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JUVE-NAPOLI, TOLTO DIVIETO PER NATI IN CAMPANIA

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Parziale retromarcia della Juventus sulle modalità di vendità dei biglietti per la super sfida con il Napoli, in programma il 31 agosto. Preso atto delle disposizioni del Gruppo Operativo di Sicurezza (GOS), la società bianconera ha modificato i divieti per i tifosi ospiti: i residenti in Campania non potranno comunque accedere allo stadio, ma chi è nato nella regione e oggi risiede altrove potrà normalmente acquistare il tagliando. Una parziale retromarcia rispetto al divieto iniziale che colpiva tutti i nati in Campania, scelta che aveva scatenato la protesta dei tifosi del Napoli e anche dei rappresentanti istituzionali. Peraltro i sostenitori della squadra di Ancelotti potrebbero ricevere nei prossimi giorni un’altra buona notizia dall’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive che, come spiegato dal club bianconero, si esprimerà nelle prossime settimane con una determina specifica sui biglietti del settore ospiti. 

Tutti gli altri biglietti saranno in vendita da oggi pomeriggio alle ore 16 e, precisa la Juventus, saranno acquistabili “presso le ricevitorie abilitate Lis dietro presentazione del documento d’identità per la verifica della residenza. Il tagliando non sarà acquistabile da residenti nella Regione Campania, anche in possesso di fidelity card, ad eccezione della Juventus Card o tessera del tifoso Juventus. Le ricevitorie della Regione Campania non sono abilitate alla vendita di questo match”. I biglietti possono inoltre essere acquistati “sul sito web Sport.ticketone.it per i possessori di Juventus Card o tessera del tifoso Juventus con caricamento del titolo sulla tessera stessa”. Infine il club bianconero precisa che “i biglietti cartacei per le tribune Sud e Nord saranno acquistabili esclusivamente presso i punti vendita autorizzati Listicket. I possessori di Juventus Card o tessera del tifoso Juventus potranno acquistare tramite web con caricamento del titolo sulla tessera. Per questo match non sarà abilitato il cambio nominativo”.

ESORDIO POSITIVO PER L’ITALVOLLEY AL PREOLIMPICO

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Il primo passo è stato fatto. L’Italia inaugura con un netto 3-0 (25-18, 25-18, 25-16) ai danni del Camerun il torneo di qualificazione olimpica. Al Palaflorio di Bari Zaytsev e compagni hanno impiegato poco più di un’ora di gioco per avere la meglio sulla formazione africana, al termine di un match che è stato a senso unico. Nel primo parziale i ragazzi di Blengini sono stati padroni del campo dall’inizio alla fine. Nel secondo, invece, hanno avuto un avvio più lento, ma poi hanno cambiato marcia e il Camerun ha dovuto cedere nettamente. La terza frazione è stata in equilibrio sino all’8 pari, quando è arrivato lo scatto decisivo della nazionale tricolore.
Messo in archivio il primo successo, domani Giannelli e compagni torneranno in campo per affrontare l’Australia, oggi uscita sconfitta 1-3 dalla sfida contro la Serbia.
Come formazione iniziale il ct azzurro ha schierato: Giannelli in palleggio, Zaytsev opposto, schiacciatori Juantorena e Lanza, centrali Russo e Piano, libero Colaci. Nel primo set gli azzurri sono scappati avanti grazie a un Juantorena ispirato (12-8). I ragazzi di Chicco Blengini, ben guidati da Giannelli, hanno sempre mantenuto un margine di sicurezza, non permettendo mai agli avversari di avvicinarsi (17-13).  Nel finale gli africani hanno commesso diversi errori e la nazionale tricolore, con in evidenza Lanza, ha viaggiato spedita sino al (25-18). Più lento l’avvio dell’Italia nella seconda frazione, il Camerun è arrivato al primo tempo tecnico avanti (6-8). La risposta azzurra ha visto protagonista la coppia Lanza-Zaytsev e in poche azioni la nazionale tricolore è balzata al comando (13-10). Una volta avanti, la Nazionale ha imposto il proprio ritmo, spegnendo ben presto le resistenze della squadra africana, grazie anche ai muri di Matteo Piano (25-18). Nella terza frazione le due squadre sono rimaste a contatto sino all’8-8, momento in cui gli azzurri hanno spinto sull’acceleratore (14-10). Le fasi successive hanno confermato la superiorità dell’Italia, brava a non sprecare troppe energie in viste delle prossime due fondamentali sfide (25-16). 

