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REINA SALVA GIAMPAOLO, IL MILAN BATTE IL GENOA 2-1

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Al Ferraris il Milan batte il Genoa per 2-1 e salva la panchina di Marco Giampaolo. Decidono le reti di Hernandez e Kessié e la parata su rigore di Reina al 92’ su Schone. La strada per il tecnico rossonero si mette subito in salita nel riscaldamento con il forfait di Donnarumma. La partita del portiere spagnolo inizia bene con una grande parata sul diagonale di Lerager ma al 42’ la rete del vantaggio genoano è tutta sulla coscienza dell’estremo difensore rossonero: Schone si incarica di un calcio di punizione e sorprende Reina con una conclusione centrale e facilmente leggibile. Nella ripresa Giampaolo indovina i cambi (Leao per Piatek e Paquetà per Calhanoglu) e la partita cambia: al 51’ Hernandez sigla l’1-1 con una conclusione al termine di una progressione sulla linea di fondo, poi è Kessié a firmare il vantaggio rossonero su calcio di rigore: Biraschi ferma Leao col braccio in area e si fa espellere, dagli undici metri l’ex Atalanta non sbaglia.

Al 78’ si complica la partita del Milan: Calabria perde palla e rimedia il secondo giallo per un fallo su Kouamé. E nel finale c’è l’episodio chiave del match: Kouamé viene steso da Reina e conquista il rigore, Schone dagli undici metri si fa ipnotizzare dal portiere spagnolo che salva il risultato e la panchina di Giampaolo.

ITALIA QUARTA NELLA FINALE DI FEI NATIONS CUP

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L’Italia dell’equitazione ha chiuso al quarto posto, le Longines FEI Jumping Nations Cup Final di Barcellona. Un piazzamento che non è bastato agli azzurri, che hanno mancato il pass per i prossimi Giochi Olimpici di Tokyo. Ad ottenerlo, per di più vincendo la finale, è stata l’Irlanda. Il quartetto azzurro era formato, come nella prova qualificante di giovedì scorso, dal primo aviere Lorenzo De Luca, dall’appuntato scelto Massimo Grossato, da Paolo Paini e dall’aviere capo Luca Marziani, che sono scesi in campo nell’ordine.
Alle dodici penalità di Lorenzo De Luca con Dinky Toy vd Kranenburg ha replicato Massimo Grossato con un perentorio percorso netto in sella a Lazzaro delle Schiave. Due penalità, invece, per Paolo Paini con Ottava Meraviglia di Ca’ San Giorgio e un errore per Luca Marziani con Tokyo du Soleil. L’Italia ha così chiuso con un totale di 12 penalità e un tempo complessivo di 220.19 secondi che le è valso il quarto posto: lo stesso piazzamento ottenuto nelle finali del 2018 e del 2016.
“Oggi – ha detto il selezionatore e capo equipe della Nazionale, Duccio Bartalucci – l’Irlanda ha vinto con merito, non solo la qualifica, ma anche la finale di FEI Nations Cup, lasciando dietro di sé 17 Nazioni. Lo sport è così: in Coppa delle Nazioni, tante altre volte, durante l’anno, siamo stati noi a fare meglio di loro, oggi purtroppo no. È un risultato da accettare, perché giusto. Devo dire, che preferisco perdere così, in modo netto, piuttosto che per una piccola differenza sul tempo o per una barriera caduta”.
“A ogni modo – ha aggiunto Bartalucci – abbiamo fatto una gara di buon livello. Come l’anno scorso siamo quarti ma terzi ex aequo per penalità. Il tempo impiegato ci privilegia rispetto alla Francia ma non rispetto alla Svezia. Ringrazio gli atleti, i proprietari e gli sponsor che ci hanno consentito di sognare sino alla fine”.
Con 12 penalità hanno chiuso anche la Svezia (219.45) e la Francia (220.88), che la somma dei tempi ha però rispettivamente collocato al terzo e quinto posto della classifica finale. Alle spalle dell’Irlanda, prima classificata con una sola penalità, si è piazzato il Belgio (4); completano la classifica Germania, Svizzera e Colombia, che occupano rispettivamente la sesta, la settima e l’ottava posizione.
Sempre a Barcellona, stamattina, c’è stata la vittoria del primo aviere scelto Emilio Bicocchi, in una gara a tempo tabella C con ostacoli da 145 centimetri. L’azzurro si è imposto in sella a Flinton.

