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LA MOTOGP A SILVERSTONE, ROSSI “UNA PISTA CHE ADORO”

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Un circuito che esalta le caratteristiche della sua M1 potrebbe essere l’occasione buona per risalire sul podio. Un anno dopo la gara cancellata a causa della pioggia incessante, la MotoGp torna a Silverstone, circuito caro a Valentino Rossi: una vittoria (2015) e tre terzi posti (2014, 2016 e 2017) per il Dottore nelle ultime 4 edizioni sono un bilancio ben augurante in vista del weekend. “Adoro Silverstone, è fra le mie 5 piste preferite – confessa – Mi piace molto perchè è un circuito vecchio stile, è molto lungo e ogni giro è come fare un piccolo viaggio da un posto a un altro. Inoltre è un circuito tecnico, che ha tutto. Quando sei veloce, è un piacere correre lì”. Rossi conferma di avere “bei ricordi di questo circuito ma dipende anche dal meteo. Correre a Silverstone in condizioni atmosferiche difficili è pericoloso ma speriamo di avere bel tempo come nel 2017”. Secondo il pilota di Tavullia “per essere veloce qui hai bisogno di un buon feeling con la moto e di stabilità, perchè anche nei tornanti ci sono punti veloci e poi ci sono anche tante curve lunghe, per cui solitamente è una pista dove la Yamaha va veloce. Speriamo di avere bel tempo, lo scorso anno è stato un incubo”.

Sul circuito britannico ha vinto, nel 2016, anche il compagno di squadra, Maverick Vinales. “Silverstone è una pista che mi piace molto e proverò a fare del mio meglio sin dal primo giro. È una pista dove bisogna stare davanti sin dall’inizio per cui spingerò al massimo per tutto il weekend. Qui ho centrato la mia prima vittoria in MotoGp – sottolinea lo spagnolo – penso sia un circuito che può essere molto favorevole alla nostra moto e possiamo essere competitivi anche grazie al nuovo asfalto. Ci aspettiamo un grip migliore e anche questo dovrebbe andare a nostro vantaggio. Speriamo anche in un buon meteo: il nostro obiettivo resta lo stesso, essere sempre la prima Yamaha al traguardo”.

DONATI E IL CASO SCHWAZER “LA VERITÀ EMERGERÀ”

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L’inchiesta ad oggi ancora in corso dovra’ far luce sulle accuse ma Alex Schwazer e il suo allenatore Sandro Donati, oggi ospiti al 40esimo Meeting di Rimini, restano piu’ che fiduciosi che “con l’aiuto della magistratura emergera’ tutto chiaramente”. Oro a Pechino 2008, il marciatore di Vipiteno ha sempre proclamato la propria innocenza davanti alla seconda positività che gli ha negato i Giochi di Rio e Donati non esita a parlare di “istituzioni corrotte” che “mascherano le loro colpe e le addossano a te. Questo è un doping creato in laboratorio da persone spregiudicate per le quali l’essere umano non conta”. Donati ha sempre fatto della lotta al doping la sua bandiera e proprio per questo Schwazer si era rivolto a lui per rimettersi in carreggiata. “Quando Alex venne da me – ricorda – la mia reazione iniziale e’ stata di sorpresa, poi lui uso’ una frase: ‘io ho il coraggio di rimettermi in gioco e ottenere i risultati che riusciro’ a ottenere, lei che e’ il simbolo dell’antidoping se la sente di mettersi in gioco con me?’. Mi resi conto che effettivamente bisognava fare questa mossa – prosegue – tendergli la mano e diventare io stesso il garante della sua ripresa”. Da quel momento iniziarono controlli a sorpresa con esami sull’ematocrito “e i risultati – spiega – furono sempre di assoluta normalita’. Presi tante precauzioni – continua – e lui rispondeva in pieno, mi sono trovato di fronte a un ragazzo trasparente e assolutamente maturato”. Poi la nuova positivita’, stavolta al testosterone, e la squalifica a otto anni per recidiva, con la mancata partecipazione alle Olimpiadi di Rio. Ma Alex Schwazer non è rimasto passivo, ha sporto denuncia e la magistratura di Trento continua a indagare: la manipolazione delle provette è un’ipotesi che non viene esclusa. “Mi sono accorto – conclude Donati – che la mia alleanza con Alex non era gradita all’ambiente dell’atletica e sono riemersi i dopatori di professione e le ostilita’ contro di me per le mie denunce alla giustizia ordinaria. Nulla era stato dimenticato e quell’ambiente non mi ha mai perdonato. Ma portero’ a compimento questa storia mettendo in evidenza la verita’”.

