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DAL RUGBY A TOKYO2020, GIAPPONE E ITALIA PIÙ VICINI

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Una giornata insieme per rinsaldare le relazioni tra Giappone e Italia e promuovere i prossimi, importanti, eventi sportivi ospitati nel Sol Levante: il Mondiale di rugby in programma dal prossimo 20 settembre e i Giochi di Tokyo2020. L’ambasciatore giapponese in Italia, Keiichi Katakami, ha invitato questa mattina nella sua residenza romana diversi rappresentanti del mondo delle istituzioni e dello sport italiano, tra cui il sottosegretario allo Sport Giorgetti, il presidente del Coni Malagò e quello della Fir Gavazzi.
“Tra Italia e Giappone – ha ricordato Katakami – ci sono relazioni eccellenti che verranno rafforzate da questi eventi. La nostra speranza è che gli atleti azzurri possano avere ottimi risultati”.
Se lo augura anche l’Italrugby, che preparerà l’appuntamento iridato con 4 incontri, tre dei quali andranno in onda su Rai2: il primo il 10 agosto all’Aviva Park di Dublino contro l’Irlanda, poi il Cattolica Test Match, contro la Russia, a San Benedetto del Tronto (calcio d’inizio ore 18.25) e il derby latino del 30 agosto, alle 21.10, a Parigi contro la Francia. “Sono sicuro che la Coppa del mondo di rugby e le Olimpiadi del prossimo anno saranno due fantastici successi e preziosi veicoli per il mondo dello sport”, le parole di Malagò. Fiducioso Gavazzi: “Per noi è un appuntamento molto importante, crediamo di poter fare qualcosa di meglio rispetto al passato”.

 

PRIMO SQUILLO PER EWAN, SFORTUNATO CICCONE

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La prima volta non si scorda mai. Dopo un’infinità di piazzamenti di prestigio ma che gli hanno lasciato l’amaro in bocca, Caleb Ewan può finalmente esultare per il suo primo successo di tappa al Tour de France 2019. L’esile corridore tasmaniano ha battuto in volata con una rimonta da paura Dylan Groenewegen (Jumbo-Visma), riuscendo a tener dietro anche Elia Viviani (Deceuninck-Quick Step) e Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) in uno sprint, quello dell’undicesima frazione della Grande Boucle da Albi a Tolosa, che ha anche visto l’australiano della Lotto-Soudal chiudere all’angolo Niccolò Bonifazio ai meno trecento metri dall’arrivo. Il velocista italiano della Total Direct Energie ha spiegato quanto accaduto nel caotico finale di questa frazione: “A centocinquanta metri dalla fine Caleb Ewan ha fatto un violento scatto verso sinistra e ho dovuto frenare, mi è pure saltata la catena. Sono cose che capitano in volata, i corridori non hanno gli occhi dietro. Se lui non era in mezzo avrei fatto un buon risultato, questo è vero”. Non riesce a contenere l’emozione, invece, Caleb Ewan: “Non posso ancora crederci. Sono andato a un passo dalla vittoria nei quattro sprint precedenti. Ma la mia squadra non ha mai perso la fiducia in me e io non ho mai perso la fiducia nella mia squadra. Questo è un sogno d’infanzia che diventa realtà. E’ fantastico”. Elia Viviani, terzo al traguardo, ha riconosciuto i meriti del vincitore di giornata: “Altra volata dura, vinta da un altro velocista diverso. Quelli più forti siamo tutti a quota una vittoria, dimostra tutto l’equilibrio del Tour. Ewan è stato bravo a sfruttare l’arrivo a suo vantaggio oggi”. Tanta sfortuna per Giulio Ciccone (Trek-Segafredo), che a causa di una caduta perde contatto dal gruppo in un tratto estremamente pianeggiante e perde qualcosa come 12’03”, scivolando a 14’35” in classifica generale e uscendo di scena nella corsa per i primi dieci posti. Il migliore degli italiani diventa così Fabio Aru, 24esimo a 5’57” dalla maglia gialla Julian Alaphilippe, che vanta ancora 1’12” su Geraint Thomas e 1’16” su Egan Bernal, i due corridori del Team Ineos che entrerà prepotentemente in azione tra Pirenei e Alpi. A 2’04” c’è Nairo Quintana, decimo a 2’33” Thibaut Pinot. Vincenzo Nibali perde altri 2’40” e adesso il suo ritardo dal leader è di 16’40”: l’obiettivo per lo Squalo dello Stretto è quello di portare a casa la vittoria di una tappa.
Domani in programma l’undicesima frazione della Grande Boucle, la Tolosa-Bagneres-de-Bigorre di 209,5 chilometri. Il Tour sbarca sui Pirenei: arrivo fissato dopo un percorso molto impegnativo con due GPM di categoria 1, scenario perfetto per assistere a delle schermaglie tra i big di classifica, che con tutta probabilità proveranno ad attaccare Alaphilippe per sfilargli la maglia gialla.

