Beppe Marotta prova a tranquillizzare Antonio Conte. Giornata chiave oggi a Nanchino, con la cena che ha riunito allo stesso tavolo Steven Zhang, l’ad Marotta, il ds Piero Ausilio e il tecnico nerazzurro: nel menu il mercato che fin qui non sembra proprio aver soddisfatto del tutto Conte. L’allenatore salentino negli ultimi giorni non ha usato troppi giri di parole: le cose stanno andando troppo a rilento per i suoi gusti. È vero che sono arrivati Godin, Lazaro, Sensi e Barella ma è davanti che il tecnico si aspetta novità, da Lukaku a Dzeko. E non solo, vista anche la recente bocciatura di Perisic come esterno del suo 3-5-2. Marotta, che con Conte ha lavorato già alla Juve, lascia filtrare parole di ottimismo e garantisce che il tecnico avrà presto la rosa al completo per poter lavorare al meglio. Una rosa in cui, a parte Lautaro, ci sarà spazio per altri due attaccanti, uno più giovane e l’altro più esperto, il tutto però nel rispetto dei parametri del fair-play finanziario: niente spese folli, insomma. Un messaggio che sembra destinato anche al Manchester United, che continua a sparare alto per Lukaku mentre l’Inter non vorrebbe spingersi oltre i 60 milioni. All’ad nerazzurro il compito di trovare la quadra, fra esigenze economiche e tecniche, e mettere a disposizione di Conte una rosa competitiva.
All’ex ct azzurro, insomma, sarà chiesta ancora un po’ di pazienza: il mercato in fondo chiude il 2 settembre, Conte ha fretta di avere il gruppo al completo per poter iniziare a costruire davvero la sua Inter e la società cercherà di assecondarlo ma facendo anche i conti con altri fattori, a partire dalle uscite. Perchè è anche con le cessioni – in primis i due fuori progetto Icardi e Nainggolan – che si possono finanziare i rinforzi richiesti dal tecnico.
Doppia seduta intanto per la squadra che si prepara alla sfida di mercoledì contro la Juve a Nanchino per la International Champions Cup. Hanno raggiunto i compagni Godin e Vecino: per l’ex Atletico è stato il primo allenamento in nerazzurro. La squadra ha svolto riscaldamento, lavoro tecnico-tattico e partitella. Dopo la visita al quartier generale di Suning, De Vrij, D’Ambrosio, Longo e Puscas hanno poi incontrato tanti fan e dipendenti di Suning.com e A.O. Smith.
CONTE MORDE IL FRENO, VERTICE SUL MERCATO
FIORETTO DONNE D’ARGENTO AI MONDIALI DI SCHERMA
Dream team d’argento ai mondiali di Budapest. Il fioretto femminile a squadre premia la Russia, che nella finale contro le azzurre si impone 43-42 al minuto supplementare dopo che Elisa Di Francisca aveva chiuso il tempo sul 42-42 contro Inna Deriglazova. Una vecchia storia quella tra le due mamme: avversarie in finale alle Olimpiadi di Rio (oro alla russa), ai recenti Europei di Dusseldorf (oro all’azzurra), in semifinale nella prova individuale a Budapest (vittoria della russa, poi oro). Deriglazova torna a casa con due ori, la jesina, così come Arianna Errigo, con un argento e un bronzo. E’ stata una finale al cardiopalma al Syma Center con le azzurre che confermano la medaglia dello scorso anno anno, ma non riescono a riportare in bacheca l’oro mondiale. Ottimo l’approccio di Alice Volpi con la finale (+8 finale) ma non è bastato: la senese ha impattato con la Deriglazova in avvio, ha chiuso 5-1 con la Zagidullina e poi 7-3 con la Ivanova, ma i colori azzurri pagano la giornata sottotono di Arianna Errigo (-6 alla fine) ed Elisa Di Francisca (-3) che disperde il +2 (37-35) con cui Alice Volpi l’ha lasciata prima dell’assalto finale.
Anche qualche decisione arbitrale non chiara ha innervosito l’oro a Londra 2012 al suo ultimo mondiale, che ha anche preso un rosso (doppio giallo per copertura di bersaglio valido) a 6″48 dalla fine sul 42-41 in suo favore. Nel minuto supplementare, la freddezza della 29enne di Kurcatov (un oro olimpico e 5 ori mondiali) ha prevalso sulla voglia di riscatto delle italiane.