MAZZARRI SICURO “VERRÀ FUORI LO SPIRITO DEL TORO”

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Lo spirito Toro per sovvertire il pronostico. Domani i granata ospitano il Wolverhampton per il primo dei due round che mette in palio un posto nella fase a gironi di Europa League e Walter Mazzarri è consapevole delle difficoltà che attendono i suoi. “Il Wolverhampton non ha certo bisogno di presentazioni, visto che ha fermato il Manchester United, che è una delle prime squadre al mondo – avverte ricordando l’1-1 di lunedì in Premier – Hanno fatto gli stessi nostri punti e ottenuto lo stesso piazzamento del Toro nella passata stagione. Inoltre, al pari di noi, hanno mantenuto la stessa ossatura dell’anno scorso e in più hanno preso dei rinforzi importanti, che stanno inserendo piano piano in una squadra molto organizzata”. Mazzarri si dice però “sicuro che faremo una grande gara, nella quale verrà fuori lo spirito del Toro, che l’anno scorso ci ha permesso di vincere delle partite anche contro avversari di primi piano. Se non dovessimo farcela? Certamente mi dispiacerebbe, ma dobbiamo tenere presente l’anno scorso, è successo all’Atalanta che però, dopo un periodo di difficoltà, è arrivata terza. Comunque andrà a finire la sfida con gli inglesi, sono fiducioso che faremo un ottimo campionato e inoltre cercheremo di fare più strada in Coppa Italia, visto che quest’anno entreremo dopo nella competizione. Inoltre l’esperienza di queste sei partite servirà alla crescita della nostra rosa”. La sfida fra granata e Wolves è anche un test sul gap fra serie A e Premier League. “Se il calcio inglese è superiore al nostro? Ho già un’idea ma preferisco vedere la prova dei fatti”, si limita a dire il tecnico toscano.

FIRENZE IMPAZZISCE DI GIOIA, È SBARCATO FRANCK RIBERY

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Firenze dà il suo caloroso benvenuto a Franck Ribery. Il 36enne attaccante francese è sbarcato in mattinata all’aeroporto “Vespucci”, accolto da centinaia di tifosi viola che lo hanno atteso all’esterno dell’uscita dei voli privati. Tanti cori per l’ex Bayern, già ribattezzato ‘Il Fenomeno’ dal suo nuovo pubblico. Sciarpa della Fiorentina al collo, accompagnato da Giancarlo Antognoni e Dario Dainelli, Ribery non si è negato a foto e autografi, concedendo anche le prime dichiarazioni ai canali ufficiali del club gigliato: “Sono contento, sono qui con la mia famiglia e ora vediamo di fare qualcosa insieme. Ho parlato con i dirigenti già una settimana fa – rivela – e ho parlato anche con Luca Toni che mi ha detto che la Fiorentina è un grande club e che la città è bella. Sono contento, mi piace anche la lingua italiana”, ha aggiunto Ribery, dimostrando di sapersi destreggiare anche nel nuovo idioma.

Senza contratto dopo aver trascorso le ultime 12 stagioni al Bayern Monaco, il giocatore francese si è sottoposto a alle visite mediche di rito prima di mettere nero su bianco: per lui biennale da 4 milioni di euro a stagione. La presentazione ufficiale, invece, è stata già fissata per domani: alle 17.30 per i giornalisti, alle 20 al “Franchi” per i tifosi.

Nei giorni scorsi l’attaccante, a fronte delle voci di mercato sul suo possibile approdo in viola, aveva postato su Instagram un messaggio di apertura (“pronto per una nuova sfida”) mentre stamane aveva confermato il suo imminente arrivo con una foto in aereo. L’operazione è stata chiusa la scorsa notte, dopo una riunione fiume di quasi quattro ore fra Davide Lippi da un lato, intermediario della trattativa, e il ds gigliato Daniele Pradè e Joe Barone dall’altro.