L’ATALANTA VOLA, PARI E RIMPIANTI PER ROMA E LAZIO

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L’Atalanta travolge il Lecce e continua la sua marcia a mille all’ora in campionato; la Roma e la Lazio non vanno oltre il pari con Cagliari (1-1) e a Bologna (2-2). Senza storia la sfida nel rinnovato stadio di Bergamo (3-1): Gabriel fa quel che può su Ilicic e Gomez, ma dopo la mezz’ora Gosens serve Zapata, infallibile. Il colombiano poi è perfetto assistman per Gomez, che incrocia il mancino per il 2-0. Gollini d’istinto su La Mantia, nella ripresa l’Atalanta chiude i conti: Ilicic per Gosens, imparabile per Gabriel il mancino del tedesco. Nel finale in gol Lucioni. La Roma non sfrutta il fattore casalingo e non va oltre l’1-1 contro il Cagliari. Massa, dopo consulto Var, giudica da rigore il tocco di mano di Mancini in area. Dal dischetto infallibile Joao Pedro. Pari immediato dei giallorossi: cross di Kluivert e sciagurata autorete di Ceppitelli. Lungo forcing giallorosso ma resta l’1-1, protagonista l’ex Olsen. Nel recupero Kalinic in gol, annullato per una spinta dell’ex viola su Pisacane (fuori in barella dopo uno scontro con Olsen).
Con Mihajlovic di nuovo in panchina, il Bologna ferma la Lazio sul 2-2. Due volte in vantaggio (Krejci e Palacio), due volte ripresa da Immobile, autore quindi di una doppietta – su assist di Lulic e Luis Alberto – che lo proietta in cima alla classifica marcatori. Espulsi Leiva e Medel. Resta il 2-2, anche perchè Correa spara sulla traversa il rigore del sorpasso al minuto 88.
La Fiorentina conquista il terzo successo consecutivo battendo per 1-0 l’Udinese grazie a un colpo di testa di Milenkovic che consente ai gigliati di poter addirittura sognare, con le giuste prospettive, una qualificazione alle prossime coppe europee. Meritato il successo dei padroni di casa che, pur facendo tanta fatica a superare i coriacei bianconeri di Tudor (espulso per proteste a metà ripresa), e dopo la prima partita solo sufficiente di Ribery, piazzano la zampata al momento giusto, dimostrando di essere cresciuti in solidità e personalita’. I gigliati si rendono pericolosi nella prima fase solo su situazioni successive a palla inattiva, con gli angoli battuti da destra sempre da Pulgar che non vengono sfruttati adeguatamente da Caceres e Pezzella. Al 34′ l’intervento del Var vanifica il guizzo vincente di Nestorosvki, innescato da un fallo di mano di Opoku. Prima dell’intervallo ci prova anche Castrovilli. Nella ripresa le temperature nell’aria e sul campo si alza e a farne le spese è Tudor che viene espulso per proteste pochi istanti dopo che Musso ha compiuto il primo vero intervento difficile su Chiesa. Poi Milenkovic la sblocca di testa, su angolo del solito Pulgar. Dragowski poco dopo conserva il vantaggio respingendo provvidenzialmente su Lasagna. Vani i tentativi finali ospiti, mentre Musso dice no anche a Dalbert.