TUTTO FACILE PER IL TORO, ‘MANITA’ ALLO SHAKTHYOR

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Tre su tre per l’euro-Toro. Allo Stadio Olimpico Grande Torino i granata di Walter Mazzarri si aggiudicano per 5-0 il match di andata del terzo turno preliminare di Europa League contro lo Shakhtyor Soligorsk. Pochi problemi per i padroni di casa che archiviano la pratica odierna grazie alla doppietta di Andrea Belotti e i gol di Armando Izzo, Lorenzo De Silvestri e Kevin Bonifazi. Terza vittoria di fila in questo inizio di stagione per il Toro che, dopo aver eliminato il Debrecen, sconfigge lo Shakhtyor nella prima sfida del doppio appuntamento con i bielorussi e mette “un piede e mezzo” dentro al playoff. Trattasi della prima ufficiale tra le mura amiche dopo l’esordio ad Alessandria contro il Debrecen a causa dei lavori sul manto erboso dell’Olimpico Grande Torino. Pressing alto e grandi ritmi fin dai primi secondi di gioco tanto che il vantaggio del Toro arriva dopo soli due minuti. Punizione dalla trequarti di Baselli e colpo di testa di Belotti che mette la palla sul secondo palo trovando una traiettoria imprendibile. Poi al quarto d’ora arriva il raddoppio sugli sviluppi di un corner con Izzo che sovrasta un avversario e di testa firma il 2-0. Il Torino va vicino al tris al 18′ con Belotti e Zaza mentre sul finale di frazione è il Soligorsk a divorarsi il gol. Rybak riceve palla in area di rigore, con una finta manda a vuoto Izzo e solo davanti a Sirigu mette incredibilmente alto con un pallonetto completamente da dimenticare. Ma dopo la dormita sull’occasione di Rybak, il Torino rientra in campo con un piglio diverso e torna a dominare l’incontro. Al 62′ Berenguer, dopo un uno-due con Ansaldi, viene travolto in area e l’arbitro assegna il rigore. Sul dischetto si presenta Belotti che con grande freddezza realizza il 3-0. Quarto gol al 71′ al termine di un’azione condotta da Zaza che si fa ipnotizzare dal portiere ma sulla respinta De Silvestri trova un pallonetto beffardo e fortunato che termina in rete. Passano cinque minuti e arriva la quinta rete con la punizione a due calciata da Belotti, nuova respinta del portiere e sulla ribattuta Bonifazi ribadisce in gol col mancino. Cinque reti per prepararsi al meglio per la trasferta in Bielorussa di giovedì prossimo dove la conquista del passaggio del turno sarà mera formalità. Il Torino continua a convincere e ora è inevitabile pensare al playoff decisivo che con tutta probabilità opporrà i granata al Wolverhampton di Patrick Cutrone.

BEL NAPOLI, MA A MIAMI VINCE IL BARCELLONA

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Dopo le vittorie con Liverpool e Marsiglia, arriva una sconfitta per il Napoli, nel primo test statunitense con il Barcellona. A Miami i catalani, privi dell’infortunato Lionel Messi, si impongono per 2-1 contro gli azzurri di Carlo Ancelotti protagonisti, comunque, di un’ottima prestazione. Tante le occasioni create, ma non finalizzate da Insigne e compagni che, al 40°, vengono puniti da Busquets. Immediata la reazione dei partenopei che due minuti dopo pareggiano in virtù dell’autorete di Umtiti che, al termine di una bella azione Insigne-Callejon, beffa Neto. Anche nella ripresa ottimo Napoli, Milik ha diverse occasioni per portare in vantaggio gli azzurri, ma è Rakitic, al 34°, a trovare la rete che fissa il risultato sul 2-1 per il Barcellona di Valverde.
Sabato la rivincita a Detroit. “La squadra mi è piaciuta, i ragazzi hanno disputato una gara di personalità”, è il commento di Carlo Ancelotti. “C’è molta soddisfazione, al di là del risultato, perchè abbiamo creato tanto, siamo riusciti a costruire partendo da dietro e le linee di gioco sono state molto ben eseguite. Di fronte avevamo un avversario che conosciamo tutti e che ha tantissima qualità, ma noi siamo stato efficaci e pronti a tenere lo stesso ritmo di palleggio. Siamo stati in linea con quello mostrato nelle ultime due amichevoli con Liverpool e Marsiglia”.