A match finito, grande gioia delle russe, tanta delusione e un pò di rabbia per Elisa Di Francisca e le altre per un oro mancato che lascia un retrogusto amarissimo. E’ la settima medaglia per l’Italia dopo i bronzi nell’individuale di Luca Curatoli (sciabola), Elisa Di Francisca, Arianna Errigo (fioretto) e Andrea Santarelli (spada) e quelli a squadre delle spadiste Rossella Fiamingo, Mara Navarria, Alice Clerici e Federica Isola e degli sciabolatori Luca Curatoli, Aldo Montano, Gigi Samele ed Enrico Berrè. La giornata ha anche regalato il quinto posto degli azzurri della spada: il quartetto formato da Andrea Santarelli, reduce dal bronzo individuale, e da Marco Fichera, Enrico Garozzo e Gabriele Cimini, dopo aver perso ai quarti per 37-34 contro l’Ucraina, ha battuto 35-33 la Russia ed a seguire ha superato nettamente per 45-25 la Corea del Sud. Domani giornata conclusiva: in gara gli azzurri del fioretto e le azzurre della sciabola.
Il quartetto del CT Andrea Cipressa e composto da Andrea Cassara’, Alessio Foconi, Daniele Garozzo e Giorgio Avola approda ai quarti grazie ai successi prima contro il Messico per 45-22 e poi col punteggio di 45-29 contro la Danimarca e domani si giocheranno l’accesso in semifinale contro Hong Kong. Le azzurre del Ct Giovanni Sirovich Irene Vecchi, Rossella Gregorio, Martina Criscio e Sofia Ciaraglia vanno ai quarti dopo aver superato prima il Vietnam per 45-27 e poi agli ottavi Hong Kong col punteggio di 45-28. Domani per l’accesso alla semifinale sfideranno le padrone di casa dell’Ungheria.
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FOOTBALL AMERICANO, GLI AZZURRINI SI PRESENTANO
A cinque giorni dall’esordio continentale contro la Danimarca, la Nazionale italiana U19 si presenta al pubblico, a Casa Italia, cioè a Bazzano, località del Comune di Valsamoggia (BO), dove l’Italia ha stabilito il proprio quartier generale e dove, da domenica scorsa, gli azzurrini si trovano in ritiro. La squadra verrà presentata in occasione di una grande festa che coinvolgerà tutto il paese e che per la Fidaf sarà anche l’occasione per ufficializzare la partnership con Macron, nuovo sponsor tecnico della Federazione e fornitore ufficiale delle divise di giocatori, staff e volontari dell’Europeo U19 ai nastri di partenza. “La Federazione ha messo in campo tutta la propria esperienza e capacità organizzativa, per rendere questo Europeo un evento unico e speciale, il primo a livello continentale a coinvolgere un numero così alto di rappresentative nazionali”, ha commentato Eugenio Meini, general manager della Nazionale U19. “Voglio ringraziare – prosegue – tutte le amministrazioni e realtà locali che ci hanno seguito e aiutato nel creare le sinergie necessarie alla riuscita dell’evento, nonché tutti i nostri sponsor che ci stanno affiancando con i loro brand. Un impegno importante che solo una federazione organizzata come Fidaf poteva affrontare con successo. Dal punto di vista tecnico non abbiamo lasciato niente al caso, accogliendo tutte le richieste del nostro Head Coach Luca Lorandi, mettendogli a disposizione risorse straordinarie che gli hanno permesso di preparare al meglio questi Europei. Siamo certi della buona riuscita della manifestazione e ci attendiamo un pubblico numeroso che venga a tifare per il nostro Blue Team”. Il Campionato Europeo U19 prenderà ufficialmente il via domenica 28 luglio, alle ore 21, con la cerimonia di apertura in piazza Minghetti a Bologna. E poi, lunedì 29, sempre alle 21, sarà Italia-Danimarca, per il primo, adrenalinico impegno degli azzurrini nel torneo continentale.