CANOA AZZURRA INSEGUE IL SOGNO OLIMPICO

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Dal 21 al 25 agosto si terrà a Szeged, in Ungheria, il più importate Campionato del Mondo del quadriennio olimpico di canoa velocità e Paracanoa. La Nazionale italiana scenderà in acqua per inseguire il sogno iridato e conquistare la qualificazione per i Giochi Olimpici di Tokyo 2020. In Ungheria scenderanno in acqua 1000 atleti in rappresentanza di cento nazioni, mentre sono 20 gli azzurri della canoa velocità convocati del Direttore Tecnico Oreste Perri che saranno chiamati a sfidarsi contro i migliori atleti del mondo. Manfredi Rizza (Aeronautica Militare), sesto alle Olimpiadi di Rio 2016, è la punta di diamante sui velocissimi 200 metri del kayak monoposto (K1). Il pavese in questa stagione ha conquistato la medaglia oro in coppa del mondo nel K2 200 metri con Andrea Domenico Di Liberto. Il palermitano (S.C. Trinacria) farà parte invece dell’equipaggio che affronterà la sfida del K4 500 metri, nuova distanza olimpica, con Alessandro Gnecchi (CS Carabinieri), Mauro Pra Floriani (Fiamme Oro) e Nicola Ripamonti (Fiamme Gialle). Sempre in tema di barche multiple il K2 500 azzurro sarà formato da Giulio Dressino e Matteo Torneo (Fiamme Gialle).
Il K2 1000 metri invece sarà affidato alla giovane e collaudata coppia formata da Samuele Burgo e Luca Beccaro (Fiamme Gialle), settimo posto in finale ai Giochi Europei di Minsk a soli 60 centesimi dal podio. Nel K1 1000 metri sarà invece Andrea Schera (S.C. Trinacria) a lottare per il titolo iridato, Samuele Burgo disputerà anche i 5000 metri in K1. La canoa canadese azzurra può puntare su diversi atleti di primo livello: Carlo Tacchini (Fiamme Oro) sarà l’alfiere italiano nel C1 1000 metri. L’atleta di Verbania, settimo a Rio de Janeiro, ha conquistato la medaglia di bronzo agli europei 2018 e sfiorato il podio ai Giochi di Minsk quest’anno (5°), è un abitué delle finali e disputerà anche la prova sui 5000 metri. Fresco di passaporto italiano Nicolae Craciun (CC Aniene) si presenta all’appuntamento iridato sulle ali della medaglia d’argento conquistata ai Giochi Europei nel C1 200 metri. Disputerà anche la prova sui 500 metri e farà coppia con il fratello Sergiu (Fiamme Oro) nel C2 500, la gara che li ha visti conquistare il bronzo iridato nel 2017. Il C2 1000 metri sarà invece affidato alla rodatissima coppia formata da Daniele Santini e Luca Incollingo (Fiamme Oro).
La squadra femminile sarà composta da Francesca Genzo (Fiamme Azzurre) nel K2 200, Cristina Petracca (Marina Militare) nel K1 500, Susanna Cicali e Sofia Campana (Fiamme Azzurre) nel K2 500. La Cicali affronterà anche la gara sui 5000 metri. “E’ arrivato finalmente il momento per il quale abbiamo lavorato duramente un anno intero”, spiega il direttore tecnico Oreste Perri che a Szeged sarà coadiuvato dai responsabili tecnici federali Davide Aliprandi, Stefano Loddo, Mihail Vartolomei, dal coordinatore tecnico-scientifico Gianni Mazzoni e dal collaboratore tecnico Antonio Scaduto. “Il nostro obiettivo sono le qualificazioni olimpiche e arriviamo a questo appuntamento consapevoli di aver lavorato bene. Il reparto della canoa canadese è un crescita e continua a marciare con determinazione, forte anche di un importante lavoro portato avanti in questi anni. Anche i kayak sono cresciuti molto sia dal punto di vista tecnico che della consapevolezza”, spiega il DT al timone della nazionale di canoa velocità da ottobre 2018.
“Partiamo da buone prestazioni come quelle in coppa del mondo e agli Europei, siamo cresciuti ulteriormente e le prove tecniche che abbiamo fatto ci confortano in tal senso. Siamo consapevoli delle difficoltà e dell’importanza di questo appuntamento dove non basterà arrivare in finale ma bisognerà mettere in acqua prestazioni da medaglia. Per questo abbiamo deciso di far disputare una sola gara a chi si misurerà su prove olimpiche. Tutti hanno voglia di confrontarsi e vivono questo momento con grande entusiasmo. Adesso è arrivato il momento di mettere a frutto tutta la fatica fatta finora, di credere in noi stessi e nelle nostre potenzialità – conclude Perri – determinazione possiamo centrate i nostri obiettivi”. Anche gli azzurri della Paracanoa saranno in acqua a Szeged alla ricerca del titolo iridato e della qualificazione per le Paralimpiadi di Tokyo 2020. Sono 9 gli atleti convocati dal direttore tecnico Stefano Porcu: Esteban Gabriel Farias (C.L. Bissolati) campione del mondo in carica nel KL1 200 metri, quest’anno ha conquistato la medaglia d’argento agli Europei e in coppa del mondo.
Federico Mancarella (CC Bologna) nel KL2 bronzo europeo e argento di coppa, Kwadzo Klokpah (Canottieri Lecco) nel KL3, Eleonora De Paolis (CC Aniene) nel KL1 argento europeo e in coppa, Amanda Embriaco (Canottieri Sanremo) nel KL3. Per la disciplina del Va’a Marius Bogdan Ciustea (Aisa Sport) è l’alfiere azzurro nel VL2 200 metri dopo il bronzo iridato conquistato nel 2018, Fabrizio Aprile (Dragolago) e Mirko Nicoli (Idroscalo Club) si misureranno nel VL3 e Veronica Silvia Biglia (Cus Torino) nel VL2. “Siamo consapevoli di essere in grado di competere in ogni gara”, spiega il direttore tecnico della Paracanoa, Stefano Porcu. “L’obiettivo è la qualificazione olimpica ma siamo consapevoli che il movimento internazionale è cresciuto e che la competitività di tutte le nazionali è aumentata. Noi abbiamo lavorato in maniera ottimale con le società e con il supporto della Federazione che su questo settore ha deciso di investire in maniera consistente. Nella paracanoa ogni atleta è diverso ed ha necessità di un proprio programma di allenamento personalizzato. Noi crediamo di aver tirato fuori il meglio da ognuno di loro, adesso il verdetto finale spetta al traguardo”.