LA JUVE ABBRACCIA DE LIGT, RAIOLA “MI RICORDA NEDVED”

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L’attenzione del popolo juventino oggi era tutta per Matthijs de Ligt, il 19enne difensore olandese sbarcato ieri a Torino e che oggi ha svolto le visite mediche al J Medical prima di apporre la firma definitiva sul contratto che lo legherà alla Juventus per i prossimi cinque anni. All’Ajax andranno circa 70 milioni di euro più 5 di bonus mentre il giocatore guadagnerà un ingaggio da 7,5 milioni a stagione, che può salire fino a 12 milioni. Nel contratto dovrebbe essere presente anche una clausola rescissoria da 150 milioni ma esercitabile solo dopo due stagioni.
“Per un difensore venire in Italia è molto importante – le parole del suo agente, Mino Raiola – Come idee che ha nella testa, lui vuole diventare il giocatore più forte del mondo. Fra i giovani in circolazione è sicuramente il numero uno. E’ il giocatore che più si avvicina a Nedved come mentalità e a Ibra come determinazione: ha tutto per sfondare”.
Intanto si valutano i possibili elementi in uscita: nelle ultime ore sono cresciute le quotazioni per un possibile passaggio ai turchi del Fenerbahce di Sami Khedira: il tedesco però avrebbe preso tempo prima di dare il suo consenso al trasferimento. Restano invece da capire le posizioni del club su Mario Mandzukic e Gonzalo Higuain, mentre nella lista dei possibili partenti è entrato anche Moise Kean che solamente al ritorno della Juventus in Italia dopo la trasferta asiatica si aggregherà al gruppo campione d’Italia.

DI FRANCISCA “ARRIVO A TOKYO POI SMETTO”

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Due anni abbondanti di stop dalle pedane, il figlio Ettore, la ripresa dura e faticosa per tornare ai livelli top, ma alla fine per Elisa Di Francisca la luce è arrivata. Oro ai recenti Europei di Dusseldorf (più il bronzo a squadre), la 36enne jesina si presenta ai nastri di partenza dei Mondiali di Budapest, dopo quattro anni di assenza, con determinazione e convinzione, anche se il suo obiettivo di fondo restano le Olimpiadi di Tokyo del prossimo anno. “Sarà il mio ultimo spettacolo” ha detto la fiorettista azzurra all’Italpress, a margine della visita all’ambasciata italiana in Ungheria, accolta con calore insieme a tutta la spedizione azzurra dall’ambasciatore Giuseppe Rustico e dalla moglie. “Sarà un’esperienza che vorrò vivere appieno e che vorrò far vivere insieme a me alle persone che amo soprattutto mio figlio. Sarà per tutti noi un momento importante ed emozionante. Poi chiuderò con la scherma e penserò ad allargare la famiglia”.


