kluivert, Diawara e Mancini) rispetto alla trasferta di Lecce e l’avvio di gioco è praticamente la sintesi del primo tempo che ha permesso al Wolfsberger di segnare tre delle quattro reti rifilate al Borussia Monchengladbach all’esordio in Europa League: Weissman e Niangbo guidano un pressing altissimo che mette in più di un’occasione in difficoltà la retroguardia giallorossa. Ma a differenza del match del Borussia Park il gol austriaco non arriva nella prima frazione di gioco e al 22’ serve il miglior Mirante per evitare l’1-0: Novak crossa dalla sinistra e trova la spizzata di testa di Ritzmaier ma l’estremo difensore giallorosso riesce a respingere in tuffo nonostante una deviazione di Fazio. Le ultime due reti realizzate dalla Roma in stagione sono arrivate con un colpo di testa e il trend viene confermato al 27’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Spinazzola mette in rete con un rocambolesco rimpallo di testa che vale l’1-0 giallorosso. Più ombre che luci per Kluivert e Zaniolo schierati sulle due fasce mentre Kalinic fatica ad accendersi, se non con conclusioni dalla distanza come al 39’ quando il tiro dell’ex Atletico viene bloccato agevolmente da Kofler. Al 49’ la Roma torna ad affacciarsi in zona offensiva: Kalinic scarica per Zaniolo il cui mancino viene respinto dal portiere austriaco. La squadra giallorossa soffre il pressing degli avversari e al 51’ il Wolfsberger pareggia: Spinazzola perde palla in fase di disimpegno, Liendl carica il mancino e batte Mirante dai 30 metri. La Roma prova a reagire e quando riesce a saltare la prima pressione austriaca sembra sempre dare la sensazione di poter far male. Al 63’ Fazio disegna un traversone in area, Kluivert fa da sponda di testa per Pastore il cui tiro termina a lato. Dieci minuti dopo è il turno di Zaniolo a rendersi pericoloso: il classe 1999 ci prova prima da posizione defilata con un tiro impreciso, poi impegna Kofler con una soluzione dalla distanza. Nel finale Fonseca si gioca le carte Antonucci, Veretout e Kolarov ma la Roma non riesce a trovare il 2-1 e deve accontentarsi di un punto.

RIMONTA VINCENTE PER LA LAZIO, 2-1 AL RENNES

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Basta una Lazio a mezzo servizio per trovare la prima vittoria in Europa League. In uno stadio Olimpico improvvisamente freddo la squadra di Simone Inzaghi gioca male, va sotto contro il Rennes ma poi reagisce e, grazie all’ingresso in campo di Sergej Milinkovic-Savic, vince 2-1 riscattando la sconfitta subita all’esordio contro il Cluj. Una vittoria fondamentale per la Lazio, attesa nel prossimo turno dalla trasferta sul campo del Celtic, un match fondamentale per il primato del girone E. Certo ai biancocelesti servirà una prestazione migliore. All’Olimpico pochi spettatori sugli spalti (meno di diecimila e non certo per la chiusura dei distinti Sud a causa della sanzione Uefa per i saluti romani dei tifosi biancocelesti a Siviglia) e pochissimo spettacolo in campo. Inzaghi opta per un ampio turnover, scegliendo un centrocampo totalmente inedito con Parolo, Cataldi e Berisha, ma l’esperimento non funziona.
La Lazio è lenta e non riesce mai a prendere in mano la partita. Schierato con uno speculare 3-5-2, il Rennes argina senza alcun patema la squadra di casa, pericolosa solo una volta nei primi 45 minuti, con un destro al volo di Immobile al 6’ di poco alto sopra la traversa. Per il resto le uniche occasioni sono francesi e spesso partono da sinistra, dove l’ex milanista Niang si allarga spesso per mettere in difficoltà Vavro. Proprio il difensore slovacco interviene dopo pochi minuti in modo scomposto su Tait in area: l’arbitro ucraino Boiko non ravvisa gli estremi per il rigore ma i dubbi restano. Nessun dubbio, invece, sul netto fallo di mano di Acerbi al 22’, ma anche in questo caso il direttore di gara lascia proseguire. In un primo tempo davvero noioso gli unici squilli arrivano da Martin, un tiro centrale trattenuto a fatica da Strakosha, e da Tait, il cui destro nel finale di frazione sfiora il palo, mentre la Lazio si riaffaccia nella metà campo avversaria con una punizione debole e centrale di Cataldi.
La ripresa comincia per i biancocelesti senza novità di formazione e neppure di intensità. E allora è il Rennes ad accelerare: la squadra di Julien Stephan sfiora subito il vantaggio con Camavinga, ben liberato da Niang in area ma sfortunato nella conclusione col sinistro di poco imprecisa. Il gol arriva al 55’, quando Morel sorprende tutta la difesa della Lazio e di testa batte Strakosha capitalizzando al meglio un calcio piazzato. Il Rennes domina e sfiora il raddoppio con l’attivo Camavinga, ma poi i biancocelesti reagiscono. Inzaghi manda in campo Luis Alberto e Milinkovic-Savic: il primo ci prova dalla distanza per scuotere i suoi, il secondo trova l’angolino giusto con il sinistro pareggiando il match al 64’. La partita si accende, entrambe le squadre provano a vincere: da una parte ci prova Niang, dall’altra ci riesce Immobile, che sfrutta alla grande il cross di Milinkovic-Savic con un colpo di testa sul quale Mendy non può nulla. Il Rennes non si arrende: Bourigeaud impegna Strakosha su punizione, Grenier sfiora il palo con un gran destro dai venti metri, poi è Bastos a sfiorare l’autogol. Ma la Lazio resiste e porta a casa tre punti fondamentali per il cammino in Europa League.

