SANTA CRISTINA VAL GARDENA (ITALPRESS) – Una vittoria di forza, la quinta al Giro d’Italia 2024. Tadej Pogacar vince anche la sedicesima tappa, la Livigno-Santa Cristina Val Gardena (118 chilometri), attaccando a 1,5 chilometri dal traguardo. Secondo Giulio Pelizzari (VF Group – Bardiani CSF – Faizanè), terzo il colombiano Daniele Martinez (BORA – hansgrohe) entrambi a 16″. Altra spallata dello sloveno che sta praticamente dominando la corsa rosa, ora ha 7’18 sullo stesso Martinez e a 7’40” su Geraint Thomas, mentre non cambia nulla per quanto riguarda le altre maglie. Tante polemiche prima della partenza: dopo la cancellazione dello Stelvio l’organizzazione ha deciso di evitare l’Umbrail Pass a causa delle condizioni meteo avverse e delle nevicate durante la notte. Domani è in programma la 17esima tappa: la Selva di Val Gardena-Passo del Brocon di 159 chilometri.
– foto Ipa Agency –
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Pogacar vince anche la 16^ tappa e fa cinquina al Giro
Atalanta a un passo dal sogno, Gasperini “C’è consapevolezza”
DUBLINO (IRLANDA) (ITALPRESS) – “Siamo felici del percorso fatto e speranzosi di poterlo chiudere nel modo migliore”. E’ questo lo stato d’animo di Gian Piero Gasperini e della sua Atalanta alla vigilia della finale di Europa League contro il Bayer Leverkusen, una squadra “indubbiamente forte, per i risultati fatti ma anche per la capacità di variare, non solo in attacco. Conosciamo la loro forza – continua il tecnico della Dea a Sky Sport – e cercheremo di prendere le contromisure migliori. Ma anche noi abbiamo una capacità di stare in campo e di proporre delle situazioni che possono creare loro problemi”. Se da un lato la Roma ha dato fiducia ai nerazzurri (“sono andati vicino a superare il turno, fra loro e il Bayer sono state due gare equilibrate, avevano anche rimontato lo 0-2 dell’andata”), dall’altro c’è l’esperienza su cui fare affidamento perchè “di partite importanti, da dentro o fuori, ne abbiamo giocate tante. Alcune non sono andate bene, altre sì, globalmente abbiamo un buon bilancio e siamo abituati a giocare questo tipo di gare. Abbiamo la convinzione di aver fatto un percorso veramente buono che ci ha portato ad affrontare tante partite diverse con squadre veramente forti e importanti e questo ci ha dato la consapevolezza di quello che dobbiamo portare in campo. E’ rimasto l’amaro in bocca per la prestazione contro la Juve in finale di Coppa Italia, che ha fatto pensare che in certe partite subiamo la pressione, ma è stata una prestazione non solita, figlia di certe situazioni in settimana, e speriamo domani non sia così”, chiosa Gasperini. Fuori De Roon, sono recuperati Kolasinac e Holm.