Cresciuta sotto le ali fraterne e ingombranti delle compaesane Giovanna Trillini e Valentina Vezzali, Di Francisca ha vinto l’oro alle Olimpiadi (Londra 2012), ai Mondiali (Parigi 2010), agli Europei (5), in coppa del mondo (2), agli assoluti (4), è stata protagonista del Dream team del fioretto femminile azzurro oro olimpico a squadre a Londra 2012: il nome dell’azzurra delle Fiamme Oro è presente in tutte le più importanti competizioni mondiali, ma il suo oro più importante è stato la nascita, a luglio del 2017, del figlio Ettore, presente nella capitale ungherese con il papà e suo compagno Ivan. “Da quando c’è lui è tutto diverso” racconta Di Francisca. “E’ come vedere tutto da un’altra prospettiva. E’ lui che mi fa vedere le cose diversamente perchè per lui è tutto una prima volta, quindi gliela rispieghi, gliela descrivi e lui vive e assorbe tutto. Vede la mamma che ha fatto fatica fino ad ora, che si è allenata… Per separarsi da me accetta come unica motivazione ‘mamma fa scherma’, nessun’altra” le parole della jesina che ha abbracciato e vive il progetto da “mammatleta”, conciliando la sua vita da sportiva con quella di mamma.


“Come per tutte le cose complicate e difficili, quando raggiungi l’obiettivo è molto ma molto più bello” dice su questa nuova esperienza genitoriale che in parte condivide anche sui social. Ma il presente sono i Mondiali e dopo aver vinto gli Europei è d’obbligo attendersi una voglia assoluta di proseguire il trend. Domani è attesa in pedana per la prova individuale, poi lunedì ci sarà quella a squadre con le compagne Arianna Errigo, Francesca Palumbo e Alice Volpi. “E’ bello stare qui e condividere con gli altri questa esperienza dei Mondiali. Sono quattro anni che non partecipo, mi sento come fossi alla prima gara”.

ETTORRE OTTIMISTA VERSO TOKYO “SIAMO IN SALUTE”

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“Lo stato di salute è positivo, veniamo dalle finali di Coppa del Mondo di Marsiglia con sei medaglie e il titolo per nazioni. Ci avviciniamo a Tokyo con ottimismo”. A un anno dai Giochi Olimpici, Francesco Ettorre, presidente della Federvela, guarda avanti con fiducia anche se le prossime settimane potranno dire di più sulle chance azzurre di ben figurare nelle acque del Sol Levante. “Adesso l’appuntamento più vicino è il test event di agosto a Enoshima – sottolinea Ettorre all’Agenzia Italpress – Andremo con diversi obiettivi nelle classi qualificate cercando di capire dove siamo, di vedere subito quale è il nostro livello nei confronti degli altri. E’ una tappa fondamentale ma valutando il percorso di tutta questa stagione abbiamo alcune classi ben posizionate come Nacra, Rs:X e 470. Abbiamo mancato la qualifica olimpica nel Mondiale laser di qualche settimana fa ma cercheremo di centrarla nella tappa di Coppa del Mondo a Genova nel 2020”. La Federvela, intanto, si gode le imprese di Marco Gradoni, classe 2004, che al Mondiale optimist di Antigua ha conquistato il suo terzo titolo. “Ha fatto un’impresa enorme – conferma Ettorre – Ha vinto tre Mondiali in modo perentorio ed è importantissimo per il nostro vivaio, così come il titolo a squadre. I giovani li abbiamo ma bisogna portarli a fare quel salto di qualità che in passato ci è mancato”. E Gradoni “lo aspettiamo fra i grandi – ha aggiunto il presidente della Fiv – E’ un talento che va preservato e guidato nel migliore dei modi verso magari le classi olimpiche”. Ad aprile 2020, invece, Cagliari ospiterà la prima tappa delle World Series della Coppa America. “Da tanti anni aspettiamo il ritorno in Italia di questo evento – chiosa Ettorre – Per noi Cagliari è una grande base di allenamento, lì abbiamo anche un centro federale e speriamo che questo appuntamento aiuti tutto il movimento della vela, ci auguriamo che sia un grande volano per la diffusione del nostro sport”.