Contro i “reds” e al Velodrome contro l’Olympique il Napoli aveva vinto e convinto, contro il Barça è mancato solo il risultato. “Lati negativi non ne trovo dopo questa partita – ribadisce Ancelotti -. Muovere critiche oggi sarebbe cercare il pelo nell’uovo. Nel computo delle occasioni probabilmente ne abbiamo avute più noi che il Barca. Ribadisco sono molto soddisfatto considerato anche il momento della stagione. Adesso giocheremo un’altra partita sabato e siamo fiduciosi di poter fare ancora bene, contro una grandissima squadra”.
(ITALPRESS).

MOTOGP IN AUSTRIA MA TIENE BANCO IL FUTURO DI LORENZO

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La MotoGp sbarca sul Red Bull Ring di Spielberg per l’undicesima prova stagionale, gli occhi sono puntati sulla Ducati che vince su questa pista da tre anni di fila e su un Marc Marquez che è sempre più padrone del campionato ma che sul circuito austriaco non è mai salito sul gradino più alto del podio. Ma a tenere banco è il mercato e soprattutto le voci sempre più insistenti su un clamoroso ritorno di Jorge Lorenzo in Ducati: la scintilla fra il maiorchino e la Honda non è scoccata e a Borgo Panigale starebbero pensando di metterlo in sella alla Pramac al posto di Jack Miller. Un’ipotesi che lo stesso australiano non smentisce, anzi. “Probabilmente c’è della verità anche se la Pramac ha detto di volermi tenere – fa spallucce Miller nella tradizionale conferenza stampa del giovedì – Dobbiamo capire cosa dobbiamo fare. Io sono molto contento del team di cui faccio parte ma se non potessimo realizzare questo desiderio, mi guarderò intorno anche se al momento non ci sono tante altre opzioni. Al momento non ci sono annunci, non c’è alcuna firma nero su bianco, ma parleremo e vedremo quale sarà il nostro futuro. Non sono stressato, so che se continuo così sarò in MotoGp anche l’anno prossimo, vedremo dove”, ha aggiunto l’australiano, reduce dal podio di Brno.

E se Cal Crutchlow sorride all’ipotesi di rilevare Lorenzo alla Honda (“Dove vi sognate queste cose? Sembra un episodio di una soap-opera”), l’attuale partner del maiorchino, Marquez, sembra scettico: “Io so che Jorge ha ancora un anno di contratto alla Honda, è un campione e avendo una moto da campione il suo ego e la sua ambizione lo porteranno a dimostrarlo. È arrivato qui per realizzare la sua ambizione, il suo sogno: se vieni alla Honda è per vincere il campionato”. Andrea Dovizioso, che in passato ha battibeccato con Lorenzo durante la comune avventura in Ducati, si è limitato a dirsi d’accordo col Cabroncito mentre Valentino Rossi, ex compagno dello spagnolo in Yamaha, confessa di essere sorpreso da queste indiscrezioni. “Se parliamo della situazione in pista, dei risultati, ha senso perchè sta avendo tanti problemi con la Honda e l’anno scorso sembrava più forte con la Ducati. Non so se sia vero, ma lo è il fatto che Lorenzo è in sella a una Honda ufficiale e che sia in grado di guidarla. Forse deve modificare qualcosa, è stato anche sfortunato, ma con un po’ più di tempo e fortuna può tornare competitivo”. Il Dottore, intanto, si presenta in Austria dopo il sesto posto di Brno e i buoni riscontri dei test sulla pista ceca.