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VETTEL E LECLERC SCALDANO I MOTORI PER HOCKENHEIM
“Siamo chiamati a una gara molto migliore dello scorso anno, specialmente per quel che mi riguarda… Quindi non vedo l’ora di scendere in pista ad Hockenheim”. Sebastian Vettel scalda i motori in vista del 64° Gran Premio di Germania, valido per il Mondiale di Formula 1 e vinto dalla Ferrari per 21 volte. “L’atmosfera è sempre fenomenale e il pubblico grandioso, con tante bandiere tedesche bellissime da vedere lungo tutto il circuito – spiega il pilota tedesco del Cavallino – Per quanto riguarda il tracciato, sembra piuttosto semplice a una prima occhiata. Però specialmente l’ultima parte è tanto bella quanto tecnica, in particolare il Motordrom. Lì si trovano tantissimi tifosi e ci sono i punti più insidiosi del circuito. Detto questo, anche la curva 1 è impegnativa, direi una delle più complesse del tracciato, perché è molto veloce e finisce prima ancora di rendersene conto. Va affrontata alla perfezione ed è importante sentirsi a proprio agio con la vettura per iniziare ad accelerare il prima possibile – conclude Vettel – così da massimizzare la velocità per i settori successivi della pista”. “Sono contento di gareggiare a Hockenheim. Nel corso degli ultimi weekend di gara insieme alla squadra abbiamo sempre fatto un buon lavoro in qualifica. Ora ci dobbiamo concentrare maggiormente sul passo gara perché è questo l’aspetto nel quale abbiamo faticato ultimamente – sottolinea l’altro pilota della Rossa, il monegasco Charles Leclerc – Per quanto riguarda il tracciato, è un bel mix di curve una diversa dall’altra e di rettilinei veloci. Quella di Silverstone è stata una gara molto divertente da vivere in abitacolo, speriamo di poterci ripetere anche in Germania e di essere in condizione di lottare per la vittoria”. Così Mattia Binotto, Team Principal Ferrari: “Il Gran Premio di Germania per noi è prima di tutto la gara di casa di Sebastian. Per questo teniamo particolarmente a ben figurare ad Hockenheim, soprattutto dopo che l’anno scorso ci è sfuggita l’opportunità di concludere bene un fine settimana nel quale le nostre prestazioni erano state di livello. Per questa gara non sono previste novità particolari ma dall’analisi del GP di Silverstone abbiamo tratto utili informazioni per conoscere meglio la vettura”.
CONTE “MAI STATO VICINO ALLA JUVE, VOGLIO BATTERLA”
E’ calcio d’estate, ma è sempre il derby d’Italia e per Antonio Conte quella di domani a Nanchino non può essere una partita come le altre. C’è la Juventus da sfidare, la squadra che lo ha avuto come capitano e allenatore. Ritrovarla da avversaria, nel secondo appuntamento della International Champions Cup, non può che fare un certo effetto. “E’ la prima volta che incontro la Juve da quando è finito il mio rapporto con loro. In passato era successo con Arezzo e Atalanta – ha spiegato il tecnico -. Inutile dire che provoca un’emozione umana, naturale. Al tempo stesso so che è un’avversaria e faremo di tutto per vincere. All’inizio sarà emozionante, poi al fischio d’inizio ognuno vorrà superare l’avversario”. Dopo l’addio di Allegri il suo nome era circolato anche in chiave Juve. “Mai stato vicino alla Juventus, non ho mai ricevuto una telefonata. È sempre stata l’Inter a mostrarmi grande interesse e grande affetto. Sento quindi una grande responsabilità per creare qualcosa di importante”, le parole dell’ex ct azzurro che dalla sfida contro i bianconeri attende risposte importanti. “Stiamo cercando di lavorare su dei concetti di gioco in fase di possesso e non possesso. Più si gioca più si iniziano ad apprendere i concetti. Poi si analizzano gli aspetti positivi e si cerca di correggere quelli negativi. Giocare queste gare aiuta ad assimilare ancora di più i concetti che sto cercando di trasmettere”, spiega il tecnico nerazzurro, contento che Godin e Vecino si siano aggregati al gruppo. “Matias veniva da un infortunio muscolare e quindi sta lavorando, ma stiamo andando molto cauti per rispettare i tempi di recupero anche se siamo molto vicini. Diego ha iniziato gli allenamenti con noi, sono due ottimi giocatori, molto uniti anche tra di loro e sono felice di averli a disposizione”. In Cina è stato accolto con grande affetto. “Sono contento di essere conosciuto come mi dite, è per me motivo di orgoglio. Il mio soprannome significa che sono molto diretto? Penso sia positivo e importante essere schietti e diretti con i giocatori e anche con i tifosi”.