BERTOLINI “EREDITÀ MONDIALE DA RILANCIARE”

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L’onda lunga del Mondiale è ancora da cavalcare. I passi avanti dell’intero movimento sono stati tanti e davvero da giganti. A farli le azzurre, le ragazze di Milena Bertolini, condottiera di un’Italia che ha regalato emozioni e certezze a un settore in grande crescita anche grazie a loro. Sono passati diversi mesi, ma l’eredità di quanto fatto in Francia resta e affinchè non si disperda il patrimonio bisogna continuare nel percorso tracciato a livello federale e sui terreni di gioco. “È stato un Mondiale importante per tutto il movimento, ha fatto conoscere a tutti gli italiani il calcio femminile – ha spiegato Milena Bertolini in un forum all’agenzia ITALPRESS -. Il Mondiale ha lasciato un’eredità importante: spero dia la possibilità a tante bambine di poter fare calcio, intanto ha dato loro la possibilità di potersi immaginare come calciatrici future. Il Mondiale ha lasciato un’immagine positiva, un modello di riferimento per le giovani calciatrici. Questa eredità va gestita e rilanciata”. E per le azzurre è un onere ma anche un onore da portare avanti, una missione che assume grande importanza e che è strettamente legata ai risultati sportivi.
“Il nostro obiettivo è quello di riuscire a partecipare agli Europei in Inghilterra del 2021 – dice l’allenatrice di Correggio -. Il percorso è difficile, abbiamo un girone complicato. A livello internazionale tutte le squadre stanno crescendo”, spiega a due giorni dalla sfida contro la Bosnia, in programma al Renzo Barbera di Palermo, quarta partita di un girone di qualificazione che vede Gama e compagne a punteggio pieno con tre vittorie su altrettante partite. “La Federazione sta lavorando a diversi progetti per cambiare la cultura – prosegue Milena Bertolini -. L’obiettivo più importante per il futuro del calcio femminile è quello di aumentare il numero delle praticanti e passare da 25mila a 100mila, cosa che andrebbe a incidere anche sull’aspetto culturale”. E proprio dal punto di vista della cultura sportiva, il calcio degli uomini ha tanto da imparare da quello delle donne, basta vedere cosa è successo nei nostri stadi in queste prime giornate di campionato. Sull’argomento razzismo la Bertolini ha idee chiare e ricette efficaci.
“E’ un tema complesso che va affrontato a 360 gradi, non c’è una sola azione che può incidere. E’ un problema della società. Nell’ultimo periodo sono passati dei messaggi di vedere l’altro come un nemico. Io invece penso che le differenze siano una grande risorsa, un’opportunità per crescere. Bisogna incidere sull’educazione e sulla formazione, dalle scuole ai progetti sportivi formativi di tipo culturale, contestualmente ci vogliono delle pene precise per chi commette azioni del genere. Il razzismo va affrontato su vari aspetti”. Allena per mestiere, ma ragiona anche da dirigente e lancia una proposta per abbattere ogni stereotipo sulle differenze tra i due mondi pallonari. “Nel calcio ci vogliono dirigenti coraggiosi e lungimiranti, le differenze sono opportunità per crescere. Penso che nel calcio sia importante mettere figure femminili. Mi piace pensare che in futuro nelle squadre maschili ci siano professioniste, staff misti di uomini e donne. Sono sguardi diversi, sensibilità diverse, sono opportunità per crescere e migliorare – spiega Milena Bertolini -. Io sono per le competenze, che non hanno sesso. Nella nostra società, però, per la cultura che c’è ancora, occorre mettere le quote rosa perché se non vengono inserite non ci sono le stesse opportunità per le donne. E’ un dato oggettivo: le scelte le fanno gli uomini e quindi avere quote rosa sarebbe importante”.
Ha dato tanto alla Nazionale femminile, è sulla cresta dell’onda ed è una delle poche allenatrici ad avere i titoli per guidare anche squadre maschili di Serie A. “Io ho iniziato allenando i maschi, dai Piccoli Amici agli Allievi, fino ad arrivare all’Eccellenza. Il percorso di allenatore è uguale sia a livello maschile che femminile. Mi piace tantissimo allenare le ragazze della Nazionale: vengo da questo mondo, la mia passione è altissima. Maschile o femminile non cambia nulla”.