“E’ andata un po’ meglio rispetto alle ultime gare, non è stato un risultato fantastico, non siamo contenti di un sesto posto ma sono riuscito a guidare la moto meglio, è migliorato l’assetto che non è stato così male”. Ma a Spielberg il ruolo di favorita spetta alla Ducati: nel 2016 vinse con Iannone, l’anno dopo con Dovizioso e nella passata stagione con Lorenzo. “Vogliamo continuare e portare avanti questa statistica di vittorie ma sarà difficile con questo Marquez – confessa il forlivese, secondo in campionato a -63 dallo spagnolo – Già l’anno scorso mi è arrivato davanti e sarà difficile fermarlo ma è il nostro obiettivo e vogliamo tornare alla vittoria”. Lo spagnolo della Honda, dal canto suo, spera di sfatare finalmente il tabù austriaco. “Dopo Brno abbiamo avuto dei test positivi, abbiamo provato delle cose importanti. Ora guardiamo avanti, quello di Spielberg è un circuito che mi piace, l’unico su cui non ho mai vinto e cercheremo di essere pronti per lottare per la vittoria. Ma non ci sarà solo la Ducati, anche Yamaha e Suzuki andranno forte”.

“NIENTE BIGLIETTI AI TIFOSI CAMPANI”, CAOS JUVE-NAPOLI

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Juventus-Napoli è in programma sabato 31 agosto alle 20.45, ma il clima è già rovente. Come se non bastasse il debutto di Maurizio Sarri sulla panchina bianconera proprio contro la sua ex squadra, arrivano le polemiche per la vendita dei biglietti che, è il pensiero del club bianconero, verrà vietata ai tifosi azzurri residenti e/o nati in Campania. In una nota pubblicata oggi, la Questura di Torino precisa: “Con riferimento alla notizia apparsa oggi su alcuni organi di stampa, secondo la quale la Questura avrebbe concordato il divieto di vendita dei tagliandi per la partita Juve-Napoli a chi è nato in Campania, si comunica ufficialmente che tale notizia è del tutto destituita di ogni fondamento. La Questura di Torino non ha mai concordato tale decisione con la società sportiva né intende condividerla”. In mattinata la replica della Juventus sul proprio sito internet. Il club bianconero fa sapere che “le restrizioni di vendita dei biglietti per la partita del 31 agosto, pubblicate sul sito della società nella mattinata di ieri, sono state comunicate, tramite Posta Elettronica Certificata, agli uffici competenti in data 4 agosto alle ore 16”.

“Le modalità di vendita dei tagliandi – aggiunge la società piemontese – potrebbero subire variazioni, anche sostanziali, solamente a seguito delle determinazioni dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che – conclude la Juve – non si è ancora riunito”. Una scelta che non sta bene ai tifosi partenopei che hanno reagito sui social. Anche dal Comune di Napoli è arrivata una nota da parte di Flavia Sorrentino. “È molto grave che una società sportiva selezioni il pubblico pagante sulla scorta di un fattore arbitrario legato al luogo di nascita – dichiara la delegata all’Autonomia della Città, Flavia Sorrentino – Il comunicato diramato dalla Questura di Torino in cui si afferma che la scelta non è stata nè concordata nè condivisa è un ulteriore elemento che fa riflettere sulle motivazioni che sono alla base di tale decisione. Essere nati a Napoli, essere cittadini campani non è un marchio di disonore né un elemento per cui prendere provvedimenti restrittivi. A meno che non si voglia sdoganare definitivamente o dare liceità ad un messaggio razzista che ha l’intento di colpire i meridionali che vivono e lavorano a Torino. Porremo questo ed episodi analoghi all’attenzione dell’Osservatorio Difendi la Città, il cui bando di selezione per i componenti è pubblico e ancora aperto”.