A SILVERSTONE IL RITORNO DI JORGE LORENZO

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Il Gran Premio di Gran Bretagna, dodicesimo appuntamento del mondiale MotoGP vedrà il ritorno in pista di Jorge Lorenzo dopo l’infortunio alla schiena all’ottavo round di Assen. Le fratture alle sue vertebre T6 e T8 hanno tenuto il cinque volte campione del mondo della Honda Hrc lontano dai circuiti, intraprendendo un intenso processo di recupero per tornare di nuovo alle corse. L’obiettivo di questo primo fine settimana sarà di aiutare Jorge Lorenzo ad abituarsi nuovamente alla RC213V e valutare il suo livello di prestazioni dopo aver perso un notevole tempo in pista. “È molto bello tornare con il Repsol Honda Team, è passato molto tempo da Assen. Mi sarebbe piaciuto tornare prima, ma la natura dell’infortunio mi ha costretto a prendermi il mio tempo” spiega il maiorchino. “Mentre sono stato lontano dalla pista, ho lavorato duramente per essere il più pronto possibile per Silverstone, ma so che ci vorrà del tempo per tornare alla velocità. Sono lieto e pronto a tornare con il team in modo da poter continuare a migliorare e ottenere i risultati che sappiamo di poter raggiungere” conclude Lorenzo.
Il suo compagno di team Marc Marquez, invece, arriva nel Regno Unito dopo una delle gare più emozionanti della stagione contro Andrea Dovizioso. Perdendo nel finale la vittoria, il campione in carica è pronto e pronto a tornare sul gradino più alto del podio per proteggere il suo comodo vantaggio di 58 punti nel mondiale. Dall’Austria 2018, Marquez ha tagliato il traguardo al primo o al secondo posto in tutte le gare che ha terminato – una corsa impressionante che sta cercando di continuare mentre punta a tornare sul podio di Silverstone per la prima volta dal 2014. Un altro terzo traguardo sarebbe vederlo eguagliare gli 88 podi di Agostini nella classe regina. “Speriamo di poter fare una grande gara a Silverstone. Abbiamo avuto sicuramente sfortuna in passato, ma quest’anno stiamo dimostrando che siamo molto più forti nei circuiti in cui in passato non lo siamo stati, quindi mi sento bene per il fine settimana” spiega il campione di Cervera. “Vedremo com’è la nuova superficie perché in passato Silverstone è stata piuttosto accidentata e ovviamente vedremo che tempo fa”.