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World Triathlon Championship Series, 8 azzurri a Cagliari
ROMA (ITALPRESS) – La World Triathlon Championship Series sta per sbarcare a Cagliari per la data italiana che, nella splendida cornice della spiaggia del Poetto, il 25 maggio consentirà ai migliori triatleti internazionali di guadagnare gli ultimi punti utili per partecipare ai Giochi Olimpici di Parigi 2024. Dopo la prima storica edizione del 2022, quella in arrivo sarà la terza WTCS in Italia – finora sempre a Cagliari – che allunga così una serie di appuntamenti mondiali iniziati nel capoluogo sardo nel 2016 con le quattro edizioni di World Cup, poi ospitata in Costa Smeralda, ad Arzachena, dal 2020. A partecipare alla World Triathlon Championship Cagliari 2024 ci saranno i migliori triatleti internazionali pronti a sfidarsi sulla distanza olimpica e l’Italia sarà una delle poche nazioni a poter schierare ben otto atleti, insieme a Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna. Gli azzurri in gara saranno Gianluca Pozzatti (707), Michele Sarzilla (DDS), Nicola Azzano (Carabinieri), Alessio Crociani (Fiamme Azzurre), Alice Betto (Fiamme Oro), Verena Steinhauser (Fiamme Oro), Bianca Seregni (Fiamme Oro) e Ilaria Zane (Overcome). Durante la trasferta, gli atleti saranno supportati dal Direttore Sportivo Simone Biava, dal Direttore Tecnico Squadre Nazionali Julien Clonen, dal Tecnico Squadre Nazionali Manuel Canuto, dal Tecnico CTF Roma Massimiliano Biribò e dal Fisioterapista Stefano Betti. Al maschile, sul lungomare cagliaritano, atteso l’intero podio olimpico di Tokyo 2020, ovvero il norvegese Kristian Blummenfelt, il britannico Alex Yee e il neozelandese Hayden Wilde. Al via anche altri atleti di caratura internazionale, come Bergere, Vilaca e Hellwig. Stesso discorso al femminile, con la scozzese campionessa del mondo Beth Potter e le tre medagliate di Tokyo: la bermudiana Flora Duffy, la britannica Georgia Taylor-Brown e la statunitense Katie Zaferes. Da segnalare anche la presenza di Knibb, Waugh, Beaugrand, Lombardi, Coldwell e Lindemann. La tappa italiana di WTCS si preannuncia dunque tra le più prestigiose degli ultimi anni e al momento già vanta atleti provenienti da oltre 30 nazioni diverse: Argentina, Australia, Austria, Barbados, Belgio, Bermuda, Brasile, Canada, Cile, Repubblica Popolare Cinese, Repubblica Ceca, Danimarca, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Germania, Ungheria, Italia, Giappone, Lussemburgo, Marocco, Messico, Paesi Bassi, Norvegia, Nuova Zelanda, Portogallo, Romania, Sudafrica, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Turchia, Stati Uniti. La manifestazione – organizzata dalla Federazione Italiana Triathlon, in sinergia con la Federazione Internazionale (World Triathlon), e la partnership finanziaria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell’Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Autonoma della Sardegna – si aprirà venerdì con le prove percorsi. Sabato la giornata inizierà con la gara femminile alle 11.00; la prova maschile si disputerà invece nel primo pomeriggio alle 15.15. Le premiazioni chiuderanno la giornata alle 17.20. “Tra pochissimi giorni le migliori triatlete e i migliori triatleti del mondo si contenderanno a Cagliari, nella WTC più attesa dell’anno, gli ultimi punti utili per l’accesso ai Giochi di Parigi 2024. Per noi è un onore e una grande soddisfazione poter accogliere una manifestazione di questa portata e siamo consapevoli del grandissimo lavoro di squadra svolto dall’area tecnica coordinata da Julien Clonen che potrà schierare ben otto atleti della Nazionale italiana di triathlon: 4 donne e 4 uomini. Avere tutti gli 8 PO, tutta la squadra italiana, pronti a dare battaglia in casa è davvero una soddisfazione enorme: saranno infatti pochissime le federazioni mondiali con questi numeri a Cagliari. Tutto ciò è la prova di un lavoro serio, quotidiano, responsabile e umile portato avanti con passione in questi tre anni di qualifica olimpica”, le parole del presidente Fitri Riccardo Giubilei.