MARQUEZ VINCE A BURIRAM E SI LAUREA CAMPIONE

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Marc Marquez è ancora una volta campione del mondo. Il pilota spagnolo della Honda vince il Gran Premio di Thailandia e si assicura l’ottavo titolo iridato in carriera, il sesto in MotoGP. Un successo conquistato nell’ultimo giro della gara contro il francese Fabio Quartararo (Yamaha), a lungo leader del GP. Il pole-man del sabato, nonostante una guida formidabile, non è riuscito a contenere lo strapotere dello spagnolo e, sul circuito di Buriram, si è accontentato così del secondo gradino del podio davanti all’altro iberico Maverick Vinales (Yamaha). Andrea Dovizioso (Ducati), rivale di Marquez nella lotta al titolo mondiale, è il migliore degli italiani con il quarto posto dopo la partenza dalla settima casella della griglia di partenza. Seguono Alex Rins, Franco Morbidelli, Johan Mir e Valentino Rossi. Il pilota pesarese della Yamaha chiude solamente ottavo dopo una buona partenza in una gara compromessa dal degrado della gomma nella seconda parte del GP. In top-10 anche Danilo Petrucci e Takaaki Nakagami mentre Francesco Bagnaia è undicesimo.

PAREGGIO SENZA RETI TRA TORINO E NAPOLI

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Il Napoli non va oltre lo 0-0 contro il Torino all’Olimpico e perde l’occasione di mettere pressione a Inter e Juventus impegnate a San Siro. Dopo la sconfitta contro il Parma, la squadra di Mazzarri parte bene e si affaccia al 17’ dalle parti di Meret con una conclusione di Verdi terminata sull’esterno della rete. La reazione del Napoli c’è e Mertens sfiora la magia su pallonetto con un destro a giro dal vertice dell’area terminato di poco fuori. Alla mezz’ora di gioco si abbassano i ritmi del gioco ma nel finale di primo tempo il Torino va vicino al vantaggio: Ansaldi lascia partire da fuori area un tiro violentissimo sul quale Meret si fa trovare pronto. Nella ripresa Ancelotti sceglie di giocarsi la carta Llorente e lo spagnolo è pericoloso al 69’ con un colpo di testa fuori misura da buona posizione. Si tratta dell’ultima vera occasione di un match che non soddisfa nessuna delle due squadre, rispettivamente a dieci e tredici punti in classifica.

DYBALA E HIGUAIN STENDONO L’INTER, SORPASSO JUVE

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Gonzalo Higuain regala la vittoria e la vetta della classifica alla Juventus nel big match che chiude la settima giornata della serie A: i bianconeri espugnano il Meazza vincendo per 1-2 e infliggono la prima sconfitta stagionale all’Inter in un derby d’Italia infuocato, con le due squadre che si sono rese protagoniste di una partita ricca di intensità, occasioni da gol e continui colpi di scena. Fuochi d’artificio fin dalle battute iniziali: al 4′ i bianconeri passano in vantaggio con il gol di Paulo Dybala che riceve in profondità da Pjanic e incrocia col mancino beffando Handanovic. Al 17′ un’ingenuità di De Ligt costa il calcio di rigore in favore dell’Inter: il difensore olandese colpisce con il gomito la sfera e l’arbitro Rocchi indica il dischetto. Dagli undici metri Lautaro Martinez è glaciale e batte Szczesny che si era tuffato dal lato giusto. Conte perde Sensi e Godin per infortunio, nel secondo tempo Sarri inserisce Higuain e la mossa dà i suoi frutti a dieci minuti dal termine: triangolazione perfetta con Ronaldo che smarca Higuain, glaciale nel battere il portiere per il nuovo vantaggio dei bianconeri. Reazione nerazzurra nel finale ma non basta per mutare ancora il parziale: gli ospiti operano così il sorpasso in testa alla classifica prima della sosta per la Nazionale.