In Cina la sfida con la Juventus, ma non solo, anche l’occasione per confrontarsi con i vertici societari, facendo il punto sulle operazioni in entrata e in uscita, oltre che su questi primi giorni di lavoro. “Per quanto riguarda il mercato e per i nomi che circolano penso che saranno fatte delle riflessioni e saranno prese delle decisioni per il bene dell’Inter, tenendo conto di tutto, non solo del campo – ha spiegato Conte -. C’è bisogno di tempo per creare una base solida per portare il club al livello a cui compete. I cambiamenti che sta portando la nuova proprietà sono sotto gli occhi di tutti”. Dalla Premier al ritorno in A, Conte è pronto a ritrovare il massimo campionato italiano. “L’esperienza inglese mi ha arricchito professionalmente ma ora sono contento di essere tornato in Italia ed essere a capo di una squadra tra le più importanti. In questo momento la Premier League è la più importante, è più difficile da giocare e vincere, c’è grande competitività con sei squadre che partono con possibilità di vincere. In Inghilterra è molto molto difficile vincere un titolo. Il campionato italiano sta tornando a crescere e questo è molto importante, secondo me si stanno facendo dei miglioramenti sotto tutti i punti di vista, anche sulle infrastrutture. Ancora una battuta sulla sfida di domani contro i bianconeri di Maurizio Sarri. “Sarà un’amichevole importante: è un momento in cui entrambe le squadre sono ancora in una fase di preparazione. Sia noi che loro cercheremo di giocare una buona partita e speriamo di vedere dei miglioramenti al di là del risultato”.
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SARRI AL PRIMO DERBY D’ITALIA “GARA PARTICOLARE”
“Juve-Inter non è una partita come le altre”. Lo sa bene anche Maurizio Sarri che fino ad oggi ha vissuto il Derby d’Italia da spettatore e da domani, sulla panchina bianconera a Nanchino, in Cina, per l’International Champions Cup lo vivrà in prima persona. Sullo sfondo una rivalità sportiva antica quasi come la storia del calcio in Italia, ingrandita ancor di più dai veleni di Calciopoli e da tensioni che si sono susseguite negli anni. Oggi, poi, dall’altra parte della barricata c’è Antonio Conte, il grande ex della sfida, il “capitano” per eccellenza per i tifosi della Juventus molti dei quali non gli hanno perdonato il passaggio in nerazzurro chiedendo addirittura la rimozione della sua stella dalla pavimentazione antistante l’ingresso all’Allianz Stadium. “Si affronteranno due squadre che non potranno esprimersi al meglio a causa della condizione fisica e del tasso di umidità – ha aggiunto il tecnico bianconero parlando in conferenza stampa alla vigilia della sfida -. Cercheremo di dare continuità a quanto fatto a inizio ripresa contro il Tottenham”.
Il business viene prima di tutto nel calcio moderno, l’International Champions Cup porta soldi nelle casse juventino a discapito di quello che era il ritiro precampionato di una volta: “In questo tour ci stiamo allenando poco e stiamo giocando molto, quindi la fase decisiva della preparazione sarà da fine luglio al 10 agosto”, ha aggiunto il tecnico che ha ricordato ancora una volta come Ronaldo verrà utilizzato “principalmente come attaccante di sinistra, lui deve fare la differenza”. Poi parlando di CR7 ha svelato alcuni dialoghi con lui in riferimento alla gara di domenica scorsa a Singapore contro il Tottenham: “Eravamo d’accordo sul fargli fare 60 minuti. Ad un certo punto mi ha chiesto quanto tempo avesse prima uscire, gli ho detto 5-6 minuti e al momento del cambio gli ho solo domandato come stesse”. Detto che Chiellini manterrà la fascia di capitano, su Dybala, che al ritorno dalla tournée asiatica si unirà alla squadra, Sarri ha altri programmi: “Potrebbe fare facilmente il ‘falso nueve’, ma potremmo anche trovare soluzioni diverse, e potrebbe giocare come trequartista di raccordo, alle spalle di due attaccanti”.