DEMIRAL SI PRESENTA “UN ONORE ESSERE ALLA JUVE”

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A Merih Demiral è bastata qualche prestazione estiva per convincere la Juventus a non darlo via in prestito come invece pareva destinato all’inizio del ritiro. Il giovane turco ha fatto vedere di che pasta è fatto e in questa stagione si giocherà le sue carte in bianconero al fianco di nomi come Chiellini, Bonucci e De Ligt. “Essere qui per me è una fortuna e spero di riuscire ad adattarmi nel più breve tempo possibile alla nuova squadra e al nuovo ambiente”, ha detto nella sua lingua durante la presentazione all’Allianz Stadium di Torino. In attesa di perfezionare l’italiano, Demiral ha già ben chiaro quello che deve fare invece con i piedi: “Non sono una sorpresa perché tutto è basato sul mio lavoro, però essere qui significa realizzare un sogno e concludere al meglio questa fantastica storia”. La sua, infatti, è una favola iniziata nel 2016 quando scelse il Portogallo e l’Alcanenense per iniziare la sua scalata nel calcio che conta. Sporting Lisbona, Alanyaspor e Sassuolo le altre tappe prima di arrivare alla Juve: “Ho lasciato la mia casa quando avevo 18 anni, avevo dei sogni da raggiungere e includevano l’Europa. Ora li ho raggiunti arrivando alla Juventus”, ha raccontato. E i primi sei mesi del 2019 passati al Sassuolo gli hanno permesso di saggiare la Serie A e di cominciare l’adattamento con il campionato italiano. “Il fatto di essere arrivato al Sassuolo all’inizio dell’anno mi ha dato la possibilità di fare una buona esperienza. Diciamo che mi sono già fatto le ossa. In Italia essere un difensore significa essere nel miglior Paese in cui imparare a difendere e voglio crescere sia dal punto di vista tattico che tecnico”. Di fianco, come detto, tanti giocatori da cui trarre insegnamenti: “Giocare con i giocatori che seguivo da piccolo è un onore. Chiellini mi sta aiutando tanto nell’ambientamento, così come Bonucci e gli altri giocatori importanti che mi stanno vicini. Spero di acquisire qualcosa dalla loro esperienza”. L’obiettivo personale è chiaro: “Spero nel più breve tempo possibile di vestire la maglia da titolare e tutti i miei sforzi sono orientati a raggiungere al più presto il mio massimo stato di forma”. Spostato intorno agli 11-12 anni nel ruolo di centrale difensivo, come lui stesso ha raccontato, Demiral da quella posizione non si è più mosso e oggi i tifosi bianconeri azzardano paragoni con lo stesso Chiellini e con l’ex Paolo Montero: “Ho sentito questi paragoni con Montero e ho anche visto i suoi video. Essere paragonato a lui è un onore per me. Io spero nel più breve tempo possibile di riuscire a scendere in campo e dimostrare ai tifosi di essere un difensore molto forte e dare soprattutto il meglio di me stesso”. “E nessuno abbia dubbi. Io ho sempre avuto idoli, ma i miei veri idoli sono le persone con cui sto giocando adesso, come Chiellini. Ed è un onore e una fortuna giocare con lui e allenarmi con giocatori così importanti”. A prendersi cura del giovane Demiral c’è ovviamente anche Maurizio Sarri: “Il nostro allenatore si occupa molto dell’aspetto difensivo della squadra e per me questo è molto importante – ha spiegato l’ex Sassuolo -. Sarri si occupa direttamente degli allenamenti dei difensori e riuscire a lavorare con lui significa avere la possibilità di allenarmi al meglio e migliorare i miei punti deboli”. Già entrato nel giro della nazionale maggiore del suo paese, Demiral è anche il primo giocatore del suo paese a vestire la maglia bianconera: “Essere il primo giocatore turco alla Juventus è un onore e per tutti quelli che mi seguono cercherò di essere un modello – ha risposto -. Vorrei dimostrare a tutti che lavorando duramente si riescono a raggiungere obiettivi importanti come ho fatto io”. Molto richiesto in estate, Demiral ha convinto tutti e alla fine è rimasto: “Le questioni di mercato non mi interessano molto. Lavoro il più possibile, aver raggiunto la Juve in età così giovane è la realizzazione di un sogno e quindi ripeto, voglio star qui più tempo possibile per migliorarmi al meglio”.  Impressionato dalle strutture di allenamento come da sua stessa ammissione, il centrale di Karamursel sogna anche di vincere tutto in bianconero. Nessuna priorità: “La Juventus inizia ogni stagione con tutte le coppe come obiettivo, è determinata nella conquista dei trofei disponibili, quindi sono sicuro che quest’anno faremo grandi cose”, ha chiarito Demiral.