– Foto Ufficio Stampa Fitri –
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Addio a Schnellinger, leggenda del Milan e della Germania
ROMA (ITALPRESS) – Addio ad una delle leggende del calcio mondiale. E’ morto a Milano, all’età di 85 anni, Karl-Heinz Schnellinger, ex difensore della nazionale tedesca e di Roma e Milan, con cui vinse praticamente tutto. Terzino sinistro arcigno, dal fisico robusto, soprannominato ‘Volkswagen’ per la sua continuità di rendimento, sia per quantità sia per qualità, poteva ricoprire vari ruoli, da quello di mediano a quello di stopper o di libero. Dopo gli esordi nel club della sua città, il Duren 99, nel 1958 passa al Colonia, dove milita per quattro stagioni, fra le più gloriose della storia dei ‘capronì, che si aggiudicano il loro primo titolo nazionale nella stagione 1961-1962, e raggiungono altre due volte la finale dell’Oberliga. Nel 1963, dopo la finale di campionato persa col Borussia Dortmund, si trasferì in Italia, acquistato dalla Roma, che lo cedette in prestito al Mantova. Con i biancorossi fece il suo esordio in Serie A il 15 settembre 1963, in una sconfitta interna per 4-1 contro il Milan, in cui il tedesco disputò un’ottima partita facendo vedere ottimi interventi difensivi. La stagione successiva vede Schnellinger nella capitale di ritorno dal prestito per poi accasarsi nel 1965 al Milan, con cui giocò per ben nove stagioni in uno dei periodi d’oro dei rossoneri, tanto che il suo nome è presente nella Hall of Fame del club meneghino. Il primo trofeo vinto all’ombra della Madonnina fu la Coppa Italia del 1967, seguita l’anno dopo dal double scudetto-Coppa delle Coppe; nel 1969 un’altra “doppietta”, quella composta da Coppa dei Campioni e Intercontinentale. Schnellinger continuò a vestire la maglia rossonera nella prima parte degli anni settanta, vincendo altre due coppe nazionali (1972 e 1973) e la Coppa delle Coppe del 1973. Proprio in quell’anno sfiorò lo “scudetto della stella” con l’inaspettata sconfitta all’ultimo turno contro il Verona, passata alla storia come “Fatal” in quanto i milanesi persero un titolo dato quasi per certo, collezionando il terzo posto d’onore consecutivo. L’anno successivo, il 1974, fu l’ultimo al Milan prima di lasciare il calcio italiano, in cui collezionò 284 presenze in 11 campionati. Da notare che Schnellinger, in 222 partite di Serie A con la maglia rossonera, non realizzò alcuna rete. Complessivamente coi meneghini vanta 334 presenze e 3 gol. Nel 1974 torna in patria esordendo in Bundesliga a 35 anni nelle file del Tennis Borussia Berlino, anch’esso all’esordio in massima serie, senza tuttavia riuscire ad evitare l’immediata retrocessione, ritirandosi dall’attività agonistica a fine stagione. Con la Nazionale tedesca, dopo l’esordio a soli 19 anni, Schnellinger prese parte a ben quattro edizioni consecutive dei Mondiali, da Svezia 1958 a Messico 1970. In quest’ultimo è stato tra i protagonisti della semifinale vinta 4-3 dall’Italia allo stadio Azteca di Città di Messico e passata alla storia come ‘la Partita del secolò. All’ultimo minuto, quando gli azzurri conducevano grazie a un gol di Roberto Boninsegna, fu proprio Schnellinger a pareggiare i conti con una spaccata, rendendo così possibile una mezz’ora fra le più belle della storia del calcio: i celebri tempi supplementari in cui si susseguirono 5 gol per il 4-3 finale a favore degli azzurri. Il gol di Schnellinger al 90’ fu l’unica rete segnata dal terzino nelle sue 47 apparizioni con la Germania, con la cui casacca conquistò l’argento ai Mondiali di Inghilterra 1966 e il bronzo a Messico 1970. Dopo il ritiro Schnellinger si stabilì a Milano, dove è morto all’ospedale San Raffaele.
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Show Bologna, poi la Juve rimonta: 3-3 al “Dall’Ara”
BOLOGNA (ITALPRESS) – Pareggio dai due volti al “Dall’Ara” tra Bologna e Juventus: la squadra di Thiago Motta domina per larga parte del match, va sul 3-0 – doppietta di Calafiori e rete di Castro – ma nell’ultimo quarto d’ora si fa recuperare dalle reti di Chiesa, Milik e Yildiz.