ALLIANZ A SOSTEGNO DEL BASKET IN CARROZZINA

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La Fondazione Allianz “Umana Mente” è al fianco della Nazionale italiana di basket in carrozzina e della Fipic-Federazione Italiana Pallacanestro in Carrozzina con il progetto sociale “Cronaca di un sogno, un canestro per tutti”.
In occasione della prima partita del triangolare “Stars in SanPa” all’interno della Comunità di San Patrignano, ha fatto il proprio esordio la nuova maglia azzurra degli atleti italiani con il logo della Fondazione istituita da Allianz Italia. Il match ha visto la Nazionale italiana cedere agli Usa per 71-53 ma gli azzurri proveranno a rifarsi domani, alle 18.30 (diretta su Rai Sport) contro la Gran Bretagna. L’Italia vestirà la maglia con il logo della Fondazione Allianz “Umana Mente” nuovamente durante gli Europei di basket in carrozzina che si terranno in Polonia dal 30 agosto all’8 settembre prossimo.
Il progetto “Cronaca di un sogno, un canestro per tutti” si articola nel sostegno alle società sportive partecipanti al campionato italiano giovanile di basket in carrozzina e nella partecipazione ad alcune attività della Fipic anche con l’intervento di volontari dipendenti di Allianz Italia, coordinati dalla Fondazione Allianz “Umana Mente”. Al centro del progetto sociale la realizzazione di un docufilm della durata di 30 minuti che testimonierà l’avventura degli atleti paralimpici in lotta per la qualificazione alle prossime Paralimpiadi che si svolgeranno a Tokyo nel 2020. Gli azzurri interpreteranno sé stessi e i valori dello sport paralimpico, per incoraggiare i ragazzi e le ragazze del movimento giovanile e anche quanti ancora non si sono avvicinati alla disciplina sportiva. “Il nostro progetto si propone di diffondere valori positivi quali l’integrazione, l’uguaglianza, la crescita dell’autostima, la valorizzazione delle differenze e lo spirito di squadra che condividiamo con la Federazione Pallacanestro in Carrozzina – sottolinea Maurizio Devescovi, direttore generale di Allianz Italia e presidente della Fondazione Allianz ‘Umana Mente’ – Con questa iniziativa, siamo vicini ai campioni della Nazionale italiana nel loro appassionante percorso in Polonia per la qualificazione ai prossimi Giochi Paralimpici di Tokyo nel 2020″. “È motivo di grande orgoglio per noi che una realtà importante e prestigiosa come la Fondazione Allianz ‘Umana Mente’ abbia sposato il nostro progetto – commenta Fernando Zappile, presidente Fipic – Abbiamo in comune finalità e motivazioni e sono convinto che, grazie a questo nuovo rapporto, potremo proseguire con ancora maggior forza il percorso di crescita del nostro movimento”. Non è la prima volta che la Fondazione Allianz “Umana Mente” sostiene atleti paralimpici. Lo scorso anno, infatti, ha supportato l’IWAS Power Chair Hockey World Championship, che ha, tra l’altro, visto trionfare proprio la Nazionale italiana.

ITALIA D’ARGENTO NELLA STAFFETTA MISTA MONDIALE

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Una staffetta al cardiopalma regala la seconda medaglia all’Italia del nuoto di fondo impegnata nei Mondiali in Corea del Sud. Dopo il bronzo di Rachele Bruni nella 10 chilometri, gli azzurri conquistano l’argento con la staffetta sui 5.000 metri nella rada dell’Expo Ocean Park con la stessa Rachele Bruni, Giulia Gabbrielleschi, Domenico Acerenza e Gregorio Paltrinieri, che si piazzano tra la Germania d’oro e gli Stati Uniti di bronzo nel mar Giallo increspato dalle onde, stamattina avversario in più per tutti quando si provava a cambiare ritmo. Questo ha penalizzato anche l’olimpionico Paltrinieri (12’21″1) che ha recuperato i tre secondi di svantaggio al cambio arrivando sino allo sprint fatto di spinte, gomitate, botte e ha perso per due decimi contro Rob Muffels (12’23″9), bronzo nella dieci chilometri, ma ha battuto al fotofinish per un decimo Michael Brinegar con la frazione più veloce di tutti in 12’14″0.