ACI E FERRARI CELEBRANO INSIEME 90 ANNI DI EMOZIONI

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Due nomi che hanno fatto la storia del mondo dei motori, Automobile Club d’Italia (ACI) e Scuderia Ferrari celebrano quest’anno due importanti ricorrenze. Per questa ragione nel pomeriggio di mercoledì 4 settembre, in Piazza Duomo a Milano, ACI festeggerà la novantesima edizione del Gran Premio d’Italia all’Autodromo Nazionale di Monza e, nell’occasione, un invitato speciale, la Scuderia Ferrari, ricorderà i 90 anni dalla propria fondazione. Un appuntamento imperdibile che avrà luogo nel cuore della città e ripercorrerà la storia del Gran Premio d’Italia sulla pista di Monza, così come la straordinaria avventura della Scuderia Ferrari dalla sua fondazione. Si potranno ammirare vetture di ogni epoca, alcune delle quali protagoniste di una spettacolare parata che prenderà il via da Piazza Cordusio. Tra queste l’Alfa Romeo 8C di Tazio Nuvolari, primo pilota a vincere una corsa per il team di Enzo Ferrari, l’Auto Avio Costruzioni del 1940, vettura inaugurale costruita da Ferrari dopo la fine del rapporto con la Casa di Arese, ma anche la 312 F1 di Chris Amon, la 312 T di Niki Lauda, la 126 CK di Gilles Villeneuve e la F2002 di Michael Schumacher.

Ma non basta: sarà possibile ammirare anche la 488 GTE vincitrice della 24 Ore di Le Mans 2019, il prototipo IndyCar del 1986 e le meravigliose Ferrari stradali, uno straordinario concentrato di eleganza, prestazione e innovazione tecnologica. L’Automobile Club d’Italia, nel suo ruolo di Federazione dell’Automobilismo Sportivo tricolore, è sempre stato in prima linea nel promuovere lo sport dell’auto e salvaguardare realtà straordinarie come il Gran Premio d’Italia. ACI sarà in Piazza Duomo – insieme ad AC Milano, organizzatore storico del GP d’Italia, e SIAS (Società Incremento Automobilismo e Sport) – per festeggiare come merita questo traguardo così prestigioso e importante. Un traguardo che, come sottolinea la determinazione con la quale il Presidente Angelo Sticchi Damiani si è battuto per far sì che Monza continuasse a essere una delle tappe fondamentali del Mondiale di Formula 1, non è un punto di arrivo ma un punto di partenza verso un futuro di sport e spettacolo all’altezza del grande passato che ha fatto del ‘Tempio della velocità’ uno dei circuiti più amati da piloti, tifosi e appassionati di tutto il mondo.

La storia della Scuderia Ferrari è fatta di grandi auto, ma anche di fuoriclasse del volante, molti dei quali saranno ospiti a Milano per abbracciare i tifosi e ricordare le pagine più belle della loro carriera nel GP d’Italia e con il Cavallino Rampante. Tanti grandi piloti che incroceranno il loro passato in rosso con il futuro degli allievi della Ferrari Driver Academy, sette ragazzi di indubbio talento impegnati in alcuni dei campionati più impegnativi come Formula 2 (Mick Schumacher, Callum Ilott e Giuliano Alesi) e Formula 3 (Robert Shwartzman e Marcus Armstrong). Immancabili a questa parata di stelle, porteranno le loro storie anche il Vicepresidente Piero Ferrari, il Team Principal della Scuderia Mattia Binotto e i piloti titolari Sebastian Vettel e Charles Leclerc.