Nemmeno due minuti sul cronometro ed è il Bologna a sbloccare il parziale, sul corner non liberato bene dalla difensa juventina e raccolto da Calafiori che con il piatto batte Szczesny. Vantaggio che dopo poco meno di dieci minuti diventa doppio, con il cross dalla sinistra di Ndoye che viene prima spizzato da Urbanski e poi deviato in rete da Castro. Juventus in confusione evidente, che poco più tardi subirebbe anche il 3-0 con Odgaard ma il fuorigioco del giocatore rossoblù salva i bianconeri, guidati in panchina dal debuttante Montero. Si resta dunque sul 2-0, ma la formazione di Thiago Motta sembra tenere bene il campo davanti ad una Juventus priva di idee. A inizio ripresa sono però proprio i bianconeri a mandare un segnale, con il recupero alto di Rabiot e il sinistro a incrociare parato da Skorupski. Quello bianconero è però solo un guizzo isolato perchè al 53′ è ancora il Bologna a trovare il gol: è nuovamente Calafiori a sfruttare l’errore in uscita palla della Juventus, strappando il pallone a Danilo e infilando Szczesny con il pallonetto che vale il 3-0. Gara che da qui in avanti si assesta nel ritmo così come nelle occasioni, ma al 76′ arriva il primo errore della partita del Bologna, con Lucumì che sbaglia l’appoggio da ultimo uomo verso Kristiansen consegnando così a Chiesa il pallone che l’esterno azzurro spedisce in rete con il sinistro. Gol che riaccende le speranze per gli uomini di Montero, che in otto minuti trovano prima la rete del 3-2 grazie alla punizione di Milik e poi, all’84’, il definitivo pareggio firmato da Yildiz, bravo a sfruttare un errore di Beukema al limite dell’area rossoblù e spedire il tracciante destro che beffa ancora Skorupski per il 3-3 con cui si conclude la sfida del Dall’Ara.
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Il Verona vince a Salerno e conquista la salvezza
SALERNO (ITALPRESS) – Nel posticipo del lunedì della penultima giornata di Serie A, l’Hellas Verona di Baroni vince 2-1 all’Arechi contro la Salernitana, conquistando l’aritmetica salvezza. Le reti degli scaligeri arrivano tutte nel primo tempo e portano la firma di Suslov e Folorunsho; per i granata, invece, segna Maggiore. I gialloblù piegano così una Salernitana senza stimoli e contestata dai propri tifosi.
Il Verona approccia la partita con grande attenzione e decisione, chiudendo i padroni di casa nella propria metà campo. Pur non giocando su ritmi elevati, i ragazzi di Baroni con pazienza e qualità riescono a rendersi pericolosi sin dai primi minuti, grazie alle giocate di Noslin e alla punizione di Suslov. Il gol è nell’aria e il Verona segna l’1-0 al 22′ quando proprio Suslov, col sinistro, calcia di potenza da fuori area non lasciando scampo a Fiorillo. Già prima dell’intervallo gli ospiti mettono in cassaforte il risultato, trovando il raddoppio con Folorunsho: al 48′, l’ex Bari insacca a porta vuota il pallone servito da Lazovic, approfittando dell’immobilità della difesa di casa. Dall’altra parte la Salernitana non calcia mai in porta, mostrando un atteggiamento troppo molle e remissivo. I granata rientrano così negli spogliatoi sommersi dai fischi del pubblico dell’Arechi. Nella ripresa il copione del match non cambia e Noslin, dopo tre minuti, si divora clamorosamente il 3-0 a tu per tu con Fiorillo. Il Verona si limita a gestire il risultato e al 80′ Folorunsho va vicino alla doppietta, ma la sua conclusione si stampa sul palo. Al 90′ Maggiore accorcia su sviluppo di corner, costringendo il Verona ad un finale di apprensione prima del sospiro di sollievo. Con questa vittoria Baroni corona uno dei più grandi capolavori della sua carriera, salvando il Verona con una giornata d’anticipo (37 punti), nonostante i tanti cambi forzati nel mercato invernale.