Gli Stati Uniti, battuti due anni fa dalla Francia, partono a razzo con Haley Anderson, argento iridato nella 10 km. Bruni, fiaccata dalle due prove precedenti fatica a trovare il ritmo e chiude 13^ con un distacco di 24″3. Gli americani inseriscono il nuotatore migliore Jordan Wilimovsky, oro iridato a Kazan ’15 della 10 km e doppio argento sul Balaton compresa la staffetta, e fanno il vuoto inseguiti dalla Cina e dalla Francia ad oltre dieci secondi. Gabbrielleschi chiude una frazione da 13’44″8, cinquanta secondi meno della compagna e passa il testimone ad Acerenza in nona posizione, con un distacco 36″2 dal vertice. Il lucano è scatenato, e in un amen recupera la testa portandosi fino al tedesco Meissner. Al terzo giro la Germania precede l’Italia di tre secondi e gli Stati Uniti di dieci, grazie ad un’intelligentissima Ashley Twichell, abile a sfruttare la scia e a dare il cambio a Michael Brinegar per giocarsela fino in fondo.

Paltrinieri e Muffels, bronzo nella 10 km, iniziano una lotta che dura 1250 metri, con l’olimpionico della vasca azzurro che tenta in ogni maniera di liberarsi dall’autentica marcatura del tedesco. Muffels sfrutta tutte le armi a disposizione e, da atleta navigato delle acque libere, ostacola l’azione di SuperGreg impedendogli di fuggire e consentendo invece il rientro di Brinegar. Nel cono finale va in scena il solito arrivo allo sprint che premia il tedesco, ma esalta la leva più lunga del braccio di Paltrinieri che brucia per un decimo l’americano al tocco. 

“Sto imparando tanto e avrò una stagione intera per migliorare ancora in questa disciplina – ha osservato l’olimpionico azzurro, comunque soddisfatto per la medaglia conquistata – Per tutta questa settimana mi do la sufficienza: oggi abbiamo vinto un argento mondiale che corona tutti gli sforzi fatti ed è un buon punto di partenza per alimentare il sogno olimpico. Non sono ancora tra i più forti nel fondo, me la gioco ma non vinco mai: mi manca esperienza per essere alla pari con atleti più scaltri e furbi, ma in questi giorni ho tanta consapevolezza”.

La giornata dei Mondiali coreani ha registrato anche la terza vittoria del Setterosa. Le azzurre della pallanuoto, argento all’Olimpiade di Rio de Janeiro, hanno surclassato la Cina con il punteggio di 14-6 chiudendo il girone D con un percorso netto, tre vittorie in altrettante gare. Il primato garantisce all’Italia la qualificazione diretta ai quarti di finale, in programma lunedì prossimo alle 18.30 locali (11.30 del mattino italiano): il Setterosa attende il nome dell’avversaria, che uscirà dal play-off tra la favorita Ungheria e la modesta Nuova Zelanda in programma sabato. Domani mattina alle 5.30 torna in vasca invece il Settebello contro la Germania: agli azzurri basta un pareggio per vincere il girone D e strappare il biglietto per i quarti. 

 

SIMON YATES DOMA I PIRENEI, ALAPHILIPPE RESTA IN GIALLO

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Nella prima tappa pirenaica trionfa Simon Yates. Tutti insieme all’arrivo, staccati di oltre 9 minuti, i “big” del Tour, che hanno corso “al risparmio” in vista della cronometro individuale di domani e delle montagne del weekend. Julian Alaphilippe mantiene dunque la maglia gialla mentre Vincenzo Nibali perde altro terreno rispetto ai vertici della classifica generale. Si registrano, poi, i ritiri di Giacomo Nizzolo, a causa dei postumi di una brutta caduta di ieri, e di Rohan Dennis, che ha abbandonato per motivi ancora “misteriosi”. Queste, in estrema sintesi, le notizie principali della dodicesima tappa del Tour de France, la Tolosa-Bagneres de Bigorre, di 209,5 chilometri.
Il britannico della Mitchelton-Scott si è imposto dopo 4h57’53” di corsa in una volata a tre, davanti ai compagni di fuga Pello Bilbao dell’Astana e Gregor Muhlberger della Bora-Hansgrohe, rispettivamente secondo e terzo di giornata. I big sono arrivati al traguardo a 9’35” da Simon Yates, mentre Nibali è giunto al traguardo a 18’58” dal vincitore di tappa. In classifica generale, quindi, il podio virtuale vede ancora Alaphilippe al comando, con 1’12” di vantaggio su Geraint Thomas e con 1’16” su Egan Bernal, ovvero i due uomini di punta del Team Ineos.