TROPHY KINDER+SPORT ALLE BATTUTE FINALI

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E’ arrivato alle battute finali il Tennis Trophy FIT Kinder+Sport, il grande circuito internazionale che celebra fair play, rispetto e amicizia: gli ultimi, decisivi set dell’evento si giocheranno nell’esclusiva location del Country Club MonteCarlo, sede dell’ATP Tour, dal 17 al 20 ottobre.
La prima tappa di questa terza edizione si è svolta il 2 febbraio ad Alba, in Piemonte, con il “Tennis Trophy FIT Kinder+Sport”. Il 22 marzo è stata la volta di un torneo in Austria, seguito da altri in Bielorussia, Bulgaria, Germania, Irlanda, Israele, Lussemburgo, Malta, Monaco, Polonia, Ucraina e Ungheria, per un totale di ben 172 tornei in 13 paesi diversi. L’iniziativa è nata in Italia nel 2006 dal format creato dalla ex campionessa Rita Grande e supportato dalla FIT in collaborazione con Kinder+Sport Joy of Moving il progetto di responsabilità sociale. “Avviare i più piccoli al tennis all’insegna del divertimento e dei valori dello sport si è rivelata una formula vincente – sottolinea il Presidente della FIT, Angelo Binaghi  – Il circuito ‘Tennis Trophy FIT Kinder + Sport’ è il frutto della collaborazione in ambito tennistico tra pubblico e privato. Siamo soddisfatti di questa sinergia e siamo orgogliosi di aver esportato questa formula all’estero grazie anche al supporto della Ferrero e alle capacità organizzative di Rita Grande. Come ormai accade da diversi anni, la Federazione stessa offre il suo contributo alla promozione dell’evento anche grazie al canale televisivo SuperTennis che racconta la manifestazione”.
L’Italia parteciperà al Kinder+Sport Tennis Trophy International Master di MonteCarlo con una delegazione di 15 atleti: Alessandro Betti, Diego Iuppa, Dennis Ciprian Spircu, Riccardo Manca, Pietro Vernò, Francesco Capuano, Daniele Faustini, Ludovica Casalino, Elisabetta Bucci, Martina Cerbo, Vittoria Vignolini, Claudia Galietta, Francesca Galli, Carlotta Bassotti e Vittoria Segattini, finalisti delle categorie 9/12 anni e vincitori del Premio Uca  assegnato in occasione della Finale Master di Roma. Ambassador d’eccezione della manifestazione sarà Ivan Ljubicic, ex n.3 ATP e attuale coach di Roger Federer.
Oltre alle battute in campo, il Kinder+Sport Tennis Trophy International Master rappresenta un vero e proprio evento con momenti di gioco, divertimento e socializzazione pensati per i giovani atleti e le loro famiglie. Dalla sfilata delle squadre prevista il 18 ottobre alle ore 17, al momento della premiazione con Nicola Pietrangeli, al torneo genitori-figli di domenica 20 ottobre con la presenza in campo di Ivan Ljubicic, dalle occasioni di ritrovo e condivisione alle attività organizzate all’interno del villaggio Kinder+Sport, dove sarà possibile giocare e divertirsi all’insegna della Joy of Moving.
I numeri cambiano ogni anno, ma lo spirito della manifestazione resta sempre lo stesso e rispecchia alla perfezione la mission e la filosofia del progetto Kinder+Sport Joy of Moving. Il Kinder+Sport Tennis Trophy va oltre la semplice competizione sportiva, per promuovere valori come la fiducia in se stessi e negli altri, l’integrazione, l’amicizia e il rispetto.
In linea con questo approccio, a conclusione dell’International Master sarà assegnato il Trofeo Fair Play come riconoscimento al giovane tennista che più si distinguerà per onestà e sportività.