L’INTER ANNUNCIA LUKAKU “SONO QUI PER VINCERE”

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L’attesa è finita: Romelu Lukaku è ufficialmente un nuovo giocatore dell’Inter. Contratto fino al 2024 per il 26enne attaccante belga, prelevato dal Manchester United. La società nerazzurra non ha reso note le cifre dell’operazione ma si parla di 65 milioni di euro più 10 di bonus oltre a una percentuale su un’eventuale cessione futura. Ad anticipare la nota dell’Inter sul buon esito dell’operazione era stato lo stesso giocatore, facendosi riprendere in un video con la sua nuova maglia. “Volevo solo l’Inter, perché l’Inter non è per tutti. Sono qui per riportare i nerazzurri alla vittoria”, le prime parole pronunciate da Lukaku.
Nato ad Anversa da genitori congolesi, Lukaku è cresciuto nel Lierse, poi 131 gol in 93 partite all’Anderlecht in tre stagioni prima dell’approdo, nel 2011, al Chelsea. In Premier vestirà le maglie anche di West Bromwich ed Everton dove esplode: 87 gol in 166 partite. Nel 2017 il passaggio al Manchester United, con 42 reti in 96 apparizioni, per un totale di 113 reti nel campionato inglese che ne fanno l’ottavo miglior marcatore straniero di tutti i tempi. E negli ultimi sette tornei è sempre andato in doppia cifra: Antonio Conte, che già ai tempi del Chelsea sognava di allenare il bomber belga, si frega le mani, la sua nuova Inter continua a prendere forma.

ORO E BRONZO PER L’ITALIA AGLI EUROPEI DI TUFFI

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Lo storico oro di Noemi Batki e Chiara Pellacani dalla piattaforma sincro e il bronzo in rimonta di Lorenzo Marsaglia dal metro tingono finalmente d’azzurro la terza giornata dei campionati europei di Kiev, in svolgimento alla piscina del Liko Sport Center. A rendere il cielo ancora più azzurro ci hanno pensato un’inossidabile lady dei tuffi e una giovane leonessa per un’Italtuffi che scrive un’altra pagina di storia. Chiara Pellacani e Noemi Batki sono strepitose d’oro, primo continentale nella specialità e terza complessiva (dopo i bronzi di Brenda Spaziani e Valentina Marocchi a Madrid 2004 e della stessa Batki con Tania Cagnotto ad Eindhoven 2008). Tutta cuore, grinta e classe la gara delle azzurre, settime ai Mondiali di Gwangju, nonostante un piccolo infortunio occorso alla giovane romana nell’ultimo tuffo nella fase di riscaldamento (contrattura al tricipite), che chiudono con 290.34 punti, precedendo le britanniche Poebe Banks ed Emily Martin con 284.40 e le favorite russe Ekaterina Beliaeva e Iuliia Timoshinina bronzo con 277.50.
Medaglia pesante poiché conquistata in una specialità olimpica. Per Tokyo 2020 ci sono altri quattro posti, sugli otto a disposizione, di cui quattro già occupati dalle prime tre coppie dei mondiali più il Giappone paese ospitante. L’ultima possibilità di qualificazione per Batki e Pellacani passa dalla World Cup, in programma proprio nella capitale nipponica ad aprile, ma oggi più sognare è lecito. Piccolo inconveniente ancora prima di iniziare. Pellacani entra male nell’ultimo tuffo  di riscaldamento procurandosi una leggera contrattura al tricipite del braccio destro; ma la giovane romana, diciassette anni e una grinta da vedere, è dura da battere. Le azzurre dopo gli obbligatori sono terze (89.40), dietro a Russia (94.20) e Gran Bretagna (90.60). Poi è una sinfonia in crescendo, che inizia con un perfetto triplo salto mortale e mezzo avanti carpiato (67.50), che vale il sorpasso alle britanniche e alle russe che presentano lo stesso tuffo ma imperfetto (59.40 – 44.10). Anche il triplo salto mortale e mezzo ritornato raggruppato (68.16) entusiasma, ed accende del team Italia, assiepato in prima fila sulle tribune della piscina del Link Sport Centre; perché il gap da Banks e Martin si allarga (225.06-217.20). Domenico Rinaldi, tecnico di Batki e Pellacani, richiama le sue ragazze all’ultimo sforzo e le due rispondono da campionesse, quali sono. Il doppio salto mortale e mezzo indietro con un avvitamento e mezzo (65.28) è suntuoso, quello delle inglesi leggermente migliori (67.20) ma non serve per il sorpasso: restano seconde, con Beliaeva e Timoshinina bronzo. Batki e Pellacani, quindici anni di differenza tra le due, conquistano l’Europa e mettono al collo un oro mai visto. “E’ una medaglia molto pesante perché questa coppia sta insieme solo da tre anni: i margini per migliorare sono ancora tantissimi – spiega euforica Batki – E’ un oro che mi ripaga dopo la delusione nella gara individuale e che dimostra la bontà del percorso che ho intrapreso due anni fa. Siamo state  brave perché abbiamo fatto una gara perfetta, pulita e soprattutto non ci siamo fatte distrarre dagli errori delle altre”. “Non mi sono fatta condizionare dall’infortunio nel riscaldamento – assicura felice Pellacani – Sono emozionata perché non mi aspettavo l’oro, la medaglia certamente ma non quella più preziosa. Saltare dalla piattaforma con Noemi mi piace tantissimo; da lei ho tanto da imparare ogni giorno. Adesso penso alle gare individuali, sperando di non aver dolore al braccio”. La finale dal metro regala altri sorrisi all’Italia.