Alla vigilia della sfida con l’Inter, ha parlato anche il portiere Wojciech Szczesny che ha speso parole di elogio sul nuovo compagno Matthijs de Ligt definito da Sarri un “prospetto fenomenale”: “E’ un ragazzo giovane e cercheremo di aiutarlo – ha detto il portiere polacco -. È un grande difensore e sono sicuro che ha un grande futuro qui alla Juventus”. Inevitabile una domanda sul ritorno di Buffon che stavolta, a differenza della precedente esperienza, sarà il secondo di Szczesny: “Sono molto contento del ritorno di Gigi – ha aggiunto il portiere -. Ho un bellissimo rapporto con lui, costruito già due anni fa. Adesso è tornato ed è un grande acquisto da parte della società”. La squadra oggi ha svolto una doppia seduta di lavoro e dopo la sessione mattutina in palestra c’è stato spazio per il campo e il pallone nel pomeriggio. Intanto, sul fronte mercato Gonzalo Higuain resta sempre nella lista dei possibili partenti anche se lui gradirebbe rimanere a Torino e in tema di attaccanti che potrebbero lasciare la Juve, c’è pure Moise Keane sul quale si è scatenato un duello tutto inglese tra l’Everton e l’Arsenal.
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EWAN CONCEDE IL BIS, BEFFATO VIVIANI IN VOLATA
Caleb Ewan è il re delle volate al Tour de France 2019. Il corridore australiano della Lotto-Soudal centra la sua seconda vittoria personale allo sprint, battendo nettamente Elia Viviani e Dylan Groenewegen, con Peter Sagan quarto. I tre citati restano fermi a quota una vittoria in questa Grande Boucle, mentre l’esile velocista tasmaniano sale a quota due successi in quella che era l’ultima opportunità per i velocisti prima del trittico terribile sulle Alpi. Ewan, che prima di questa edizione non era mai riuscito a vincere una tappa al Tour, non può nascondere la soddisfazione per questa volata che lo ha visto trionfare in maniera netta partendo da dietro e beffando i rivali: “Non ero nella posizione ideale a un chilometro dal traguardo, ma ho seguito abbastanza bene il treno della Quick Step e mi sono lanciato da dietro. Non riesco ancora a realizzare, è un sogno già soltanto essere qui al Tour de France. Vincere una tappa era già un sogno grandissimo, ora ne ho vinte due e non ci posso credere”. Non cambia nulla per quanto riguarda la classifica generale: Julian Alaphilippe, dopo le avvisaglie di crisi di domenica, può mantenere lo stesso distacco nei confronti degli immediati inseguitori: Geraint Thomas è secondo a 1’35”, Steven Kruijswijk terzo a 1’47”.
Thibaut Pinot insegue a 1’50”, Egan Bernal paga un ritardo di 2’02” con Emanuel Buchmann sesto a 2’14”: saranno probabilmente questi sei corridori a giocarsi la vittoria del Tour in quest’ultima settimana durissima. Fabio Aru, sedicesimo, è il primo degli italiani con 14’15” di ritardo; trentesimo Giulio Ciccone a 53’26”, Vincenzo Nibali (al traguardo con due minuti di ritardo sul vincitore) è ora cinquantesimo con un distacco monstre in classifica di 1h19’50”. Brutta caduta a 27 chilometri dal traguardo per Jakob Fuglsang: il corridore dell’Astana, nono al via con 5’27” di ritardo, finisce giù insieme ad altri ciclisti e sbatte la testa, decidendo pochi minuti dopo di ufficializzare il proprio ritiro dal Tour. Domani in programma la diciassettesima frazione della corsa transalpina, la Pont du Gard-Gap di 200 chilometri, con la partenza spettacolare dall’antico acquedotto romano. Percorso insidioso con diversi saliscendi e due GPM, uno di categoria 3, l’altro di categoria 4: una tappa che potrebbe proporre alcuni attacchi da parte dei big, anche se è probabile che gli uomini di classifica vorranno conservare le forze per i tre tapponi sulle Alpi.