FOGNINI SBATTE CONTRO KHACHANOV ED È FUORI

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Fabio Fognini si ferma nei quarti del “China Open”, Atp 500 da 3.515.225 dollari in corso sui campi in cemento di Pechino, in Cina. Il 32enne di Arma di Taggia, numero 12 del ranking mondiale e sesto favorito del seeding, non riesce a confermare la semifinale di dodici mesi fa e a conquistare punti preziosi in chiave “Race to London”: a sbarrargli la strada il russo Karen Khachanov, numero 9 Atp e quarta testa di serie, che si è imposto in rimonta per 3-6 6-3 6-1 dopo un’ora e 46 minuti di gioco.
Peccato per Fognini, partito a razzo tanto da strappare il servizio a Khachanov già nel secondo gioco e andando a un passo dal bis nel quarto. Il russo ha poi recuperato il break, salvo cedere nuovamente la battuta all’azzurro che ha così archiviato il primo parziale per 6-3. Khachanov, da lì in poi, ha iniziato a giocare in maniera più attenta e aggressiva e nel sesto gioco ha conquistato il break decisivo per pareggiare il conto dei set. Nella terza e decisiva partita, già in apertura Fognini cede il servizio facendosi rimontare da 30-0, e di fatto l’incontro si chiude lì perchè il ligure perde di nuovo la battuta nel quinto game lasciando strada libera al giovane moscovita.

LOGO, MOSTRA E ALTRI EVENTI, LA SERIE A COMPIE 90 ANNI

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Domenica 6 ottobre, proprio in occasione del derby d’Italia, il campionato di Serie A a girone unico festeggerà il 90esimo compleanno. Era il 6 ottobre del 1929, infatti, quando prese il via, con il format tuttora in vigore, il primo campionato di serie A. Per celebrare questo importante anniversario, la Lega Serie A ha messo in campo una serie di iniziative che dureranno fino al 13 luglio, data in cui si concluse, con la vittoria dell’Ambrosiana guidata da Arpad Weisz, il primo campionato a girone unico. Già a partire dalla prossima giornata, in tutti i campi della massima serie campeggerà il nuovo logo “90” dedicato all’evento e all’ingresso in campo delle squadre, i capitani terranno in mano la sagoma del logo. Dai prossimi giorni, inoltre, verranno raccolte testimonianze e documenti con una grande campagna social che coinvolgerà tifosi, giocatori e mondo dei media e il tutto farà parte di una mostra che verrà inaugurata nella tarda primavera a Milano. L’esposizione conterrà molti eventi pubblici, incontri con campioni, spazi ludici e di approfondimento tecnico e luogo di intrattenimento e di iniziative. Entro fine anno verrà pubblicato anche un libro a cura di Tiziano Mauri, che ripercorrerà la storia del Torneo dal 1929 ad oggi, ricco di foto, statistiche, curiosità ed interviste ai campioni del passato, del presente e del futuro. A partire da gennaio, in collaborazione con Rai Radio 2, si viaggerà in lungo e in largo per tutta la Penisola, alla caccia dei luoghi simbolo delle 67 squadre che hanno scritto la storia del Campionato negli ultimi 90 anni. In contemporanea, Rai Radio 3 curerà la produzione di 20 podcast, realizzati da altrettanti noti scrittori italiani, che racconteranno al conduttore i ricordi legati alla loro partita del cuore. Inoltre, grazie alla partnership con Panini, all’interno della collezione di figurine “Calciatori 2019/2020” ci sarà una sezione dedicata alla storia del Torneo a girone unico dal 1929 a oggi. Infine, al termine della corrente stagione sportiva, le riproduzioni di un’opera realizzata da Paolo Todeschini, calciatore e allenatore in Serie A tra gli anni ’40 e ’80, e poi scultore, saranno dedicate alla formazione Top 11 degli ultimi 90 anni di storia del nostro Campionato. Le raffigurazioni di questi 11 campioni faranno anche parte di una collezione di dipinti realizzati su pannelli di legno dagli artisti internazionali Rosk&Losteo, che comprenderà anche i volti di altri famosi calciatori che hanno calcato i palcoscenici della Serie A dal 1929 ad oggi. Queste opere saranno prima esposte alla Mostra e in seguito andranno ad abbellire e caratterizzare, in modo unico ed originale, le pareti esterne del palazzo sede della Lega Serie A di via Rosellini. “Ripercorriamo novant’anni di emozioni, la colonna sonora della nostra vita – ha detto l’ad della Lega Serie A Luigi De Siervo -. E’ un progetto ampio di celebrazioni che coinvolgerà cinque piattaforme di contenuto: radio, tv, carta stampata, social network ed eventi”.