Lorenzo Marsaglia finalmente si consacra tra i grandi di questo sport e conquista uno splendido bronzo con 380.15; oro al tedesco Patrick Hausding con 388.85 punti e argento all’ucraino Oleg Kolodiy con 381.50. Scende dal podio continentale, dopo l’argento ad Edimburgo 2018, Giovanni Tocci, tesserato per Esercito e Cosenza Nuoto, allenato da  Lyubov Barsukova e bronzo iridato a Budapest 2017, che chiude decimo con 330.60 punti. Per il 23enne romano, tesserato per Marina Militare e CC Aniene, preparato da Benedetta Molaioli, sesto in Scozia lo scorso e studente in fisioterapia, una gara al cardiopalma: primo dopo due round e quinto dopo cinque; poi la rimonta all’ultimo tuffo con uno strepitoso doppio e mezzo avanti con un avvitamento che vale 72.00 punti e soprattutto il sorpasso nei confronti del britannico Houlden quarto con 379.80 e del polacco Lesiak quinto con 371.95. Per  l’Italia, che rimane sul podio continentale dopo l’argento di Tocci in Scozia, si tratta dell’ottava medaglia europea dal metro (1-4-3). Dopo i primi round Marsaglia è primo con il doppio salto mortale e mezzo ritornato raggruppato e il salto mortale e mezzo rovesciato con due avvitamenti e mezzo, che sommano 134.15 punti e Tocci settimo il doppio salto mortale e mezzo avanti carpiato e il doppio salto mortale e mezzo avanti con un avvitamento (123.20).  Poi il laziale sporca leggermente il doppio salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato (54.00) e scende al quinto posto, mentre Giovanni è scarso in ingresso del doppio salto mortale e mezzo indietro raggruppato (45.00), scivolando di due posizioni in classifica. La quarta e quinta serie mantengono invariate le posizioni degli italiani, con l’ucraino Kolodiy primo 325.60, davanti al tedesco Hausding (313.65). Succede tutto all’ultimo giro. Il tedesco, con un doppio salto mortale e mezzo rovesciato raggruppato d’applausi (75.20), sorpassa l’ucraino e si prende l’oro 388.85 punti contro i 381.50 del padrone di casa; Marsaglia compie un piccolo miracolo con il doppio salto mortale e mezzo avanti con un avvitamento (72.00) e conclude con 380.15, mettendosi alle spalle il britannico Houlden quarto con 379.80 e il polacco Lesiak quinto con 371.95, per un bronzo meritato. Tocci chiude decimo con 330.60. “Sono emozionatissimo per la mia  prima medaglia internazionale – le parole di Marsaglia – E’ stata una bella gara, forse ho accusato un po’ di tensione dopo il terzo tuffo. Voglio dedicare questo bronzo alla mia allenatrice Benedetta e a tutta la mia famiglia”.