FIORETTISTI DI BRONZO, ITALIA CHIUDE A 8 MEDAGLIE
I fiorettisti regalano un bronzo all’Italia nell’ultima giornata dei mondiali di Budapest, che si chiudono con un argento e 7 bronzi in totale per i colori azzurri. Manca l’oro nel medagliere (vinto dalla Russia, ma l’Italia ha più medaglie totali) come non accadeva dall’edizione 1987 (Losanna), anche se c’è qualche motivo per cui rallegrarsi. Ad esempio, per il fatto che tutte le squadre ad oggi sarebbero qualificate alle olimpiadi del prossimo anno a Tokyo e dovranno confermare questo status nelle prossime quattro gare di Coppa del mondo. “Siamo fiduciosi in ottica olimpica” l’analisi del presidente della Federscherma Giorgio Scarso. L’ultima giornata al Syma Center ha regalato il bronzo a squadre ai ragazzi del Ct Andrea Cipressa: Andrea Cassarà, Alessio Foconi, Daniele Garozzo e Giorgio Avola hanno iniziato battendo Hong Kong (45-28), poi si sono “persi” contro la Francia (45-32 per i transalpini) nella semifinale per poi mettere in campo tutte le energie nella finalina contro la Russia, vinta 45-32. “Non eravamo venuti qui per questo, ma per come si era messa la giornata possiamo anche accontentarci” le parole dell’oro a Rio Daniele Garozzo.
“Nella semifinale contro la Francia abbiamo avuto fretta e nervosismo. Per la squadra sarebbe ideale non avere passaggi a vuoto, ma questo non e’ possibile e capita. La differenza tra la semifinale con la Francia e la finalina con Russia e’ stata la calma successiva al passaggio a vuoto”. Problemi alla gamba, ma in pedana nella parte iniziale in cui ha dato un grande contributo, poi il veterano Andrea Cassarà ha lasciato spazio a Giorgio Avola ma meriti per il bronzo sono anche suoi. “La gamba si recupera, era importante prendere una medaglia e i punti necessari, dobbiamo registrare qualcosa, lo sappiamo, ci fa bene riflettere per non ripetere quello che e’ successo a Rio dove siamo arrivati da campioni del mondo. Cercheremo di preparare al meglio le olimpiadi di Tokyo, magari vincendo qualche gara in coppa del mondo”. Partito male in mattinata, Alessio Foconi e’ stato importante negli assalti che hanno messo la distanza contro la Russia e permesso all’Italia di conquistare il bronzo. “E’ una bellissima medaglia dopo la batosta presa con la Francia in semifinale. Se fossi partito prima con questo sprint finale, magari potevamo conciliare meglio i due assalti, ma e’ andata comunque bene, ripartiamo da questo terzo posto, ci siamo messi a tavolino e parlati, siamo sulla strada giusta”.
Infine Giorgio Avola: il modicano e’ entrato nel finale al posto dell’infortunato Cassarà, ma ha fatto la sua parte. “Guardiamo il bicchiere mezzo pieno e cioe’ che abbiamo portato a casa il bronzo mondiale, e’ una medaglia fondamentale, direi che possiamo essere soddisfatti”.
Le sciabolatrici, dopo aver brillantemente superato per 45-38 le padrone di casa dell’Ungheria ai quarti, si sono smarrite cedendo nella semifinale alla Russia (45-37) e nella finale per il terzo posto contro la Corea (45-35) rimanendo con la medaglia di legno in mano. “Non ci meritiamo questo quarto posto, ma l’assalto e’ stato gestito male, tutta colpa nostra, abbiamo sbagliato, non c’e’ molto da dire questa volta” le parole di Rossella Gregorio, oro con la squadra a Lipsia nel 2017.
“Siamo partite bene, poi tatticamente non siamo riuscite a tenere il passo che dovevamo, ci sono stati degli errori, secondo me anche tecnici su cui dobbiamo lavorare tutte. Va bene studiare, conoscere la tattica dell’avversario, ma poi bisogna metterci soprattutto il cuore perche’ le stoccate si mettono piu’ cosi’ che con un braccio disteso bene” l’analisi di Martina Criscio, mentre l’esperta del gruppo Irene Vecchi cerca di guardare in positivo:”Non e’ entusiasmante tornare a casa senza medaglie, ma in ottica olimpica sono punti importanti che ci porteremo dietro”.
(ITALPRESS).