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Federbridge, Federica Brambilla si candida alla presidenza
ROMA (ITALPRESS) – Federica “Chicca” Brambilla si candida per
la presidenza della Federazione italiana Gioco Bridge. L’imprenditrice di Lecco, sorella di Michela Vittoria Brambilla, deputata in carica e già sottosegretaria alla presidenza del Consiglio con delega al Turismo, presenterà il programma che intende realizzare nel prossimo quadriennio, con l’obiettivo di innovare questo sport in maniera significativa anche utilizzando le nuove tecnologie online e le app, mercoledì 22 maggio (ore 19) presso il salone del Coni Lombardia. Sarà presentata anche la squadra di consiglieri che supportano la candidatura di Chicca Brambilla. Il team sarà composto da: Edoardo D’Avossa, magistrato in pensione e già Procuratore Federale della FIGB; Maria Enrica Camera D’Afflitto Guariglia, docente sia a scuola che di bridge; Massimo Penna, istruttore federale e presidente dell’Associazione Circolo Tevere Roma; Fulvio Manno già Direttore Generale delle Aziende Sanitarie di Trapani e Ragusa e Presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Bridge Addaura di Palermo società Campione d’Europa in carica; Francesco Muzzin, avvocato e bridgista; Raffaella Greppi, dirigente nel settore privato dell’automotive; Enrico Castellani, imprenditore di Pontedera; Franco Caviezel, neurologo padovano, nazionale italiano e medaglia di bronzo ai Campionati d’Europa del 2010.
– foto ufficio stampa Federica Brambilla –
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Accordo Cip-Università Foro Italico “Lavoriamo su progetti di vita”
ROMA (ITALPRESS) – Convenzione Quadro tra l’Università di Roma ‘Foro Italicò e il Comitato Italiano Paralimpico. Il protocollo, sottoscritto nella Sala Rossa del Complesso Natatorio del Foro Italico, contribuisce ad attuare la L. 18/2009, che ratifica la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità del 2006 e punta a promuovere i valori e le conoscenze relative allo sport paralimpico. “Questo accordo serve per cercare di dare un nuovo input alle collaborazioni future e per cercare di rendere la nostra offerta normativa sempre più conforme a quelle che sono le richieste. Quando parliamo di Paralimpiadi, parliamo di sport di altissimo livello. E’ stato spontaneo stringere un accordo che ci permette di collaborare”, ha detto Attilio Parisi, magnifico rettore dell’Università ‘Foro Italicò, durante la conferenza stampa di presentazione della convenzione. A cento giorni dalle Paralimpiadi di Parigi 2024, il presidente del Cip, Luca Pancalli sottolinea che “lo sport è anche competizione, ma non solo. L’asticella si è alzata tantissimo, non si arriva ad una Paralimpiade per caso ma perchè si è grandi campioni. Ma abbiamo anche l’obbligo e la consapevolezza di lavorare su progetti di vita. In questo percorso, non potevamo non coinvolgere il mondo universitario”.
Sulla base del protocollo l’Ateneo si impegna a promuovere programmi di formazione volti a sensibilizzare e aumentare la consapevolezza riguardo ai diritti delle persone con disabilità, mentre parallelamente, il Comitato Italiano Paralimpico promuove attività per permettere alle persone con disabilità di partecipare, su base di uguaglianza con gli altri, alle attività ricreative, del tempo libero e sportive. Alla base del protocollo c’è la “necessità di valorizzare questo incontro tra sport e disabilità” considerando “lo sport come veicolo di salute e rinascita, ma anche di inclusione ed espressione di sè”, sottolinea Angela Magnanini, professore Associato presso l’Università ‘Foro Italicò.
– foto spf/Italpress –
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