SUPER YAMAHA A BURIRAM, PAURA PER MARQUEZ

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Solo le Yamaha possono fermare l’uomo di gomma. Le prime libere di Buriram confermano il trend delle ultime gare, con Fabio Quartararo e soci che dimostrano una volta di più di potersela giocare con Marc Marquez. Ma non sarà facile. Il Cabroncito vuole portarsi a casa già in questo weekend l’ottavo mondiale della carriera – il sesto nella classe regina –  e nemmeno la più rovinosa delle cadute sembra poterglielo impedire. Quello che succede sul Chang International Circuit ha quasi dell’incredibile. Al mattino il Cabroncito, a cinque minuti dalla fine della sessione, è suo malgrado protagonista di uno spettacolare highside alla curva 7, la più veloce del circuito thailandese: la sua Honda è distrutta, lo stesso pilota spagnolo fatica a rialzarsi, non riesce a respirare tanto che viene subito accompagnato al centro medico e poi trasferito all’ospedale di Buriram per essere sottoposto a un controllo piu’ accurato vista la forza con cui e’ finito a terra. Ma come già visto in altre occasioni, niente di rotto (“si è procurato solo una contusione lombare e una alla tibia sinistra”, fa sapere il dottor Zasa) e Marquez, anche se dolorante, è di nuovo in pista al pomeriggio. E fino a pochi minuti dalla fine si concede pure il lusso di far segnare il miglior tempo di giornata.
Lo spagnolo della Honda, che ha pure rischiato di non arrivare in tempo in Thailandia (allo scalo di Doha aveva perso il passaporto e le autorità qatariote non volevano farlo imbarcare per Bangkok), viene scavalcato solo nel finale di sessione, a partire da un Quartararo che vola a 1’30″404. Il francese è di 193 millesimi più veloce rispetto alla M1 ufficiale di Maverick Vinales e di 221 rispetto al compagno di squadra Franco Morbidelli. Davanti al Cabroncito, che però a differenza degli altri impiega una gomma usata durante il time-attack, anche Jack Miller con la Ducati del team Pramac, e Valentino Rossi: quinto crono per il Dottore, a 0″329 da Quartararo e ad oggi qualificato direttamente per il Q2. Giornata complicata invece per le due Ducati ufficiali: Andrea Dovizioso non riesce a far meglio dell’ottavo crono, piu’ lento di oltre sei decimi rispetto a Quartararo, ma va peggio a Danilo Petrucci, undicesimo alle spalle delle due Suzuki e costretto a inseguire, nelle terze libere di domani, un posto nel Q1.

UFFICIALE CALENDARIO F.1 2020, C’E’ IL VIETNAM

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Il Consiglio Mondiale del Motorsport, riunito a Colonia, sotto la direzione del presidente della FIA Jean Todt e dal vicepresidente dello sport della FIA, Graham Stoker, ha ratificato ed ufficializzato il calendario del Campionato mondiale di Formula 1 2020. Ventidue i Grand Prix in programma, uno in più rispetto all’attuale stagione. Le novità sono la nuova scomparsa della gara di Germania e l’introduzione per la prima volta del GP del Vietnam, in calendario come terza prova, il 5 aprile ad Hanoi. Ritorna, invece, la gara d’Olanda il 3 maggio sul circuito di Zandvort. Il via, come al solito, a Melbourne, in Australia, il 15 maggio; mentre la stagione si chiuderà il 29 novembre ad Abu Dhabi. La pausa estiva dopo il GP d’Ungheria a Budapest il 2 agosto; per riprendere il 30 con il Belgio a Spa-Francorchamps. Una settimana dopo, il 6 settembre, il Gran Premio d’Italia a Monza.

15 marzo      Australia      Melbourne
22 marzo      Bahrain        Sakhir
5 aprile      Vietnam        Hanoi (*)
19 aprile     Cina           Shanghai
3 maggio      Olanda         Zandvoort (*)
10 maggio     Spagna         Barcellona
24 maggio     Monaco         Monaco
7 giugno      Azerbaijan     Baku
14 giugno     Canada         Montreal
28 giugno     Francia        Le Castellet
5 luglio      Austria        Spielberg
19 luglio     Gran Bretagna  Silverstone
2 agosto      Ungheria       Budapest
30 agosto     Belgio         Spa
6 settembre   Italia         Monza
20 settembre  Singapore      Marina Bay
27 settembre  Russia         Sochi
11 ottobre    Giappone       Suzuka
25 ottobre    Stati Uniti    Austin
1 novembre    Messico        Città del Messico
15 novembre   Brasile        San Paolo
29 novembre   Abu Dhabi      Yas Marina

(*) = Fatta salva l’omologazione del circuito